Bce senza pop
La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa, con un ritocco all’insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa (Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D’altronde l’economia non gira e l’inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni) è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di consumo. Chi ha ragione?
La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece, ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità (accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta, nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo tutti morti.
I banchieri centrali “irresponsabili” per costituzione si possono permettere l’impopolarità. Sanno che non possono alimentare aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia contro l’inflazione programmata fissata ll’1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l’aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest’anno al 5 per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po’ di veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea.





Beati voi che sapete tutto. V’invidio perchè io non ci capisco niente. Due anni fa ho acquistato dei BTP a novantasette e oggi valgono ottantuno, ma sono arrivati anche a settantanove. Il governo Prodi, per il 2008, non mi ha riconosciuto l’adequamento della pensione al costo della vita. Ogni quattro o cinque mesi aumenta il costo del denaro e subito dopo, anzi prima, aumentano tutti i prezzi dei generi di prima necessità, per non parlare dei mutui. Se si chiede spiegazione ai negozianti, rispondono che la colpa è dei fornitori. Se si chiede spiegazione ai fornitori, rispondono che la colpa è dei produttori. Se si chiede spiegazione ai produttori, rispondono che non è vero niente e che sono costretti a cessare l’attività perchè la merce, i grossisti, la pagano meno del costo di produzione. Allora, come la mettiamo? Che cosa sta succedendo? Chi ci sta riducendo alla fame? Se è vero che la BCE aumenta il costo del denaro per combattere l’inflazione e ottiene l’effetto contrario, non sarà il caso di provare a diminuirlo per vedere se il mondo sta girando alla rovescia? Io non so se aver abolito l’ICI, il governo abbia fatto una fesseria, so però che a giugno per pagarla avrei avuto qualche problema. Non so neppure se il provvedimento sugli straordinari sia un’altra fesseria, ma con certezza so che chi ha la fortuna di potere fare degli straordinari avrà una busta paga più pesante, e questo è un bene. Si dice che la Robin Tax è uno strafalcione del ministro Tremonti, e certamente lo sarà se il governo permetterà ai sempre più ricchi petrolieri di scaricare tutto sul prezzo alle pompe, ma il governo lo permetterà? Potrà impedirlo? Ripeto, non so giudicare, non ci capisco niente, ma voi che sapete tutto spero possiate dare dei buoni consigli sia al nostro governo sia alla BCE. Vi prego, spiegate a Tremonti come fare per diminuire le tasse. A pensarci, questo cavolo di governo che abbiamo tanto voluto ci starà per caso fregando? In soli tre mesi, a sentire certi commenti, Berlusconi e Tremonti hanno fatto più danni di Prodone Mortadella e Paolone Schioppettone in due anni. Boooo sarà vero?
Gentile Daniele, in questo blog abbiamo cercato di far capire come la proposta di Tremonti e il conseguente acccordo con l’Abi siano una bufala. O meglio dal punto di vista sostanziale nulla cambia. L’unico sollievo (e per taluni potrebbe non essere di poco conto) è quello di ridurre oggi, ma per pagare domani. Così si sarebbe dovuta presentare la vicenda e non come un allegerimento della rata, tout court.
Sono appena stato in banca a chiedere della dilazione del mutuo promessa da Tremonti. Sapete: la rata mi è salita di 200E in due anni, da 550 a 750.
Beh, conosco i funzionari, e loro sono stati i primi ad ammettere che si tratta di una colossale PRESA IN GIRO.
Quello che si paga di meno, va in un fondo indicizzato, che si pagherà alla fine del mutuo, IN UN’UNICA SOLUZIONE, salvo concessione di un ULTERIORE FINANZIAMENTO.
In queest’ultimo caso, potremo gustare il sottile piacere di pagare gli interessi sugli interessi, sugli interessi.
E’ con questo che il geniaccio Tremonti pretendeva di darci “un po’ di tranquillità”?
