Uffa la Confindustria
Ma davvero Confindustria merita tutto lo spazio che noi giornalisti le regaliamo? Leggetevi il discorso di Miss Emma e ditemi cosa ci trovate non di buono, ,ma di mediamente interessante. Eppure tutti qua a spaccare il capello sulle sue dichiarazioni. Per carità con Montezuma il livello delle banalità era ancora peggiore, assordante. Ma insomma. Veramente dobbiamo sorbirci: “Oggi è nostro dovere uscire dalla crisi”; “Per tornare a crescere bisogna già oggi rivolgere lo sguardo oltre la crisi”: “La spinta dovrà venire dall’innovazione tecnologica”: “L’economia italiana deve tornare a crescere”; “Per tornare a crescere servono le riforme”; “Le imprese italiane devono crescere dimensionalmente”. E trallallera e trallalà. Così per un’ora.





E’ vero bosogna finanziare la ricerca, l’industria italiana, che sicuramente sarà capace di costruire la macchina che riesce a togliere il fango bipede dai palazzi.
Quello solo è il problema.
Arrivo un po’ in ritardo, sulla Sua nota. “La spinta deve venire dalla innovazione tecnologica”. Detto da un’operatrice autorevole del settore siderurgico, dichiarato obsoleto da Cavour in persona, all’indomani dell’Unità d’Italia.
Scusi Mario ma lei ha capito quello che ho scritto?
Luca, io mi ricordo le piramidi di teschi di Pol Pot.Proi a digitare “pol pot torture,immagini” poi mi dica.
Perchè quando uno in Italia cerca di farci emergere dal qualunquismo di moda ormai dal 68′, c’è sempre qualcuno che lo tratta come servo dei padroni?Non so quanti anni ha lei, ma ci fossero i veri padroni illuminati di una volta, sarebbe meglio dei manager di oggi, inventati dalla sinistra per dare uno stipendio ai politicanti senza arte nè parte, vedi Prodi con Iri o Prato con Alitalia e tutti quelli che guadagnano milioni di euro con la loro faccia di tosta a ci spingono sempre più in basso facendo leva o sulla ns.cattiva memoria o sulla ns.voluta ignoranza;i veri imprenditori non fanno affondare le loro barche.
Gent. sig. Mario, mi perdoni il ritardo di una mia risposta, ora cerchi di capirmi in cio che che ho tentato di esprimere, anche con la pochezza dettata da un impulso, e stia tranquillo, la fanteria son io, i discorsi della fanteria sono i miei, l’esser dipendente non è neccessario impararlo, sarebbe però splendido solo esser uomini con partita iva o meno, poi il resto viene da se, comunque grazie per il tempo che ha voluto dedicarmi
Non mi sembra che nelle parole dei nostri politicanti e nei sudditi/giornalisti ci siano argomenti più ficcanti ed argomentati… che ne dice sig.Porro? Siete talmente a senso unico e prono che il braccio destro di Pol Pot al confronto era un liberale!
AGNELLI DICEVA: I COSTI LE PAGA IL POLO,IL GUADAGNO A NOI.
Il governo ha preso alcune misure mirate per aiutare le imprese, quali l’aumento del Fondo di Garanzia per le PMI, il monitoraggio del credito da parte dei prefetti, ma le banche continuano con la stretta creditizia, soprattutto quelle più grosse. Così le misure prese non riescono neanche a rallentare il crollo dell’economia reale. Moltissime piccole e medie imprese che per evitare l’outsourcing, ovvero per non trasferire la produzione in paesi dove la manodopera è a basso costo, avevano investito in nuove tecnologie, ora non sono in grado di fare fronte ai loro debiti e rischiano di chiudere. “Se le cose non cambiano” ha dichiarato qualcuno “il 50% delle aziende chiuderà per le vacanze e non riaprirà più”. Perderemo così il fiore all’occhiello del nostro tessuto economico e sociale: le piccole e medie imprese a conduzione familiare.
Caro Acer250,ma le pare che possa giudicare chiacchere da fanteria quelle di un mio collega artigiano? non so se posso sentirmi parte della fanteria;
so solo che non sono mai stato dipendente non avendo saputo trovare uno che me lo insegnasse, neanche a pagamento così, a 23 anni nel 1980, mi sono iscritto alla P.Iva aprendo un’attività con la sola voglia di impegnarmi e di lavorare.
