AliTaglia
Ecco la gara che farei, se fossi il Tesoro italiano, per capire chi è più incapace a gestire Alitalia.
1.Consulterei maggioranza e opposizione per vedere quale è la soluzione migliore. All’interno della consultazione darei maggiore peso a parlamentari eletti intorno a Roma e nell’area intorno a Malpensa.
2.Sentirei i sindacati: dando un maggiore peso alle opinioni delle 10 sigle del comparto aereo, preferendo le più piccole e agguerrite
3. Intervisterei gli ex manager del gruppo, che nel frattempo sono usciti.
4. Coglierei qualche suggestione importante da manager Iri, che nel passato si siano occupati del gruppo.
Una volta che diligentemente sono stati seguiti i primi quattro punti (come sta fa facendo ottimamente il governo) prenderei ancora un po’ di tempo (come sta ottimamente facendo il governo). Creerei un commissione bipartisan composta da tre saggi: Storace (ex governatore del Lazio), un rappresentante qualsiasi delle hostess Alitalia e Pedrini. Darei loro uno stipendio e li farei tacere così per sempre. E poi senza indugi farei quello che si deve fare.
E cioè per una volta, una misera sola volta, in questo paese che si consulta con tutti ascolterei i clienti, gli utenti. E stilerei una classifica al contrario: prendendo il vincitore dei punti da 1 a 4, e il disegnato della nostra commissione e bocciandolo senza alcun dubbio.
Qualunquista? No, ma qualcuno si è scordato che a noi dei lavoratori Alitalia non frega assolutamente nulla, a noi dei loro sindacati interessa ancora meno, a noi i politici che vogliono decidere di una compagnia che dovrebbe essere privata, fanno paura. Qualcuno può ricordare a queste tre categorie che prima dei loro interessi ci sono quelli dei clienti Alitalia?
Ma insomma grazie a Dio la produzione del pane non viene concertata, la fattura dei calzoni non viene decisa dal Parlamento, e il tipo di orologio da indossare non è scelto dai sindacati svizzeri. Perchè mai ci siamo dimenticati che viaggiare in aereo, è un servizio privato, privatissimo.
Gli amici di zuppa mi perdoneranno, ma a me questa vicenda Alitalia sembra incredibile

Egregio Porro: lei in poche parole ha rappresentato benissimo ciò che quasi tutti pensiamo (e dico quasi perchè c’è sempre chi alza il ditino per difendere l’indifendibile): a noi utenti, e quindi unici legali mantenitori in vita di questo scassatissimo carrozzone, non già vanto ma vergogna nazionale, dell’Alitalia NON CE NE PUO’ FREGARE DI MENO!nè dei suoi lavoratori nè del suo prestigio. Vorremmo volare con chi ci piace essere coccolati e ruffianati ed invogliati a ripeter l’esperienza
che preferiamo e non obbligati al ricatto e al disservizio nè usati come ostaggi o merce di scambio.Questo è chiaro ai grandi pensatori, ai grandi economisti ed ai grandi governanti?
Pur essendo un imprenditore non ho mai votato per il cavaliere.
Penso che se si fa il politico non si possa fare l’imprenditore o per lo meno non come in Italia e’ permesso. A questo punto, pero’, alla luce della vicenda Alitalia penso che se Berlusconi sapra’ riunire un gruppo di imprenditori …e ci sono… per vanificare le mire mafiose….che ci sono….., ebbene si’, avra’ il mio voto.
Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent’anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l’altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma….. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa.
In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma…..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice?
Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!
Premesso,che non sono un economista,ma una persona, che lunica economia che cerca di mandare avanti,e quella di una normale famiglia.Pertanto quello che dirò, e solo il mio modestissimo pensiero,(premetto che non ò letto tutti i commenti)1°io con mia Moglie facciamo un viaggio all’anno in Venezuela, per visita ai parenti emigrati in quel paese,il nostro primo viaggio con Alitalia e stato nel 1977, è per qualche anno ò viaggiato con Alitalia, poi con lesperienza mi sono reso conto che viaggiare con altre compagnie sempre di bandiera,tipo iberia,airfrance ecc.mi costava molto meno,lunico inconveniente era districarsi nell’aeroporto dove dovevo cambiare aereo,non conoscendo le lingue,ora da 4o5 anni Lalitalia era divenuta competitiva, ò al massimo i prezzi erano uguali alle altre comp.e di conseguenza ò ripreso à viaggiare con Alitalia,anche percche il volo era diretto Milano Caracas,cosa che da Marzo non sarà più possibile, percche dovrò fare Milano Roma,Roma Caracas, con non poche difficoltà, Milano Caracas partenza ore 9,45 Milano Roma Caracas partenza ore 6,45 il che dovrò andare in aeroporto (Milano)la sera prima e dormire in aeroporto,Avete idea di quande persone non più giovani fanno viaggi intercontinentali per andare a trovare un parente, magari un figlio con e relativi nipotini? provate a spiegare à queste persone che non ce più Lalitalia,e che dovranno cambiare à Parigi,un aeroporto immenso,e che se non sai la lingua, dopo un po ti viene voglia di suicidarti? Non solo ma quando ci sarà il monopolio di Airfrance i costi saranno duplicati, non tutte le compagnie fanno voli intercontinentali. Forse scriverò cosa penso del fallimento di Alitalia più avanti,e di chi secondo me sono le colpe,(politici,sindacati,DIPENDENTI,assunti a Roma è perennemente in trasferta à Milano,con costi insostenibili.)
Per avere un economia forte bisogna avere una rete di trasporti forte..L’industria del Italia e concetrata al nord, si produce al nord, come si puo pensare di importare tutto quello che si produce con un aeroporto HUB al centro sud?.. spostando magari tutto via terra?.. In Germania hanno due Hub Francoforte e Monaco dov’e concentrata l’industria del paese, e no a Berlino..La Francia (l’air france) non e interessata ad Alitalia ma ad eliminare la concorrenza economica del Italia (Nord)..Su ragazzi si capisce, hanno cercato di comprare le autostrade, adesso cercano di comprare la compania principale dei trasporti,eliminando pero l’HUB del nord, stano semplicemente cercando di indebolire l’econmia del paese che e sempre stato il concorrente numero uno per la Francia.. non per altro cercano di eliminare Malpensa..Senza un aeroporto HUB li dov’e concetrata l’industria di un paese non esiste un futuro per l’economia, non esiste un futuro per l’intero paese..E pensare che non sono neanche Italiano ma leggere e sentire questa mancanza di nazionalismo che ce fra di voi mi fa incaz…Io vivo qui e amo questo paese, non si puo lasciar gestire i trasporti, quindi l’economia del intero paese ai Francesi.. Si puo occupare benissimo un paese anche senza dichiarare guerra.. SVEGLIA!!!!
credo che il problema di alitalia viene da molto lontano
basta pensare che nel 2000 la società viene divisa in alitalia fly e servizi basta pensare che all’interno di questa azienda esistono 4 presidenti 4 amm/delegali tutti a doppi non credo che sia stata una volontà dell’azienda
stessa? a chi servivono tutte queste poltrone? infatti ora vogliono disfarsi di alitalia servizi. per quando riguarda
airone credo che le banche stanno appoggiando solo per il rientro dei loro soldi in quanto credo che air one ha più debiti di alitalia .
