“Che sia chiaro, nel titolo non c’è l’intenzione di essere critici verso l’avanguardia storica. Quell’Oltre sta a significare che i tempi sono cambiati e il pubblico – che oggi va ai concerti di classica come di rock e jazz e quant’altro – pure, e che quindi si deve andare e si va avanti. L’avanguardia, che tanti hanno attaccato e attaccano, penso che coi suoi pregi e i suoi difetti, sia stata importante; ho visto le sue grandezze e i suoi limiti; certamente non sono contro, anzi; ma ha fatto il suo tempo e ora è tempo di aprire altre porte”. Firmato maestro Renato Rivolta: lui, una vita nella musica, è una delle tre menti di un nuovo progetto, che ha già partorito una formazione a dire poco insolita – Off-Topic – di cui è il direttore – e un primo appuntamento titolato, appunto: Oltre l’avanguardia (lunedì 5 maggio ore 21 all’Auditorium San Fedele di Milano).
Maestro, facciamo un ragionamento introduttivo…
Affievolita la carica innovativa delle avanguardie storiche della musica colta contemporanea, caduti i dogmi estetici, divenute vaghe le tassonomie dei generi, il panorama musicale attuale è un mare nel quale ciascuno traccia la propria rotta personale senza più la bussola di etichette e ideologie”.
Dunque ci sono spazi per prendersi delle libertà
“Esatto. E infatti, con un ensemble acustico/elettrico proponiamo importanti autori d’avanguardia del Novecento, remake di progressive rock e heavy metal, nuovi brani originali, alternandoli con la coinvolgente magia fonica dell’Acusmonium di Giovanni Cospito e Dante Tanzi. Abbiamo progettato questo divertente viaggio alla scoperta delle rotture e delle analogie/convergenze che percorrono i diversi linguaggi della contemporaneità”.



Come è nato il progetto?
“La cosa risale a una decina di anni fa, quando anche con Francesco Zago (che oggi lo affianca come mente del progetto e come musicista, ndr), avevano creato il gruppo “I budini molli” con riferimento agli sketch del comico Francesco Salvi; facevamo cover, rock e cose nostre, eseguimmo pure brani di Tommaso Ledi, degli Stormy Six. A distanza di tanti anni abbiamo ripescato l’idea, in compagnia di Giovanni Cospito. E intorno al progetto si è formato l’ensemble (Raffaele Trevisani – flauto -; Valerio Cipollone – clarinetti -; Carlo De Martini – violino -; Eliana Gintoli -; Eleonora Ravasi – tastiere elettroniche -; Marco Riccelli – pianoforte -; Luca Gusella – percussioni & tastiere -; Francesco Zago – chitarra elettrica -; Archimede De Martini – basso elettrico -)”.
Aphex Twin, Autechre, Cage, Eno, Gentle Giant, Zappa, Radiohead Un programma a dire poco variegato ed eterogeneo, ma che ci fanno anche i Metallica?
“Beh, naturalmente rivisti e corretti. Zago ha ri-preso in mano dei temi e li ha collegati fino a comporre una vera e propria suite. Il risultato è sorprendente. Perché si va anche a scoprire che nei pezzi dei Metallica coesistono parti semplici e parti che per complessità e modernità avrebbero potuto essere scritti da compositori di musica colta”.
Il prossimo passo?
“In cantiere c’è il progetto di andare a esplorare la musica del Quattrocento, alla polifonia di quel periodo, fiamminga e non; qualcosa di molto diverso da oggi, qualcosa che ancora conserva un fascino davvero irresistibile, Ovviamente le musiche che individueremo verranno trattate e riproposte alla maniera degli OFF-topic”. Ne sentiremo delle belle.