Gino Negri: chi era costui? Ci sono pezzi di storia della musica che, come dire, sono stati presi in considerazione, ma non troppo. Compositori degni di nota a dir poco che in qualche modo sono stati oscurati dalla Storia (eh eh, sempre lei…), dagli studiosi. Qualche libro magari c’è, documenti negli archivi, esecuzioni mai, o quasi. Probabilmente è il caso di Gino Negri (1919-1991); che all’attività di compositore alternò quella di critico musicale per la rivista Panorama.

Chi volesse scoprire e approfondire la vita e le opere di questo personaggio e del periodo che visse nella capitale lombarda, in libreria può trovare “Voglio un monumento in Piazza della Scala” (edizioni Squilibri), che racconta così questo personaggio: “Troppo popolare e scanzonato per gli adepti della musica colta ma troppo dotto e raffinato per gli amanti del puro svago musicale (…); era un artista inclassificabile (…). Tra gli anni ’40 e gli anni ’80 operò in ambienti disparati, quali il teatro Angelicum, il Piccolo teatro, la Piccola Scala. il teatro San Babila e il salone Pier Lombardo”. Il volume a firma di Marco Moiraghi è arricchito da due cd con materiali sonori inediti o ormai da tempo irreperibili.

Per quando riguarda la produzione più impegnata di Negri, si può dire che il suo stile era caratterizzato dall’uso di piccoli organici strumentali e una costante presenza del canto, creato su misura per le capacità degli interpreti. Nelle sue musiche si sentono chiari echi delle musiche del Novecento e al tempo stesso la presenza di una chiara personalità.

Infine, riguardo al volume pubblicato nel 2011 (per opere di questo genere la data non è così rilevante perché sono documenti), “ripercorre le tappe della sua presenza artistica a Milano attraverso un’attenta ricognizione delle fonti musicali, musicologiche e critiche, valorizzando soprattutto le recensioni giornalistiche dell’epoca”.
In allegato: musica di Gino Negri