<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti per Il Blog di Luca Pavanel</title>
	<atom:link href="http://blog.ilgiornale.it/pavanel/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel</link>
	<description>Fuori Tono</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 May 2012 11:13:45 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
	<item>
		<title>Commenti su Strumenti / Fortepiano, una storia anche moderna di Paolo Merolla</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/05/03/strumenti-fortepiano-una-storia-anche-moderna/comment-page-1/#comment-581</link>
		<dc:creator>Paolo Merolla</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 11:13:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2862#comment-581</guid>
		<description>Congratulazioni: davvero rarissimo leggere di clavicordi sui giornali. Il forte piano è il vero strumento per la rendere quanto più autentica la musica del primo ottocento, prima che ce lo tolsero.così tante &quot;orchestre&quot; e solisti con il pianoforte.... incomprensibile, e se si ha talento ciò che si ascolta è incomparabile alle solite nenie della &quot;musica classica&quot; come non è mai esistit ma siamo costretti ad ascoltare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Congratulazioni: davvero rarissimo leggere di clavicordi sui giornali. Il forte piano è il vero strumento per la rendere quanto più autentica la musica del primo ottocento, prima che ce lo tolsero.così tante &#8220;orchestre&#8221; e solisti con il pianoforte&#8230;. incomprensibile, e se si ha talento ciò che si ascolta è incomparabile alle solite nenie della &#8220;musica classica&#8221; come non è mai esistit ma siamo costretti ad ascoltare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Storia / Il ritorno di Giovanni Salviucci di Giovanni, un addetto ai lavori</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/04/09/storia-il-ritorno-di-giovanni-salviucci/comment-page-1/#comment-576</link>
		<dc:creator>Giovanni, un addetto ai lavori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 10:55:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2754#comment-576</guid>
		<description>Ho ascoltato di Salviucci un lavoro sinfonico sul finire degli anni sessanta, poi più nulla. Purtroppo era mancato giovanissimo, mi disse una volta Petrassi, che di Salviucci era stato amico e compagno di conservatorio, e di conseguenza il suo nome era stato ingiustamente presto dimenticato. Grossa colpa verso di lui, come verso altri compositori di quegli anni, hanno sia le case editrici, le quali sembra facciano di tutto per rendere difficoltose le esecuzioni delle loro musica, sia la vulgata politicamente impegnata che ha fortemente condizionato la musica del secondo dopoguerra. A proposito ricordo personalmente sia i costi esagerati di noleggio sia le mille difficoltà interposte per l&#039;esecuzione di musiche di Malipiero e di Pizzetti. Alle mie rimostranze taluni funzionari, forse anch&#039;essi politicamente impegnati, risposero con arrogante sufficienza, che non era compito loro promuovere l&#039;esecuzione di tali partiture. E di chi allora? Mi chiesi.
La situazione mi sembra sia rimasta tale, procurando una grave perdita culturale riguardo la conoscenza di un intero periodo della civiltà musicale italiana. 
Piccolo post scriptum: voglio ricordare che sino ad una decina d&#039;anni fa da Ricordi il responsabile dell&#039;ufficio noleggio materiali era il M° Semprini, straordinario conoscitore del catalogo editoriale. Bastava chiedergli ad esempio l&#039;organico di una partitura di Malipiero o di Casella che a memoria te lo indicava senza errori. Cambiata la gestione e pensionato questo straordinario musicista, una volta dovetti insistere con una giovane, evidentemente inesperta che non sapeva che il Tabarro di Puccini era pubblicato da loro. Figuriamoci con Malipiero o Salviucci, se le cose non sono cambiate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ascoltato di Salviucci un lavoro sinfonico sul finire degli anni sessanta, poi più nulla. Purtroppo era mancato giovanissimo, mi disse una volta Petrassi, che di Salviucci era stato amico e compagno di conservatorio, e di conseguenza il suo nome era stato ingiustamente presto dimenticato. Grossa colpa verso di lui, come verso altri compositori di quegli anni, hanno sia le case editrici, le quali sembra facciano di tutto per rendere difficoltose le esecuzioni delle loro musica, sia la vulgata politicamente impegnata che ha fortemente condizionato la musica del secondo dopoguerra. A proposito ricordo personalmente sia i costi esagerati di noleggio sia le mille difficoltà interposte per l&#8217;esecuzione di musiche di Malipiero e di Pizzetti. Alle mie rimostranze taluni funzionari, forse anch&#8217;essi politicamente impegnati, risposero con arrogante sufficienza, che non era compito loro promuovere l&#8217;esecuzione di tali partiture. E di chi allora? Mi chiesi.<br />