Concordo con Lei sulla sintesi ma è difficile raccontare una storia complicata come quella di Alitalia in poche parole.
Proseguendo con il discorso è perlomeno strano quello che sta succedendo con AirOne.
Il 29 dicembre 2006 ha avuto inizio la gara. Il Tesoro invita a manifestare interesse. Tre le cordate ammesse. A metà maggio i tre potenziali acquirenti (Matlin, Air One e Aeroflot) vengono invitati a presentare offerte vincolanti. Dopo breve tempo Aeroflot annuncia il ritiro dalla gara, Matlin Patterson non fa offerte e Air One, unico concorrente in gara, rinuncia all’ ultimo minuto.
Poi un momento di silenzio da parte di tutti.
Dopo qualche giorno entra in ballo AIR FRANCE – KLM e, dopo qualche ora, anche AirOne. Nell’attesa tutti hanno giocato al ribasso!
Poi le offerte. Quella di Air France – Klm è giudicata più interessante per il piano industriale mentre AirOne, avendo probabilmente solo Banca Intesa alle spalle – forse non del tutto convinta – presenta un piano che non convince il Governo.
Da qui l’avvio delle trattative per un periodo di due mesi consentite ad Air France.
E qui si scatena il putiferio. AirOne non è d’accordo, SEA non è d’accordo, Regione Lombardia non è d’accordo………. ma perchè, se non erano d’accordo, non hanno fatto un’offerta interessante?
E perchè ora, febbraio 2006, si svegliano Confindustria, Camera di Commercio di Milano, Tronchetti Provera, i sindacati però NESSUNO conferma di voler tirare fuori i soldi. Partecipano solamente nel sostenere moralmente AirOne. Ma non basta !
Aspettiamo adesso le conclusioni delle trattative con Air France – Klm e, se non dovessero andare a buon fine si darà la possibilità ad Air One che il treno lo ha perso qualche mese fa.
Gamaximo, interessanti le sue considerazioni, che ho letto con attenzione, ma la prego: un po’ di sintesi.
Gent.mo Sig. Porro, negli ultimi mesi mi sono interessato e appassionato a questo problema, Alitalia, ed ho messo insieme notizie e considerazioni che Le invio con preghiera di un Suo illuminato parere:
“ALITALIA. TRAGEDIA INFINITA
Alitalia. Compagnia di bandiera rovinata da sindacati e politici che hanno permesso l’aumento degli stipendi oltre i limiti accettabili rendendola poco concorrenziale; hanno contribuito al proliferare indiscriminato del numero dei dipendenti rendendola poco concorrenziale; hanno permesso un lassismo incredibile che ha contribuito a renderla poco concorrenziale; non hanno capito che aumentando in continuazione le tariffe la Compagnia diventava sempre meno concorrenziale; hanno permesso lo scadere dei servizi in aria ed a terra che rendeva la Compagnia sempre meno appetibile ed ora ci stupiamo perchè nessuno la vuole o se la compera lo vuole fare a prezzi da svendita post-natalizia
Poco tempo fa è stato detto “RISOLVERE CRISI E POI RIMETTERLA IN CARREGGIATA” ma quante volte questa frase è stata pronunciata nel corso di questi anni ?; purtroppo Alitalia è un’Azienda catastroficamente costosa che doveva, se fosse stata un’Azienda privata, essere stata chiusa diversi anni fa.
Nel 2004 (fonte Alitalia/Cimoli) gli esuberi tra il personale erano circa 5000 di cui 1570 nel settore volo e altri 3000 nel settore terra.
In dettaglio le eccedenze sarebbero state le seguenti: 450 piloti, 1050 assistenti di volo, 1440 nel settore manutenzione, 900 tra i dipendenti nelle operazioni in pista, 360 nell’area marketing/vendita, 610 nella information technology, 120 nell’area Cargo più ulteriori 2000 esuberi di lavoratori stagionali con contratto a termine.
La notizia ascoltata in questi giorni è che i lavoratori in esubero ora sono diventati circa 10.000.
Ma tutta questa gente in esubero, quando è stato il momento, chi ce l’ha messa?
Negli ultimi 12 anni le perdite sono state una media di 500 milioni di euro l’anno.
L’indebitamento ha raggiunto nei primi 11 mesi del 2007 il miliardo e duecentomilioni di euro.
Ora, quale azienda privata avrebbe sostenuto queste perdite? Nessuna!!
L’Azienda sarebbe stata chiusa al secondo o terzo anno, dopo aver subito ristrutturazioni immediate, licenziamento dei vertici e sostituzione con gente più capace. E se non in utile anche questi ultimi sarebbero stati sostituiti.
Perchè tutto questo non è avvenuto? La risposta è semplice: clientelismo, sindacati, politica inesistente o, peggio, ricattata o, peggio ancora, connivente.
Ed ancora perchè tutto questo non è avvenuto? Perchè a pagare e a ripianare i debiti, anno per anno, c’eravamo noi contribuenti. Certo, così è facile! Ma non è così che si portano avanti gli affari; così è TROPPO facile!!
Ora qual’è il problema? Il personale che dovrebbe rimanere a casa; ma perchè non ci abbiamo pensato prima di assumerlo? E perchè questo personale non ha dato i rendimenti attesi (questo è chiaro dall’andamento dell’Azienda e dal BISOGNO di altro personale) lasciandosi andare ad un lassismo, certo non di tutti ma di molti, sempre maggiore?
Da trent’anni a questa parte abbiamo rovinato uno dei gioielli di famiglia, fregandocene…. anzi
forse godendo di questa situazione ingarbugliata nella quale prosperare.
Nove sigle sindacali hanno protetto piloti con il mal di pancia, personale di volo con il mal di testa, il mal di piedi di chi cura le operazioni di terra. Non dimentichiamo poi i raffreddori e le influenze prese dagli operatori ai banchi di partenza per colpa dei viaggiatori e via di seguito.
