Law&manovra
E’ sempre facile, facilissimo criticare. E il cuoco per qualche istante ha provato a cercare un buon ingrediente in questa manovra, ma più passa il tempo e più non lo trova. Avete già letto le mie critiche in altre occasioni sui contenuti di questa porcheria. Ma il massimo è avvenuto ieri. Un emendamento all’articolo 39bis conteneva la liberalizzazione delle professioni con l’abolizione degli esami di Stato e degli ordini. Cosa che se fosse passata avrebbe fatto digerire al cuoco anche una zuppa di ceci. In pochi secondi 22 deputati del Pdl si sono ribellati e hanno ottenuto la cancellazione dell’ottimo ingrediente. Favolosa la motivazione del primo firmatario (che dovrebbe essere del partito liberale di massa) Luigi D’Ambrosio Lettieri che contesta “l’inutile e dannosa deriva liberalizzatrice” e aggiunge che la riforma avrebbe “distrutturato il sistema consegnandolo a logiche capitalistiche di mercato“. Ma questo avvocato con chi è stato eletto? Con Marco Rizzo?
Ps. oggi sul Corriere della Sera, un grande avvocato tanto caro ai liberal di casa nostra, Franzo Grande Stevens aggiunge: “L’ordine serve ai cittadini, non agli avvocati”. Maddai. La stessa bufala la sento da anni per la difesa dell’ordine dei giornalisti.

Se qualche amico mi invita a salire sull’auto e lui guida pur essendo un incapace e pericoloso, io che faccio? dico NO. Di fronte alla tragedia economica italiana io sono disponibile a pagare una patrimoniale ma come prima condizione, ESIGO che l’incapace Berlusconi se ne vada definitivamente dalla guida del governo e meglio ancora dalla politica. Esigo che il governo sia nominato e diretto da Mario Monti o persona di quel livello senza vincoli di partito. Esigo immediate riforme di taglio della spesa pubblica improduttiva. A cosa serve la provincia? via tutte e subito: A cosa serve la comunità montana? via tutte o quasi. A cosa servono 1000 parlamentari? Via almeno la metà e subito. Ecc Ecc. Poi chiedetemi una patrimoniale per abbattere una grossa fetta di debito e io sono disponibile. Negli anni 60 lo stato toglieva spesso dal mercato fette di debito pubblico. E con Moro abbiamo vincto l’oscar per la lira. Poi è venuto Craxi con la sua banda., C’era il suo esperto collaboratore Tremonti, l’inventore dell’8 x 1000, si affacciavano i Bunetta i Sacconi i Cicchitto. C’era il Berlusca che con craxi ed il craxismo si sguazzava. Ora costoro sono al governo. Ma come ci possiamo fidare di gente del genere? Siamo non solo al disastro ma allo sbando morale. Il cavaliere aveva promesso mare e monti e non ha atto NULLA se non danni. Ora dopo il paese sta scassando npure la RAI. Mette in pericolo la democrazia. E lei, simpatico giornalista , come fa a restare ne IL GIORNALE diretto da Sallusti. Al solo nome le ceneri di Montanelli fluttuano nella cassetta, Ciao.
ho subito una vera e propria estorsione da un avvocato fiorentino, ma sono stata dissuasa da tutte le persone a cui mi sono rivolta (diversi avvocati e due notai) a non rivolgermi all’ordine degli avvocati, perche’ non avrei avuto nessun aiuto. Ho dovuto subire ed ancora mi brucia. Sono come una loggia massonica.
Rispondendo ad Ettore suggerirei ricordargli che un giornale, in quanto organo di informazione DEMOCRATICA, è anche organo politico: il giornalismo politico esiste ed è sempre esistito; l’intreccio Politica+Giornalismo rende l’idea di quello che avviene da tanti anni anche in altri Paesi,i finanziamenti morali, la propaganda pubblicistica consentono di creare (ai più alti livelli) il consenso che garantisce un tale pluralismo rappresentativo.
