La controriforma del Lavoro
Cerchiamo di cucinare un piatto base. Quello di un imprenditore con 10 dipendenti che voglia assumere con un contratto di apprendistato un giovane ancora non formato. Diciamo con una retribuzione di 1500 euro lordi per tredici mensilità. Con la controriforma Fornero siamo obbligati ad assumerlo per minimo sei mesi, mentre prima potevamo fare una prova anche più breve. Fino ad oggi era possibile assumere un apprendista per ogni dipendente. Da domani il rapporto sale a due apprendisti ogni tre lavoratori. Inoltre con la legge Fornero sarà possibile assumere apprendisti solo se nel triennio precedente risultano stabilizzati almeno metà dei contratti di apprendistato svolti.
Il principio ispiratore è semplice e non vale solo per le nuove norme riguardo all’apprendistato. L’imprenditore è più o meno un farabutto: questa è la regola. E la legge illiberale stabilisce dei paletti certi per l’utilizzo di questo contratto. Esempio banale. Se nel triennio precedente le cose non sono andate bene o la scelta delle persone non è stata ben fatta, non posso per legge più assumere con questo strumento nuove professionalità da formare.
La Fornero l’ha detto chiaro: il modello a cui si ispira la riforma del lavoro è quella del contratto dipendente a tempo indeterminato.
Oltre agli aspetti regolamentari ci sono quelli fiscali.
Fatto 1500 lo stipendio mensile del mio apprendista, avrò, grazie alla riforma Fornero, un aggravio di contributi per 255 euro l’anno. Inoltre, se dopo tre anni, non ho intenzione di confermare l’apprendista devo pagare una tassa aggiuntiva di poco meno di 1500 euro. Spero di assumerlo, ma devo comunque mettere in conto che se tra tre anni per i più diversi motivi io non possa farlo devo pagare.
Tirando le somme la scommessa sull’assunzione di un apprendista ha un costo aggiuntivo di 2200 euro sul triennio, pari a 737 euro di costo del lavoro in più all’anno per l’imprenditore.
A parte i quattrini, che i benpensanti considerano come i bruscolini quando a pagarli sono gli altri, è il principio che non va. L’imprenditore per formare un dipendente deve pagare più contributi del passato. I 700 e rotti euro di costo del lavoro in più all’anno non vanno nelle tasche del lavoratore, ma in quelle dello Stato. Il buon fine è quello di evitare abusi, la realtà è quella di rendere sempre più probabili gli stessi.
Rete imprese italia che dovrebbe rappresentare i piccoli imprenditori che fa? dorme? o pensa al futuro politico dei suoi leaderini.

Dott. Porro la stimo. Ma come facciamo ad assumere i nostri figli come apprendisti. Devono abitare altrove pagano più contributi ….. io ho dei cugini in francia a Tolone ma che vadano a vedere là questi professori. Le chiedo mi inviti ad ” In Onda” io sono un artigiano vi spiego io i problemi. Per lo stato Noi siamo tutti evasori. Che vengano un settimana con noi e poi diranno. Grazie. Mario Olivieri
Carissimo dottor Porro, premetto che sono un neofita del blog, e con la mia scarsissima esperienza nell’utilizzo di internet e di tutto ciò che gli concerne, non so neppure se riuscirò a farle pervenire questo commento. Comunque ci provo. So che non porterò un contributo determinante alla discussione, ma penso che sarebbe bene fare il punto della situazione prima che si perda di vista la meta da tutti desiderata: fare del nostro un Paese civile, dove ognuno porta avanti il suo ruolo nel rispetto delle regole e della dignità delle persone. E qui il discorso si fa arduo. Perchè, anche leggendo i vari commenti, l’Italia appare una barca alla deriva, a bordo della quale ognuno vuol comandare; se qualcuno tenta di compiere la manovra giusta, subito qualcun’altro lo contraddice solo per il gusto di prevalere; si fanno risse per afferrare la ruota del timone, che spesso finisce in mano a chi non sa timonare.
Non c’è disciplina e la disciplina cos’è se non il rispetto delle regole, che però devono essere certe, uguali per tutti e non mutevoli a seconda degli umori, delle circostanze e degli interessi di parte.
Ed ecco che i nodi vengono al pettine a partire dalle intercettazioni per finire al rispetto delle persone, di quelle che lavorano come di quelle che intraprendono iniziative per creare lavoro.
