Federalismo
Il cuoco ha una strana idea del Federalismo. Da un punto di vista burocratico vorrebbe più centralismo. In sostanza la modifica del Titolo quinto della costituzione ha creato un gran pasticcio burocratico, per cui le regioni, in particolare, possono mettere bocca su tutto. La procedura infernale è molto semplice. Una legge nazionale prevede una semplificazione e le leggi locali incasinano tutto: ne hanno facoltà. Dalle centrali nucleari al piano casa, dalle autorizzazioni alla Dia, è unb continuo susseguersi di lunghe richieste alle burocrazie locali. Non si può andare avanti così.
Ottimo invece il federalismo fiscale. Il principio è semplice che spende paga. Dicono che verranno aumentate le imposte. Non è così. Ma vi è la facoltà per i comuni che esagerano di alzare le aliquote locali (facoltà peraltro che già c’era ma era stata provvisoriamente bloccata). Insomma un comune virtuoso può ridurre al minimo la tassazione locale. Chi ha voglia di spendere non ha più invece la possibilità di spalmare la propria dissennatezza sui contribuenti delle regioni e dei comuni virtuosi. Si poteva fare meglio? Certo. Ma il principio che è passato è sacrosanto.

Complimenti allo stipendiato del presidente ….! Anche stasera difendondolo si è guadagnata la pagnotta da buon servitore di sua emittenza! Che tristezza, vedere una persona come Spataro sprecata in un contraddittorio così impari ….! Che si deve fare per portare a casa uno stipendio verrebbe da dire.
GL
@Giuseppe
Quindi la sinistra nel 1996 e nel 2006 avrebbe vinto con i brogli. Chiaro, prendo atto.
E lei prenda atto che sarebbe meglio curarsi…
Jamesnach, sua del 11/2
ecco la risposta: Libere significa…anche…senza brogli!
Io penso che lei appartenga alla categoria di quelli che, pur di fargliela alla moglie, si tagliano i “zabbadei”.
Cerchi di capire, noi intendiamo vivere in un Paese Libero,Giusto,Prospero,Autenticamente solidale. Non politicante ma… politico.
Senza rancore.
Itbread – Como
Delle domande retoriche di Giuseppe me ne interessa in particolar modo, giusto per vedere fino a dove riesce ad arrivare: cosa intende, caro Giuseppe, con “Ci dica quando mai siete andati al governo con libere elezioni”
Sono proprio curioso…
Apprezzabili i commenti su di lei Dott. Porro, però almeno che la lascino in pace gli uomini (c.f.r. Fernando Diliberto): eh, no!!! Già non si capisce più nulla con il golpe delle olgettine mo’ ci si mettono a scherzare pure i simpatizzanti uomini: è troppo!!!!!!!!!!!!!!(…omissis…)
Tornando a noi, Dotto. Porro, le dico che ieri sera ho seguito la puntata “Annozero”: giusta la posizione di Lucia Annunziata, giusta la posizione sua, Dott. Porro. Lei si ritiene un garantista e fa bene. Una parte del paese, purtroppo, è sotto di molti punti (indici) sociali, culturali, economici….non sono per niente assicurati i livelli minimi di assistenza quali possono essere il reddito, l’alimentazione, l’abitazione, la salute, l’istruzione, l’educazione, la sicurezza. Tali livelli minimi debbono essere contemplati ad ogni cittadino come DIRITTO, non come carità! (se si sceglie l’uno non si ottiene l’altro, o mangi ‘sta minestra o ti butti dalla finestra). Non ci accorgiamo che l’Italia non v’é più! All’orizzonte vedo una soglia molto sottile fra l’ordine ed il disordine: chi ha il compito di ricostruire il tutto? Chi può farlo? Chi ha i MEZZI deve farlo! Le Politiche Pubbliche hanno finalità sociali: l’equilibrio (cioè l’Unità del Diritto) sta proprio fra la libertà individuale, che genera la disuguaglianza, e la sovranità della legge, che comporta l’applicazione del principio di uguaglianza.
