L’assurda Tobin Tax
Le cattive idee davvero non muoiono mai. E una di esse ci perseguita da più di un secolo. Si chiama tassa sulle transazioni finanziarie. Praticamente tutti la attribuiscono al Nobel per l’economia, Tobin. Questa tassa è tra le più assurde che ci si possa immaginare. Tanto per servire l’antipasto diciamo subito che il suo massimo successo equivale alla sua morte. La Tobin tax, ideona che hanno spolverato i quattro dell’Ave Maria nel vertice di Roma, è infatti un’imposta etica. Essa viene per lo più propagandata e proposta per colpire l’orribile speculazione, i banchieri che la alimentano, e i commercianti finanziari che ne godono. È una sorta di tassa sulla prostituzione finanziaria. Bene. Anzi male. Essa si applicherebbe (le formule come le fantasie erotiche sono molteplici) a tutte le transazioni finanziarie: allo 0,1 per cento su azioni e obbligazioni e allo 0,001 sui derivati, secondo alcune vecchie proposte europee. Dicevamo che è un’imposta suicida. Il suo massimo successo, debellare l’orribile speculazione, ne ucciderebbe il gettito. Trovate un’imposta simile, e vincerete un premio: mica si tassano i consumi e i redditi per farli sparire.
Oltre a questa contraddizione metodologica (è imposta finanziaria o regola morale?), essa è del tutto inutile. È da almeno cento anni che lo sappiamo. Alla fine del ’900 gli americani si inventarono una tassa sulla compravendita dell’oro, per bloccarne la speculazione: il prezzo del metallo andò alle stelle. La Francia a inizio secolo introdusse il droit de transmission: le società scapparono dal suo mercato borsistico. Gli esempi possono continuare, ma la sostanza resta. Vediamola.
Pensare di tassare la finanza in un’area geografica definita è irrazionale. Le transazioni si sposterebbero verso quelle piazze finanziarie che avrebbero tutto il vantaggio di fare concorrenza fiscale. Londra ha già detto (da quelle parti oggi si fa il 36 per cento del mercato all’ingrosso) di non pensarci un istante alla tassa. Come spesso avviene in questi casi, l’effetto paradossale di una Tobin tax continentale sarebbe quello di pizzicare solo i patrimoni più sottili, che avrebbero inizialmente maggiori costi di transazione nell’andare in piazze fiscalmente a loro più convenienti. Da tassa sui ricchi speculatori assumerebbe i contorni di imposta sul risparmio dei più poveri.
L’alternativa, oggi meno probabile per la diffusione della tecnologia, sarebbe paradossale. Lo Stato di New York nel 1905 introdusse una piccola tassa sulle transazioni azionarie. I trader nel giro di un anno decuplicarono le loro operazioni finanziarie. Il motivo era semplice: per mantenere il livello di commissioni dovettero aumentare i volumi speculati. Si ottenne il risultato opposto a quello per cui era stata pensata la tassa. Dubito che ciò avverrebbe oggi, sarebbe più semplice andare a fare affari dove costa meno.
Ma perché i politici di mezzo mondo insistono allora su questa tassa per loro miracolosa, ma concretamente assurda? Non sono pazzi, sono furbi. L’indice di popolarità della Tobin tax è direttamente proporzionale alla crisi della politica. È il modo migliore per attribuire ad altri colpe proprie. Gli altri sono sempre gli speculatori, i banchieri, i trader e baggianate del genere. Non che non abbiano le loro colpe. Ma le regole le fa la politica. E l’introduzione di una tassa che li vada a colpire è il modo più semplice per individuare un nemico, colpirlo e lavarsi così la propria cattiva coscienza. L’America di Obama ha accarezzato la Tobin tax quando i ragazzi di Occupy si presentavano, oltre che al lussuoso Bowery hotel, anche a Wall Street. E l’Europa la rispolvera quando è costretta a salvare se stessa e le banche. Un’ultima modesta obiezione. Come pensate si possano distinguere le transazioni fatte dal vostro fondo comune di investimento o dal vostro gestore da quelle di Gordon Gekko?
Semplice, non si distinguono: tassate entrambe. Quando quattro politici si mettono intorno a un tavolo e pensano che l’unica soluzione ai nostri problemi sia un po’ di spesa pubblica in più e una tassa nuova, è il momento di preoccuparsi: non hanno un’idea in croce.

andate a lavorare che è meglio,e finitela di evadere a man bassa
caro nicola porro scrivi molto bene su i poveri commercianti pero’ non ne parli mai nelle varie televisioni dillo + foret che ci sono tanti commerciandi che lavorano ancora solo x dignita’
altro che evasori grazie ci conto e ti stimo
un commerciante di salerno
gli speculatori finanziari e le banche in primis con i loro strumenti finaziari sono loro i veri distruttori dell economia reale, la speculazione finanziaria. e che per assurdo chi specula non è tassato come una partiva iva. il grande dissastro io lo chiamarei. bravi banchieri!! siete voi che rovinate e mandate gli stati in rovina con i vostri strumenti finanziari.
tutti in miniera a spalare carbone!
Egr. Re.bus, quello che lei dice va bene per chi ha lavorato nel pubblico, ma chi ha lavorato nel privato ha guadagnato x quello che faceva. Non è che nel settore pubblico si regala come sotto lo Stato o in politica. Per quanto riguarda i miei figli, il maschio da 3 anni e 1/2 lavora con soddisfazione negli Emirati Arabi, ma con grande fatica perchè ci sono anche molti contro. Il clima, la lontananza, la nostalgia degli amici, non poter fare ancora dei figli perchè nessuno gli potrebbe dare una mano ecc. ecc. La figlia laureata disoccupata, si è dovuta reinventare un nuovo lavoro frequentando da capo un corso professionale qualificato ed attualmente a 30 anni sta facendo uno stage non pagato. E meno male che in casa c’è una bella pensione, altrimenti verrei a chiedere i soldi a lei, visto che è così generoso. Dimenticavo! Dietro una persona che fa un lavoro di grande responsabilità c’è sempre una persona sacrificata che deve fare delle rinunce anche lavorative per cui non avrà mai una pensione e che sarà sempre sola con i figli in tutte le necessità. Ma perchè si deve sempre giudicare nel borsellino degli altri. Io non ho mai guardato chi stava meglio di me, si vede che se lo meritava!
Magari avessi le soluzioni ai problemi che ci affliggono, mi sembra purtroppo che no ce le ha nessuno, ci sono quelli della MMT, ci sono gli altri che vogliono il contrario, il socialismo a quanto apre non lo vuole più nessuno, anche se non è mai stato veramente provato, qualcuno dice che i peggiori danni ai lavoratori sono stati fatti dal governo Prodi, e su questo concordo avendo assaggiato la frusta, virtuale per ora, direttamente sulla mia pelle, forse bisogna fare come diceva un grande del passato « Quant’è bella giovinezza,Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Del doman non v’è certezza », purtroppo la mia è già fuggita da tempo, e le speranze sono finite.
Saluti
Mariolino, le scuse non mi sembrano necessarie, magari più attenzione. Apprezzo in ogni caso il gesto. La verità in tasca e’ relativa, le soluzioni sono ovviamente differenti a seconda del sistema che si vuole adottare dettato questo dall’ideologia. Gli economisti non fanno eccezione, tra loro c’ e’ gente che la pensa in modo totalmente differente. Il capitalismo sfrenato, secondo me non esiste proprio, non c’e un mercato libero, non c’e liberismo, ci sono troppe regole imposte dalle oligarchie e ovviamente non sono quelle di mercato. Un sistema che vedo più simile ad un meccanismo utilizzabile da un sistema comunista. Infatti strumentalmente questo schifo viene imputatato al capitalismo. E’ un sistema mafioso che a me non piace e presumo, nemmeno a Lei. Il fatto che le mie e le sue soluzioni a ciò siano agli antipodi, lo trovo assolutamente normale, ci mancherebbe altro. Quanto a Bragadin, lo considero un amico poiché abbiamo una visione simile sulla attuale realtà e sulle soluzioni che reputiamo funzionanti, poi ognuno ha il suo carattere e meno male che non siamo tutti uguali. Io da buon liberista, non voglio intromettermi e non voglio fare l’avvocato. Problemi vostri. Un saluto e ora mi scuso io per il ritardo della risposta.
Carissima Mery, certamente Lei sa che i guadagni delle persone non sono direttamente proporzio- nali all’effettiva ricchezza o benessere prodotti. Molto dipende dalla posizione occupata, e questa posizione e’ spesso supervalutata. Pensiamo ai rappresentanti politici ( e’ un esempio fra tanti ). Hanno stipendi tre quattro volte superiori a quelli di un buon professore universitario. Osservandoli ed ascoltandoli in questo periodo di crisi, non mi sembra dimostrino competenze eccezionali.
Ma ci sono situazioni ancora piu’ ingiuste. Ci sono persone, una e’ di questi giorni, che ricevono pensioni di 1500 euro al giorno. Pensando che ogni lavoratore versi per lei 200 euro al giorno, dobbiamo pensare sette otto operai alle sue dipendenze. Non credo che nella sua vita lavorativa si sia meritato tanto. Bisogna tenere presente che, guadagnando molto, si possono investire capitali notevoli. Spesso queste persone partecipano agli investimenti speculativi. Se il pensionato nomina-
to poco fa investisse la sua pensione annua in CCT al 6%, riscuoterebbe ogni anno interessi pari allo stipendio annuo di altri due operai. Il mio lungo intervento precedente era un tentativo per affrontare questo grosso problema. Non dovrebbero esserci salti del canguro nell’aumento di stipendio. Giusti gli aumenti se c’e’ aumento di produttivita’ ed efficienza, ma non devono essere cervellotici. Una razionalizzazione in questo senso non puo’ venire dagli alti burocrati. Devono imporla i normali lavoratori, effettivi produttori di beni, (ed effettivi finanziatori) grazie al fatto di essere in stragrande maggioranza. Insisto su un fatto, un pensionato non dovrebbe guadagnare piu’ di 3000 -4000 euro. E’ una cifra che permette una vita dignitosa, senza sacrifici. Teniamo pre-
sente che non produce piu’ niente, e neolaureati LAVORANO per 800 euro al mese ( Domando a Mery: se uno fosse suo figlio , continuerebbe a difendere le alte pensioni? )
SPERO CHE QUESTI RAGIONAMENTI COMINCINO A ESPANDERSI. SECONDO LE NO-
STRE POSSIBILITA’ CERCHIAMO DI FAVIRIRNE LA PACIFICA DIFFUSIONE
P E R I L B E N E D I T U T T I
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fabri il 28 giugno 2012 alle 09:18:
Mi scuso per non aver capito bene a cosa si riferiva, ma l’individuo in questione mi ha fatto abbastanza innervosire, un conto sono le opinioni diverse sempre e TUTTE legittime, un altro offese personali gratuite senza naturalmente aver mai bevuto insieme, e sapendo niente delle reali rispettive condizioni e storie personali.Saluti sempre.
Credo che tutti si rendano conto degli effetti fortenebte negativi, spesso tragici, della finan-za speculativa. In un IPOTETICO mondo retto dalla GIUSTIZIA,nessuno proporrebbe la domanda Tobintax si Tobintax no.
Sarebbe richiesta dalle stesse persone che dovreb-bero pagarla, per non sentirsi schiacciati dalla vergogna.
Per Fabri
Mi scuso per aver frainteso il suo pensiero, quello dell’innominato è invece ben chiaro, arroganza maleducazione e verità in tasca, cosa che secondo me non ha nessuno, mi sono messo a guardare vari link ed altro nominato su queste pagine,ho visto che anche gli economisti veri sono d’accordo su ben poco, già per quanto riguarda la moneta se ne legge di tutti i colori, chi ha ragione, quelli che vogliono stampare o chi auspica il ritorno all’oro, però in quel caso sembra di tornare ai tempi dei romani o dei talleri di Maria Teresa, per quanto riguarda la politica e i sistemi sociali grazie a Dio per ora possiamo ancora parlare, ed anche in questo caso nessuno ha trovato il sistema perfetto, molti invece qui credono di sapere quale è, io a volte dico che aspetto il sol dell’avvenir, ma sò bene che non è per ora e forse mai sorgerà, mi sembra che anche il capitalismo sfrenato vigente abbia fatto danni in quantità, aumentando a dismisura il gap sociale, e speriamo che vada a finire bene altrimenti il rischio che scorra il sangue diventa reale.
L’innominato non ha nemmeno capito, e glielo detto chiaramente, che io sono di spirito assai più anarchico che bolscevico, sicuramente mi sarebbe toccata la Siberia o il plotone di esecuzione ai tempi di Stalin.Oppure stavo ben zitto, cosa più probabile visto che come la maggior parte siamo più pecore che leoni.
Cordiali saluti.
Grazie a MEry per la spiritosa risposta, così si dovrebbe fare.
Caro re.bus, chi ha guadagnato molto sono fatti suoi se ha messo o non ha messo soldi da parte. Di sicuro se tutti i mesi ha accantonato una cifra all’Inps per ipotesi 4 volte più grande della sua quando arriva alla pensione si aspetta di trovare una pensione 4 volte più grande. Ma se lei paga una assicurazione privata è contento di regalare una parte ad un altro? Ma come mai non si fa distinzione fra chi la sua bella pensione se l’è pagata fino in fondo e chi invece ha approfittato di leggi o leggine tipo la legge Mosca. E se uno avesse messo pochi soldi da parte proprio perchè tutti i mesi c’era già chi ci pensava a levarglieli? Se quei soldi ce li lasciavano in tasca nostra stia sicuro che c’entrava sia di farsi una bella pensione, sia di accantonarne una parte, perchè di sicuro non ci hanno reso quello che si è pagato. Non sarebbe l’ora che si capisse la differenza tra chi ha pagato la sua pensione e chi l’ha avuta in regalo?
mery il 27 giugno 2012 alle 23:29:
Grazie, così si dovrebbe fare discutere con leggerezza, che la pesantezza sul groppone ce la fanno sentire “loro”, non sò come mi è venuto fuori l’innominato, ma ci stà bene. saluti
A tutti gli inserzionisti
quanto sto per dire risultera’ sgradito a molti, ma credo assai gradito a moltissimi.