A mio modesto parere non esiste in Italia un solo ambito sociale in cui in un modo o nell’altro non ci si possa sentire usurpati, denigrati o umiliati. Esempi ce ne sono a iosa: L’Imu prima casa, non è un’usurpazione? In molti affermano che commercianti e imprenditori sono tutti ladri o evasori fiscali, non è una denigrazione? I pensionati che campano con meno di mille euro al mese, mentre assistono allo sperpero di soldi pubblici per opere il cui unico scopo è quello di creare tangenti, non vengono umiliati? E la stessa avvilente umiliazione non tocca a chi si arabatta per tirare avanti ogni mese tra privazioni e debiti, mentre per gli scialacquoni della casta fioccano soldi a destra e sinistra: stipendi d’oro, vitalizzi, finanziamenti pubblici e privati , vacanze a costo zero, ville e appartamenti milionari. Sembra di rivivere ai tempi dello Scià (se non erro) che riceveva dai sudditi tanto oro per quanto pesava. Solo che lo Scià era uno, qui a valere tanto oro quanto pesano sono migliaia.
In una situazione del genere, in cui alla fine siamo tutti contro tutti, che speranza si ha di ricucire la bandiera nazionale? Fortunatamente ogni quattro anni ci sono Olimpiadi, Mondiali e Europei di calcio, così anche il presidente tifa Italia.
Sulla controriforma del lavoro, Porro, nulla da eccepire ( nel mio piccolo ).
Desidero però introdurre un argomento parallelo ma non meno attuale e di VITALE IMPORTANZA PER IL FUTURO DELLA NAZIONE ( SE COSI’ VOGLIAMO CONTINUARE A CHIAMARLA )ED E’ LA ” SPENDING REVUE ”
MINISTERIALI,SINDACATI,MAFIA DEGLI APPALTI: questa è la TRIADE che sta strozzando l’italia: ABBIAMO GIA’ DATO!
Ma cosa hanno dato? Il blocco del contratto per 3 anni?
Che si vergognino CAMUFFO, BONDANNI E ANDELITTI.
Comincino a difendere il lavoro produttivo, sul quale pesa il non lavoro della P.A. causa di suicidi e licenziamenti.
L’ illicenziabilità di questi IMPUNITI, che, NESSUNO PUO’ NEGARLO, lavorano ancora 38 ore/settimana contro i 40 del privato ( il che giustificherebbe una riduzione del 5% degli statali (4000000×0,05), cioè 200000 operatori da ITER DEL CAVOLO ), per non parlare delle FERIE che consentono ai sigg. prof. vacanze da 3 mesi ai mari o ai monti.
I SINDACATI DEVONO DECIDERE DA CHE PARTE STARE: SALVARE L’ ITALIA PRODUTTIVA O FARE DEMAGOGIA A FAVORE DI GENTE CHE “SSE NE FREGA TTANTO SSO’ DDE RRUOLO”.
Se non fosse che la FIOM è della CGIL, DI FRONTE ALLO SCIOPERO GENERALE MINACCIATO DA KAMUSSO, FERMEREBBE TUTTE LE FABBRICHE PRODUTTIVE.
Se MONTI GHIGLIOTTINA FORTE LA P.A. LO VOTO PER L’ETERNITA’.
La punta di un iceberg
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lombardia/Varese-frode-e-maxi-evasione-da-23-milioni-di-euro-denunciati-11-imprenditori_313463425793.html
Preg.mo sig. Porro!Ho letto molti commenti interessanti saltando a piè pari tutti quelli eccessivamente lunghi. Proporrei di consentire commenti non più lunghi di 500 parole.Chi vuole scrivere dei trattati lo faccia altrove! A parte questa mia oservazione in Austria, dove vivo, la disoccupazione e non solo quella giovanile è bassa.Questo perchè esiste un sistema molto valido di istruzione degli apprendisti.Mi sembra che copiare le cose che funzionano perfettamente altrove non sarebbe certamete disdicevole. Complimenti per le sue zuppe molto appetitose!
@ Rosanna
Se le cose stessero esattamente come le racconti, ci sarebbero gli estremi di una class action (anche se mal/niente regolata in Italia) nei confronti dell’azienda e l’assimilazione di tutti i lavoratori allo stato di dipendenti. Il signore che dice esser in grado di buttar fuori chiunque allo schioccar delle proprie dita, forse non sa che rischia tanto e piu’ dei suoi “dipendenti”.