Ed ora abbiamo il problema del personale in esubero ed il problema di coscienza di doverlo lasciare a casa ??!!
E poi, perchè Malpensa dovrebbe aver paura di una (eventuale) decentralizzazione di voli Alitalia? Ricordiamoci che circa il 50% del commercio, importazioni, esportazioni, gente che viaggia da e per l’estero risiede nel Nord.
Non voglio farne una questione leghista ma solo confermare un dato vero ed inoppugnabile per il quale altre compagnie aeree del mondo farebbero a gara per ottenere degli slots in un HUB come quello di Malpensa .
E allora coraggio, vendiamola o chiudiamola basta che questa tragedia finisca.
Poi ci sarà gente, perchè il business c’è, che avrà l’idea di costituire una Compagnia aerea italiana, con i fiocchi e controfiocchi, che avrà la possibilità di assumere tutte quelle persone con capacità e voglia di lavorare che la possano rendere una Compagnia all’avanguardia, competitiva, rispettata, pulita, puntuale, senza scioperi o con quelli strettamente necessari, che possa essere guardata con invidia da altre Compagnie europee e perchè no anche mondiali.
FORZA !!!
Come novità ora è iniziata una discussione infinita perché si tende a far credere che l’Aeroporto di Malpensa possa essere messo in grande difficoltà da un’eventuale vendita di Alitalia al gruppo AIR FRANCE/KLM. Prima di tutto, siccome questa faccenda dura da vent’anni chi si lamenta oggi poteva svegliarsi qualche anno fa, e ce ne sono state più volte le possibilità. In secondo luogo mi debbono spiegare dove stà il problema! Malpensa è il primo aeroporto italiano per traffico merci ed il secondo per passeggeri, dopo Fiumicino. Le compagnie, oltre Alitalia, che hanno degli slots a Malpensa sono le seguenti (fonte Wilkipedia) : Aegean Airlines, Austrian Airlines, Blue 1 (SF), Brussels Airlines, Clickair, Czech Airlines, Elbafly, Finnair, Germanwings, Iberia, itAli airlines, Lufthansa, Luxair, Neos Airlines, Olimpic Airlines, Scandinavian Airlines System, SAS Braathens, TAP Portugal, Vueling, Air Lingus, Aeroflot, Air Baltic, Air China, Air Madagascar, Air Malta, Air Mauritius, Air Seychelles, American Airlines, Atlas Blue, Azerbaijan Airlines, Belle Air, British Airways, Continental Airlines, Cyprus Airways, Delta Airlines, Egypt Air, El Al, Emirates, Estonian Air, Etihad airways, Flybe, Flylal, Iran Air, Icelandair, Japan Airlines, KD Avia, Lybian Airways, LOT Polish Airlines, Middle East Airlines, Oasis Hong Kong Airlines, Pakistan International Airlines, Qatar airways, Rossiya Airlines, Royal Air Maroc, Royal Jordanian, Saudi Arabian Airlines, Singapore Airlines, Swiss International Air Lines, Syrian Arab Airlines, TAM, TAROM, Thai Airways International, Tunisair, Turkish Airlines, US Airways, Uzbekistan Airways, Air Dolomiti, Air Cairo, Air Europe, Air Italy, Air Mediterranee, Air Nostrum, African Safari, AMC, Atlasjet, Blu Panorama airlines, BRA transporte aereos, Britannia airways, Easy Jet, Eurocypria, Eurofly (Alitalia?), Free Bird, Futura International Airways, Girjet, Hello, Iberworld, Jetlink Express, Jetranair, Karthago, KLivingstone Airlines (Alitalia?), LTE International, Nouvelair, Spanair, Sun Express, Trade Air, Travel Service, Volare Web. Oltre ai Cargo per i quali Malpensa, abbiamo visto, è l’aeroporto principale. Ora mi chiedo, oltre alle Compagnie citate (ho intenzionalmente tralasciato Alitalia, Air France, KLM, (anche se mi debbono spiegare perchè dovrebbero togliere tutti i voli da Malpensa andando, per una gran parte delle destinazioni, a spendere di più per dirottare i traffici) che potrebbero richiedere ulteriori slots, vista la disponibilità, ci sono certamente tante altre Compagnie che potrebbero essere interessate. L’importante è fornire un servizio migliore e prezzi concorrenziali. Penso che ai lombardi non manchi né l’iniziativa né la capacità manageriale! Allora perché tanto baccano? C’è per caso sotto dell’altro ??!!
Ma non è finita: la notizia di oggi (31.1.2008) è che occorre una nuova iniezione di denaro, circa 750 milioni di euro pagati da………i contribuenti! ! Dopo 12 anni con una perdita media di 500 milioni di euro l’anno a carico de………i contribuenti c’è ancora qualcuno che insiste per mettere i bastoni tra le ruote alla vendita ad Air France – KLM. Non perdiamo altro tempo e vendiamola perchè il tempo l’abbiamo perso negli ultimi vent’anni ad ascoltare questo e quello che pontificavano con i soldi nostri ! ! !
Per quanto riguarda gli slots di Malpensa esiste una trattativa tra BLU PANORAMA – azienda privata con Presidente e Proprietario certo Dr. Franco Pecci di cui ho sentito un’intervista data oggi 31.01.2008 a Radio 24 – e SEA/Regione Lombardia. Con Blu Panorama ho viaggiato e ne ho tratto un’ottima impressione confermata oggi dall’ascolto del Dr. Pecci il quale ha preparato un piano molto chiaro e circostanziato. Ascoltiamo tutti gli imprenditori che possano sostituire in tutto o in parte Alitalia e non creiamo ulteriori intoppi alla vendita a brevissimo di questa Azienda che è arrivata oggi a circa 1.200.000.000 (UNMILIARDODUECENTOMILIONI) di euro di indebitamento.
Io, personalmente, non voglio più continuare a pagare.”
Ovviamente, visto che la situazione è in divenire, ne ho dell’altro. Penso che però per il momento basti. Mi riservo eventualmente, se l’argomento appassiona anche Lei, di inviarLe altre cnsiderazioni sugi ultimi sviluppi.
Cordilmente
Caro Gamaximo la gestione della lombardia da parte di formigoni, mi sembra, migliore di quella di tante sciagurate gestioni regionali, anche del nord: si veda il piemonte. Ma su Malpensa, che pur sempre resta la principale impresa della lombardia, non concordo per niente. Formigoni si occupasse piuttosto di prvatizzare la Sea, anche se come Malpensa, non dipende direttamente da Lui.