Migliaia di anni fa si discuteva, fra persone colte, del giusto compenso ai lavoratori.
Ragionamenti logici imponevano di riconoscere la differenza fra un lavoro e l’altro,
e quindi la differenza di remunerazione. Un filosofo molto importante aveva proposto
un rapporto di uno a cinque fra stipendio minimo e massimo. Questo ben motivato
rapporto e’ diventato insensato, uno a ???? Ritengo giusto riparlarne. I guadagni ec-
cessivi di molti hanno conseguenze negative sulla vita di intere nazioni.
La possibilita’ di guadagnare di piu’ e’ un positivo stimolo a migliorarsi, a lavorare me-
glio, ma credo debba essere sensata. Propongo un metodo, che potrebbe essere accetta-
bile. Ad ogni aumento di grado far corrispondere un aumento di stipendio del 15%.
Partendo da una remunerazione base di 1500 euro, minimo vitale, dopo dieci promo-
zioni si arriverebbe a 6000 euro. Le pensioni, anche per gli alti stipendi, non dovreb-
bero superare i 3000 euro. E’ una cifra che permette di vivere bene e dignitosamente.
Chi ha guadagnato molto durante il periodo lavorativo, avrebbe dovuto mettere da
parte qualcosa per la vecchiaia. Mettiamo in discussione i Diritti acquisiti, perche’
sono stati fissati da persone interessate, ed eccessivamente potenti.
Spero che la maggioranza di chi lavora vorra’ imporre agli alti dirigenti, compresi de-
putati senatori e magistrati stipendi di questo livello. Cominceremo a far diminuire
il debito dello stato, a respirare a sperare nel futuro.
Mariolino, la risposta cui mi riferivo, data a Bragadin e’ del 6 giugno ore 15 46 , attualmente alla posizione n. 11 del post ” i tedeschi austeri e gli italiani voltagabbana ” .
Mariolino del 27 ore 19 04′ prima di impermalosirsi vada a leggere cosa scrissi a Bragadin, gli diedi ragione sottintendendo che il mio scopo era di farle cambiare idea. Non mi interessano i processi o le polemiche, come non mi interessano le provocazioni gratuite. Un saluto.
Mariolino, sono anch’io dell’altra sponda….(destra eh, non fraintendere), ma un compagno simpatico come te su questo blog non c’era mai stato. Hai proprio ragione tu, che gusto ci sarebbe se tutti la pensassimo allo stesso modo. L’importante è il rispetto delle opinioni. E poi l’Innominato è troppo bello!
Al 2011, la mia era un’affermazione in risposta ad Aristarco della quale tuttavia continuo ad essere convinto. Per quanto riguarda l’attuale situazione, le tue considerazioni sono più che ragionevoli. Devi pero’ chiarirmi una cosa: tu pensi che l’Italia possa partecipare al mercato mondiale? Pensi che debba chiudersi in una improbabile autarchia magari estesa all’europa o al mondo occidentale? Io credo che si dovrà stare sul mercato ed adattarsi alla concorrenza di paesi come l’India, la Cina o il Brasile. Non ci scommetterei una lira sul fatto che l’attuale sistema si possa gestire e salvare. Io non ho tutta questa fiducia nella politica, non ne faccio una questione ideologica ma cerco di essere pratico, realista ancor prima che liberista. Concordo con te che ci siano cose da cambiare, prima fra tutte tornare ad una valuta gold standard, ma dubito che ci si arriverà tramite la politica, si potrà fare dal basso e il tracollo europeo aiuterà sicuramente questo fenomeno, solo dopo a cose avvenute ci sarà un facile ed inevitabile avallo della politica. Poi, onestamente non vedo una deregulation del mercato sia esso finanziario che reale, il primo e pappa e ciccia con i governi e mi sembra mafioso, il secondo e’ sottomesso e controllato da finanza e governi. Magari ci fosse deregulation.
fabri il 27 giugno 2012 alle 17:25:
Vedo che a qualcuno faccio anche venire voglia di vomitare, grazie del pensiero, l’innominato non ci è cascato a rispondermi,a solo cominciato ad offendere invece di parlare come si dovrebbe fare trà persone un minimo civili, o credete di esserlo solo voi, per i derivati prendeva per i fondelli ma quello che ho scritto non me lo sono inventato, non sono un finanziere esperto come sembra sia qualcuno di voi, lo scriveva anche il sole 24ore, giornale della confindustria, per la destra dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto, o sono comunisti anche loro, li vedete da tutte le parti e non esistono quasi più, non abbiate paura siamo rimasti in pochi e sdentati, quelli che voi dite di sinistra sono forse più a destra di voi.Sempre saluti.
franco epifanio il 27 giugno 2012 alle 17:02:
Parole sante, io mi ritengo anche poco furbo per il mondo di lupi nel quale siamo costretti a vivere, potrei anche essere tacciato di essere un pò “coglione” ma non scemo come dice quell’altro, per ora me ne accorgo quando me lo vogliono mettere sotto la coda, poi la libertà di opinone sembra ci sia ancora, lui che si dice liberale dovrebbe addirittura lottare perchè io possa esprimere la mia, invece me ne dice di tutti i colori, io sono sempre pronto a fumare il calumet della pace, ma è come l’amore, da soli sà di poco.Saluti
Ps da ora non gli rispondo più.
Andrea Pellis il 27 giugno 2012 alle 13:43:
Parla come se fossi stato io ad iniziare le offese, ho solo risposto e dopo molto tempo alle ignobili parole dell’innominato, non merita nemmeno il nick, certo ci dovete trovare molta soddisfazione a discutere frà di voi destri, le discussioni possono essere interessanti trà chi la pensa in modo diverso, in caso contrario non sono discussioni, sono solo approvazioni, io anche dal vivo ho sempre cercato di discutere con chi la pensa in modo diverso, compreso fascistoni e anche un mio collega che portava la svastica al collo, probabilmente sono più liberale di voi, almeno nel discutere, miei cari, se il cosidetto cuoco, vuole che me ne vada non fà altro che dirlo, però vedo che lui alla tv discute eccome anche con i comunisti, non credo lo faccia solo perchè lo pagano, qualcuno di voi da come scrivete crede davvero di avere la verità in tasca, sembrate integralisti, il vero liberale dice che non ce l’ha NESSUNO. saluti lo stesso.
@fabri
Vorrei sapere come si fa ad ottenere una pressione fiscale del 15% – come suggerisci tu – in un paese come l’Italia in cui è ormai al 55%, e per le PMI al 60-70%!
Io ho scritto che sarebbe già una cosa fenomenale, il solo dirlo solleverebbe entusiasmo e voglia di fare e investire in centinaia di migliaia di imprese, diminuire la spesa pubblica e le tasse di qualche punto ogni anno, per arrivare ad un obiettivo finale del 35-38% di pressione fiscale, questo sarebbe realistico.
Ma il 10% o il 15% di tasse è fantascienza pura!!
Ragazzi, vediamo di metterci d’accordo!
Una volta ho letto su Libero la Maglie proporre di ridurre le tasse fino al 10% (!!!).
Ecco quando leggo queste cose, e obiettivi assurdi per un paese come l’Italia, capisco che poi alla fine bisognerà arrivare al crollo, perchè cambi qualcosa.
Abbattere le tasse al 10 o al 15% è impossibile, e chi lo dice non ha idea di cosa significhi, per un paese di 60 milioni di abitanti, e già iper-statalizzato con una spesa pubblica enorme.
Sarebbe già difficile arrivare al 35-38%, visto che per farlo si dovrebbe chiudere e mettere fine a una quantità di sprechi, licenziare un bel po’ di statali lavativi, politici che li proteggono, chiudere un bel po’ di enti inutili, tagliare auto blu, bonus, superstipendi, ridurre molto gli stipendi statali, rivoluzionare e rendere efficienti i criteri di spesa pubblica, ecc.
Ma ridurre le tasse al 10% vorrebbe dire eliminare il 70% delle pensioni (anche di chi ha lavorato e pagato onestamente per anni i contributi), chiudere l’Arma dei Carabinieri, rendere a pagamento tutti gli ospedali pubblici e le scuole (a parte forse i pronto soccorso e le elementari), lasciare le buche nelle strade, ecc.
Ora, io posso capire che Montecarlo, o San Marino, o le Cayman, possano permettersi di mettere pochissime tasse, essendo sempre partiti ad averne poche per attrarre capitali (anche illegali) in quanto paradisi fiscali.
Ma chi dice di portare la tassazione al 10-15% in Italia è come chi dice che va bene quella che c’è al 60%, perchè entrambi non la cambieranno mai!
Per quanto riguarda i divieti alle transazioni finanziarie iper-speculative che rovinano e impoveriscono interi Stati, e arricchiscono smisuratamente 10 persone nel mondo, allora io ti chiedo:
A cosa serve la politica?
Anche a gestire le innovazioni tecnologiche!
Rispetto a 70 anni fa, oggi abbiamo tante bombe nucleari da distruggere più volte il mondo, però GRAZIE alla politica sono state usate solo una volta, nell’agosto 1945, e poi basta.
E allora, se oggi alcune innovazioni finanziarie e tecnologiche mal usate distruggono il tessuto economico e produttivo, mettono sul lastrico grandi e piccole aziende, e interi paesi, non resta che prendere atto della loro PERICOLOSITA’, e REGOLARLE. Se coi derivati hanno mandato gambe all’aria anche comuni, istituzioni, stati, CAMBIAMOLI!
Se la speculazione a breve, da parte di milioni di persone col computer, poi permette ai più forti di far saltare i mercati, e ha reso l’economia industriale, quella che fa il pane, le auto, i vestiti, le case, ecc. dipendente solo dai pezzi di carta, e dagli speculatori, CAMBIAMOLA!!
Idem per l’euro, il patto di stabilità, il pareggio in bilancio.
Se vediamo che stanno strangolando l’Europa, e da 10 anni la impoveriscono, CAMBIAMOLI!!!
Abbiamo controllato le bombe atomiche, e non sappiamo controllare i pezzi di carta e la finanza ladra?
Ma per favore!
40 anni fa c’erano le utopie comuniste che volevano che la politica creasse la società perfetta. Oggi siamo all’opposto (e proprio i social-comunisti la approvano), con la scusa della TOTALE DEREGULATION si permette ai super ladri della finanza di rubare e impoverire il mondo.
Da un estremo all’altro.
Ma una via di mezzo no?
Finalmente una BANCA, ha capito che tutte le miriadi di Filiali, non sono altro che costi generali,innopportuni,e insopportabili per gli alti costi di gestione, e che poi il rientro di queste spese Generali, sia assolutamente un sogno di sola grandezza effimera,e non di risultato gestionale. Se una delle più quotate Banche Italiane,ha deciso come sappiamo,vuol dire che già ci avevo visto giusto, da almeno una decina di anni. Ma se avevo visto io questo errore, i Passera, per non fare nomi, e i Suoi Colleghi strapagati Managers, non avevono capito ancora niente di questa spropositata corsa verso il nulla? Tutti si vede che avevono pensato,tanto pagano sempre,con più oneri,
i soliti nostri CARI CLIENTI,chi se ne frega. Gli diciamo che lo facciamo per Loro,, tutto questo,sia nell’aumentare il ns. organico,cosi entra in Banca anche mio NIPOTE,mia SORELLA,e promuoviamo a DIRETTORE di Filiale,qualche mio compagno di Università, e via dicendo,questa la cruda verità Dirigenziale strategica. L’alibi che possiamo sostenere è sicuro,alla faccia di tutti i Soci,quindi rendere vantaggioso un servizio al Cliente,e aumentare la raccolta del denaro è fondamentale.
Mi domando?! Ma prima i Clienti, i soldi li portavano al MACERO? Ora invece per non rischiare di FALLIRE, come sembra rischiare il Monte dei Paschi di Siena, si è capito tutto.
Veramente giusto strapagare questi grandi e supponenti personaggi di BANCHE. Infatti in tutto il Mondo ora,si notano i grandi vantaggi, che hanno portato alla grande massa della gente, questi super UOMINI.
Ora si può osservare,con certezza,che questa malattia congenita, era già stata individuata, senza il microscopio,da anni,dal sottoscritto.
E’ da anni in circolazione in ogni Istituto Bancario, basta contarle. Ci sono sparse centinaia,di Filiali in affitto, o comprati questi locali, con all’interno due, tre,quattro inpiegati, e ovviamente il Suo Direttore. Ma chi paga,nel finale tutto questo? Certamente il solito pantalone.
Da notare, che da alcuni anni,il proliferare delle Agenzie,corrisponde alla chiusura sistematica dei NEGOZI commerciali, predisposti con due, tre vetrine,e con locali di capienza, dai 250/400 mq. A mio avviso, già significava qualcosa di grave sull’0rizzonte,finanziario.
Se muore il commercio interno di un Paese,muore anche la grande Banca. Io sono solo un tecnico di macchine automatiche,della meccanica,ma capisco anche, che due + due, fa ancora quattro.
Ultima osservazione.
Un tempo quando ancora il servizio degli Autobus, era quasi insufficiente,bastavano pochissime Filiali,ora che ci sono servizi Urbani,su ogni strada si può dire, e con frequenze di arrivo,ogni 10/12 minuti,per tutte le destinazioni,proprio per ogni dove nelle città,e che abbiamo anche a disposizione Autobus semivuoti,con carichi in parte semivuoti, per il 60% degli orari, e che normalmente si e no, paga il biglietto solo un 50%,dei viaggiatori, mentre tutti gli altri sono Portoghesi ,per poterci recare in ogni dove, quindi non esiste il problema di recarsi alle sedi,collocate tutte nei centri cittadini,quindi raggiungere una nostra Centrale di Banca. Pertanto non sarebbe stato più un problema questo, da almeno 15/20 anni. Invece abbiamo a disposizione sotto casa,più Filiali Bancarie, che Salumierie, e Panifici, grazie a questi lungimiranti Presidenti di Istituti. Questo è poco ma sicuro! Ora per rimediare a queste triste conseguenze per i dipendenti impiegati in sopranumero, sarà meglio affidare il compito di risoluzione posti lavoro,ai genialoidi dei nostri Sindacalisti e Politici (Tecnici),di studiare il modo di far diventare Produttivi, questi operatori, che altro non sono nel ruolo che ora occupano,che Improduttivi.