Il lavoro, oggi, non è più tutelato, nemmeno l’impresa lo è, in ciò si realizza la Democrazia (quella sostanziale) nella società politica, ma non va superata la politica rappresentativa. Si parla di azionariato in Italia? Sussistono forme di partecipazione nella gestione delle imprese? Come si fa a parlare, dunque, della crescita di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale?
La Modernità deve individuare un codice di comportamento e di giudizio condiviso da tutti. Le Politiche Pubbliche Sociali sono marginalizzate, ma è proprio il tema dei Diritti Sociali la sostanza dei Diritti fondamentali garantiti dall’azione pubblica, questa è la sfida della Modernità; le stesse Politiche Sociali includono attività sociali ed amministrative che creano o peggiorano la situazione ed aumentano la sofferenza ancor di più.
Concludendo sul fattore pubblico vi è da dire che ciò che governa la nostra condotta sono esclusivamente le nostre azioni: per questo saremo giudicati tutti INDISTINTAMENTE.
Beppe Grillo ha ragione quando parla di dimezzare stipendi ed onorari ai Parlamentari: è vero che con ciò che si risparmia si offre l’opportunità a chi non lavora, a chi (come me, e non solo, ma io voglio autoescludermi) ha studiato ed ha gavettato in lungo ed in largo per anni… “Non ci resta che piangere” recita un famoso film, ma io dico che a questo punto voglio proprio vedere come va a finire questa storia delle ‘raccomandate’ al potere.
Sono, altresì, sicura che se si optasse per uno stipendio minimo anche in Politica (del calibro di un salario da operaio) nessuno si affaccerebbe alla vita politica pensando di non poterne ricavare più di tanto! (in special modo le soubrettes).
Scommettiamo?
caro dott. Porro,
l’unica cosa interessante che ha detto ierisera è che Lei è pugliese. Ma di dove? dappertutto c’è scritto che è nato a Roma e vive a Milano…
Dr.Porro ha mai pensato di scendere in politica?
Così saprei a chi dare il MIO voto !
Ci pensi..
Gentile Porro,
non c’entra niente con il contesto, ma devo dirlo. Ha fatto bene con quella uscita ad Anno Zero del 10/02: se viene posta una domanda economica ad un economista questo deve rispondere da economista e non con la solita pappardella di retorica politica; ai miei occhi la signora economista non ci ha fatto una bella figura per nulla, e temo che a molti faccia solo pensare che la teoria economica (e non quell’economista) non abbia niente da dire sull’oggetto della domanda (la presunta sperequazione di certi redditi).
jamesnach,Marillina,(unicum)
ci parli del governo Prodi/D’Alema.
Ci parli delle riforme che sono state portate a termine…quali erano???
Ci parli dei 4/5 punti del progetto comune della sinistra che Bersani da mesi annuncia.
Ci spieghi come mai il Popolo vi ha bocciato nelle ultime elezioni.
Ci parli della regola democratica per la quale chi ha la maggioranza in parlamento deve governare.
Ci dica quando mai siete andati al governo con libere elezioni.
Con voi tutto à impossibile….come dare un biscotto ad un’asino.
Itbread – Como
Ho visto annozero ieri sera caro Porro e’ evidente che sei l’esterto economista dei ricchi. Come fai a mistificare l’evidenza? Negli ultimi anni i ricchi sono sempre piu’ ricchi,beati loro, e noi medi paghiamo le tasse per loro che hanno tanto e per i poveri (estracomunitari zingari ecc)che non hanno nulla.Ciao
Carro Porro
mi scusi se vado fuori tema ma vorrei cogliere l’occasione per dimostrarle la mia stima per le sue partecipazioni alle trasmissioni televisive trinariciute in modo da far passare ogni tanto dei concetti liberali.
Anche se, come diceva Diogene: ” è come cercare di far diventare bianco un numida con il sapone”
Buonasera Dott. Porro l’ho vista questa sera ad Annozero e sono assolutamente d’accordo con tutto quello che ha detto. Non le nascondo inoltre di trovarla da qualche mese irresistibilmente sexy…
Maralai,permetti anche a me di farti una domanda?