Sempre oggi su Il Giornale leggo che: ” su Malpensa Roberto Formigoni dice no a soluzioni di ripiego come gli ammortizzatori e insiste per una moratoria che garantisca voli e servizi almeno per due anni: «Il piano AirFrance danneggia l’economia, il fisco e l’occupazione». A rischio sono quarantamila nuovi posti di lavoro”.
E mi domando se non sia un errore di costruzione della frase. Vuol dire che ci sono a rischio 40.000 posti di lavoro o a rischio c’è la mancata possibilità di garantire 40.000 nuovi posti di lavoro? E se è la seconda ipotesi, a fronte di quale miracolo?
ALITALIA, TRAGEDIA INFINITA
“RISOLVERE CRISI E POI RIMETTERLA IN CARREGGIATA” ma quante volte è stato detto nel corso di questi anni ?; purtroppo Alitalia è un’Azienda catastroficamente costosa che doveva, se fosse stata un’Azienda privata, essere stata chiusa diversi anni fa.
Nel 2004 (fonte Alitalia/Cimoli) gli esuberi tra il personale erano circa 5000 di cui 1570 nel settore volo e altri 3000 nel settore terra.
In dettaglio le eccedenze sarebbero state le seguenti: 450 piloti, 1050 assistenti di volo, 1440 nel settore manutenzione, 900 tra i dipendenti nelle operazioni in pista, 360 nell’area marketing/vendita, 610 nella information technology, 120 nell’area Cargo più ulteriori 2000 esuberi di lavoratori stagionali con contratto a termine.
La notizia ascoltata in questi giorni è che i lavoratori in esubero ora sono diventati circa 10.000.
Ma tutta questa gente in esubero, quando è stato il momento, chi ce l’ha messa?
Negli ultimi 12 anni le perdite sono state una media di 500 milioni di euro l’anno.
L’indebitamento ha raggiunto nei primi 11 mesi del 2007 il miliardo e duecentomilioni di euro.
Ora, quale azienda privata avrebbe sostenuto queste perdite? Nessuna!!
L’Azienda sarebbe stata chiusa al secondo o terzo anno, dopo aver subito ristrutturazioni immediate, licenziamento dei vertici e sostituzione con gente più capace. E se non in utile anche questi ultimi sarebbero stati sostituiti.
Perchè tutto questo non è avvenuto? La risposta è semplice: clientelismo, sindacati, politica inesistente o, peggio, ricattata o, peggio ancora, connivente.
Ed ancora perchè tutto questo non è avvenuto? Perchè a pagare e a ripianare i debiti, anno per anno, c’eravamo noi contribuenti. Certo, così è facile! Ma non è così che si portano avanti gli affari; così è TROPPO facile!!
Ora qual’è il problema? Il personale che dovrebbe rimanere a casa; ma perchè non ci abbiamo pensato prima di assumerlo? E perchè questo personale non ha dato i rendimenti attesi (questo è chiaro dall’andamento dell’Azienda e dal BISOGNO di altro personale) lasciandosi andare ad un lassismo, certo non di tutti ma di molti, sempre maggiore?
Da trent’anni a questa parte abbiamo rovinato uno dei gioielli di famiglia, fregandocene…. anzi
forse godendo di questa situazione ingarbugliata nella quale prosperare.
Nove sigle sindacali hanno protetto piloti con il mal di pancia, personale di volo con il mal di testa, il mal di piedi di chi cura le operazioni di terra. Non dimentichiamo poi i raffreddori e le influenze prese dagli operatori ai banchi di partenza per colpa dei viaggiatori e via di seguito.
Ed ora abbiamo il problema del personale in esubero ed il problema di coscienza di doverlo lasciare a casa ??!!
E poi, perchè Malpensa dovrebbe aver paura di una (eventuale) decentralizzazione di voli Alitalia? Ricordiamoci che circa il 50% del commercio, importazioni, esportazioni, gente che viaggia da e per l’estero risiede nel Nord.
Non voglio farne una questione leghista ma solo confermare un dato vero ed inoppugnabile per il quale altre compagnie aeree del mondo farebbero a gara per ottenere degli slots in un HUB come quello di Malpensa .
E allora coraggio, vendiamola o chiudiamola basta che questa tragedia finisca.
Poi ci sarà gente, perchè il business c’è, che avrà l’idea di costituire una Compagnia aerea italiana, con i fiocchi e controfiocchi, che avrà la possibilità di assumere tutte quelle persone con capacità e voglia di lavorare che la possano rendere una Compagnia all’avanguardia, competitiva, rispettata, pulita, puntuale, senza scioperi o con quelli strettamente necessari che possa essere guardata con invidia da altre Compagnie europee e perchè no anche mondiali.
FORZA !!!
Di trasporto aereo e di Hub non ritengo di capire molto, ma dagli interventi letti sul blog emergono alcuni fatti che, se veri, inducono a formulare una teoria interessante sulla vicenda Alitalia, che potrebbe essere questa:
Ipotesi:
-i voli sono spesso in overbooking ( non mancano i clienti
e, quindi, gli incassi);
- un operatore straniero ed uno nazionale si candidano all’acquisto di un’azienda circa la quale non si poteva e non si può dire niente di peggio ( ..saranno mica matti ??? );
Sulla base di queste elementari considerazioni, evidentemente, si può dedurre che il bilancio Alitalia è in rosso per colpa dei costi e non degli incassi ( qualcuno ha detto che gli incassi e il rapporto voli/viaggiatori trasportati sono in linea con quelli degli altri gruppi europei..no? ).
Allora tra i costi ci sono quelli per il personale che, si dice non sono alti.
Resta perciò da vedere se siano altrettanto in linea gli altri costi variabili ( forse ci siamo…) e, cioé, appalti a ditte esterne, forniture di materiali, consulenze, manutenzioni ecc.
Vuoi vedere che, gratta gratta, se confrontiamo questi costi con quelli di Airfrance o di qualsiasi altra compagnia europea la differenza vistosa che causa il bilancio in rosso è proprio Lì ?
Non a caso, infatti, NiK nel suo intervento maliziosamente dice : ” fatela comprare ai francesi, così i nostri per un pò restano a bocca asciutta……”
Finalmente ci siamo : l’Alitalia sta fallendo non per le astruse teorie sul trasporto pubblico che la stampa ci ha cucinato, ma perché,(se questa rozza analisi fosse vera) come di solito avviene in Italia a tutte le mucche che possono dar latte, le sue risorse di bilancio vanno ad alimentare la galassia dei soliti parassiti di pseudo-imprenditori radicati nel sottobosco politico, nei cui costi stavolta ci sono l’inefficienza, la disonestà, le mazzette a tutti i livelli ed il furto vero e prorio. Come al solito, quindi: il bene nazionale ? ..e chissenefrega, Francia o Spagna, purché se magna!! ( Come disse Einstein: se non è vero, è molto ben trovato….)