Il PIL, SI GENERA CON MANO D’OPERA PRODUTTIVA.
NOI IN ITALIA, NON ABBIAMO NEL SOTTOSUOLO RISORSE CHE CI DIANO VANTAGGI, QUINDI SOLO CON L’OROLOGIO IN MANO, CON IL TEMPO GRATUITO,CHE E’ COSA CHE CI E’ STATO REGALATO,SIN DALLA NS. NASCITA, QUINDI POSSIAMO FARE SOLO I TRASFORMATORI DI PRODOTTO, QUINDI PER ALZARE IL PIL, NON OCCORRONO DEGLI IMPIEGATI,MA PERSONE CHE PRODUCANO. E ALLORA ANCHE VEDREMO, COME RISOLVONO QUESTI SIGNORI, LA TANTO SBANDIERATA MOBILITA’, CHE LA FORZA LAVORO DEVE AVERE, PER OGNI TIPO DI COMPETENZA.
A ME SEMBRA DI SOGNARE, QUANDO ASCOLTO, QUESTI CONCETTI DI SAPIENZA INNATA.
CON QUESTO PROBLEMA APPENA APERTO, VOGLIO PROPRIO VEDERE QUESTI POLITICI,COME FARANNO A CONCRETIZZARE, QUESTA SBANDIERATA POSSIBILE MOBILITA’. ANZI MI SEMBRA DI CAPIRE, CHE GIA’ HANNO LA SOLUZIONE, IN QUANTO GIA’ DICONO, CHE SI DOVRANNO DEVONO SERVIRE ABITUARE A QUESTO. NELLA VITA, NON CI SARA’ PIU’ L’UNICO POSTO FISSO, E LO STESSO TIPO DI LAVORO, MA SI DOVRA’ SAPERE TUTTO LO SCIBILE UMANO DEL FARE! MA QUESTI,CI FANNO O CI SONO!
UNICA COSA CERTA E’, CHE CON LE BANCHE, ORA VEDIAMO,A QUALI RISULTATI POSITIVI, CI HANNO PORTATO.
MI SEMBRANO VERAMENTE POCHINI!
SVEGLIATEVI TECNICI DELLA POLITICA,GLI ITALIANI ORA, SON GIA’ TUTTI SVEGLI.
G.BO.
LE VERE RIFORME STRUTTURALI,DI ECONOMIA INTELLIGENTE,PARTONO NELLO SPENDERE MENO DA SUBITO.
QUELLO CHE SI RISPARMIA,NELL’OSSERVARE QUESTE BANALI REGOLINE,, QUESTI SOLDINI SONO GIA’ ESENTASSE, ED E’ INCASSATO SUBITO E IN CONTANTE, PRONTA CASSA, E CON GIA’ UN CLASSICO SCONTO 3%, QUASI SUPERSICURO.
Andrea Pellis del 27 ore 13 43 , hai ragione anche tu, as usual, in questo caso, il nostro amico Bragadin, predica bene ma la sua passione, lo fa razzolare male. Mi spiego: tempo fa mi chiese dove io trovassi lo stomaco per replicare a mariolino, io in quel caso gli diedi ragione, poi pero’ ci casco’ lui. A parte questo pero’ Bragadin ha ancora una questione aperta con mariolino, riguarda i derivati usa. E questo e’ attinente alla discussione.
Al 20011, sai che in genere mi trovi d’accordo con i tuoi interventi, questa volta tuttavia sono d’accordo solo sul primo punto, vale a dire ” se non hai i soldi non puoi giocare” . Per il resto non credo che i divieti siano valide soluzioni. In fondo chi aderisce ad un fondo di investimento o delega ad una banca la gestione dei suoi risparmi sottoscrive con esse un accordo, ma attenzione, NESSUNO lo obbliga. Quello che trovo veramente grave e’ la complicità dei governi con il sistema finanziario, mi sembra che la debolezza ( possiamo chiamarla corruttibilita’ ) dei primi sia scandalosa, inaccettabile. Quindi semmai devo prendermela con i governi, assolvo il corruttore non il corrotto. Se la tecnologia permette transazioni velocissime ed incontrollabili per un normale investitore, beh la soluzione e’ semplicissima, basta investire da un’altra parte. C’è secondo me un’altra cosa che non sento mai dire, sembra che chi investe in prodotti finanziari non voglia in nessun modo accettare rischi o perdite, ma deve rendersi conto che e’ ne più e ne meno che un imprenditore ( senza mal di testa aggiuntivi ).
@Uno grazie per le info
X BRAGADIN
X MARIOLINO
X VALTER
Col vostro permesso mi permetto di inserirmi di nuovo sulla vostra perenne disputa.
Consentitemi di dire anzi di ripetere che per me in fondo voi siete tre brave persone e anche persone dall’animo buono.
Certamente ognuno ha le sue idee politiche e,anche se divergono,ritengo che ognuno deve avere il diritto di esprimerle liberamente.
La mia non vuole essere minimamente una ramanzina
nei vostri confronti,non mi permetterei mai,
so che siete adulti e vaccinati,ma mi dispiace leggere tutti gli insulti che vi rivolgete.
Quindi se volete considerarmi vostro “amico”,vi prego di scambiarvi il ramoscello della pace.
Con l’augurio che accettiate questa mia “petizione” vi saluto cordialmente.
Franco E.
In Gran Bretagna la tassa di borsa ha una tradizione lunghissima. E’ stata introdotta per la prima volta nel 1808 e ha assunto la sua attuale forma nel 1986: 0,5% su vendite e acquisti di azioni. Il gettito della “Stamp duty reserve tax” varia di parecchio a seconda dell’andamento del mercato: ogni anno, comunque, genera entrate tra i 4 e i 5 miliardi di euro per le casse di Londra.
Negli Stati Uniti, a Wall street e al Nasdaq, l’imposizione non è così gravosa come in Gran Bretagna. Esisteva un’imposta di bollo simile a quella del London stock exchange, ma è stata abrogata nel 1966. Oggi negli Usa c’è soltanto la cosiddetta “Section 31 fee”, un balzello minimo (intorno allo 0,004%) su tutte le transazioni di azioni: in pratica, per ogni milione di dollari movimentato si pagano 19,2 dollari. Questo denaro, circa due miliardi di dollari ogni anno, viene utilizzato per sostenere i costi operativi della Sec, la Securities and exchange commission, che svolge, tra le altre cose, in materia di borsa compiti assimilabili alla nostra Consob.
Non trovo giustificato tutto questo polverone sulla Tobin tax. Qualconsa di simile alla Tobin tax già si paga: sono le commissioni alla banca per le transazioni sui titoli, commissioni che variano da cliente a cliente, che si possono, entro certi limiti, discutere con le banche concordandone di diversi da quelli inizialmente richiesti.
Introdurre la Tobin tax sarebbe qualcosa di simile ad aumentare le commissioni alle banche rispetto al livello di commissioni già richiesto.
Poi si potrebbe cosarne gli effetti stabilendone la detraibilità dalle eventuli plusvalenze realizzate e tassate ovvero mediante altre procedure.
Il problema vero è legato al fatto che, ove imposta solo su alcuni mercati, provocherebbe un flusso in uscita da quei mercati a favore di quelli che non la applicano.
Questo è il vero problema da risolvere, che peraltro perderebbe di peso qualora si raggiungesse un accordo fra i principali mercati per applicarlla uniformememnte su tutti.
La Tobin tax è una bestemmia, è qualcosa di molto concreto che merita di essere approfondito con attenzione, prudenza e pragmatismo.
@ alb ,mi sembra che confermi l’eticità della Tobin Tax, e poi crede davvero che nel 1970 quando fu rinfrescata l’idea di tassa sulle transazioni finanziarie ci fossero gli HFT?
@Bragadin il 27 giugno 2012 alle 11:43:
Visto che non lo fa il Cuoco mi permetto di ricordarti la prima regola della convivenza sul web: NON SI DA DA MANGIARE AI TROLL!!!!!
Tradotto, la gente come mariolino si ignora e basta, anche se costa fatica.
Grazie.
TOBIN TAX E SPECULAZIONE
La Tobin tax non serve a nulla, se non ad ingrassare i già pasciuti burocrati e politici.
Semmai, se fossero intelligenti (ma non lo sono), dovrebbero arginare la SPECULAZIONE ECCESSIVA A BREVE, quella che permette a Soros, alla Goldman, ai grandi finanzieri ladri, di mettere in crisi governi, far crollare le borse, ecc., e realizzare profitti immensi impoverendo i popoli.
Basterebbe, ad esempio:
a) Proibire un leverage eccessivo (se tizio specula allo scoperto investendo 1 e scommettendo su 40, basta impedirlo, se vuoi scommettere così tanto prima cacci fuori i soldini, caro). L’eccesso di leverage, favorito anche dalla possibilità di milioni di persone di usare il computer per fare operazioni, ha creato squilibri immani.
b) Tassare SOLO i capital gains eccessivi in periodi troppo brevi: es. 1 ora, 1 giorno, 1 settimana. In tal modo si taglierebbero le lame ai grandi speculatori, quelli che – ad esempio – in pochi giorni provocarono la svalutazione della lira dallo yacht Britannia nel 1992 (Soros & C) e
nel settembre 2011 specularono sullo spread per buttare giù Berlusconi.
Solo hi impiega troppe risorse per speculazioni a breve, che sconvolgono i mercati dovrebbe venire dissuaso con tassazioni massicce.
c) Proibire l’uso di strumenti demenziali come i “derivati”, con cui banche e finanziarie lo hanno messo in quel posto a milioni di risparmiatori.
Ma non bisogna criminalizzare chi fa della normale speculazione a medio-lungo periodo, per prendersi rischi “fisiologici” che altri non si vogliono prendere.
Insomma, c’è la buona e la cattiva speculazione.
questa volta le devo dare ragione .
qusta tassa non serve a nulla.
ma è necessario rivisitare le regole di mercato comune . non si può rimanere intatti a tutti i Dictact della sig. ra merkel . suvvia . facciamo un europa due seza di loro con un euro deprezzato così aumentiamo le seportazioni .
mariolino: non puoi proprio fare a meno di dire la stroz… quotidiana vero compagno ?
Adesso hai sotto tiro “la tassa sulla speculazione finanziaria”.
In compenso non hai (ancora) tirato in ballo fantomatiche stamperie clandestine di derivati USA … e questo è già un bel progresso per un disgraziato come te !!
Mah … compagno mariolino: io fossi in te, invece di continuare a scrivere idiozie qui, mi concentrerei sull’effetto che le prestazioni di Pisolo e Mammolo hanno su di te …: sai, sono cose sicuramente più interessanti per la gente perbene che ha lo stomaco di leggerti …
Bravo Porro!! Bell’articolo!! Mi complimento con lei!! L’ennesima tassa gabellosa, imposta dai parassiti europeisti centralisti. La soluzione ai problemi è sempre la medesima… un’altra tassa!! La sua analisi mi è davvero piaciuta. Alla fine pure secondo me si ritorcerà sui piccoli risparmiatori ed investitori, quelli più poveri. Per gli altri o se ne andranno, o troveranno il modo per aggirarla. NO TOBIN-TAX!! Saluti.
L’altra sera scorrendo la rassegna dei giornali sul web ho intercettato l’articolo di N. Porro ed ho lasciato un commento positivo incondizionato. Mi pareva ovvio che avrebbe potuto ottenere solo commenti di condivisione e null’altro, ma visto che c’è molta ignoranza di mercati vorrei lasciare
un mio commento.
La grande speculazione fa i suoi profitti soprattutto attraverso i derivati, generalmente quelli non negoziati sui mercati regolamentati, e qui sta il primo problema la gente comune non capisce tecnicamente l’enorme differenza tra queste due categorie di strumenti finanziari.
I grandi gruppi finanziari possono scegliere per speculare qualunque piazza mondiale e visto che i delinquenti sono tutti in Italia perchè le nostre condanne sono più lievi che in altri paesi, a questi plurilaureati basterebbe un secondo per spostare tutte le loro attività fuori dall’Europa.
Restano solo i piccoli investitori e qualche trader compulsivo simile a quei giocatori di casinò on line che perdono sistematicamente; sia i primi che i secondi hanno solo minusvalenze da portare a detrazione da eventuali guadagni.
Visto che non possono dare nulla allo Stato in quanto evidenziano solo pedite e l’aumento di imposta sulle plusvalenze dal 12,5% al 20%, cedole e dividendi esclusi, ha solo un valore demagogico, si è pensato prima di colpirli con un’imposta progressiva sul conto titoli, e visto
che quì bisogna solo mungere, si è pensato alla Tobin Tax, che è solo una tassa che andrà a colpire i piccoli, ma che sfruttando l’ignoranza dei più si è voluta spacciare falsamente come tassa contro la grande speculazione.
Leggendo certi commenti non so se piangere o ridere.
Cordiale cuoco
Il suo commento è interessante ma a mio parere non esaudiente.
Vorrei che lei arrivasse a una conclusione in questo senso.
Ritiene che la finanza e il suo potere economico siano diventati eccessivi e pericolosi (io direi semplificando che hanno l’effetto di una pianta parassita che succhia la linfa vitale all’economia dei settori primario e secondario) oppure li ritiene ancora posizionati all’interno di un corretto ruolo di stimolo e sviluppo all’economia?
Se vale la seconda tutto bene, proseguiamo così e usciremo in modo semplice e naturale dalla crisi attuale, se vale la prima ci può fornire qualche idea su come il liberismo riesce senza snaturarsi a contrastare l’eccesso del potere finanziario globale?
Grazie e scusi per le banalizzazioni insite nel mio commento
L’Ultima Zuppa.