Vorrei fartela sul tuo blog,ma con il tuo personalissimo concetto di libertà impedisci alle persone di rispondere alle tue bestialità giuridiche.
La domanda è questa:
Poniamo che non ci siano reati(?)…
Mi spiegheresti allora per quale motivo,un presidente del consiglio che non ha commesso reati,dovrebbe aggirare un’accusa di concussione affermando di avere agito in nome dell’Italia,onde evitare un incidente diplomatico causato dall’arresto della nipote di Mubarak?
Concordo con Porro che materie di interesse nazionale debbano essere trattate a livello centrale senza il rischio che qualche Regione blocchi tutto per ineressi locali; bisogna cambiare l’articolo quinto.
Cosa ne direste se nel progetto federalista si parlasse di eliminazione delle Provincie?
Vi invito a visionare ” Lo Stato cane ed uccello guata i vostri beni. in internet, ed anche “Se Gesu’ fosse Tremonti…”.
Nel 2009 il carico fiscale complessivo sulle industrie è cresciuto sino a erodere l’intero utile ante imposte. Un fenomeno, anche questo riconducibile all’IRAP che delle imprese tassa sopratutto i COSTI. Rimanendo così sostanzialmente INSENSIBILE al peggioramento delle loro performances reddituali.
Tanto più il livello di redditività delle imprese si RIDUCE, tanto più la pressione fiscale AUMENTA.
Chi guadagna comprando e vendendo azioni (in genere persone con redditi elevati) continuerà ad essere tassato ad un’aliquota pari alla metà di quella di chi ha solo un reddito da lavoro ai MINIMI della scala retributiva. Insomma l’unica riforma fiscale all’orizzonte è PIU’tasse su chi lavora, meno sulle rendite.
Questo è un governo che non riesce manco a mettersi d’accordo sull’istituzione di una festa nazionale, e vorrebbe realizzare il federalismo e altre 120 mitologiche riforme, quelle che non sono sono riusciti a fare in 17 anni..
Ma fateci il piacere, siete ridicoli e squallidi…andatevene a casa…
Concordo con Porro bene il federalismo fiscale sempre che non alzi, e speriamo abbassi la pressione fiscale, bisogna pero’ mettere mano all’articolo quinto perche’ molte decisioni del Governo centrale su questioni di interesse nazionale sono vanificate dalle Regioni.
Su tasse, patrimoniale ed esproprio di stato vi invito a visionare il video ” Lo Stato cane ed uccello guata famelico i vostri beni” in internet e commentarlo sul blog:
http://www.segesufossetremonti.blogspot.com
Porro,mi permetta osservare che quanto lei apprezza non è una zuppa,ma uno sciapo minestrone..
Goretti, questa me la devi proprio spiegare:
“…gli enti locali ricchi (dove i valori degli immobili e i consumi privati sono piu’ alti) stanno molto meglio degli enti locali dove la proprieta’ ha valori inferiori.”
Come ti spieghi allora che “gli enti locali ricchi” (vedi California, Illinois, New York,…) sono in bancarotta ???
Forse non è il “quanto” ma il “come” ???
636 days and counting…
Ciao Goretti. Complimenti per lo spelling, veramente creativo.
Concordo, naturalmente, con quasi tutto quello che dici sulla semantica del federalismo, specie quello di stile americano.
Quello dove non sono d’accordo è la ridistribuzione puramente matematica.
Chi glielo fa fare a quel comune col 10% di abitanti (si presume in rosso) a rimboccarsi le maniche, piuttosto che aspettare quel 10% “ridistribuito” proveniente ovviamente da qualche altro comune in + ?
Mi sembra la solita storia della ridistribuzione dei pesci piuttosto che delle canne da pesca.
Ti ricordo che la Costituzione americana garantisce “the pursuit of happiness”, not happiness itself.
Achieving the latter, it’s up to you.
Give me a chance, not a guarantee.
