Se volete è stata una delle anticamere delle anticamere dell’avanguardia. Si parla di fine Ottocento-primi del Novecento francese, un momento assai interessante per l’arte dei suoni, poi o forse prima c’è quella tedesca. Nomi come Debussy, Poulenc e Milhaud, per dirne alcuni. Autori di prima grandezza con una loro poetica assai precisa, chiara, netta distinguibile. Che suoni! E poi lui, il grande Debussy: con la sua produzione – soprattutto negli anni della giovinezza e dunque del debutto – negli ambienti accademici creò non pochi mugugni, condanne, scetticismi; con il suo modo di scrivere dava alla sua maniera un’altra “botta” – e che botta, anche se con mani di velluto visto lo stile non di rado evanescente – alla “signora tonalità”, a tutto quello in cui si credeva allora. Per sintetizzare, la strada gallica dell’atonalismo o comunque, dell’indebolimento della musica intesa come contesto dotato di buoni punti di riferimento. Certo poi, se si vuole pensare alla frantumazione della tonalità, di più fece in buon Shoenberg; ma questa è nostra storia, e le scuole di pensiero sono diverse…

Alla scuola fracese del Nocevento, alle sue diverse voci, alle diverse creatività di quel periodo è dedicata la serata di oggi – l’ultima della rassegna – “Notti trasfigurate” della Civica Scuola di Musica ( dalle ore 21 a Villa Simonetta, via Stilicone 36). Già la Francia del secolo scorso: “Il programma solistico e cameristico passerà dalle sonorità impressionistiche ed evanescenti di Debussy per approdare agli omaggi per Cecile Chaminade – recita il programma di sala – E ancora, il romantico Gaubert“, fino all’aristocratico Faurè; e ancora Demersseman.

In previsione pure Henri Dutilleux, classe 1916, uno dei più importanti compositori francesi della seconda metà del Ventesimo secolo; nella sua musica si ri-trovano Ravel, Debussy, Messiaen. Una serata insomma che è una chiara occasione per incontrare autori che – Debussy e Poulenc a parte – di rado vengono eseguiti, pur rappresetando una fetta imporante della storia europea e l’eccellenza di Paese.
In allegato: musiche di Henri Dutilleux