Per gli Albi/Ordini vi è da dire che restano pur sempre dei serbatoi da svuotare e riempire in momenti di crisi, ma non capisco da chi sono ‘ordinati’, vi è un controllo statale?
Quanto agli Esami di Stato, diciamocelo pure che sono pur sempre garanzia (o dovrebbero esserlo) di meritocrazia, ma essi non finiscono mai?????
@ Porro:
Sono d’accordissimo sul fatto che dall’altra parte c’è di che avere paura, non so se ha visto il proliferare in questi ultimi giorni sul sito del fatto quotidiano di articoli (nei blog della sezione economia) scritti da una serie di personaggi che in comune hanno il non aver mai dato un esame di economia in vita loro, che pontificano contro il “neoliberismo”, “la finanza speculatrice” e cosi del genere. Il massimo si è raggiunto con un tale “giurista internazionale” del CNR che ha proposto un tetto di 60mila euro annui a TUTTI I REDDITI.
Tuttavia, ricordo un illuminante articolo di Michele Boldrin su NFA in cui faceva presente che punire (anche elettoralmente) la propria parte politica quando sbaglia è GIUSTO, altrimenti ci si rassegna, si incentiva comportamente sbagliati (se non fanno le liberalizzazioni ma si continua a votarli per paura degli altri, non faranno mai le liberalizzazioni) e disincentiva quelli giusti.
Dottor Porro, mi scuso, mi sono ora accorto che a rispondermi non era stato Lei, ma Spirito libero. I rilievi sono dunque rivolti a lui (con l’invito a cambiar nome o con l’esortazione a diventare quel che vorrebbe essere). A Lei resta l’invito a occuparsi del tema direttamente sul Giornale. Con un ringraziamento per la semplicità con la quale sa spiegare fatti anche complessi.
Lei ha divagato troppo. Era chiaro che ad indignarmi e a preoccuparmi non era il fine del provvedimento (sebbene anche a questo riguardo avrei da dire molte cose non troppo lusinghiere per il Ministro delle Entrate e delle Uscite) ma proprio il mezzo, quello di incentivare con gratificazioni personali i funzionari pubblici perché facciano il loro mestiere. Tali norme, che introducono un interesse privato nella gestione della cosa pubblica, lusingheranno certo quei funzionari ma, in fondo, stanno a dimostrare la poca fiducia che l’Amministrazione stessa ha nei loro confronti. Cosa direbbe per giunta, caro Porro, se i comuni incentivassero i vigili a produrre multe riconoscendo loro una percentuale sulle stesse? (una cosa simile è già avvenuta a proposito degli autovelox, che le amministrazioni comunali pagavano ai fornitori riconoscendo loro una percentuale sul… raccolto, uso l’imperfetto perché, finalmente, la Magistratura ha stabilito l’illiceità di tale condotta). E Lei considera questo non solo del tutto regolare, ma lo saluta anche come una felice ed opportuna trovata? Non sa, dunque, che la forma è sostanza? E’ proprio la scarsa sensibilità e reattività a quest’ordine di problemi che ci manderà nel baratro. Tremonti se ne deve andare(e credo se ne andrà quasi certamente tra non molto), non perché permette il recupero dell’evasione ma perché, se deve pragmaticamente incentivare i propri funzionari a fare il proprio (infelice) compito, delle due l’una: o non se ne fida e preferisce scaricare preventivamente sul solito contribuente il rischio di varie infedeltà, o li considera, almeno teoricamente, degli incapaci e dei ‘fannulloni’. Sono tali provvedimenti ad aumentare inesorabilmente e fin al punto di non ritorno il disagio del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, e a generare irritazione nei confronti di un governo che raccattava voti definendosi liberale (mentre gli altri erano ‘comunisti’, statalisti, ecc. ecc.) mentre, nei fatti, non solo le tasse le aumenta (vero?) ma, con molti piccoli odiosi provvedimenti come quello illustrato, dimostra che la compagine politica che lo sostiene mente quando si proclama a difesa del cittadino imprenditore e contribuente, e che sostanzialmente non è diversa da quella della sinistra