Caro Cuoco, l’ingrediente di questa zuppa evoca papillarmente vaghi sentori Sovietici nel senso che anche lì, partendo dalla considerazione che le grandi proprietà avevano prodotto la Servitù della Gleba , si abolì la Proprietà privata ….invece che cercare di mettere tutti in grado di avere un po’ di proprietà privata. Intere esistenze furono martoriate per 72 anni…. “Una vita” come direbbe Maupassant. Molti Rumeni che oggi ci aiutano in casa parlano però con nostalgia di Cesausescu… “lavoravano tutti e tutti avevano una casa, le scuole erano serie….”, ma qualcuna più accorta ti racconta anche che nei paesi di montagna si studiava con la luce delle candele (parlo degli anni ’80, non del 1917).Le ragazze più carine vendevano ai turisti occidentali l’unica cosa appetibile che avevano in cambio di un paio di calze di nylon…. (l’abbiamo fatto tutti a cominciare dai figli “niri niri” delle napoletane vs gli Alleati Americani).Penalizzare gli effetti (ovvero l’orientamento dei capitali) mi sembra percorrere lo stesso viottolo.Le altre ricette sul tavolo, però, mi sembrano altresì ugualmente fondate sulla sabbia: stampiamo carta (Euro) e paghiamo alti tassi con moneta pseudo-falsa, la quale sul lungo periodo scaccerà quella buona. Qualsiasi iniziativa,sia transnazionale che nazionale , comporta un rovescio della medaglia che è a dir poco angoscioso e spesso una autentica contradditio in terminis, un esempio per tutte: rendiamo più flessibile l’uscita dal lavoro così le imprese assumeranno senza tanti patemi. Ma se il PIL cala drammaticamente, da dove cavolo verrano ‘ste nuove assunzioni? E così passiamo il tempo sperando che i tedeschi si comprino il debito pubblico dei paesi del Sud Europa ( ma se il cambio Euro/lira per noi fu così svantaggioso il motivo fu lo stesso: i tedeschi non volevano comprarsi il nostro debito pubblico e di fatto imposero una svalutazione colossale dei nostri assets). Le scelte antistoriche si pagano, magari sul lungo periodo, ma si pagano sempre. Da una parte c’è un’Italia che ha scelto di competere con i cinesi sul piano degli stipendi, dall’altro c’è IKEA che ha scaricato il lavoro manuale sui clienti e ha sviluppato il lavoro intellettuale dei suoi giovani (Design, logistica, progettazione, marketing, comunicazione,customer care, codice etico etc etc).Il risultato è che sta ripetendo l’invasione del mondo con i suoi mobili, come negli anni ’60, ma in maniera evoluta.I Giapponesi fanno piegare le lamiere delle loro automobili in Cina o in Corea, ma il lavoro intellettuale (progettazione etc) lo mantengono in patria. Qui ci ostiniamo a voler piegare le lamiere pagando poco gli addetti…. Ma è antistorico.
Con questo intervento lungo e piuttosto disarticolato saluto tutti e do seguito all’invito dell’amico Cuoco rivolto a Massimo: vado a pascolare altrove, “dove non so.. come diceva il tema del Dottor Zivago”, ma l’importante è che mi levi dai c… .Grazie per avermi letto sin qui.
Vorrei un rating altissimo per questo mio commiato e quindi proclamo: “abbasso Monti, la Merkel, Equitalia e l’IMU”.
Londra la sua Tobin Tax già ce l’ha, la applica, e ci mangia solo lei…
Le consiglio di leggere gli articoli originali di Tobin, tradotti anche in italiano, prima di dire che la Tobin Tax non “vedrebbe la differenza tra uno speculatore e un fondo d’investimento”.
Lei gradisce la “hot-money”, pagata con deflazioni salariali e stato sociale, ma è una sua visione del mondo.
L’autore non ha capito niente.
La Tobix tax non è una tassa etica.
È una tassa per mettere fine al gioco d’azzardo legalizzato fatto da grandi gruppi bancari per mezzo di computer iperveloci programmati da geni della matematica e della statistica al solo fine di arricchirsi sulle spalle dei piccoli investitori (che non possono competere contro tali tecnologie) senza PRODURRE NIENTE.
E far ritornare il mercato azionario ad un mercato di INVESTIMENTO, per quanto rischioso, per i piccoli investitori e una fonte di liquidità SANA per le aziende, invece che un mezzo fine a se stesso per far guadagnare palate di soldi a pochi.
Egregio dott. Nicola Porro, Le assicuro che la Sua posizione sulla Tobin Tax è assolutamente errata, per quanto Le riconosco di essere in assoluta buona fede. Le invio il link ad un articolo che cerca di spiegare la questione. http://www.giustiziasociale.it/i-debiti-dei-popoli/5-o-la-speculazione-o-lo-sviluppo
Sono esterrefatto…. certo la Tobin Tax è scandalosa… invece la tassa sulla casa, la tassa sul possesso del televisore, le tasse pagate sull’IVA applicata alle bollette, le tasse su un cartello che nel tuo negozio spiega le offerte di un articolo o di un servizio, le tasse sui servizi telefonici dei gestori, le tasse applicate subdolamente sui carburanti, le tasse che ogni povero cittadino deve pagare anche sul pane… quelle non sono scandalose… certo quelle non colpiscono gli interessi dei forti, o se lo fanno è irrisorio il peso…. se ad un piccolo commerciante che fatica a tirare avanti per mille motivi (crisi, calo dei consumi, concorrenza sleale della grande distribuzione, criminalità, impossibilità a farsi pagare dai debitori) se a quello che magari riesce a raccimolare 20.000 euro netti all’anno, gli togliamo anche solo il 40% cosa rimane? Miseri 1000 al mese…. ma se a quelli che speculano e fanno centinaia di transazioni all’ora quindi smuovono decini di milioni (forse miliardi) di euro al giorno, se a quelli togliamo uno 0,01%…. poverini come faranno a mangiare? Ma che avete nella testa? Qualche neurone è ancora attivo, o sono già andati in prepensionamento tutti? Ma ancora credete che l’umanità abbia bisogno di questa finanza bacata che sta sottomettendo tutti i popoli? Credete ancora che il creare denaro dal nulla, senza che vi sia una produzione a monte anche solo di un pomodoro, sia la strada per andare avanti? Ma forse stò parlando con l’avanguardia aliena che sta conquistando la terra… forse quelle povere persone che incontro ogni giorno, che proprio a causa di questa società malata di virtualità onnipresente, hanno perso il lavoro, la casa, le certezze e la dignità e non sanno come dare da mangiare ai loro figli, forse queste persone saranno salvate dalle transazioni di uno yuppie di Wall Street che passando dalla Borsa di Milano regalerà loro tutto quello di cui hanno bisogno… mah! C’è ancora qualche UMANO in giro?
Dopo lettura dei tanti commenti mi sono fatto l’idea che la TT sia un po’ come il programma di grillo: all’apparenza sembra una cosa sacrosanta, ma se gratti la superficie ti accorgi che la soluzione proposta è peggio del problema che vuole risolvere.
Per il resto, sono d’accordo con fabri. As usual.
@Massimo. Il caso di Massimo dimostra come ci siano persone serie che vogliono la Tobin Tax, penso all’argomentata posizione di 005, e delle capre ideologiche come questo massimo. Che riesce a scrivere “colpisce in modo più che proporzionale lo speculatore e non l’investitore” per il semplice fatto che lo speculatore fa centinaia di transazioni e l’investitore poche. Insomma c’è gente che pur avendo fatto, forse, la quinta elementare vuole dare lezioni di economica non avendo ancora le basi dell’aritmetica. Qualcuno di voi pensa che sia stato un po’ duro con questa capra? NO. Voglio sfoltire i commensali di questa zuppa. Non ho tempo da perdere e da farvi perdere nel leggere critiche cretine. E siccome mi sono dato questa scema regola di non censurare, rischiamo di avere articoli con più di cento commenti, di cui gran parte scritti da capre.Che prego una volta per tutte di andare a pascolare da un’altra parte. In questa cucina si accettano solo Signori o cafoncelli ma che abbiano almeno studiato. E questo Massimo non sembra appartenere a nessuna delle due categorie
Caro Nicola,riprendiamo dalla Tobin tx italiana.Di seguito al furto dei sussidi ai maestri perpetrato da un ministro,proseguiamo con tre scandali a mo’ di esempio. Quello della Regìa,cioè dei tabacchi privatizzati.Dei 180 milioni di lire-oro versati dalle banche almeno 50 milioni si persero nei rivoli misteriosi in e in breve tempo il consumo di tabacco decuplicò: privatizzazione all’italiana. Il Re galantuomo ebbe una buona fetta di torta,ma lasciò ugualmente 40 milioni di debiti.La Banca Romana.La moneta emessa ufficialmente e legalmente era di 53 milioni di lire,ma circolazione totale risultò di 128 milioni e si riferiva solo a una parte dell’inchiesta parlamentare.Tra i beneficiari il governatore della Banca e il sovrano “che bada a mangiare e lascia rubare” di G.Giusti memoria.E il Palazzaccio? Arricchì molti deputati-avvocati.E innescò la polemica sui deputati avvocati la cui presenza era ritenuta dannosa e perniciosa.Non è mai migliorata la situazione.Tobin or not Tobin? Le accuse reciproche fanno il gioco delle parti.Spero di non dover più tornare sull’argomento.
E’ ovvio che la superficialità con cui ha trattato l’argomento forse non merita risposta, mi limito ad osservare che la “speculazione” finanziaria non effettua una sola transazione ma centinaia in pochissimo tempo (anche in una sola ora) con gli strumenti telematici, quindi la Tobin tax colpisce in modo più che proporzionale lo speculatore e non l’investitore. Il suo articolo è fumo negli occhi!
Aristarco del 26 ore 08 21′ , i capitali tendono ad andare in quegli stati dove, oltre che conservare il loro valore, lo incrementano. Far tornare i capitali in Italia e’ facilissimo: basta deregolamentare il mercato del lavoro, eliminare la burocrazia, eliminare quelle regole e leggi assurde imposte alle imprese, ridurre i costi energetici ai prezzi del mercato mondiale del petrolio, abbassare l’IVA al 10 % e naturalmente avere una pressione fiscale non superiore al 15% . Far tornare i capitali per decreto, per fortuna non si può dal momento che il comunismo non e’ esteso a livello mondiale ( e non lo sarà MAI ) .
Egregio Porro, rivendico il premio da Lei messo in palio per chi avrebbe trovato una tassa simile all Tobin: “mica si tassano i redditi ed i consumi per farli sparire”, dice Lei. Bene. Io ne conosco uno che non sta facendo altro. Un certo Monti da Bocconi.Che Lei lo conosca o meno, non fà differenza, al contrsario dell’Aids nopn può evitarlo…e allora? ho vinto quaccheccosa????
A chi propone di regolamentare i mercati OTC.
Non vedo proprio come si possa fare. Come posso vietare a due soggetti di entrare in un contratto bilaterale? Posso vietarlo in Italia e me lo fanno a Cipro. Lo vieto anche a Cipro e me lo fanno alle Cayman. Non si puo’. Non voglio fare un discorso troppo lungo, ma ritengo che lo sviluppo massiccio di speculazione via OTC sia dovuto al fatto che l’economia reale ormai da una ventina d’anni non rende piu’ come una volta. Ad eccezione di qualche settore, la tecnologia e l’innovazione sono sempre gli stessi, con miglioramenti di prodotto certo, ma nulla di veramente rivoluzionario. Esempio: le auto che guidiamo sono le stesse da 100 anni, migliorate, ma il core del motore a scoppio e’ sempre lo stesso. Computer: sempre piu’ potenti ma il core dei microprocessori al silicio e’ sempre lo stesso. E si potrebbe continuare (energia, trasporti, costruzioni, agricoltura etc). Fatta eccezione per farmaceutica, biotech e telecomunicazioni, la tecnologia sta raschiando il fondo del barile. I margini si restringono, le prospettive si accorciano e chi per mestiere deve far fruttare capitali, si butta nei derivati, sia listati che OTC per avere la possibilita’ di guadagnare di piu’.
Gianni Farina del25 ore 15 47, l’esempio regge, qualcuno potrebbe obbiettare “chi paga le vincite?” Si può rispondere: “chi vi obbliga a mettere i soldi in banca?” E ancora: ” perché continuate a pagare le tasse e sostenere questo sistema?”
Caro Nicola,gli estremismi non servono a nulla.Adelante con juicio. Qualcuno premette delle affermazioni false per far prevalere il suo punto di vista sempre errato.Ad esempio,è stato detto che l’economia di Ucraina e Croazia,fuori dall’euro,va a gonfie vele.Nella mia città ci sono molte badanti laureate alla ricerca di una stanza per far arrivare mariti e figli: sono ucraine e croate e non hanno l’euro nel loro paese,ma quando vengono pagate in euro i loro occhi mandano luccichii e bagliori come papà Goriot morente alla vista del crocifisso d’ottone del prete che gli somministrava l’estrema unzione.Purtroppo già dagli anni sessanta la fuga di capitali ha condizionato l’economia italiana.Se si trovasse un sistema per far rientrare tutte le imprese italiane che,arricchitesi in Italia,sono andate all’estero per impinguare i loro bottini,la crisi si ridimensionerebbe di gran lunga.Ci sarebbe un sistema per vanificare il denaro italiano esportato all’estero,ma si preferisce non pagare i debiti agli aventi diritto anzichè annullare quei capitali illegalmente o anche legalmente trattenuto all’estero o anche investito all’estero con i più svariati marchingegni.E il liberismo? Il liberismo deve valere sempre,non solo quando fa comodo.
Apprezzo le riflessioni del ZERO ZERO CINQUE, QUELLE DI A CINGOLI e le sue, seguenti Sig. Porro
Le argomentazioni di 0 0 5 hanno toccato i punti salienti ai quali mi riferivo citando il caso di SOROS. Mi sento soddisfatto delle risposte. Un saluto.
Gentile Porro, condivido pienamente l’articolo.
Sei una delle poche voci che difende l’idea liberale con verve e polemica intelligente.
Ti vedrei volentieri come faccia nuova della politica in quel di Berlusconi, peccato che invece i volti noti del centrodestra parlamentare erano altri. Voto all’articolo 5.
