Quante balle sul posto fisso
Se c’è una cosa con cui non si creano posti di lavoro sono le balle. E la politica economica ne ha raccontate a non finire. Ecco perché Mario Monti ha fatto bene, benissimo a spendere un po’ del suo consenso dicendo la verità: ragazzi scordatevi il posto fisso.
Un altro professore, con un tono se vogliamo un po’ da maestrino, disse anni fa una cosa piuttosto simile: i trentenni che belli e pasciuti sono ancora a casa con i loro genitori sono dei bamboccioni.
Prima colossale balla: il lavoro è un diritto. Certo c’è la Costituzione, ci sono decenni di sociologia e di «buonismo alla cioè». Il lavoro è piuttosto un dovere. Un dovere che si conquista, che ci completa e che ci permette di vivere. Ma l’idea che il lavoro sia dovuto (e poi da chi?) è l’utopia di una società pianificata e dunque povera. Ci sono i diritti sul lavoro. È ovvio. Il lavoro non si crea dal nulla. Lo forniamo a delle imprese, che grazie al nostro lavoro prosperano. Se bastoniamo le imprese, il lavoro semplicemente scompare. In effetti esiste un lavoro che non è legato all’efficienza del mercato: è quello pubblico. Più di 3,5 milioni di dipendenti pubblici, anche se spesso lo dimenticano, sono al servizio dei contribuenti che li remunerano. Ma il rapporto tra committente (noi) e dipendenti (pubblici) si è talmente scollegato che non vi è più alcuna sana relazione tra i primi e i secondi. D’altronde essendo la remunerazione (non il posto in sé, che è fisso) legata a decisioni pubbliche e politiche diventa inevitabile la nostra irrilevanza come cittadini nel determinare l’efficienza della macchina lavorativa.
Seconda balla: senza posto fisso non esiste un futuro. È esatto il contrario. Da circa vent’anni l’impresa italiana è allergica al posto fisso. Per il semplice motivo che l’impresa italiana non ha essa stessa alcuna garanzia di poter continuare ad operare nel tempo. Le imprese non sono eterne. La capacità degli imprenditori che sono sul mercato non è solo quella di vendere prodotti apprezzati con guadagno, ma soprattutto quella di riuscire a farlo per un periodo lungo. Siamo sicuri che Apple tra vent’anni sarà di successo come oggi? Ce lo auguriamo, ma non è certo. Erano forse sicuri i finlandesi che la loro Nokia avrebbe continuato in eterno ad essere leader dei telefonini? Forse sì, ma avrebbero sbagliato. Per farla breve: le imprese nascono e muoiono, prosperano e vanno in crisi, a tassi molto più rapidi che nel passato. Immaginare di poter legare la propria fortuna lavorativa a una sola impresa è oggi materia per folli. Quando mio figlio scambiò un’impresa per la pubblica amministrazione, parafrasando Oliver Sacks. Trattasi di medesima malattia mentale che deforma le percezioni della realtà.
Terza balla: la mancanza di prospettiva lavorativa brucia la nostra gioventù. Siamo tutti preoccupati per i nostri figli senza lavoro. Trattasi, per carità, di un bel problema. Ma in Italia lavorano in pochi. Abbiamo il tasso di occupazione più basso d’Europa. Se dovessimo fare come gli altri, dovremmo avere la bellezza di sette milioni di occupati in più (su circa 23 che già lavorano). In Italia lavorano in pochi e si lavora poco. I giovani avranno i loro bei problemi. Ma i cinquantenni le cui imprese sono fallite? I cinque milioni di paria-subordinati che lo stato tassa come se fossero Rockerduck e che obbliga ad accantonare contributi per pensioni che non avranno mai? Insomma ci innamoriamo sempre di un’idea politicamente corretta: la donne che non lavorano, i giovani costretti a casa. Tutto vero. Ma in questo paese la fascia di coloro che non hanno un’occupazione è perfettamente trasversale. Se si utilizzassero le curve del benessere di Rawls (un pericoloso progressista) si potrebbe anzi dire che a soffrire maggiormente della mancanza di lavoro sono i maschi, in età adulta e capofamiglia: sono coloro che hanno più da perdere senza il lavoro.
Quarta balla, che piace molto al sindacato. Toccare l’articolo 18 et similia non migliora la situazione, abbassa per tutti l’asticella dei diritti. L’idea, di chi non ha mai lavorato, è che il lavoro e l’economia si reggano su decisioni pubbliche. Stabilisco che detta fabbrica (Termini Imerese per dirne una) debba continuare a produrre le auto nonostante l’azienda la voglia chiudere. Stabilisco che talaltro imprenditore non possa spostare la sua produzione in paesi confinanti con un decreto legge. L’idea, insomma, che lo Stato conservi i posti di lavoro per conto di terzi.
Più che la via per la schiavitù, questa è la strada adottata negli ultimi cinquant’anni per portare sull’orlo del fallimento il nostro paese. La politica industriale, in poche parole, è una grande fregnaccia: è lo strumento con il quale la politica maschera la propria volontà di controllo sul mercato, attraverso una locuzione forbita. Sia chiaro lo Stato è indispensabile. Alcune scelte strategiche si debbono fare (mettersi nelle condizioni di avere energia a bassi prezzi è una di queste), ma ritenere che a Roma qualcuno possa azzeccare la futura evoluzione del mercato meglio degli imprenditori stessi è pura follia.
Ha ragione Monti: il posto fisso è morto. Purtroppo non si può dire altrettanto della nostre politiche economiche che sono fisse da cinquant’anni.

Faba…Bragadin…Olivi…. ci avete rotto le palle con le vostre puntigliose problematiche. Andate a chiaccherare al dopolavoro e toglitevi dalle palle della zuppa! Grazie.
COME SI DISTRUGGE UNA NAZIONE PER INTERESSI FINANZIARI.
Consiglio la rilettura de «Il Grande Crollo» di John Kenneth Galbraith. È il racconto della crisi del 1929, sono elencati tutti gli errori di ieri che si stanno ripetendo oggi. Solo che lo scenario è quello europeo e gli americani – che quella lezione l’hanno imparata – sono preoccupati
.Il piano di salvataggio della Grecia è in realtà un piano di affondamento di una nazione e della stessa Europa. Il Parlamento di Atene lo vota? Passa la linea kamikaze tedesca sposata dal ministro delle Finanze greco, Venizelos, che dice «scegliamo il male per evitare il peggio»? Bene. È la soluzione? Il risultato sarà l’innesco di una tensione sociale senza più limiti, la depauperazione della ricchezza, la fuga degli ultimi capitali rimasti e la nascita di un fasciocomunismo che si propagherà al resto dell’Europa.Quello di Atene era un problema relativamente piccolo tre anni fa e lo si poteva risolvere. Ma Francia e Germania hanno pensato ai bilanci delle loro banche (piene di debito greco) e ora pensano al conto elettorale. Nel frattempo il sogno dell’Europa si sta trasformando in un incubo. È una situazione che indigna e suscita rabbia
Quando centomila persone in piazza Syntagma applaudono gli anarchici, i black bloc, l’estrema destra e l’estrema sinistra, vuol dire che la ragione è tramontata da un pezzo e che c’è il pericolo concreto di un ritorno del caos nel Vecchio Continente.
Ormai siamo all’ ultimo capitolo.
Nessun popolo va al patibolo cantando e dicendo grazie.
Nessun popolo si fa condurre alla fame e alla disperazione.
Egregio Porro,
solo ieri ho ridato un’occhiata sul blog. Ringrazio dell’ospitalità liberale (avrei fatto altrettanto a ruoli invertiti) e sicuramente signorile, considerato che non le ho fatto precisamente dei complimenti.
Era la prima volta che postavo qualcosa su internet e nella convinzione che finisse disperso nell’indifferenza della rete ho trascurato di calibrarlo meglio in funzione del contesto. Se non si intuiva leggendo, era semplicemente il copia-incolla di una delle mail che ho l’abitudine di scambiare privatamente con un nutrito gruppo di amici su argomenti di attualità. In quel caso lo spunto era il suo articolo del 3 Febbraio, dunque ho meccanicamente inoltrato per conoscenza al blog padre. Quindi mi scuso per il riferimento, in tale sede poco educato se non superfluo, all’indagine per violenza privata che nel contesto originale della mail aveva un senso informativo meno direttamente provocatorio.
Piuttosto, se non capisco male, mi pare che il mio post sia stato l’ultimo, già 19 giorni fa, di 247 precedenti. Non vorrei aver detto o provocato inavvertitamente niente di tombale su un argomento vitalissimo che, proprio in queste ore, vede governo e parti sociali al rush finale del confronto.
Nel mio intervento proponevo, non so quanto arbitrariamente estratto dal suo articolo e contrapposto all’analoga operazione che lei compie sul pensiero di sinistra, il decalogo del neoliberismo applicato ai rapporti di produzione. La mia tesi personale è che, posta la correttezza delle reciproche ricostruzioni, entrambe le visioni, purché non estremizzate, abbiano una loro validità, cioè possano portare a risultati positivi, volendo trascurare le dinamiche distributive, di crescita e sviluppo, purché siano sostenute da una socio cultura coerente largamente diffusa e condivisa. Es. USA per la visione liberista, Scandinavia per quella solidaristica.
Dove ciò non accade, l’Italia è da sempre paese di profonde contrapposizioni ideologiche ma anche in altre realtà europee e mondiali, funziona solo un modello di mediazione politica, se riesce ad imporsi in maniera forte ed efficace, delle idealità e degli interessi contrapposti. Da noi questo è successo solo in brevi momenti di forte accelerazione economica, gli anni della ricostruzione e forse il primo centro-sinistra, favoriti più che altro dal contesto internazionale anziché da una chiara visione politica interna. Non certamente con i governi Berlusconi, che quelle contrapposizioni ha pensato di esasperare fino a rasentare la rottura sociale. Il significato politico, se lo si vuole intendere, dell’esperienza Monti sta tutto qui, scontate le caratteristiche tecniche di questo governo.
Niente ci dispensa, anzi, dal sostenere le nostre opinioni se animate da sincera passione e convincimento, ma guai a pensare che le ricette siano valide in sé, indipendentemente dal consenso che sono capaci di procurarsi. Un eccesso di idealismo di cui, ne converrà, è fortemente impregnata la cultura italiana, anche e soprattutto la cultura politica senza grosse differenze fra destra e sinistra, non parliamo poi di ultraliberali e nostalgici del marxismo.
Un argomento poi apparentemente diverso, ma per completezza impossibile da trascurare almeno in Italia, è come sulla concreta applicazione storica dei modelli teorici dei rapporti di produzione, evidentemente degenerandoli, si innestino fenomeni come macrocriminalità e corruzione, non per la loro indubbia rilevanza sociale ma per la concretissima incidenza sui conti economici, che appesantiscono e da cui traggono alimento.
In attesa curiosa di vedere come andrà a finire al tavolo delle trattative, sono sempre disponibile a discutere con lei o chiunque altro che lo ritenga utile ed interessante, in questa o altra sede, punto per punto su natura e, appunto, sostenibilità sociale dei paradigmi ideologici del liberismo e della socialdemocrazia, in cui personalmente mi riconosco, che abbiamo provato entrambi, spero non troppo malamente per quanto mi riguarda, ad enucleare.
Cordiali saluti.
Dino Murgolo, Trecate
La stretta finale sulla madre di tutte le riforme, quella del mercato del lavoro, il cui traguardo è stato annunciato ieri dalla ministra Fornero entro il mese prossimo comunque vadano le trattative/consultazioni in corso con le parti sociali, è stata preceduta nel mese scorso e infine da un paio di giorni da due grosse polemiche fuorvianti ove riferite al famigerato art. 18 dello Statuto dei Lavoratori: quella sul posto fisso e adesso questa sulla protezione accordata dai sindacati a ladri e fannulloni.
Sorvoliamo sulla caduta di stile. Confindustria, che ha lanciato il proclama antisindacale, va al rinnovo delle cariche e alza i toni certo per fare da sponda alle intenzioni governative che possono favorirla ma soprattutto segnala che è partita la campagna elettorale interna: si candida a vincere, a subentrare alla Marcegaglia, chi, per voce della stessa e non necessariamente pensando quello che dice, la spara più grossa per dimostrare di saper rappresentare meglio gli interessi di categoria, con Marchionne alla finestra pronto al clamoroso rientro se passasse la linea dura. Nella sostanza, non credo che una tale polemica dell’ultimo minuto meriti grande attenzione.
Più sottile è invece l’altro tema, quello sul posto fisso, che ci ha assillato per settimane anche per via di ripetute dichiarazioni, a volte con scivolate di dubbio gusto se non irrispettose per chi il lavoro non ce l’ha proprio, da parte di vari membri dell’esecutivo e dello stesso Monti.
Sul blog di Antonio Porro, vicedirettore de Il Giornale (ricordiamolo, indagato un anno e mezzo fa assieme a Sallustri per concorso in violenza privata a seguito della pubblicazione di intercettazioni in cui avrebbero architettato la pubblicazione di un dossier sulla stessa Marcegaglia, dopo alcune sue dichiarazioni critiche sull’operato del governo Berlusconi) avevo trovato un mesetto fa l’articolo allegato, che è una bella summa del pensiero sempreverde neoliberista applicato alla materia lavoristica. Anche nello stile: ridondano le balle, attribuite naturalmente al pensiero politically correct, ovviamente di sinistra. Chi apprezza, ci si rispecchi.
Salto alla fine. Sono convinto che alla fine la riforma, troppo importante e troppo imposta dall’Europa, si farà. Con qualche piccola concessione a sindacati e PD, ma si farà. E potrà forse anche essere di una qualche utilità a consolidare la ritrovata fiducia di investitori, organismi politici e finanziari, comunitari e internazionali nella nostra capacità di ripresa. Questo, almeno, è certamente auspicabile. Ma.
L’articolo di Porro, per chi ha voglia di leggerlo, è interessante perché, con l’intenzione di smontare l’ideologia che avrebbe bloccato da 50! anni il libero dispiegarsi delle energie di mercato (riconoscendo, se così fosse, quanto meno l’inefficacia dell’impegno contrario nell’ultimo quasi ventennio berlusconiano), rivela tutti i paradigmi impliciti nel neoliberismo, che proverei a riassumere in un decalogo del tipo:
1. lo Stato, la Costituzione sono fardelli inevitabili ma penosi
2. il mercato è virtuoso per definizione e non ha bisogno di regolamentazione politica tanto meno di servizi
3. l’impresa (il capitale) è fattore produttivo esclusivo di creazione di ricchezza, il lavoro le è subordinato
4. il lavoro non è un diritto privato ma un dovere pubblico
5. il lavoro pubblico non è legato all’efficienza di mercato
6. la disoccupazione giovanile (e non) di massa è un’aberrazione fastidiosa perché disturba il modello teorico perfetto dell’incontro fra domanda e offerta
7. le tasse sono inutili ed inique se non per definizione almeno in molte delle loro fattispecie concrete
8. il posto fisso è una pretesa ingiustificata
9. i diritti individuali e collettivi e i sindacati che se ne fanno carico sono dannosi e superflui
10. la libertà di licenziare elimina discriminazioni e privilegi
Certo, torniamo a più di 50 anni fa. Secondo questa visione, tutta la storia della Repubblica, direi pur con mille contraddizioni tutta la storia delle democrazie occidentali dalla rivoluzione industriale in poi, va buttata al macero perché illiberale. Credo, mi auguro, che Monti non la pensi esattamente allo stesso modo.
Se si vuole, si può discutere di qualcuno o di tutti i punti di cui sopra, se non li ho estratti troppo arbitrariamente dal porropensiero. Chiudo solo con due osservazioni di contorno.
1. Nel 2001 Berlusconi vinse le politiche anche con lo slogan messo in bocca ai suoi adoranti sostenitori nelle gigantografie pubblicitarie che campeggiavano negli spazi appositi delle nostre città: “Lo votiamo perché Lui sa come fare a creare posti di lavoro”. Le balle non sono solo dunque prerogativa esclusiva di chi sia politically correct e non perché Berlusconi sia ignorante in materia o abbia un tantino fallito l’obiettivo, ma perché semplicemente non esiste una politica efficace che prescinda dall’atteggiamento mentale (nei confronti delle strutture di potere e distributive, quelle date e quelle perseguite) e dalle retroazioni complesse della molteplicità dei soggetti coinvolti a vario titolo. L’economia non è una scienza newtoniana. Di questo, appunto, dovrebbe occuparsi una buona politica (se ce spazio per la politica in una visione iperliberista).
2. Il posto fisso è una cosa, il lavoro fisso (a tempo indeterminato) un’altra. In vita mia ho cambiato per libera scelta pur essendo iscritto ad un sindacato una decina di posti fissi di lavoro fisso e sono stato costretto a cambiare altrettanti posti precari di lavoro precario (nelle sue molteplici fattispecie contrattuali che ho pure abbondantemente sperimentato in età lavorativa avanzata) per imposizione altrui nell’impossibilità di usufruire di una qualsiasi tutela sindacale. Diciamo che la flessibilità in uscita quanto meno non favorisce l’autorealizzazione e la specializzazione professionale. Certamente non ha niente a che fare con il posto fisso. Per questo, se proprio si vuole, si riformi anche l’art. 18. Non c’entra niente. E’ “solo” un principio di civiltà giuridica. Che non ha impedito per tanto tempo crescita e sviluppo.
ho paura che lo userebbe per foderarsi gli occhi
Caro Faba,non so niente dell’art.18. So soltanto che Cicchitto e Sacconi furono eletti per aver messo l’art.18 e ora vengono eletti perchè vogliono abolire l’art.18. Finchè ci sono i Bragadin che votano …..ianche il vino a volte fa bene e a volte fa male. I glog del giornale di Porro e i facebook sono preclusi agli altri e riservati solo alla campana talebana. Ho provato a far assaggiare il prosciutto Sandaniele ad amici muslim e non ci sono riuscito. Vedi tu se puoi far assaggiare a Bragadin l’ottimo art.18. nel suo interesse.Digli che è buono come il prosciutto San Daniele.
Aristarco
mi sembri una persona ragionevole. ora provo a dialogare con te.
la domanda é la seguente.
se concedere il tind al dipendente é facolta del tutto volontaira e incondizionata dell´imprenditore, essendo i liberisti grandi difensori della liberta di azione imprenditoriale, non trovi che chi vuole eliminare l´articolo 18 (cioe di fatto eliminare il tind.. perche se sono assunto a tind e da una momento all´altro posso essere meso alla porta per qualsiasi ragione anzi SENZA RAGIONE allora non é un tind..) non stia facendo altro che limitare le opzioni contrattuali che l´imprenditore puo decidere di adottare?
-
in breve:
se oggi l´imprenditore puo fare tind ocn art 18 piu altre forme flessibili come il cococo pupupu pipipi perche i difensori della liberta imprenditoriale si sgaolano per eliminare all´imprenditore una delle opzioni?
-
non trovi che quella minoranza di imprenditori che vogliono dare questo benefit ai loro dipendenti e non potendolo piu fare debbano essere tutelati?
-
NOTERAI CHE IO NON HO MAI OFFESO NESSUNO SE NON PROVOCATO!
scontrandomi con uno dei sottodotati che non sapendomi rispondere mi offendono si discuteva sulle cose che nel mondo del lavoro nadrebbero fatte.
e si portava come esempio la gemrnaia.
LA GERMANIA HA L`EQUIVALENTE DELL`ARTICOLO 18
-
pero ha anche le seguenti differenze:
1- ha energia a costo piu basso (nucelare!! e carbone del posto)
2- ha una burocrazia piu snella
3- ha uno stato sociale che non lasciando indietro nessuno (non da la pensione alle donne a 57 anni, gliela da a 65 PERO SE FANNO UN FIGLIO GLI PAGA LO STIPENDIO 2 ANNI, cioe non gli da i soldi quando SONO VECCHIE ALLE DONNE MA QUANDO FANNO FIGLI!!!!!!) consente di avere una solida base di consumi stabili.
4- sono nazionalisti (comperano tedesco, mentre noi italiti che per il 100% critichiamo la fiat perche non da lavoro agli italiani poi solo nella misura del 30% comperiamo fiat.
ergo ci sono il 70% degli italiani che criticano gli italiani quando non danno lavoro algi italiani pur non dandolo loro lavoro agli italiani!)
5- la lingua. vi sembrera una sciocchezza ma per dirvi quanto é importante la lingua nella creazione di un mercato vi faccio questo esempio.
vi ricordate anni fa quando si andava a comeprare il televisione in bianco e nero e sentivi sovente questa domanda:
“ma le istruzioni sono in italiano?”
vi é scattata la scintilla?
in italia abbiamo quei merdaioli che nei loro partiti se ne escono con slogan dialettali!!!!!
gentaglia senza bandiera!
-
MA LA COSA SECONDO ME PIU IMPORTANTE E`QUESTA!
http://www.spiegel.de/thema/christian_wulff/
neanche il fatto che non si rui perche vivendo qui vi posso dire che l´attitudine al furto ce molto anche qui, ma ce una differenza fondamentale.
QUI IL LADRO SI DEVE NASCONDERE!
li ci sono idioti che parlano di riforma della giustizia che non é stata fatta perche hanno osteggiato berlusconi!
quello che ospitava i mafiosi gli facciamo riformare la giustizia!?
MA SIETE SCEMI!
CON IL CANNONE VI VERREI A CERCARE!
-
Bragadin
te lo ripeto…vedo che hai forti problemi di comprensione ma io sono buono.
-
oggi l´imprenditore puo scegliere di fare una serie di contratti.
alcuni stabili (come quello che dice porro per esempio cioe indennizzo all´uscita, il tind con articolo 18) e alcuni instabili (cococo pupupu pipipi).
SICCOME che l´imprenditore NON HA ALCUN VINCOLO nella scelta del tipo di contratto NON SI PUO DIRE DI CERTO CHE EGLI SUBISCA DELLE COSTRIZIONI NEL FARE IL TIND CON ART 18.
cioe egli puo scegliere come meglio crede di fare contratti stabili o meno.
È OGGI SUA LIBERTA!
-
la discussione in atto (eliminazione art 18) non é altro che una limitazione della sua liberta perche il risultato di tale abolizione sarebbe la cancellazione di fatto del contratto stabile con articolo 18…
-
ora ritenendo io che l´imprenditore debba essere lasciato libero di seguire il proprio business istinto e volonta, ritengo che sia giusto che ad egli NON GLI VADANO LIMITATI I CONTRATTI CHE EGLI PUO FARE…
la´bolizione della articolo 18 al fine di rendere il mercato del lavoro dinamico flessibile etc etc avrebbe avuto senso se il tind con articolo 18 fosse stato imposto legalmente!
se l´imprenditore ne avesse subito le costrizioni dallo stato.
-
MA NON È COSI PERCHE UN IMPRENDITORE CHE VUOLE FARE CONTRATTI BALLERINI OGGI HA UNA AMPIA SCELTA!
-
ILIBERISTI NON VOGLIONO CHE SI TOCCHI L`ARTICOLO 18, PERCHE ESSENDO L´ELEMENTO FONDAMENTALE DEL TIND LA SUA ELIMINAZIONE DI FATTO ELIMINA QUESTA FORMA CONTRATTUALE.
E QUESTA FORMA CONTRATTUALE POTREBBE ADERIRE A DETERMIANTI BUSINESSES.
PERTANTO ANCHE FOSSE L´1% DEL TOTALE DEGLI IMPRENDITORI ANCHE FOSSE QUESTO UN CASO MINORITORIO IL LIBERISTA LO GARANTISCE….
-
lo avete capito o no?
-
DITE CHE SI DEVE ELIMINARE UNA COSTRIZIONE PER L´IMPRENDITORE QUANDO INVECE QUESTA FORMA CONTRATTUALE É FACOLTATIVA!!!!!!!
-
LASCIATE CHE SIA IL MERCATO A DECRETARE LA FINE DEL TIND + ART 18! NON LA LEGGE!
I cani,come si sa,non percepiscono alcuni colori,ma vedono la natura di una colorazione che va dal viola al bluastro.Alcune persone,poche per fortuna,hanno lo stesso difetto del cane,ma non nell’occhio,bensì nel cervello.E’ questa la causa delle fissazioni politiche maniacali che impedisce di capire le idee degli altri.Il sintomo più evidente della macchia al cervello che causa il disturbo,secondo psicanalisti e psichiatri,è quello della reazione scomposta alle argomentazioni altrui con l’aggressione verbale e con gli insulti. Se viene abolito l’art.18 e il posto fisso non bisogna farne un dramma nè esultare. Cartesio nel Discorso sul metodo premette che ciascuno è contento del proprio buon senso o ragione,ma spesso i punti di vista divergono.Le ragioni sono molteplici e complesse e non dipendono dalla intelligenza. A Teheran nascono muslim e a Roma cattolici con lo stesso grado di intelligenza. Se G.P.II subito dopo la nascita fosse stato affidato a una famiglia musulmana di Teheran sarebbe diventato un Ayathollah e al contrario Katami.
foba: actung … banditi !!
faba … caro amico(a) … ma potresti farci capire – anche tu – che cosa vuoi comunicare ?
Ho tentato di leggere i tuoi commenti …. ma ahimè ! Buio totale ! Te la prendi con tutto e con tutti … ma che cosa vuoi dire amico(a) mio ? Qual’è il tuo problema ?
Porro non capisce niente !
Altri amici farneticano !
… E tu ? che fai amico(a) mio ? … Non si capisce una mazza di quello che dici ! … Tu che fai ?
Perdonami … ma mi dai l’impressione di un no global … annoiato il quale, essendo da solo nel collettivo (fuori c’è un gran freddo) … non sa che cosa fare davanti al computer (pagato magari dalla giunta pisapia).. e così, passa il tempo a scrivere, non si sa cosa, sul blog di Porro !
Accidenti ! Il cannone che ti sei fatto compagno … era uno da “420″ !!!
faba … caro amico(a) … ma potresti farci capire – anche tu – che cosa vuoi comunicare ?
Ho tentato di leggere i tuoi commenti …. ma ahimè ! Buio totale ! Te la prendi con tutto e con tutti … ma che cosa vuoi dire amico(a) mio ? Qual’è il tuo problema ?
Porro non capisce niente !
Altri amici farneticano !
… E tu ? che fai amico(a) mio ? … Non si capisce una mazza di quello che dici ! … Tu che fai ?
Perdonami … ma mi dai l’impressione di un no global … annoiato il quale, essendo da solo nel collettivo (fuori c’è un gran freddo) … non sa che cosa fare davanti al computer (pagato magari dalla giunta pisapia).. e così, passa il tempo a scrivere, non si sa cosa, sul blog di Porro !
vedo che su questo sito ci sono una serie di scenziatoni.
-
poverini non ci arrivate. ma io sono buono non vi preoccupate non vi lascio soli.
-
oggi se po fa che er boccia te po fa na serie de contratti.
uno che stai tranquillo (tind piu articolo 18), uno che dice porro che te stai tranuillo uguale perche se scrive che se te caccia te da li sordi, e una serie de cacate de contratti che te stai col pepe ar culo.
diciamoje il contratto A, B, C.
o anzi facemo er contratto CERCHIO, QUADRATO, TRIANGOLO.
-
mo se se leva er contratto CERCHIO (tind piu art18) ar boccia je rimangono du possibilita sole.
QUADRATO E TRINAGOLO.
-
mo secondo se scenze che sete voi, er boccia po fa piu li ca… sua se po sceje tra 3 tipi o tra 2 soli?
-
Ich denke ihr konnet verstanden…aber kein probleme wann du ihr konnet nicht ich screibe in andere dialekt.
tschuss arschlocken
caro Alessandro … e tu credi che questo “faba” sia un ingegnere che lavora in Germania ? Se quello è un ingegnere che lavora in Germania … io sono il nipote di giuseppe stalin che alleva trote nel mar morto !
Credo che negli orari in cui questo “ingegnere” scrive sul forum … gli ingegneri tedeschi (persino quelli italiani)… SONO AL LAVORO !!
faba: ma sei un maschietto con un nike da femmina o sei una femmina che si atteggia a maschietto ? Ho da dirti una cosa:
“… caro amico(a) … ma potresti farci capire – anche tu – che cosa vuoi comunicare ?
Ho tentato di leggere i tuoi commenti …. ma ahimè ! Buio totale ! Te la prendi con tutto e con tutti … ma che cosa vuoi dire amico(a) mio ? Qual’è il tuo problema ?
Porro non capisce niente !
Altri amici farneticano !
… E tu ? che fai amico(a) mio ? … Non si capisce una mazza di quello che dici ! … Tu che fai ?
Perdonami … ma mi dai l’impressione di un no global … annoiato il quale, essendo da solo nel collettivo (fuori c’è un gran freddo) … non sa che cosa fare davanti al computer (pagato magari dalla giunta pisapia).. e così, passa il tempo a scrivere, non si sa cosa, sul blog di Porro !”
Potresti ripetere quello che ci hai detto .. sforzandoti di daree un senso al discorso tempestoso e sconclusionato che ripeti come un ossesso : ma stai calmo però: fai una marea di errori di ortografia dovuti alla foga (hai visto come sono buono con te ?!) che ti ha attanagliato !
Posso darti in consiglio in materia: vatti a fare una fumatina distensiva fuori con il compagno franco olivi : poi rientra nel collettivo e ripeti (con calma però) quello che da stamane vuoi – inutilmente – farci capire !
fanco olivi: accidenti amico: a Roma dicono : “sei dee coccio ?” . Soprattutto sei sicuro che quello che dici … non è frutto di una fumatina caricata un po troppo ?
Io non so da dove scappi fuori e dove vuoi arrivare con quello che hai il coraggio di scrivere qui: io cerco di farti capire che queste cose di cui vuoi parlare – evidentemente – non sono cose per te … e tu continui con la filosofia tipica del radical chic (di campagna):
io continuo a non capire amico mio: si vede che sei uno nuovo e che nella tua innocente presunzione, non sai che il sottoscritto è stato ANCHE dirigente di un ufficio comunale per circa 25 anni e che, sempre il sottoscritto, non ha assolutamenet nulla da imparare sulle capacità e la produttività dei dipendenti pubblici specie da uno che fa le affermazioni leziose e fantasiose che fai tu: appunto affermazioni da radical chic di campagna.
Non sol quanti anni hai compagno franco … ma sono costretto a ripeterti che di gallinelle spennacchiate come te, nella mia lunga vita di relazione e confronto con i comunisti italiani, ne ho incontrate una marea: ci sono le gallinelle consapevoli dei loro limiti ideologici e ci sono le gallinelle altezzose e presuntuose come te (quelle del pollaio dei radical chic di campagna): vogliamo parlare di cose serie compagno franco olivi … ma temo che con te la discussione si debba limitare alla qualità del granoturco che ti somministrano o, se ruspante, del sapore dei vermicelli che ti capita di becchettare per l’aia …
@alessandro,
versione commento sempre piu semplificata.
so che hai problemi a capire ma non ti preoccupare ti aiuto io.
-
OGGI:
imprenditore puo fare A, B, C.
se si elimina l´articolo 18
imprenditore puo fare B, C.
-
quando é che l´imprenditore puo fare volendolo PIU COSE?
-
dai che ce la puoi fare!
