Ogni tanto a leggere certe notizie vien da riflettere. Ma anche da sorridere. Si prenda per esempio il bilancio, ieri strombazzato ai quattro venti, dei risultati in termini di cifre del Torino Classical Musica Festival: dicasi 120mila spettatori, in se giorni, se la matematica non è una opinione, 20mila al giorno. Sorge spontaneo pensare che poi, all fin delle fiera, la musica colta in Italia tiene, eccome. Con i Beethoven, gli Stravinskij  e i Gershwin, le piazze si riempiono eccome. In barba a previsioni, tagli annunciati, proiezioni catastrofiche sui gusti che cambiano. E poi vien da ridere a ripescare certi […]