Inoltre, chi impedisce ad un’amministrazione ultra-progressista di usare la “commerce clause” per accentrare nelle mani federali il controllo del commercio inter-statale piuttosto che favorire il libero scambio?
Case in point, Obama-care.
Per ora, continuo col countdown:
637 days and counting…
Il federalismo e’ un sistema politico dove il potere e’ condiviso tra un’autorita’ governativa centrale e delle entita’ politiche territoriali, quali possono essere gli stati o province o regioni.
Quello che lei chiama federalismo fiscale non e’ altro che l’autonomia fiscale impositiva degli enti locali. Scomodare la parola “federalismo” per questo, mi sembra solo un tentativo di gettar fumo agli occhi della gente.
Premetto che vivendo da decenni negli USA considero il Federalismo (nel proprio senso della parola) un sistema politico efficace, perche’ in genere piu’ il potere viene devoluto alle entita’ politiche piu’ basse, quindi piu’ vicine alla gente, e piu’ queste entita’ si responsabilizzano e rispondono piu’ efficacemente alle esigenze della gente.
Detto questo, un problema fondamentale del federalismo e’ l’attribuzione delle funzioni tra potere centrale e poteri locali. La costituzione USA risponde a queste esigenze con l’articolo I sezione 8 dove enuncia i “enumerated powers” (poteri enumerati), cioe’ i poteri che aspettano in qualita’ esclusiva, costituzionalmente, all’autorita’ federale centrale (Il Congresso degli USA). Tutti gli altri non menzionati, lo stesso articolo dichiara che sono di competenza dei singoli stati. Purtroppo pero’ la cosiddetta clausola sul commercio (cioe’ il potere enumerato no. 3), che da’ al congresso il potere di regolare il commercio tra i singoli stati, ha permesso un’interpretazione piu’ ampia dei poteri federali e di fatto un’invasione di campo da parte del potere centrale in molti settori che forse dovrebbero rimanere di stretta pertinenza statale.
E’ in quest’ultimo aspetto che il Federalismo mostra le sue debolezze: cioe’ quando certe norme costituzionali di difficile interpretazione danno vita a sconfinamenti e sovrapposizioni di competenze. Questo e’ un rischio reale per l’Italia se il paese dovesse davvero intraprendere il cammino del Federalismo. Per funzionare e’ essenziale la chiara suddivisione di competenze tra autorita’ centrale (governo di Roma) e le autorita’ territoriali (le Regioni).
Sull’autonomia impositiva degli enti locali (impropriamente chiamata federalismo fiscale) non ci sono dubbi che ha molti aspetti positivi. E’ solo cosi’ che infatti si possono responsabilizzare di fronte agli elettori gli amministratori locali.
Un difetto che noto qui negli USA, anche all’interno dei singoli stati (sia le contee che i comuni, o city, hanno autonomia impositiva), e’ che l’autonomia impositiva porta ad enormi sperequazioni economiche, e quindi di vivibilita’, tra i diversi enti locali. Siccome gli enti locali (almeno qui in America) derivano i propri introiti principalmente dall’imposta sugli immobili (che e’ di circa l’1,5% del valore dell’immobile, quindi molto piu’ alto della vostra ex-ICI) e dall’addizionale sull’IVA (di circa 2,75% in aggiunta a quella statale) il risultato e’ che gli enti locali ricchi (dove i valori degli immobili e i consumi privati sono piu’ alti) stanno molto meglio degli enti locali dove la proprieta’ ha valori inferiori. L’effetto sulla qualita’ dei servizi (a partire dalle scuole pubbliche, alle forze dell’ordine ecc) e’ visibile ad occhio nudo per chiunque si addentri nelle citta’ e contee piu’ ricche rispetto a quelle piu’ povere.