Stimato dr. Porro, c’è una cosa che non capisco, o forse l’ho capita benissimo ed e’ agghiacciante: parto dal presupposto che i governanti europei ( nostri compresi ) non siano deficienti, facciano di tutto per spremere i cittadini e tutti sappiamo che i vantaggi non vanno agli stati ma alle banche. Si, ma le banche son messe malissimo, dovrebbero essere le prime a fallire, gli stati sono messi anche peggio, la situazione e’ irrecuperabile, immagino che questo lo sappiano benissimo. Non si vede nulla all’orizzonte per liberare la parte produttiva. Allora mi chiedo, il fatto che non si assumano scelte drastiche, antisociali, atte a liberare le imprese produttive, non e’ alla fine controproducente per le banche stesse? Mi verrebbe da dire che si stanno tagliando le palle da soli. L’unica logica che possa stare in piedi a questo punto e’ che governi e banche, ben consapevoli che ci sarà un fallimento senza precedenti, stiano cercando di recuperare più soldi o beni possibili in attesa del crollo. Come chiamarlo? Sciacallaggio? Rapina? Oltretutto questa gente dopo il botto rischierebbe seriamente la pelle. Se così fosse ( e credo che sia così) varrebbe la pena alienarli immediatamente. Sbaglio? Se non sbaglio, cosa aspetta allora per esempio la parte illuminata, tra cui metterei giornalisti tipo Lei dr. Porro, a prendere le dovute distanze ed assumere posizioni nette? L’embargo va benissimo, ma qui poi si rischia una guerra civile, non sarebbe meglio una rivoluzione?
@Zero Zero Cinque Grazie per il vostro contributo. Se le opinioni diverse potessero sempre avere le argomentazioni e la civiltà del vostro post, faremmo un grande passo avanti. Come ho scritto il primo giorno di vita di questa cucina: questo è un blocco notes in cui appuntarsi idee diverse e cercare di ragionare. Non ho le soluzioni in tasca e la zuppa serve anche al cuoco per formarsi un’idea compiuta. Cerco di sempre di mettere in discussione quelle che talvolta considero ricette sicure della mia mensa. Come per la Tobin Tax.
Per entrare nel merito. ma solo di striscio, per ora due appunti. Il primo credo sia da voi, da lei, ben posto: e cioè gli HFT e il loro trattamento. Questione che un liberale doc come il presidente della Consob ha posto nella sua penultina e ultima relazione. Il problema c’è. Ancora non sono convinto che la tassa sia la soluzione, ma insomma occorre ragionare.
Resto invece preoccupato ancor più dal criterio di residenza: non farebbe che rendere ancora meno appetibili le piazze più tassate sulle transazioni finanziarie. Si eviterebbe una parte del problema che avevo posto, ma ne aumenterebbe all’appetibilità alla localizzazione in piazze tassate delle securities. Insomma per non farla troppo lunga ritengo che il dibattito sia partito. HGo inserito qualche spezia. E continuo a pensare che una zuppa con più ingredienti sia davvero più saporita, soprattutto se sono della vostra qualità. Per la 7 temo che non si faccia più a tempo. Ho una sola puntata left
Complimenti al Dr. Porro.
Leggo tanti commenti a vanvera in diversi parti del Web e in Tv, mai uno dico uno che spieghi l’enevitabile collasso del sistema bancario EU derivante dal flusso di denaro verso il resto del mondo dove continueranno a fare quel che facevano prima. La finanza va riformata, non tassata. La differenza NON è sottile: regolamentiamo i mercati OTC. Ma prima di parlare, certa gente ha mai aperto un book?!!!
Ho letto frettolosamente l’articolo ma forse una cosa ho capito; il Capitalismo è ormai nel caos!
Il Comunismo è imploso, nessuno ha dato martellate se si eccettuano quelle sul famoso “muro di Berlino” (per portarsi a casa un ricordino).
Oggi i “soldi” s’ingegnano ad arrostire con chi li ha mentre coloro che ne sono privi sembrano che manchino d’aria; non è così!
A questo punto, guardate che fine ha fatto la Lira durante la Guerra, così sarà del resto delle monete! Quindi se uno ha un pezzetto di terreno da coltivare, gli andrà bene e mangerà ancora qualche pomodoro e, alla peggiore ipotesi, una patata bollita (come se ne facevano ai tempi andati). In fondo il Papa ci ha esortato a cambiare stili di vita; Lui vede molto più avanti di tanti Laureati!
Auguri a tutti gli sbandati!
Buon pomeriggio! Le scriviamo a nome della Campagna ZeroZeroCinque (www.zerozerocinque.it), una coalizione italiana di 52 organizzazioni dei consumatori, sindacali, non governative, ambientaliste, di cooperazione internazionale, dell’associazionismo laico e cattolico impegnata dal 2010 nella promozione della tassa sulle transazioni finanziarie.
Ci piace pensare di poter dare un contributo alla discussione da Lei lanciata con un punto di vista evidentemente antitetico alla Sua posizione.
Premettiamo che la tassa sulle transazioni finanziarie è solo UNA misura di regolamentazione della finanza e non va considerata come la panacea di tutti i mali del settore finanziario. Condividiamo infatti il commento all’articolo sulla necessità di separazione per il comparto bancario delle attività commerciali da quelle di investimento, così come attribuiamo una grande importanza a un controllo degli eccessi di leverage finanziario, il divieto di utilizzo dei derivati per fini speculativi e non di hedging degli asset finanziari (perché mai si deve permettere di assicurare o comprare un’assicurazione su un prodotto finanziario non posseduto?), il trasferimento degli scambi che avvengono in regime over the counter (un vero e proprio sommerso) su piattaforme non regolamentate.
Ciò premesso, vorremmo commentare le sue argomentazioni.
Rimarrà stupito, ma siamo d’accordo con la prima parte del suo esercizio intellettuale. La tassa sulle transazioni finanziarie ha effettivamente il merito (noi lo consideriamo un merito!) di incidere sul volume delle transazioni finanziarie, riducendolo e penalizzando soprattutto le transazioni in regime HFT (high frequency trading), scambi ultraveloci con cui si cerca di remunerare il capitale investito, giocando letteralmente sulle fluttuazioni infinitesimali dei prezzi degli asset . Speriamo che anche Lei possa considerare un problema il fatto che il solo volume dei derivati scambiati globalmente superi di almeno 10 volte il Pil del pianeta. Forse è altrettanto un problema se in soli quattro giorni sui mercati valutari viene scambiato un “currency volume” pari al valore annuale di tutte le attività del commercio tradizionale e se quasi il 60% delle attività sui mercati finanziari avviene in regime ad alta frequenza con compravendite che si disinteressano del tutto dai fondamentali del mercato?
L’abbiamo sentita spesso parlare della necessità di rilanciare le politiche di investimenti produttivi in Italia! Ebbene, come si può pensare di rilanciare l’economia reale e sana, se ad oggi risulta molto più profittevole giocare alla roulette nel casinò finanziario e guadagnare dalla compravendita spregiudicata di titoli, se le imprese (soprattutto quelle grandi) tendono a finanziarizzarsi, rafforzando i propri dipartimenti finanziari e presentando profitti in bilancio da attività finanziarie piuttosto che dalla vendita dei propri “prodotti” e se le piccole e medie imprese italiane faticano ad avere finanziamenti dalle banche impegnate a racimolare soldi a tassi bassissimi dalla BCE salvo moltiplicare i profitti, prestando a tassi alti agli Stati per poi speculare sull’indebitamento degli stessi? Come fa una piccola o media impresa a strutturare un piano industriale, se il prezzo delle materie prime è quasi del tutto indipendente dalla congiuntura economica, ma dipende pesantemente dagli scambi frenetici dei futures sul greggio?
Lo scopo della tassa è soprattutto quello di frenare le transazioni ad altissima frequenza e di ridurne il volume. Quindi, idealmente, se le transazioni si riducessero, il gettito sarebbe minimale o approssimativamente nullo. Ed è infatti quello che auspichiamo!! Fintanto che il gettito c’è, la nostra campagna richiede che esso non venga utilizzato per foraggiare indistintamente il budget europeo, ma per il rilancio dell’economia produttiva e per le politiche sociali in Italia, per combattere la povertà nei paesi più esposti alla crisi e per finanziare la lotta ai cambiamenti climatici.
I cittadini italiani si stanno chiedendo come mai la finanza continui imperterrita (come se nulla fosse accaduto) a fare quel che ha fatto a 4 anni e mezzo dallo scoppio della crisi e dopo iniezioni di oltre 7 mila miliardi di euro di soldi pubblici, nostri soldi, per salvare chi si è assunto e ha propagato dei rischi i cui costi sono, come Lei saprà, stati spalmati sui cittadini.
Lei afferma che la TTF non distingue nel groviglio delle transazioni! Verissimo! Solo che – andrebbe sottolineato con forza – il tasso della TTF è bassissimo (tra lo 0,01% e lo 0,1%). Per cui chi opera e investe in ottica di medio e lungo termine (e i cui portafogli titoli vengono girati poche volte all’anno) non risente dell’effetto della tassa (come i risparmiatori e cassettisti tradizionali), chi invece opera in regime HFT paga e come. E secondo noi sarebbe anche opportuno che chi investe i propri soldi o meglio li lascia in gestione a fondi di investimento o fondi pensione sapesse bene quel che va a fare e quali rischi il management del fondo si assumerà con i soldi gestiti. Disincentivare attività speculative e dare un contributo all’economia nostrana in sofferenza significa anche non far inseguire agli investitori italiani il maggior profitto nel minor tempo possibile, ma magari promuovere investimenti con interessi più bassi ma socialmente utili! E’ un messaggio che a noi piace promuovere e che chiaramente va al di là della libertà di ciascuno di scegliere cosa è meglio per sé.
Sulla Sua argomentazione sulla scala di applicazione della tassa, dissentiamo fortemente. Va precisato che in quasi tutti i Paesi del G20 (fonte Matheson – Fondo Monetario Internazionale) sono già in vigore delle tasse su alcuni asset finanziari senza che questo abbia comportato una percettibile fuga di capitali. Lo stesso Regno Unito che tanto si oppone alla TTF europea ha in vigore da due secoli una Stamp Duty (con un tasso dieci volte superiore a quello proposto dalla nostra campagna) sulle azioni che fa incassare a regime 3 miliardi di sterline all’anno e che ha anche stabilizzato il mercato azionario inglese. Non si diventa legalmente possessore di un’azione se non si paga questa tassa al momento dell’acquisto di un’azione.
La proposta di direttiva della Commissione Europea sulla TTF (Settembre 2011) presta molta attenzione al pericolo di rilocazione finanziaria e prende anche spunto dalla fallimentare esperienza svedese a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta. Il pagamento della tassa dovrà rispettare (nel disegno della Commissione) il principio di emissione (se a Hong Kong viene scambiato un titolo della tedesca Siemens fra un fondo nordcoreano e una banca statunitense la tassa va pagata), quello di residenza (chi risiede in un paese che introduce la tassa paga ovunque esegua lo scambio). Inoltre l’acquisto avrà valore legale solo a tassa pagata.
Va inoltre notato che la rilocazione dalle piazze europee è poco verosimile, visto il vantaggio comparato (velocità degli ordini) derivante dalla vicinanza alle borse. Da ultimo, se a fuggire fossero i volatili capitali speculativi che poco hanno a che fare con gli investimenti produttivi, ben venga! In ogni caso condividiamo con lei e i suoi lettori un recente documento da noi prodotto sui falsi miti sulla TTF: sul nostro sito, nella sezione delle FAQ!
Gentile Nicola Porro, Le riconosciamo, nella diversità di vedute, il merito di non essere chiuso ad una discussione anche se accesa e in contrasto con le Sue vedute. Crediamo che i nostri concittadini siano assolutamente interessati a un dibattito pubblico sul rapporto tra l’economia e la finanza (e sui ritardi e sudditanze della politica) e dunque rilanciamo la proposta contenuta in un precedente commento di trattare questo tema in una delle sue prossime trasmissioni su La7. Le persone vogliono capire, abbiamo due punti di vista diametralmente diversi, ma entrambi (ce lo auguriamo vivamente) vogliamo alimentare il dibattito, informare e lanciare delle proposte. Che ne pensa?
Grazie per l’attenzione,
coordinamento Zero Zero Cinque.
Egregio Signor Porro, i Suoi post sono sempre stimolanti, e sono d’accordo con Lei nel considerare la Tobin tax un’ulteriore tassa e forse la più tossica. Fanno prima, lor signori in europa, a dire che basta, ora è arrivato il momento di adottare regole della Finanza Islamica e Le assicuro che scapperanno anche i capitali derivanti da Petrol dollari. Anche fosse applicata ovunque ci sia una piazza di borsa, sono certo che si inventeranno uno strumento che non necessiti di trasferire capitali da un conto all’altro, come venne fatto nei tempi remoti con l’invenzione dell’assegno bancario. Questi signori devono farla finita con le spese, e non aumentare le tasse o modificarle. Tutto per dire comunque, e qui la butto in casciara, che l’Europa è un luogo di dementi economici per non offendere i dementi ovviamente.
Help! Sto finendo la bozza della dichiarazione dei redditi, anche quest’anno è un incubo. In pratica stiamo lavorando al posto di questi signori qua. Una botta d’importo che non so dove trovare i soldi per pagare e mi riferisco solo alle imposte dirette e indirette, manca la parte “contributiva”. E’ un comunismo deviato, cioè tu consegni tutto allo Stato, ma a differenza dei soviet non ti viene dato lavoro o sostentamento. PER ARISTARCO, scrivi : “.Il problema vero è quello dei servizi:corrispondono ai prelievi?” Poni in maniera errata la domanda, suggerisco: “Il problema vero è l’esorbitanza del prelievo che in quali servizi troverà mai corrispondenza?”. La risposta a questo punto diventa: Il prelievo dovrà essere ridotto sino a corrispondenza della quantità e qualità del servizio reso. Ne discende che lo Stato dovrebbe prelevare sì e no il 15%. Se migliora i servizi il 33% (considera che almeno un 3-4% lo perderai, salvo nel mondo delle favole, in corruzione e privilegi). In Italia, invece, è tutto a contrario, ti dicono che aumentano le imposte per continuare a garantirti servizi che valgono quel 15%. E come si scusano? La colpa è degli evasori. Realmente c’è da chiedersi se l’evasore sia un reo o un patriota. Se è vero che in medio stat virtus forse l’evasione è solo LEGITTIMA DIFESA. Eh! Ma adesso arriva la Tobin che risolve tutti i problemi. Non ci cascate! Questi inventano un nemico pubblico al giorno per continuare a spennarci. Scommettete che se passa la Tobin, la pressione fiscale sull’economia reale non diminuirà, ma continuerà ad aumentare? E lì uscirà dal cappello magico un nuovo nemico da combattere. Intanto ci manderanno le cartoline da Palazzo Chigi con scritto “Saluti e baci, paga le tasse e taci. Sette, otto e nove in estorsioni l’Equitalia fa’ le prove. Un due e tre con l’AE chi non scappa c’è (lo fottono)”
A proposito di tasse, Dr. PORRO, sarei curioso di sapere per quale motivo i nostri magnifici amministratori dell’Azienda Italia,visto e considerato che ci sono tante discrepanze nei metodi di tassare, e poi anche di prelevare dai contribuenti i cosi detti Eurini,non copiamo da altre Amministrazione Estere, (FRA LE MIGLIORI), ad esempio per citarne una, quella degli Stati Uniti, se queste Loro regole funzionano a dovere? Visto e considerato che il nostro sistema, e tanto inefficiente e criticabile?