Con grande rammarico, penso pure io, che il filosofo Prof. MIGLIO, abbia lasciato un ottimo consiglio per i GIOVANI. Se nel prossimo 2013, non cambiarà in modo sostanziale,questa Dirigenza Partitica,ed Istituzionale di questa Italia, già compromessa nel suo (dna), di inefficienza, e di pochezza in ogni dove, operativo,il consiglio dettato sicuramente con grande lungimiranza per i giovani datati sopra gli anni 18/21 max. non può che essere che questo Suo accorato consiglio RISOLUTIVO,CHE LASCIO’ PER I GIOVANI:
GIOVANI, SE POTETE,LASCIATE QUESTO PAESE SENZA FUTURO!
Se avessi un figliolo maschio, anche se avesse già oltre i 30 anni,lo spingerei a farlo con tutte le mie forze, a seguire quel lungimirante consiglio.
Cronologia del nostro passato:
L’impero Romano,dei Centurioni,già scomparse.
Gli Stati Feudali pure.
Il Regno d’Italia con la Monarchia, idem.
L’attuale Repubblica, stà già contanto gli ultimi anni di vita x il suo malaffare. Temo proprio che nessuno, purtroppo dei giocatori presenti, che abbiano in seno per guidare questa Italia del 150 esimo,manchi proprio il senso di giocare, per un’unica squadra Nazionale,in quanto tutti, , puntano a fare il Goal,da soli, per vincere la partita,SALVA ITALIA. Penso che si perderà sicuramente, 4 a ZERO,come ieri sera,contro la Spagna. Ora proprio nessuno, attualmente è in grado di dire come finirà,la prossima partita, ITALIA/EUROPA.
Il Prof. MIGLIO,già voleva fare cose di estrema lungimiranza Politica,per questa Italia malaticcia degli anni 72/74,ma sia il Presidente della Regione Emiliana, FANTI,del( PC ),sia per il mancante appoggio del BOSSI,(che per fortuna è stato messo in disparte dal MARONI odierno), che uscendo piangendo dal palco di comando LEGA,à finalmente capito che non servono più certi Politici,con il DITO ALZATO,(CI VUOLE TESTA FINA,PER DEFINIRSI POLITICI),i quale per colpa solo SUA,lasciarono fuoriuscire dal Partito LEGA,nel74/75,il vero Politico,CON VERE CAPACITA’ di STRATEGIA NAZIONALE POLITICA, come il Prof. MIGLIO, nel 1974,provava di far capire, come Le Regioni dovevono essere impostate per L’Italia.Non come il surrogato previsto da BOSSI.
Infatti abbiamo visto il risultato della Sua Politica del DITO! Con quel progetto Suo,MIGLIO, avrebbe guarito tutto il Paese intero. Dopo tanti anni,ora vediamo l’ammalata Italia, quasi in coma irreversibile.
Quindi abbiamo,ORA SOTTO TUTTI GLI OCCHI,I RISULTATI PIETOSI,che gli attuali CUOCHI,ci hanno cucinato per noi.
Gli attuali in CUCINA, hanno sbagliato tutti, il loro mestiere, quindi il Ristorante Italia,è destinato a fallire,nonostante le cure di tutti quei Dottori Tecnici,che sono stati chiamati per un consulto finale, e preparare la terapia guaritrice. Temo proprio, che questa sarà la soluzione finale,della cura,poi ci sarà l’ubitorio.
Per un 74 enne, ormai, un gran fregata non la si prenderà più,ma per i GIOVANI, e’ tutta pronta per essere cucinata,questa minesta avvelenata, e messa in tavola.Quindi è bene andare a mangiare in altro Ristorante.
Pertanto unica cosa certa per i Giovani,a mio avviso, è prendere al volo il suggerimento, già formulato dal compianto Prof. MIGLIO, deceduto nel 2001,senza poter guarire il NORD del Paese,e di conseguenza anche tutto il resto dell’Italia,Isole comprese.
g.Bo.
Il Regno d’Itali
@Stefano251 il 28 giugno 2012 alle 18:42:
Grazie!
E certo che nessuno farà nulla, di quelli che lo dovrebbero fare. E’ esattamente per questo che il crack totale è auspicabile. Lo stato criminale italiano non è riformabile, va soltanto eliminato come si elimina un cancro.