Ciao, Massimo
La matematica rende un servizio al più debole.
Se i conti non tornano (ALITALIA), il costo è pagato da tutti noi e il bilanciamento è operato con soldi dei contribuenti (anche miei). Un’azienda è tale se produce profitto (se privata) o per lo meno se bilancia i costi se (pubblica) se queste due opzioni non sono la realtà quotidiana, non abbiamo un’azienda, ma solo sperpero di denaro, perpetuare questo stato di cose è folle e disonesto. Con questo Governo assistiamo ad un altro saldo D’autore.
Non governo non scelgo lascio svendo. E io pago (noi).
Questo genere di cose mi rattrista moltissimo il paese più bello del mondo Italia non si merita questa gestione della cosa pubblica.
Ringrazio per l’attenzione Roberto Arrigoni
Ma caro Nicola, mi sembra chiaro come il sole che entrambe non funzionino, il problema e’ cosa fare per farle funzionare.
Malpensa ha contro di se la mancanza delle infrastrutture necessarie per renderlo veramente l’Hub di tutta la nazione, ma soprattutto per renderlo l’Hub del nord cosa che ora non accade, perche’proprio i passeggeri del nord per primi lo snobbano, per un cittadino del sud volare per un ora fino a Fiumicino o volare per un’ora e mezza per raggiungere Malpensa non fa’ grande differenza, la fa’ invece il tempo per raggiungere MXP da Milano piuttosto che il tempo per raggiungere Zurigo o Francoforte da Linate o da altre localita del nord.
L’Alitalia per anni ha provato a contenere il maggior costo che Malpensa comportava,facendo tagli al personale,aumentando i carichi di lavoro,con contratti di solidarieta’,con l’azionariato ai dipendenti(ora carta straccia) in cambio di un rinnovo contrattuale perso per sempre,posticipando(per anni) quello che per legge(in cambio della eliminazione della contingenza)deve essere restituito ai lavoratori in base all’inflazione programmata,spostando la manutenzione leggera dei suoi aerei da Fco a Mxp per eliminare i costi di trasferimento degli aerei, e molto altro ancora, quasi tutto sulle spalle dei dipendenti.
Ora siamo quelli che in Europa guadagnano di meno (il 30% rispetto ad un mio pari grado di AF/KLM)e con il costo del lavoro piu’ basso.
Ma tutto cio’ non e’ bastato,bisogna trovare le VERE ragioni del profondo rosso,come mai pur volando con coefficienti simili alle altre compagnie noi ci rimettiamo, una e’sicuramente Malpensa,altre sono piu’ antiche ma ancora attuali come ad esempio le ingerenze della politica sulle scelte industriali e strategiche fatte e soprattutto non fatte in passato che ora si pagano,flotta e strategie di mercato efficaci su tutte.
Le Low Cost ok, perche’no,ma in altri paesi europei sono state fatte rispettare delle regole, non sono state aiutate e promosse come da noi, non sono stati aperti centinaia di piccoli aeroporti,(ne abbiamo uno ogni 85km e si continua a farne)aprendo di fatto alla concorrenza straniera, anzi sovvenzionandola anche con incentivi economici e con maggiori sgravi fiscali, pur di attrarre le compagnie low cost sul proprio territorio, facendo di fatto concorrenza sleale verso la compagnia di bandiera e quindi essendo pubblica verso se stessi.
Io credo che qualcuno(MISTER RYANAIR)ad esmpio sta ancora ridendo a crepapelle per i regali ricevuti in Italia.
I problemi di Alitalia e di Malpensa sono simili ma con soluzioni al momento discordanti, per Alitalia non vedo altra soluzione al momento differente da quella presa(con anni di ritardo) per contenere i costi e sperare in un rilancio.
Per Malpensa e’ prioritaria la realizzazione di infrastrutture tali da renderlo finalmetel’HUB di tutto il nord, attirando cosi passeggeri e compagnie aeree che oggi latitano, come per anni hanno latitato i polici locali(ma nessun giornalista ha ancora trovato il coraggio di dirlo)che non hanno fatto a suo tempo quello che dovevano per Malpensa e quindi se non i principali colpevoli almeno complici di quanto accade sia per Malpensa che per Alitalia.
Ormai e tardi……e siamo al si salvi chi puo’.
Fantastico il latino di Monica. Cari amici del blog su Alitalia e comnnessa discussione di Malpensa si perde qualche volta il punto di partenza. Ai difensori di entrambe, ma vi sembra che esse funzionino adeguatamente? Già oggi, caro Matteo, gran parte degli italiani si muovono con compagnie low cost da areoporti, cosidetti, secondari.
Salve a tutti,
spero che una azienda funzioni bene creando
utili e posti di lavoro.
Per questo spero che ci sia l’accordo con Air-france visto che lo ritengo migliore sotto tutti i punti di vista.
Vogliamo per una volta lasciare perdere nazionalismo, campanilismo, appartenenze politiche ecc ecc
La politica e i mass-media ci stanno facendo il lavaggio
del cervello e noi dietro.
Secondo me il bene per Alitalia è fare un accordo con
la più grande compagnia sul mercato, poi se questo vuol dire perdere qualcosa su malpensa, (non esiste solo malpensa e non tutti devono per forza prendere Alitalia!), facciamo punzionare bene quest’ultima e vedremo che tutti saremo contenti.
Grazie per lo spazio
Buon inizio di anno
Matteo
Visto?
Il sig. Gabriele, che non sembra essere uno sprovveduto,ne persona che si lascia prendere da campanilismi,preferisce volare altrove pur di non servirsi di Malpensa,molti altri amici milanesi fanno altrettanto, pur non avendo nulla contro Alitalia, ma soltanto per una questione di praticita’.
Risolvete i problemi che affliggono Malpensa e vedrete che l’aeroporto si riempira di compagnie aeree e di passeggeri.