Caro Antonino Rodolico, il governo non ha nessuna intenzione di abbassare le tasse, non per i prossimi due anni almeno. Nella manovra ci sono solo palliativi (la card per l’assistenza, l’ici che viene ricompensata con aumenti comunali e ticket) ma le tasse credo proprio non possano abbassarle a meno di redistribuirle nel senso di far pagare un pò di più a professionisti e partite iva e un pò meno ai soliti dipendenti che da soli tengono su questo paese con il salasso propinato mensilmente in busta paga.
L’aumento del tasso di sconto deciso dalla BCE provoca:
1) Maggior costo per coloro che hanno contratto un mutuo.
2) Maggior perdita per i risparmiatori in possesso di BTp
nel caso in cui volessero monetizzare per necessità.
dal 1° gennaio 2008 il decennale ha subito una perdita
di qutazione di quasi il 10%.
3) Maggiore costo per gli stati europei nella gestione del
debito.
Dovrebbe, al contrario, avere un risvolto positivo verso
l’inflazione crescente.
Abbiamo visto tuttavia come in questi ultimi due anni
l’inflazione sia costantemente cresciuta nonostante l’aumento continuo del tasso di sconto da parte della BCE.
A questo punto una domanda va posta: l’aumento del tasso
non è efficace a causa della inflazione importata e dovuta
a cause speculative e/o diverse da quelle che si crede di
combattere?
Vi ricordate l’Italia con la lira poche ma buone, vedete l’Italia con l’euro pochi ma cattivissimi, ma come ci siamo cacciati in questo labirinto con carta igienica e senza sciaccuone? (cesso).Colpa dei politici o del’Europa che non sa dove andare, forse pensano tutti ad un successo all’americana! Ma quelli si sono ammazzati prima di arrivare ad oggi e noi che certamente l’idea l’abbiamo con pace e tutto dove andiamo? Si aumentano i tassi per tenere l’inflazione ma ditelo a quelli che vivono tre settimane al mese che ne pensano.Riapriamo i confini ristampiamo le lire ritorniamo ad essere gli italiani di prima che forse e meglio
Ringraziamo tutti insieme la Bce che invece di abbassare il tasso di sconto, dando respiro al dollaro (che determina il prezzo del petrolio, delle materie prime, ed è anche di riferimento per il prezzo dei generi di prima necessità), ed all’euro che è davvero troppo alto (e blocca in commercio verso l’estero di tutta la comunità), ha deciso di aumentarlo causa il riacutizzarsi dell’inflazione. Già gli stipendi che abbiamo in Italia sono da fame (20% sotto la media europea) e ci mancava solo questa iniziativa criminale di diminire la capacità di spesa dell’italiano. Non parliamo di chi ha una pensione al minimo perchè potrebbe rimanerci all’istante o di chi lavora a contratto, tipo call center (giovani che dovrebbero costruirsi un futuro).
Tirare la cinghia va bene ma quando non si hanno piu’ buchi e non se ne possono piu’ fare l’unica cosa fa fare è cambiare cinghia.
L’Euro sarebbe stata una bella cosa vent’anni fa ma a questo punto direi che mancano gli europei al comando delle istituzioni comunitarie, così come si disse che: una volta fatta l’Italia occorre fare gli italiani. Dobbiamo vedere ancora entrambe le tipologie.
La globalizzazione sta fallendo perchè non si può proporre e produrre un solo tipo di prodotto che valga per tutti e questa è anche la fine della Comunità Europea che ne accontenta uno ma ne scontenta 10. Siamo ancora in un momento di disgregazione sociale e proporre un unico modo di visione della vita economica e sociale mi sembra ancora prematuro. L’euro avrebbe dovuto essere moneta di riferimento solo nel commercio intracomunitario ed internazionale, non moneta di comune pagamento perchè troppe erano le differenze reddituali fra i singoli stati. E queste mai si sono annullate, anzi sono aumentate a danno dei paesi piu’ poveri e noi ne sappiamo qualcosa.
Propongo di denominare la BCE come Banca dei Cattivi Esempi.
