I professori e i politici impopolari

Ho un grande, tremendo dubbio e cioè che coloro che ci governano non abbiano la più pallida idea dei sogni, delle aspirazioni, dei problemi di coloro che vengono governati. Sia chiaro una certa dose di scollamento tra la cosidetta classe dirigente e i diretti è normale: è sempre esistita e sempre esisterà. Ma temo che professori e politici stiano sempre più perdendo contatto con la realtà. Tutto sommato anche noi giornalisti corriamo lo stesso rischio. Rispetto al passato qualcosa è cambiato. Si ha l’impressione di conoscere la realtà attraverso strumenti che ne descrivono solo una sua parte deformata. Tanto per […]

  

Una riforma luci e ombre

Mario Monti lo aveva detto: chiederemo a tutti di rinunciare a qualcosa. E in effetti la bozza di riforma del lavoro che circola non accontenta pienamente nessuno. Il Pd si spacca tra l’ala sinistra (con la mezz’ala Bersani) e i montiani: non va giù, soprattutto pensando alle prossime campagne elettorali, la rottura del tabù articolo 18. Il Pdl si dice soddisfatto, ma l’anima più tecnica e vicina all’ex ministro Sacconi conosce bene alcune conseguenze pesanti che deriveranno per l’elettorato moderato. Confindustria perde sui contratti flessibili, le piccole imprese sul costo del lavoro e i sindacati sulla loro centralità. D’altronde una […]

  

Come ti frego un artigiano

Cari amici artigiani, cari amici commercianti, cari amici piccoli imprnditori, vi stanno fregando. E ben vi sta. Sì lo dico con tristezza, ma una parte della colpa è proprio vostra. O meglio dei vostri rappresentanti. Ma vi ricordate quel documento unitario firmato da Rete Imprese Italia con la Confindustria e l’Abi? Ne parlammo proprio in questa zuppa, dicendo che era una follia. E che quel Manifesto degli ipocriti firmato alla fine dell’anno scorso vi avrebbe danneggiato. E così è avvenuto. Che c’entarno i piccoli con quegli altri signori? Chi paga in ritardo? solo la Pubblica amministrazione? Chi strozza i piccoli? […]

  

Le tasse sulla Birra e i precari della Pa

Quando una piccola impresa vede ridursi il proprio reddito si arrangia. Riduce innanzitutto le spese e poi si «sbatte» in tutti i modi per lavorare di più. La più grande impresa del Paese, cioè lo Stato, che impiega 3,6 milioni di dipendenti e ha ricavi per 771 miliardi di euro l’anno (le nostre tasse) ragiona diversamente. Fa una legge e per decreto aumenta i ricavi, cioè le nostre tasse. Se la vita economica fosse così facile avremmo risolto i problemi del mondo. Stiamo forse banalizzando? Ma va là. Sentite questa. Ieri in Parlamento hanno deciso di stabilizzare 10mila dipendenti della […]

  

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