internet - nino materi -Già il nome predispone il cervello ad un’apertura verso un’esperienza positiva; poi, passando dalla banale teoria alla pratica della degustazione, durante la quale il deliziosamente piacevole diventa puro godimento, si capisce perché il tiramisù sia notoriamente tra i dolci più famosi e ricercati. Sono davvero numerose le rivisitazioni, nate per assecondare i diversi gusti, ma anche le differenti esigenze alimentari. Di recente, ad esempio, mi sono imbattuta in una ricetta di Tiramisù per vegani; un’infinità di ingredienti, tra panna di soia, agar agar, pan di spagna, ovviamente senza uova, e crema pasticcera, anche questa tassativamente vegan. Sta di fatto che non occorra essere degli chef per inventarsi il proprio tiramisù e soddisfare il gusto e la propria creatività. Sicuramente, in un’epoca dove l’innovazione gastronomica viene premiata, occorre essere artisti per dare forma ad un tiramisù originale. E si sa, gli italiani ne hanno da vendere di originalità. E a proposito di arte. E’ notizia di questi giorni che l’intraprendente Stefano Calvagna, apprezzato regista ed attore romano (Maurizio Acerbi aveva parlato di lui nel suo blog http://blog.ilgiornale.it/acerbi/2016/05/19/incredibile-un-regista-che-non-chiede-contributi-statali/), uno certamente non allineato al mondo radical che monopolizza il cinema italiano, abbia deciso, tra un film e l’altro, di lanciarsi in una simpatica avventura. Dopo aver vissuto una storia d’amore con il dolce  a base di mascarpone, ha deciso di portare nel Regno Unito la specialità italiana, nel rispetto della sua ricetta originale, ma anche nelle sue letture più accattivanti. Chi andrà a Londra, non potrà rinunciare perciò ad  una visita allo store Trevi italian Tiramisù, studiato e progettato da Calvagna stesso in collaborazione con un interior designer londinese. Qui i palati dei clienti saranno solleticati dalla la versione originale del dolce a strati, ma anche da quella al pistacchio, alla fragola, ai frutti di bosco, all’amaretto, con pera ricotta e cioccolato, amarena e cioccolato, amarena e ricotta. E quello vegano? Anche se siamo a Londra, al 29 di Bute street, nella centralissima zona di South Kensington, si potrà esclamare, oh yes: Calvagna ha pensato sia ai vegani, sia ai celiaci, soddisfacendo anche l’esigenza di ingredienti genuini del consumatore odierno, bandendo dal laboratorio di produzione le abusate farine di uova. Porte aperte, invece, alle uova fresche. Va bene l’amore per il tiramisù, ma forse i londinesi non conoscono la pasticceria romanesca: ecco perché dietro al bancone di Trevi Italian Tiramisù un pasticcere romano, specialista in tiramisù da generazioni, sarà portavoce anche della tradizione dolciaria della capitale proponendo maritozzi, crostata alle visciole della campagna romana e frappe, da accompagnare con le bevande a base di caffè proveniente dalla romanissima torrefazione. In bocca al lupo a Stefano Calvagna per la sua iniziativa che farà sentire i nostri connazionali che vivono a Londra, un po’ più vicini a casa.

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