Faba,
sei un caso disperato. Rispondere alle tue domande? Cavolo, ti ho portato esempi pratici, numeri, esperienze su argomenti che tocco con mano, non leggende o sentito dire. E’ evidente che sia un argomento a te lontano. Appena ti metto davanti all’evidenza inizi a svalvolare, Un piccolo consiglio: prima di intraprendere un argomento, studia, informati, leggi e cerca di entrare nel merito. Non parlare a vanvera che non fai delle belle figure (chissà che idea dai ai tedeschi degli italiani!!): ho l’impressione che tu viva in un mondo parallelo (non in Germania). Questo è l’ultimo post che ti invio. Se avrai voglia ulteriormente di parlare ti metterò in contatto col mio cuginetto. Addio!!
Caro Bragadin,tutte quelle cose che dici contro i pubblici dipendenti (sfruttatori,fannulloni,parassiti ….) le ho sentite per 50 anni dai comunisti e da sindacato di Lama. E tu da loro le ha imarate a Bologna.Lenin sciveva le stesse cose contro lo stato zarista e il suo apparato. Mussolini aveva creato un apparato statale fascista al quale dette molti privilegi. Quando la giornata lavorativa era di otto ore per tutti,Mussolini ridusse a sei ore la giornata dei ministeriali,comprendendovi anche il tempo di andata e ritorno da casa.Ti sei qualificato come un fasciocomunista. Brunetta e Tremonti si sono reciprocamente qualificati e non posso contraddirli perchè non li conosco di persona. So soltanto che erano consulenti del psi di Craxi,tuo uomo politico ideale di stampo mussoliniano. I professionisti li conosciamo.
@bragadin,
te lo rispiego con pazienza.
-
la cultura liberale prevede per quel che ho capito che un imprenditore possa operare scelte nella piu assoluta liberta
facendo solo gli interessi del proprio business.
-
ora se un imprenditore VOLESSE senza alcun condizionamento statale (COEM È OGGI) fare al proprio collaboratore un tind
con articolo 18 MA PERCHE NON PUO FARLO?
-
é si perche nessuno puo negare che in italia oggi grazie alla legge biagi si possa assumere in maniera felssibile.
-
telo ridico diversamente.
oggi l´imprenditore puo assumere in forma instabile (cococo pupupu mimimi…) oppure in fomra stabile (tind con articolo 18,
o altra forna che preveda degli indennizi di buonauscita…).
perche ritenete che sia un vantaggio dell´imprenditoria di queta nazione IMPEDIRE AGLI IMPRENDITORI CHE LO VOLESSERO di fare il
tind con articolo 18?
-
perche il mercato non l opermette piu?
benissimo si notera a una diminuzione spontanea di tali contratti NON ESSENDO GLI IMPRENDITORI CONDIZIONATI DA NESSUNO!
-
non so piu come spiegarvelo!
noto che non avete risposte!
@alessandro,
tipregheri di attenerti solo alle domande che faccio e non emettere giudizi personali. se ne sei capace bene altriomenti questa é
l´ultima volta che ti do il disturbo di dialogare con te.
-
oggi in italia un imprenditore puo fare il tind ocn articolo 18 (A), il contratto che dice porro (B), e tutta una serie di contratti
che non legano l´imprenditore al lavoratore in maniera indissolubile (C come cococo).
-
ora vai da quel ragazzino e fagli questa domanda:
ma se uno puo fare A, B, C in maniera libera e incondizionata, se domani gli togli A quella persona sara piu libera o meno?
cioe avere la possibilita di fare A, B, C é o no meglio che poter fare solo B, C VISTO CHE COMUNQUE SCEGLI TE?
-
ma sei de coccio?
faba … caro amico(a) … ma potresti farci capire – anche tu – che cosa vuoi comunicare ?
Ho tentato di leggere i tuoi commenti …. ma ahimè ! Buio totale ! Te la prendi con tutto e con tutti … ma che cosa vuoi dire amico(a) mio ? Qual’è il tuo problema ?
Porro non capisce niente !
Altri amici farneticano !
… E tu ? che fai amico(a) mio ? … Non si capisce una mazza di quello che dici ! … Tu che fai ?
Perdonami … ma mi dai l’impressione di un no global … annoiato il quale, essendo da solo nel collettivo (fuori c’è un gran freddo) … non sa che cosa fare davanti al computer (pagato magari dalla giunta pisapia).. e così, passa il tempo a scrivere, non si sa cosa, sul blog di Porro !
caro Franco Olivi: scusami amico … ma più leggo i tuoi scipt … e meno capisco che cosa vuoi dire ! Tuttavia – a mio avviso – la questione la si può risolvere con poche battute e pochi ragionamenti.
Dunque amico mio, anche per te vale la mia teoria (che teoria però non è in quanto nella realtà, è una pura constatazione basata sui fatti) secondo la quale con Socrate e Platone, oppure con le citazioni prosaiche, non si risolve la questione del mercato e la coseguente produttività che gli stati SERI devono relativamente a chi – nello specifico in Italia – PRODUCE PER DAVVERO .
Anche a te mi limiterò a riportare una rilevazione (ovviamente passata sotto silenzio totale )dell’OCSE della scorsa primavera, dalla quale si evince tragicamente che IN ITALIA, LA PRODUTTIVITA’ DELL’OPERAIO E’ MEDIAMENTE INFERIORE A QUELLA DEL COLLEGA TEDESCO DELL’80 %, MENTRE, “PER FORTUNA” QUELLA DELL’ADDETTO AL TERZIARIO ITALIANO è INFERIORE A QUELLA DEL COLLEGA TEDESCO “SOLO” DEL 60 %.
Che commento fai a questa realtà ?
Che la colpa è di Berlusconi e di Brunetta ?
Come mai quelli che politicamente la pensano come te, hanno fatto una guerra terribile al povero Brunetta, il quale ha la sola colpa di aver cercato di migliorare questa squallida miserabile manchevolezza della nostra “forza lavoro dipendente” … come mai ?
Dunque, credo, che di fronte alla forza delle cifre, sindacati, partiti di sinistra e quelli che dicono le cose che dici tu sull’argomento … dovrebbero – come minimo – tacere e rivedere rapidissimamente tutte i filosofiggiamenti sulle questioni del lavoro in Italia.
Caro amico, purtroppo, lo ripeto, sono coloro arroccati sulle logiche demagogiche delle belle parole che tu esponi qui hanno ridotto l’Italia in questo Stato: il debito (come li definisci tu) lo ha generato chi ha voluto coniugare le logiche di Peppone alle logiche radical chic che propugni tu … e quel qualcuno non è certo ne Berlusconi ne i suoi governi !
La realtà è che qui da noi, si chiacchiera troppo e si lavora poco ! Qui, invece di lavorare e produre, si filosofeggia e ci si lamente SEMPRE E COMUNQUE di tutto e di tutti:
qui i lavoratori dipendenti usufriuscono di troppi privilegi offrendo in contropartita un bassissimo e vergognoso tasso di produttività: insomma, qui la manodopera … non produce quello per cui è pagata ! … E le colpe, oltre ad annidarsi nelle regole demenziali che disciplinano i rapporti di lavoro, sono anche nel permissivismo ultrademenziale (tutto di deriva politico sindacale socialcomunista) che impera nei confronti di chi sbaglia o imbroglia !
Nella mie zone c’è stata una nevicata eccezionale: sai come molti lavoratori dipendenti hanno risolto i problemi del raggiungimento del posto di lavoro ? Con un fiammante certificato medico fasullo !
E le scuole chiuse per 15 giorni ? Dove erano insegnanti, bidelli e personale di segreteria ?
Sono un libero professionista e sono 15 giorni che non posso lavorare a causa della neve: … a chi lo mando il certificato medico fasullo ?
Questa è l’Italia di pulcinella amico mio … altro che Socrate e Platone ! Qui paga sempre … Pantalone !
Caro Franco Olivi, non c’è bisogno di ricorrere a descrizioni prosaiche e profondamente filosofiche per descrivere questo cancro che ci attanaglia; la gente perbene che lavora SUL SERIO e che PRODUCE SUL SERIO… queste cose le sa benissimo: il guaio, sono quelli pseudoacculturati radical chic (in genere insegnanti a tutti i livelli ed imboscati vari, che conoscono SOLO la prosa e la filosofia relativamente al lavoro) i quali pontificano … senza sapere di che cosa parlano.
Faba, aahhahahah, mi fai morire!! I tuoi discorsi deliranti hanno superato ogni limite. In merito alle lauree ed il voto , per quanto mi riguarda, non mi danno una garanzia di qualità, (conosco personalmente dottori in economia con 110 e lode che non conoscono cosa sia la partita doppia!!)
Nonostante il Cuoco ti abbia dato una risposta molto chiara e concisa (molto meglio della mia che è sfociata nel mio modo soggettivo di vedere il mondo) ancora fai fatica a capire (ma la laurea l’hai presa per corrispondenza?). Se avessi fatto leggere la spiegazione di Porro al mio cuginetto di 14 anni avrebbe compreso. Provo a riperte: un rapporto di lavoro è un contratto privato tra due parti!! Anche se l’art. 18 non fosse imposto dal legislatore (ad oggi imposto, come giustamente ha fatto presente Porro, poichè il lavoratore è considerato parte debole) il datore di lavoro può comunque proporti un contratto di lavoro A VITA!!!!! Hai capito adesso o te lo devo far spiegare dal mio cuginetto (frequenta la seconda media)??
Cortesemente non interpetrare con la tua mediocre mentalità il concetto da me espresso in merito ai ‘benefit’ (tuttavia vocabolo usato impropriamente poichè il benefit è altra roba, poi se vuoi te la spiego). Sicuramente PERSONALMENTE preferirei un aumento economico piutosto che arraffarmi una rendita. Ciò nn significa che questa mia idea personale andrebbe estesa a tutti. La mia volontà era spostare l’attenzione su un altro aspetto: ossia se il datore di lavoro avesse a cuore la qualità di un dipendente, perchè quest’ultimo dovrebbe temere sulla continuità del proprio posto di lavoro??
In merito al discorso bancario, personalmente lavoro 10/12 ore al giorno affianco ad aziende e banche, qui cadi nel mio campo. Secondo te il monte affidamenti/finanziamenti del sistema bancario sono più importanti nel mondo aziendale o nel mondo privato?? Ti rispondo io, nel primo caso!!! Secondo te fatto 100 il monte affidamenti che le banche concedono alle aziende, quanto pesano quelli con copertura ipotecaria rispetto ad affidamenti chirografari? Fra il 20%/30%. Cio significa che se le banche avessero una totale clientela (ora parlo di privati) con contratto a tempo a termine, introdurrebbero logiche creditizieben più diverse adattandosi al nuovo contesto di mercato. Logiche più vicine alla valutazione delle imprese (che ti assicuro è ben più invasiva e importante piuttosto che vedere il semplice valore cauzionale di un immobile e se il contratto e a t.i. piuttosto che a t.d., quello lo sa fare anche mia nonna con licenza elementare!!!). Secondo te in America (una delle economie più avanzate nel mondo) dove esiste la licenziabilità immediata, non esistono mututi??? (anzi, hanno esagerato nell’erogazione, causa di tanti mali!!!).In merito al modello tedesco su alcuni punti concordo con te (cavolo, dove sto sbagliando?):
-la mediocrità italiana ha detto no al nucleare: tuttavia mi risulta che sul discorso nucleare la Germania stia facendo passi indietro dopo il caso Giappone ed infatti il costo dell’energia è in aumento
- sulla giustizia concordo totalmente, tuttavia è proprio Berlusconi che voleva riformarla, ovviamente la nostra magistratura rossa e deviata si è oppposta.
-concordo sul fatto che noi siamo esterofili (tuttavia se mi porti l’esempio del settore auto molto spesso le Fiat cadono a pezzi).
-pagano più i lavoratori in generale, nn solo ingengeri: un operaio VW ha un netto doppio. Tuttavia confondi stipendi lordo col netto. Il peso fiscale sulla busta paga italiana è enorme.
-concordo sulle pensioni.
Infine, ripeto, non interpetrare con la tua mediocre mentalità le mie parole in merito al ‘mediterraneo’. Prima di tutto perchè il mio discorso abbraccia le NAZIONI (Portogallo, Spagna, Italia e Grecia) e la sola Italia.
Ma SOPRATTUTTO DOVUTO AL FATTO CHE SONO SICURAMENTE PIU’ TERRONE DI TE DATO CHE SONO DI TARANTO!! POVERO FESSACCHIOTTO!!!
@alessandro,
tralasciando le farneticazioni relative alle mie prospettive future di carriera (mi ricordi la mia professoressa
di latino la quale mi diceva che non ero da universita di ingegneria….mi sono laureato con lode…ahahha coem
mi portano fortuna queste cose)
volevo farti una comanda solo sulla prima frase.
“se un imprenditore avesse a cuore la qualità del dipendente, penso che quest’ultimo, o meglio io preferirei
come benefit un incremento del mio stipendio.”
siccome che tu preferisci il benefit dell´incremento di stipendio e non la stabilita ALLORA TUTTI IN ITALIA DEVONO
PREFERIRE IL BENEFIT DELLO STIPENDIO…. E QUINDI SI CANCELLA l´ARTICOLO 18!!!
ma ce l´hai un cervello?
domanda1:
ma lo sai che esistono persone diverse da te? e se qualcuno preferisce l´articolo 18? perche vuoi fare una legge che
elimini questa opzione da scegliersi in maniera del tutto volontaria? ma lo sai che i liberisti sono coloro che
vogliono che l´imprenditore sia libero di operare? e allora lascia scegleire lui la possibilita di farlo!
QUANTO ALLE BANCHE:
vorresti dire che le banche nell´erogare mutui non avrebbero piu problemi se il dipendente é precario?
quanto alla germania:
-hanno un cost dell´eenrgia piu basso alla produzione (hanno carbone del posto e nucleare)
-hanno una giustizia piu veloce ed efficace (sai qeulli che si scnadlizzavano di berlusoni…. quelli li!)
-sono nazionalisti (comprano tedesco, in italia il 100% critica la fiat perche non da lavoro algi italiani
mentre solo il 30% compra macchien fiat ERGO il 70% degli italiani vorrebbe lavoro dagli italiani senza dare
lavoro agli italiani)
-pagano di piu gli ingegneri e i professionisti
-hanno un welfare molto piu sviluppato del nostro e sbilanciato non verso le pensioni ma verso maternita e disoccupati
(non pagano la pensione alle donne a 57 anni, ma a 65 pero gli pagano 2 anni di maternita, cioe ogni donna che fa 4 figli
é come una donna che da noi non ne fa e va a 57 anni in pensione….)
…
ah dimenticavo
HANNO L`EQUIVALENTE DELL`ARTICOLO 18!
-
quanto ai popoli meridinali meno onesti….
berlusoni é milanese, ospitava stallieri mafiosi e liberava prostitute clandestine accusate di furto….
falcone era siciliano!
@porro. la ringrazio dei tentativi ma le devo dire che non sa essere convincente.
lei é contrario o no alla liberta imprenditoriale?
e allora perche non lascia libero l´imprenditore di assumere con un tind + articolo 18 OVE LO VOLESSE?
é qull´”ove lo volesse” che distrugge ogni ambizione di appartenenza al liberalismo chiunque si proponga
a favore di qualcosa di facoltativo come é oggi il tind con articolo 18.
-
con la legge 300 l´imprenditore non aveva molta possibilita di inquadramenti flessibili, e avrei capito
a quel punto questa discussione. ma oggi la informo che risulta vigente anche la legge biagi (difendo
anche quella sa!) che ha introdotto forme contrattuali instabili di lavoro.
-
il tasso di liberalismo sale se l´imprenditore é libero di fare piu cose OVE LO VOLESSE!
Caro Alessandro,siamo in sintonia,ma aiutiamo Porro che è un bravo ragazzo.Salvo pochi casi dolosi,il fallimento è sempre dovuto ai debiti.Il debito pubblico accumulato per quei fatti che tu dici è la causa del disastro economico italiano. Speriamo che si fermi qui. Il 1.12.2011 alle ore 18,33 spedii una mail al Corsera in cui proponevo per ridurre il debito: 10 euro a kw sulle macchine,0,5% di IRPEF per ogni 10.000 euro di reddito; 10-20-30-40 euro a mq sulla casa secondo la tipologia dei fabbricati; 7%° sui depositi bancari e postali; consolidamento bot,cct e simili per 3 anni senza interessi …. tutto e solo finalizzato alla riduzione del debito al 40%. Non ho nulla contro la ricchezza,ma neppure va considerata come la corona di Napoleone “Dio me l’ha data e guai a chi la tocca”. In fondo queste misure non riducono sul lastrico nessuno. fra qualche anno ricupereremmo gran parte degli 80 mld di interessi annui che paghiamo sul debito. Nicola anche con l’aiuto di Feltri e sallusti potrebbe farsi avere la mail dal corriere e pubblicarla sul Giornale. Berlusconi (lunga vita a Berlusconi) ha detto più volte che la ricchezza degli italiani è otto volte il debito. In dieci anni potremmo tornare alla normalità (ovviamente senza gli sprechi e privilegi). Nel 2001 scrissi a Berlusconi capo del governo di ridurre il debito al 80% e sarebbe stato capo del governo a vita. Si fissò con le mani in tasca e ha fatto la frittata. La mia proposta era questa: nominare una commissione con pieni poteri esclusivamente per pulire il debito.Da autorevoli politici e giornalisti mi veniva risposto che il debito non era un problema.Non avevano capito che gli interessi creano problemi,come tutti i debiti.Caro Nicola,fatti promotore di una crociata contro il debito.
Sig Olivi,
sui greci non mi esprimo, oppure se interessa Le
posso dare una mia opinione in altro post. Non penso che il nostro debito pubblico derivi dal fatto che gli italiani abbiano vissuto al di sopra delle
proprie possibilità. Ma una piccola parte si. Penso che derivi da una classe politica degli ultimi 30
anni (nn mi spingo più in la) totalmente mediocre, piccola, ignorante, concentrata meramente al proprio interesse personale, poco lungimirante (ed in fondo purtroppo ce la meritiamo perchè è anche nostra
responsabilità se ci facciamo ‘guidare’ da certa
gentaglia). Penso che il pesante debito pubblico sia dovuto da un ENORME spreco del denaro pubblico, nei meandri della grande politica ma ancor peggio nella piccola politica (spreco nelle regioni, nelle
province, nei comuni, nelle aziende a partecipazione pubblica con cda di 12 persone amici dei politici, negli appalti civili, negli appalti della Sanità…mi fermo qui che è meglio). Sono stanco di stare in un paese in cui hanno più efficacia trasmissioni televisive come Le Iene o Striscia La Notizia
piuttosto che gli organi preposti a questo lavoro. Non so se a volte vede Striscia, ma c’è Brumotti che con CADENZA QUOTIDIANA mostra sprechi (corruzzione e arricchimento personale di politici e dei loro amici?) di MLN di Euro (non spicci) che se fossero reinvestiti nella Sanità Pubblica piuttosto, servizi sociali, pubblica utilità in genere, probabilmente avremo molti meno problemi. Sono stanco del clientelismo politico a carico della collettività.
Riguardo il ridimensionamento del tenore di vita, i miei occhi vedono, nella cerchia dei miei amici e dei miei conoscenti in generale, che i dipendenti siano quelli messi meglio. Per carità, molto probabilmente il mio campione non sarà rappresentativo.
Cortesemente non mi faccia la pugnettina sui ricchi (e Le assicuro che lo dice una persona che è MOLTO lontana dall’ essere ricco). Eccetto sicuramente i casi di chi si è arricchito illecitamente (gli amici di cui sopra?), sono persone che o quella la ricchezza l’hanno ereditata (e gliene vogliamo fare una colpa? se Suo padre fosse stato ricco non penso che Lei non l’avrebbe ‘riconosciuto’) oppure se la sono LAVORATA e creata con il duro lavoro (quest’ultima categoria andrebbe presa ad esempio, non demonizzarla).Infine non tocchiamo il discorso della ridicola Sanità Italiana. Le racconto un mio caso personale. Da un più di un mese sono steso a letto causa importante ernia al disco (anche per questo, Porro, in questo periodo la tedio con i miei post sul suo interessante blog). Abito a Bologna: un importante PROFESSORE (l’ho chiamto dottore e mi ha bacchettato invitandomi a chiamarlo professore, pensi Lei che
personaggio) del famoso ospedale Rizzoli mi vorrebbe portare in clinica privata dove per un’infiltrazione al costo di Euro 3.500,00 oppure Euro 2.000,00 A
NERO (peccato non avessi con me una telecamerina). All’ospedale Bellaria per un intervento chirurgico
con la mutua dovrei aspettare poco più di tre mesi (e
non posso aspettare perchè non sono dipendente e SE NON LAVORO NON MANGIO) o in alternativa con lo stesso dottore, nella stessa struttura con Euro 7.500,00 mi opererebbero fra 10 giorni!!! Questo paese è una vergogna! Il SSN serve solo per farti prescrivere la
tachipirina dal medico di famiglia!! I soldi che
verso al SSN preferirei (anche se fossero di più)a
versarli ad un’assicurazione privata come negli
USA!!
Cordiali saluti
Alessandro
Caro Alessandro,caro Bragadin,spesso sentite e leggete che i greci hanno vissuto oltre le loro possibilità e lo stesso si dice degli italiani per cui si è accumulato nei loro paesi un debito pubblico enorme.Almeno in questo siete d’accordo,perchè proponete la legge del mercato.Ma la legge a voi tanto cara è la stessa che propongo io fino all’estinzione del debito,causa di tutte queste discussioni.Un ridimensionamento del tenore di vita alle possibilità anche attraverso l’abolizione dell’art.18 e del posto fisso,ma non solo,però: mi dovete dar atto. Una riduzione delle paghe e delle pensioni sarebbe opportuna allo scopo;ma anche la riduzione di tanti servizi,anche sanitari.(nel 1980 in Francia si pagava il tiket sui ricoveri ospedalieri). Tutto questo comporta un ritorno a una vita più austera,come quella che conduco io. Spero che siate d’accordo:lavarsi con l’acqua fredda anche d’inverno,compresa la doccia ,riduzione vacanze,discoteca,ristorante,pizzeria,uso della macchina ecc ecc..Sono contento che siate d’accordo. Ma il punto è questo: il ridimensionamento del tenore di vita deve riguardare solo i lavoratori dipendenti e i pensionati e i loro figli o anche quelli che consumano troppa elettricità per le feste nei grandi salon,cioè quelli che formano i mercati ? Giustamente voi dite :ma quelli sono ricchi! Ma anche gli altri hanno aspirazioni a star meglio. Questa è la lotta:ognuno con le sue armi di offesa e di difesa.A un alto esponente dell’ex pci che si rammaricava del governo Berlusconi dissi di non preoccuparsi,perchè la società va avanti con o senza Berlusconi,con o senza Mussolini,con o senza Monti e l’art.18 e il posto fisso. Dai tempi di Menenio Agrippa,se lo stomaco non viene riempito anche le membra vanno alla morte,la lotta tra patrizi e plebei continua. E da allora a oggi anche i plebei ne hanno fatto di strada. Le accelerazioni non vanno bene e neppure le brusche frenate. E voi cercate di comprendere le ragioni degli uni e degli altri,con l’uso della ragione,disinteressatamente. Poi negli affari personali seguite pure gli istinti.
Cuoco,
purtroppo il ‘tedesco’ è cocciuto!!!
@Faba. Ci riprovo. Abolendo l’articolo 18, ci sarebbe sempre la facoltà di un imprenditore di legarsi a vita ad un suo dipendente. Mancherebbe l’oobligo di legge, ma ci sarebbe la facoltà. Se l’azienda x volesse assumere Faba gli potrebbe offrire un contratto a 50 anni e previsioni di indennizzo per la rottura dello stesso. Insomma in un mondo liberale sono le parti che decidono e non è lo stato che fa per loro. Da noi lo stato si è sostitutito alle parti perchè ritiene una di esse, il lavoratore, debole. Ciò ha ispirato la legge 300 del 1970-
A questo punto difenda pure la legge, come in molti più che legittimamente fanno, ma non ci venga a dire che la sua abolizione è un controsenso per un liberale. Insomma usi altri argomenti, ma non quelli del tasso di liberalsimo
Sig. Olivi,
ERRATA CORRIGE. Il Medioevo è troppo evoluto per Lei.
Cordiali saluti
Bene Faba,
se un imprenditore avesse a cuore la
qualità del dipendente, penso che
quest’ultimo, o meglio io
preferirei come benefit un
incremento del mio stipendio.
Perchè dovrei temere della mia
stabilità professionale se, come tu
sostieni, sono nel ‘cuore’ del mio
datore di lavoro?? Hai per caso
qualcosa da nascondere a volerti
tenere stretto il tuo art. 18? Mi
appare più un volerti tenere
stretta una ‘rendita’ o per
accenderti questo benedetto mutuo
della casa. In merito al mutuo casa
(rileggiti la mia esperienza, forse
hai dimenticato la lingua italiana)
secondo te se tutti avessero il
contratto a tempo determinato le
banche non erogherebbero più
mutui? E come guadagnerebbero?
Secondo la tua teoria tutte le
banche chiuderebbero! O si
adeguerebbero alla nuova situazione
di mercato trovando nuovi
indicatori per valutare la
solvibilità e correttezza della sua
clientela potenziale? Il tuo miope
e superficiale liberismo mi fa
sorridere. Concentra i tuoi ‘sforzi
mentali’ liberistici in ambiti ben
più importanti!!! In merito alla
situazione tedesca, la Germania è
un passo avanti per una
lungimirante politica
macroeconomica ed industriale
intrapresa non ieri, ma 15 anni fa,
con anche un ferreo controllo della
spesa pubblica (sei sicuro di
abitare in Germania?). Inoltre, a
mio ammennicolante avviso,
un’aspetto determinante è la
MENTALITA’ di un popolo. Considero
il cittadino tedesco molto più
intellettualmente onesto e corretto
(ti rinnovo la riflessione sul
come mai i paesi con peggiori
performance economiche siano quelli
mediterranei!!!). Ad esempio, si
parla tanto del modello sociale
svedese come modello esemplare.
Concordo su questo concetto,
tuttavia è un modello che si adatta
perfettamente a quel tipo di
‘popolo’. Se quel ‘perfetto
modello’ fosse applicato
all’Italia, quest’ultima fallirebbe
nel giro di qualche mese. Faba, ti
rinnovo il mio invito a non
staccarti mai dal tuo lavoro
dipendente, se facessi impresa
saresti mangiato vivo!!!!
@porro
io la ringrazio della risposta anche se sinceramenten on ho capito.
io le ho chiesto se non ritiene conveniente che continui ad esistere una forma di contrattualizzazione stabile come
quella che é il tempo indeterminato acon articolo 18.
se venisse eliminato l´articolo 18 non si avrebbe firma di lavoro stabile in quanto utti potrebbero essere licenziati
per qualsiasi motivo. cioe non ci sarebbe piu stabilita.
il concetto é:
ma se un imprenditore ritenendo di avere un business di lunga durata volesse fidelizzarsi un colloboratore dandogli
un controatto stabile come quello che é il tind con articolo 18, ma perche gli si vuole togliere questa possibilita´?
lasciando stare il liberismo non ritiene che chi volesse concedere questo benefit dovrebbe essere lasciato libero di farlo
OVE LO VOLESSE!?
-
qualcuno mi risponde?
-
il problema del licenziamento oggi non esisite. perche la quantita dei contratti che lo prevedono al momento stesso della
stipula del contratto sono cosi tante e tali che chi sostiene questa tesi dimostra di essere in malafede.
-
a meno che non si stia parlando di precarizzare chi oggi ha il tind con articolo 18….
-
chi vuole assumere oggi senza vincolarsi al lavoratore OGGI PUO FARLO
chi vuzole assumere vincolandosi al lavoratore OGGI PUO FARLO
con questa legge
chi volesse assumere vincolandosi al lavoratore DOMANI NON POTRA FARLO!
perche?
rovina per caso l´economia chi vuoel assumere dando garanzia di stabilia al proprio lavoratore?
(PS: in una sua risposta ad un provocatore da 4 soldi che parlava di casta dei giornalisti lei gli rispondeva
dicendo che di sicuro il tipo non aveva perso molto tempo a fare il liberista in tono evidentemente sarcastico,
quello é il motivo per cui ho paralto di liberismo…)
@faba suvvia lasci perdere il liberismo. Se un’impresa vuol fare un contratta tind può farlo senza alcuna legge. Qua il problema è il licenziamento che non ha nulla a che vedere con i tempi ind.
caro Franco Olivi: … si daccordo: ho capito che tu sei uno che legge, forse anche troppo …. ma perchè non hai risposto alla mia domanda ?
Ho capito che sei erudito e che fai delle bellissime citazioni … ma io ti ho chiesto come faresti tu a far fronte a quelle che sono le esigenze (sii pur spietate) del mercato planetario: tu mi hai fatto delle belle citazioni …. ma non hai risposto alla mia domanda amico mio … se non ricordandomi che i comunisti “sovietici” impiccavano i capitalisti “sfruttatrori del proletariato”: anche se (forse) non ho la tua cultura … questo lo sapevo anche io ! Forse la tua ricetta per rendere competitivo il lavoro italiano (tra i meno produttivi del mondo !!) … è quella di installare sulle pubbbliche piazze patiboli con relative forche ? … Sinceramente penso che una cosa del genere non sia proponibile di questi tempi amico mio ! … Tu pensa che non lo farebbero nemmeno in un paese comunista come la Cina … figurati qui da noi !
ripropongo la domanda a Porro.
oggi un imprednitore ha due possibilita quando gli viene un ragazzotot da assumere.
fargli l´indeterminato (che con articolo 18 significa stabile! senza significa stabile fin tanto che uno non si inventa una causa e poco importa se giusta o meno..cioe se l´imprenditore vuole provarci con la tua tipa e riteine farti stare senza lavoro un metodo LO POTREBBE FARE!) oppure fargli i contratti instabili (i cococo, pipipi, pupupu etc etc).
oggi si sta discutendo DI TOGLIERE ALL`IMPRENDITORE CHE VOLE SSE SCEGLIERE forma di inquadramento stabili DI POTERLO FARE! e lo si fa imponendolo per legge.
-
la domanda é:
ma un liberista difensore della liberta imprenditoriale non dovrebbe sostenere che l´imprendotire possa essere libero id fare ocntratti stabili OVE LO VOLESSE?
-
ma come fa a ritenersi liberista difensore della liberta imprenditoriale se si batte per togliere una liberta ad gli imprenditori?
-
e se un imprenditore ritenenndo di avere un businees che glielo permette ritenesse opportuno fidelizzarsi i suoi collaboratori in maniera rassicurante per loro?
perche non potra piu farlo?
-
perche l´imprenditore che volesse portare avanti la sua azienda cercando di reperire il capitale umano migliore non potra avvalersi della possibilita di concedere ai suoi dipendneti il BENEFIT DELLA STABILIT AOVE LO VOLESSE?
-
lei caro porro
é un dirigsta nel momento in cui vuole togliere opzioni all´imprenditore.
la nostra nazione é satura di abusivi del liberismo!
Caro Porro,sei giovane di talento,affermato conduttore tv,giornalista ….Vedo che rispondi a molti e quindi dinamico.Però non continuare a dire che pure tu sei licenziabile.Per non far malignare.La gente dice: come mai il Giornale non licenzia Porro ? Non te la prendere,non è il tuo caso : te lo dico sinceramente. Ma la gente potrebbe sospettare che qualcuno importante della redazione e milioni di persone si conservano il posto con …il lecca lecca. Tu non ci avevi pensato : ma il posto fisso e l’art.18 contribuiscono anche a rendere l’uomo eretto sulla spina dorsale.Parlo in senso generale,per tutti . E poi in Italia ,sotto questo aspetto, dovrebbe essere obbligatorio il posto fisso,come il saper leggere,scrivere e far di conto. Spero in un tuo cenno.