se non nel modo di ingannare il cittadino elettore. La verità, caro Porro, è che non potrebbero più cambiare niente neppure se lo volessero (Berlusconi è in buona fede, è animato da una retta considerazione del proprio ruolo e da un sincero spirito di servizio, in parte lui lo vorrebbe, ma ha troppi problemi personali), prendono tempo ma le uscite, come lei ha detto bene, non le abbassano e non le abbasseranno mai, perché vivono e prosperano sulle nostre tasse. La funzione pubblica nell’ultimo secolo si è enormemente ampliata, la classe politica che la gestisce non rinuncia certo a tale enorme rendita di posizione, che è prima di ruolo che di interessi concreti. Essa ha grande fiuto nell’intercettare lo scontento dell’elettorato, nell’interpretarne gli interessi e le aspirazioni non nel senso di volerli soddisfare ma, più semplicemente, di farsene carico e portavoce proprio per paralizzarne la volontà e l’efficacia. Le ripeto la domanda, ci spieghi bene sul Giornale come stanno le cose a proposito del piccolo-grande provvedimento in parola, le assicuro fin d’ora grande interesse da parte dei lettori. Tale norma disgusterà qualche elettore di centrodestra in più, ma il Giornale è un organo di informazione o politico?
Per Ettore.Lei dice : Tremonti se ne deve andare. Perchè ha permesso un aumento del recupero dell’evasione? Certo che noi italiani siamo simpatici. La lotta all’evasione va fatta, per il bene di tutti; purchè non venga fatta a carico mio ! E’ questo il succo. Altro che indignazione per i metodi usati. Quello che so è che allentando le ganasce fiscali e tornando ai “vecchi metodi”, l’evasore potenziale ne gode. Infatti fra l’accertamento dell’evasione il suo reale recupero c’è di mezzo il mare. Il mare dei prestanome, dei conti fittizi, dei “nullatenenti” con stile di vita milionari, dei ricorsi e così via. Non vogliamo mai più i condoni ( magari dopo aver sanato casa propria), ma, poi, ci indignamo per gli incentivi a chi fa questo lavoro. Evidentemente per introdurli o raffinarli, ci si è accorti che chi lottava per recuperare l’evasione aveva bisogno anche di questi strumenti. I risultati sono lì a dimostrarlo. In questo campo l’”indignazione” può essere un buon alibi per gli evasori ! Ma quello che mi preme di più è sottolineare che Tremonti sta facendo il suo mestiere. L’unica delusione, dal mio punto di vista, è che non si riesce a tagliare l’enorme spesa dello Stato, quella si da indignazione! Sta lentamente ritornando l’idea di inseguire gli interessi del debito pubblico, finanziandoli con l’aumento dei contributi e delle tasse. Perchè la classe politica del Paese ( tutta, destra e sinistra) non ha coraggio e, probabilmente, ha paura di perdere il voto dei propri “clientes”. Non c’è bisogno di essere dei grandi economisti per capire tutto ciò! E’ come se una famiglia, indebitata per vari motivi, volesse estinguere il debito facendo altri debiti, senza pensare minimamente a ridurre il proprio tenore di vita, ne ad aumentare le proprie entrate attraverso il lavoro. Quindi niente riduzione delle spese, ma bensì, aumento delle entrate. Solo che però parte delle entrate prese a prestito ( oltre il 70%) se ne va per pagare gli interessi sui debiti. La restante parte per finanziare le spese stesse che non si tagliano. Complimenti ! Fino a quando saremo in grado di rincorrere le spese e il debito? Nonostante tutto il Tremonti prova a risparmiare, in parte ci riesce; ma se ne deve andare!! Una visione incredibilmente chiara del futuro. Lo Stato vive al di sopra dei propri mezzi. Lo vogliamo capire? La Grecia è li a dimostrare questa semplice verità. E noi mandiamo via l’unico ministro dell’economia che tenta di innescare un circolo virtuoso di riduzione della spesa e del debito conseguente per dei meschini calcoli elettoralistici e di protezione di clentele. Povera Italia e, soprattutto, mi permetta di dire, poveri noi. Si salvi chi può.