Sulla scelta di preferire Air France nella vendita di Alitalia c’è un aspetto molto importante che andrebbe chiarito bene prima di affidare la gestione del trasporto aereo agli stranieri.Il trasporto aereo opera in un campo molto delicato. Sono numerose le variabili che lo caratterizzano e lo condizionano: guerre, crisi petrolifere, terrorismo, scioperi, etc…Quando queste variabili si presentano, le compagnie aeree entrano in crisi. Le crisi quindi vengono affrontate dalle stesse in vari modi tenendo conto del fatto che il trasporto aereo è un servizio essenziale per ogni Paese. Gli stessi americani, fautori del liberismo e della concorrenza sfrenata, hanno messo da parte la loro dottrina del mercato per proteggere e salvare le loro compagnie dall’ultima devastante crisi, infischiandosene, è il caso di dire, di tutto e di tutti. Alla luce di tutto ciò, il dubbio che mi assale in caso di avvenimenti del genere è quale sarà l’atteggiamento di una società che dovrà operare delle scelte drastiche per far fronte a crisi importanti. Una società straniera avrà a cuore la mobilità dei cittadini italiani se il sacrificio di questa potrebbe salvare la mobilità dei propri cittadini? Qualcuno conosce una madre che sacrificherebbe il proprio figlio per salvare quello di un’altra? Quesiti che esigono risposte. Perchè non vengono posti con forza? Personalmente sono convinto che in questi casi, se la compagnia rimanesse italiana, in casi estremi, i rimedi verrebbero trovati ,nel caso contrario tutto rimarebbe avvolto da una cortina di fumo, addentrarsi nella quale diventerebbe puro esercizio retorico. Spero che il governo, nel contratto di vendita, stabilisca una clausola che salvaguardi la mobilità dei cittadini italiani in caso di crisi altrimenti nel futuro ne vedremo delle belle e come al solito i responsabili di questo saranno dimenticati. Gradirei il parere dei frequentatori di questo blog.
Buon anno a tutti
Mi rendo conto che tocco il vero argomento marginalmente, ma, lette anche le recenti, indignate, dichiarazioni del governatore della Lombardia a proposito del futuro di Malpensa, vorrei cassare un po’ di quella che mi sembra italica ipocrisia.
Intuisco, ma non conosco nel dettaglio i requisiti necessari affinchè un aeroporto possa svolgere le funzioni di “hub” e se il venir meno di tale “status” comprometta per sempre l’economia settentrionale.
Quello che conosco bene, invece, da frequente viaggatore, e che non finisce mai di sorprendermi è come Malpensa sia l’unico aeroporto al mondo (paesi esotici, emergenti o meno inclusi)dove oltre ad essere complicato arrivare con mezzi diversi dalla propria auto è perfino difficile ed estenuante acquistare un panino e sedersi a mangiarlo, e non solo nelle ore di punta.
Chi può faccia un confronto, per esempio, con disposizione ed organizzazione dell’aeroporto di Kuala Lumpur (stesso anno di costruzione, stessa data di inaugurazione, paese che non si pone ancora fra quelli pienamente sviluppati).
Io ed i miei colleghi, abitando e lavorando in una zona dove è necessario scegliere fra diverse opzioni, non prendiamo nemmeno più in considerazione la partenza od il transito da Malpensa.
Cordiali saluti.
sicuramente io sono lo scemo del villaggio perchè non ho capito bene perchè si deve vendere Alitalia; scusate la domanda: Ma Tanzi l’ha venduta Parmalat? no, l’ha fatta fallire (neanche, ha ripagato Pantalone). Per una volta, potrebbe il Governo fare il furbo e farla fallire, magari anche solo per scherzo, ripigliandosela il giorno dopo per ricominciare daccapo e meglio?
Vendiamola ai francesi e vedrete poi che tutti i nostri politici “interessati” resteranno un po’ a bocca asciutta. insomma apseriamo che la Francia ci porti un po’ di libertà…
Gentile Dott. Porro,
anche io la penso come lei (sono stato contento di trovare qualcuno che scrivesse quei concetti).
Il problema, tuttavia, resta spiegare ai cittadini in cosa Lega Nord, Formigoni e altri politici dicono dimostrandosi poco liberali o danneggiando l’immagine dell’Italia all’Estero, perché diverrebbe ancora meno un “paese in cui investire”.
Mi scusi Porro se intervengo due volte di seguito su Alitalia ma la questione mi appassiona e vorrei cercare di rispondere ad Attilio su Malpensa. Informarsi ed approfondire sarebbe oltre che utile anche opportuno prima di emettere sentenze o dare giudizi maturati leggendo notizie di parte e fuorvianti.
E’ vero che nel nord Italia viene venduta la maggior parte dei biglietti aerei ma Alitalia non beneficia di questo.I voli intercontinentali della compagnia di bandiera sono sempre pieni ma di passeggeri in transito, cioè trasportati a Malpensa da altri voli detti di fideraggio.In questa situazione se l’aeroporto di Malpensa fosse ubicato a Lampedusa non cambierebbe niente, i voli intercontinentali sarebbero pieni lo stesso.Gli hubs che funzionano in Europa e nel mondo sono quelli che hanno un grandissimo numero di destinazioni di lungo raggio e soprattutto dove sono presenti le grandi compagnie mondiali. A malpensa purtroppo si vedono solo aerei Alitalia che alimentano altri aerei Alitalia. I passeggeri cosidetti originanti sono una piccola parte e mi risulta che siano anche quelli che garantiscano margini di guadagno maggiori.Questo tipo di passeggeri non trovando voli diretti a sufficienza a Malpensa e trovando conveniente recarsi in altri hubs europei da Linate, Bergamo, Torino etc.., non vengono intercettati da Alitalia. Tutto qui.Una realtà semplice quanto sconfortante. Le potenzialità di Malpensa sono sicuramente enormi ma l’Alitalia in queste condizioni non è in grado di sfruttarle. Fino ad ora ci ha provato, tirata da una parte e dall’altra dai politici di turno, ma è stato come far ingoiare un’anguria intera ad un passerotto.
Alitalia porta in giro per il mondo i colori della nostra bandiera. Gli italiani non dovrebbero augurarne il fallimento, ma arrabbiarsi (e molto anche)con tutti coloro che l’hanno gestita in questi anni.Ho visto una tabella su un giornale che mi ha fatto venire i brividi: il costo del personale è il più basso di tutte le compagnie europee; il coefficiente di riempimento degli aerei abbastanza in linea con gli altri vettori ma il costo degli altri servizi è di gran lunga superiore a tutti. Questi altri servizi sono: carburante,catering,handling,oneri aeroportuali etc…Come mai nessuno si chiede il perchè di questo? Come mai nessuno indaga su questo? Sono sicuro che sgravata da questi costi impropri l’Alitalia si troverebbe in condizioni migliori. Gli italiani, veri proprietari di Alitalia, dovrebbero interrogarsi su queste questioni piuttosto che augurare fallimenti disastrosi o fare tifo per questo o quest’altro.