Per evitare il tipo di abnormi sperequazioni e ghetti che esistono in America, una forma di suddivisione degli introiti che responsabilizzi gli enti locali senza le aberrioni suddescritte potrebbe essere la raccolta delle tasse a livello centrale, ma poi la loro elargizione agli enti locali sulla base strettamente della popolazione. Cosi’ per esempio se la Sicilia ha 1/10 della popolazione italiana, la regione Sicilia dovrebbe ricevere esattamente 1/10 degli introiti da essere devoluti. A loro volta, se un comune ha il 10% della popolazione di una regione, il comune dovrebbe ricevere introiti dalla Regione in tale proporzione. Non un euro in piu’ ma neanche uno di meno. Poi si vedra’ chi spende meglio le proprie allocazioni. Se un ente locale non sa gestire i soldi e li spreca, allora sara’ costretto ad istituire tasse addizionali proprie per i propri residenti. A quel punto, i residenti di quegli enti locali meno virtuosi possono sempre votare con i propri piedi e traslocare in un altro comune.
sono perfettamente d’accordo con l’idea che sta alla base del federalismo, purché si tratti di vero e proprio federalismo, e non solo di un mero decentramento del potere impositivo.
Purtroppo credo che l’attuale situazione politica non consenta un vero e proprio dibattito politico tra i vari partiti in materia di federalismo, così come del resto in una qualsiasi altra materia che possa riguardare il nostro paese. credo anche che il provvedimento adottato dal governo sia solo un contentino per gli elettori della lega nord, come provato anche dalle modalità con le quali è stato approvato in fretta e furia dal cdm.
In un paese serio oggi si dovrebbe tornare al voto e tutte le parti in causa dovrebbero accettare il verdetto ed impegnarsi per il benessere dell’Italia.
Ma siccome non siamo un paese serio, che preferisce parlare di escort e guardare in casa degli altri piuttosto che ragionare insieme su cosa sia meglio fare, credo che una qualsiasi maggioranza uscisse dal voto non sarebbe in grado di fare nulla.
Che tristezza!!
Argomentando circa il Federalismo ed il Regionalismo si può senz’altro aggiungere che Stato federale e Stato regionale sono assunti come modelli attraverso cui si fa riferimento ai presupposti teorici e agli assetti che si intendono soddisfare. Se il regionalismo è nato per indicare una forma organizzativa del potere politico della Costituzione Americana degli Stati Uniti del 1787, il termine federalismo definisce l’assetto organizzativo in cui il potere viene diviso su base territoriale. Ovvio è che il federalismo statunitense è orientato alla ricerca di una ‘more perfect Union’, il federalsimo italiano vedrebbe un salto di qualità degli enti che assumono su di sè il compito di rappresentare le più ristrette comunità, insediate su territorio nazionale, a godere dei più ampi poteri appannaggio degli stati membri dello Stato federale. Occorrerebbe individuare una condizione di autonomia/sovranità cui consegue un processo di decentramento piuttosto che un processo di accentramento del potere politico: singole comunità convivono pur senza svuotare di contenuti la propria partecipazione ad un comune patto di convivenza, quindi ad un più ampio ordinamento giuridico, sostanzialmente unitario. Processi dialettici in divenire portano a pensare a termini quali Unità e Differenziazione: quindi, federalizzazione e regionalizzazione. Si avrebbe la distribuzione della potestà impositiva tra i livelli di governo, statale e federale, in mancanza di una Costituzione scritta (finanziaria federale) nel caso del c.d. federalismo fiscale. Ciò comporta uno spostamento dal centro di competenze proprie, momentaneamente assegnate agli organi parlamento e governo, alla restituzione della competenza a livello locale, con funzione di riserva e di riaffermazione del ruolo di laboratorio costituzionale.
Giuseppe Laregina,
perchè non va a cercare cicoria in campagna?
Per lei sarebbe più salutare che frequentare un blog che non ama…
Vede, io sono qui per leggere e talvolta scrivere per il piacere di farlo,ma nessuno mi obbliga,non perdendo mai di vista il RISPETTO altrui ed in primis del padrone di casa..Perciò nessuno la obbliga,lei è liberissimo di frequentare altri lidi più consoni per le sue ampie vedute e risorse..Magari il blog di Rocco Siffredi,appunto!