Possibile che da anni ancora ci stiamo lamentando, non solo di pagarne molte,di tasse, e questo è anche comprensibile,in quanto abbiamo in essere tanti sprechi, tanto malaffare impunito, fra privati,Aziende, e Politicanti, quindi a maggior ragione,dovremmo con modestia copiare i loro concetti, magari se non al 100%, ma almeno al 90. Spero che non sia, il motivo di non copiare, per presunzione,o per imbecillità.
Questo tipo di ragionamento,(sui metodi di tassazione ), a volte sento sfiorarlo, ma poi da nessuno di Lor Signori Economisti, non sento mai dire, il perchè, non si pensa di poter copiare quel tanto,di ,che sarebbe utile per il Ns. Paese.
Se è possibile ricevere una Sua risposta nel merito, Le sarei grato.
Saluti cordiali.
G.BO.
Per coloro che insistono ad affermare che la colpa degli spread è la speculazione vorrei portare un piccolo esempio di stampo calcistico.
si gioca squadra A contro squadra B.
Tutti scommettono contro squadra A che poi effettivamente perde.
E’ colpa degli scommettitori (speculatori?) o della squadra A che fa schifo e tutti lo sanno?
E quindi per evitare che la squadra A perda ancora tassiamo le scommesse così la smettono di scommeterci contro e tornimao a vincere.
Si, come no!!!!
Scusate, ma a Voi sembra normale che sul forex vengano scambiati ogni giorno o addirittura ogni ora, se non erro, importi maggiori del PIL mondiale.
Probabilmente una nuova tassa non è la risposta giusta, ma a me sembra che qualche problema di regolazione ci sia.
La Tobin tax non e’ applicabile. Se l’zona Euro dovesse introdurla, Londra rigrazierebbe per il gentile dono. Se si vuole fermare la speculazione, non c’e’ bisogno di una tassa. Basta vietare il naked short e dare licenze di settore a chi compra e vende derivati. Esempio: compri e vendi il future sul petrolio? Sei la BP o la Shell? Vuoi tradare derivati sul grano? Sei la Barilla? No? Allora non puoi ,mi spiace. Oppure, ancora meglio, i derivati si possono usare solo per hedgiare, e qualunque fondo o qualsivoglia prodotto che non rispetta questa regola non puo’ essere venduto ad alcun residente in EU, USA e Giappone. The end.
La spesa pubblica in Italia,è gonfia a dismisura,per foraggiare interessi personali dei politicanti,sindacati, foraggiare un sistema di clientele,di “sussidi” locali,agevolando il lavoro “nero”,in una sequela infinita di scandali e sprechi,pagati “dagli altri”,in un sistema fiscale che nel tempo è diventato sempre più INIQUO,farraginoso e vessatorio,di tipo medievale. Occorrerebbe una vera rivoluzione fiscale,e funzionale del sistema per ridurre il costo di questo enorme calderone,pagato sempre dai soliti,che non sono più disposti a mantenere “gli altri. Il sistema ci sarebbe,facile,semplice ed automatico,ma nessun politicante(grillini inclusi),lo vuole affrontare,per paura di perdere consensi. Quindi,solo PROPAGANDA POPULISTA,senza affrontare alla radice il problema,ovvero:RIDURRE LA SPESA PUBBLICA(incluso l’”accoglienza” di milioni di “migranti”),e contemporaneamente,RIVEDERE DI SANA PIANTA,L’IMPIANTO IMPOSITIVO,per renderlo più EQUO,secondo l’uso che uno fa del SERVIZIO,ripartendolo secondo classi di reddito.
1-abolizione di tutte le attuali forti di “RACCOLTA”(IVA,IMU,IRPEF,accise,IRAP,etc.etc.).
QUESTA LA MIA PROPOSTA:
2-ogni servizio prestato dalla Pubblica Amministrazione,dovrebbe tendere innanzitutto, ad ottimizzare le risorse,puntando al minor costo possibile,senza nulla togliere alla qualità,laddove alti costi,per inefficienza,e clientele varie,sono oggi bilanciati,con la tassazione, e nonostante la stessa,aumentando vistosamente il Debito Pubblico.
3-ogni servizio reso,usufruito,dovrebbe essere pagato il più possibile direttamente,al momento della prestazione,in modo da fare emergere immediatamente il suo costo.
4-di ogni servizio reso,vanno individuate diverse fasce di utilizzo o non utilizzo,del servizio stesso,distinte secondo i casi per:
-età
-sesso
-attività
-domicilio
-nazionalità
5-ammortizzatori sociali:in prima ipotesi,se la prestazione costa 100,ad un soggetto appartenente alla fascia di reddito sino a 10.000€/anno,la prestazione viene fatta pagare 10,ed il rimanente 90,distribuito su i titolari di redditi superiori,all’interno della stessa fascia di utilizzo,secondo una evoluzione esponenziale.
6-ogni servizio reso, non imputabile direttamente,deve essere pagato,imputando l’ammontare pro-capite, all’interno delle differenti fasce di utilizzo,secondo una evouluzione esponenziale,rispetto al reddito.
7-ogni cittadino oggetto di “quote” ammortizzate(agevolate),dovrà ricevere una segnalazione della quota da lui non pagata e pagata dal “sietema”(gli altri).
L’esempio di cui sopra,verrebbe applicato a TUTTI I DICASTERI,a tutti i centri di costo PUBBLICI.
Laddove particolari situazioni,non consentissero di recuperare gli “ammortizzatori”,all’interno della stessa classe,si dovrebbe pensare a recuperarli anche nella classe immediatamente successiva,o immediatamente precedente.
Con questo sistema,verebbero alla luce TUTTE LE DISCREPANZE STRUTTURALI del sistema impositivo,evidenziando l’incidenza,l’ammontare delle”agevolazioni”,per gli uni e per gli altri.
E’ chiaro che,questo è un metodo di principio,da adattarsi in caso di evidenti perequazioni.
Il concetto comunque è:evitare l’attuale sistema fiscale,a “pioggia”,non adeguato ai tempi,alla tecnologia,che IMPONE secondo principi non più adatti alla complessità della Società,ed alle esigenze dI UN sistema moderno.
La tassa sulla speculazione finanziaria non è nociva in se, ma sndrebbe applicata da tutte le cosidette piazze finanziarie contemnporaneamente, inoltre per quelli che dicono che sia addirittura ingiusta direi che è più ingiusta l’imu, questa colpirebbe solo gli speculatori, che io chiamerei come diceva il gobbo della famosa opera di Verdi, vil razza dannata, quando si legge che il capitale solo speculativo è decine di volte il pil reale di tutto il mondo, si pensa giustamente che sono una cricca di speculatori a tenere in mano il destino del mondo, e non i governi come dovrebbe essere, la colpa è di chi ha liberalizzato totalmente qualsiasi genere di invenzione di titoli spazzatura, i vari governi americani.
Allora tanto che ci siamo liberalizziamo anche i cosidetti paradisi fiscali, non ci vedo una grande differenza.
Diagnosi corretta,manca la terapia.Quali sono le proposte alternative alla tassazione continua?
Ottima analisi manca poi un punto fondamnetale la tobin tax rappresenta il costo esplicito di questa inizativa ma vorrei far riflettere anche sul costo implicito. 1)L’inevitabile calo dei volumi fare diminuire la liqudità sui mercato questo implicherà che la distanza tra i prezzi offerti dai compratori e venditori si allargherà e quindi costerà di più comprare e vendere 2) aumenteranno gli sbalzi di prezzo (volatilità) 3) per comprare e vendere un titolo e smobilizzare un investimento ci vorrà più tempo facendo aumentare la percezione di pericolosità di quel tipo di investimento. Se so che una cosa la posso vendere in tempi rapidi ho meno ansia e sono più propenso ad investire
la tobin tax, in assenza di unanimutà UE sarà difficilissimo venga applicata estensivamente; se lo fosse scomparirebbe in pochi giorni il mercato dei derivati tedesco EUREX,( i DERIVATI sono una più o meno semplice formula matematica replicabile ovunque, e londra non si lascerebbe scappare questa occasione, le ricordo il recente arrivo nella city della piattaforma di scambio nasdaq, e dei cinesi via LME, e lei pensa si lasceranno sfuggire questa occasione, oppure Francoforte permetta il suo suicidio?).
Altrimenti si dovrè limitare il libero flusso di capitali nell’area UE, ma per farlo devono cammbiare i Trattati Europei e il MIFID, e per farlo è necessario l’unanimità.
probabilmente dopo lunga discussione tra francesi (che hanno poco da perdere) e tedeschi ( la cui finanza è funzione delle loro aspirazioni legittime di potenza)si arriverà a una TOBIN sugli azionari come esiste già a londra e una tassa aggiuntiva sui capital gain dei derivati.
le faccio presente che, assente londra, la ftt potrebbe avere ricavi negativi:+ tasse sulle transazioni – volumi – capital gains
Caro Cuoco,
permettimi una domanda da ignorante.
Vero ed ovvio che ove si mettono tasse chi può se ne va alla faccia di Visco, Monti e Tremonti quindi la tassa, se non globalizzata, è inutile. Ma le borse sono nate per consentire alle imprese di prodotti o servizi di raccogliere capitali da investire nell’impresa stessa. Uno che acquista una percentuale di un’azienda ed il giorno dopo, o pochi giorni dopo, rivende acchiappando la plusvalenza non finanzia alcunchè, fa solo lucro….o no?
Non lo chiedo polemicamente, lo chiedo proprio da ignorante bestia. Forse che i vari prodotti finanziari moderni, derivati ecc. che vivono di plus o minus valenze rapidissime che non possono, fisicamente, essere legati al cuore dell’azienda, si sono distaccati dall’originario significato di borsa? E se si, non esiste davvero il modo di limitarne i danni? Cosa dovrebbe o potrebbe fare la politica? Grazie per la tua attenzione o di chi vorrà gentilmente darmi il suo parere.
Paolo Da Lama del 25 ore 11 44, giustissimo, aggiungerei che non deve essere compito e competenza dei governi creare ricchezza ma delle imprese che si regoleranno sul mercato. Sarebbe sufficiente che gli stati e i governi togliessero le catene alle imprese, la smettessero di vivere alle loro spalle, le lasciassero finalmente libere. Parlo di imprese vere, grandi o piccole che siano. Per me un’impresa vera e’ qualunque impresa che non e’ in alcun modo agganciata allo stato, alludo a sovvenzioni ed aiuti che a volte sono creati ad hoc ma assolutamente improduttivi. Ognuno deve far fuoco con la propria legna e lo stato non deve permettersi di intromettersi.
gli “speculatori” sono il corrispettivo internazionale del “evasori” nostrani.Il nemico da dare in pasto agli stupidi per cercare di restare comunque a cavallo.
Sono certo che i politici europei, come i nostri, sappiano bene che si tratta di boiate ma a loro serve qualcuno da additare.
Tutto finalizzato ad evitare il discorso di fondo: l’insostenibilità del sistema che premia chi distrugge ricchezza penalizzando che la produce.
Un sistema fallimentare di cui loro sono i garanti.
La Tobin tax è semplicemente una tassa sul reddito,come il prelievo sugli interessi dei risparmi della povera gente,che accantona nei libretti di banche e poste.Fino a quando non si capisce che a fronte delle tasse noi beneficiamo di tanti servizi (scuole,carabinieri e polizia,illuminazione,sanità ecc ecc),le tasse saranno sempre aborrite.Il problema vero è quello dei servizi:corrispondono ai prelievi? O sui servizi ci sono speculazioni e corruttele di ogni genere che ne dimezzano il prodotto? E gli sprechi? Insomma torniamo a bomba.Dall’unità d’Italia non c’è mai stata una sana gestione del denaro pubblico. La corruzione è stato il leit motiv che ha accompagnato la società.Esistono centinaia di pubblicazioni che documentano storicamente tutti gli scandali che si sono succeduti dal 1860 a cui sono da aggiungere quelli più numerosi non venuti alla luce.Anche i re erano coinvolti e i partiti non esistevano o sono venuti dopo.Esistevano i liberali,cioè gli italiani,la cui coloritura non significa nulla.I maestri venivano pagati dai comuni con una miseria. Il governo stabilì un sussidio in loro favore. Un ministro del governo intascò la somma e buona notte ai maestri. E’ inutile dare una colorazione a quel ministro. Dico che era italiano.E Grillo cosa vuole fare? Il trapainto delle teste? E dove piglia 60 milioni di teste?
d’accordo su taglio delle tasse e della spese pubblica, prima cosa da fare. non ha particolare prevenzioni per la speculazione, che probabilmente svolge un servizio utile. ma le cifre enormi che ogno giorno vengono contrattate su quei mercati mi inquietano.
secondo Lei, va bene così? o ci sono sistemi più liberalmente corretti per limitare quei mercati, che mi sembra possono travolgere anche economie sane sulla base magari solo di emozioni temporanee. non mi pare che in genere il mercato finanziario abbia dato prova di grande razionalità.
Egr. Porro,
ma è possibile che da questi socialisti nell’animo che governano l’Europa (soprattutto la crucca vissuta tutta una vita nell’economia pianificata della DDR) non esca mai un’idea su come produrre la ricchezza?
Sempre e solo ipotesi per distribuirla e sciuparla.
“E adesso la crescita”, la frase mitica che continuano a ripetere.