Si vis Air France cuoias tirare, sine Alitaliam fagocitare.
(= Se vuoi veder schiattare Air France, lasciale divorare Alitalia, brocardo latino).
Benvenuto a Bernardo. Mi aggancio alle sollecitazini di Attilio ed al fondo sul Giornale fatto dal nostro amico Mercello Foa. Vi segnalo la bella intervista fatta il medesimo giorno del pezzo di Foa a Gianfilippo Cuneo: la tesi sua, e che faccio mia, è che ciò che conta sono i consumatori e i contribvuenti. E poi vengono gli altri. E a questi ultimi della bandiera di Alitalia interessa poco. Ecco i due link ai due pezzi: sono le due tesi antitetiche: Foa (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=229308) vs Cuneo ( http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=229318).
d’accordo con Lei sugli argomenti Alitalia.Chiedo lumi:
problema Malpensa,perchè impensierisce i politici del Nord
Vi è una legge che vieta di offrire gli atterraggi alle
compagnie efficienti e ben gestite? Gradirei conoscere il
Suo pensiero e quello dei pavidi ns. rappresentanti poli=
tici.Grazie e continui con i Suoi saporiti commenti.
E’ la prima volta che leggo questo blog e ne approfitto ora, con la vicenda Alitalia, per affermare il mio sdegno per cio’ che sta accadendo in Italia… guarda caso proprio durante il governo di Prodi.
Anni fa e’ toccato al grande colosso della petrolchimica… poi a varie altre societa’ piu’ o meno grandi…. ora all’Alitalia. E’ il destino di tutte le societa’ che rappresentano l’Italia nel mondo ricevere una pacca sulla spalla ed una lettera di “svendita” all’estero? Perche’ in Italia, con tutti i problemi che ci sono, e non sono pochi, si continua a perseguire l’obiettivo riprorevole dell’impoverimento strutturale a vantaggio di altre nazioni? E’ mai possibile che chi ci governa non riesce a capire che l’Italia deve tornare ad essere una NAZIONE SOVRANA?
Oppure lo capiranno quando, salendo a bordo degli aerei dell’Alitalia troveranno solo hostess di lingua francese?
Questa vicenda Alitalia è un melting pot di idiozie, ma che l’Alitalia sia in crisi a causa di Malpensa è sicuramente la maggiore!! E’ ovvio che sia un dipendente, così fino al AD, a dire questa che è una negazione della realtà del mercato (ultimi dati Assaeroporti dicono che i passaggeri di MXP,LIN e BGY sommati sono circa 37 milioni di passaggeri! se Milano avesse un’unico aeroporto sarebbe il 6° in EU). Come mai Lufthansa riesce benissimo a mantenere e sviluppare due hub (FRA e MUC) che distano solo 400 km.? Non è che magari molto semplicemente in Alitalia sono stati incapaci di gestire due hub?
Mario ritorna nella zuppa: risponde, bene, alle provocazioni. E dice un cosa sacrosanta, su cui non si può che concordare: se dovesse vincere Airfrance, come da queste parti ci si augura, almeno avremmo tolto la compagnia dalle sgrinfie del palazzo romano. Sarà residuale, populistico, ma è già un risultato. Oggi persino l’adorato Cav senza macchia ha detto che preferisce una soluzione italiana. Questa volta non siamo per niente d’accordo.
Oggi si fa politica,sia a destra che a sinistra fine a se stessa,una politica sterile nei fatti, che mira soltanto a coltivare il proprio orticello di voti,fregandosene altamente dei veri problemi del paese.
Intanto la Spagna ci sorpassa,in europa siamo ultimi in tutto,soltanto per le cose negative riusciamo a primeggiare non solo in europa ma nel mondo intero
La vicenda Alitalia ne e’ un chiaro esempio.
FATELA FINITA………… NON SE NE PUO’PIU.
Come gia’ vi dicevo nel blog precedente riguardante Alitalia ci risiamo, la politica vuole ancora una volta mettere bocca nella vicenda.
Io dipendente di Alitalia, quindi parte interessata in prima persona dico…… fate presto a venderci ad Air France,lasciate perdere Toto ed i suoi sostenitori ,che forse riusciremo cosi a liberarci dall’abbraccio mortale della politica.
Basta!!!!! Che gli italiani e i dipendenti come me abbiano finalmente cio’ che desiderano e sognano,una compagnia aerea efficiente nella gestione,in coloro che decidono le strategie e fanno le scelte di mercato,senza piu’ i lacci e lacciuoli dei vari pro e contro Malpensa che ribadisco con forza e’ stata una delle cause del tracollo di Alitalia.
Come puo’ una Compagnia che vola sempre piena (i passeggeri si lamentano per gli overbooking),
con un rapporto tra dipendenti/aerei di 108 dip x aereo, contro i 300 dip x aereo di lufthansa,Air France/klm 176 dip x aereo, e pagati quasi il doppio(dati ufficiali consultabili da tutti)essere perennemente in passivo? Evidentemente qualcosa di molto diverso dal personale nullafacente, visto che gli aerei volano pieni ma non guadagnano.
Se le altre compagnie riescono a fare utili con il doppio o il triplo dei dipendenti meglio pagati e meno sfruttati come mai l’Alitalia perde?
Voi sempre pronti a denigrare chi come me ci lavora con impegno da una vita ve le siete poste queste domande?
Certamente no, chissenefrega dei dipendenti che muoiano tutti!!!!!
La solita manfrina della sinistra sinistrata, non sanno decidere, perchè non sono abitati a prendere decisioni drastiche, definitive. Se si tratta di “fare” decreti leggi, dove nessuno può contestarli, sono efficientissimi. Ma appena si tratta di decidere delle sorti di una compagnia allo sbaraglio tentennano. Forse era meglio il fallimento.
Siamo al limite tra il dramma e la farsa. Dramma, perchè un’azienda come l’Alitalia che va a rotoli significa, a parte il prestigio nazionale, a cui nessuno più tiene, che subirebbe un altro durissimo colpo,la perdita di posti di lavoro e di professionalitèà elevatissime. Farsa, perchè la situazione,che comporta perdite stimate ad 1 milione di euro al giorno,è di una gravità tale che solo i nostri governanti sembra non l’abbiano compresa dal momento che non trovano di meglio che rinviare di giorno in giorno una qualsiasi decisione, quasi volendo attribuire ai rinvii un potere taumaturgico. Quindi, non si sa se piangere (dramma) o ridere (farsa), anche se, tornando ad essere seri, c’è da avere veramente timore delle capacità operative di questo governo.
