Non solo le star dal jazz, ma anche tanti altri musicisti, artisti e cultori e no. Il documento appello elaborato dal critico musicale Filippo Bianchi  in sintesi titolabile “fondi al Jazz e non solo alla  classica” ha già raccolto migliaia di adesioni: tra i primi firmatari Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Franco D’Andrea, Giorgio Gaslini e Franco Cerri.

Il documento (https://www.change.org/petitions/candidati-alle-elezioni-politiche-2013-appello-per-il-jazz-e-le-altre-musiche-d-oggi) apre individuando nella cultura un “settore strategico, in un Paese come l’Italia che ha un imponente capitale, finora sottoutilizzato, sia di patrimonio storico che di talento vivente”. Si rileva poi come il jazz italiano abbia oggi un’altissima reputazione internazionale, ma come i nostri musicisti operino in un regime di “concorrenza sleale”, visto che non sono sostenuti dagli istituti di cultura, contrariamente ai loro colleghi di altri Paesi europei.


Una documentata ricerca fornisce dati sugli investimenti per il jazz nel resto del continente piuttosto imbarazzanti se paragonati all’Italia. Nei prossimi giorni sarà chiesto un confronto, firme alla mano, con i responsabili culturali delle forze politiche e del ministero stesso. Fra le proposte lanciate vi sono, spiega Bianchi, “l’istituzione di una orchestra nazionale del jazz, dotata di fondi per la creazione di nuovo repertorio, e per la diffusione di questa musica sul territorio”.

E ancora: “Uno speciale fondo per il sostegno dell’attività all’estero; un costante lavoro sulla formazione e sul decentramento, nella ricerca di nuovo pubblico a partire dalle scuole; una più ampia presenza nelle commissioni di valutazione di esperti di musica jazz ed attuale, e l’inclusione di commissari designati ’dal bassò; la creazione di un fondo per la cooperazione, volto a favorire le strutture di musicisti associati e le co-produzioni fra strutture organizzative”.
In allegato: star del jazz