Vorrei essere bene informato su di una cosa quasi incredibile letta su Panorama due anno or sono che, tuttavia, continua a ronzarmi nel capo: che sono previsti incentivi per i funzionari delle agenzie delle entrate e della Guardia di Finanza in ragione dei tributi recuperati. Vorrei sapere da Lei, caro dott.Porro, non solo la cosa in dettaglio ma anche, se possibile, gli articoli di legge sui quali si basa tale vergognosa trovata e quali forze politiche l’hanno permessa, specie se fra di esse si possono rinvenire forze c.d. liberali. Pare infatti che sia stato questo governo a introdurla o a perfezionarla. Ad essa si deve un sensibile incremento del contenzioso fiscale in quanto tale norma o regolamento, indurrebbe i funzionari stessi a sollevare conflitti anche poco fondati fidando sulla stanchezza e su eventuali errori del contribuente. Anche per questo Tremonti se ne deve andare.
@Emilio. La tua ultima domanda è ovviamente ben posta. E purtroppo la risposta è che sì siamo stati, me compreso, troppo buoni. Ma a ragion veduta. E nonostante la schifezza di questa manovra continuiamo ad esserlo. Provo a spiegarti il mio punto di vista, nel difendere l’indifendibile. é quello che un economista chiamerebbe il second best. Faccio il giornalista e non il politico. Rispondo ai lettori (pochi) e non agli elettori (molti). Se permetti il mio compito è molto più semplice rispetto a quello di un politico. Ritengo un obbligo incalzare la politica economica di qualsiasi governo. E cerco di evitare il più possibile l’argomento retorico della relatività. I bolli sui conti titoli sono una porcheria, per dire. E poco mi interessa che la medesima cosa la possano avere fatta altri. Resta il fatto che, ora per rispondere alla tua domanda utilizzo l’artificio retorico, l’opposizione farebbe ancora peggio alla nostra minoritaria cultura liberale. per quello parlo di second best. E per opposizione non intendo solo Bersani (di cui peraltro al tempo delle sue liberalizzazioni scrissi elogiandolo), ma quel circolo culturale dell’anitberlusconismo che da 17 anni non lo sopporta. Oggi ho messo insieme sul giornale un po’ di figure che auspicano la patrimoniale. Non mi piace affatto la politica economica del Cav, ma tremo a pensare cosa potrebbero fare i suoi avversari. Non è certo una bella prospettiva.
semplice proposta:abolizione dell esame di Stato ,si fa un tirocio pratico durante il corso di laurea ,si esce dall universita e si inizia ad esercitare liberamente ,poi sarà il mercato e la tua bravura a decretare il tuo successo . Visto che chi difende gli ordini accampa scuse del tipo servono per tutelare i cittadini,sostituiamoli con un unico ordine nazionale facilmente consultabile dai cittadini mediante inserimento del codice personale del professionista a cui si rivolgono,dopo aver fatto il tirocinio,senza fare nessuno esame di Stato,invio tutti i miei dati ,certificato di laurea ,attestato di tirocinio ,ricevo un codice personale.PS lETTIERI ,non vorrei sbagliarmi ,credo che sia farmacista.Vorrei chiedere al dr Lettieri ,trova corretto che un giovane farmacista sia escluso dal mondo del lavoro se non trova una farmacia disposto ad assumerlo?come fa un giovane farmacista a comprarsi una farmacia visto che costano milioni di euro?