Io ho paura per AirOne. Se AirOne acquista Alitalia il passo successivo sarà chiedere i soliti privilegi, aiuti etc, perchè è la “Compagnia Nazionale”. Nello stesso tempo sarà ricattata dalle solite 1000 sigle e siglette sindacali. Tempo 10 anni sarà una nuova Alitalia.
Meglio che Alitalia fallisca e che crescano un paio di compagnie nazionali in competizione e competitive.
Non sono poi così invidioso di Air France (mentre sono molto invidioso di Singapore Airlines…)
Gentile autore,
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A l’italia…è proprio rappresentata dall’Alitalia.
Meglio farla fallire (anche se perderei 246 000 miglia…ma per una giusta causa).
Una domanda: l’italianità serve a far costruire Fiat500 in Polonia? Su cosa viene definita l’italianità, sulle tasche di chi vende, sulle braccia di chi lavora, sul passaporto di chi compra, o sulla lobby che sostiene?
Che ritorno economico mi consente nel viaggiare su con una impresa in perdita, pagando biglietto da una parte e aiuti dall’altra, il sapere che quella compagnia è “italiana”? Mi pare che la politica stia buttando davvero molto fumo negli occhi.
Se dovessimo sempre preoccuparci dei disoccupati della singola impresa in perdita che sacrosantamente chiude, dovremmo abolire la disoccupazione per legge e far impedire qualsiasi fallimento facendo pagare i contribuenti. Bella soluzione.
L’economia funziona non grazie a consumatori compulsivi, ma all’impiego funzionale dei capitali, sia per il consumo che per l’investimento e quindi per la produzione. Lasciare capitale buttato via in una impresa in perdita (possibile grazie alla presenza attiva di questo Stato) fa tanto male ai consumatori quanto mandare gente a casa (in attesa che si trovi un altro lavoro, perché non mi pare che si muoia di fame), ma certo non fa male al candidato parlamentare di turno. Se si è sbagliato finora non vedo come possa giustificare il perseverare.
Mantenere quel carrozzone dell’Alitalia equivale a mantenere una macchina elettorale per chi potrebbe trovarsi alle elezioni tra un anno e non vuole gente scontenta per la strada.
Pensare politiche con un orizzonte temporale di 12 mesi, questo sì è populismo.
Perdonami, ma questo non è neanche qualunquismo, è proprio populismo puro. Anche per me Alitalia dovrebbe essere il più privata possibile, ma non è che con la tua “formulina” risolvi qualcosa. Metteresti per strada solo altri lavoratori affossando ancora di più l’economia, che si basa sul potere di acquisto dei consumatori. Già non esiste, con una epurazione senza rilancio, diventerebbe ancora meno. Il tuo discorso si sarebbe potuto affrontare (forse) con una azienda meno disastrata, con una “cosa” come l’Alitalia (dico “cosa” perchè non mi viene in mente altra parola meno offensiva). Purtroppo qua c’è da risanare un’azienda cercando di fare il meno danno possibile, sia per chi ci lavora dentro e per chi (come hai giustamente sottolineato) usufruisce di Alitalia come cliente. E “l’italianità” famosa non è una scusa, come in molti “libbberali de noantri” vorrebbero farci credere. La libera concorrenza vera non esiste neanche in quei paesi che la sbandierano. Perchè libera concorrenza reale significa “meno potere”, e sappiamo tutti che non è così! Guarda gli Stati Uniti (che conosco benissimo, e non dai giornali), si certo hanno concorrenza, ma il loro “zoccolo” duro di aziende ce l’hanno, quel tanto che serve per essere pesanti a livello politico per decidere sul futuro di mezzo mondo. Guarda la Germania di cui noi siamo solo loro semplici fornitori. Guarda l’Inghilterra, colosso dei servizi finanziari. E guarda la Francia, già padrona di tutta la nostra grande distribuzione (ci rimangono solo le coop acui ndiamo contro come dei poveri deficenti e pochi privati che cercano di difendersi come possono). Ora ci ritroviamo Romano Prodi a svendere ad AirFrance perchè, per il nostro antitrust (aboliamolo fa solo danni), Air One deterrebbe una situazione di mercato con troppe linee all’attivo. Che sonora stupidaggine. Stiamo perdendo anche la compagnia di bandiera e nessuno fa nulla per impedirlo. Questo è il dramma vero che sta succedendo, stiamo perdendo un’altra azienda sotto gli occhi ed il nostro governo non fa nulla per impedirlo, in cambio ovviamente dei “soliti” contentini di potere. L’Italia sarà sempre meno potente economicamente e quindi anche politicamente, perchè come sai non c’è politica che tenga senza un potere economico alle spalle che la sorregga. Saremo sempre di più lo “zerbino” di tutto il resto del mondo industrializzato, solo un paese fatto di “servizi” senza produzione, con un pil sempre più al ribasso e con i salari che di conseguenza lo seguiranno nel baratro. Senza produzione, non c’è nulla! Saremo ricordati solamente per la pummarola n’ coppa e qualche “auto rossa”, oppure per la solita “magnifica ed intelligentissima” PMI,lustro della creatività italiana, troppo piccola per poter competere con un mercato che diventa sempre più globale e quindi presto venduta o assorbita dal furbone di turno. Il problema del privato o non privato, perdonami, ma non c’entra assolutamente una mazza!
Lei ha messo il dito nella piaga!!
Dei clienti Alitalia non si preoccupa proprio nessuno.
Concordo con Lei al 100% anche se questo non salverà i ns interessi di utenti.
E’ superperdonato!
A presto
Saluti
Stimato signor Porro é incredibile. Si parla di un “servizio pubblico” dimenticando che chi comanda é la gente che usa il servizio e paga le tasse, cioé la cittadinanza. Questo é il tipico mostro che puó essere creato dall’ingerenza dello stato in attivitá economiche che non gli sono propie.
L’altro esempio é dato dalle Ferrovie dello Stato, vedi le venti ore dell’Eurostar da Lecce a Roma. Ci siamo dimenticati che prima di passare allo Stato, le ferrovie italiane sono state sviluppate per mezzo di concessioni private, e meno male, perché se no, non le avremmo ancora oggi. Bisogna tagliare questo nodo gordiano che soffoca lo sviluppo dell’Italia, bisogna privatizzare al piú presto tutti, e dico tutti, i servizi dello Stato escludendo possibilmente la sanitá. Da questa mentalitá dirigista non sono liberi, purtroppo, neanche molti di quelli che si chiamano liberali. Non dico liberisti, perché é una parola sensa senso creata dalla sinistra e rappresenta un incesto tra liberalismo e socialismo.