Contento che l’amico (va bene l’amico?) Nicola Porro sta velocizzando il blog. Oggi le tre notizie principali. L’appello ad Arcore dei pacifisti viola a Berlusconi:”Sparati”. Vero pacifismo. Poi finalmente l’appello diretto del presidente della Repubblica contro i delinquenti di Arcore che non l’abbiano vinta e che ne rispondano alle legge penale. Un plauso, Signor presidente Napolitano che oggi non abbiamo sentito l’ennesimo monito a tutti, ma un richiamo preciso perchè i teppisti vengano assoggettati alle loro responsabilità. Grazie ancora Signor presidente che avete chiarito con tutta la vs autorevolezza e autorità, che l’Italia non è un casino. E su Di Pietro dico che anzichè parlare di prese di Bastiglie, parli di prese di pastiglie per calmarlo un po. Poi c’è la riflessione (o la flessione) dei piemme di Milano che pare intendano rinviare la chiamata al processo rapido per Berlusconi; più che procura della repubblica mi sembra una sartoria: ogni tanto riprendono le misure del cliente per “sestargli” l’abito accusatorio. La concussione senza il concusso è abito inadatto per trascinare qualcuno al processo con rito direttissimo. Stesso dicasi per la prostituzione senza le prostitute dichiarate e l’atto “criminis” dell’indagato. Poi l’avviso ai naviganti del centrodestraliberale: possibile che non vi riesca di smontare Travaglio che insiste nel difendere la procura di Milano sulla fuga di tutti gli atti dell’inchiesta ed anche degli allegati attribuendo le responsabilità alla giunta per le autorizzazioni a procedere della camera? Ma se ancor prima che gli atti partissero alla volta di Roma tutte le redazioni del mondo avevano già pubblicato l’immaginato Rubygate, come fa Travaglio ad essere così certo che la fuga dell’inchiesta (e non solo di notizie) sia avvenuta a Roma? E come mai (signore e signori del centrodestraliberaleeunpòlaburista) non vi riesce in modo chiaro e netto di sostenere senza tentennamenti, senza apparire intimoriti, che la perquisizione del Giornale, di Sanlustri e i suoi slip, di Nicola Porro e della giornalista del medesimo Giornale che sarebbe stata fatta spogliare, è un atto di gravità senza precedenti da parte dei piemme? Vi ricordate quando la sinistra sosteneva Spataro che aveva messo gambe all’aria i servizi segreti ritenendo giusto scoprire il sigillo della riservatezza imposto dal governo? Perchè gli atti riservati in nome della sicurezza o della ragion di Stato non dovevano restare riservati, mentre una pisciata di procedimento disciplinare della Boccassini e una battuta scherzosa resa per telefono al segretario particolare della Mercegaglia vengono considerate meritevoli di un’aggressione così abnorme da parte di pubblici ministeri? Ma lo volete chiedere chiaro e tondo, a Ballarò oppure ad Annozero del perchè nessun organo dello Stato chieda conto delle azioni così sconsiderate di alcuni pubblici ministeri? Come mai i magistrati inquirenti non abbiano compreso appieno il senso dell’articolo sul Giornale che voleva mettere in relazione alla parola privacy i diversi atteggiamenti degli inquirenti rispetto alle persone assoggettate al loro esame? Perchè la Boccassini (luogo pubblico) si alla privacy, e per Berlusconi (abitazione privata) no? Perchè?
mn
Hoi Hoii
Intendevo “Libertà e Giustizia”.
……Quante idiozie, incoerenze, superficialità, hanno confuso l’incenso con le ceneri.
scusate
Itbread – Como
Bocchino si rende perfettamente conto di quello che dice, mistifica volutamente, deve cercare di raccimolare qualche adesione al FLI, il ragionamento di Bocchino è semplice: qualche pollo che ci crede lo si trova sempre.
“futuro e libertà” Quante idiozie, incoerenze, superficialità, hanno confuso l’incenso con le ceneri.
Aldo Vitiello, ma quante domande si pone. Che si faccia il federalismo fiscale, punto e basta, poi vedremo. Le leggi si fanno ma si possono anche cambiare se non funzionano.Il federalismo funzionerà, funzionerà.