Caro Mario (mi permetta il caro ma io ho piu anni di lei) parli pure senza timore alcuno, siamo certi che lei da buon artigiano di certo non ha mai evaso una lira al fisco, le nostre sono solo chiacchere di “fanteria” ci perdoni
Caro Luisito,capisco il tuo sfogo indirizzato certamente a giornalisti come Santoro o Gad Lerner o Mieli (i Bortoli e Gruber neanche da annoverare); ma non puoi fare di tutta l’erba un fascio. Scusami ma non senti la differenza di sensibilità e di spessore tra una analisi economica di un Porro rispetto a quella di un Gianni Minà? visto che sei toscano, cosa diresti se uno affermasse che il chianti è equivalente, non so, ad un aceto? sono certo due liquidi, che derivano dall’uva, ma il primo è un eletto, il secondo è lo scarto del primo.
Ci scusi Porro, noi artigiani come me e Luisito, simo molto incazzati col sistema perchè da giovani abbiamo snobbato gli schemi della società col fatto che ora, quando parliamo, ci danno degli evasori, se tutto va bene.
Meno male che ci siete voi, i Giordano, i Feltri,i Granzotto. Ma gente non è che ci è andato in palla il senno se, nella merda in cui siamo, spariamo contro alla nostra cavalleria?dai Luisito, ti prego, chiedi scusa e aiutiamoci a distinguere la ragione dalla miseria mentale.
Perdonami se ti ho dato del tu, ho “solo” 52 anni.
Basta, anche voi giornalisti ci avete scocciato…!!!
Siete un esercito e non è possibile che vi si possa sopportare….non sapete proprio cosa fare…!!!
Vi trastullte dietro ogni quisquiglia,dietro ogni cosa insignificante…!!!!
Ma perchè nion va a lavorare qualcuno di voi?-Non so …nel’edilizia, oppure nella più nobile “terra”…!!!
Fate come ho fatto io,ho imparato a fare il calzolaio ed ora riparo le scarpe…Qualcuno di voi potrebbe fare im “trombaio”( non quello che suona la tromba…o altro), in fiorentino vuol dire l’idraulico-
concordo pienamente con il sig. Mario G. il fatto che “i nuovi imprenditori” sono solo bambocci cresciuti nella bambagia, io svolgo il mio lavoro da decenni ed ho conosciuto tanti imprenditori una miriade, ma rimpiango davvero i pionieri che hanno costruito l’Italia, era gente speciale tutta di un pezzo ma fatta di leale orgoglio, non come ora di arroganza e poca competenza, per il resto cioè i politi anche questi son fatti oggettivi almeno fino ad ora per l ex consigliere di Craxi.
Nicola Porro ha perfettamente ragione circa le banalità della Marcegaglia, figlia o nipote di imprenditori, lontana miglia dallo spirito di pioniere che ha avuto gente
come i suoi padri.
Ragazzi, abbiamo il terzo debito al mondo? non ce ne frega niente se chi se ne sta occupando come Brunetta sia un ex fannullone,come dice Stefano, o un ex puttaniere o pedofilo, come dice la Signora Veronica; abbiamo interesse a uscire dalla crisi o fare i fighetti sinistroidi arricciando il naso? sarà la giustizia, comunque di parte, a giudicare chi si sta prendendo delle responsabilità impopolari per cercare di ridurre il terzo debito al mondo.
Grazie Porro, tifo per te quando sei da Santoro ad cercare di insegnare di non buttare la mente all’ammasso.Economia è progresso, ma l’economia non si fa col 18 politico, promuovendo quelli con i debiti o con i 1000 tra deputati e senatori o con un presidente nella reggia del Quirinale;l’esempio viene dall’alto, così pure il cattivo.
Caro Porro,
il commento sul blogo mi è stato segnalato da un amico, consapevole delle mie attenzioni sugli argomenti trattati. Ebbene, mi sembra chiaro che attaccare un discorso POLITICO del Presidente della Confindustria sia niente di più che un gioco da ragazzi: quel gioco che può farsi con ogni discorso della medesima valenza, senza che rilevino ad alcun proposito faziosità o preferenze di alcun genere. Penso piuttosto che la corretta ed oculata valutazione che ci si dovrebbe aspettare da un giornalista debba prendere in considerazione il ruolo di coesione che la Confindustria, a livello nazionale e locale, sta avendo nel panorama imprenditoriale delle PMI, come delle multinazionali. La crisi economica, primaria e fondamentale problematica del momento, importante anche per la suscettibilità di ripercuotere le sue conseguenze negli anni a venire, porta con sè una forte tendenza alla concentrazione, con conseguenze estremamente negative a tutti i livelli ed in tutti i segmenti di mercato. In queste circostanze di fatto, solo il lavoro confederativo ed il vincolo di solidarietà insito nell’associazionismo in generale può indurre una controtendenza a tale fenomeno, oltre che favorire una rappresentazione ancora unitaria del made in Italy, comunque capace di riscuotere con continuità consensi, tanto in Europa che a livello internazionale. Se questi non sono paletti di cui tener conto nel valutare il discorso del Presidente di Confindustria, continui pure a perseverare in una critica facile, quanto sterile, a qualunque discorso politico, di apertura a qualsiasi Assemblea annuale di qualunque ente naizonale.