L’art. 21 della Costituzione garantisce a qualsiasi cittadino di “esprimere le proprie opinioni e di diffonderle con qualsiasi mezzo di diffusione”. Quindi è evidente e grande come una casa, che la legge sulla stampa che obbliga i cittadini ad avere un giornalista professionista ed iscritto all’ordine quale “direttore responsabile” se vogliono pubblicare il loro pensiero, è ANTICOSTITUZIONALE in quanto limita di fatto la libertà garantita dal suddetto articolo!!! Quali interessi dei cittadini deve difendere l’ordine dei giornalisti? Francamente mi sfuggono! Piuttosto l’ordine, in questo caso, può limitare un diritto costituzionale; altro che difendere gli interessi dei cittadini. E dire che ci sono associazioni per la “libera stampa” che si richiamano art.21 i cui componenti sono saldamente accampati all’interno dell’ordine dei giornalisti. Quanta ipocrisia!! Gli ordini, in generale, poi, sono solo delle organizzazioni che servono a loro stessi. Non difendono i cittadini; anzi ! Infatti, l’interesse dei cittadini è sapere se quel professionista è quello che dice di essere; niente altro. Per far questo si può, tranquillamente, far iscrivere i professionisti in un Albo Nazionale, liberamente consultabile, tenuto dalla Presidenza del Consiglio. Nell’era dell’informatica non sarebbe molto difficile. Tutto il resto è la solita italica ipocrisia per giustificare delle vere e proprie corporazioni che si sono ridotte a difendere gli interessi dei loro dirigenti e che hanno dei poteri ( quale quello della radiazione) che in uno Stato di diritto deve avere solo la magistratura a seguito di normali procedimenti giudiziari. Per l’ordine dei giornalisti, invece, ho già specificato che, secondo me, la costituzione , di fatto, lo vieta. Abolire gli Ordini, oltre che una sana battaglia liberale, è anche una battaglia di libertà.
Sono di questo avviso : Abolizione degli ordini SI, abolizione degli esami di stato NO . Ci sarebbe eventualmente la nacessita’ di drizzare gli esaminizzatori per rimetterli al livello di quelli che avevamo 50 anni fa.
Devo dire che la proposta di ridurre il potere antistorico degli ordini professionali mi aveva non poco meravigliato, provenendo da quella parte politica (la mia) che ce l’ha in programma fin dal 1994 e mai l’ha attuata.
Non deve meravigliare la levata di scudi di componenti della corporazione degli avvocati (e dei commercialisti, e dei giornalisti…) perchè tutti tengono famiglia e chi ha dei privilegi non vi vuol rinunziare. Ciò che strabilia è, ancora una volta, la tristezza di questo viale del tramonto berlusconiano, percorrendo il quale non ci si avvede del minimo segno di volontà decisionale. Insomma Silvio vuol tirare a campare, inseguendo l’ultimo voto parlamentare, spiegandoci che ciò è nell’interesse di noi tutti. No, Silvio nostro, l’interesse dell’Italia è che si prendano quattro-decisioni-quattro tali da rovesciare il tavolo: chi ci sta ci sta, gli altri votino contro in mondovisione.
Quanto ai 22 avvocati che già avrebbero votato contro, uno statista avrebbe alzato il telefono e chiesto a Bersani: me li presti ventitrè voti che te ne dò atto nei TG?
Basta gente che cura solo il proprio orticello. Bossi direbbe con felice sintesi: fuori dai c…!
Roberto Vaggi
Le cose preoccupanti sono parecchie:
1)22 deputati pur di salvare le loro rendite (a danno dei cittadini, come tutte le rendite) sono disposti a mandare al macello il paese (perchè una bocciatura alla manovra questo significava)
2)ben più di 22 deputati pur di salvare altre rendite (quelle da parlamentari, che se si faranno saranno a partire dal 2013, SE si faranno..) sono disposti a mandare al macello il paese (vedasi sopra)
3)”consegnare il sistema a logiche capitalistiche di mercato”, ma dove è stato eletto, nel PCI? in Rifondazione? in SEL?