Caro Bragadin,i mercati fanno il loro interesse.Le teorie economiche fanno i loro interessi.Il premio Nobel per l’economia Mortensen dice che ” l’economia è mossa non dall’altruismo ma dall’interesse personale”.Altimenti non si spiegherebbero teorie antitetiche come liberismo e marxismo.Quando Rousseau auspicava il ritorno alla natura,Voltaire gli rispose che aveva perduto l’abitudine a camminare a quattro zampe. Volevo solo dire che la società va sempre avanti con tutte le teorie economiche e con tutti i governi e con qualunque tipo di mercato e non si torna indietro. Tu sei un liberale : ma ancora 200 anni fa i liberali venivano impiccati.Una critica a Marx posso farla più approfondita io che tu sugli errori per così dire scientifici della sua teoria.Sull’attuale situazione italiana e sulle sue cause sappiamo tutto : è il risultato del costo della politica inteso in senso più ampio,e cioè per la compravendita dei voti.Ci sono mille volumi in circolazione.Ti cito Amato e Martino prima di entrare in politica,quindi non di parte politica,ma di studiosi.Per la situazione internazionale,oltre che la rincorsa alle speculazioni finanziarie ha molto influito la guerra infinita,inutile,dispendiosissima degli Usa col coinvolgimento anche di tanti altri stati.Passerà anche questa bufera,che in confronto a quella che ho subito dal 1943 al 1948,è una “pazziarella”.
Caro Bragadin,ho scritto di getto,come si dice,sul posto fisso e l’art.18. Ma non sono marxista.La reminiscenza da libro Cuore mi viene da Bertrand Russell,liberale,antimarxista e anticomunista per dire che l’umanità non è rose e fiori,ma sofferenza; e tuttavia procede sempre in avanti a giusto ritmo.Il mercato come tu l’intendi e come si sta evolvendo,è rifiutato,per non dire condannato,anche dalla Chiesa proprio in virtù dell’accumulo abnorme di capitali,non del semplice aumento della ricchezza. Un po’ di solidarietà non guasta.Purtroppo nei momenti di crisi (avviene anche alle coppie prima affiatate)si creano situazioni spiacevoli,risentimenti,accuse o incomprensioni ed equivoci. Non dobbiamo smarrire la ragione,allora. Il politici dovrebbero imparare a sottoporre le loro idee e i provvedimenti che ne potrebbero scaturire al principio di non contraddizione di Aristotele,( e così anche i mercati per rispondere alla tua domanda). Nel caso di piena occupazione l’art.18 o il postfisso passerebbero in fondo agli interessi dell’imprenditore.Un caro saluto.
Sig. Franco Olivi,
a mio avviso Lei ha avuto la sfortuna di nascere in questa era. Per Lei sarebbe stato più indicato il Medioevo.
Cordiali saluti
ad alessandro,
tralsciando gli ammennicoli dei tuoi discoris prendo atto del fatto hce mi hai risposto.
alla mia domanda:
ritieni un atteggiamento da liberista difensore della liberta impreditoriale il fatto di privare l´imprenditore
della liberta di assumere a tempo indetermianto acon articolo 18?
la tua risposta é si.
quando ll´imprenditore togli una liberta secondo te sei liberista….bah..scommeto che io che gliela vorrei lasciare
sono un dirigista nemico del´imprenditore…
bene ti rrestituisco subito il piacere.
mi chiedi:
ma se un imprenditore puo assumere con contratti ballerini perche dovrebbe fare un tempo indetermianto?
quale strada intraprenderebbe?
RISPOSTA:
quella che la sua politica industraile gli consiglia.
mi spiego.
se faccio quadri e ho la sensazione di avere di fronte a me TESLA non mi farei problemi a fidelizarmi il dipendente
dandogli un benefit (qeullo della stabilita di lavoro) che posso darglielo se mi sento che il mio busineess lo peremtte.
CIOE:
LASCIAMO CHE SIA IL MERCATO A DECRETARE LA FINE DEL TEMPO INDETRMINATO CON ART 18. NON LA LEGGE.
-
nella tua stessa domanda é per quanto posta in modo paradossale la prova che nenache tu credi a cio che dici, non con
la parte razionale del tuo cervello.
se ritieni che il 99% degli imprenditori vorranno fare i contratti ballerini implicitamente ritieni che l´1% vuole fare
quelli stabili.
la domanda é:
ma un liberista non dovrebbe tutale anche qeull´1% semplicemnte lasciando al mercato la liberta di scegliere quale
contratto fare?
-
in germania hanno l´equivalente dell´articolo 18.
vanno meglio di noi!
-
non dite queste sciocchezze!
-
sono ben altri i motivi per cui la germania va meglio.
se vuoi ne parliamo!
caro franco olivi: … mi devi perdonate amico mio … ma del tuo intervento, francamente ho ho compreso ben poco se non che hai scritto un bellissimno brano di prosa infarcito di meravigliosi luoghi comuni di gran presa sui lettori avvezzi ad assimilare letture del tipo “libro cuore” … o “il capitale” di marx.
Però c’è una frase che ho interpretato come “rivelatoria” nel tuo script: : questa: “… vogliamo tornare indietro ? …” Ecco questa tua affermazione (fuori dalla prosa e dalla demagogia) mi ha illuminato “sul dove” con il tuo intervento, volevi arrivare !
Insomma caro amico mio: anche tu (come tutti gli altri che scvrivono anche se meno prosaicamente, nella sostanza, quello che scrivi tu … non hai capito (per mere ragioni legate alla ideologia che ti piace .. e che ha rovinato la nostra e altre economie) che il problema principale con il quale ADESSO dobbiamo confrontarci E IL MERCATO !!
Adesso amico mio … scrivici un bel pezzo …. un po meno infarcito di logiche demagogiche di deriva marxista … e spiegaci (magari anche prosaicamente) in che modo tu faresti fronte .. alle durissime leggi che OGGI regolano e guidano IL MERCATO PLANETARIO !!
….Fino a poco più di due anni fa lavoravo per una società di consulenza aziendale come dipendente a TEMPO INDETERMINATO. Mi sono dimesso ed ho aperto p. iva (mi considererai ancora più farneticante di prima!!!) e svolgo in grandi linee la stessa attività precedente con altri due colleghi. Nella società presso la quale prima ero dipendente sono passato, come tutti i miei ex colleghi, per un contratto determinato (procedura aziendale). ‘Stranamente’ ho notato un importante cambio di atteggiamento da buona parte dei miei ex colleghi dal momento in cui il contratto determinato è mutato in indeterminato: peggiori performance lavorative, approssimazione nel rispetto degli orari, minore attenzione nei confronti della clientela (chissene, tanto lo stipendio arriva comunque), minor rispetto nei confronti del responsabile (chissene, tanto difficilmente potrà accomppagnarmi alla porta), ecc…; in definitiva alla lunga un calo importante delle performance aziendali. Paradossalmente quei pochi, con contratto a t.i., che cercavano di lavorare con professionalità diventavano tappa buchi dell’altrui non curanza. Una mia farneticante considerazione è stata che a volte (fortunatamente non sempre) l’uomo abbia bisogno di continui ‘stimoli’ esterni per poter essere mediamente corretto, soprattutto nell’area mediterranea (sarà il caso che i paesi messi peggio siano Portogallo, Spagna, Italia e Grecia?). La soluzione potrebbe essere l’eliminazione dei contratti a t.i. con equo indennizzo da parte dell’azienda come ad esempio il modello tedesco e non solo (lavori in Germania, giusto?) dove una persona con 20 anni di anzianità ha diritto a 18 mensilità di indennizzo (e con l’onere di dover giustificare il precedente licenziamento al prossimo colloquio!). Ultima chicca farneticante: agli inizi del 2009 (avevo contratto a t.i.) nessuna banca mi deliberò mutuo casa; cinque mesi fa ho acceso mutuo per prima casa (sono un p.iva!!).
Un saluto dal tuo amico farneticante!!
Ho letto il pezzo di Porro e tuttti i commenti sul posto fisso.Ognuno ha scritto secondo il proprio interesse con intento propagandistico.Non ho letto neppure un rigo disinteressato scaturito dalla ragione,esattamente come quando parlano o scrivono i politici.Il posto per definizione è fisso.E’ il luogo in cui uno si trova,ma anche il luogo stabilito per lo svolgimento di compiti e funzioni.Ad esempio:posto di guardia,posto in platea. Il posto di lavoro è sempre fisso,come il posto macchina.Voi avete già capito! I lombardi lavorano in Lombardia e i tedeschi in Germania.La Fiat ha la fabbrica a Torino.I ministeri,le regioni,i comuni hanno uffici fissi in cui lavorano le persone. Anche il pilota in volo ha il suo posto di lavoro fisso e il contadino è legato al suo posto di lavoro.L’uomo dai primordi è andato sempre alla ricerca di un’attività che gli desse da vivere anche in capo al mondo.Oggi sembra normale,ma 300 anni andare dall’Inghilerra all’Australia non era una pazziarella.Gli italiani sono sparsi in tutto il mondo.Il problema del posto di lavoro fisso non esiste.Non siete stati in Alasca con 50° sotto zero a fare delle condotture o entro una galleria con un demolitore di 60 kg a bucare la roccia per otto ore con la polvere e l’acqua addosso. L’uomo si adatta per mangiare ad andare in capo al mondo e si sottomette a qualsiasi fatica. Alcuni lavori richiedono la specializzazione che si acquisisce con l’esperienza,che si tramanda da lavoratore a lavoratore e si velocizza il lavoro nell’interesse del suo datore. La raccolta dell’ulivo è per natura stagionale. Entriamo in un altro tipo di lavoro.Poichè ormai avete già capito che il problema è il lavoro in periodo di carenza di lavoro,cioè di disoccupazione e che il posto fisso annoia e stressa,ma purtroppo l’uomo è nato per soffrire,con qualche divagazione,secondo Leopardi e milioni di studiosi di tutto il mondo e di tutti voi lettori,come ad esempio una guardia carceraria sopra una garitta per ore al caldo e al freddo di questi giorni ne sa qualcosa,potremmo passare a discutere dell’art.18. Nelle manifatture inglesi lavoravano bambini dai sei anni in su :nel 1840 l’età minima fu portata a 10 anni e fino a 12 ore giornaliere di lavoro contro le 14 precedenti.The Economist scrisse che i Comuni volevano il fallimento delle manifatture e dell’Inghilterra. La giornata lavorativa da noi non molti anni fa era di 12 ore. Vogliamo tornare indietro? Vogliamo risolvere il problema del carburante o del gas con la tessera come quella annonaria? Già leggo la vostra perspicacia. Nonostante la elevazione dell’età minorile e la riduzione delle ore di lavoro e l’art.18 il capitale si è sempre ingrossato.E’giusta la vostra osservazione.Forse converrebbe fare come i cinesi ante Mao,i quali non lavoravano e vivevano con un pugnetto di riso al giorno. Continueremo,se lo richiedete,perchè la cosa comincia a farsi interessante.Vi accenno solo che tutti i guai della nostra società derivano dalla pubblicità. Ve lo dimostrerò.Ciao.
Bene Faba,
ti chiesi appositamente quale fosse la tua posizione lavorativa oerchè avevo l’impressione che la tua domanda fosse posta da un liceale che va a manifestare in piazza senza sapere neanchè il perchè, ma giusto per farsi una passeggiata in centro (neanche Porro ti ha dato risposta). E’ evidente, a mio farneticante avviso, che tu non abbia particolare dimestichezza con le dinamiche di mercato. Pensavo che la mia farneticante risposta fosse più che sufficiente. Allora, rientriamo in argomento. Ti darò due risposte. La prima diretta alla tua domanda: SI. La seconda è una domanda (semplice semplice) che ti rivolgo e mi aspetto, se ne sei in grado, una risposta: secondo te un’azienda se avesse l’opportunità di assumere una persona con o senza art.18, nel 99% dei casi quale strada intrapenderebbe? Non ti sembra un liberismo molto stupido (motivazione del mio precedente SI)? Un mio personalissimo (ed ovviamente non condivisibile) e farneticante parere è che l’art.18 (ovviamente non solo questo) sia un ostacolo allo sviluppo economico italiano, soprattutto nell’attuale contesto recessivo. Spiego il mio pensiero con un altro piccolo esempio personale (ma forse sarò sfigato oltre che farneticante?). Se non ti interessa ovviamente non hai obbligo di lettura. Continua…
alessandro,
sono disponibile a discutere di tutto quello che vuoi.
mi sembra tuttavia inelegante non ricevere una risposta diretta alla semplice domanda che ho fatto.
é da liberisti difensori della liberta di impresa imporre per legge all´imprenditore di NON POTER fare il
tempo indeterminato con articolo 18 OVE LO VOLESSE!?
rispondi dicendo SI O NO! se ne sei capcace, e poi eventualmetne motiva. EVITA per cortesia di intavolare una serie
di argoemntazioni talvolta farneticanti al fine di eludere la domanda.
-
poi non manchero di riposndere a tutte le tue talvolta farneticanti osservazioni.
Bene Faba.
Ho il dubbio che un lavoratore con contratto a tempo indeterminato possa essere licenziato nel qual caso rubi. Ho ancora ben in mente le immagini dei due facchini addetti ai bagagli dell’aereoporto
di Roma o Milano. Beccati con tanto di immagini mentre mettevano le mani e RUBAVANO dai bagagli dei viaggiatori. Furono, giustamente, licenziati in tronco dall’azienda. Peccato che il giudice ha
obbligato il reintegro portando come giustificazione il fatto che avessero famiglia con figli piccoli (non ci lamentiamo se le aziende temono di offrire contratti a t.i. con tutti i furbetti che
girano ed una magistratura mediocre ed ipocrita). Personalmente considero questa cosa SCANDALOSA. Sicuramente ci sono sul mercato altri padri di famiglia ONESTI E DISCOCCUPATI, che avrebbero
meritato quel posto di lavoro!!!
In merito al famigerato art.18 ,penso che la tua idea rappresenti l’anti liberismo. A mio avviso bisogna levarsi della testa il fatto che un’azienda privata con soci che rischiano (non totalmente)
con i propri capitali, non siano ENTI DI BENEFICENZA. Tuttavia son benissimo che esiste una fetta di imprenditori disonesti (oggi per guadagnarmi da mangiare lavoro con circa 300 aziende, conosco
bene l’argomento, non sono chiuso in uno ufficio a pontificare su argomenti che non ho toccato con mano!!).
Un’azienda privata non è un organismo no profit, ma è un’organizzazione che raccoglie risorse umane, risorse materiali ed immateriali per CREARE PROFITTO, non per regalare soldi (maledetta sinistra
che vi ha inculcato nella testa che tutto vi sia dovuto). E’ ovvio, NATURALE e LEGITTIMO che un’impresa tenti di assumere risorse di migliore qualità al minor costo possibile, come è altrettanto
ovvio e legittimo che una risorsa umana in funzione della propria COMPETENZA (non perchè gli sia dovuto) cerchi di vendere la stessa al miglior offerente sul mercato!!! Ripeto, esiste anche una
fetta di imprenditori disonesta. Ti racconto una mia esperienza: due settimane dpo la mia laurea in economia ho cominciato a lavorare come stagista a 700 Euro al mese (tuttavia non male per essere
prima occupazione, quindi con poca esperienza professionale) come ‘venditore porta a porta di bocce d’acqua’!! Tanti miei colleghi universitari ridevano, peccato che loro una volta presa la laurea
si sentivano degli amministratori delegati navigati e dopo 10 anni sono ancora a farsi mantenere da mammà e papi. Il mio capo voleva licenziare un collega con contratto a t.i. e mi voleva
‘utilizzare’ per questo suo scopo. Come? Dovevo infamarlo e addirittura dichiarare il falso per iscritto. Ovviamente non accettai e fui messo alla porta. Sai quale fu la mia reazione?? Non stavo a
piangermi addosso di questi CATTIVI imprenditori, non ho cercato tramite giudici o altri mezzi di farmi reintegrare!!! Anzi, dentro di me ero contento di non dare la mia collaborazione ad
un’azienda di DISONESTI. Questa storia ha messo in moto in me un meccanismo di cercare sempre di migliorarmi, di aumentare le MIE COMPETENZE (non ad aspettare che qualcono mi venisse alla porta ad
offrire lavor), di rendermi APPETIBILE dal mercato del lavoro (non stare a casa a fare il piagnone come tanti miei coetani ed anche più giovani di me). Ho letto la tua esperienza e li ho visto il
tuo anti libersimo. Dove sta scritto che la tua prima azienda doveva offrirti un contratto a tempo indeterminato?? E il libero mercato quando conviente a te lo ricordi, quando non conviene a te lo
dimentichi? Il mercato in un secondo momento ( la seconda offerta lavorativa) ha riconosciuto la tua compenteza offrendoti un contratto a tempo indeterminato! LIBERO MERCATO! Mi permetto di darti
un consiglio: rimani sempre dipendente, non azzardarti a fare impresa, non saresti in grado di stare in piedi per molto.
Penso che il problema di fondo sia nella generazione dei nati negli anni ’70 (io sono un ’79), ma anche i successivi. Penso che, in media, siamo nati in un contesto di agiatezza e abbiamo perso la
capacità di sacrifico, di volersi migliorare, dovremmo imparare moltissimo dalla generazione dei nostri nonni, gente con due balle così che non avevano neanche il tempo di frignare, gente tutta
d’un pezzo. Oggi vedo tanti ragazzini che si lamentano, pontificano ( ma da che pulpito se non hanno mai respirato l’aria aziendale!!!) e poi hanno pure le mutande firmate e con telefoni da 800,00
Euro!! ‘Giovani’ viziati e faciloni che non hanno voglia di faticare e mettersi in gioco, ma semplicemente aspettano che qualcun altro (lo STATO?) gli risolva i problemi (mediocre mentalità
sinistroide a causa della quale oggi ne paghiamo le conseguenze). I miei più sentiti complimenti!!
per faba
i liberisti sono quelli che vogliono liberalizzare gli altri non loro stessi.
in italia comunque il problema maggiore non è questo bensì lo strapotere dei partiti che impediscono la libera impresa e proteggono quella esistente.
questo è davvero un guaio perché l’impresa esistente è ferma e ormai vecchia e chi ha soldi per fare nuove cose non li investe perché si ritroverebbe ricattato il giorno dopo dalla partitocrazia stessa. praticamente come il pizzo.
quindi meglio la finanza o le rendite o le azioni. e lo spostamento dei soldi verso la finanza (o la svizzera) impoverisce il paese come mai avvenuto in passato. perché le aziende attuali (ultraprotette) sono vecchie e non accettano di innovarsi ma solo essere aiutate dallo stato ad essere tali e quali. parlano di crescita come se fosse un loro diritto dinastico.
e chi fa finanza arricchiesce solo se stesso e non anche un territorio.
qualsiasi cosa è ferma. se provi a fare una strada ti fermano. oppure devi pagare mezza città e quindi è inutile investire in perdita.
sono un ingegnere
il mio inquadramento contrattuale é oggi l´equivalente dell´indeterminato italiano
lavoro in germania
qui anche hanno l´obbligo di dare giusta causa se licenziano….
e non vanno cosi male….
PER FABA.
Se non sono indiscreto, potrei sapere qual’è la tua attività lavorativa ed il tuo inquadramento contrattuale?
Grazie
questo comemnto fa seguito al quello del
faba il 7 febbraio 2012 alle 20:23:
al quale non é stata data risposta.
-
signor porro,
da cio che scrive emerge molto spesso come si compiaccia nell´autodefinirsi un liberista.
scorgo tuttavia nella sua posizione una contraddizione molto grande.
se oggi un imprenditore si trova un ragazzotto da assumere per una posizione di lavoro ha due possibilita per il suo inquadramenteo.
due possibilita che puo scegliere in maniera del tutto libera ed incondizionata.
puo decidere di fargli un contratto a tempo indeterminato (che con l´articolo 18 implica che non sara mai licenziato se non in casi di giustificato motivo o di giusta causa, ovvero se rubi o se l´azineda sta andando fallita…) oppure puo decidere di inquadralo con una serie di contratti temporanei (cococo , pipipi, pupupu etc etc).´
cioe sostanzialmente puo scegliere di inquadrare il dipendente in forma STABILE O PRECARIA!
e lo puo fare in assoluta autonomiasulla base delle sue esigenze senza il minimo condizionamento da parte della legge.
-
l´eliminazione per legge dell´articolo 18 consiste sostnazialmente nell´eliminare la caratteristica di stabilita del contratto a tempo indeterminato.
perche se sto a tempo indeterminato fin tanto che l´imprenditore vuole cio vuol dire che non sto a tempo indeterminato…
se questo obrobrio dovesse passare l´impreditore di sopra che oggi puo assumere una persona in maniera STABILE o PRECARIA domani avra non piu queste possiblita.
potra assumere il proprio dipendente solo in forma PRECARIA!
-
cioe si sta discustendo sul fatto che all´imprenditore venga tolta la possibilita di assumere una persona in fomra STABILE OVE LO VOLESSE!
-
la domanda é:
ma se lei é un liberista ma perche vuole togliere all´imprenditore la liberta di assumere a tempo indetermianto con articolo 18 OVE LO VOLESSE?
-
se davvero come dice lei il mercato non é in grado di offrire piu posti fissi (cioe indeterminato articolo 18) ma perche non lascia che IL MERCATO operi questa scelta?
perche lo volete IMPORRE PER LEGGE?
perche chi vuole imporre limitazioni alla liberta imprenditoriale (“tu imprenditore non puoi piu fare l´indetermianto articolo 18″) in questo paese é un liberista mentre chi vuole lasciare tale liberta é uno statalista dirigista?
-
le racconto la mia esperienza:
ero assunto come quadrista in una azienda a tempo determianto.
“era una politica aziendale mi si disse”
la cosa non mi andava.
trovai una nuova azienda e mi proposero il tempo indetermianto.
tornai dalla mia vecchia azienda e dissi loro “vorrei rimanere ma questo contratto stabile non mi piace, perche se pere esempio domani la mia ragazza mi mette le lenzuola di seta a scivolo, probabilmente la banca non mi dara il mutuo per comperare casa”.
eran0 le 10.
alle 12 avevo il contratto a tempo indetermianto.
che cosa era successo?
-
l´azienda aveva gia deciso di tenermi fisso, nel seno che facendo quadri ed andandogli bene come lavoravo gli stava bene che stessi sempre li finatanto che l´azienda fosse esistita. e allora perche non mi metteva fisso?
-
perche nel mettermi fisso pagava piu tasse!
-
e li ho capito che é uno schifo.
perche lo stato se un imprenditore vuole assumere un ragazzo dandogli il contratto stabile VIENE PENALIZZATO FISCALMENTE!
-
dovrebbe essere semplicemente il contrario.
ma non per question idi civilta e basta. proprio per questioni di convenienza sociale.
se una persona ha un contratto fisso, questa trombera con piu spensieratezza fara figli prendera mutui CONSUMERA, se una persona ha un contratto ballerino la macchina non se la compera nuova!non fa famiglia!
cioe il contratto instabile CAUSA UN DANNO SOCIALE ED ECONOMICO!
-
a llora non bisogna farlo?
certamente no.
VA FATTO quando io che voglio iniziare una azienda ho una commessa di un anno e dico al tipo che viene da me “hey io ho solo un anno di lavoro ilrpossimo non so!”.
in questo modo l´imprenditore che vuoe esplorare un busineess é lasciato libero di farlo senza il vincolo di doversi sposare un lavoratore non avendo rpospettive certe.
-
tutto per denunciare che i contratti instabili non sono utilizzati per questo scopo all´origine della sacrosanta legge biagi, ma come STRUMENTO IMPRORPRIO DI ABBASSAMENTO DEL COSTO DEL LAVORO!
causando cosi un costo sociale….
-
firmato
UN LIBERISTA!
hahahaa
@Valentina cavolo ho rischiato…… ciao ciao
x porro
mannò non lo dica neanche per scherzo. almeno siete simpatici rispetto agli altri e questo basta e avanza rispetto a quel giornalismo noioso, sindacalizzato e sovietico che per anni ha ammorbato l’italia.
MA SIGNORI MIEI, DI COSA PARLIAMO?? CI AMMAZZIAMO PER COSA?? QUI E’ TUTTA NA FARSA COME SI DICE NELLA REGIONE DELL’OGLIASTRIA.NOI CI AMMAZZIAMO E LORO S’ABBUFFANO DI SOLDI. NOI CAMPIAMO ALLA GIORNATA E LORO NON SANNO COME SPENDERE TUTTI I LORO GUADAGNI. MA DI COSA PARLIAMO? IL PARTITO CHE SI CANDIDERA’ CON UN PROGRAMMA CHE IN PRIMIS DIA L’ESEMPIO DA UN PUNTO DI VISTO ECONOMICO, SBANCA TUTTO E TUTTI. SE LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI HA STRETTO LA CINGHIA E ANCHE LA VITA, IL MONDO POLITICO DEVE ALMENO DARE LA PARVENZA DI METTERE LA CINGHIA. MA DALTRONDE IL POPOLO ITALIANO E’ UN POPOLO CHE DIMENTICA, CHE RICORDA SOLO QUELLO CHE VUOLE RICORDARE. IL GIORNO DELLE ELEZIONI SERVIRA’ A QUALCOSA, NO? CERTO COME STANNO LE COSE,DAVVERO NON SI SA CHE PESCI PIGLIARE. QUANDO UN GIORNO SALIRA’ AL GOVERNO UNA PERSONA UMILE, CHE VIVE ALLA GIORNATA, CHE SA O PERLOMENO PUO’ IMMAGINARE O SOLAMENTE SFIORARE QUALI SONO LE DIFFICOLTA’ OGGETTIVE CHE STANNO VIVENDO GLI ITALIANI, BE’ QUEL GIORNO PURTROPPO NON CI SARO’ PIU’. NON SERVE SCOPRIRE NUOVE COSE, NUOVI MONDI, BASTA VEDERLE CON NUOVI OCCHI
@Valentna furbettina non so quale fosse la sua occupazione all’epoca, ma io raccolsi le firme per l’abolizione del nostro ordine. L’ho detto e testimoniato centianaia di volte. Che faccio mi impicco, così magari è contenta?
COME AL SOLITO PREDICANO BENE MA RAZZOLANO MALE
La figlia di Elsa Fornero, Silvia Deaglio, di posti fissi sembra averne addirittura due contemporaneamente. E uno di questi è proprio nell’ateneo di mammà e papà (Mario Deaglio). Silvia, a soli 37 anni, è professore associato di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino (quella dei genitori) e responsabile della ricerca alla Hugef, una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana.
Immediata la replica del ministero che precisa come la giovane Deaglio non ha due lavori, ma è docente universitario pagata solo dall’ ateneo, e come la ricerca, alla quale si è dedicata dopo avere lavorato per due anni ad Harvard, è sostenuta da un finanziamento internazionale.
Il figlio del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, il supermanager Piergiorgio Peluso ha un posto fisso da 500mila euro l’anno A soli 42 anni Peluso è stato recentemente promosso da direttore di Unicredit a d.g. di Fondiaria-Sai per traghettare la compagnia dei Ligresti fuori dalla bufera. Attualmente mamma Anna Maria vive a Roma, mentre Giorgio è a Milano, ma certamente tra auto blu e viaggi in business class i due non avranno difficoltà a vedersi.
Il figlio di Monti Giovanni ha 39 anni e a poco più di 20 era già associato per gli investimenti bancari per la Goldman Sachs, la più potente banca d’affari americana, la stessa in cui il padre Mario ricopre il ruolo di International Advisor. A 25 anni è diventato consulente di direzione da Bain & company, dove è rimasto fino al 2001. Dal 2004 al 2009, vale a dire fino al suo approdo alla Parmalat, Giovanni Monti ha lavorato prima a Citigroup (responsabile di acquisizioni e disinvestimenti per alcune divisioni del gruppo) e poi a Morgan Stanley (responsabile delle transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa). In effetti lui di lavori ne ha cambiati parecchi per non rischiare di annoiarsi come dice il padre. Solo che erano tutti posti fissi…
RIPETO ANCORA CHE SONO DEI DEMENTI CHE STANNO GOVERNANDO DA DESPOTI
Porro…mi aggiungo a lei nella lista di quanti sono stufi delle lungaggini relative al diritto del lavoro.
Però allora che vogliamo fare?
Vogliamo continuare con le aziende con 4 raccomandati nulla-facenti e stra-protetti con sotto 20 disgraziati a tempo determinato che si fanno un mazzo tanto per essere mandati via dopo 3 mesi?
La proporzione oramai è 1 lavoratore parassita ogni 5 precari che sgobbano per lui.
Come diamine fate a proteggere la flessibilità ad ogni costo senza capire che questa inficia pesantemente sulla produttività aziendale?
Mi dà l’idea che la vediate solo ed esclusivamente sotto il profilo del taglio dei costi del personale.
L’efficienza di produttività non è data solo dalla riduzione dei costi di produzione. Se oggi produci *merda* a 10 lire e domani continui a produrre *merda* a 5 lire…avrai mandato a casa un sacco di gente, risparmiato la metà dei costi di produzione…ma alla fine della fiera sempre *merda* vendi!
Per andare dietro al falso mito della globalizzazione oggi ci ritroviamo a produrre meno di ieri e con qualità via via decresecente.
Produrre oggetti dalla scarsa longevità è l’unico modo di induzione della domanda rimasto agli industriali italiani e non.
Ecco a cosa ci hanno portato mercato del lavoro a ribasso e concorrenza sleale (l’Italia è la patria dell’abuso di posizione dominante).
E voi avete tolto il lavoro alla gente per idolatrare tutto questo?
I sindacati che fanno tante storie sull’art. 18, ci spieghino come mai hanno lasciato che la Breda di Pistoia che era un gioiello, con lavoratori altamente specializzati, sia stata distrutta, scorporata, e col loro aiuto portata a Napoli da quel tal Bassolino che faceva tutto bene. Così i napoletani sono riusciti a distruggere tutto quello che si sono presi e Pistoia chiude. Gli operai pistoiesi dovevano mettere a ferro e fuoco la città, i napoletani l’avrebbero fatto.
x Porro
lei e il suo direttore da sempre siete contro la casta dei giornalisti. dovreste essere contenti che i vostri lettori parlino male dei privilegi dei giornalisti schierandosi con voi in questa battaglia che porterete avanti con tutte le vostre forze. perché la porterete avanti vero? o no?
i giornalisti non solo non si possono licenziare
ma addirittura si fanno assumere con le vertenze sindacali!!!!
manco i notai sono così ultraprotetti!!!!!!!
signor porro lei si spaccia per un libverista ma la discussione in atto relativa all´articolo 18 é quanto di piu dirigista e statalista possa esistere.
-
oggi gli imprenditori sono liberi di assumere vincolandosi al lavoratore indissolubilmente (tempo indetermianto con articolo 18) O MENO (co co co, pi pi pi etc ect)
-
e allora di cosa si sta parlando?
di negare per LEGGE (nella peggior tradizione statalista dirigista… altro che liberali…) che un imprenditore qualora volesse vinsolarsi a tempo indeterminato (cioe fin tanto che la sua azienda esistera.. esempio faccio quadri e ho torvato un buon quadrista beh lo assumo fisso perche finche esistera la mia azienda esistera la figura del quasrista…) possa farlo.