mi sembra eccessivo criticare un manager e un’istizione che sono il fulcro dell’economia italiana. Del resto le soluzioni prospettate a 360 gradi sono significative delle opportune iniziative da intraprendere per superare la crisi e avviare lo sviluppo.
E’ particolarmente importante il riferimento alla situazione del Sud,laddove i governanti, in particolare in Calabria, gestiscono il potere in modo inefficiente.Gli sprechi e le connivenze politiche sono all’ordine del giorno e nonostante i richiami della corte dei conti continuano ad operare producendo risultati fallimentari invece di impiegare i fondi e le risorse per lo sviluppo del territorio.
-l’ultimo, in ordine di tempo è il bilancio sanitario con un passivo di 2,2 miliardi e quello regionale non ancora definito-
Dalle mie parti (nord est) ci sono industrie che hanno chiesto la cassa integrazione per i loro dipendenti, senza averne bisogno, ma solo perchè così facendo, avevano poi piu titolo di altre a chedere soldi. La nostra classe di imprenditori, è stata per troppi anni abituata a rischiare i soldi degli altri, vedi la Fiat Di Agnelli, piuttosto che i propri, e ora aprofittano ancora della situazione.
sono d’accordo, siamo inondati di parole, convention, incontri che fungono solo da vetrina, ma che di concreto danno pochissimo; bisogna fare finalmente qualcosa, incentivare i contatti tra il mondo imprenditoriale e giovani, creare collaborazione con le istituzioni scolastiche, istituire dei premi (veri) alle idee innovative, e, avere il coraggio di deresponsabilizzzare chi per età è giusto che si faccia da parte.
filjack
E’ vero ! L’intervento della “mantovana” é stato alquanto scontato e banale !
Riforme ?! Si..ma quali, con che priorità, con quali risorse o….la “mantovana” intende la solita storia dei costi-orari ?
Banale….si…proprio banale !
Bravissimo Porro,non dimentichiamoci che la nostra brava maestrina,che ci impartisce lezioni anche di moralità,è la figlia di uno degli uomini più ricchi d’Italia,e nel 2006 dichiarò un reddito lordo di poco superiore a 200.000 euro
Il messaggio di Mercegallia al governo mi sembra chiarissimo: Governo non fai abbastanza per noi!!! Eccellente messaggio se il Governo non avesse tutta una serie di prioritá urgenti in questa atmosfera di crisi.
Come ho già detto altre volte, non mi intendo di economia e di industria ma è innegabile che la Marcegaglia (per la quale peraltro non nego la mia simpatia)nel suo discorso abbia detto delle ovvietà che forse, nonostante la premessa,avrei potuto dire anch’io
Certo, banalità dette e stradette. Aria fritta.
Così come pure gli nterventi del premier nello stesso meeting.
Nulla di nuovo nel pianeta del socialismo-assistenzialismo Italia.
Di interessante ci trovo la richiesta di riforme, e non mi
riferisco alle solite pensioni che comunque dovremo presto
rivedere. C’è da riformare tutto in italia, dal parlamento che è un campo da tennis ove si usano i progetti di legge
al posto delle palle, alle municipalizzate, agli enti inutili, alle province…. ci vorrebbe una enciclopedia
per elencare tutti gli ”ammodernamenti” da fare in questo
paese borbonico. P.S. dimenticavo. E la giustizia, che mi
fà aspettare tre anni solo per la prima udienza di una
causa civile, dove la mettiamo? o devo pagare il secondo
lavoro di un giudice per fare un arbitrato????
La Confindustria è stata da sempre una cricca di opportunisti,oggi fanno finta di appoggiare Berlusconi ieri appoggiavano Prodi ottenendo da tutti e due quasi tuttoa spese dei cittadini oppressi da un sistema che non funziona piu’.