Cordialmente.
E’ la solita cretinata da burocrate il rialzo generalizzato dei tassi nella situazione attuale farà diminuire i consumi che già sono bassi diminuendo le disponibilità dei dipendenti e delle famiglie. Questa inflazione non è data da alti consumi, ma, come ha giustamente fatto rilevare Tremonti è una inflazione da speculazione.
I fenomeni della BCE stanno uccidendo il malato e foraggiando i sani che continueranno speculazioni finanziarie aumentando l’inflazione invece di combattertla
Adesso capite perchè i popoli Europei ,che sono meno ignoranti di quanto credano questi, bocciano QUESTA EUROPA di burocrati incompetenti e dannosi
Evviva il liberismo!!
Lasciamo che il mercato si autodetermini! Al rogo quei governi che individuano in determinati settori economici la causa della spirale inflazionistica e che pensano di accanirsi contro gli stessi! basta dazi o tasse ad effetto equivalente!
Però, tutto sommato, ben venga un organo che decida di sopravvalutare il nostro amato euro! Aumentare i tassi di sconto vuol dire dare un bel calcio negli stinchi di tutti coloro che hanno mutui a tassi variabili e, allo stesso tempo, aumentare i tassi fissi per tutti coloro che un mutuo lo vorrebbero! Vuol dire anche che chiedere dollari costa meno che chiedere euro, di conseguenza che gli euro varranno ancora di più rispetto al bigliettone verde!
L’inflazione si bloccherà di sicuro, tra poco dovranno venire a bussarci nelle case per chiederci di comprare qualcosa!
E’ poi si domandano perchè la gente vota no ai referendum proposti dall’Europa
L’Europa è una strana bestia dove il Governatore decide di testa sua e non sempre ci azzecca come questa volta,è il mio pensiero, col rialzo dei tassi. In Europa i Governatori non rendono conto a nessuno, chissà perchè, e sono sempre molto spaventati dall’inflazione (la loro bestia nera). Penso invece che questa inflazione particolare che stiamo soffrendo oggi non sia quella tradizionale e che se alziamo i tassi allontaniamo di molto la ripresa economica ovunque cerchi di spuntare. Infatti in USA diminuiscono sempre i tassi (nonostante anche loro abbiano inflazione) per cercare il più possibile di singere la ripresa. Ora, lasciando perdere baffone, in sede italiana, anche se si può far poco, facciamolo. Giu le tasse 23 – 33% come sempre detto da Berlusconi, 20% cedolare secca sugli affitti, detrazioni su tutti i tipi di reinvestimenti sia di persone fisiche che giuridiche. Assoluta liberalizazzione e detassazione di ogni sistema privato di creazione di energia o produzione di alcool, benzine, biodiesel, idrogeno e tutto ciò che riguarda il campo energetico in modo che i nostri “cervelli” inventino dei sostituti di energia.
Una bella legge economica che aiuti gli Italiani a togliere i lacci dai piedi. Poi la Banca Europea potrà fare bene o male, ma in sede nazionale occorre salvarsi e l’unico che può farlo è Berlusconi e quando è ORA.
Saluti carissimi
Nino Rodolico
L’italiano medio, per salario o stipendio notoriamente più malmesso rispetto alla media europea, non avvertiva l’esigenza di un aumento del tasso di interesse; la domanda nel nostro Paese è già fortemente mortificata da trascorsi fattori, tutti riconducibili alla politica economica sin qui seguita dai governi (ultima e distruttiva quella prodiana dell’ultimo biennio, quella del “tassa e spendi” con le menzogne sulla lotta all’evasione) e non può, di conseguenza, alimentare la spirale inflattiva se non nei limiti “fisiologici” . Quello che è strano (e sospetto) è che solo i banchieri trovano immediatamente, come per incanto, la concordia decisionale quando si tratta di aumentare il tasso di interesse, senza tener conto che l’Europa, politicamente ancora più divisa che mai, è fatta di realtà molto diverse l’una dall’altra. Ciò non toglie che sia vero e condivisibile quanto sostenuto dal nostro “cuoco”: occorreva forse precisare che in Europa c’è chi paga qualcosa in più rispetto ad altri in termini di sacrifici.