Penso che Lo Chef sia troppo una brava persona perchè possa rispondere adeguatamente, ad un “PIRLA” come Laregina
Itbread – Como
Giuseppe Laregina, svegliati, si parla di federalismo. Che c’entra il c..o con le quarant’ore! In quanto a Biagi era bravo a raccontare sempre le stesse cose. Era di una banalita’ assoluta. Voi fate diventare degli idoli chiunque parli male di Berlusconi. I bravi giornalisti sono altri, lui era un mestierante.
carissimo et amabilissimo GIUSEPPE LAREGINA
perchè ti viene da frequentare questo blog??
Con cortese senso democratico cerca di essere
Volteriano e di realizzare una semplice costatazione.
Ci sono persone che stimano Porro, lo leggono ne condividono le opinioni e con senso critico quando
dissentono lo fanno nel merito aprendo un dibattito.
Oh non credo che anche chi stima Porro SI DEVE SVEGLIARE
(copy by Bersani il piacentino)
Realizza anche che, per chi lo ha conosciuto in vita, il
cosidetto GRAN MAESTRO non era il vangelo, certo un buon professionista ma con tutte le sue umane passioni … e le sue debolezze.
Le figlie poi cosa centrano, siamo sicure che stanno annunciando la Verità? o sono solo le figlie di un buon professionista e come tali sfruttano……. l’onda!
Uffa, ma quanti maestrini dalla penna rossa!!!!!!!
Non ne so molto ma, credo, il federalismo dovrebbe essere il contrario del centralismo. Ciò dovrebbe comportare una maggiore responsabilità degli enti locali, ma sarà così? Non dimentichiamoci che l’Italia è il Paese de “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Quello che non mi convince è il fatto che siano state fatte molte modifiche al testo iniziale, il che significa che si è cercato di accontentare tutti, il che non è positivo. Quando sono tutti d’accordo (e lo sono, nonostante l’ostilità della Commissione che aveva soltanto un obiettivo personale) significa che il cambiamento è marginale. Sui grossi cambiamenti, considerati gli interessi da difendere delle potentissime lobbies (vedi, ad esempio, la giustizia), in Parlamento non possono che verificarsi “scontri coi coltelli tra i denti”. Accontentiamoci, dunque, anche perchè col tempo si potranno fare gli aggiustamenti del caso. Però mi chiedo: quando si metterà mano alle regioni a Statuto speciale? E quando saranno soppresse le Provincie? E quando saranno accorpati gli 8.101 Comuni? E che ne sarà della provincia di Salerno che ha presentato in Cassazione le previste firme per indire un referendum per costituire una regione autonoma? E che ne sarà delle Provincie di Lecce, Brindisi e Taranto, che hanno acceso uguale miccia? Un potere centrale determinante forse sarebbe necessario. O sarebbe necessario il Senato delle regioni. Ma quì casca l’asino. Come si fa a riformare la Costituzione con questo tipo di opposizione?
porro sta al giornalismo come rocco siffredi al cinema d’autore … tutti su internet ad ascoltare le parole del grande enzo biagi, un vero giornalista e non uno sprecainchiostro ….
Porro non sei credibile come giornalista quindi lascia perdere, risparmia tempo ed i tasti del tuo pc e semmai vai a lavorare, su internet stanno parlando le figlie di enzo biagi, collegati ed impara, per chi come te il giornalismo neppure sa cosa sia, se ne sei capace …
GL
Ho molto apprezzato il suo intervento alla trasmissione di ieri di Paragone. Una domanda Le vorrei fare: l’on. Bocchino si rende conto di quello che dice? La tassa complessiva che colpirà i cittadini sarà la somma di tutte le tassazioni nazionali, regionali, provinciali e comunali, per cui fermarsi alle sole tasse municipali è terrorismo intelettuale. D’altronde da quando esiste il fli Bocchino mi sembra uno di quei Kamikaze che si gettavano in picchiata sugli obettivi nemici, che adesso, su richiesta di fini, è l’annientamento non del centrodestra, ma del solo berlusconi.