Quando avete ascoltato musica? Il primo disco? Il primo concerto? Ognuno dica la sua… Se inizia una storia con la musica, il primo incontro, poi il legame se sboccia e, ancora, il viaggio. Chi scrive ricorda “la prima volta”: una febbre da cavallo all’età di sette anni, la mamma che arriva con un  33 giri versione economica con le toccate e fughe di Bach eseguite per organo. Da allora Bach non mi ha mai abbandonat è un punto di riferimento. Poi la prima tastiera, un harmonium scoperto in una saletta dell’oratorio, primi passi da autodidatta, la tastiera a casa e le lezioni da una concertista in pensione… da ragazzo gli studi classici e l’incontro spontaneo con il genere contemporaneo, gli autori del ‘900 storico: poco più che adolescente le domeniche passate all’Angelicum di Milano chiuso decenni or sono e al pomeriggio a “Musica del nostro tempo” al Conservatorio Verdi. E poi tutto il resto… Lo spunto per questi ricordi dopo un giro in un grande negozio musicale, al reparto tastiere e pianoforti. Una scena che colpisce.


Una famiglia di indiani – madre, padre, due figli e una figlia piccola – intorno a un pianoforte digitale. A vista non sembrano ricchi, gente che ha molti soldi anzi… Il figlio più grande, un ragazzo sui 14 anni, accenna qualche motivetto pop e rock; si vede che è autodidatta ma che probabilmente ha orecchio. I genitori restano come “incantati”, la sorellina sorride e lo guarda con ammirazione; il papà lo incita ad andare avanti e lui continua, fa vedere quello che sa fare e fa intravvedere predisposizione musicale. Il padre sempre più entusiasta comincia a guardare un’altra tastiera, quella che sta sotto: una vera e propria orchestra digitale il cui costo è doppio… I genitori finiranno per comprare al figlio talentuoso quella… e probabilmente chissà con quali sacrifici. Che dire? Ci vediamo tra qualche anno nello stesso posto e lui magari sarà un altro…Vijay Iyer (http://en.wikipedia.org/wiki/Vijay_Iyer)
In allegato: le musiche della storia