Si dà il caso, poi, che in Italia, nel momento più favorevole per procedere a riforme radicali in senso liberale, soprattutto in materia di politica fiscale (le cui conseguenze immediatamente si abbattono sui bilanci familiari e fanno strame – quando punitive – del potere di acquisto in micidiale concorso con l’inflazione reale, oggi alimentata quasi esclusivamente da spinte esterne), spuntano due ostacoli insormontabili: le elucubrazioni tremontiane (valide solo per una parte, quella che si riferisce alla speculazione internazionale che determina l’aumento dei prezzi delle materie energetiche ed alimentari) ed i pruriti priapeschi del Cavaliere che dalla vicenda intercettazioni esce a pezzi. Lo dico non perché dia valore a quanto avviene nella stanza da letto – o dove capita- (se è vero quanto si sussurra, beato il Cavaliere; chi non avrebbe ceduto! un premier sensibile a certi stimoli dà più garanzie dei sepolcri imbiancati, bacchettoni o finti tali), ma perché proprio da Berlusconi sono venuti i guizzi che hanno dato una boccata di ossigeno alle disastrate disponibilità delle famiglie con l’abolizione dell’ici e la detassazione degli straordinari.
Comincio a nutrire il sospetto che proprio Tremonti, per lungo tempo amico e sodale di Visco (entrambi come buoni apprendisti stregoni nell’entourage di ministri delle finanze negli anni ’80), sia oggi un ostacolo alla diminuzione della pressione fiscale, che anzi ha contribuito ad aumentare. Sosteneva Oscar Giannino, lucido haiecchiano, che nella disputa Tremonti- Draghi hanno regione entrambi: Tremonti quando sostiene che la spinta inflattiva deve essere messa in conto alla speculazione e Draghi quando suggerisce di approfittare per abbassare debito e tasse. Significa che con due ne ricaviamo uno buono; e non è una consolazione.
Giulio di Siena
Caro Porro,
io non ho simpatia per la BCE e meno che mai ne ho per l’Unione Europea, ma in questo caso specifico penso che siano i governi, piuttosto che la BCE, a meritare critiche. Se le economie europee crescono poco (o niente, nel caso dell’Italia) non è colpa della BCE e dei tassi di interesse alti. La scarsa crescita dipende da tasse, burocrazia, rigidità normative e inefficienze varie che possono essere rimosse solo dai governi e dai parlamenti. Però governi e parlamenti non lo vogliono fare, perché nel breve termine non paga elettoralmente, e allora cercano aiuti esterni come, ad esempio, una politica monetaria accomodante da parte della BCE. L’Italia è stata maestra in questo campo.
D’altra parte qualsiasi rimedio a questa situazione è peggiore del male. I governi ed i parlamenti devono rispondere ai cittadini e non possono rimanere in carica più di tanto. Modificare questi due principi significa indebolire la democrazia o, al limite, sostituirla con qualcosa che è sicuramente peggio. In ultima analisi, se i governi operano con un’ottica di breve termine è perché così vuole la maggioranza dei loro elettori.
Un saluto.
Cortese Sig. Porro, tento di aggiungere qualche personale ingrediente alla sua zuppa , sperando possa esaltarne la sapidità finale.
La BCE è bene rimanga indipendente dalle volontà dei governi, almeno finchè l’U.E. non avrà determinato nei dettagli una propia, democratica, liberale e funzionante forma politica di governo.
La stessa BCE è bene tenga alta l’attenzione nei confronti dell’inflazione che ben mescolata con la disoccuppazione crea una miscela altamente eplosiva.
