Si, ogni tanto i musicisti se lo sentono chiedere: “Ma lei che lavoro fa?”. Lo ha ricordato persino una star del violino come Salvatore Accardo, nella sua autobiografia appena uscita nelle librerie, “Il miracolo della musica”: “Ancora oggi – scrive il virtuoso interprete alla tenera età di 71 anni – appunto, ancora oggi – ancora capita che qualcuno, non riconoscendomi, mi chieda cosa faccio nella vita, e alla risposta “suono il violino”, non soddisfatto ribatta: “No, ma poi, che fai? Come professione intendo…”. Già, che fai…manca solo “dove prendi i soldi?”.

Anche se il Belpaese “brilla“ per il suo analfabetismo musicale – lo dicono le statistiche e ormai non si contano gli appelli-denuncia dei grandi della musica classica nostrana – non si pensava più di sentire ancora storie così, che sembrano legate a un passato remoto, quando per qualcuno se non facevi determinati lavori eri un ricco che praticava le arti, la poesia e la filosofia. Ora la musica – ma dire “ora” suona persino assurdo perché la faccenda in realtà è vecchia se non di millenni, di secoli – non solo è un fatto artistico-espressivo ma anche e, in molti moltissimi casi, anzi soprattutto, una questione di business e di mercato.


Dunque chi ancora fa certe domandine o dovrebbe scendere dal pero – come di usava dire una volta – oppure aggiornare le sue conoscenze, oppure ancora accorgersi che ovunque ci sono negozi dove si vendono incisioni che ovviamente portano denaro a chi le ha fatte; e ancora: esistono teatri, auditorium, sale da concerto, scuole di musica, conservatori etc. etc. dove ci si esibisce, si suona, si vive e si lavora: gratis, secondo i campioni “ma lei che professione fa?”. Ovviamente no.

Insomma, domande da far cadere le braccia, perfino a uno come Accardo, un uomo che ha speso la sua vita, a partire dell’infanzia (il suo primo violino, racconta nel libro, lo ha avuto a soli 3 anni) per la musica. In effetti, non riconoscerlo, per carità: può succedere, eccome. Non tutti seguono il violino e la classica. Ma quando si vede un uomo di quell’età distinto, di cultura, a prima vista di evidente altissima qualità, la mente dovrebbe subito concludere che se dice di suonare il violino almeno può essere che sia un violinista. Invece no, ci vuole la domanda incalzante di chiarimento: che lavoro fa, che cosa fa, come si guadagna da vivere… Mah!
In allegato: Salvatore Accardo in concerto