-
se il posto fisso non esiste e se gli imprenditori non lo possono piu dare LASCIATELKO FARE A LORO!
sara il mercato a decretare cio!
NON LA LEGGE!
-
questa discussione non é altro che il proseguo di quella pratica che inizio con i cococo pipipi che alla fine ha portato alla seguente stortura.
-
oggi se un imprenditore mi vuole assumere a tempo determinato non dandomi garanzie e di conseguenze causando un danno sociale (vado a letto con la mia ragazza piu insicuro, faccio meno figli, faccio meno mutui….) deve pagare MENO TASSE dello stesso imprenditore nel caso in cui volesse darmi garanzie perche come ripeto ha capito che fin tanto che esistera la sua azienda esistera la mia figura.
-
cioe se lß´imprenditore causa un danno sociale lo stato lo premia fiscalmente.
-
questo é lo stato attuale che porta all´abuso dei contratti instabili non per reali esisgenze di mercato MA PER ESIGENZE DI TASSAZIONE…
e se vuole le racconto la mia espüerienza!
-
ripeto il concetto:
gli antiliberali i dirigsti siete voi che volete togliere all´imprenditore la possibilita di fidelizzarsi OVE LO VOLESSE un lavoratore.
lasciate al mercato l´onere di questa scelta.
fate i liberali per davvero pero!
Porro dalle mie parti con 1 euro compro due giornali, il suo e uno locale, quindi uno me lo regalano, saranno accordi commerciali, non lo so …la differenza chi ce la mette?… pare che il quotidiano locale prendesse finanziamenti pubblici, c’era un certo senatore-editore, le dice niente, mi sembra che ci siano rinvii a giudizio e processi. Altro non dico per motivi “professionali”.
P.S. Avevo scritto un commento sul blog di Telese sullo scontro dell’altra sera con Alemanno,era la prima volta che lo facevo, ma non me lo ha pubblicato, pubblica solo quelli che parlano male di lei (cioè tutti). Occhio, non lo facevo così falso. Se vuole lo mando a lei e glielo gira.
@Ramirez, mi spiace per i suoi incubi: non vedo dove altro mi possa vedere ogni sera? Lei che fa nella vita? Certo non il liberista.
@Giancarlo mi sono rotto le palle, spero non si offenda per la caduta di stile, dei cretini o di coloro che sono in malafede. Cosa che ovviamente non è lei. Si capisce dal suo post che critica un mio comportamento. E ci mancherebbe altro. Ma chiunque segua questa zuppa sa che non censuro nulla e che accetto tutte le critiche. Ma ho già scritto cento volte che non ce la faccio più a leggere scemate sui contributi all’editoria di cui godrebbe il giornale, o altra questione il servilismo al Cav. Chi partecipa alla zuppa non PUO’ METTERE IN DISCUSSIONE quelle rare cose che dico sul mio conto: sono licenziabile è una di queste. Giancarlo preferisco che i cretini in malafede vadano altrove. Si può discutere per anni sull’opportunità dell’articolo 18. Ma se l’argomento è : voi giornalisti e tu in particolare siete dei privilegiati, illicenzianbili e pagati con i soldi nostri, via dalla zuppa. é chiaro?????
@Thefoul assolutamente no. temo l’elemento soggettivo, la valutazione del supervisore, il ricorso al magistrato, il tar che interviene, il consiglio di stato che cancella, la cassazione che si riunisce, la als che valuta, il sindacato che media e il ministro dello sviluppo che tratta. Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
@valentina brava così va bene
caro porro
stagista??? lei è matto!!!!
io non voglio fare la giornalista perché primo si guadagna poco, secondo siete dipendenti e quindi avete un padrone…
meglio fare l’imprenditrice
guadagnare molto più dei giornalisti
ed essere libera
x porro
ma è ovvio che tutti i giornalisti siano contro l’ordine…però l’ordine sta là…da sempre…
l’art. 18 per gli altri non per voi sì…
è ovvio non c’è nulla di strano…
come le liberalizzazioni…devono valere per gli altri…
in questi ultimi 45 anni l’italia si è enormemente riempita di inefficienze a 360 gradi e di enorme debito pubblico e napolitano in questo lunghissimo lasso di tempo è stato sempre presente in parlamento, quindi grandissime responsabilità ce le ha anche lui!!
man mano che in questi ultimi 45 anni l’italia andava letteralmente allo sfascio riempiendosi anche di enorme debito pubblico napolitano dove stava??? non era forse un politico anche lui???
la ricetta berlusconi era valida, però se nella sua ricetta avesse prescitto anche una bella patrimoniale la cura sarebbe stata ancora più valida, e soprattutto più equa!! forse l’italia si salverà. speriamo che si salverà. è possibile. ed i ricchi, grazie alla ripresa economica, avranno salvato i loro ingenti capitali, in azioni e titoli vari, grazie alle tasse pagate esclusivamente dai poveri. anzi più che salvare i loro capitali, riprendendosi i mercati azionari ed obbligazionari, i ricchi sui loro titoli ci avranno fatto anche dei grandissimi guadagni! anche i politici ovviamente non avranno fatto alcun sacrificio, anche se napolitano va sostenendo a tutto spiano che tutti gli italiani devono fare sacrifici in questo momento tanto sconvolgente per il paese, se è un periodo sconvolgente dobbiamo ringraziare esclusivamente i politici italiani, ma questo napolitano non l’ha detto!!
Altro che posto fisso, leggendo alcuni post si ha l’impressione che alcuni pretendano lo stipendio per diritto costituzionale, anche quando il lavoro non c’è. Quello degli extra comunitari, ovviamente, è un lavoro degradante da non prendere neppure in considerazione. È meglio fare il mantenuto.
Concordo. Non fa una piega. Ci vogliono proprio gli occhiali deformanti della cultura sindacalista e di sinistra per non vedere la verità. Il problema è che molti oramai usano solo questi occhiali per cui non riescono proprio a vedere la realtà così com’è e si incazzano pure se cerchi di fargliela vedere…..
Dott.Porro apprezzo la sua disponibilità a confrontarsi su un terreno accidentato come questo con perfetti sconosciuti. In fondo potrebbe fregarsene e non leggere neanche nulla. Invece lo fa…malgrado gli strafalcioni e gli improperi.
Ciò le fa onore.
Detto ciò, spero non le sia sfuggito che il mio terzo punto andava nella direzione delle metriche di business e dell’associazione di indicatori di performance che permettano un’oggettiva analisi di quanto vada bene o vada male una singola area lavorativa. In qualunque attività il “principale” o il “direttore” o il “responsabile” sa cosa tenere d’occhio per capire con immediatezza se il lavoro è produttivo oppure no. Ora: Confindustria si lamenta che le imprese italiane mancano di produttività? Benissimo: incastonassero i livelli minimi di rendimento nella contrattazione individuale. Se vengono rispettati…posto garantito…altrimenti via! Se pero’ mi mandi a casa dopo aver svolto bene il mio lavoro ed aver garantito il livello di produttività richiesta….beh…ammetterà che possa chiedere di essere risarcito?
O anche questo le suona troppo garantista?
la verità è dura ma il Dott.Porro è in linea non con una ideologia, ma con la situazione contingente, che se non gestita come è successo all’Italia negli ultimi 15 anni porterà a conseguenze ancora più gravi a chi il mitico posto fisso c’è l’ha (alta possibilità di perderlo) rispetto a chi non c’è l’ha (impossibilità di trovarlo. 25 anni or sono quando mi sono sposato, trovare un alloggio in affitto era impresa improba eravamo nel periodo dell’equo canone e vero si spendeva poco ma alloggi zero. Improvvisamente cancellato l’equo canone grande disponibilità di locazioni. Coraggio crediamoci un piccolo sforzo di tutti e forse usciremo da questo pantano,
Per dire quanto l’art.18 conti, ma al pari di altre e forse più importanti componenti della competitività che non sono al centro di tanti dibattiti, forse perchè più scomodi da risolvere.
Tratto dal rapporto globale sulla competitività: siamo il 43esimo paese per competitività.
In Europa ce ne sono 11 tra i primi 20:
In total, eleven are among the top 20, as follows: Switzerland (1st), Sweden (3rd), Finland (4th), Germany (6th), the Netherlands (7th), Denmark (8th), the United Kingdom (10th), Belgium (15th), Norway (16th), France (18th), and Austria (19th).
Italy moves up by five places to 43rd position this year, although it remains the lowest-ranked of the G-7 countries. Italy continues to do well in more complex areas measured by the GCI, particularly the sophistica-tion of its businesses, where it is ranked 26th, producing goods high on the value chain with one of the world’s best business clusters (2nd). Italy also benefits from its large market size—the 9th largest in the world—which allows for significant economies of scale. However, Italy’s overall competitiveness performance continues to be hampered by some critical structural weaknesses in its economy. Its labor market remains extremely rigid, ranked 123rd for its labor market efficiency, hindering employment creation. Financial markets are not sufficiently developed to provide needed finance for business development (97th). Other institutional weaknesses include high levels of corruption and organized crime and a perceived lack of independence within the judicial system, which increase business costs and undermine investor confidence—Italy is ranked 88th overall for its institutional environment.
Condivido quanto scritto da lei e quanto detto dai ministri ieri – non si è voluto descrivere il posto di lavoro vicino a casa come qualcosa di poco valore, ma far capire che se si è in crisi e nella propria zona manca lavoro, bisogna anche essere disponibili a spostarsi e cercarlo altrove. Gli italiani invece vogliono tutto facile, a portata di mano. Non sempre è possibile – ci vuole anche spirito di iniziativa. Ritengo tuttavia che questi concetti sarebbero ancora più apprezzabili se fossero compresi anche dalle banche. A chi, infatti, non ha un posto fisso, non danno nemmeno un mutuo. Come la mettiamo…?
Egregio dottor Porro (Le do del Lei perché credo sia giusto mantenere le distanze), credevo che confrontarsi su di un blog significasse dare la possibilità a tutti, a prescindere dal quoziente intellettivo di ognuno, che peraltro non tocca a Lei stabilire, di esprimere il proprio punto di vista, senza essere insultati, almeno per dovere di ospitalità, dal blogger. Nel caso specifico, da Lei!
Tre risposte ha dato ultimamente e due, per enrico e valentina, sono insulti. Ora, si può anche non apprezzare il modo di esporre i commenti, ma rispondere come Lei ha risposto non La rende migliore di chi offende. Credevo anche che il dissenso fosse di nuovo possibile, seppur mal esposto o inesatto o disinformato o brutale. Lei è un giornalista noto e apprezzato, e questa caduta di stile non le fa onore. A meno che non sia Lei a scrivere le risposte. Nella speranza fervente di non aver urtato la Sua sensibilità e nella speranza fervente di non essermi meritato un Suo amichevole, simpatico epiteto, La saluto Cordialmente. Giancarlo.
LE VARIE MANOVRE DEL GOVERNO NON HANNO DATO E
NON DARANNO MAI RISULTATI.
E’ ORA CHE LE MANOVRE SIANO FATTE DAGLI ITALIANI.
VOCI DI INTERESSE RISPARMIO IN MLD
ELIMINAZIONE DI TUTTE LE AUTO BLU ( N. AUTO BLU 86.000) 5
ABOLIZIONE DEL VITALIZIO AI POLITICI CHE NON HANNO MATURATO 42 ANNI DI VERSAMENTO 5
TETTO MASSIMO PENSIONI € 3.500,00 15
TASSAZIONE CAPITALI RIENTRATI DA SCUDO FISCALE 20
REVISIONE SPESE MILITARI (NAZIONALE ED ESTERE) 8
RECUPERO IMMEDIATO EVASIONE FISCALE 10
ELIMINAZIONE DOPPIE PENSIONI /STIPENDI PERCEPITI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2
ELIMINAZIONE DI TUTTI I PRIVILEGI ED INDENNITÀ E DOPPI INCARICHI AI POLITICI 2
ELIMINAZIONE PARZIALE DEL PERSONALE E PALAZZI DELLA POLITICA 3
ABOLIZIONE DI TUTTI I CONSULENTI AI POLITICI (CENTRALI CHE PERIFERICI) 2
AUMENTO IRPEF DI 4 PUNTI PER I REDDITI OLTRE € 100.000 4
ABOLIZIONE DI TUTTE LE SCORTE DI SICUREZZA CARICO DELLO STATO 2
VENDITA BENI CONFISCATI 40
PATRIMONIALE 1% SU CAPITALI MOBILI ED IMMOBILI OLTRE 1.500.000,00 5
ABOLIZIONE DELLE PROVINCIE 5
ABOLIZIONE DI TUTTE LE COMUNITÀ ( MONTANE, AGRICOLE, MARINE ECC…) 2
AUMENTO DELL I.V.A. DI PUNTI 2 SU BENI DI LUSSO 2
DISMISSIONE DEI BENI DEMANIALI NON ESSENZIALI 4
ACCERTAMENTO/ CONTROLLO PENSIONI DI INVALIDITÀ E PENSIONE DI VECCHIAIA 1
ACCERTAMENTO/ CONTROLLO STIPENDI/ONORARI E PENSIONI BABY (< 63 ANNI) 1
ACCERTAMENTO TENORE DI VITA E BENI LUSSO SU LIBERI PROFESSIONISTI 2
…………………………..TOTALE 140
IN QUALI MANO E’ AFFIDATA LA NOSTRA SICUREZZA
Nei giorni scorsi Le Monde ha scritto che la Goldman Sachs rappresenta il lato ombra di Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale presidente della Bce. Alla lista va aggiunto anche Mario Monti. Vediamo perché.
La Goldman Sachs è la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi.
“I GOVERNI NON GOVERNANO IL MONDO, GOLDMAN SACHS GOVERNA IL MONDO”.
Nel film Inside Job, del regista Charles Ferguson, la banca d’affari risulta tra le protagoniste della crisi economica innescata nel 2008 negli Stati Uniti.
Ma è interessante notare come gli uomini della Goldman hanno ricoperto incarichi importanti nell’amministrazione Usa, arrivando a ruoli di primo piano. Durante l’amministrazione Clinton l’ex direttore generale della Goldman Sachs, Robert Rubin, divenne sottosegretario al Tesoro. Nel 2004, Henry Paulson, amministratore delegato dalla Goldman, fece approvare alla Commissione dei Titoli e Scambi un aumento dei limiti sul rapporto di indebitamento, permettendo alle banche d’investimento di avere ulteriori prestiti da utilizzare per manovre di speculazione.
Nel 2005 Raghuram Rajan, capo economista del Fondo Monetario Internazionale (2003-2007) pubblicò un rapporto in cui annunciava il rischio che le società finanziarie, assumendo grandi rischi per realizzare enormi profitti a breve termine, avrebbero potuto far collassare il sistema economico. Nella prima metà del 2006 la Goldman Sachs vendette 3,1 miliardi di dollari di Cdo e in quel periodo l’amministratore delegato era proprio Henry Paulson. Il 30 maggio 2006 George Bush lo nominò segretario del Tesoro e fu costretto a vendere le sue azioni della Goldman, intascando 485 milioni di dollari (e grazie a una legge di Bush padre non pagò nessuna tassa).
Nell’aprile del 2010 i dirigenti della Goldman Sachs furono costretti a testimoniare al Congresso americano: Daniel Sparks, ex capo reparto mutui della Goldman (2006-2008) dovette riferire su alcune email in cui definiva certe transazioni “affari di m…”. Fabrice Tourre, direttore esecutivo prodotti strutturati della Goldman Sachs vendeva azioni che definiva “cacca”. Llyod Blankfein, presidente di Goldman, e David Viniar, vicepresidente esecutivo, sotto le pressanti domande del senatore Carl Levin furono costretti ad ammettere che sapevano di vendere spazzatura.
Purtroppo anche Barack Obama ha confermato il potere della banca d’affari. Il nuovo presidente della Federal Reserve Bank di New York (principale azionista della Fed) è William Dudley, ex capo economista della Goldman (che nel 2004 lodava i derivati). Capo del personale del dipartimento del Tesoro è Mark Patterson, ex lobbista della Goldman Sachs. A capo della Cfct si è insediato Gary Gensler, ex dirigente della Goldman Sachs che aiutò ad abolire la regolarizzazione dei derivati.
Anche in Europa la Goldman manovra da tempo. Nel 1999 la Grecia non aveva i numeri per entrare nell’euro. Quindi truccò i bilanci. Su Presseurope Gabriele Crescente scrive: “Nel 2000 Goldman Sachs International, la filiale britannica della banca d’affari americana, vende al governo socialista di Costas Simitis uno “swap” in valuta che permette alla Grecia di proteggersi dagli effetti di cambio, trasformando in euro il debito inizialmente emesso in dollari. Lo stratagemma consente ad Atene di iscrivere il ‘nuovo’ debito in euro ed escluderlo dal bilancio facendolo momentaneamente sparire. E così Goldman Sachs intasca la sua sostanziosa commissione e alimenta una volta di più la sua reputazione di ottimo amministratore del debito sovrano.”
Ora torniamo a Mario Draghi. Dal 2002 al 2005 è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. Insomma: proprio nel periodo in cui in America le banche d’affari erano scatenate in manovre speculative e scavavano il baratro finanziario che si è materializzato nel 2008, trascinando il resto del mondo. Non sapeva nulla di queste tendenze l’economista italiano?
Anche Mario Monti lavora per la banca d’affari: dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del “Goldman Sachs Global Market Institute”. Cioè dall’anno in cui si stava progettando la crisi economica mondiale, Non sapeva nulla di queste tendenze l’economista italiano?
Queste informazioni, purtroppo, la stampa italiana le ha ignorate. Ma la Rete no. Durante la seconda puntata di Servizio Pubblico il blogger Claudio Messora ha spiegato il rapporto tra Mario Monti e la Goldman. E ha citato un articolo di Milano Finanza che – unica eccezione – ha rivelato il ruolo della Goldman Sachs nel rialzo dello spread dei titoli italiani in questi giorni. In pochi minuti su Facebook è cambiata l’opinione degli utenti all’interno di un sondaggio: prima volevano Monti presidente del Consiglio, dopo le rivelazioni hanno cambiato idea.
E’ LA PROVA CHE SE L’INFORMAZIONE FACESSE IL SUO DOVERE AVREMMO MENO LOBBY AL POTERE E PIÙ DEMOCRAZIA.
IN QUESTI DUE MESI DI GOVERNO HO NOTATO SOLO CHE MONTI (EX Goldman Sachs) HA TROVATO I SOLDI NECESSARI PER PAGARE I DEBITI ITALIA SOLO DALLE CLASSI PIU’ DEBOLI (LAVORATORI DIPENDENTI E PENSIONATI).
DEGLI AUMENTI BENZINA, TASSE ED IMPOSTE HA IMPOVERITO SOLO I DEBOLI.
HA AIUTATO LE BANCHE NON PER SALVARE L’ ITALIA BENSI’ GLI INVESTIMENTI SIA PERSONALI CHE DEGLI AMICI O MEGLIO LOBBYS CHE LO SOSTENGONO.
NON HA ABOLITO ALCUN PRIVILEGIO ALLA CASTA POLITICA.
NON HA RIDOTTO DRASTICAMENTE LE SPESE POLITICHE ( MACCHINE BLU, AEREI GRATIS, RISTORANTI GRATIS, AFFITTI GRATIS,PRIVILEGI IN GENERE)
NON HA RIDOTTO LE SPESE MILITARI.
NON HA MONETIZZATO TUTTI I BENI SEQUESTRATI ALLA COSCHE MAFIOSE.
NON HA DISMESSO BENI DEMANIALI OGGI INUTILI.
NON HA TAGLIATO I PRIVILEGI ALLO STATO DEL VATICANO.
NON HA LIVELLATO LE PENSIONI DEI PARLAMENTARI ALLE NORMALI PENSIONI.
ECC. ECC..
SOLO CON I TAGLI DELLE SPESE SI PU0′ FARE UNA MANOVRA DI CIRCA 100 MLD.
INVECE HA MASSACRATO I DEBOLI.
FERMIAMO QUESTO DESPOTA
Sentiamo in questi giorni parlare di posto fisso.
Devo pensare che il governo non sa che senza posto fisso non si puo chiedere un mutuo, un prestitoe formare una famiglia.
Ma vorrei fare un altra riflessione:
MONTI:
PERSONA AFFETTA DA EGOCENTRISMO E STA GIOCANDO CON IL GIOCATTOLO NUOVO – ITALIA – COME IL BAMBINO GIOCA CON LA PALLA NUOVA.
CANCELLIERI E FORNERO:
DUE DONNE ANZIANE AFFETTE DA MENOPAUSA PERMANETE CON PATOLOGIE MANIFESTE DI EFFETTI SCATENANTI.
PER TUTTI E TRE:
Indubbiamente sono persone frustate e con il potere che ora hanno vogliono riscattarsi e farsi apprezzare.
FAREBBERO BENE, SE TANTO VOGLIONO PARLARE DI POSTO FISSO DI COMINCIARE A PARLARE DEL LORO POSTO FISSO AL CIMITERO, VISTO L’ ETA’ E LE CONDIZIONI DI SALUTE,
FERMIAMO QUESTI DESPOTI.
Non ci posso credere! Con tutto quello che abbiamo (illegalmente) ascoltato su Silvio Berlusconi, persino i suoi gemiti, da Santoro, da Floris, da tutti i telegiornali e giornali del mondo, tutte le sue conversazione, tutte le sue minchiate, ora che fanno i giudici di Milano? Rinviano a giudizio, ossia lo sottopongono a nuovo processo davanti al giudice, SB, per concorsi in pubblicazione di una conversazione che doveva incasinare Fassino e non SB. Io credo che molti giudici hanno perso il senso della realtà. Ma com’è che l’ex premier non si rivolge alla corte di giustizia europea e si dichiara perseguitato politico? Ed ai giudici consiglio; arrestate SB per pericolo di fuga. Potrebbe scappare (per disperazione, per disgusto, per schifo) dall’Italia. Cosa aspetta, di trovarselo nuovamente premier, Bersani a non spendere qualche parola in difesa del diritto del cittadino Silvio Berlusconi a non essere perseguitato dai magistrati?
mn
suvvia Porro la vedo quasi ogni sera, e sono un liberista anch’io, ma non sono cieco.
Non mi si venga a dire che è la presenza dell’art.18 che ci blocca lo sviluppo.
In ogni caso, che la casta, compresa quella di voi giornalisti, dia il buon esempio, poi parliamo sia dell’art.18 che dell’amaro 18 Isolabella-
“Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita!”.
“Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città, al fianco di mamma e papà!”.
“Se non ti laurei entro 28 anni sei uno sfigato!”.
«Ero un lavoratore con il ‘posto fisso’. Andavo per valli e praterie assieme alle mie pecore, tutti i giorni dal mattino alla sera. Quelle pecore erano il mio ‘posto fisso’, il mio lavoro monotono, la mia routine quotidiana. Ma mi davano da vivere e di che mangiare. Le pecore, me le aveva lasciate in eredità mio padre, che non è notaio nè farmacista, ma pure lui un pastore come me, come mio nonno, come il mio bisnonno! Tutti pastori, noi, da cento generazioni! Ma un bel giorno ho sentito in televisione “un Professorone” parlare di monotonia del posto fisso, di noia per un lavoro sempre uguale, sempre lo stesso per tutta la vita. Ma che, invece, è bello cambiare, mettersi alla prova, tentare nuove strade, cercare nuovi percorsi. Mi ha convinto quel signore serio ed elegante della Tv. Ho mandato al diavolo il mio gregge e ho detto basta a questo lavoro, monotono e ripetitivo! Che palle!!! Basta pecore e caciotte. Basta prati verdi e boschi innevati. Basta stare vicino a mamma e papà! Ho deciso quindi di raccogliere l’invito del Professore e di cambiare lavoro! Ho 28 anni e un giorno, proprio oggi mi sono laureato! Che jella! …chissà!? Mi fossi laureato, magari, un giorno prima forse oggi non sarei uno “sfigato”, uno che passa dal pony express alla distribuzione dei giornali alle fermate della metro a servire birra e patatine fritte la sera al pub, in una città che non è la mia, in una casa che non sarà mai la mia e alla ricerca di un lavoro monotono e di una badante che si prenda cura di mamma e papà! ».
In principio furono i bamboccioni di Padoa Schioppa. Alla fine fu il default. Il governo del Professore che sbandierava – dall’alto di un posto ‘inamovibile’, altro che fisso, quale quello di “Senatore a Vita” – la precarietà di una vita senza futuro né certezze, filosofeggiando che il posto fisso è “monotono”, cazzeggiando per bocca dei suoi ‘assistenti’ che è “sfigato” chi a 28 anni non è ancora laureato, che un lavoro stabile e garantito nei diritti e nei doveri è “un’illusione” e che è anacronistico rimanere vicini a “mamma e papà”. Ma questo è il Governo dei Geni, altro che dei tecnici. Il governo di quei “cervelloni” che sono rimasti nel belpaese e non sono andati in fuga chissà dove. Per ‘Loro’ creare nuovi posti di lavoro risponde ad un elementare calcolo matematico: basta contare quanti disoccupati ci sono in Italia e licenziare lo stesso numero di lavoratori occupati!!! Un colpo di genio… per questo ‘loro’ prendono stipendi d’oro e noi facciamo la fame!!! ‘Loro’ – sì precari di un governo a termine non eletto dai lavoratori, dai pensionati e dai giovani – distruggono posti fissi per crearne di inutili, ma molto, molto remunerativi dove piazzare a vita amici, parenti e conoscenti! Ma d’altronde, come dargli torto, il mondo è cambiato – per noi, ma non per ‘loro’ incollati da una vita alla poltrona – e quindi bisogna cambiare! Finora abbiamo vissuto sopra le nostre reali possibilità e adesso, per salvare l’Italia, dobbiamo pur rinunciare a qualcosina: famiglia, genitori, figli, città, casa, lavoro, pensione!!! In fondo, in fondo ‘loro’… non ci stanno mica chiedendo la luna?
dott. porro,
avevo scritto circa il costo del lavoro un paio di giorni fa, leggo altri commenti e li trovo vicini. per favore, introduca nelle occasioni a cui lei partecipa il problema del costo del lavoro, noi piccoli imprenditori avremmo tutti bisogno di un aiuto oppure non vorremmo licenziare persone che magari sono con noi da anni, insomma con noi l’ art. 18 non c’entra molto; traduco, da noi o si funziona o si chiude, se si guarda tutto non ci si fa e allora abbiamo bisogno di persone leali, collaborative, flessibili come DOBBIAMO esserlo noi….tutti noi micro imprenditori avremmo bisogno di qualcuno ma non si prendera’ nessuno, anzi manderemo via se il costo del lavoro non si riduce. lo stipendio potrebbe anche rimanere uguale ma…costa troppo tutto il resto. mi sbaglio o se ne parla poco? non ho mai visto una trasmissione veramente dedicata a questo. io domani ho riunione con il consulente del lavoro e purtroppo mi sa che dovro’ affrontare un paio di tagli, sapesse quanto mi fa incavolare, mi rende debole, mi sento sconfitto, io ai miei ragazzi ci tengo porca miseria, ci sono cresciuto insieme, non voglio mandarli via….ma non ce la faccio!!!
un altra cosa veloce:
vedo sempre che si parla di attenzioni ed aiuto alla PMI (piccola/media/impresa) ma….quale e’ questa benedetta PMI? se si parla di 4/5 milioni di fatturato tutto quello che c’e’ sotto (ed e’ un mondo) chi diavolo la aiuta?
io la sua posizione di lavoro l’ ho capita ….per tanti anni ho lavorato cosi’ poi ho deciso di mettermi in proprio, in due parole si rischia e si mettono in gioco le proprie capacita’ , i propri talenti, le proprie conoscenze…se le regole fossero giuste non ci sarebbe nulla di meglio. purtroppo pero’ la mancanza di regole giuste ti fa passar la voglia.
Da economista, condivido l’impostazione anti-Stato del suo discorso sull’inutilità dell’art.18 per preservare un posto di lavoro se questo non c’è più già nei fatti (es. Termini Imerese).
Mi chiedo però:
- stiamo dibattendo dell’art.18 come uno dei mali della competitività del nsotro sistema paese alias delle nostre aziende. Ma è davvero così?
Quando vengono stilate le classifiche di competitività, come è stato detto da alcuni partiti, l’Italia piomba agli ultimi posti per inefficienza del sistema giudiziario, della P.A., delle infrastrutture e dell’energia, corruzione e criminalità.
Possibile che le nostre aziende non bramino altro che poter licenziare liberamente?
E prima di concedere questa “giusta” causa, non sarebbe il caso di creare i presupposti per un riassorbimento dei lavoratori tramite programmi di riqualifica, sostegno a settori produttivi con più margini di sviluppo, investimenti in R&S…
- Ad oggi quali alternativa può proporre il sistema paese all’operaio licenziato da T.Imerese? (ad es.)
- in una società clientelare come la nostra siamo sicuri che questo non induca alcuni ambienti a favorire i dipendenti che stanno zitti e buoni o gli amici degli amici a scapito di altre persone già inserite?
A fronte di una “causa” che da economista posso anche ritenere gisuta, mi sembra che per sistemare una casa si sia partiti dalla cosa più facile, ripitturare le mura anche se hanno crepe molto evidenti.
E ancora non sento parlare di contrasto alla corruzione soprattutto nella spesa pubblica, così come non mi sembra che i recenti fatti sulla crescita dei costi della metro di Roma (ad es. o della TAV che da noi costa 3 volte che all’estero) abbiano indotto il governo ad adottare misure contro i VERI SPRECHI dello Stato.
Cosa ne pensa?
caro thefoul: belle … davverio belle le tue parole amico mio !! Purtroppo – però ignori (come quelli che fanno demagogia propugnando le tue stesse identiche idee) completamente la cosa più importante sull’argomeno: il Mercato !!!
Lo so che per uno di sinistra come te, il mercato è una parola priva di significato … ma purtroppo per voialtri specialisti in demagogia e affini, la realtà specie odierna è che, se ci si dimentica del mercato, si finisce dove sta finendo l’Italia e dove è finita già la Grecia !
Tutto quello che tu hai dettro amico mio, può anche avere una sua logica umana … ma purtroppo oggi se vuoi fare l’imprenditore (l’imprenditore fra l’altro, se te ne fossi dimenticato è l’unico soggetto demandato alla creazione di posti di lavoro)… con le tue logiche da primo del novecento … si chiude l’attività un attimo dopo averla aperta !!
Lo vuoi capire amico mio, che l’età dell’economia assistita dallo stato è definitivamente finita? Lo vuoi capire che l’imprenditore (in Italia così come nelle cina comunista) se vuole “fare profitti” (e quindi creare lavoro VERO) deve essere messo in condizioni di POTERLO FARE ?
Lo vuoi capire che tutta la montagna di esternazioni che hai fatto, altro non sono che i classici legacci che paralizzano e soffocano la nostra economia, uccidendo le imprese che vorrebbero produrre ?
Ma dove lo trovi un imprenditore così deficiente che potendo produrre dove la manodopera costa meno e dove la burocrazia non esiste … resta qui dove esistono invece, le condizioni esattamente opposte a far si che la sua attività prosperi e si sviluppi ?
