Il Congresso della Bolivia ha approvato un disegno di legge che apre le porte alle nuove elezioni senza, però,  l’ex presidente Evo Morales, fuggito in Messico. Il governo del custode ha incontrato i manifestanti per porre fine a settimane di disordini.

Ammontano a 32 persone le vittime delle settimane di violenze scoppiate dopo l’elezione dello scorso 20 ottobre a presidente per il terzo mandato di Evo Morales che, ieri, ha accusato suoi oppositori di avere causato gli scontri, uccidendo i 32  manifestanti.

 Jeanine Anez, Presidente ad interim della Bolivia: ha deciso per le nuove elezioni.

Jeanine Anez, Presidente ad interim della Bolivia: ha deciso per le nuove elezioni.

Dopo diverse sessioni, Senato e Parlamento hanno deciso per la ripetizione elettorale. Ora la decisione deve essere approvata dalla presidente ad interim Jeanine Anez, che ha già detto che firmerà il disegno di legge.

Il decreto annulla i risultati della votazione del 20 ottobre e permette nuove elezioni, impedendo, però, ai candidati –  che hanno servito in entrambi i due termini precedenti – di partecipare per la stessa posizione. Questo vieta a Morales di contestare la presidenza nel nuovo scrutinio.
Il Congresso deve anche nominare una nuova commissione elettorale di sette membri, dopo che i membri della precedente commissione sono stati rimossi per presunti brogli elettorali. Al tribunale sarà assegnato il compito di fissare una data per le elezioni.

Le nuove elezioni sono viste come la chiave per porre fine al peggior sconvolgimento politico della Bolivia da 16 anni: secondo gli analisti politici durante la degenza di Morale, sono aumentate le divisioni tra gli indigeni fedeli all’ex presidente indigeno e le classi medio-alte.

Il partito del Movimento per il socialismo (Mas) di Morales detiene la maggioranza al Congresso, ma è profondamente spaccato tra i fedeli di Evo e chi guarda al futuro, post Evo.