Il terzo punto è molto interessante ed è dovuto principalmente al fatto che questi signori il loro programma non l’hanno nemmeno letto e quando parlano ai comizi mentono “sapendo di mentolo” come ci dicevano da piccoli, altrimenti sarebbe o d’accordo con le “logiche capitalistiche di mercato” oppure sarebbe con Bertinotti e Vendola. Sono li per fare i loro interessi, punto; e di ciò, dovrebbe render conto anche chi li ha nominati, che probabilmente alle liberalizzazioni e alle privatizzazioni non tiene particolarmente (cosa è stato liberalizzato/privatizzano in questi ultimi 3 anni? e nella passata legislatura?), sarà occupato con i cavoli suoi.
Per quel che riguarda il resto della manovra: economisti seri (quelli che Tremonti cerca di zittire ogni volta dicendo che devono tacere e che sono maghi…), come per esempio Alesina,hanno già dimostrato che a livello macroeconomico è nettamente migliore tagliare le spese invece che aumentare le tasse come si sta facendo. Poi alcune domande: ma c’è ancora la tassa sui bot e il “contributo di solidarietà”? ma questo non era il partito del “mai le mani nelle tasche degli italiani”? questo contributo di solidarietà non è esattamente contro quello che hanno detto fino a oggi?
E finisco con una domanda a Porro se me lo si permette: ma non è che alcuni sono stati troppo buoni? che visto che questo governo si diceva liberale li si perdonava un po’ di tutto, anche se non faceva NULLA di liberale (anzi…)? non parlo espressamente di lei (bhe, un po’ si), ma di molti “intellettuali liberali de noialtri” che scrivono sul Corriere per esempio che dopo 17 anni sono ancora qui a sognare una rivoluzione liberale. Sognare è bello, però dopo 17 anni forse è giusto fare un resoconto e dare i voti…
Gli ordini prof. e le corporazioni possono anche continuare ad esistere. Non si puo’ imporre lo scioglimento a gruppi di professionisti che vogliano formare un club.
Quel che ci vuole e’ che lo Stato non imponga l’appartenenza a tali corporazioni (o ordini) per svolgere la propria attivita’.
Ma l’esempio degli ordini prof non sono il solo esempio di mancata liberalizzazione da parte del PDL.
Non c’e’ nessun motivo perche’ i supermercati non possano vendere giornali o che non possano avere un bancone della farmacia cosi come hanno quello della salumeria all’interno di un supermercato.
Non c’e’ poi nessun motivo perche’ i comuni mettano il numero chiuso in certe attivita’ commerciali (come ristoranti, bar, negozi ecc.) causando le licenze di salire alle stelle.
Se io trovo un locale disponibile, devo aver diritto di aprirci quel che voglio (bar, ristorante, negozio, taxi ecc), nel rispetto certo delle norme sull’igiene ecc. Non vedo perche’ per aprire un esercizio commerciale debba rilevare un esercizio o una licenza gia’ esistente per via del numero chiuso.
E non solo dovrei aver diritto ad aprire quel che voglio, ma dovrei aver diritto ad aprirlo negli orari che voglio, incluse Domeniche ed anche 24h su 24h. Ma cos’e’ questa storia che si puo’ aprire di domenica solo nelle zone turistiche.
Questa politica da regime borbinico chiude il mercato ai nuovi entranti e non favorisce certo l’occupazione. Proprio vero che i nemici del liberalismo si annidano sia a destra che a sinistra.
Concordo con quanto scritto da Porro. Da laureato in Giurisprudenza ho sperimentato sulla mia pelle la “mafia” corporativa degli ordini. L’unica consolazione – si fa per dire – è che siamo talmente abituati a questo schifo che poi quando tocchiamo con mano l’ingiustizia ne siamo in qualche modo colpiti un po’ meno, perché preparati al peggio. E questo, trasposto su un piano politico/partitico, vale anche per il PDL. Sapevamo infatti, anche se non volevamo dirlo a noi stessi, che non si trattava di un vero partito liberale, men che meno libertario. Non basta pensare che “quegli altri” farebbero anche peggio, essendo assistenzialisti e buonisti per definizione.