La situazione mi sembra sia rimasta tale, procurando una grave perdita culturale riguardo la conoscenza di un intero periodo della civiltà musicale italiana.<br />
Piccolo post scriptum: voglio ricordare che sino ad una decina d&#8217;anni fa da Ricordi il responsabile dell&#8217;ufficio noleggio materiali era il M° Semprini, straordinario conoscitore del catalogo editoriale. Bastava chiedergli ad esempio l&#8217;organico di una partitura di Malipiero o di Casella che a memoria te lo indicava senza errori. Cambiata la gestione e pensionato questo straordinario musicista, una volta dovetti insistere con una giovane, evidentemente inesperta che non sapeva che il Tabarro di Puccini era pubblicato da loro. Figuriamoci con Malipiero o Salviucci, se le cose non sono cambiate.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Futurismo / I primi cento anni di Russolo &amp; Co. di Luca Martinelli</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2011/02/07/futurismo-i-primi-cento-anni-di-russolo-co/comment-page-1/#comment-571</link>
		<dc:creator>Luca Martinelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:45:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=1117#comment-571</guid>
		<description>Bellissima iniziativa. Io sto sviluppando una tesi sull&#039;aeropittura. &quot;Da Gerardo Dottori a Italo Ferro&quot; e tantissimi sono gli autori che sto riscoprendo. Molti dei quali dopo la guerra dimenticati o emarginati. E&#039; come se dovessimo ora ricercare le tracce, quasi come archeologi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima iniziativa. Io sto sviluppando una tesi sull&#8217;aeropittura. &#8220;Da Gerardo Dottori a Italo Ferro&#8221; e tantissimi sono gli autori che sto riscoprendo. Molti dei quali dopo la guerra dimenticati o emarginati. E&#8217; come se dovessimo ora ricercare le tracce, quasi come archeologi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ritratti / Piston, non solo &#8220;mister armonia&#8221; di Giovanni</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/03/02/ritratti-piston-non-solo-mister-armonia/comment-page-1/#comment-496</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 15:16:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2654#comment-496</guid>
		<description>Bravo Pavanel,la citazione dei trattati di Piston, soprattutto riguardo all&#039;armonia, offre lo spunto a chiarire, per chi non è addentro alla materia, alcune strane anomalie italiane. Da un paio di secoli sino ad oggi, le scuole di composizione nei conservatori italiani hanno operato in generale con criteri astorici. In pratica chi si avvicina al comporre veniva e viene prima istruito sull&#039;armonia (la scienza degli accordi, visione verticale della musica) poi dopo alcuni anni al contrappunto (la scienza delle melodie sovrapposte, ovvero visione orrizzontale della musica, non tenendo conto che nella storia prima c&#039;è stato il contrappunto, poi dopo alcuni secoli si è teorizzata l&#039;armonia. E&#039; troppo lungo spiegarne le ragioni (recitar cantando ecc.)ma così facendo si devia l&#039;attenzione dello studente, spesso in modo permanente, da una visione corretta della composizione. Ebbe a dire e scrivere G. F. Malipiero, nei primi anni 20 del secolo scorso, che così si abituavano gli studenti nei primi anni a fare dell&#039;armonia con del pessimo contrappunto, poi del contrappunto con della pessima armonia. Su tutto questo poi sono state prodotte delle astruse, cervellotiche ed ermetiche opere colossali a nome trattati d&#039;armonia. Basti per tutti il trattato di Schoemberg (non trovo l&#039;umlau!), che risulta quasi incompresibile anche per un addetto ai lavori (nessuno lo confesserebbe mai, ma è così!). In realtà l&#039;armonia, provenendo dal contrappunto è molto più semplice del complicatissimo rompicapo descritto nei trattati (ad es.da 5 a innumerevoli specie di settime, spesso con autocitazioni, cfr Cammarota trattato d&#039;armonia, e così via...).In realtà in alcune scuole tedesche un sistema semplicissimo era ed è insegnato ed in Italia solo un vero Maestro, G. Noferini, purtroppo scomparso molto prematuramente negli anni 70,lo diffondeva fra i suoi studenti al conservatorio di Bologna. Successioni di triadi fisse sui gradi principali della scala (I-VI-IV-II-V-I), questo è il segreto ridotto all&#039;osso. Per chi fosse interessato, si può proseguire, senza riempirsi la testa di numeri o formule senza alcun riferimento pratico. Wagner usava quel sistema. 