Ogni tanto qualche sindalicalista “exmuratore” parla della riforma delle pensioni,parla a nome e per conto proprio perchè al suo cosiddetto sindacato non è iscritto
nessuno, così facendo da modo alla Confindustria di ricamarci su in modo che ad un aumento dell’età pensionabile spera di ricavarne qualche miliardo di euro da spillare allo Stato per qualche potente industrialotto. Poi magari ci mettiamo Il Brunetta exfannullone adesso diventato il vendicatore a spese dei pubblici dipendenti.
La gente è stufa di tutte queste pagliacciate.
La crisi è sempre piu’ travolgente e magari non sia la volta buona per trovolgere tutta questa …….
Visto che di spazio ne concedete tanto a Santoro, penso che quello concesso a Confindustria sia in ogni caso meglio impiegato!!!
E, di fatti, ormai ogni sfera sociale ha il suo Obama. Facciamo a chi le spara sempre più banali ma con maggiore senso estetico e raffinatezza. L’obiettivo strategico non cambia nemmeno in confindustria, deprimere o ignorare le esigenze delle imprese di punta per sostenere quelle della precedente stagione industriale, ormai decotte (vedi Fiat o Merloni che vanno sempre a piangere soldi dallo Stato). Obama:Bush=Marcegaglia:Montezemolo.
Riforme vo’ cercando…
Il discorso di Emma Marcegaglia all’assemblea annuale di Confindustria è un grido d’allarme e di dolore per l’immobilismo che contraddistingue l’azione del governo in questa difficilissima fase congiunturale. Dapprima, la presa…
Bla, bla, bla ed ancora bla,bla,bla. Purtroppo è vero, e non è solo il caso della Marcegaglia.
Convegni, congressi, riunioni, simposi, meeting e poi anche pranzi e banchetti: mille e mille occasioni per parlare, parlare, parlare, cercando di dire cose sensate sulla crisi, sulle cause e su come uscirne.
L’impressione è che tanti, tranne UNO, o pochi altri, abbiano il coraggio di dire l’unica cosa sensata che per davvero potrà portare l’economia mondiale fuori dallo stallo attuale: la gente che può “deve” tornare a comprare come prima, o quasi, evitando di mettere soldi sotto al mattone, per paura delle banche, ed evitando di dare ascolto alle cassandre del partito del “tanto peggio tanto meglio”. Purtroppo, essendo questa una ovvietà, tanto ovvia da apparire banale, si preferisce optare per voli pindarici tipo “è nostro dovere uscire dalla crisi” ed altre amenità alla Ridolini “…e Roma sarà più bella e più forte che pria!”.
Concretezza ci vuole, concretezza e sincerità, senza timore di dover dire le stesse cose che Berlusconi va dicendo da mesi.
Ha ragione Tremonti, le riforme, come le pensioni, si dovranno fare a suo tempo. Ora servirebbero per rallentare l’ingresso dei giovani al lavoro. Poi chi parla sà che spesso ” l’industriali” pretendono lo scivolo…perchè gli conviene.
Senz’altro con la ripresa si potrà dare con scelta liberale ed entro un ranger prestabilito per andare in pensione. In fondo come l’attuale contributivo con margini d’età innalzati.
No ora, altrimenti si obbligheranno i giovani di stare a casa, amortizzati, ma senza nessun lavoro.
Ha ragione, Porro! Tutto questo spazio la Confindustria non se lo merita affatto. Ne’ se lo meritano tutti gli altri esponenti di varie categorie che stanno sulle prime pagine dei giornali italiani e sui TG tutti i santi giorni. Dai leaders sindacali, agli esponenti di tutti i partiti, non importa quanto insignificanti, fino ai membri della gerarchia ecclesiastica. E tutti che non dicono altro che banalita’! Se uno guarda il tipico TG della Rai (e’ tutto quello che riesco a vedere dagli USA) non e’ altro che la ripetizione giornaliera dello stesso copione: Notizie principali seguiti da discorsi dei leaders della Confindustria, leaders sindacali, esponenti di tutti i partiti e gerarchie ecclesiastiche (che non si sa come intervengono anche a parlare di economia o politica estera). Non vedo la stessa cosa avvenire nei media americani. Questo livello di attenzione, e neanche poi tanta, viene dedicato esclusivamente a quel che dice il presidente e i leaders politici dell’opposizione, ma non si sentono quasi mai ne’ esponenti dei sindacati (pochi americani sanno chi e’ Gettelfinger, malgrado il suo potere nella UAW), ne’ esponenti delle varie categorie di industriali, ne’ tantomeno gerarchie ecclesiastiche. Ma cos’e’ questo che avviene in Italia? Il prodotto della ‘par condicio’, che a tutti va dato spazio di dir fesserie al telegiornale?