Naturalmente, altrettanto bene sarebbe che la BCE non scordasse le priorità delle persone più deboli, ossia la sopravvivenza, lo sviluppo e la realizzazione della propria persona, che insieme alla dignità, attraversa per gran tratto il corso tracciato dal potere d’acquisto ed infine determina quello sviluppo che poi dovrebeb sostenere il corso della moneta. Purtroppo oggi la numerosità di questa “non classe” è in continuo aumento e il suo potere d’acquisto su un declivio viscido di cui non si vede il fondo. La BCE fatta dagli umani e per le umane necessità, soprattutto quelle dei più non può non tenerne conto.
Poi mi chiedo e le chiedo, nello spirito e nel bisogno di comprendere, si possono combattere tutte le cause con la stessa medicina? Per meglio chiarire, questa particolare inflazione, creata soprattutto da cause esterne, (vertiginoso aumento del petrolio, vertiginoso aumento delle materie prime, debolezza del dollaro e relativi interventi della FED, della banca centrale giapponese, della Cina e tutti gli altri) è possibile combatterla con il metodo classico dell’aumento del costo della moneta, fra l’altro non coordinato a livello globale, pensando di vivere in un’isola protetta da una campana di vetro?
Personalmente ho l’impressione che, come europei , con questa rigida politica monetaria (e non solo), ci stiamo caricando una serie di costi occulti, ma di reale,drammatica incidenza sul quotidiano, che ieri abbassavano le capacità di concorrenza, oggi, in aggiunta sono propedeutici ad abbattere il livello del tenore di vita.
Una zuppa esplosiva che richiama alla mente scenari di catastrofe.
Grato per un eventuale suo parere.
Cordialità Cosimo Quarta
[...] un quarto di punto, dopo un anno e più di stabilità, il vicedirettore del Giornale Nicola Porro spiega perché Trichet, nonostante l’opposizione dei governi europei, ha potuto scegliere di alzare: [...]
La Germania (per voce del ministro delle finanze) ha poi negato di voler fare pressioni alla Bce, in effetti un po’ mi aveva stupito, e’ uno Stato che dovrebbe essere abituato a una politica monetaria rigida e attenta all’inflazione (e la Bce non e’ cosi’ rigida, in questi anni ha immesso un notevole quantitativo di liquidita’ un po’ di pop c’e’ stato anche nella Bce).
Poi sull’Italia meglio stendere un velo pietoso, siamo cicale, tiriamo a campare di misure una tantum.
PS: Povero Keynes, nessuno che gli voglia bene!
Stimato signor Porro, non posso che darle ragione perchè ho ancora davanti a me l’immagine della reazione furiosa del senato americano quando il signor Greenspan ebbe l’infelice idea di definire la crescita di Wall Street come dovuta a una “euforia non giustificata”. La crisi di oggi negli Stati Uniti è il prezzo che debbono pagare per aver costretto il banco federale a una politica di bassi interessi e di scarso controllo dei mercati.
L’azione della Bce è più che giustificata ed è fortuna che non debba rispondere alle pressioni della immediatezza politica, perchè in un mondo globalizzato un problema europeo può facilmente diventare un problema momdiale come sta avvenendo con la crisi americana. L’economia bisogna vederla a futuro e globalmente ed è quello che stanno facendo.
Allora mi scusi cosa serve stare nell’ue,si parla tanto(sopratutto la sinistra)che in Italia siamo quasi alla dittatura allora nell’europa cose’ dove un presidente(bce) tra l’altro eletto dai rappresentanti degli stati membri sconsigliato dagli stessi fa e disfa a suo piacimento.
Allora è vero che comandano i grandi banchieri e che paga è sempre pantalone sia se è Ialiano che di qualche altro stato.
Uno stato fa il diavolo a 4 per cercare di aiutare i soui connazionali(vedi Tremonti) poi arriva questo e rovina tutto,giustamente come dice Lei l’inflazione non si combatte cosi’in questo modo si arrichiscono solo le banche,le finanziarie e gli speculatori.
Per finire ma cosa ci stiamo a fare in questa europa,da quando siamo entrati piu’ che guai non ci ha procurato e non ci vengano a raccontare altre frottole.
Cordiali saluti.