G. B.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Pavanel,la citazione dei trattati di Piston, soprattutto riguardo all&#8217;armonia, offre lo spunto a chiarire, per chi non è addentro alla materia, alcune strane anomalie italiane. Da un paio di secoli sino ad oggi, le scuole di composizione nei conservatori italiani hanno operato in generale con criteri astorici. In pratica chi si avvicina al comporre veniva e viene prima istruito sull&#8217;armonia (la scienza degli accordi, visione verticale della musica) poi dopo alcuni anni al contrappunto (la scienza delle melodie sovrapposte, ovvero visione orrizzontale della musica, non tenendo conto che nella storia prima c&#8217;è stato il contrappunto, poi dopo alcuni secoli si è teorizzata l&#8217;armonia. E&#8217; troppo lungo spiegarne le ragioni (recitar cantando ecc.)ma così facendo si devia l&#8217;attenzione dello studente, spesso in modo permanente, da una visione corretta della composizione. Ebbe a dire e scrivere G. F. Malipiero, nei primi anni 20 del secolo scorso, che così si abituavano gli studenti nei primi anni a fare dell&#8217;armonia con del pessimo contrappunto, poi del contrappunto con della pessima armonia. Su tutto questo poi sono state prodotte delle astruse, cervellotiche ed ermetiche opere colossali a nome trattati d&#8217;armonia. Basti per tutti il trattato di Schoemberg (non trovo l&#8217;umlau!), che risulta quasi incompresibile anche per un addetto ai lavori (nessuno lo confesserebbe mai, ma è così!). In realtà l&#8217;armonia, provenendo dal contrappunto è molto più semplice del complicatissimo rompicapo descritto nei trattati (ad es.da 5 a innumerevoli specie di settime, spesso con autocitazioni, cfr Cammarota trattato d&#8217;armonia, e così via&#8230;).In realtà in alcune scuole tedesche un sistema semplicissimo era ed è insegnato ed in Italia solo un vero Maestro, G. Noferini, purtroppo scomparso molto prematuramente negli anni 70,lo diffondeva fra i suoi studenti al conservatorio di Bologna. Successioni di triadi fisse sui gradi principali della scala (I-VI-IV-II-V-I), questo è il segreto ridotto all&#8217;osso. Per chi fosse interessato, si può proseguire, senza riempirsi la testa di numeri o formule senza alcun riferimento pratico. Wagner usava quel sistema.<br />
G. B.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Luoghi / Da Galuppi a Glass, 10 anni di recital al Quirinale di Giovanni, un addetto ai lavori</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/02/28/luoghi-da-galuppi-a-glass-10-anni-di-recital-al-quirinale/comment-page-1/#comment-492</link>
		<dc:creator>Giovanni, un addetto ai lavori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 18:33:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2638#comment-492</guid>
		<description>I musicisti di partito di quegl&#039;anni: 
Luigi Nono: l&#039;ho incontrato un paio di volte, era una brava persona, simpatica e trattabile. Aveva solo il difetto che ragionava unicamente in chiave ideologica ed era ligio alle direttive del comitato centrale.La sua musica, abbastanza datata oggi, ha momenti felici(pochi) e molto &quot;rumore&quot;(quando eseguirono &quot;la fabbrica illuminata&quot; al dopolavoro delle acciaierie a Genova, gli operai stufi del rumore, si ribellarono e stava per finire male). 
Giacomo Manzoni:l&#039;ho conosciuto bene, e ci ha sempre caratterizzato una profonda reciproca e cordiale antipatia;tipico esempio più dell&#039;intellettuale marxista degli anni 60/70, che dell&#039;artista. Un compositore impiegato di partito.... Quanto alla sua musica, no comment, comunque a mio avviso, fastidiosa, ripetitiva ed inutile. 
