Esibizione a Palazzo Cusani, a Milano del pianista ungherese Gergely Boganyi, due valzer di Chopin. Sul palco c’era l’innovativo pianoforte da concerto progettato e ideato dallo stesso Boganyi dopo anni di lavoro su materiali come la fibra di carbonio delle Formula 1 e sulle forme. Roba del futuro. Un bell’antipasto prima di Piano City.

“Un gioiello emblematico di quanto i governi possano fare per sostenere la ricerca e nuove visioni in ogni campo, nell’interesse del progresso, con rispetto. Questo è per noi nutrire il pianeta» ha detto il Commissario del governo ungherese per Expo 2015, Szocs Gèza.

Un evento che è stato anche l’inizio di un progetto voluto proprio dal commissario ungherese per Expo: con “Liszt suona Verdi”, infatti, è previsto un appuntamento ricorrente dedicato ai visitatori del Padiglione ungherese. Al concerto di Boganyi anche
 Michele Campanella e Andrea Cantù. Ospite d’eccezione invitata la pianista argentina Martha Argerich.
In allegato: il pianista Gergely Boganyi con la sua invenzione