Caro amico mio: volenti o nolenti questa è la realtà nella quale dobbiamo vivere … in alternativa esiste solo una economia a “socialismo reale”: ma dove ? Visto che la cina comunista ha partorito una economia dove il lierismo è talmente sfrenato da far impallidire persino quello americano !! … Perciò … figuriamoci il nostro !!!
Pensierino finale: se tutto questo non ti piace (ti riconosco anche legittimi motivi) … ebbene, hai sentoto parlare di quello che è accaduto in Russia nel 1917: imbraccia il moschetto (o il forcale se detesti le armi da fuoco) … e prendi d’assalto il palazzo d’inverno ! … L’inverno non manca … e auguri !!!
Ma le catene ed il ritorno allo schiavismo come forma di lavoro ? Magari noi usiamo il cervello per pensare e lavorare …… lei solo la lingua ma si legga ciò che dice il “SUO” di padrone a proposito dei gay ……. così gli fa anche un piacere!
COSA RISPONDERE AD UNO COSì???? NP
@enrico certo esiste internet e purtroppo gente come lei che non lo capisce. Ma che stupidaggini dice! Non credo sia in malafede, lei proprio non ci arriva e obnubilato di un odio cieco.
stamane alla TV ho casualmente ascoltato un dibattito al quale partecipava G. Bortolussi il “mitico” segretario della CGIA di Mestre (come noto anche ai somari, il più accreditato e serio osservatorio relatioo alle questioni economiche italiane) : non voglio menare il can per l’aia … ma che effetto forte ascoltare da persone serie, qualificate ed assolutamente “super partes” che la ricetta UNICA per salvare l’Italia è (ed era) quella di Berlusconi ” DALLA A ALLA Z” !!
Ora – è noto – che la gente perbene e disinteressata (come me per esempio), … non si è fatalmente innamorata del cavaliere (non so voi … ma lui, decisamente non è il mio tipo: discorso diverso per alcune donne che bazzica)… bensì ha confrontato le idee del cavaliere sull’economia di questo disgraziato paese, con le idee proprie sul medesimo argomento e quando questa gente perbene e disinteressata, ha constatato che le suddette idee, coincidevano “in pieno” … è narturale che ha cominciato a sostenerlo e a votarlo !
Tuttavia, lo ripeterò fino alla nausea, far cessare questa situazione di parassitismo di stato aggravato, che regna qui, è cosa improba (ho sempre temuto questa tragica eventualità/realtà).
La speranza è che i nostri agrodolci professori (stimo Monti … dopo una iniziale incertezza ed ammiro … da sempre, Passera …. nonchè le “Lady di acciaio” Fornero e Cancellieri) riescano almeno mettere in pista quelle riforme assolutamente indispensabioli cui l’eccellente Bortolussi, faceva riferimento in TV (ma non solo) .
L’Italia è il paese dove le logiche demagogiche rosse (pepponiane) continuano ad aleggiare sinistramnente nelle menti bacate di milioni di persone (vedi i numerosi amici bolscevichi che infestano questo e altri blog) … la maggior parte delle quali, ovviamente, sono direttamente interessate a che le cose non cambiano (i parassiti di stato ad oltranza) … ma non c’è il minimo dubbio che bisogna cambiare … a cominciare dalla mentalità dei giovani (e dei loro genitori) i quali aborriscono “certi lavori” … certi lavori che – nella realtà, – costituiscono il VERO SBOCCO nel mondo del lavoro … con effetto immediato !!!
Brava Fornero ! Brava Cancellieri ! (e bravo anche Monti .. che non è donna in questa circostanza) :Quelle sono donne con gli attributi che servirebbero eccome all’Italia in questo momento !
Così si parla alla gente !
Così si definiscono con chiarezza i mali che affliggono la società nostrana ! Quando si dice la verità, qualunque essa sia, non si deve temere niente e nessuno !!
… Al riguardo, l’esternazione della verità … è stata preclusa solo al cavaliere : lui era (ed è) un dichiaratio nemico del proletariato !!
lui era (ed è) uno che “è sceso in politica” per fare i propri interessi … gli altri – invece – no ! Insomma è uno che discredita l’Italia … come tutti i dichiarati nemici del proletariato !!
Adesso, non resta che dar seguito alle sacrosante parole … cosa da “fatiche di ercole” in questa italia infarcita di logiche demagogiche … rosse.
@thefoul d’accordissimo sui punti 1 e 2. L’ho già scritto duemila volte. Sul 3 non l’ho ben capito e temo che sia difficile misurazione.
@vaelntina ma invece di scrivere stupidaggini colossali con quell’arietta saputella perché non si informa o banalmente legge cosa ho scritto su questo blog riguardo l’ordine dei giornalisti e il posto fisso? Una come lei non la prenderei neanche per uno stage. Vada allo stadio a fare l’ultrà, che le riesce bene
A proposito del posto fisso degli altri, la casta dei politici, dei baroni universitari, dei magistrati, dei ruffiani e dei parassiti non si riesce mai a mandarli a casa e hanno fatto leggi ad personam per fossilizzare nel tempo i loro privilegi. Perchè i mercenari Monti, Fornero e compagnia bella che hanno sistemato i loro figli in comodi ben renumerati posti di lavoro a vita tramandati da generazioni in generazioni nelle università e nelle banche non si occupano anche dei loro casi. Semplicemente perchè sono stati assunti per rendere schiavi i lavoratori, avere la gratitudine perpetua della casta politica e della confindustria italiana che così potrà in futuro assicurarsi gli schiavi a basso prezzo, cioè lavoratori a perdere a basso costo come in Cina. E tutto con il beneplacido del presidente Napolitano. SI VERGOGNI PRESIDENTE
Lucio
infatti
la ministra fornero tempo fa aveva “minacciato” i giornalisti di tirare fuori certi conflitti di interessi dei giornalisti, del loro ordine e della loro pensione
se non avesseo iniziato a sostenere le scelte del governo
da quel giorno tutti i giornali parlano male dell’art. 18
tanto il loro ordine è al sicuro
Egregio dott. Porro, sono un dirigente scolastico in pensione, le vorrei porre due domande:
1. sono diventato Dirigente scolastico avendo superato un concorso pubblico. ho svolto le mie mansioni con passione e professionalità, nonostante la mancanza, da parte del Ministero della P.I. ,di una strategia volta a premiare la professionalità. Nonostante ciò, ma grazie al posto fisso, pur cambiando quattro sedi in dodici anni, ho potuto maturare una grande esperienza e professionalità. Non crede che andrebbe chiarito che un conto è la sede in cui si svolge il lavoro ed un altro conto è il cambiameno di mestiere?
2. A proposito della sede di servizio, il sottoscritto ha svolto la sua attività sempre in Provincia di Milano, accanto ai genitori e alla famiglia.In questo modo ho potuto dare una mano ai miei genitori anziani e alla mia stessa famiglia, ho svolto attività di volontariato e ho fatto l’assessore ai servizi sociali nella mia città, essendo conosciuto e stimato Ritengo che la vicinanza alla propria famiglia e alla propria città di origine sia un valore e non un disvalore. Non ritiene che se sradichiamo continuamente le persone dal proprio ambiente,queste non potranno costruire una stabile rete di relazioni sociali e non potranno eventualmente cercarsi in loco un’altra occupazione, perchè saranno disorientati?
Credo che l’esasperato liberismo, premi certamente i più intraprendenti, ma riduca tutti gli altri ad una massa alienata che sarà condizionata a proprio piacimento da chi detiene il potere.
Questo futuro mi sembra vada nella direzione ben descritta dallo scrittore inglese Aldous Huxley, nel suo libro “Brave new world” (apparso in Italia, con il titolo Mondo Nuovo) che invito a leggere.
x PORRO
licenziabile come direttore sì
ma non come giornalista
fai sempre parte dell’ordine
anche se vieni licenziato
nel senso che se rimani disoccupato
gli editori devono assumere dall’ordine chi è rimasto senza lavoro e non chiunque vogliano a casaccio
e se non lo fanno voi fate sciopero
facendo perdere agli editori l’incasso giornaliero
porro
lei dimentica che esiste internet
le bugie non reggono più
la ministra fornero vi ha già fatto abbassare la testa minacciando di parlare della vs pensione
ottenendo il vostro silenzio immediato
Secondo Santanchè, Fornero e Cancellieri “sono politicamente scorrette e se ne fregano del consenso, non vogliono compiacere ma vogliono agire. Sono brave”. Se ne fregano del consenso perché non ne hanno più bisogno. La democrazia è al suo epilogo, schiacciata dal peso del panem et circenses elargito a dismisura, e si sta gradualmente trasformando in tirannia, com’era inevitabile. Gli scaltri coppieri per regnare hanno prima inebriato il popolo falsando le leggi aritmetiche dell’economia, ora cercano di sedarlo con i sensi di colpa. Tu giovane, non riesci a pagare uno stratosferico affitto fuorisede e sei costretto a cercare un lavoro vicino alla casa dei tuoi? Sei un bamboccione, un mammone, fai schifo. Non si era bamboccioni quando un’economia sana permetteva di trovar casa, di sposarsi, di lavorare in un luogo vicino ai propri affetti e alla propria terra. Questi legittimi desideri di ogni uomo erano realizzabili in un mondo con poca burocrazia, poche regole, pochi diritti. Man mano che i coppieri hanno accresciuto diritti, regole, burocrazia, la qualità della vita si è deteriorata fino a creare le condizioni per poter staccare la spina del consenso, fallace, del popolo. La tirannia mascherata da tecnocrazia migliorerà le cose? Le peggiorerà, fino a quando il popolo non riconoscerà la voce dei veri pastori, nemici degli scaltri coppieri che sono sempre stati dei tiranni mascherati.
i posti fissi per lo più erano regali dello stato che assumeva a iosa per combattere la disoccupazione: ferrovie, scuola, poste, pubbliche amministrazioni in genere!! adesso ciò non è più possibile!! cmq, meglio creare posti di lavoro fittizi, fissi o non fissi che siano, che permettere ai politici e ai partiti politici di rubare pubblico denaro!!! tanto per citare un esempio, i dipendenti nelle ferrovie nel 1970 erano in 230 mila circa, oggi sono in 80 mila circa!!!
Eroico Nicola!! Peccato che siano in pochi, anche a destra, a pensarla così. Chi vuole il posto fisso è uno senza autostima che pensa di non valere niente. Le persone come noi che vogliono flessibilità massima del mercato del lavoro è perchè si impegnano ogni giorno ad essere un VALORE in più. Se sapessi che la mia azienda non mi vuole più non ci starei un minuto ancora
Io credo che abbassare l’appeal del lavoro dipendente, attraverso la flessibilità, sposterà l’economia del lavoro verso la AUTOIMPRENDITORIALITA’. Che più di ogni altra cosa é meritocratica.
Modificare l’art.18 potrebbe essere l’opportunità per questo paese per levarsi dalle balle tutti quei parassiti, che lavorano per lo stato, assunti per favori, e che non servono.
Che ne dice Porro?
Io ho 79 anni e fortunatamente godo ancora di salute discreta. Ho iniziato a lavorare a 13 anni e ho lavorato in tutto 50 anni: 40 sotto padrone e altri 10 per conto mio.
Detto questo posso dire che sono stato fortunato perché sono vissuto in un periodo storico in cui, se non ti piaceva il posto di lavoro, te ne andavi via e dopo una settimana eri già a lavorare d aun’altra parte. Posti ne ho passati parecchi e sono convinto che cambiare attività ti insegna sempre qualcosa di nuovo ed accresce la tua esperienza. Se un operaio passasse tutta la sua vita in Fiat a montare ruote sarebbe solo più capace a fare quello.
A PROPOSTO DI POSTO FISSO… VICINO A MAMMA: LA FIGLIA DEL MINISTRO ELSA FORNERO,Silvia Deaglio che ha 37 anni, NE HA BEN 2 VICINO A MAMMA’ E PAPA’.Come scritto sul quotidiano “Libero”: UNO nella stessa università in cui insegnano economia il padre Mario e la madre neoministro. IL SECONDO, come responsabile della “Human Genetics Foundation” che, guarda caso,creata dalla Compagnia di San Paolo di cui la Fornero era vicepresidente dal 2008 al 2010.OLTRE AL DUPLICE INCARICO NELL’UNIVERSITA’ DI MAMMA’, fa notare il sito del Fatto Quotidiano è che “in un Paese che investe in questo campo meno dell’1% del Pil Silvia Deaglio è riuscita a ottenere dai ministeri della Salute e della Ricerca quasi un milione di euro in due anni (500mila nel 2008, 373.400 e 69mila nel 2009)… La Compagnia di San Paolo, quella “vicepresieduta” dalla mamma, nello stesso biennio ha finanziato a Silvia un progetto di ricerca da 120mila euro divisi in due trance da 60mila. Nel 2010 la fondazione “Human Gentics Foundation”, creatura della Compagnia stessa, ha garantito il posto da responsabile di unità di ricerca affidandole un progetto da 190mila euro.
M A P E R C H E’ N O N S T A N N O Z I T T I A L M E N O!!!!!!
scrive Nicola Porro :
…..Prima colossale balla: il lavoro è un diritto. Certo c’è la Costituzione,
……
L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro…, ergo il lavoro è un diritto, dovere è farlo responsabilmente: Ma i posti di lavoro non si inventano sulla carta,come quello dei dipendenti pubblici, ma per l’economia come per una pianta che si moltiplica per talea sarebbe sufficiente (in effetti sarebbe un dovere) non ostacolarne lo sviluppo creando condizioni ideali perchè l’imprenditoria possa crescere e svilupparsi invece di creare norme assurde che ne ostacolano e rallentano la crescita (spesso in funzione di giustificare una inutile funzione pubblica), inventare balzelli a tasse che limitano i margini di utile che è come il contadino che pretenda di mungere la vacca dal primo giorno di vita, invece di accudirla e curarla fino a farne una produttrice comunque da sfruttare con responsabilità.
Voglio dire che ogni prodotto richiede una miriade di componenti e servizi ed indotto in genere, che spontaneamente si renderebbero disponibili creando ulteriori occasioni di lavoro. L’art. 18 è un falso problema perchè protegge solo i lavativi, e gli addetti ai bagagli di Malpensa, che furono reintegrati dal Giudice del Lavoro (anzichè messi in galera), ne sono un esempio emblematico.
Chiaro che in moltissimi casi non si potrà più parlare di posto a vita, magari da lasciare al figlio in cambio di una uscita precoce permessa da pensione di anzianità, come molte aziende (banche)hanno fatto con funzionari attempati (e quindi molto costosi: se dai le dimissioni ti do una buona uscita e ti assumo il figlio…), però in una economia dinamica ed in continua evoluzione perso un posto se ne troverebbe subito un altro, ed il problema principale non sono tanto i prodotti cinesi che vengono venduti a prezzi per noi stracciati quando siamo concorrenti, prezzi competitivi ed interessanti quando siamo acquirenti, quanto intere aziende che delocalizzano spostando all’estero centinaia di posti di lavoro, perchè all’estero trovano un ambiente non ostile oltre che molto meno costoso vuoi nella mano d’opera che nel sistema paese.
Siccome l’unica garanzia di lavoro è rappresentata dalle aziende sane, le stesse dovrebbero essere messe in condizione di crescere, per esempio detassando gli utili reinvestiti e tassando solamente quanto esce dall’azienda ed entra nel privato:
E’ veramente assurdo che lo Stato si mangi oltre il 50% del PIL, spesso mangiando oggi quello che reinvestito sarebbe un posto di lavoro domani :
questo post andrebbe rivisto, ma sono stanco e non so come salvare la bozza, per cui vi chiedo scusa per “il minestrone” e ve lo pubblico così
Cordialmente
A mio parere, il “liberale” Porro commette un errore fondamentale:confonde il posto fisso (che dura magari tutta una vita) con quello stabile.
La stabilità è l’opposto della precarietà dilagante che attanaglia i giovani e che comunque coinvolge tutti. La stabilità si può creare con un contratto unico che sostituisca i 46 contratti atipici, che favorisca anche il datore di lavoro, ma che gli impedisca il vero e proprio sfuttamento del lavoro, assimilabile ormai in numerosi casi alla schiavitù. Un lavoro stabile, anche senza la garanzia della sua indeterminatezza,riattiverebbe il circolo virtuoso del mercato; il contrario cioè di quello che invece ora accade ed impedisce l’acquisto di beni e servizi, l’accenzione di un mutuo e di pensare addirittura ad avere un figlio. Naturalmente tutto ciò dovrebbe valere anche per i dipendenti della pubblica amministrazione…
L’art. 18, a quel punto, sarebbe l’unico strumento di difesa dei lavoratori onesti da abusi, discriminazioni e furbizie del datore di lavoro.
perche’ non incominciamo a parlare dei costi della camera dei deputati, del senato della repubblica,della presidenza della repubblica e delle connesse retribuzioni delle figure apicali.
Leggo oggi che la Signora Cancellieri, Ministro dell’Interno, accusa gli italiani di voler il lavoro vicino ai genitori.
Da italiano emigrato in California subito dopo la laurea, e quindi che non puo’ essere accusato di essere un mammone, devo dire che il desiderio di essere vicino ai genitori non e’ una scelta poi cosi malvagia.
Essere vicino ai miei invece che a 10000 km di distanza, avrebbe sicuramente reso la vita piu’ facile a tutti. Non tanto perche’ avrei potuto usufruire del loro aiuto quando ero piu’ giovane, ma per le difficolta’ che uno deve gestire una volta che i genitori divengono anziani e bisognosi loro stessi di aiuto.
Pero’ e’ interessante che l’accusa di volere il posto fisso vicino ai genitori venga da persone che:
- sono docenti universitari o (nel caso di Cancellieri) lavorano al Ministero, cioe’ posti per definizione “fissi” (ma cosi fissi che non piu’ non si puo’)
- Usufruiscono del beneficio di avere genitori altolocati per trovare lavoro nelle stesse universita’ o ministeri, spesso grazie a concorsi pilotati.
- fanno di tutto, dall’alto delle loro posizioni in Universita’ o al Ministero, per sistemare i propri figli nella stessa universita’ o ministero.
In altre parole questi signori hanno il posto fisso, e fanno di tutto per far avere ai propri figli il posto fisso, spesso il piu’ vicino possibile a loro o addirittura nelle stesse istituzioni. E poi accusano gli altri di essere mammoni e di volere il posto fisso.
A questi signori prenderei i loro figli e li spedirei a fare i precari in Nuova Zelanda, agli antipodi dell’Italia.
Bizzarro! Sicuramente non c’è alternativa, ma chissà perché sono quelli che il posto non lo perderanno mai, (anzi, ne aggiungeranno altri a quello che già svolgono), a dovere decidere che il posto fisso è morto. Comodo cambiare le cose quando a rimetterci sono gli altri. Ah già… dobbiamo fare sacrifici; dobbiamo acquisire culture diverse, nuove, dove lavorino pochi, anzi ancor meno, e soccombano tanti, anzi di più. Complimenti!
Porro, spero proprio che scriva queste cose perchè si sente parte della classe dirigente e non perchè ci crede. Lei è un precario ricco, non tenti comparazioni con i precari poveri. La maggior parte dei nuovi facenti parte della classe dei poveri non lo sarebbe se avesse avuto la fortuna di un lavoro a tempo indeterminato. Lei e tutti gli altri (guarda caso o ricchi di famiglia o ricchi per grazia ricevuta) che in questi giorni state pompando sulla abolizione dell’articolo 18 spero siate coscienti della grande responsabilità che state assumendo: il rischio di conflitti sociali pericolosi con quello che la storia ci insegna che segue.
Egregio Dottor Porro, concordo in parte la sua analisi. Si tenga conto pero’ che non tutti hanno le stesse capacità ne tantomeno la cultura per poter risorgere come l’araba fenice dalle proprie ceneri. Quale destino per queste persone? Selezione naturale? Cordialità
Da lavoratrice 29enne presso pubblica amministrazione (ospedale) dico: se non avessi avuto la fortuna di essere impiegata a tempo indeterminato chi mi concedeva il mutuo per la casa??? Piuttosto bisognerebbe fare una bella pulizia di tutti quegli impiegati fannulloni che si vedono (da me fortunatamente pochi ma quei pochi si fanno notare) ma pare proprio che il lavoro sia un diritto acquisito non un dovere. La classe dirigenziale e medica fa carriera, gli altri restano a marcire nel proprio quadro salariale…la buona volontà non viene premiata, e pian piano sopraggiunge la frustrazione e il disimpegno…poi uno si chiede perchè gli ospedali pubblici vanno male…e allora, che si può fare? Accetto suggerimenti…
Le parolacce di Monti sono stupidi. Il lavoro per la gente comune e éssenziale. Chi non ha un lavoro fisso non puo permettere di pensare a fondare una famiglia, comprarsi un appartamento ne costruirsi una vita sicura. Le pensioni vengono rubate di quel governo di ladri. Le banche, i hedgefonds derubano il popolo – con l`aiuto del governo. Abbiamo troppi “onorevoli” che valgono niente, l`immunita´dei diplomatice deve essere cancellato, chi e´corrotto deve perdere immediatamente il suo posto di lavoro – compreso cancellazione della pensione, via le auto blu. chi dice le pensioni costano tanto sara da ammazzare perche quasi tutti anno lavorato una vita per la pensione e chi dice che i giovani devono pagare le pensione dei vecchi e´un bugiardo
Posto fisso o voglia di non far niente? Mi sembra che lo spot dia indicazioni utili: la crisi è dovuta ai parassiti che non fanno gli scontrini e guadagnano tanti soldi. Quindi coraggio, basta col posto fisso così stressante e poco remunerativo, chi è disoccupato o licenziato apra un’attività in proprio (fruttivendolo, pizzicagnolo, idraulico, falegname, pescivendolo) e diventerà ricco senza faticare. Provare per credere!
L’unica cosa con cui son d’accordo è che bisogna salvaguardare gli over 35: essere precari o disoccupati da giovani (che notoriamente studiano fino a 30 anni) non è la stessa cosa di averne 40-50 nelle stesse condizioni!
D’altra parte si ignora o si fa finta di ignorare la realtà: senza un posto fisso o moltissimi soldi è IMPOSSIBILE:
- avere una casa;
- avere una famiglia;
- fare un finanziamento per una spesa rilevante (es. per una ristrutturazione edilizia o un auto); – mantenere figli;
- aderire a rateizzazioni lunghe;
- avere una carta di credito; etc.
Il lavoro precario può essere una soluzione SOLO se lo si rende MOLTO remunerativo, FREQUENTISSIMO e possibilmente SENZA SPOSTAMENTI al di sopra della provincia!
Poi ci si lamenta di crescita zero, di mercato calante, etc.: il mercato e le nascite ci sono se c’è lavoro sicuro.
caro Porro è giusto scordarsi del posto fisso .ma anche per i nostri politici dal primo all’ultimo dovrebbero lasciare il posto nel quale sono incollati fino alla morte come il prof.che si è rifugiato sempre in lavori statali…….
cara anna87. Io invece SONO COMPLETAMENTE DACCORDO CON TE ! E lo dico soprattutto perchè nella mia lunga vita lavorativa, sono anche stato drigente pubblico e conosco per filo e per segno tutto il male che si annida dentro la pubblica amministrazione e – di conseguenza – dietro il pubblico impiego.
In particolre sono daccordo con te che la scuola sia uno dei primi pubblici carrozzoni da smembrare e da privatizzare: prima per il costo scandaloso che essa comporta per l’erario e poi per la qualità inqualificabilmente bassa che essa vergognosamente offre (chi non ricorda lo studio della UE di un paio di anni fa, secondo il quale gli insegnanti italiani sono “i più somari” d’Europa ?!) : ma si sa: quando si va intorno agli orticelli altrui …. sono guai amica mia .. o dolori, che dir si voglia !
Benedeti Silvano: caro amico mio … e tu credi che gran parte della nostra gioventù (nonchè una cospicua parte di adulti cresciuti a pane e “posto fisso meglio se statale”)sia in grado di capire quello che hai detto tu ?
Tu credi che i moderni molliccioni (per non dire di peggio) sappiano che l’uomo è uomo proprio perchè dovrebbe avere quel minimo di intelletto e amor proprio per comprendere che LUI può e deve operare nella vita, senza pretendere che nessuno gli somministri nulla: che NULLA E’ DOVUTO…. TANTO MENO IL LAVORO !
Anche il sottoscritto ha cambiato 6 lavori nel corso della sua lunghissima vita di lavoro (45 anni e ancora ASSOLURTAMENTE non terminata) iniziata immediatamente dopo il conseguimento del diploma uscendo definitivamente dalla benedetta casa paterna !
Non ho mai chiesto ne preteso NULLA DA NESSUNO tanto meno dalla Stato e NESSUNO mi ha mai pagato un cent. di disoccupazione o c.i.g. nel passaggio tra un lavoro e l’altro … me ne sarei immensamente vergognato !
Penso sempre ai 4 milioni di lavoratori extracomunitari impiegati in Italia (+ quelli in nero che saranno minimo un altra milionata) … poi qui qualcuno ha il coraggio di parlare e lacrimare sulla “disoccupazione giovanile” ! Da studente, per arrotonadare in estate, me ne andavo a scaricare il granoturco (un ql. a sacco) nel mulino di un mio amico … e non ho mai, per questo, pianto una sola lacrima … ne ho mai chisto solidarietà o sussidi di vario genere, ne sono andato nelle piazze a strillare contro “lo sfruttamento del proletariato” ne altre menate del genere!!
Forse ero stupido io ? … O no ? … Chissà amico mio : ma il bello è che se tornassi indietro, RIFAREI TUTTO PER FILO E PER SEGNO QUELLO CHE HO FATTO ! Cordialità
caro ale: per esempio si può essere chiari in questa maniera: se io sono il proprietario di una industria che produce pettinini per capelli ed “il mercato” all’improvviso, mi mette fuori gioco per cui io non vendo più pettinini o ne vendo di meno … che cosa me ne faccio degli operai che prima producevano i pettinini che ora il mercato non mi richie più ? Hai capito – più o meno – quali sono i benefici derivanti dalla ritrattazione dell’art. 18 ?
C’è di molto vero in quello che lei dice, però c’è un però.Sabato ho comprato gli stivali in saldo di una nota ditta di scarpe, quelle che “respirano”, pezzo intero 150 euri, apro la lampo e trovo scritto sulla pelle MADE IN INDIA.Come la mettiamo?Si produce dove il lavoro costa molto meno che da noi e si vende ad un prezzo di gran lunga superiore da noi che dovremmo poter comprare, ma certi prezzi di questi tempi sono poco abordabili per la gente comune con famiglia.Quanto costa lo stivale alla nota ditta?E perchè io dovrei pagare tanto per far ingrassare il titolare oltre misura?In germania il made in Germany è protetto da noi possono tutti fare stivali che gli allocchi creono siano fatti in Italia e quindi di Qualità
domenico: signore e signori ! Ecco a voi … UN ALTRO SOVIETICO !! Compagno domenico: leggiti in fretta quello che ho scritto al tuo compagno marcello: lui ha detto le stesse fesserrie che hai detto tu: … e ricorda che le finestre … dopo aver tetto le vostre brutture … causda gelo NON POSSDONO ANCORA APRIRSI !!!
N:B: le brutture che hai scritto tu, sono ancora più oscene di quelle del compagno marcello: tu addirittura arrivi a rimpiangere “i bei temnpi” in cui il PCI ed i sindacati rossi nei quali scorrazzavano impunemente, brigatisti, assassini e delinquenti di ogni genere e grado (per intenderci il peggio della società italiana) , con le “statalizzazioni” hanno distrutto una intera generazione di fiorenti industrie: vedi Alfa Romeo, tutta l’industria siderurgica ligure, le aziende elettriche, ecc. ecc.
Tutto giusto dottor Porro. E a mio marito, dirigente industriale di 57 anni, da 1 settimana licenziato, dopo serissimo impegno e vita spesa per il lavoro…a 10 anni dalla pensione, i cui contributi nessuno vorrà più pagare…cosa gli diciamo???? Forse che magari bisognava chiarirglielo una trentina d’anni fa che il posto fisso non va bene????? Mi dica, mi dica, dottor Porro…mi dica qualcosa! Se può.
dr. Porro,
come al solito i suoi articoli spiegano esttamente la situazione, senza essere di parte(molti non saranno d’accordo con me, ma non importa).
siamo sempre al punto che si mette tutto nella stessa pentola.
Le chiedo quale imprenditore ha il piacere di licenziare un dipendente senza motivo, o e` un imbecille o uno sprovveduto. In poche parole i sindacati (e non solo) pensano che tutti gli imprenditori siano delle persone disoneste. Siamo d’accordo che si possono trovare anche quelli, ma non si puo` , per pochi, danneggiare tutti.
Noi, anziani, abbiamo cambiato un sacco di volte lavoro, ma non ci siamo mica lamentati.
La voglia di migliorare non puo` essere fermata dal posto fisso, altrimenti e` la morte civile.
Ma, giustamente, non tutti la pensiamo cosi`.
A presto,
Marzio D’Orsi
A mio avviso anche alcuni dei supertutelati e supergarantiti non vedrebbero poi tanto male un’abolizione del 18. Stò parlando di chi, come me, classe 1952-55, si è trovato a dover dare un triste arrivederci alla pensione. Io non mi vedrei male se l’azienda mi cacciasse fuori con un congruo risarcimento anzichè tenermi a scaldare la sedia con nocumento per me, per l’azienda stessa e per i giovani che ben volentieri mi sostituirebbero lavorando il triplo per un terzo di paga…..
Il posto di lavoro fisso (o per meglio dire il lavoro in generale) è morto il 14 Febbraio 2003 con la legge Biagi. Fu fatta per regalare alle imprese la possibilità di non assumere più a tempo indeterminato. Il motivo? Si lamentavano che era impossibile competere con i mercati manifatturieri globali data la sproporzione fra il costo del lavoro in Cina e India e il medesimo in Italia. Risultato: le imprese hanno prosperato arricchendosi…e chi le ha fatte arricchire (cioè chi ci lavorava dentro) oggi è ancora precario.
Polemizzare con il Dott.Porro per le sue anacronistiche idee liberiste non mi interessa molto. Sono assai più interessato a sapere se lui ha delle idee per migliorare la condizione dei precari…qualcosa che vada un pò più in là del “siete precari perchè non volete fare lavori da 2 euro l’ora”.
Per dimostrare buona volontà ne metto giù tre, semplici quanto basilari:
1) chi ha un contratto a tempo determinato deve ricevere un salario maggiorato di almeno il 25% rispetto all’equivalente a tempo indeterminato
2) chi lavora con contratto a tempo determinato deve essere esente dal versamento dei contributi (come anche il suo datore di lavoro per quel contratto) ovvero deve essere soggetto a contribuzione volontaria
3) le aziende devono stabilire in fase di assunzione dei termini contrattuali che integrino degli obiettivi concreti e misurabili; l’azienda che non rinnovi un contratto a termine ad un lavoratore che ha raggiunto gli obiettivi di contratto per mantenerne in forza uno che non li ha raggiunti deve pagare delle tasse maggiorate ovvero un indennizzo al lavoratore “congruo”.
Se deve essere guerra fra poveri…che sia almeno ad armi pari.
Non ne possiamo più di sgobbare per gli oligarchi, per i raccomandati e per i nullafacenti.
