Quando si parla del pianista canadese Glenn Gould – il 4 ottobre ricorrerà il trentesimo anno dalla sua scomparsa – la mente subito corre al suo colossale impegno sui repertori bachiani e per la ricerca totale e totalizzante dedicata al pianoforte. Ma non va dimenticato però – assolutamente – il suo considerevole contributo anche sulle rotte del Ventesimo secolo.

 Un modo per ri-incontrare il grande pianista – nella sua versione più inedita e inconsueta – è un radiodramma della Radio Svizzera Italiana, scritto e diretto a Carlo Rafele: dieci puntate, dal 24 settembre al 5 ottobre (dal lunedì al venerdì dalle 13.30 su rete Due e sul sito www.rsi.ch/dramaradio.

“È un lavoro che vuole affermare e mettere in scena l’immagine di un Gould inedito e inconsueto – spiega l’autore Carlo Rafele -. Un artista che si fa critico della cultura, che affronta il suono e le sonorità da una nuova prospettiva analitica, che rende la musica classica infinito legame con le pulsazioni sonore del presente, che plasma l’avvenire del suono, facendo di Bach un nostro contemporaneo, spogliando Beethoven o Mozart di ogni insopportabile retorica, restitendo Brahms e Wagner alla vertigine metafisica, privilegiando compositori meno conosciuti come Ernst Krenek, Paul Hindemith,Orlando Gibbons, William Byrd“.
In allegato: Glenn Gould alle prese con Paul Hindemith