PRIMA

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Ecco, quando mi sento giù di morale entro nella pagina Instagram della pianista Lola Astanova, brava per carità, un pezzo di figliuola. Guardo il suo sito e penso, “beh il mondo, da quando ero ragazzino, è proprio cambiato”. Una precisazione: non sono “vecchio”, non lo sono “così tanto”, sono diciamo “diversamente giovane”. Ma non riesco a non notare che  nel giro di pochi decenni  il modo di proporre la musica è cambiato davvero assai. Da ragazzino andavo a Musica del nostro tempo, una stagione che c’era al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano che era dedicata agli autori del Novecento, perlopiù. Ovviamente non solo orchestre, anche solisti. Tralasciamo per un attimo la preparazione e concentriamoci sul look, il confronto tra allora e i tempi moderni. Ebbene, le Lola sulla scena di quegli anni potevano essere così: belle ragazze, belle donne con camicetta d’ordinanza, gonne lunghe, tacco basso, colori scuri perlopiù, poco show grande sobrietà. Anche adesso in tanti casi è così. Però… la “civiltà” ha voluto pure valorizzare l’immagine, chissà – ma questa è solo una ipotesi personale – forse in qualche caso cedendo scampoli di sostanza, ma ripeto è solo una supposizione. E veniamo appunto a oggi, agli esempi più “estremi” dell’evoluzione del look, anche nella musica classica o giù di lì. Il caso Astanova, per fare un esempio (ma non è l’unico) “cade a fagiolo”.

DURANTE


Lei, nata nel 1985 a Tashkent  in Uzbekistan, dopo gli studi ha cominciato con una carriera solista: maestri giusti, brava musicista, talento. Saltando qualche passaggio biografico. Un bel giorno qualcuno le deve aver detto “ma ti sei vista allo specchio?”. Lei ha guardato bene e hanno guardato bene pure gli altri. Insomma insieme al talento, c’erano un volto e un corpo da modella da urlo. Morale: sganciandosi progressivamente e sempre più dal solito iter musicale, dalla “solita carriera” la musicista ha fatto molte cose, tra le quali il famoso duetto con la star tenorile del belcanto Bocelli. E poi via verso nuovi orizzonti, fino ai tempi attuali: adesso è ovunque sul web, spopola, spunta vestita con abiti vistosi, succinti, passa da essere un “angelo” stile Victoria’s Secret a una Jessica Rabbit. Tacchi sempre vertiginosi. E’ spettacolo. Risultato: milioni di persone guardano le sue esibizioni messe online, che vanno dai brani colti (Chopin & Co.) al pop e al rock (pezzi dei Queen). Ovvio che tutto ciò avrà una ricaduta economica; oggi come oggi la Diva è vista pure come un personaggio mediatico, anche se non nessuno se la sente di dire che è solo un personaggio. L’arte del piano la conosce.

DOPO


Ora, mi sono dilungato troppo, lo ammetto, non ho mai scritto tanto su questioni del genere, sarà l’effetto Lola. Concludo dicendo che quando guardo i suoi video nel giro di qualche secondo dimentico la musica, la mia attenzione cade sulla figura che seduta sullo sgabello si agita. Dopo un po’ mi stufo: l’idea di unire il virtuosismo a un'”apparizione sexy” dura fino a un certo punto, perché se voglio sentire musica alla fine “cambio canale”, anche se la signorina magari se la cava proprio bene. Del resto, questo potrebbe essere uno dei risvolti di una rivoluzione fin “troppo veloce”. Una volta i musicisti “sparivano” per mettersi al servizio della musica, ora in qualche caso “sparisce la musica”.