Lo avesse detto uno Steve Jobs nostrano, seppure ne esistono, tanto di cappello. Ma detto da un grigio sedicente professore, posto fisso da una vita e adesso posto fisso a vita, figlio di papa’ banchiere, bamboccione col posto in banca assicurato dopo la laurea….be fa indignare.
D’accordo la flessbilità è necessaria, aboliamo l’art 18 (anche se in francia è sano e vegeto)
però la flessibilità va estesa a tutti, altrimenti avremo cittadini di serie a e b.
Per Porro lei è precario ma è vicedirettore con ottimo stipendio, per cui non farei un confronto con la base operaia o impiegata.
Ripeto se si vuole flessibilità deve essere estesa a tutte le classi sociali e politiche.
Caro Dr. Porro, grazie per questo articolo duro ma veritiero. Tuttavia, con riferimento alla terza balla, c’é un grosso problema che non viene affrontato. Vero, chi soffre di più da questa situazione sono i capifamiglia. Mio cugino ha perso il lavoro a 51 anni con 2 figli che fanno l’università. E anche vero pero che se la priorità diventassero i capifamiglia si tarperebbero definitivamente le ali ai neolaureati che arriverebbero a 35-40 anni senza uno straccio di esperienza rilevante. A questo punto l’unica soluzione sarebbe emigrare, come ho fatto io (sono anni che vivo in Olanda), ma ecco che, da più parti, ci si aggiunge il pianto e lo stracciamento di vesti per i giovani italiani che emigrano privando il Paese di intelletti. Non si puo avere la botte piena e la moglie ubriaca. Se vengono privilegiati i capifamiglia i giovani se ne andranno, privilegiando i giovani i capifamiglia soffriranno ancora di più. Questione di scelte si dirà… tuttavia in Paesi che hanno fatto riforme serie e strutturali del mercato del lavoro da ormai 20 anni e più (mi riferisco ad Olanda e Germania) questo problema non si pone. Quindi in Italia negli ultimi 20 anni é sicuramente mancato qualcosa, non é che per caso manca ancora? La politica industriale forse é una balla, ma i posti di lavoro si creano attraverso la facilitazione di investimenti dando indirizzi precisi all’economia del Paese. La Germania 10 anni fa scelse di diventare leader globale di energie rinnovabili, oggi tanti posti di lavoro sono creati dallo sviluppo di queste tecnologie. Purtroppo tra Monti e la Fornero io vedo tanti tagli ma di soluzioni in questo campo ne vedo proprio poche.
Se permetti Sig. PORRO adesso dico la mia oppinione.
Io ho una attivita’ di servizi molto tecnica da oltre 30 anni,ho 11 dipendenti tutti a tempo indeterminato, il momento e’ critico, pertanto addio assunzioni,e’ gia’ tanto tener in piedi l’azienda,e garantire 11 famiglie,comunque se pensate qualora ne avessi bisogno di assumere altro personale,la signora camusso si sbaglia di grosso.
Parlo per la mia attivita’,un dipendente assunto deve almeno fare un tirocinio di due anni minimo, per poter essere produttivo, sempre che riesca ad inserirsi, secondo,magari dopo due anni si e’ rotto le scatole e se ne va, chi mi ripaga?,magari dopo due anni non ha imparato niente,e me lo devo tenere,se lo licenzio devo anche pagarlo,in questo caso oltre ad aver speso inutilmente, dovrei assumerne un’altro? ma siamo pazzi.
TANTO PER ESSERE CHIARI, SIG. PORRO, SARA’ MEGLIO CHE IL SIG.MONTI DIA UNA REGOLATA HAI SINDACATI ( FUTURI PARLAMENTARI ) ne abbiamo il parlamento pieno,UNA REGOLATA VELOCE, prima che ( e non parlo a titolo personale )non ci rompiamo i coglioni e chiudiamo baracca,premetto che non stiamo scherzando, vediamo poi quando qualche centinaio o migliaio di piccole aziende chiudono, altro che mirafiori,vorrei far presente inoltre, che la retribuzione dei mie dipendenti e’ ben oltre il contratto nazionale,pertanto riescono a sostenere le loro necessita’con dignita’e a far fronte a tutte le spese famigliari, se questo e’ possibile, e’ perche nella mia azienda c’e’ stata sempre una logica,l’azienda e’ dei dipendenti, io l’ho creata, loro devo sostenerla, e’ un loro vantaggio, se le cose vanno bene, tutti stanno bene, altrimenti tutti a casa. CHIARO.
PORRO
lei c’ha il posto fisso e vuole toglierlo agli altri
bene…allora aboliamo l’ordine dei giornalisti
che è il posto fisso che più fisso non esiste
in questo modo gli editori potranno dimezzare gli stipendi e gli organici dei giornalisti e fare margini molto più interessanti
e i giornalisti oltre i 35 anni andranno cacciati perché ormai vecchi e brutti e brontoloni…
Il lavoro non è né un diritto né un dovere, bensì una banale necessità. Se si potesse campare senza lavoro, ne faremmo volentieri a meno.
ancora allibito per la protervia di Luca Telese contro Alemanno! comunque stasera ha trovato pane per i suoi denti e credo che il profilo di giornalista di Telese ne sia uscito malconcio. possibile che un professionista di quella portata non riesca a mantenere quell’equilibrio necessario per un conduttore senza che diventi un agguerrito e spocchioso avversario? ma non è soltanto Telese che sta montando una strana rabbia; è come la risacca dell’ondata montiana, cui la sinistra sta ritornando a scaraventarsi sulla scogliera. oggi Formigoni è riuscito a stento a concludere il suo intervento per la salve di fischi ed urla della platea milanese che lo voleva zittire senza che il sindaco Pisapia spendesse una parola per spegnere la cafonaggine politica delle sua parte. insomma: volevate Monti? Vi sta diventando insopportabile? per merito vs ora spingete pure noi che siamo stati da subito critici a dire; si, teniamocelo e approviamo anche al senato la legge sulla responsabilità civile dei magistrati. così imparate a vivere.
mn
Prego di scusare questo fuori argomento. Stavomettendo un piccolo commento su un articolo del nostro giornale a proposito dell’azione del CSM che, trovato il comportamento di un giudice di trani su atti,omissioni, puniva questo magistrato allo spostamento in un’altra citta’.. Cio’ permette di dargli spazio per farne delle altre altrove. Ma che senso ha tutto questo ? non si puo’ mettere questo individuo in condizione di non poter fare altro male? E poi parliamo male solo dei politici?
Stavo mettendo come commento all’articolo , quanto sopra scritto e non ho potuto perche’ non era possibilem e poi l’articolo stresso e’ sparito dallo schermo.
Come sempre ,un moderato saluto
Ho 49 anni e lavoro da quando ne avevo 16 senza interruzioni facendo consegne lavando scale e adesso il fruttivendolo.Il lavoro ho dovuto spesso rifiutarlo per mancanza di tempo per svolgerlo.Forse vivo in un altro mondo?
Zenofonte: Non capisco(è una domanda sincera) cosa intende quando dice che liberalizzare la scuola pubblica vorrebbe dire snaturarla. Scuola pubblica non vuol dire scuola di stato. Per il resto sono perfettamente d’accordo e infatti mi riferivo proprio al modello che lei cita. Purtroppo, però, bisogna constatare che la scuola paritaria in Italia lo è di nome, ma poco di fatto(almeno nella mia regione, che non è la Lombardia). Per questo mi viene da auspicare che le liberalizzazioni del governo interessino anche questo settore.
D’accordissimo! Finalmente parole chiare e verità scomode ma….secondo me per cercare le cause di questa situazione bisogna tornare indietro di 30 40 anni. E’ come se io da un giorno all’altro volessi trasformare un prato in un bel bosco di abeti: dovevo pensarci 30 anni fa.
Lo statuto dei lavoratori è il peccato originale per il quale oggi i camionisti protestano: nel 1970 esistevano grandi aziende di trasporto che la folle legge 300 del 1970 penalizzava al punto da costringere le aziende a smembrarsi in tanti piccoli padroncini: Viva l’ottusa sinistra che lo ha voluto. Chi ha vissuto quegli anni sa quale è stato il comportamento ricattatorio e distruttivo dei sindacati (quasi tutti). Si diceva: perchè devo lavorare per arricchire il padrone? Ecco cosa avete ottenuto. Quando si proponeva di stringere i rapporti fra industrie e scuola/università la solita sinistra insorse e lo impedì. La sinistra ideologizzata ha distrutto questo paese. E ora? Ha impedito la riforma della costituzione: e ora? Il programma di Berlusconi che la sinistra ha sempre osteggiato oggi lo appoggia con Monti. Squallide questioni di potere e di soldi (Margherita docet) e IDV non scherza. Vado avanti?
anna87, non serve “Liberalizzare” la scuola pubblica. Primo perché significherebbe snaturarla, secondo perché esiste già una concorrenza libera, quella delle numerose scuole paritarie (ce ne sono di vario tipo e qualità). Basterebbe prendere finalmente sul serio l’approccio “sussidiarietà” che in Lombardia c’è già ma resta sotto-tono ed è continuamente ostacolato da certe persone anti-liberali e filo-sovietiche (il lupo cambia il pelo ma non il vizio). Articolo 18 – innanzitutto sfatiamo il mito che i dipendenti, oggi, non sono licenziabili, non è affatto vero: basta che ci siano fondati motivi, ad es. motivi di oggettiva necessità aziendale. Piuttosto è vero che licenziare diventa troppo complesso e costoso per le aziende di dimensioni modeste, che con questo articolo restano soffocate e in pratica è un articolo che ostacola l’iniziativa imprenditoriale, mentre non ostacola le grandi aziende. Più che “abolirlo” andrebbe rimosso e bisognerebbe impostare l’intero sistema in modo che sia più fluido per tutti, evitando distorsioni anti-sociali. Bisogna fluidificare ma in modo che l’intera società ne tragga beneficio.
@Francesco e agli altri. Solo per vostra informazione per circa dieci anni sono stato giornalista precario. Lavoretti diversi. Non solo giornalistici. Città diverse, non solo Roma e Milano. Sono fortunato, fino ad ora mi è andata bene. E per vostra informazione sono circa dieci anni che sono licenziabile ad nutum. A 33 anni sono diventato direttore di Class-Cnbc una televisione satellitare di finanza del gruppo Class e il suo editore poteva licenziarmi con un gesto del dito. Non lo fece. E sempre per vostra informazione al Giornale sono licenziabile con facilità dall’editore. Come molti di voi non sanno ai vicedirettore non si applica l’articolo 18 e il contratto giornalistico prevede per loro il licenziamento.
anche il mio commento è stato rimosso. censura quando fa comodo?
Chiedo scusa, ma non capisco il significato per il quale il mio commento del 04.02.12 è in attesa di moderazione. A me sembra che gli argomenti trattati, per essere esaustivi, necessiterebbero di ben più di 1000 caratteri. La sintesi è certamente forzata . Mi sembra però di non aver offeso alcuno. Almeno ciò non era nelle mie intenzioni. Cordiali saluti. Lino
Si, d’accordo, ma in Italia i due terzi dei lavoratori dipendenti non sta dentro l’art 18 e dei circa 6 milioni e rotti che invece sono “garantiti” molti sono dipendenti pubblici che non possono essere assunti e licenziati a seconda della congiuntura (poliziotti, magistrati, ecc). Alla fine state tutti montando un sarchiapone enorme ma non ce n’è uno che tiri fuori dei dati: quali sono i costi e quali sono i benefici del mantenimento o dell’abolizione di questo benedetto art 18? Ma ce lo abbiamo un tizio che si piglia delle responsabilità dicendo: lo tolgo perchè entro un anno o due ci saranno i seguenti benefici. I politici italiani sono verbosi. Qualche volta pure i giornalisti.
Monti ha detto quanto ho sperimentato sulla mia pelle circa 55 anni fa. Operaio studente a Roma nel 1959, trovai lavoro come avventizio allo spostamento bagagli alla stazione ferroviaria di Termini. Guadagnavo circa 50-60.000 lire al mese, ne spendevo 20.000 per un posto letto in via Castro Pretorio dove dividevo la camera e bagno con altri tre colleghi, (senza uso di cucina). Al mattino prendevo un capuccino e cornetto al caffé Trombetta di fronte alla stazione, a pranzo usavo la mensa del ristoro militare, dove potevo avere un pasto per 200 lire. La sera mi arrangiavo con qualche rosetta e 100 gr. di mortadella(oppure tre trance di pizza), del costo di circa 150 lire, l’acqua era gratis (e a Roma era molto buona). Questo non mi ha impedito di laurearmi (anche se con sei mesi di ritardo sul previsto). Per quanto riguarda il lavoro non ho mai avuto posto fisso, tre mesi di “probation” poi estesi a nove mesi, poi contratti di un anno. Dopo il terzo contratto di un anno, ho avuto sempre contratti triennali, con una “manpower survey” (esterna) ogni tre anni per determinare se il mio posto era ancora giustificato nell’azienda. Nel ramo dell’ingegneria e dell’informatica, nella mia esistenza ho cambiato lavoro 14 volte. Questo non mi ha impedito di formare una famiglia e di pianificare il futuro come credo tutti i comuni mortali. All’età di 70 anni ho lasciato e posso assicuravi che non ho né sofferto né mi sono annoiato nella vita!
lo stato come impresa! finalità, strategia, obiettivi!
NEL PRIVATO : uomini e donne capaci di assolvere ad ogni funzione. uomini e donne che lottano per un unico obiettivo perché preparati per assimilare la filosofia aziendale. uomini e donne attenti a non strafare, a controllare i propri passi, a gestire le risorse, a relazionare, a correre, a LAVORARE perché l’azienda cresca. uomini e donne che vivono di certezze solo se l’azienda cresce. e se l’aienda non cresce…addio lavoro, addio ” posto fisso “…ma se l’azienda non produce qualcosa non ha funzionato, dall’amministrazione alla classe dirigenziale, dagli impiegati ali operai, tutti ne pagano le conseguenze.
NEL PUBBLICO!!! QUALI FINALITA’, QUALI STRATEGIE, QUALI OBIETTIVI???
LO STATO!!! QUALCOSA NON HA FUNZIONATO!?! EPPURE CONTINUANO A MANTENERE IL LORO ” POSTO FISSO ” PERCHE’ QUESTA DISPARITA’?
è bastata un pò di neve per mettere in ginocchio l’ITALIA, altri problemi, altri soldi gettati al vento, qualche altro che si arricchirà a nostra insaputa. il paese della cuccagna! chi è il responsabile dei gli accaduti? NESSUNO!
VIVA L’ITALIA…E IO PAGO! diceva TOTO’
l’ italia ha una componente di piccoli imprenditori (micro imprenditori che non considera nessuno ma che hanno tante persone coinvolte) con dipendenti che….non assumeranno piu’ se i costi del lavoro non cambieranno, si preferisce lavorare meno piuttosto che legarsi ad un altro dipendente a cui ti troverai responsabilmente legato; e poi, parliamoci chiaro non si puo’ fatturare 12 mesi e pagarne 14 con contributi annessi… 36 giorni di ferie pagate etc etc. non si puo’ piu’ e allora si preferisce non assumere… si lavora “alla meno”, incredibile.
Buongiorno Dott. Porro, come sta? E’ un po’ che non le scrivo ma solo per motivi di tempo. La seguo sempre con simpatia in tv: vedo che l’interesse della trasmissione va avanti…
Circa la questione del lavoro vorrei considerare l’ipotesi che proprio sul termine ‘posto di lavoro’ non vi sono possibilità eterne di salvezza, occorrerebbe un miracolo!!!
Al momento mi limiterei nel cominciare a discutere di lavoretti, lavorucci, lavorini e lavoracci, ma senza additivi e sostituivi di quel ‘ormai fu’ inusitato posto di…………………………………………….?????
Nel cambio di mentalità culturale, individuando nuovi modelli di pensiero e di azione si possono trovare soluzioni più o meno accattabili, d’altronde l’Italia rimane pur sempre un paese a vocazione rurale, che ci piaccia o no! Si parla di Agricoltura Sociale, quale disciplina caratterizzante i processi di sostegno-produzione-trasformazione di tutto ciò che già esiste in natura, associando la stessa al mondo del terzo settoren e del commercio equo-solidale: ed allora, dunque, sin dal tessuto sociale emergono fruttuosi impegni ed investimenti proficui che avvicinerebbero maggiormente le linee civili con quelle della politica e, perciò, parallele al welfare. Dubbi?
L’Università di Pisa e della Tuscia studiano da anni l’evoluzione in questo settore che, foriero di opportunità, rimane pur sempre e, comunque, una risorsa!!!
A stasera con le tremende ed insopportabili T A S S E: help!!!!!!!!
L’articolo di Nicola Porro è condivisibile al 100%.
Credo che il prof. Monti col posto fisso volesse riferirsi al posto per la vita (come purtroppo succedeva nella PA). Ma in Italia, dove domina l’ideologia catto-comunista, le questioni del lavoro ci vedono indietro anni luce rispetto a qualunque altro paese industrializzato.
il posto fisso è garantito solo dai sindacati e dai giudici..ricordate i dipendenti malpensa colti con video che rubavano e riammessi a lavorare da giudici di parte, quale esempio per chi lavorava onestamente dando il massimo.Questa è la società che hanno costruito con questa leggina per restare a galla.
marcello ! Figlio mio !! ma che colossali assurdità dici !! Ecco … quello che disorienta, nel terzo millennio, è che esistano ancora qui in italia un numero enorme di persone che ragionano come te !
Daccordo, in Italia – è cosa risaputa – esisteva (ed esiste ancora) il partito comunista più potente, ricco e numericamente importante dell’intero mondo occidentale … però a me sembra incredibile che quelli che ancora sono DI FATTO comunisti, come te, non mostrino (appunto nel terzo millennio) nemmeno il più piccolo cenno di vergogna nel dire la montagna di banalità che hai testè detto tu amico mio !
Possibile che uno – nel terzo millennio – non si vergogna nel credere che “gli altri” siano tutti fessi al punto da non credere che ” …l’economia va male “perchè essa è gestita da manager incapaci e figli di papà …” !!
Ma non ti vergogni marcello ?
Qui NON si sta parlando dei manager di Stato ( meglio se definiti “boiardi di stato”): quelli si che sono TUTTI somari, incapaci e spesso persino disonesti proprio perchè TUTTI DI NOMINA POLITICA !! Qui si sta parlando di imprenditori (spesso solo di se stessi) i quali PROPRIO LORO, sono la spina dorsale portante dell’intero mondo produttivo SANO dell’Italia ! Ebbene quelli che secondo le tue stralunate affermazioni, sono ” .. incompertenti figli di papà sovvenzionati dallo stato …”, nella realtà VERA e non tragicomicamente ideologica (quindi quella fuori dalla tua visione sovietica dell’impreditoria privata), è gente che – come si sa – riesce non solo a produrre ricchezza VERA in Italia, ma riesce persino a dare lavoro a milioni di persone e questo, nonostante quello stesso stato che tu adori e mitizzi, non solo non li sovvenziona affatto, ma – NELLA REALTA’ – LI VESSA FEROCEMENTE TOGLIENDO COMPETITIVITA’ ALLE LORO IMPRESE ad esclusivo vantaggio di uno stato sociale vergognoso simile ad un immensio letamaio/verminaio nel quale sguazzano milioni di lavoratori e soggetti a vario titolo parassiti, vagabondi, disonesti, ladri, im produttivi, ignoranti, rozzi, imbroglioni ecc. ecc. i quali approfittando di regole assurde e vergognosamente permissive e tolleranti … – LORO SI – hanno ridotto il mondo del lavoro in questa assurda situazione !!
Caro marcello: che dire ? … Con tutto l’affetto possibile … dopo avere letto quello che hai scritto … io spero che tu sparisca in fretta e furia da questo blog ! Cosa vuoi … fuori fa un freddo cane (io ho un paio di metri di neve fuori dalla finestra) …ed è inaudito dover tenere porte e finestre spalancate dopo avere letto le assurdità che hai scritto ! Questo – almeno – lo capisci … vero ?
il posto fisso è garantito solo dai sindacati e dai giudici..ricordate i dipendenti malpensa colti con video che rubavano e riammessi a lavorare da giudici comunisti, quale esempio per chi lavorava onestamente dando il massimo.Questa è la società che hanno costruito con questa leggina per restare a galla.
Monti è solo il meno peggio che poteva capitarci. Il partito politico che “sbancherà” e che farà la differenza sarà quello che concretamente affronterà i veri problemi di questo paese e della gente comune ad elevato impatto mediatico e di coerenza: dalla riduzione del 50% dei costi della politica e stipendi dei politici,parlamentari,inserendo un tetto più “coerente” con la realtà e pagandone le relative imposte. Tutti devono partecipare al pagamento, senza eccezioni tranne per chi ha un reddito oggettivamente basso per pagare!
Proposte concrete, reali, da inserire in appositi programmi elettorali, preparandosi già da adesso.
Nicola, tu cosa ne pensi?
E perchè non ce lo fai un pensierino???
Dott. Porro,
posso essere anche d’accordo con Lei ma che dire del posto fisso dei Senatori a vita e degli stessi politici che da 30/40 anni siedono incollati sulle stesse poltrone della Camera e del Senato e con alti incarichi esterni per alcuni di essi?
Bisognerebbe chiederlo a coloro che si sono trovati fuori dal lavoro ad una età di 50/53 anni e ai tanti giovani che purtroppo lavorano da 3 a 6 mesi l’anno!!!!!!
Io ho 79 anni e fortunatamente godo ancora di salute discreta. Ho iniziato a lavorare a 13 anni e ho lavorato in tutto 50 anni: 40 sotto padrone e altri 10 per conto mio.
Detto questo posso dire che sono stato fortunato perché sono vissuto in un periodo storico in cui, se non ti piaceva il posto di lavoro, te ne andavi via e dopo una settimana eri già a lavorare d aun’altra parte. Posti ne ho passati parecchi e sono convinto che cambiare attività ti insegna sempre qualcosa di nuovo ed accresce la tua esperienza. Se un operaio passasse tutta la sua vita in Fiat a montare ruote sarebbe solo più capace a fare quello.
ciao a tutti
sono completamente daccordo con l’articolo.fatto sta che in italia basta una parola sbagliata per creare un dramma nazionale.
da come si intuisce ed è :
causa:
l’articolo 18 per i lavoratori attuali non si tocca.
effetto:
le cose non cambiano per i lavoratori attuali
causa:
unificazione dei contratti di lavoro in 5 massimo 6
effetto:
con gli attuali contratti gia adesso l’articolo 18 è bypassato perche ogni categoria ha il suo contratto con tutte le postille per rendere precario un posto di lavoro……..se non è vero smentitemi ma non ci credo..e dove nn esite un contratto per precarizzare il lavoro ci sono le cooperative o agenzie interinali.
insomma di cose ce ne sono tante da dire pero ricordativi una cosa piu le acque sono agitate è piu non si riesce mai a vedere chiaramente il fondo ed è questo che a noi comuni mortali non ci è concesso di vedere
Non bisogna dimenticare che l’Italia e’ cresciuta negli anni 70 grazie alle grosse industrie pubbliche o con grande partecipazione statale in quanto oltre che creare occupazione investivano in ricerca con concorsi pubblici, invece il declino dell’Italia. E’ avvenuto quando le piccole aziende soprattutto del nord est con un assetto. Familistico hanno pensato solo al loro profitto non investendo. In ricerca rimanendo indietro rispetto alla concorrenza mondiale.
Se anche il settore pubblico cominciasse ad essere trattato come un’impresa e valutato in base al fatto che funzioni o meno, credo che se ne avrebbe un incremento notevole in qualità. Penso soprattutto alla scuola. Non sarebbe male se le liberalizzazioni comprendessero anche questa.
Quando ero giovane e cercavo lavoro mi sentivo frustrato perché non avevo chi mi raccomandava per un posto fisso,non essendo interessato a un qualunque posticiattolo ovunque andassi a lavorare mi sentivo un precario sempre in bilico.Le mie paure sono finite quando ho capito che basta lavorare sodo,essere onesti e fare gli interessi del datore di lavoro e il lavoro non ti manca mai,anzi.Tra gli extra in busta e le continue telefonate con proposte da imprenditori concorrenti alla fine ho anche pensato che se valevo tanto perché non farlo per me stesso.L’ho fatto,sono contento nonostante i tempi difficili e del posto fisso? a quasi cinquant’anni sono contento di non averlo trovato.
“…sono i maschi, in età adulta e capofamiglia: sono coloro che hanno più da perdere…”
bene.
Può chiedere per nostro conto, al Presidente Monti, chi ci rappresenta ai vari “tavoli” sullla riforma del mercato del lavoro?
Nondimeno, vedo bene anche le ragioni di chi critica Monti con asprezza. Precisiamo, essere favorevoli all’ammodernamento del nostro sistema (come mi pare sia lei e come sono io) non significa affatto essere d’accordo con il Sig. Monti. Le due cose NON coincidono. La politica non può essere ridotta a bianchi/neri, non può immiserirsi nel personalismo di stampo sudamericano che sempre più prende piede anche qua (basterebbe guardare al basso livello dei talk show). Monti si è espresso con parole inaccettabili per un personaggio di tanta responsabilità e di quella caratura professionale. Sarebbe solo ridicolo e culturamente volgare se non fosse che sta a capo di un governo. Sono proprio le “sparate” di questo basso livello che affossano sistematicamente le proposte di evoluzione che di quando in quando si affacciano sullo scenario ammuffito di questo disgraziato paese, ricco di talenti e di storia ma ammuffito da una ideologia statalista che non si riuscirà a scrostare in pochi anni, e tantomeno in pochi mesi. Un altro esempio di ignobile “sparata” è quella del ministro che vive nelle alte sfere e sentenzia sui presunti “sfigati”, con linguaggio da marciapiede che non si addice ad un ministro e con un pensiero talmente rozzo da essere inaccettabile per un incarico pubblico.
Sig. Porro, sono d’accordo con lei e le sono specialmente grato per il cenno ai lavoratori attorno ai 50 anni, con famiglia a carico, che si trovano senza lavoro: come fossero appestati nessuno li vuole. Sono emarginati per 4 principali motivi che fanno parte della stessa mentalità becera, stantia, di un paese in cui si punta sempre e solo al ribasso e si vive di mediocrità diffusa, a dispetto delle troppe belle parole: (1) chi ha veramente esperienza dovrebbe costare più del giovanetto – comunque si teme come la peste che il 50enne abbia aspettative salariali esagerate (invece è alla canna del gas – cerca di lavorare ed è ben consapevole che le vacche grasse sono finite da un pezzo); (2) le persone esperte hanno idee e ci sanno fare – questo non piace ai burattinai mediocri, meglio i bamboccioni, altro che meritocrazia ed efficienza!; (3) nel quadro “culturale” di immobilismo generale (che lei ha ben tratteggiato qua sopra), se uno ha davanti 10-20 anni di lavoro, sembra che sia già morto e sepolto, altro che fuidità del mercato del lavoro; (4) i recruiters sono (mediamente) una calamità naturale, solitamente inadeguati ad analizzare e decidere il destino lavorativo altrui. C’è una idea tanto diffusa quanto ridicola secondo cui chi non è “giovane” è automaticamente “vecchio”. Questo è un bellissimo pregiudizio. Bellissimo perchè perfettamente esemplare dell’immobilismo Italiano (quello stesso del “posto fisso”). Siccome qui si vive con la fissa del “posto”, ne consegue che un non-giovane deve essere necessariamente “vecchio” proprio perchè è da vecchi vivere con il mito del “posto fisso”, ed è un paese vecchio quello dove questo mito è sacro. Quante sviste. Ho conosciuto e conosco vagonate di “giovani” che sono vecchi e di “maturi” che sono ben più giovani dei giovani.
Ma da quando in qua, le teorie economiche sono state vere? E’ vero l’esatto contrario, che il mercato e la produzione sono cio che sfugge alle teorie economiche. In Italia non è che si lavori poco, si lavora male che è un altra cosa. Quello che non è dato capire è come nonostante le teorie, in Italia vi siano delle realtà produttive (nonostante gli ostacoli politici). Per quanto riguarda l’articolo 18 non so a chi possa fare paura visto che in Italia il tessuto industrale è formato da piccole imprese con meno di 5 addetti. Mi domando solo una cosa: quando sarà tolto l’art 18 a cosa si darà la colpa dei debiti mostruosi del nostro stato? Siamo onesti la crisi è dovuta solo e unicamente a una globalizzazione che è stata fatta senza regole. Il peggio della questione è che i Grandi paesi industrializzati pensavano di far della Cina terra di conquista, e di importare in essa i propri modelli peccato che nella pratica le cose sono andate differentemente dalle teorie. Ora art 18 o no la realtà è solo una che non siamo e non saremo mai competitivi per un unico fatto, noi abbiamo dei costi dettati dalle varie normative in cina invece le regole non le hanno e non gl’interessa di averle. Se dieci operai muoiono in un cantiere non gl’interessa perché su un miliardo e mezzo di persone da occupare non fanno nemmeno statistica. Anche questa è una verità che nessuno dice.
Caro Porro
Sono dispiaciuto per la confusione fatta nel primo messaggio del 2 febbraio ’12. Condivido appieno quello che scrivi “Quante balle sul posto fisso” e aggiungo altro.
Io mi ricordo quando molti miei amici all’Università hanno lasciato questa per un posto (anche se temporaneo per sei mesi) al municipio. Ora, dopo tanti anni, quelle persone hanno un posto fisso al comune. Io, seppure con qualche difficolta, finito gli studi sono andato a vivere all’estero. Qui ho trovato subito il lavoro e seppure fosse un impiego a tempo indeterminato, mi si poteva mandare a casa in qualsiasi momento, naturalmente avevo dei diritti ma limitati. Il mio dovere principale era soprattutto quello di fare le mie funzioni e trattare bene i clienti. Infatti, la cultura del luogo mi faceva tenere sempre presente che i clienti hanno sempre ragione, e in fondo consideravo loro come quelli che alla fine pagano il mio stipendio.
Questa mentalità è difficile riscontrala in Italia dove quando si entra, specialmente in un ufficio, sembra che il cliente venga a chiedere un favore più che un servizio, che già paga.
Mi ritorna in mente quando tanti anni fa ero in Calabria e sono entrato in una banca a cambiare dei soldi, prima di fare la fila sono stato assicurato dall’impiegato che c’erano soldi abbastanza per il cambio, quando sarebbe arrivato il mio turno. Quando sono giunto alla fine (dopo più di un’ora) mi hanno detto che non c’erano più soldi, ovviamente seccato, per il tempo perso ho chiesto di parlare col direttore. Questi, per mia meraviglia, per poco non mi picchiava quando gli ho chiesto cortesemente il motivo per cui sono stato assicurato che c’erano soldi a sufficienza. Tutto un altro mondo…
Il posto fisso é una imvenzione dei sindacati che solo, gatantisce lo svagliato, la mancanza di produttiviyá e l’incentivo di andare avanti. Mi ricordo ancora quando tornando in Italia nel 61 per il mio viaggio di nozze andai a trovare i miei vrcchi amici di Liceo e Uuniversitá. Con mia sorpresa trovai l’edificio nell’Universitá degli Studi di Roma vuoto coñll’avviso del bidello dhe i miei amici che erano assistenti sarebbero arrivati piú tardi. In effetti arrivano tutti sorridrnti alle undici e mi danno la grande notozia:”siamo diventati inamovibili”, piú fisso di cosí si muore!! Negli anni che seguirono avanzarono in carrera fino ad essere professori, ma… lavori di ricerca pubblicati “zero”. Avevano imitato i nostri professori di quando stavamo al biennio, professori che venivano solo per dar lezioni e poi scomparvano. Questo é l’effetto del posto fisso, avevamo imitato gli imglesi che avevano “tenure” a vita ma che adesso é stat eliminata. Il posto fisso é sinonimo di mediocritá e incoraggiamento all’indolenza.