Armando Gentilucci: prematuramente scomparso, sotto un atteggiamento da freddo burocrate musicale di partito, in realtà ebbi modo di scoprire una persona diversa, sensibile e cordiale. Aveva un tratto umano cortese e almeno con lui si poteva parlare ed anche dissentire. Cosa impossibile con Manzoni e difficile con Nono. 
Napolitano lo incontrai ad un convegno di musicisti nei primi anni 70, fu gentilissimo ed era straordinariamente aggiornato, per essere un politico, sui problemi della musica contemporanea. Nonostante le profonde diversità d&#039;idee, ne ho un ottimo ricordo.
Ce ne sono altri che poi hanno imitato e scimmiottato questi compositori, ma con risultati effimeri. Tuttavia a più di vent&#039;anni dalla caduta rovinosa del muro e di quanto correlato, ancora in Italia o sei di quel giro, oppure è molto difficile che un giovane o meno giovane compositore possa trovare spazi editoriali e di esecuzioni (fatto salvo Allegri, che sinceramente non so su quali santi in paradiso possa contare). Se poi volessimo approfondire, ci sono altri monopoli che ancora resistono in mani politicamente &quot;sicure&quot; (RAI, Editoria musicale, ecc.)
E&#039; un disincanto, non un discanto....(cantus, discantus ecc.)
G. B.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I musicisti di partito di quegl&#8217;anni:<br />
Luigi Nono: l&#8217;ho incontrato un paio di volte, era una brava persona, simpatica e trattabile. Aveva solo il difetto che ragionava unicamente in chiave ideologica ed era ligio alle direttive del comitato centrale.La sua musica, abbastanza datata oggi, ha momenti felici(pochi) e molto &#8220;rumore&#8221;(quando eseguirono &#8220;la fabbrica illuminata&#8221; al dopolavoro delle acciaierie a Genova, gli operai stufi del rumore, si ribellarono e stava per finire male).<br />
Giacomo Manzoni:l&#8217;ho conosciuto bene, e ci ha sempre caratterizzato una profonda reciproca e cordiale antipatia;tipico esempio più dell&#8217;intellettuale marxista degli anni 60/70, che dell&#8217;artista. Un compositore impiegato di partito&#8230;. Quanto alla sua musica, no comment, comunque a mio avviso, fastidiosa, ripetitiva ed inutile.<br />
Armando Gentilucci: prematuramente scomparso, sotto un atteggiamento da freddo burocrate musicale di partito, in realtà ebbi modo di scoprire una persona diversa, sensibile e cordiale. Aveva un tratto umano cortese e almeno con lui si poteva parlare ed anche dissentire. Cosa impossibile con Manzoni e difficile con Nono.<br />
Napolitano lo incontrai ad un convegno di musicisti nei primi anni 70, fu gentilissimo ed era straordinariamente aggiornato, per essere un politico, sui problemi della musica contemporanea. Nonostante le profonde diversità d&#8217;idee, ne ho un ottimo ricordo.<br />
Ce ne sono altri che poi hanno imitato e scimmiottato questi compositori, ma con risultati effimeri. Tuttavia a più di vent&#8217;anni dalla caduta rovinosa del muro e di quanto correlato, ancora in Italia o sei di quel giro, oppure è molto difficile che un giovane o meno giovane compositore possa trovare spazi editoriali e di esecuzioni (fatto salvo Allegri, che sinceramente non so su quali santi in paradiso possa contare). Se poi volessimo approfondire, ci sono altri monopoli che ancora resistono in mani politicamente &#8220;sicure&#8221; (RAI, Editoria musicale, ecc.)<br />
E&#8217; un disincanto, non un discanto&#8230;.(cantus, discantus ecc.)<br />
G. B.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dibattito / Si fa presto a dire &#8220;largo ai giovani&#8230;&#8221; di Ludwig</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/02/02/dibattito-si-fa-presto-a-dire-largo-ai-giovani/comment-page-1/#comment-491</link>
		<dc:creator>Ludwig</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:20:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2554#comment-491</guid>
		<description>sono un giovane così detto (22 anni). credo che oltre all&#039;interesse dei ragazzi italiani serva una sorta di stimolo &quot;dall&#039;alto&quot;. non so, nelle scuole si potrebbe fare di più... forse. una grossa campagna di sensibilizzazione servirebbe... rivolta alle famiglie italiane, facendo conoscere il nostro Paese e il ruolo primario che ha avuto nello sviluppo delle varie arti e convincendole che facendo seguire ai propri figli un percorso formativo artistico non può che essere un bene. al teatro e alla musica mi sono avvicinato per curiosità e interesse personale. ogni tanto penso che i miei genitori avrebbero potuto indirizzarmi verso queste strade dall&#039;infanzia... ma ovviamente non gliene faccio una colpa, perchè, ripeto, credo sia una questione di cultura e tradizione (oltre che economica), che manca un po. si dovrebbe fare un po come ha fatto la Cina per le sue arti marziali, che fino a qualche anno fa erano in pieno declino.
