Sofija Gubajdulina, Leone d’oro alla Carriera. Cronache dalla Biennale Musica. La proposta è arrivata dal direttore-compositore Ivan Fedele. “Il Leone d’oro alla carriera attribuito a Sofija Gubajdulina – afferma il direttore Ivan Fedele – è un riconoscimento all’alto valore artistico e umano di una donna che, per le sue scelte estetiche anticonformiste, ha dovuto continuamente lottare con il potere politico dell’Urss che non esitò a definire la sua musica irresponsabile. Ciò nonostante fu sostenuta ed appoggiata  da Dmitrij Šostakovic che la incoraggiò a proseguire su quella che era stata definita una cattiva strada”.

E ancora: “Nel 1979 il VI Congresso dei compositori dell’Unione delle Repubbliche Sovietiche la mise nella lista nera perché appartenente ad un cartello di musicisti dissidenti e per aver partecipato ad alcuni festival disapprovati dal regime. Malgrado queste enormi difficoltà Sofija Gubajdulina ha continuato ad esprimersi con estrema coerenza e libertà offrendo al mondo intero pagine di musica ispiratissime permeate di una spiritualità al tempo stesso delicata e incandescente che l’hanno fatta conoscere ed amare in tutto il mondo”.

Al Festival di Musica della Biennale di Venezia la Gubajdulina è stata eseguita a partire dalla fine degli anni Settanta, quando ha inizio la sua carriera internazionale: il primo brano eseguito è Rumore e silenzio per clavicembalo e percussioni (1977, la Biennale del dissenso), cui seguono sempre in prima italiana Cinque studi per arpa, contrabbasso e percussioni (1979, Festival Internazionale di Musica Contemporanea), Und: Das Fest ist in vollem Gang per violoncello e orchestra (1995, 46. Festival Internazionale di Musica Contemporanea), Fachwerk per bayan, orchestra d’archi e percussioni, presentato allo scorso Festival.
In allegato: musiche
di Sofija Gubajdulina (nella foto)