Più che morto, il posto fisso fa regredire l’individuo e la società nel suo complesso. Essendo dipendente pubblico da 1.200 euro al mese vivo da una parte una situazione da privilegiato, mentre dall’altra sento di perdere professionalità, stimoli, motivazioni.
Le critiche al settore pubblico sono tutte sacrosante. Io stesso le faccio, non molto apprezzato, all’interno del mio ambiente di lavoro. Per essere trasferito da un ufficio ad un altro passano 15 anni, figuriamoci cambiare lavoro!
Stiamo ancora a discutere dell’art. 18 e delle farmacie quando ci sarebbe bisogno di una cura da cavallo e rendere finalmente questa parvenza di Stato un posto degno in cui vivere e crescere. Ma in queste condizioni di tutti contro tutti a difendere il proprio piccolo orticello incolto dove potremmo andare?
Vogliamo cominciare dalla Pubblica Amministrazione? Magari, caro Porro. Io dico sempre ai miei colleghi che il nostro datore di lavoro è il cittadino, non l’amministrazione per cui lavoriamo. Dire ad un imprenditore che non possiamo pagare le fatture per il patto di stabilità dopo un anno che ha svolto il lavoro è tremendo. Dire ad un cittadino che non possiamo pagare la retta per il genitore anziano perchè mancano i soldi ti fa star male fisicamente.
Eppure le soluzioni ci sarebbero. Snellimento, maggiore efficienza, migliore comunicazione con i cittadini, meno sprechi. E allora? Allora niente. Perchè niente? Semplicemente perchè nessuno ha il coraggio di farlo. In fondo non siamo mai stati una nazione, ma tanti individui che mal si sopportano in un condominio, l’Italia, in cui nessuno vuole pagare le spese e tutti vogliono fare il free rider.
Prima o poi ci spaccheremo e quando accadrà faremo un bel tonfo. E in fondo sarebbe il minore dei mali….
sono d’accordo che il lavoro è un dovere,ma solo se porta vantaggi a chi lo fa o al consesso sociale,non se per arricchire chi lo dà,disponendo, nella società attuale, dei mezzi per darlo e chi lavora riceve soloil necessarioper poterlavorare.Il diritto,a queste condizionidiventa automatico. randissima balla è la destinazione dei guadagni per”creare nuovi posti di lavoro”in realtà èper avere”nuove fonti di guadagno
Comodo parlare seduti ad una scrivania al caldo mentre si scalda col culo la sedia del proprio posto fisso!
Per il momento tutto quello che vedo è l’ignorare a priori i previlegi dei politici.
Ogni volta che qualcuno ne parla si vedono prendere provvedimenti solo e sempre contro gli stessi lasciando cadere il politico e i suoi previlegi nel dimenticatoio.
Avete notato che da quando ne abbiamo sentito parlare l’ultima volta Monti ha aumentato la spesa del carrello del supermercato di tutti gli Italiani, ovviamente anche dei pensionati con 512 euro al mese.Lasciando indisturbati proprio quegli che rubano con la licenza di rubare?
… i sindacati devono difendere i diritti dei lavoratori non il posto dei lavoratori… specialmente per quelli che sul posto di lavoro vi si recano per lavorare. In oltre non devono difendere i lavativi ( e cene sono ) che invece di lavorare si imboscano dietro l’articolo 18 danneggiando aziende e lavoratori onesti che nulla hanno da temere perche il lavoratore che produce è una preziosa risorsa per se e per l’azienda per cui lavora…
Appartengo anche io alla fascia “trasversale” dei senza lavoro con le seguenti caratteristiche: capofamiglia e quasi cinquantenne. E’ la prima volta che trovo una definizione che comprenda anche me nel mondo dei disoccupati. Finora, pur non avendo lavoro, non ero considerato un soggetto disoccupato, solo perché non sono giovane e non sono donna. Parlate più spesso di noi, se possibile, grazie.
Dott Porro, alla faccia del “filtro” per questo blog..senza neanche aver detto cose sconvenienti, e perfino “liberiste”..mah!
NESSUNO
Oltre ai problemi generati con gli accordi con la Cina,è necessario mettere mano alla revisione (o,meglio, cancellazione) delle teorie marxiste che ancora dominano l’Italia. Bisogna orientare scuole e famiglie ad insegnare ai giovani che i lavoratori, tutti, non sono MASSA proletaria, ma esseri umani liberi dotati di cervello ed in grado di valorizzare se stessi individualmente e di scegliere, per sè e per i propri figli il lavoro o l’attività che più gli è congeniale. L’idea dello Stato-mamma che ti segue dalla nascita alla tomba è una str….. Ogni lavoratore deve sentire orgoglio per se stesso e per ciò che è in grado di fare e tendere al valore della meritocrazia. Purtroppo molti si sentono sfruttati nel momento in cui valicano la soglia della fabbrica o dell’ufficio. Ciò è la causa prima del regresso economico in atto. Si avrà la certezza del progresso quando lavoratori e imprese avranno lo stesso fine : produrre di più e meglio degli altri guadagnando di più in proporzione. Lino
Pur apprezzando in generale i suoi articoli, stavolta non sono del tutto d’accordo. In assoluto ha ragione, ma in Italia è tutto calibrato e tarato sul posto fisso. Mi riferisco soprattutto all’accesso al credito, all’accesso e agli incentivi alle assunzioni, e con le recenti novità normative perfino alla creazione d’impresa. Coi contratti flessibili, chi supera i 35 anni, specie se maschio, se perde il posto sarà tagliato fuori da tutto, tutti gli incentivi e gli aiuti sia per trovare un nuovo lavoro sia per avviare un’attività sono riservati ai cosiddetti giovani. E in banca precari e imprenditori – se non hanno ingenti capitali o proprietà immobiliari alle spalle – vengono trattati come dei reietti, a meno che non abbiano meno di 35 anni… O si interviene su tutto e si ricalibra il sistema italiano stabilendo il principio (che penso sia anche costituzionale) che è vietata qualsiasi forma di discriminazione fra i lavoratori; o si mantenga l’art. 18 così com’è, ma fino a quando il lavoratore con contratto a tempo indeterminato rimarrà privilegiato, perfino se perde il posto (v. es.: possibilità riservata a lui soltanto rispetto ai suoi colleghi atipici quando scade il loro contratto di iscriversi alle liste di mobilità) – è inutile continuare a decantare la bellezza dei contratti flessibili. Il lavoro non è un diritto. Quello di non essere discriminati perchè il contratto di lavoro è flessibile o perchè si hanno 36 anni sì – e se non lo è lo deve diventare. E lo Stato ha il dovere di fare in modo che tali discriminazioni non ci siano (invece le ha create e le crea lui). QUindi se me lo consente, credo che questo articolo pur dicendo cose sostanzialmente giuste sia troppo sbilanciato su un solo versante – limitare i diritti e le tutele dei lavoratori per i quali vale l’art. 18 rendendo tutti un po’ più precari. Cosa che sarebbe accettabile e perfino auspicabile solo se contemporaneamente fosse bilanciata da un’estensione a tutti i lavoratori (o ex lavoratori), senza distinzione, di tutti gli ammortizzatori e incentivi e sostegni che lo Stato e il sistema creditizio italiano sono capaci, per rendere tutti i precari un po’ meno precari. Ma mi pare che purtroppo finora, di questo, nessuno parli… In realtà ho visto e apprezzato che lei almeno sfiori il problema (la 3° fandonia), ma poi sembra quasi che per risolverlo basti eliminare l’art. 18…
Certo, a leggere l’articolo tutto sembra credibile. Peccato però che altre realtà citate o meno abbiano un mercato del lavoro e delle imprese ben differente. Qui da noi, secondo prassi ormai consolidate da decenni, anzi secoli, ci si può solo aspettare che le imprese creino ad arte il mercato dei poveri cioè di gente che, per lavorare, accetti qualsiasi condizione di salario, lavoro ecc. Certo che chi scrive no ha questi problemi vero? Quanti giovani, personalmente ne conosco tanti, devono vivere da precari con 10,000 € l’anno perché lavorano per poco e non tutti i mesi dell’anno. E ci si illude che dopo le cose funzionino meglio? Con le imprese che abbiamo mi aspetto solo la guerra d povero contro povero per la pagnotta, sempre più magra. Usque tandem Napolitano e Monti e fiancheggiatori?
Quello che lei dice è tutto vero ma è parziale perchè i posti fissi ci sono e ci saranno sempre.Come i lavori più o meno comodi.Non avrei dubbi nella scelta se dovessi farlo fra un posto di usciere a Montecitorio o alla Fiat.Sempre di usci si tratta ma un pò diversi.Non è facile decidere quali siano i meccanismi di selezione e come garantire condizioni di partenza paritarie.Rimane il fatto che le realtà non sono tutte uguali e che quasi mai è il merito a decidere.E’ chiaro che il mito del posto fisso non ha molto senso ma sentirlo affermare da chi lo ha sempre avuto per diritto divino per sè,i figli,i nipoti,i parenti assortiti ed affini ,disturba.Sembra il ritorno del vecchio concetto secondo cui quello che è mio è mio ma su quello che è tuo possiamo sempre discutere.
Caro cuoco, condivido perfettamente la minestra, purtroppo ciò che i prof hanno partorito finora, e cioè la riforma delle pensioni, non mi pare aiuti molto.
Ti faccio il mio esempio: lavoro da 34 anni in uno dei due megacarrozzoni bancari nazionali dove, a suo tempo ho fatto una piccola carriera che mi garantisce a vita 3.500 euro/mese anche per scaldare semplicemente una sedia come faccio da alcuni anni.
Pre-riforma il carrozzone poteva mandarmi in esubero – pagato dal carrozzone, non dallo stato – e sostituirmi con giovanotti plurilaureati che avrebbero entusiasticamente prodotto il triplo ad un terzo di paga.
Invece ora il carrozzone deve tenersi uno come me, strapagato quanto scogli….o, per almeno dieci anni con danni per me, per il carrozzone e per i giovani che restano a casa.
Cui prodest, caro cuoco?
Caro Nicola, vai a farti una zuppa di cachi.
Analisi perfetta….. Bravo dott. Porro!
La soluzione è il cambiamento delle regole da quelle Bancarie a quelle fiscali a quelle dei mercati. Siamo andati troppo avanti e le regole sono rimaste per una società che non è più la nostra!
Continuare a dire cose ragionevoli, quasi ovvie, ma perennemente disconosciute, prima o poi servirà a qualcosa.
O, no?
In ogni caso è cosa commendevole e da vero liberale, La ringrazio, dott. Porro e La prego di continuare.
Una postilla: una cosa di cui mai ci accorgiamo è che, in realtà, fin dagli albori dell’uomo, il lavoro non manca mai. A mancare sono i soldi!
detto da Monti, cui è appena stata garantita una rendita vitalizia pari alla pensione minima di 50 Italiani, suona come una bestemmia, eppure è la realtà, tragica quanto si voglia ma reale.
Sono entrato nel mondo del lavoro nel 1964 quando davanti all’esigenza di una ulteriore busta paga in casa decisi di finire l’ultimo anno di ragioneria alle serali, e trasformai in stabile quello che era stato un lavoro estivo.
Quella ditta non esiste più da molti anni, e così ho visto sparire centinaia di aziende piccole e grandi, fagocitate dallo sviluppo economico e dall’incapacità di adeguarsi a mutate condizioni di mercato vuoi anche per pura incapacità personale, dalla spirale dei costi, da eccessivo sindacalismo o da eccessiva burocrazia : il mondo sta diventando ogni giorno più piccolo e quello che l’Italiano non vuole fare per diciamo 50 Euro al giorno può essere fatto da centinaia di altre persone nel resto del mondo per 5 Euro al giorno: l’Italiano può continuare a fare quello che fa solamente se lo fa meglio ed in modo più efficiente, utilizzando la migliore tecnologia e know-how di cui dispone, innovando continuamente sul prodotto, che deve essere comunque sempre della migliore qualità possibile. Chiaramente “più efficiente” vuol dire anche che bisogna tagliare tutti i costi accessori come quelli politici e burocratici connessi, vuole dire in pratica che non possiamo più permetterci il sistema politico che abbiamo e tremilioni e mezzo di dipendenti pubblici, che non possiamo permetterci di pagare l’energia il 30% in più di altri paesi od i combustibili al prezzo folle cui siamo arrivati (per mantenere un sistema inefficiente), perchè fattori diretti di costo che occorre scaricare sul prodotto finito. E’ vero che pagare una stipendio, così come una pensione , serve comunque ad immettere liquidità nel sistema economico e quindi a creare mercato, ma quando questo viene fatto in modo improduttivo il danno è maggiore del beneficio, il denaro non basta stamparlo ma occorre “produrlo” se si vuole che abbia valore.
E vuole dire che tutti i compensi andrebbero parametrati su quelli delle categorie produttive, che la “certezza” del posto di lavoro sia retribuita in modo inferiore al lavoro “innovativo”.
Dice tra l’altro Agnese :
……..I miei figli sono già nell’ordine di idee di emigrare all’estero per evitare di farsi “sfruttare” qui in Italia,
………
Cara Agnese tieni presente che se lavoreranno i tuoi figli contribuiranno a creare ricchezza che sarà SEMPRE condivisa con altre persone e che in un rapporto a quattro (datore di lavoro, lavoratore, sindacato e stato)
l’unico che fa fruttare il lavoro, ed ha quindi diritto a condividerne il frutto è il datore di lavoro, mentre sindacato e stato vanno visti come sfruttatori quando non forniscono servizi adeguati e si limitano a “tassare” il lavoro per il solo fatto di esistere….
Vedi, per fare un esempio, nel caso dell’incendio alle acciaierie a Torino i VERI inadempienti furono i sindacati cui competeva controllare che la sicurezza messa in campo dall’azienda fosse adeguata, e non certo l’Amministratore Delegato cui la cosa non competeva specificatamente, anche se “non poteva non sapere”….
Cordialmente
Sono d’accordo, ma vorrei integrare dicendo che non sono solo i ragazzi a doversi scordare il
posto fisso. Penso che il polverone suscitato dalle parole di Monti sia dovuto al fatto che, al
netto della generale perdita di sicurezza del proprio impiego dovuta alla crisi, la politica
ha scelto di scaricare tutta la flessibilità sui nuovi contratti. C’è una tensione sociale che nasce
dalla consapevolezza che stage non retribuiti (senza alcunché di formativo) contratti di
somministrazione e, scusate il termine, cazzate varie siano lì per dare economicamente
respiro ad aziende che non possono liberarsi di nullafacenti ultratutelati.
Caro porro, la verità che gente come lei crede al mercato come una religione e dimentica che l’uomo è più importante dell’economia.
Io ho un parente che non ha il posto fisso e che è stato costrtto a cambiare 3 città in 5 anni. E’ stressato, come lo sono i suoi bambini, che non hanno il tempo di fare amicizia con gli altri bambini, che già devono cambiare città. Le pare bello questo ? Non pensa che una totale deregulation porterebbe all’estendersi dei drammi sociali ? Non pensa che la serenità di avere un posto fisso, di essere sicuro che la banca di potrà finanziare per l’acquisto di una casa o di un’auto valga più di qualunque ricetta economica ? Non nego l’importanza della meritocrazia, ma i valori umani valgono più di qualunque altra cosa. No al dio denaro !
E’ vero il posto fisso è morto e persone come lei stanno aiutando a seppellirlo. Complimenti a lei ed a tutti i pensatori come lei ma credo che neanche voi con i vostri stipendi e la vostra bella vita ve la passerete bene in un paese sfasciato.
Ci sarà inoltre indeterminazione anche per il futuro dei vostri figli… non condivido neanche una parola di quelle che ha detto lei caro signor Porro.
L’altra colossale balla è proprio quella del numero degli occupati: ci si dimentica sempre dei lavoratori in nero e dell’economia fantasma che prospera specie al sud (vedi le sartine rimaste sotto le macerie del palazzo dove NON lavoravano).
Caro signor Porro, il posto fisso esiste, eccome!” C’è per la Camusso, Cremaschi, Epifani e compagnia bella, che sulla pretesa del posto per tutti, se lo sono ritagliato in eterno per loro stessi….
ero scettico,mi devo ricredere,Monti sta facendo un lavoro
ciclopico,assolutamente interdetto a qualsiasi politico.
Parla un linguaggio inedito per noi abituati al politichese
Lunga vita al governo Monti.
Perchè allora la grande Germania, dove esiste una vera politica industriale, fà le scarpe a tutti pur pagando i lavoratori il doppio che da noi, io poi ho lavorato insieme a dei tecnici tedeschi e mi sembravano tutt’altro che stakanovisti, dicevano che se da loro i datori di lavoro si fossero permessi di trattare i lavoratori come viene fatto qui il sindacato bloccava tutto, altro che fiom che abbaia ma non morde, da quelle parti prima viene la legge e poi i contratti di lavoro, molto meno capestro che qui, mi risulta che la WV sia anche semi pubblica ossia del lander dove ha la sede, eppure ha superato anche la Toyota, il posto si è ormai capito che ce lo possiamo scordare ma anche la giungla attuale è indegna di un paese civile, ci stanno cinesizzando ma su quel terreno vincono loro.
Caro Nicola,
La seguo sempre e, nonostante sia stato un fervente anti-berlusconiano (in quanto io LIBERISTA), sono spesso sulla sua stessa lunghezza d’onda. Anche questo articolo lo condivido in pieno, ma… c’è un problema: senza posto fisso, un lavoratore italiano dipendente non ha alcuna possibilità di accesso al credito, leggasi fare un mutuo per comprare la prima casa, e quindi mettere su famiglia, fare figli… Non ho soluzioni a questo problema, ma fa ricordato ogni volta che si parla di fine del posto fisso: il posto fisso non può semplicemente essere dichiarato finito, senza che TUTTO il tessuto economico si adegui a ciò.
chi è già detentore di un posto fisso e percepisce il suo stipendio dalle tasse dei cittadini (e.g. dipendenti pubblici, giornalisti, senatori et similia) non si dovrebbe neanche permettere di pontificare sull’argomento. come si dice: si predica bene e si razzola male. qui si (stra)parla di dipendenti pubblici (con stipendi medi da 1.200 euro). Sarebbe perlomeno opportuno farci conoscere l’entità della busta paga dell’autore dell’articolo e l’entità dei contributi statali all’editoria percepiti da questa testata. Così si capirà in che percentuale possono considerarsi “dipendenti pubblici” anche i giornalisti che qui si sperticano sulla bontà dell’iniziativa privata e la noia del posto fisso.
Caro cuoco,a mio avviso l’equazione di Monti era la seguente: “fisso” = “medesimo” e in questo senso non ci piove , ha ragione, è monotonamente mortale.Da ex critico gastronomico(20 anni all’Espresso e 10 a Slow Food) mi permetto rilevare che questa volta la tua cucina è troppo avanzata..spesso non viene compresa dal gran pubblico.Ma non è colpa del pubblico.Ripensando al mio cammino ,essendo rimasto orfano di padre a 8 anni ( chiedi a Vittorio Feltri come si vive), mi sono mantenuto all’università giocando a biliardo nelle bische più malfamate ..come il rum Pampero.Quando mi è capitato di essere assunto in Ford ho optato per il “posto fisso”. A biliardo guadagnavo molto di più, ma con Ford,mi sono potuto comprare la casa a Roma,la casa a Sabaudia, ho mantenuto due figli (ahimè laureati)etc etc.In Ford ogni volta che dovevamo rinnovare i contratti di lavoro, penso lo facessero apposta, arrivavano dall’America notizie che negli USA la nostra casa madre aveva chiuso decine di stabilimenti, licenziato migliaia di dipendenti.. e noi tutto sommato gioivamo per il nostro articolo 18, la cassa integrazione..Oggi da padre pensionato mi affaccio sul mercato del lavoro per i miei figli e vedo una legge Biagi che doveva servire ad ottimizare le nicchie del mercato e ha invece “nicchiato” il mercato stesso, Rettori di prestigiose Università che invitano i loro stessi figli ad andarsene dall’Italia, una classe imprenditoriale i cui esponenti brindano ai terremoti,acquistano appartamenti per i ministri (in maniera molto discreta), o gli pagano le “sexi-saune” o l’affitto o le vacanze all’Argentario, frequentano le località sciistiche in voga con il SUV intestato alla nonna.Il garante della concorrenza che segala che il 73% delle professioni vengono occupate da figli di professionisti (avvocati, medici, notai, etc etc),le licenze delle attività più lucrose (bar, ristoranti) a Roma sono bloccate da anni -tant’è che la sola licenza a Roma costa 70.000 euro-e decido che Martone ha ragione: meglio optare per un lavoro artigiano: idraulico, fabbro, elettricista.., ma lì ci trovi tutti i Rumeni che lavorano in nero e abbassano le retribuzioni ai loro livelli (ma vivono in 6 in una stanza) e Pane e Cioccolata diventa una sorta di documenario/inchiesta sulle condizioni di vita degli emigranti. Ah, rifletto, se avessero imparato a fare il barista o a cucire..questo tipo di lavori a Roma li svolgono in nero le ragazze Rumene a 500 euro al mese o, con un euro, i cinesi ti fanno il risvolto dei pantaloni.
I ragazzi migliori,nipoti e figli dei tuoi amici stanno all’estero, uno a 30 anni insegna matematica all’Università in Francia ( in Italia non serviva!!), uno fa il ricercatore in Germania, uno sta a Londra in una banca giapponese,uno alla Telecom inglese con stipendi da favola,…che devi fare se non sei stato capace ad avere dei figli eccezionali che hanno vinto il concorso alla Banca d’Italia a 22 anni?E vengo alla conclusione: al posto fisso nel senso “granitico” ci ambiscono i giovani del Sud, ma hanno ragione: lì non c’è possibilità per i privati perchè come hai un’idea buona c’è qualcuno che se ne appropria con le buone (quasi mai) o con le cattive (che è la norma), ma per gli altri si cerca di dargli un posto “buono”, ovvero non in nero, non stageur perpetuo, non precario…non FISSO nel senso di granitico..,ma FISSO nel senso che duri almeno un lustro !!!!
Grazie per avermi letto sin qui.
Anzitutto, l’art. 18 non c’entra nulla con la storia del posto fisso. L’art. 18 è un obbrobrio perchè impone il cosiddetto obbligo di reintegro, nel caso in cui una sentenza definitiva del giudice del lavoro – italiano (importante particolare) – stabilisca che la decisione del datore di lavoro sia, in una data fattispecie, esagerata; peraltro la stragrandissima maggioranza degli italiani non ha mai goduto di questo meccanismo di tutela, dovendo in caso accontentarsi di massimo 6 mensilità; sopratutto, il reintegro è fittizio – gli obblighi di facere non possono imporsi con la forza – si trasforma nel dovere di versare gli emolumenti ex tunc, cioè dall’inizio della storia fino alla data della sentenza, vale a dire coi tempi italiani anche 20 anni (se il datore non prova che nel frattempo il dipendente licenziato ha lavorato presso altri) e tutto ciò magari perchè il giudice ha preso un granchio ovvero è stato di manica larga e buonista nel giudicare i motivi del licenziamento. Capite bene che per l’impresa questo meccanismo può essere esiziale, infatti esiste solo da noi (!) e sarebbe assai più equo porre un tetto alla sanzione, del tipo 1 o 2 anni di stipendio (ma anche se fossero 3 sarebbero comunque meglio di quanto detto sopra) magari estesi finalmente anche ai dipendenti delle piccole imprese! L’art. 18 è amato soprattutto dagli avvocati dei sindacati, perchè la prospettiva di fare Bingo alimenta i contenziosi. Tutto ciò premesso, tutte le altre considerazioni, seppure in astratto condivisibili, in concreto si rivelano stucchevoli, perchè ogni lavoratore (del settore privato, precisa Porro) sa bene che il proprio destino è legato al mercato; ma sa anche bene che ci sono mercati protetti, all’interno dei quali l’impresa non fallisce, ecc. e dunque in tutto questo le masse lavoratrici cercano aiuto dalle istituzioni politiche, è un meccanismo che può non piacere ma che in realtà ci sta tutto
sull’art. 18 si sta rischiando uno scontro frontale tra parti sociali, governo e la politica. posto che l’impresa necessita di un abbattimento sostanziale del costo di lavoro quantomeno alla pari dell’abrogazione dell’art. 18, allora perchè non trovare la soluzione di una sospensione concordata per due o tre anni del predetto articolo? non è percorribile questa prospettiva? meglio lo scontro sociale?
mn
Il posto fisso non è mai esistito per chi ha lavorato con ditte private. Io, ad, es. ho almeno una ventina di datori di lavoro nel mio libretto di lavoro. Sì, ai miei tempi esisteva il libretto di lavoro, che certificava con che ditta e per quanto avevi lavorato. Comunque il posto fisso esiste oggi e sempre esisterà, a dispregio di quanto detto dal prof. Monti. Ecco chi li ha: magistrati, insegnanti, poliziotti, impiegati comunali, provinciali e regionali e gli strapagati di Camera e Senato! Ho dimenticato qualcosa?
Dai vari pulpiti dovrebbero alzarsi voci autorevoli a favore della meritocrazia e della stabilità, senza la quale non ci può essere futuro per i nostri figli. Un paese che non investe sui suoi figli è destinato a perire.
non capisco però una cosa: io 34 anni da 5 anni medico presso asl non sono ancora sicura del mio posto fisso; me ne farò una ragione, del resto non ho mai perso un giorno di lavoro, debbo ritenermi fortunata!
mia madre, 40 anni di contributi come insegnante, classe 52, costretta a tenersi stretta stretta il suo posto fisso per altri due anni, quando invece vorrebbe andare in pensione.sbaglio o c’è qualcosa che non quadra????
“artigiani veri precari a vita”
E’ un pò che manco di commentare le sue zuppe anche perchè sono occupato a procacciarmi quel lavoro che in questi anni diventa difficile sempre più trovare e farsi poi pagare. Da artigiano metalmenccanico con nove dipendenti assunti tutti a tempo indeterminato fuorchè due giovinotti che per non fargli fare l’apprendistato e dar loro 500 € al mese son assunti a tempo determinato che poi trasformerò a indeterminato vista la loro buona volontà di lavorare e imparare e di questi tempi trovarne di giovani che hanno voglia di “sporcarsi le mani”. Sorrido a sentir parlare di posto fisso tutela di qui tutela di là……noi è da quando siamo nati come azienda che siam precari: oggi abbiamo mediamente un mese e mezzo di lavoro programmato davanti a noi e visti i tempi siamo ancora dei “signori”, ci sono aziende che viaggiano a settimana! come ci riusciamo? tirandoci su le maniche rischiando del ns, investendo per esser sempre più performanti lavorando anche 12 ore al giorno noi famiglia, i dipendenti ovviamente le 8 ore giornaliere più 1 straordinaria se la vogliono fare, cresciamo mediamente del 4/5 % all’anno ma col sudore e senza regali da nessuno, in 13 persone, facendoci un mazzo cubico fatturiamo e sottolieno fatturiamo quanto prenderà Celentano per tre apparizioni a sanremo (poco + di 700mila). Tutte queste polimiche sul precariato sull’articolo 18 e bagianate simili a noi non hanno mai toccato, siamo abituati a difendere coi denti e col sudore della fronte il lavoro, ce lo cerchiamo sino anche a 200/300 km di distanza, cerchiamo di esser sempre competitivi e continiamo sempre stimolare i ns ragazzi premiandoli col 2° livello e stimolandoli a migliorare nella gestione della produzione il problema per noi abituati a faticare è uno solo: lo Stato che non garantisce e non premia questo sudore. Ci ammazzano di tasse (64% pressione reale), tassano doppiamente il lavoro dipendente e la richiesta di finanziamenti che necessariamente chiediamo per investire (IRAP), non tutelano chi deve esser pagato e invece non lo è ( a partire dal mancato pagamento dello stesso Stato nei confronti delle PMI)hanno distrutto negli anni gli istituti professionale (signori è quasi impossibile trovare un diplomato tecnico dell’industrie meccaniche, negli anni 80/90 si diplomavano nella mia città almeno 100 ragazzi tra ipsia e itis oggi in alcuni casi non riescono neppure a formare una classe quinta tutti gli anni)i sindacati hanno disincentivato la cultura del lavoro dando l’idea al lavoratore può anche non fare nulla tanto nessuno lo può toccare, aziende sane son fallite per colpa di gente menefreghista che “rubava” lo stipendio e non solo quello (esempio lampate i lavoratori reintegrati dal giudice che rubavano nelle valigie a malpensa…..come è possibile una cosa simile che immagine diamo??????). Io precario vero con il dovere di tutelare il posto fisso dei miei collaboratori senza aiuti da nessuno, solo con l’aiuto della mia forza e volontà (anche perchè io la malattia non l’ho pagata da nessuno e neppure le ferie).
Che noia il posto fisso!!!!!!!!
Vere verità, nessuno si è mai accorto di queste verità lasciando andare in declino il nostro paese? Ma qunte balle ci raccontano ogni giorno? Basta.
il lavoro è solo un ….mezzo di sostentamento. Per sbarcare il lunario. Per questo si dice diritto al lavoro, Non confondiamo le cose. Il problema è che ci sono pochi mezzi e molta gente giovane che vorrebbe salirci, ma, continuando l’ardito paragone il problema si risolve solo aggiungendo mezzi in circolazione (i posti di lavoro) E allora il dovere diun governo è quello di migliorare la viabilità, di creare strade migliori (il compito di Passera) per tutti, ridurre i pedaggi delle autostrade (le tasse) e favorrire i veicoli non inquinanti. Le battute sul posso fisso? cazzate!
scusate ho sbagliato per quanto riguarda la patrimoniale, anche sotto questo punto di vista monti sta facendo la volontà di berlusconi!!!
cmq, a parte la patrimoniale non attuata come imposto da berlusconi e a parte tutte le altre tasse sui poveri italiani che berlusconi non avrebbe voluto se avesse potuto, monti sta attuando quasi tutto il programma di berlusconi col beneplacito di napolitano, di casini e fini, di bersani e quasi tutta la sinistra italiana a dimostrazione che tutta la guerra che è stata fatta a berlusconi da tutte le opposizioni è stata pretestuosa e strumentale. monti alla fine vi faccio vedere che andrà a rittoccare persino l’art. 18 che prima era un grandissimo tabù di tutta la sinistra italiana, camusso e cgil compresi!!! !!!
ed ancora, se il lavoro fosse un dovere perchè per lavorare molto spesso e volentierei ci vogliono le raccomandazioni??? si dovrebbe lasciare tranquillo, chi deve adempiere ad un dovere, di farlo senza nessun ostacolo!! la verità è che in italia il lavoro è un lusso, spesso un privilegio, quasi sempre una raccomandazione!!!
ma per favore!!! il lavoro non è un dovere il lavoro è un diritto!! se io sono ricco perchè ho ricevuto una grossa eredità o perchè ho vinto al superenalotto e non voglio più lavorare ma voglio andarmene in giro per il mondo a divertirmi ho il diritto di farlo!! in questo caso è un dovere piuttosto lasciare il posto di lavoro ad uno dei tanti disoccupati!! ed anche se il lavoro fosse un dovere come possono adempierlo tanti cittadini italiani disoccupati se per lavorare ci volgliono licenze, permessi ed autorizzazioni varie oppure bisogna esseree iscritti ai veri ordini ed albi professionali???