ai concerti &quot;classici&quot; la molta gente ci va perchè parente/amico di... 
quindi non darei tutta la colpa ai giovani di oggi. anche se buona parte. ricordiamoci però che tutto non è per tutti. se Lady Gaga conquista il mondo con un brano in due settimane ci sarà un motivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono un giovane così detto (22 anni). credo che oltre all&#8217;interesse dei ragazzi italiani serva una sorta di stimolo &#8220;dall&#8217;alto&#8221;. non so, nelle scuole si potrebbe fare di più&#8230; forse. una grossa campagna di sensibilizzazione servirebbe&#8230; rivolta alle famiglie italiane, facendo conoscere il nostro Paese e il ruolo primario che ha avuto nello sviluppo delle varie arti e convincendole che facendo seguire ai propri figli un percorso formativo artistico non può che essere un bene. al teatro e alla musica mi sono avvicinato per curiosità e interesse personale. ogni tanto penso che i miei genitori avrebbero potuto indirizzarmi verso queste strade dall&#8217;infanzia&#8230; ma ovviamente non gliene faccio una colpa, perchè, ripeto, credo sia una questione di cultura e tradizione (oltre che economica), che manca un po. si dovrebbe fare un po come ha fatto la Cina per le sue arti marziali, che fino a qualche anno fa erano in pieno declino.<br />
ai concerti &#8220;classici&#8221; la molta gente ci va perchè parente/amico di&#8230;<br />
quindi non darei tutta la colpa ai giovani di oggi. anche se buona parte. ricordiamoci però che tutto non è per tutti. se Lady Gaga conquista il mondo con un brano in due settimane ci sarà un motivo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dibattito / Si fa presto a dire &#8220;largo ai giovani&#8230;&#8221; di Giovanni, un addetto ai lavori</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/02/02/dibattito-si-fa-presto-a-dire-largo-ai-giovani/comment-page-1/#comment-489</link>
		<dc:creator>Giovanni, un addetto ai lavori</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:36:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2554#comment-489</guid>
		<description>Condivido pienamente quanto affermato da Silvana. Nell&#039;antico Conservatorio dove ho studiato (allora erano solo una dozzina in tutta Italia)eravamo poco più di cento studenti. Personalmente risparmiavo e mi davo da fare con qualche lezione o altro per acquistare partiture e spartiti della musica contemporanea d&#039;allora. Suonavamo con alcuni amici a quattro mani le sinfonie dei più importanti compositori, leggevamo a due pianoforti partiture contemporanee ed eravamo assetati del nuovo e di imparare dai nostri maestri. C&#039;è da dire che erano in gran parte artisti alcuni celebri, altri meno, ma tutti grandi professionisti. Ho conosciuto Liviabella, Desderi, G. F. Malipiero, Margola, Ghedini, Dallapiccola,Adone Zecchi,Luciano Rosada, Ennio Gerelli, Molinari Pradelli, Lydia Projetti, Giordano Noferini e l&#039;elenco continuerebbe a lungo. Più degli insegnamenti, peraltro importanti, contava il loro esempio, osservare, andare a bottega. Non voglio passare per un laudator tempori acti ma forse il clima era diverso. Conosco oggi dei giovani bravissimi, capaci e stupendi, cui consiglio (è successo anche ieri) di andare via dall&#039;Italia ed approdare a quei paesi in cui ad un giovane musicista si offre comunque un&#039;opportunità indipendentemente dalle tessere, dalle amicizie o altro. Da noi anche allora non era così. Quanti concerti, sostituzioni,quante opere, conferenze, musiche per teatro o cinema ho gratuitamente fatto per &quot;farmi le ossa&quot; in attesa di un turno che per molti di noi non è arrivato, oppure in minima parte rispetto all&#039;impegno ed ai successi professionali avuti. Il lavoro era difficile allora, oggi per chi non è inserito è impossibile. Guardate i cartelloni ed i programmi delle sale da concerto o l&#039;editoria e osservate i cognomi; basta e avanza. 