Non sanno neppure di cosa stanno parlando.
Un pò come Bersani che continua ancor oggi a ripetere l’unica frase presente nel suo vocabolario: “Deve fare un passo indietro”, ma non sa a chi si riferisce e sbaglia i tempi, intontito com’è.
Soprassediamo su questi quattro somarelli della Bocconi, ma gli altri leader europei?
La Tobin Tax è assurda fondamentalmente per il fatto che se non viene applicata integralmente da tutti, perde la sua efficacia il giorno dopo la sua introduzione.
Sarebbe un pò come dire: Piemonte, Toscana e Sicilia non applicano l’IMU, le altre regioni si, e le tasse sugli affitti abitativi e commerciali sono con cedolare secca del 10%.
Risultato: se devo investire nel mattone vado in quelle tre regioni.
Inoltre, la Tobin Tax nasce nel 1972 con il fine ultimo di devolvere l’importo ad una “fantomatica” Comunità Internazionale con finalità umanitarie.
Dovrebbe lasciare intatto il suo intento, o no?
E allora quale sarebbe questa Comunità?
Eppoi, la Tobin Tax sarebbe scaricata sulle operazioni finanziarie dei clienti delle Banche?
Ma allora esiste già: sotto un determinato volume di compravendita di azioni, le banche ti applicano già intorno all’1% e per volumi superiori cominciano come minimo dallo 0,35%.
Quindi? La prendano da lì la percentuale per la Comunità Internazionale.
Inoltre il socialista Tremonti aveva già portato il prelievo sul capital gain e sui dividendi dal 12,5% al 20%, cioè quasi il doppio.
Lo prendano da lì la percentuale per la Comunità Internazionale.
Le Banche europee dei politici a cultura socialista si prendono il denaro all’1% e investono al 6%.
La prendano da lì la percentuale per la Comunità Internazionale.
L’Inferno di Dante ci fa una pippa
Quando un dipendente arriva a proporre il licenziamento (i contributi versati dagli imprenditori serviranno a pagare le pensioni longeve di chi ha smesso di lavorare a 40 anni e a loro toccherà, dopo 40 anni di lavoro, l’equivalente della pensione sociale, se e dico se la prenderanno) lavorare in nero e investire gli stessi soldi in una pensionistica, privatamente.
Quando un padre di famiglia cerca lavoro all’ufficio di collocamento e viene scartato perché non è tossico o delinquente.
Quando si cerca solo un tipo di evasione (il povero cristo che con una tassazione che supera il 50% evadendo arriva a guadagnare 800 € al mese) e si ignora LA VERA EVASIONE.
Quando hai pratiche burocratiche o pagamenti e devi chiedere una settimana di permesso perché spesso vieni sballottato da un ufficio all’altro.
Quando colleghi ti fanno presente che lavori troppo o sei troppo gentile e così non ci si comporta.
Quando non hai una fonte di reddito ma hai il “CULO” di avere una casa e per questo devi MORIRE.
Quando non vuoi rinunciare a fumare e decidi di farti le sigarette perché il trinciato costa meno e lo aumentano immediatamente, (di 60 centesimi) così impari sporco troglodita.
Quando il tuo unico torto è quello di non aver leccato culi e cercato padrini e resti al palo vedendo orde di imbecilli e ignoranti occupare posti di rilievo e spesso decidere della tua sorte, della tua salute, della tua istruzione e chi più ne ha più ne metta.
Quando vedi tutto ciò, sei benvenuto nellItalia del 2012
Mi pare che questo testo manchi del consueto rigore metodologico, dott. Porro, e che le argomentazioni portare siano alquanto deboli…
- imposta suicida: ce ne sono dozzine di imposte suicide, tanto per dire l’ecobollo sui macchinoni di grossa cilindrata (che andrebbe a morire se scoraggiati dalla maggiore spesa tutti comprassero solo utilitarie, con beneficio per tutti in qualità dell’aria) oppure la TIA per quei pochi comuni che riescono a commisurare l’imposta sui rifiuti alla quantità di rifiuti prodotta (se tutti smettessimo di produrre rifiuti l’imposta si annullerebbe, forse che qualcuno ne piangerebbe la dipartita in quel caso?).
- spostamento delle transazioni: lei non sta criticando la Tobin tax solo-in-alcuni-paesi, sta facendo un discorso generale sull’ipotesi di una Tobin tax. Se il problema è la paura che le transazioni finanziarie si spostino, e sono d’accordo che lo sia, la conseguenza logica è promuovere con forza e vigore l’istituzione di una Tobin tax diffusa a livello globale, cosicché non ci sia più un “paradiso dei finanzieri” sul quale dirottare le speculazioni.
In conclusione, viva la Tobin tax! E speriamo che venga introdotta in fretta, e che si riesca a vincere l’opposizione anche di quei paesi che ad oggi si dichiarano contrari!
Cordialmente,
Davide
@Nicola…
ahhh i Nobel…
quelli che Grillo cita, dicendo che lui non è proprio contro l’euro…ma è che il parere dei Nobel sfavorisce la moneta unica…quindi forse potrebbe essere la soluzione migliore..
A quando la tobin tax sulle minc@iate??
Sai che ricchezza nel paese ?
buone cose
non sono d’accordo perche chi specula sulla GLOBALIZZAZIONE FINANZIARIA senzavere la responsabilita aziendale ed il mantenimento di famiglie e bene che vadano a speculare su altri SPRED extra Europa.
25 giugno ore 10,40
A risonanza della dittatura fiscale, di cui la tobin sarà ulteriore capitolo, in tempi di calcio, ci è sfuggita l’attenzione sulla Circolare 18/E del 31 maggio 2012 dell’Agenzia delle Entrate: Aumento dei sequestri patrimoniali e più indagini finanziarie. A questo punto tanto vale cancellare da costituzione il diritto alla proprietà privata, per lo meno si prendono tutto risparmiandoci almeno l’ansia di sapere chi sarà il prossimo. Che tempi bui, veramente bui. Ma non rischiano di far scoppiare una rivoluzione? Badate bene una rivoluzione, non una rivolta. Stanno formandone le matrici (Kant / Rousseau) tipiche.
gentile Dr. PORRO,con tutta la fiducia nei Suoi
giudizi giornalistici,si e forse DIMENTICATO di affermare che lo SPRED che rompe le palle a tutta Europa e colpa delle speculazioni finanziarie che se emigrassero in altri paesi farebbero un gran piacere a tutta Europa dove esistono industriali
responsabili delle proprie aziende e delle famiglie dei propri dipendenti.Chi NON ha queste responsabilita e sa solo manovraRE LA COSIDETTA globalizzazione finanziaria,dicevo,e bene che vada a rompere li PALLE fuori dall’Europa.
25.giugno ore 10,30
Lavoravo per una multinazionale giapponese che produce le migliori vetture del mondo, ma investiva tutte le sue risorse sul prodotto e sulla ricerca e poco sul management.In Italia se ne vendevano sempre poche e ogni anno arrivavano nuovi pseudo-managers di scarsa caratura che andavano a sostituire quelli che avevano fallito.Tra i tanti, ne arrivò uno particolarmente “democratico” il quale scrisse a tutta la rete dei concessionari ( che rano gli unici che ci capivano) chiedendo il loro parere preventivo su una certa azione commerciale: un concessionario rispose: “temo qualsiasi vostra iniziativa”. Pur non conoscendola,la Tobin-tax ha per me la stessa angosciosa portata. Nel contempo rimane un’unica certezza: si possono introdurre per legge innumerevoli forzature, ma alla fine il Mercato farà giustizia. Si può sposare Il corpus juris più ponderoso del millennio, ma in Italia la declinazione delle norme porta a: Wellfare Scandinavo,Tangenti da dittature Sud-Americane. Repubblica democratica,appannaggi Regali. Stipendi cinesi, ritenute Svedesi. Stampa libera, consenso retribuito dei Media. Spending review in Italia, aumento dei vitalizi nella Regione Lazio. La più nefasta delle contraddizioni: Res Pubblica, Res Nullius.
La Tobin tax è l’ultima delle “boiate” che hanno ricevuto il consenso di Monti, per quanto ci è dato sapere dai resoconti dell’ultimo meeting di Roma che, non avendo prodotto alcuna decisione operativa efficace, ha condotto i convenuti a sfoderare qualcosa che potesse in qualche modo soddisfare il palato grosso di chi vuole ad ogni costo un capro espiatorio: ovviamente la speculazione con le sue transazioni finanziarie. Questo ci rende palese un fatto: se tra gli euroburocrati che – a Bruxelles, Strasburgo e compagnia cantando – tirano le fila di questa Unione Europea (in cui ciascun paese si fa gli affari suoi – cercando di trarre il massimo profitto per sé, magari truccando i conti e buggerando bellamente gli altri – ma con la pretesa di utilizzare un’unica moneta di cui nessuno si assume la responsabilità collettiva di gestione)il Prof. Mario Monti era il nostro fiore all’occhiello, e tutti gli altri ai vari livelli(i vari Barroso, Olli Rhen, Van Rompuy, ecc. ecc.)sono più o meno dello stesso calibro come competenza,ci possiamo rendere perfettamente ragione del perché le cose non funzionano, a dispetto di tutti i sacrifici che ci impongono.
Dr. Porro, come al solito i nostri “papaveri” mostrano tutto il loro spessore… purtroppo però il nostro sistema di vita non prevede nessuna possibilità di mandarli a casa anzitempo con un bel calcio nel deretano anzi, anche se scendessimo tutti e 60 milioni in piazza chiedendo le dimissioni, questi non se ne andrebbero nemmeno allora. Come successo in altri casi, rimarrebbero al loro posto anche con i Carabinieri alla porta.
Questi sono 20 anni che non hanno un’idea in croce – a parte quella di rubare finchè possono salvo poi dire che non ricordano o altre amenità del genere.
Ma prima o poi ci sarà un giudice a Norimberga.
Giuliano
Ci si deve preoccupare solo ora??
E’ noto da tempo che qui chi deve pagare e soffrire son sempre i soliti noti. Bisognerebbe vietare i derivati “speculativi”, lasciamo solo quelli sui cambi che poi sarebbero i primi nati da cui sono poi scaturiti tutti gli altri. Sulla psesa pubblica stimato cuoco sarei concorde se l’amministrazione pubblica pagasse non solo in tempi congrui ma che veramente li desse i soldi che deve!
Credo che basterebbe poco a dar di nuovo slancio a consumi e crescita: ipotizziamo una discesa della presisone fiscale sui redditi da lavoro e su quelli alle imprese e un inalzamento dell’iva di ancora un punto.
Ipotizziamo una irpef fissa al 10% per redditi sino a 20.000€ annui e una del 18 per quelli fino a 100.000€ oltre al 25% così anche per i lavoratori autonomi: primo effetto i salari e stipendi aumenterebbe portandosi ad un ragionevole valore che permetterebbe di spendere un pò di più e di non essere costretti a centellinare ogni centesimo di euro per poter far fronte solo alle necessità primarie, le aziende avrebbero qualcosa in più per investire o comunque per non entrare in sofferenza da liquidità ( esempio l’irap: un artigiano deve pagare l’imposta regionale indistintamente quello che sia il suo “reddito” così ci si ritrova in alcuni casi al paradosso ove per far fronte alle necessità si hanno finanziamenti, dipendenti ecc l’utile alla fine dell’anno magari di 10, irap pari a 5 irpef e ivs sommati pari a 4, un artigiano può vivere con 1?).
Secondo punto: l’aumento dell’iva di un punto porterebbe gettito compensativo dettato dai maggiori consumi, maggiori consumi maggiore redditi, maggiore redditi maggiore occupazione, maggiore occupazione maggiori entrate maggiori entrate siamo tutti più contenti…..”basta poco che ce vò”……….Sono un sognatore lo sò, ultimo punto l’inflazione: con l’andamento che hanno preso i consumi ora è già buona che non ci sia deflazione e comunque che paura può fare un inflazione al 3/4 % quando il rovescio è la banca rotta………buon pranzo a tutti!
Buongiorno Nicola, il vertice dei quattro mi è sembrata una riunione di ciechi che, nel tentativo di scovare qualcosa, si muovono a tentoni sfasciando quello che li circonda. Quasi una riunione di condominio in cui il pezzo più forte è diventato il pettegolezzo. Ne discende la “scoperta” della Tobin Tax, poichè non sanno che fare o non hanno il coraggio di fare. Lei, Porro, comunque già ci aveva avvertito: in tempo di crisi cattive scelte politiche aumenteranno il problema. Parlano di futuro stritolando il presente. Secondo lei, proseguendo con quest’andazzo, che succederà in Europa dopo l’estate? Io ho brutti presentimenti, non sono più incavolato, poichè si sentono ormai i rumori di tempesta che è ormai inevitabile. La “droga” del calcio tra un po’ finirà il suo effetto anestetico nella cittadinanza…Non sono tranquillo per nulla, o meglio ho paura, e la luce in fondo al tunnel è sempre più flebile, fosse solo perchè questi vanno nella direzione opposta: “pantassismo” (neologismo per indicare tassiamo tutto).
Molto d’accordo sull’articolo. E credo di averlo vinto, il premio: basta scegliere una qualunque delle tasse inventate dall’ultimo berlusconi o dal traditore monti. Che so, l’IMU, per esempio. Anzi no, peggio l’aumento dell’IVA. E le accise sui carburanti!
Una qualunque. Sta di fatto che sono tasse su consumi e redditi che li stanno facendo sparire. Certo, l’intento qui è ben diverso perchè è esattamente quello che il traditore monti vuole. Ma la sostanza è la stessa.
Cosa ho vinto?
Qualche mese fa pubblicai anch’io un commento sulla Tobin Tax, quando si ricominciò a parlarne:
http://thefielder.net/30/03/2012/la-leggenda-della-tobin-tax/
Inutile dire che concordo pienamente con la tua tesi!
Caro dott. Porro, lei è sicuramente un giornalista informato, e io sono un suo lettore ignorante. Ma prima di tirare le cuoia sarei curioso di sapere se lei conosce una, una sola, un bocciolo di idea intelligente per fortuna sfuggito alla crocifissione politica. O se la sola alternativa al default, in Italia e in Europa, è il default.