In Svizzera si puo’ licenziare senza giusta causa e il tasso di disoccupazione é del 2.8%. Perché? Perché facilita’ di licenziamento vuol dire facilita’ di assunzione!! Semplice nevvero? L’Italia é mplicemente in ostaggio e manipolata da una sinistra anacronistica. Chi ne paga il prezzo sono i giovani italiani e il progresso del paese!
beh le nostre politiche economiche sono basate sul consenso e cul voto di scambio.
Questo ha permesso le baby pensioni , ha permesso di dare una pensione a chi non vuole o nonha voglia di lavorare.
Se il posto fisso è un utopia i politici dovrebbero dirlo agli elettori.
Invece per non perdere il consenso hanno fatto delle riforme pensionistiche da barzelletta (Govenri di sinistra e di destra)
Lei dr. Porro ha ragione cosi come ha ragione l’On Monti ma spiegatelo ai politici che per un voto rinnegano tre volte prima che il gallo canti che il postodi lavoro fisso è una banalità,
Spero che almeno i pensionati mantengano il posto fisso. Almeno quelli che si sono pagati i contributi per 35 e + anni. Questa volta mangero’ la sua Zuppa di Porro.
ma porro è un giornalista e ha il posto fisso
e se perde il posto, l’ordine impone agli editori di
assumere prima i giornalsiti rimasti disoccupati che non altri selezionati da loro
il mondo del giornalismo è il pggiore ina sosluto in quanto ad art. 18
neanche i metalmeccanici della cgil fiom sono così difesi
da che pulpito viene la predica?
Dott @orro in quanto docente di scuola pubblica mi lusinga il fatto di essere considerata sua dipendente…visto che lei le imposte evidentemente le paga !!
no posto fisso? ahu ahu ahu
tutto vero al 90 percento complimenti, esame esatto.
nella mia lunga vita ho iniziato 10 attivita con alterne
fortune partendo da un garage con pochi soldi e tante
idee e moltissima buona volonta e pochi aiuti ma anche
tante soddisfazioni.
Monti ha un grosso diffetto: è l’uomo delle banche, delle asscicurazioni, della grande finanza virtuale e questi suoi buoni amici sono esattamente quelli che hanno afossato il valore del lavoro mondiale! Hanno instaurato il caos… con un colpo di indici in ribasso in Borsa se ne vanno fiumi di sudore di lavoro vero…
Al mondo non v’è se non volgo….. quindi spesso la verità risulta incomprensibile. Il tempo e la storia sono gli unici giudici. Il buonismo sociale sarà riconosciuto come una disgrazia sociale. Speriamo che torni il buonsenso.
aggiungo per sottolineare l’ipocrisia di questo stato intrinsecamente “bulgaro”..ma se il lavoro è un diritto, se la repubblica è fondata sul lavoro..ma perchè cavolo a tutti i ragazzi non gli si è data la possibilità di lavorare un’anno nella pubblica amministrazione a TUTTI magari al compimento del 18simo anno di età, a stipendio da statale..niente privilegi per nessuno, e molti potevano mettersi da parte qualcosina per la propria vita lavorativa..no si sono messi dei fissi blindati..una cosa ingiusta per un VERO stato sociale..ma la vera tragedia è che la sinistra nel nostro paese.e lo stato sociale altro non era/è che una crosta dietro la quale si sono sempre nascosti i peggiori e più abbietti individui, in genere invidiosi, ma arraffoni..
Bravo Porro. La crisi morde più i capifamiglia cinquantenni, l’ho sempre pensato. Non se ne può davvero più di questi radical chic che ripetono il mantra dei poveri giovani e delle donne discriminate. Se il posto fisso sia noioso basta chiederlo ai lavoratori autonomi, che sono istituzionalmente dei precari. L’art.18, che prevede il potere di reintegrazione da parte del giudice, e’ la principale causa del nanismo delle imprese italiane.
Saluti
l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, il lavoro è un diritto, la questione è (fermo restando che quello che ha detto Porro è la sacrosanta verità) bene, rimaniamo su questa logica, perchè lo stato lo ha dato solo a 3,5milioni? e gli altri se lo devono o se lo sono andati a cercare? lo chiediamo ai magnifici “pensatori” dello stato “bulgaro” in cui viviamo..un vero e proprio stato sinistro per non dire Komunista con venature di democrazia a corrente alternata..dove paradossale, pochi privileggiati e blindati(avendo le terga parate dallo stipendio fisso del benefattore istituzionale) continuano a parlare di aumento, di trattenute, adeguamento salariale, di non finire la seconda settimana del mese..pericolo liberista..e tante altre palle..lo stato “bulgaro” attacca poi chi il lavoro se l’è cercato, si è aperto un’attività(non ha le terga parate del fine mese..)la tiene a galla, lui sì non ha certezze, si deve far pagare, e viene pure addittato come probabile o potenziale evasore..colui al quale mamma stato non ha concesso il lavoro!! e al quale piuttosto dovrebbe essere concesso per diritto una certa elasticità fiscale..proprio per l’intrinseca precarietà del suo stesso lavoro..e perchè nessuno gli regala nulla..ma sappiamo da dove è venuta l’ondata di moralismo, fiscale..proprio da quei milioni di privilegiati che costituiscono l’apparato del “lavoro è un diritto e l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro..il”nostro”..e che sentono sempre di più che per “loro” non c’è più trippa per gatti..che iniziano a percepire cosa vuol dire cercarsi il lavoro ogni giorno, eseguirlo al meglio e farsi pagare..non sapendo quanto lavorerai il prossimo mese..paura ee??
e signor Porro la vorrei informare che in Italia si può già licenziare per motivi economici, poi le sembra volere una guerra fra poveri, lavoratori contro imprenditori ,precari contro persone a tempo indeterminato con un effetto da diversivo.
sign Porro, posto fisso è diverso dal lavoro a tempo indeterminato, perché veda che negli USA ci sono lavori a tempo indeterminato,i giovani quindi devono pensare che possono lavorare al massimo 6 mesi in un posto mal pagati senza diritti, e poi cambiare? poi mi scusi lei lavora a tempo indeterminato? e il caro Monti quando faceva il banchiere lavorava a tempo indeterminato, poi UE è da molto che segue un idea neoliberista imposta dal’ alto e non mi sembra che le cosa si stiano mettendo per il meglio anzi,rischiano dei nuovi anni 30, e si ricordi che la crisi del 2008 e come quella del 1929,e che quella fu risolta cambiando il sistema economico non facendolo rimanere uguale, il neoliberismo a causato la crisi del 2008 e rischia di bruciare l’ europa.
Le scrivo nel momento in cui Landini, segretario della FIOM, auspica una riduzione dell’orario di lavoro in modo da creare più occupati. Questo sindacalista è morto, eliminato dal progresso e da un mondo che è profondamente cambiato.Questo ha la convinzione che il lavoro sia un diritto e basta, svincolato dalle leggi economiche e l’impresa ha il dovere di assumere lavoratori anche se non ha il lavoro.
Si può ancora perdere tempo ad ascoltare questo mistificatore?
Quando si parlerà appropriatamente di competitività, come condizione indispensabile per la crescita e lo sviluppo?
Purtroppo è necessario un cambiamento culturale e bene fa Monti ed il suo governo a stimolarne il cambiamento.
Cordialità
Giampiero
se sparisce l’art. 18 perchè preoccuparsi non sono mica un assenteista o un fanc.zzista o un imboscato o uno scaldasedia etc..etc..questi soggetti devono temere i tempi duri arrivano per tutti.
la cosa anacronistica e per certi versi divertente è prendere atto che – sull’argomento lavoro – Monti si sta comportando e muovendo (pare) alla stessa identica maniera del cavaliere !
In particolare, pare proprio che Monti sia determinato a mettere in pratica (anche in maniera addirittura più radicale e decisa) i princìpi che hanno ispirato da sempre il pensiero politico/economico di Berlusconi !
E loro ? I nostri beneamati postcomunisti e “neoliberisti” come stanno reagendo a questa cosa sconcertante ? Ebbene, stanno sommessamernte, aggiustando il tiro (una cosa che i medesimi compagni vecchi e nuovi, sanno fare a meraviglia da lustri !): loro – adesso – non dicono più che la politca economica e sociale del cavaliere “ha portato l’Italia alla rovina” dicono (un poco più moderatamente) che i comportamenti del cavaliere “hanno finito per screditare l’Italia agli occhi del connubio europeo e mondiale che conta”. (Da porta a porta di ieri sera: dichiarazione di Matteo Colaninno)
Non vi viene da ridere ? … E’ come se la passione del cavaliere per le belle donne, abbia fatto salire lo spread !
Oppure come se le belle donne che cenavano e casa sua, abbiano fatto accrescere a dismisura il debito pubblico !
Oppure come se le barzellete del malefico, abbiano fatto diventare tutti somari e ladri i pubblici amministratori italiani !
Oppure come se “i cu cù” dello stesso alla Merkel, abbiano fatto passare la voglia di lavorare a tutti i pubblici dipendenti nostrani, con particolare riferimento ai nostri infaticabili insegnanti (per esempio) !
Insomma … ancora una volta (questa volta in tempi molto ma molto più rapidi del solito) i nostri postcomunisti e soci, hanno scoperto che “loro” avevano (come sempre) torto, mentre il loro avversario politico di turno aveva (come sempre) ragione: prendiamola a ridere amici miei !
… E pensare che la stragrande maggioranza dei loro entusiasti sostenitori … ancora vanno predicando (qui e altrove) che “l’economia a mercato libero” è morta e che “bisogna lestamente tornare ad una economia statalista e controllata (dallo stato) … per vedere risorgere l’Italia ” e … quasi quasi … anche il mondo intero !
il posto di lavoro non e’ fisso, monti e’ fesso
Beh Monti fa bene a dire quello che ha detto semplicemente perché così stanno le cose , e le cose stanno così perché é verità , quale verità ? ma che le cose mutano e se le cose mutano il posto che vuole essere fisso é una volontà impossibile , é un volere impossibile , nel senso di contraddittorio.
Le polemiche su “bamboccioni” & “sfigati” che si laureano tardi sono solo armi di distrazione di massa.
Per risolvere i problemi bisogna guardare alla radice:
neoliberismo e deregulation. Seguiti da mancanza di sovranità monetaria per quanto riguarda l’Europa.
Dagli anni 70 in poi sono state prese (a livello internazionale) una serie di misure che hanno portato il mondo al tracollo. La mancanza di posto fisso è solo una delle tante conseguenze.
Sarebbe stato logico fermarsi e cambiare direzione, reinserire alcune misure che erano state tolte (es: Glass–Steagall Act), e mettere sotto i riflettori le persone e le organizzazioni che ci portato allo stato attuale delle cose. Stato attuale che, guarda caso, ha arricchito i “soliti noti”.
Invece no, ci vogliono convincere che lo stato attuale delle cose sia inevitabile e ineluttabile. Volontà divina!
Ormai non ci pensiamo neanche a risolvere i problemi, il governo è qua solo per dirci: “dimenticatevi il posto fisso”! E via verso l’auto-distruzione, con misure di austerity da suicidio (vedi: Paul Krugman).
Di sicuro è più comodo farsi beffe dei trentenni “belli e pasciuti a casa di mammà”, invece di esaminare tutti i danni causati da Banche Centrali (Basilea I e II), IMF, Trattato di Maastricht e via discorrendo. Non sia mai che pestiamo i piedi ai Potenti, e allora… dagli al bamboccione!
Caro Dott. Nicola, le ho scritto un’e-mail privata per non turbare i lettori comunque, qui da lei sarò buono.
In vita mia ho fatto tanti di quei lavori precari, è si che sono arrivato a 60 anni ben portati, che le parole di Monti mi son consuete.
Sono stato trattato da precario anche dal Padre Eterno, ma questo è pacifico come l’acqua che scende o la neve, ma a cominciare da mio padre giù giù di Adriano hanno fatto come e cosa volevano loro.
Dopo quarant’anni di lavori umilissimi, pur essendo diplomato, le strade ho scopato e le loro piazze ho pulito, in Regione sono approdato; dopo circa sei Concorsi di cui da uno defraudato.
Ora non riesco a capire se sia bello o brutto il lavoro fisso ma con quattro figli, di cui tre a carico e due che studiano (mi sono sposato tardi), non riesco ad immaginarmi ancora dietro al camion della spazzatura a raccogliere bidoni della spazzatura.
Ma anche fosse non sto a dirle che mi dispiaceva molto lasciare quei posti dopo tre mesi o due di lavoro precario perché dovevo portare a casa il “salario”.
Un abbraccio a tutti e Buona Pasqua; che sia vera e Pace.
Caro chef, a leggere le sue “zuppe” mi vien quasi rabbia: non ne sbaglia una, mentre chi è pagato per governare non ne azzecca una. Chi sa fare fa, chi non sa fare legifera. Siamo vissuti per sessant’anni con la fissa del posto fisso: raccomandazioni, bustarelle, concorsi fasulli e quant’altro per ottenere un impiego, quando sarebbe bastato aguzzare l’ingegno per inventarsi un lavoro. Nella mia famiglia il lavoro ce lo siamo sempre creato, rischiando in proprio e lavorando dieci ore al giorno, anche con la febbre. Quanti “posti fissi” abbiamo garantito non lo so, so solo che quando mi recavo negli uffici trovavo tutte le luci accese anche col sole d’agosto e il riscaldamento al massimo e le finestre aperte a marzo. Monti viene da quella scuola, dove a pagare sono sempre gli altri. Lo ha confermato accettando la nomina di senatore a vita… e senza lo scontrino
Con lui stiamo per ripiombare nel medioevo, ai tempi della Santa Inquisizione, quando gli aguzzini si servivano delle spie per incastrare i presunti eretici. Alle vittime veniva estorta la confessione con la tortura, confiscati tutti i beni e ricompensati i giuda.
Io proporrei anche qualche taglia alla far west.
Ma che ti devo dire caro Cuoco dopo una zuppa cosi? Mi sento come il critico del cartone Disney dopo aver assaggiato la ratatouille del topino Remy. Nettare per gli occhi ed il pensiero.
Bene, glielo spieghi cortesemente lei alla mia banca, che non mi da il mutuo se non ho un reddito fisso. Il suo ragionamento in astratto non fa una grinza, anche il confronto coi livelli di occupazione di altri paesi è perfetto. Probabilmente negli altri paesi cui lei fa riferimento esiste un tessuto sociale e disviluppo più orientato alla persona che non al businnes. Inoltre siamo prorpio sicuri che un aumento di quantità di lavoro coincida con un aumento di qualità della vita ? O è vero l’opposto?
Sig. Porro, tutte cose “ovvie” digerite ampiamente da tutte le sinistre EU e USA, ma che ancora fanno venire i mal di pancia a quelle nostrane. Il compito dei partiti dei lavoratori dovrebbe quello di essere delle avanguardie acculturate (citazione libera da Lenin), e non raccontare balle in funzione elettorare. Purtroppo questo falso problema dell’art. 18 ritorna sempre in mezzo e con i soliti slogan da quattro soldi. I disoccupati devono poter contare su un welfare serio (vedi Danimarca per esempio e addirittura gli USA, con 2 anni di salario di disoccupazione). Lo stato non puo’ scaricare i costi sulle aziende obbligandole a layout aziendali incompatibili con la competitivita’, altrimenti chiudono e i disoccupati aumentano. A quelli tradizionali si aggiungono pure i proprietari di tante imprese che hanno avuto il coraggio di assumere piu’ di 15 dipendenti. I casi di licenziamenti senza giusta causa o per diciamo “antipatia” sono rarissimi e si potrebbero facilmente perseguire senza per questo condannare le imprese ad un insano mercato del lavoro, che alla fine danneggia proprio tutti.
Nicola, sinceramente credo che Monti abbia investito male il suo messaggio; forse intendeva dire: opportunità fisse, certezza di occasioni di lavoro, posto mobile e creativo, con opportunità di scelta. e da quel pulpito doveva modulare bene le parole, perchè poi le persone vanno a spulciare anche sui suoi (di Monti) affari. tanto da convincermi che il posto (fisso) di senatore a vita dev’essere proprio una barba!
mario nanni
egr. dott. porro, sia gentile, un paio di domande.
1- lei è precario?
2- quanto prende più o meno al mese?
grazie
Il senatore “a vita” disquisisce sul “posto fisso” e, da buon parroco che ha a cuore le sue anime, esorta a non rischiare il proprio equilibrio esistenziale con la rincorsa alla monotonia di un “posto a vita”, appunto. Come a dire che è un problema individuale e non, invece, una questione che va affrontata mettendo in campo ben altre strategie per agevolare la vera crescita fautrice di nuova e varia offerta di posti di lavoro; fino a prova contraria ciò è compito della politica e/o del governo di cui lui ne è “capo”; finchè ci sarà stasi economica dove vuoi che uno si azzardi a non tendere ad un posto fisso se, perso quello, sulla piazza c’è il deserto ogni giorno più ampio anche a causa degli editti dirigisti promulgati a ripetizione che portano altro che tasse sopra tasse e complicazioni burocratiche soffocanti; il messaggio “cresci Italia” è uno slogan rancido di chi non vuol vedere quel che realmente sta accadendo. Per cinismo pretesco o inadeguatezza professorale?
P.S. Non ho mai goduto nella mia vita lavorativa di un posto fisso; al mattino alzandomi sapevo la situazione lavorativa com’era, bene o male che fosse, ma non sapevo mai se la giornata si sarebbe conclusa meglio o peggio o uguale di com’era cominciata in una continua sfida per non perire ( senza monotonia, appunto, ma con tanti rovelli). Saluti e baci.
caro Nicola: come fa una persona sensata e con i piedi sulla terra a non condividere quello che hai sapientemente scritto ?
Il sottoscritto ha parecchi anni più di te … ma da decenni invoca e si arrovella per cercare di far comprendere a chi ha sposato le teorie demenziali ed autolesioniste che tu hai sopra perfettamente illustrato, che il lavoro è tutto tranne che un diritto sancito da Dio … ne da alcun altro (non lo sancisce nemmeno la costituzione veterosovietica che ci ritroviamo !!)
Però forse ti sei dimenticato di aggiungere che di questi tempi, si è sommata anche la realtà che la concorrenza sui prodotti immessi sul mercato, si è fatta ferocememnte PLANETARIA ! Come fa una persona sobria a non capire che nesssuna regola scaturita dalla politica ideologicizzata dello scorso secolo, può (E DEVE) orientare la produzione ed il commercio nel mondo ?
Sono perefettamente daccordo con te (e con Monti) che IL POSTO FISSO deve essere inteso come una regola demenziale in ordine … proprio alla realtà che questa demezìa pone un serio freno allo sviluppo delle aziende … e – quindi – alla creazione dei classici “nuovi posti di lavoro”.
Mi chiedo come facciano industriali come Matteo Colaninno o Diego Della Valle … a condividere le scemenze massimalizzate dalla nostrana sinistra postcomunista sull’argomento ?!
In proposito mi pare doveroso ricordare che la colpa della presente situazione economica tragica, è proprio ascrivibile alla nostra sinistra postcomunista ed alle stupide regole ideologicizzate che essa continua a propugnare in apppoggio alla CGIL ferma ai tempi di Peppone !
Insomma caro Nicola: purtroppo non mi illudo che la situazione qui possa cambiare nei tempi brevissimi che la realtà che viviamo ci imporrebbero.
A proposito di massimalizzasione consolidata (come il diritto al lavoro … specie se fisso) concludo con un sintomatico esempio: l’Italia va in tilt (tutti a casa !) a causa di una nevicata che sino a 30 anni fa ci avrebbe fatto un baffo !! Con molta modestia sono tutt’ora un esperto sulla materia … e mi viene da piangere nel vedere come la prima cosa di cui ci si preoccupa … è quella di chiudere scuole ed uffici pubblici … dimenticandosi (chissà perchè) che non per tutti l’accesso alle scuole ed agli uffici, rappresenta un disagio ! Si può, ad esempio, andare a lavorare li a piedi alzandosi qualche minuto prima (specie nei centri mediopiccoli) sia per gli impiegati e gli insegannti, sia per gli alunni: insomma la filosofia di base è e resta: … tutti a casa !!
D’Accordissimo, il posto fisso non può, né deve esserci, per decreto governativo. Inoltre i nostri distratti sindacalisti, specialmente quelli radicati a sinistra, fanno finta di non rendersi conto che il posto fisso sono stati proprio loro a cancellarlo dalla faccia dello Stivalo. Distruggendo in tutti i modi consentiti dalle leggi sul lavoro, e sono tantissimi, e i pochi sotterranei e non consentiti ma altrettanto perniciosi, le aziende italiane, verso le quali hanno da sempre nutrito un odio viscerale. Perché il padrone andava abbattuto. E sulle note di questo loro pregiudizio, del quale non era immune neppure Bertinotti, buttavano, nella fogna a cielo aperto della loro idiozia ideologica, l’acqua sporca con il bambino. Ma mettendo da parte il cachemire e Bertinotti, Monti ha sbracato senza nemmeno accorgersene. Anzi ha sbagliato due volte. E forse anche tre, se il suo è stato un lapsus freudiano. Se ha parlato, insomma, di se stesso. E se così fosse, scopriamo che il prof. Monti sente la monotonia del suo lavoro. Non del suo posto fisso, che se lo tiene stretto. Da una vita. Ma del suo lavoro routinario. Come dire che è uno dei tanti scalda sedia di cui è piena la pubblica amministrazione, università compresa. Perché se così non fosse, se fosse innamorato del lavoro, saprebbe che il lavoro non annoia mai. Né esalta. Ma senza si è schiavi della disoccupazione. E adesso come adesso, quello che spaventa i giovani e i meno giovani, fino ad arrivare agli ultra sessantenni, non è la mancanza di accesso al “posto fisso”, ma la dilagante disoccupazione sulla quale galleggiano verso la deriva della loro esistenza. E su questo fasciame in disfacimento Monti fa le sue battute intrise di cachemire.
Condivido in toto, gentile dottor Porro. La disponibilità a cambiare il lavoro (meglio che “posto”) è indipendente dai governi. Altra considerazione: personalmente trovo odioso il luogo comune di “lotta fra poveri”, che significa? I poveri e i lavoratori non sono tutti uguali, c’è chi è più bravo e per ciò merita di essere valutato meglio sul mercato del lavoro e anche ad essere pagato di più.
condivido completamente , complimenti per una disanima completa e succinta. Ma siccome è logica ed ha del buon senso,per la maggioranza dei nostri politici sarà impossibile trovare azioni adatte, e condividerla
p.s. da altre fonti, statali e parastatali e “aziende private” che lavorano prevalentemente per lo stato arrivano a 6,5 milioni,figuriamoci quanto dovremmo lavorare
io non ho scelto questo governo di tecnici super ricchi e vecchi dentro e sopratutto abusivi
il posto fisso ne parlava già anni fa se non vado errata d’alema il quale diceva che non esisteva +, un modo elegante x dire che nessuno ti regala il lavoro ma sei tu in prima persona a doverlo trovare e a tenerlo sempre che l’azienda non fallisca.
e poi d’alema e C. hanno creato i co.co.co. e i co.co.pro non considerando che prima o poi questi lavoratori desiderassero formarsi una famiglia, acquistare una casa, e nel caso fare figli o almeno arrivare a 40 anni e dire ho qualcosa, ho costruito questo o quello ed invece non tutti possono dirlo.
poi ci sono anche persone che non vogliono lavorare e stanno bene a casa con i genitori a farsi mantenere a vita..insomma c’è n’è x tutti i gusti e comunque monti 1 volta tanto nella sua vita poteva stare zitto, dal momento che lui il posto fisso ce l’ha..
complimenti x l’articolo
Il lavoro, inteso come partecipazione alla costruzione del comune benessere, è un diritto/dovere e la Costituzione ne promuove la realizzazione. Detto questo e rispettate tutte le opinioni, resta un interrogativo: se importiamo 4-5 milioni di lavoratori stranieri e se ci mancano quasi mezzo milione di lavoratori nel settore dell’artigianato (falegnami, idraulici, panettieri, orafi, restauratori, ecc.), e se ci mancano ingegneri, tecnici vari , e perfino saldatori, come mai ci sono tanti disoccupati? Sono disoccupati veri o sono come i milioni di invalidi, un po’ veri e un po’ no?
Poi viene in mente Berlusconi: come mai i ristoranti (le discoteche, i bar, gli happy hour, i villaggi vacanze, i viaggi esotici, le crociere, i club priveè) sono pieni? Dove trovano i soldi le persone che pisciano cocaina nelle fogne di Milano più di quello che avviene a Londra? Come mai l’Italia è il paradiso della prostituzione di alto bordo (cioè dove trova i soldi la gente per pagare le prostitute che arrivano qua da tutto il mondo)? Io non so rispondere.
Complimenti per l’articolo. Sono d’accordo su tutto.
Caro Giovanni, mi piaci, ma non so quanto mi piaci! L’aspetto è duplice. In tutto questo discorso è mportante dire se c’è onesta o meno! Senza ciulare nel manico. Possiamo dire che un padre (come d’altronde te) vorrebbe poter svolgere una attività lavorativa – facciamo, anche, dopo un periodo di apprendistato (quindi una persona valida e con capacitàocultira)- senza che un bel giorno, improvvisamente, non si trovi a non poter mettere un piatto di cibo per i propri figli sul desco quotidiano (questa cultura ci viene dal fatto che abbiamo affrontato delle Guerre Mondiali ed adesso qualcosa che non sembra molto diverso, quindi esperienza di un Popolo di Poveri ma Lavoratori). Se dimentichiamo questo vuol dire rinnegare la Nostra Storia, la Nostra Cultura e la Nostra Religione. Spiegato mi sono? Per questo ti dico… Facciamo la PATRIMONIALE e poi ada armi quasi pari, ricominciamo a discutere, dopo che avremo conosciuto chi sta bene -come Monti e Company- e gli altri, come quasi te, che dobbiamo tirare la CARRETTA – anzi,magari la Punto -.
Ma bravo Nicola, sei riuscito a ribaltare la frittata, secondo me il lavoro non è un dovere ma un diritto, avere un lavoro ti consente di avere un tuo futuro, la tua famiglia, crescere i tuoi figli ecc. ecc.; mentre è un DOVERE farlo bene con senso del “dovere” (scusa la ripetizione) e senso di responsabilità.
Forse sarà anche giusto non illudersi più sul posto fisso, però questo pùò valere quando il mercato del lavoro ti permette da cambiare facilmente lavoro, ma dire a uno che deve essere disponibile a cambiare lavoro sapendo che non lo trova o che trova solo del precariato mal retribuito e senza certezze cosa significa?
Peccato che tutti questi bei discorsi vengano da coloro che il posto fisso ce l’hanno, sono come quei parroci che predicando fanno intendere: fate quello che dico e non quello che faccio! saluti
caro porro, prova a fare il giornalista precario e poi ne riparliamo.
ARTICOLO 18
Si trascura purtroppo il fatto che l’art.18 sia nato per tutt’altri scopi. Proteggere i lavoratori membri del sindacato da licenziamenti discriminatori. Questo era lo scopo originale dopo gli anni del fascismo in cui i sindacati erano fuori legge. Purtroppo con gli anni ha preso tutt’altri significati e gli stessi Giudici del lavoro hanno privilegiato qualsiasi lavoratore verso qualsiasi datore di lavoro. Col tempo l’articolo 18 e’ diventato lo scudo di qualsiasi lavativo, assenteista, falso malato e quant’altro. Bisognerebbe semmai avere il coraggio di dire che l’art18 e’ diventato il maggior ostacolo alla crescita per merito. Quanta gente meriterebbe per davvero di essere licenziata, per far posto a chi se lo merita davvero? Guardiamo alla P.A.. Quanta gente fancazzista ti trovi ad incontrare. Basta entrare in tanti carrozzoni di Enti parastatali e ti rendi subito conto di quant gente sia li a sbarcare il lunario e tirar sera in attesa che suoni la campanella! Altro che lavorare! Poi quelle stesse persone sono quelle che incroci nei cortei con le bandiere in mano a chiedere gli aumenti!
perchè allora l’azienda dove lavoro io ha solo dipendenti a posto fisso e produce utili da decenni? Forse basterebbero imprenditori in gamba e non figli di papà o manager da strapazzo!
Lasciamo quindi stare le balle, quelle sì del liberismo che chiede i soldi allo stato quando serve
Detto questo chissà perchè le banche danno mutui solo ai noiosi del posto fisso.
Porro, mi sa che con questo post siamo un po’ fuori strada..ritenta
Parole sante, condivisibilissime. Ma c’è un aspetto importante che si è dimenticato di toccare: com’è che ci sono gli intoccabili (gli statali) e quelli che non fanno che rimanere a disposizione del mercato? Gli statali dovrebbero essere mobili esattamente come quelli che non lo sono. Sarebbe un gran bene per i tax payers.
Allora perche’ il nostro grande professore ha accettato la nomina di senatore a vita ,quella e i relativo vitalizio non sono monotoni?E i suoi 70.000 euro al mese?E i suoi 29 appartamenti?E la Bocconi?E la Goldman & sachs?Bello parlare quando si e’ ricchi!
Caro Dr. Porro,ariecco la bufala del giovane su tre disoccupato!
Il fatto sconcertante è che viene accuratamente nascosto, anche dall’ISTAT, il numero reale dei giovani disoccupati,facilitando quindi la diffusione di questa falsa notizia!
Lei lo conosce?
Un cordiale saluto
Gianni Barbero
Porro, sono d’accordo quasi completamente … Ciò su cui non sono d’accordo è che non servano le politiche economiche.
Servono eccome, solo non dovrebbero avere come fini quelli che enuncia lei (obbligare un’azienda a non chiudere un sito produttivo, ecc.), ma migliorare le condizioni affinché le imprese possano crescere e prosperare (politiche energetiche, liberalizzazioni, abbattimento dei costi e delle tasse, ecc. ecc.). Esattamente ciò che, fino al predecessore di Monti, non è mai stato fatto.
perché allora ai nostri politici è garantito il posto fisso come senatori a vita e a tutti gli altri che poverini non se ne vogliono andare per il fatto che ormai hanno rinunciato al lavoro che avevano per fare politica e ora resterebbero disoccupati? per loro non c’è questa grande noia? I miei figli sono già nell’ordine di idee di emigrare all’estero per evitare di farsi “sfruttare” qui in Italia, nel migliore dei casi. Colpa di tutta una serie di politiche e scelte scellerate negli ultimi 20 anni sulla pelle dei lavoratori e delle imprese!
Purtroppo le balle sono quelle di un governo “tecnico” formato da brontosauri che dovrebbero essersi estinti in una società sana e viva (Martone poi è un raccomandato insopportabile). La teoria economica fallimentare che sta dietro alle loro azioni porterà il nostro paese, e l’Europa al disastro e alle lotte tra poveri: lotte per il lavoro, tra nord e sud, tra raccomandati e non eccetera.
Resto allibito davanti a tante verità e debbo ricredermi, complimenti.