Occorrerebbe creare un movimento (unico, perché i liberali sono fin troppo divisi) liberale che faccia sentire il fiato sul collo ai partiti, senza sconti a nessuno. E che minacci, almeno da un punto di vista elettorale, tutti quei politici che propugnano atti di aggressione alla sfera privata del cittadino. Non mi rassegnerò mai alla violenza dello Stato.
L’approvazione dell’emendamento sarebbe stata una rivoluzione a favore della meritocrazia, in una società con barriere all’entrata nel mercato del lavoro e delle professioni come la nostra (a meno di amicizie e/o parentele, in grado di assicurare un facile accesso agli ordini).
Non reputando affatto il pdl un partito liberale, mi chiesto se non sia stata messa lì apposta per sviare l’attenzione dagli emendamenti, molto pesanti ed impopolari, che sono stati votati subito dopo.
Speravo che arrivasse Giovanni Choukhadarin… Adesso i prossimi commenti del cavolo verranno CENSURATI. Del cavolo? Lo decide il cuoco. Censurati? Sì. Il concetto lo ha reso bene e grazie al Cielo sinteticamente Giovanni. E basta per tutti. Ai cultori del cavolo consiglio mettere il “mi piace” a Giovanni. Ma a Giovanni repliche quanto ne vuole: come ad esempio specificare quali sono i 4 benefit previdenziali e che cosa c’entrino i supposti benefit previdenziali con l’esistenza dell’ordine?
Caro Porro, si sa chi sono questi 22 deputati che si sono ribellati? Bene. Scrivetene i nomi a caratteri cubitali sulla prima pagina. Anzi, scrivete i nomi di tutti coloro che hanno votato contro, opposizione inclusa. E riscrivetelo prima delle prossime elezioni. Se lo farete, questi traditori del programma elettorale avranno poche probabilità di essere rieletti, e quindi forse non saranno neppure candidati.
Sarebbe una bella lezione per chi dice una cosa in campagna elettorale, e poi fa l’opposto quando e’ sulla poltrona.
Quanto ha ragione, dott. Porro!! Gli ordini sono una scemenza, ma figuriamoci se li abolivano per davvero. Songare è molto bello e non costa nulla, ma, ahimé, prima o poi bisogna svegliarsi.
Ho solo condiviso questo piccolo articolo su fb…leggo spesso i suoi articoli perché sono molto chiari pur essendo profondi e dettagliati. Un caro saluto. Manola Massei
Caro Nicola Porro, sono d’accordo con Lei stavolta. Gli ordini professionali andrebbero aboliti. Sono un retaggio della società feudale e delineano una società neocorporativa qual’è quella italian. Immagino che però bisognerebbe contemporaneamente rafforzare il sistema di formazione universitaria e qualificarlo maggiormente. Forza Italia non è mai stata un “partito liberale di massa” e tanto meno lo è il PDL. E’ destra populista.
Ma qui il problema è che sono tutti chiacchieroni. Chiacchierano tutti, a destra come a sinistra, di riforme e rivoluzioni ma in realtà non le fa e non le vuole nessuno. Tremonti e Berlusconi tempo fa dissero chiaramente che in una situazione di crisi non si fanno grandi cambiamenti. Ci sono momenti della storia in cui però se non si rinnovano le cose l’organismo sociale si deteriora. L’Italia mi sembra che sia su questa china.
A Franco Grande Stevens sarebbe il caso di mandargli una mail dicendogli che i cittadini tutti dx e sin non sanno che farsene del loro ordine.
Luigi D’Ambrosio Lettieri, ecco una buona ragione per la quale gli eleggibili dovrebbero essere nominati. E chi sbaglia nella nomina a casa.
Itbread – Como
E tu, come ognun sa, non hai la tessera dell’Odg, vero dottore Porro? Un liberista come te non saprebbe d’altronde che farne, per quei 4 benefit previdenziali cui i colleghi assistenzialisti tengono tanto