Quando mi chiedono affermo serenamente: ho fatto quel che ho fatto. 
G. B.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido pienamente quanto affermato da Silvana. Nell&#8217;antico Conservatorio dove ho studiato (allora erano solo una dozzina in tutta Italia)eravamo poco più di cento studenti. Personalmente risparmiavo e mi davo da fare con qualche lezione o altro per acquistare partiture e spartiti della musica contemporanea d&#8217;allora. Suonavamo con alcuni amici a quattro mani le sinfonie dei più importanti compositori, leggevamo a due pianoforti partiture contemporanee ed eravamo assetati del nuovo e di imparare dai nostri maestri. C&#8217;è da dire che erano in gran parte artisti alcuni celebri, altri meno, ma tutti grandi professionisti. Ho conosciuto Liviabella, Desderi, G. F. Malipiero, Margola, Ghedini, Dallapiccola,Adone Zecchi,Luciano Rosada, Ennio Gerelli, Molinari Pradelli, Lydia Projetti, Giordano Noferini e l&#8217;elenco continuerebbe a lungo. Più degli insegnamenti, peraltro importanti, contava il loro esempio, osservare, andare a bottega. Non voglio passare per un laudator tempori acti ma forse il clima era diverso. Conosco oggi dei giovani bravissimi, capaci e stupendi, cui consiglio (è successo anche ieri) di andare via dall&#8217;Italia ed approdare a quei paesi in cui ad un giovane musicista si offre comunque un&#8217;opportunità indipendentemente dalle tessere, dalle amicizie o altro. Da noi anche allora non era così. Quanti concerti, sostituzioni,quante opere, conferenze, musiche per teatro o cinema ho gratuitamente fatto per &#8220;farmi le ossa&#8221; in attesa di un turno che per molti di noi non è arrivato, oppure in minima parte rispetto all&#8217;impegno ed ai successi professionali avuti. Il lavoro era difficile allora, oggi per chi non è inserito è impossibile. Guardate i cartelloni ed i programmi delle sale da concerto o l&#8217;editoria e osservate i cognomi; basta e avanza.<br />
Quando mi chiedono affermo serenamente: ho fatto quel che ho fatto.<br />
G. B.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dibattito / Si fa presto a dire &#8220;largo ai giovani&#8230;&#8221; di Silvana Dallera</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/02/02/dibattito-si-fa-presto-a-dire-largo-ai-giovani/comment-page-1/#comment-487</link>
		<dc:creator>Silvana Dallera</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:28:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2554#comment-487</guid>
		<description>Io non mi sento strana, né snob, ma a me(noi ) della generazione di cui parla Giovanni piaceva leggere, ascoltare e suonare bella musica, il cinema d&#039;autore, il teatro, andare a vedere gli spettacoli più all&#039;avanguardia e di nicchia, tutte curiosità fameliche che alimentavano nuove curiosità e aprivano gli orizzonti. Il lavoro non era molto anche allora e quanti anni di tirocinio gratis! Poi all&#039;improvviso tutto si capovolge e i giovani vengono alla ribalta come &quot;spintanei&quot; protagonisti. Non mi dispiace affatto! Ma penso,come Giovanni,che non sarà mai il nostro turno, e soprattutto quel che mi sconcerta è che passiamo una torcia accesa ai molti dopo di noi che non sanno cosa farsene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non mi sento strana, né snob, ma a me(noi ) della generazione di cui parla Giovanni piaceva leggere, ascoltare e suonare bella musica, il cinema d&#8217;autore, il teatro, andare a vedere gli spettacoli più all&#8217;avanguardia e di nicchia, tutte curiosità fameliche che alimentavano nuove curiosità e aprivano gli orizzonti. Il lavoro non era molto anche allora e quanti anni di tirocinio gratis! Poi all&#8217;improvviso tutto si capovolge e i giovani vengono alla ribalta come &#8220;spintanei&#8221; protagonisti. Non mi dispiace affatto! Ma penso,come Giovanni,che non sarà mai il nostro turno, e soprattutto quel che mi sconcerta è che passiamo una torcia accesa ai molti dopo di noi che non sanno cosa farsene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dibattito / Si fa presto a dire &#8220;largo ai giovani&#8230;&#8221; di Giovanni, un addetto ai lavori</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/02/02/dibattito-si-fa-presto-a-dire-largo-ai-giovani/comment-page-1/#comment-486</link>
		<dc:creator>Giovanni, un addetto ai lavori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:22:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2554#comment-486</guid>
		<description>Sul finire degli anni &quot;60&quot;, quando ero giovane e scalpitante mi sentivo continuamente ripetere dai detentori del potere musicale:&quot;Sei giovane, devi aspettare il tuo turno, osserva i compositori, i direttori d&#039;orchestra, i concertisti hanno tutti i capelli bianchi, abbi pazienza e toccherà anche a te!&quot; Passano i venti, poi i trenta, poi i quaranta e così via ed il discorso era sempre il solito. Ad un certo momento qualcosa è cambiato:&quot;Basta! Bisogna dare spazio a i giovani, tu non sei più giovane e pertanto devi lasciare spazio a loro!&quot;. Prima ho dovuto molte volte cedere il posto ai vecchi, poi ai giovani; ma a me quando tocca?
