Aspettando la Biennale Musica 2013 si può parlare di una delle sue curiosità più evidenti, vedi l’appuntamento – in calendario l’8 ottobre – con “Homoiomèreia, o della mutazione computazionale” (presso il teatro alla Tese, nel pomeriggio). Protagonista il percussionista Pietro Luca Congedo, a suo tempo scelto nientemeno che dal compianto Stochkausen per i suoi assoli percussivi; lui è compositore ma, soprattutto, studioso di elettronica. Congedo ha creato nuovi strumenti a percussione che sono stati chiamati “Perscultronic”, con cui ha ideato musiche per performance, installazioni e immagini.

Giusto per dire, il compositore che sarà di scena tra quale mese nell’esposizione musical-sonora della Serenissima, è riuscito da una forma alla visioni di Leonardo Da Vinci. Come? Attraverso la creazione di un tamburo automatico con 12 braccia comandate da un computer a partire dalle indicazioni che si trovano nei disegni del Codice Atlantico.


Durante il festival di Venezia farà ascoltare, così come viene da lui descritta e rilanciata dagli organizzatori, quella che si potrebbe chiamare la “Voce della materia”, attraverso proprio le sue nuove invenzioni strumentali che assemblano apparati percussivi, protesi, automazioni ed elettronica. Insomma, il compositore Congedo “fa della realtà fisica uno spettacolo materialista e al tempo stesso metafisico”.
In allegato: video di  Pietro Luca Congedo