Da 66 anni, (Lei molto meno) voi giornalisti cercate inutilmente le soluzioni intelligenti nella politica, ma non fareste prima a cercarle in manicomio, dove ci sarà pure uno spreco di idee suicide, ma non tali da competere con la politica?
IL Presidente Berlusconi si e’ svegliato Dr. PORRO,FINALMENTE!
ORA HA TOCCATO CON MANO, CHE QUESTI CHE AVEVA ACCUDITO E ADOTTATO COME FIGLI, SONO QUASI TUTTI FIGLI SOLO DI SE STESSI, E NON VEDEVONO L’ORA CHE SE NE ANDASSE A SONZO.PER DIVENTARE LORO I CAPI DELLA MENSA ITALIA.
IL DIRGLI SEMPRE SIGNOR SI’, SI E’ ACCORTO CHE QUESTI , NON GLI SONO, CHE SERVITI A DISFARE IL PARTITO.
SI E’ FINALMENTEE ACCORTO, CHE GLI UOMINI, E DONNE, CHE VOTANO ( PDL ),HANNO IL SALE IN TESTA, E NON LO JES MEN, COME UN MARCHIO DI FABBRICA.
COME PROSPETTAVO,IL PENSARE AD UN VERO DIRIGENTE,PRESO DA OGNI DOVE, PURCHE’ ABBIA VICINO DELLE VERE PERSONE, CON PANTALONI BEN STIRATI E LUNGHI, SIA DONNE CHE UOMINI, SI PUO’ VERAMENTE RIPRENDERE IN MANO, QUESTA SITUAZIONE DA ASILO COMUNALE, DI CUI ORA E’ COMPOSTO IL GRUPPO PARTITICO DEL PDL.BERLUSCONI LO HA CAPITO!
TROPPI, COMARI,E COMARETTE,FACEVONO IL DIARIO GIORNALIERO, IN RADIO E TV. IL DIARIO NELL’AGENDA IN PELLE SERVE POCO,MEGLIO MAGARI FARSI UN BUON APPUNTO, SU UN TOVAGLIOLO DI CARTA, MA APPUNTARSI UN ARGOMENTO VALIDO, CHE CHIACCHIERE DA BAR, PER OGNI GIORNO.QUINDI TUTTO DA RIFARE, QUESTO ORGANICO, E POCHI SI DEVONO SALVARE,E LUI SA GIA’ A MIO AVVISO.QUALCHE SIGNORA,QUALCHE SIGNORE, E IL RESTO,A RANARE!
VALIDO PER OGNI SITUAZIONE, QUESTO ESEMPIO:
UNA EFFICIENTE AZIENDA,PARLA POCO CON I LAVORATORI, MA E’ DECISIONALE IN POSITIVO, E ANCHE, PER TUTTI I SUOI COMPONENTI INTERNI, ED INOLTRE ANCHE MAGGIORMENTE PER GLI ESTERNI. CON I FATTI CONCRETI,SI FANNO STAR BEN SERENI TUTTI,E SI NAVIGA CON IL VENTO SEMPRE IN POPPA, E A GONFIE VELE.
QUESTO DEVE ESSERE L’EQUIPAGGIO DEL VELIERO ITALIA PDL. IL VELIERO NON SI CAMBIA, E NON GLI SI CAMBIA NOME.
SI IMMAGINA PER GLI ITALIANI Dr. PORRO, COSA SIGNIFICHEREBBE CAMBIAR NOME, AL NOSTRO VELIERO SCUOLA ?
LA PERDITA DI IDENTITA’,SIGNIFICHEREBBE. QUINDI, COME SI DICE A BOLOGNA,SE UNA PERSONA NON VALE NULLA, SI DICE: LU LE’, LE’ UN GRAN BAGAI!
QUINDI PERDITA DI OGNI CREDIBILITA’,E DI RISPETTO OVVIAMENTE. CON QUESTI PERSONAGGI,A BORDO, NON SI CREA NULLA, E NON SI VA DA NESSUNA PARTE!
IL PDL,CON QUESTI ANNI DI CHIACCHIERICCIO, DA COMARI,SGANGHERATE, ED ARRIVISTE, HANNO CREATO AL Dr. BERLUSCONI, SOLO OFFUSCAMENTO MENTALE E DIREZIONALE,PERTANTO SI E’ CREATO IMMOBILISMO.E GLI ITALIANI SE NE SONO OVVIAMENTE, ACCORTI TUTTI. GIA’ PER SUO CONTO AVEVA PROBLEMI,IN PIU’, TUTTO IL BAILAME CHE AVEVA INTORNO, LO HANNO MESSO FUORI ROTTA.
RIASSUMENDO: SE TOGLIERA’ LA SPINA A QUEL COMANDANTE DI CUCINA TRATTORIA, CHE RAPPRESENTA IL MONTI, NON CAPACE DI FARSI DA SOLO, NEANCHE UN UOVO AL TEGAMINO,SI POTRA’ VEDERE DI NUOVO, CHE SI APRIRA’, UN FUNZIONANTE RISTORANTE ALL’ITALIANA, PRESENTE, E CONSIGLIATO, DALLA GUIDA MICHELIN.
CON DEI VALIDI CAMERIERI DEL M5S.IL RISTORANTE ITALIA,PREPARERA’ OTTIMI PIATTI, PER TUTTI I CLIENTI ITALIANI. GIOCARE CON POCHI MA BUONI, SI DICE A BOLOGNA!E ALLORA SE PENSIAMO CHE BISOGNA LAVORARE MOLTO, FIGURIAMOCI, SE NON VALE QUESTO MOTTO!
GLI ALTRI RISTORANTINI, E TRATTORIE VARIE, CHIUDERANNO.
GI.BO.
Caro Porro, forse mi sbaglierò,ma non sono sicuro che la Tobin tax sia una “boiata”.Anzi, il fatto che gli speculatori,che ne hanno paura, paghino ANCHE LORO un po’ di tasse me la fa apprezzare.Hai presente le “high frequency trading” ,con la quale gli avvoltoi della finanza speculano sulle transazioni ad altissima frequenza, manipolando prezzi e lucrando milioni in millesimi di secondo? Penso sia un valido anticorpo contro il casinò della finanza .
uahauhuah siamo alle solite:
per prima cosa si individua un “nemico” in modo demagogico, da dare in pasto al popolo inconsapevole.
poi si fa una bella campagna mediatica demagogic contro questo presunto nemico.
poi si propone una bella tassa contro questo nemico che sicuramente sarà accettata dal popolo inconsapevole come la giusta punizione al cattivone di turno.
ed esattamente come dice lei Porro, la politica scarica le sue colpe sul “presunto nemico del popolo”.
problema: la tobin tax, indipendentemente da chi la applica e dagli eventuali spostamenti da un mercato regolamentato a uno piu libero, è e rimane semplicemente una tassa sul risparmio.
(se non erro, anticostituzionale in italia)
in un libero mercato, il risparmio è la leva che fa progredire l’economia, tassandolo semplicemente si peggiora ancora di piu la situazione.
ma questi ragionamnti li capiscono solo coloro che conoscono un po di economia, la stragrande maggioranza del popolo inconsapevole, continuerà a credere che la tobin tax è giusta.
ma alla fine, chi se ne frega, siamo in semifinale.
uahuahuahuahuahuah
Una piccola aggiunta. Guardiamo ad esempio il caso SOROS.
Questo signore solo con transazioni e speculazioni finanziarie, ha fatto perfino svalutare la sterlina a suo piacimento e calcolo..(se l’avesse fatta a noi, lo avremmo linciato) Ebbene , Come e’ammissibile che qualcuno sia lasciato accumulare cosi’ tanta ricchezza monetaria senza che le societa’ civili arrivino a proteggersi dai ricatti da un singolo??????? E come Soros ,ce ne sono altri,molti,troppi.!!!!Forse il quadrilatero sta lavorando anche su questo. Speriamo in bene.
Il mercato finanziario è unico e globale ed i capitali si spostano con un click. Tutte le extra tassazioni applicati da un singolo Paese o da un’area geografica (quella euro nel nostro caso) colpiscono solo i soggetti residenti, non i capitali che si sposterebbero in pochi minuti. Peccato poi che questa tassa che peserebbe sul sistema bancario della euro-area sarebbe inesorabilmente ribaltata sui clienti finali delle banche dei 17 Paesi aderenti alla moneta unica. Il pricing power del mondo oligopolistico della finanza è tale da creare un’asimmetria nel rapporto con la clientela. Basta ricordarci come nel nostro piccolo nazionale all’eliminazione della commissione di massimo scoperto ha fatto seguito un aumento generalizzato delle commissioni.
Purtroppo il mondo dei partiti (italiani ed europei) è pericolosamente incapace di dimagrire e di ridurre il mondo di burocrati, dei faccendieri, delle corporazioni e dei clientes, vale a dire i beneficiari della politica.
Ecco che a fronte di difficoltà finanziarie derivanti in larga parte dalla mancata crescita, i governi pensano alle tasse per autosostenersi vedendo come unica alternativa all’espansione della pressione fiscale quella del debito.
Finché rimane questa gente al comando, l’Europa non potrà che affondare sempre più rapidamente.
I nostri problemi italiani hanno radici comuni con quelli degli altri Paesi europei; solo che noi siamo già arrivati ad uno stadio pre-greco della malattia, gli altri stanno per arrivarci.
Luigi XVI pensava di essere al di sopra del popolo ridotto alla miseria. Per questa sua presunzione finì col perdere la testa assieme a tanti nobili e loro servitori. Oggi non si usa più la macchina per tagliare le teste, ma la macchina per licenziare funziona bene. Dobbiamo solo avere il coraggio di tirarla fuori ed usarla a nostro vantaggio!
Sig.Porro! Bisogna stabilire cosa si intende per transazione finanziaria e quali sono i limiti. Qualcuno vive all’estero e richiede dal suo conto
un ammontare diciamo di 10 000 euro in un certo tempo. Cio’ va tassato? Il pellegrino terzomondista che lavora da noi e che manda 500 euro al mese a casa per sostenere li’ la famiglia,va tassato???
Chi si reca all’estero per fare delle vacanze e si fa mandare un po’ di soldi perche’ si e’trovato a corto ,va tassato???
Una tassa sulle transazioni ha senso se vengono stabiliti parametri indicanti che qualcuno sta facendo speculazione e non leciti pagamenti. La materia e’ complessa , ma deve essere chiarita sia nei limiti temporali, sia negli ammontari coinvolti. Una affermazione cosi’ importante come la sua deve trovare una logica di sostegno e non solo un paragone generico su esperienze precedenti di stati che hanno fatto cosa come . Coraggio economisti veri, dite la vostra.
In Olanda, mi pare, due o tre secoli fa misero una tassa sui camini, (anche Prodi ci fece un pensiero, poco prima che cadesse il suo governo), allora tutti eliminarono i camini e aprirono le finestre; quindi misero una tassa sulle finestre, dopodichè la gente tappò le finestre e cominciò a morire soffocata, per cui alla fine dovettero abolire la tassa….
La fame aguzza l’ ingegno, o meglio stimola la stupida arroganza parassitaria generata dalla spesa pubblica. In Europa non si pensa più a rinnovare un sistema produttivo e politico fuori da ogni logica concorrenziale di mercato, si pensa soltanto a tenere in piedi un elefantiaco sistema follemente burocratizzato in cui chi è dentro fà di tutto per rimanerci a costo di portare tutti in rovina, questo è quello che stà succedendo.
A me non importa un fico secco se mettono la Tobin tax o la tassa sulle zucchine tonde invece che su quelle lunghe tanto il fallimento
dell’ Europa è solo questione di tempo, il debito pubblico Europeo è pazzesco, non lo è solo nelle cifre lo è nel modo di pensare Europeo Occidentale, il caso più eclatante è la Grecia che aveva il 61% della forza lavoro negli enti pubblici con la pensione a 51 anni, gli altri paesi seppur più robusti non riusciranno lo stesso a reggere le spallate del mercato globale, forse si salveranno la Germania è i suoi paesi satelliti, si formerà una nuova Mitteleuropa produttiva spostata ad Est. Ma vi rendete conto che la Fiom ha messo in piedi 180 cause civili contro la Fiat, se voi foste azionisti Fiat prendereste per il collo Marchionne finchè non avrà chiuso tutti gli stabilimenti Italiani!!
Se la Fiom non la smette con i suoi criminali giochi di potere geopolitici la Fiat chiuderà sul serio e allora vedremo la caccia casa per casa degli iscritti Fiom da parte di quei lavoratori che avranno perso il lavoro per causa loro, non c’è niente di più esplosivo di chi si sente penalizzato per colpe altrui, non pensate che la vendetta sia un pensiero astratto ed improbabile, fà parte di ogni essere umano e può raggiungere livelli tragici.
Il comportamento dei giudici lascia perplessi moltissimi Italiani, forse sarà il caso di far eleggere i PM ed i giudici dal popolo, il popolo paga il loro stipendio il popolo li elegga, poi se sbagliano pazienza, far parte del gioco.
Comunque una limitazione all’ uso degli strumenti finanziari altamente speculativi e rischiosi va messa e non credo che la Tobin tax sia il rimedio, anzi mi sembra una foglia di fico
Al post 1 “carare” va letto correttamente con “CACARE”.
Purtroppo il governo fa come il cane che non può carare: prova di qua e prova di là.Anche la lotta all’evasione fiscale è inutile: è come lottare contro i ladri ne becchi uno e ne nascono cento.Il sistema fiscale americano non è oppressivo,ma giusto.Non è persecutorio,ma nello stesso tempo applica l’accertamento induttivo.Al fisco americano devi spiegare come hai reperito il denaro per spese esorbitanti,non sostenibili con determinato reddito.La colpa di tutti i mali è il garantismo. I romani antichi maestri del diritto lo sapevano: summum jus,maxima iniuria.
Stimato dr. Porro, ha detto tutto e l’ ha argomentato in modo chiarissimo, e’ assurda! Potrebbe al limite avere un ” senso” in un mercato chiuso, in quel caso la si potrebbe paragonare all’Iiva. Non fraintenda, per quanto mi riguarda una gabella non ha mai senso. Dicevo tecnicamente. D’accordissimo con lei , fumo negli occhi.