Da qualche parte c&#039;è un trucco o mi hanno preso in giro. Questa è l&#039;amara constatazione della mia generazione che a vent&#039;anni ha visto il 68, a 30 il 77 e poi.....
A noi non  è mai toccato. 
Sarà così o no? 
G. B.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul finire degli anni &#8220;60&#8243;, quando ero giovane e scalpitante mi sentivo continuamente ripetere dai detentori del potere musicale:&#8221;Sei giovane, devi aspettare il tuo turno, osserva i compositori, i direttori d&#8217;orchestra, i concertisti hanno tutti i capelli bianchi, abbi pazienza e toccherà anche a te!&#8221; Passano i venti, poi i trenta, poi i quaranta e così via ed il discorso era sempre il solito. Ad un certo momento qualcosa è cambiato:&#8221;Basta! Bisogna dare spazio a i giovani, tu non sei più giovane e pertanto devi lasciare spazio a loro!&#8221;. Prima ho dovuto molte volte cedere il posto ai vecchi, poi ai giovani; ma a me quando tocca?<br />
Da qualche parte c&#8217;è un trucco o mi hanno preso in giro. Questa è l&#8217;amara constatazione della mia generazione che a vent&#8217;anni ha visto il 68, a 30 il 77 e poi&#8230;..<br />
A noi non  è mai toccato.<br />
Sarà così o no?<br />
G. B.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Incontri / La musica va a braccetto con la scienza di Silvana Dallera</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/pavanel/2012/01/28/incontri-se-la-musica-va-a-braccetto-con-la-scienza/comment-page-1/#comment-485</link>
		<dc:creator>Silvana Dallera</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 14:48:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.ilgiornale.it/pavanel/?p=2525#comment-485</guid>
		<description>Solo una citazione a questo articolo, molto intrigante nell&#039;attesa di ascoltare i duetti in programma :
« La musica è una scienza che deve avere regole certe: queste devono essere estratte da un principio evidente, che non può essere conosciuto senza l&#039;aiuto della matematica. Devo ammettere che, nonostante tutta l&#039;esperienza che ho potuto acquisire con una lunga pratica musicale, è solo con l&#039;aiuto della matematica che le mie idee si sono sistemate, e che la luce ne ha dissipato le oscurità » 
 (Jean-Philippe Rameau, Trattato dell&#039;armonia ridotto ai suoi principi fondamentali (1722))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo una citazione a questo articolo, molto intrigante nell&#8217;attesa di ascoltare i duetti in programma :<br />
« La musica è una scienza che deve avere regole certe: queste devono essere estratte da un principio evidente, che non può essere conosciuto senza l&#8217;aiuto della matematica. Devo ammettere che, nonostante tutta l&#8217;esperienza che ho potuto acquisire con una lunga pratica musicale, è solo con l&#8217;aiuto della matematica che le mie idee si sono sistemate, e che la luce ne ha dissipato le oscurità »<br />
 (Jean-Philippe Rameau, Trattato dell&#8217;armonia ridotto ai suoi principi fondamentali (1722))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