PERFETTO,IO HO 10 DIPENDENTI,PER FORMARE UN DIPENDENTE MI SERVONO MINIMO 24 MESI,DETTO QUESTO SE POI IL DIPENDENTE SE NE VA CHI MI RIMBORSA? NESSUNO,VOI DIRETE FA PARTE DEL RISCHIO IMPRENDITORIALE, CERTO ANCHE QUESTO E’ VERO, PERO’ E’ ANCHE VERO CHE NON ASSUMERO’ MAI QUALORA NE AVESSI BISOGNO UN APPRENDISTA,CERCHERO’UNA PERSONA FORMATA A PRESCINDERE DALLA SUA ETA’,UNA VOLTA C’ERA L’APPRENDISTATO,ASSUMEVI ERI IN QUALCHE MODO GARANTITO,L’APPRENDISTA DIVENTA PARTE INTEGRANTE DELL’AZIENDA A COSTI SOSTENIBILI, I GIOVANI SOSTITUIVANO GLI ANZIANI,QUELLI STESSI CHE HANNO FORMATO I GIOVANI,E COSI’ VIA,AVEVI SEMPRE UN’AZIENDA SNELLA GIOVANE E PRODUTTIVA,ORA SI GUARDA SOLO AL LATO FINANZIARIO IMMEDIATO SENZA PENSARE ALLA VERA FORMAZIONE,NESSUN SACRIFICIO, E SE UNO E’ COGLIONE TE LO TIENI O LO MANDI VIA,A QUESTE CONDIZIONI SE LO TENGONO MAMMA E PAPA’ CHE HANNO FORMATO UN COGLIONE, ANCHE PERCHE’ I GIOVANI CHE VOGLIONO LAVORARE IL LAVORO LO TROVANO,ANCHE IN QUESTO MOMENTO, BASTA ABBIANO VOGLIA DI SPORCARSI LE MANI,ALZARSI PRESTO AL MATTINO,PER QUESTI GIOVANI NON SERVE LA RIFORMA DEL LAVORO, TROVANO PORTE APERTE E LAVORO A TEMPO INDETERMINATO,RIPETO, CARA FORNERO, INVECE CHE FORMARE I GIOVANI,FORMA I GENITORI DI QUESTI GIOVANI CHE DI DANNI NE HANNO FATTO UNA MAREA CON IL BENE PLACIDO DEI SINDACATI.
UNA COSA PERO SARA’ MEGLIO RICORDARLA A QUESTA CLASSE DIRIGENTE,E I VECCHI, QUEI SIGNORI CHE HANNO COSTRUITO L’ITALIA, CON LA GUERRA CON IL LAVORO NELL’OMBRA SENZA CHIEDERE NIENTE,QUESTI SIGNORI, UOMINI DONNE, PER LORO COSA STATE FACENDO? MI DATE UNA RISPOSTA ADEGUATA,GRAZIE.
Ma caro Dott. Porro, dopo quanto detto da Squinzi sulla riforma Fornero, Lei si stupisce se Rete Imprese Italia tace? Se vale il detto che “chi tace acconsente” alla Rete di cui sopra sta sicuramente bene tutto. Lei che ne pensa?
In Italia tutti vogliono un lavoro …di tutto riposo. Come i giocatori della nazionale: la stipendio e l’ingaggio ci spettano perchè siamo giocatori,ma se volete che ci impegnamo nelle partite dovete darci il premio partita.Lo stipendio mi spetta perchè sono sono stato assunto:se volete che io lavori mi dovete dare il supplemento.Non si spiega che nelle due partite precedenti i nostri eroi hanno giocato con aggressività correndo come matti al di sopra delle proprie forze;e questa sera hanno fatto giochicchiare e riposare gli spagnoli.Era meglio far giocare il Novara.
C’é un unico metodo per far capire ai governi populisti italiani e ai sindacati la realtà: CHIUSURA IN MASSA DELLE IMPRESE presso le camere di commercio, e riapertura solo e soltanto se.
caro porro
il problema non esiste tanto nessuno farà impresa, capannone e assunzioni…la pressione si sposterà sulle professioni e sul commercio ancora chiusi da caste…lì ci sono soldi liquidi e veri…
Caro signor Porro, le riforme etc.. non sono che dei giocattoli con cui i politici si divertono a complicare la vita delle persone industriose. Tocqueville diceva che non esiste nessuna ragione per la quale lo Stato interferisca nelle relazioni di lavoro. Questa riforma ignora il semplice fatto che se un lavoratore fa bene il suo lavo nessuno é tanto imbecille da licenziarlo, anzi se é all’inizio della sua carriera, il tempo necessario per farlo produttivo e analizzare le sue capacitá di sviluppo dipende dal tipo di industria e non si puo ne si deve legislare se non per superba ignoranza.
La mia esperienza si limita a poche industrie, peró ho chiaro nella mente l’industria del petrolio; tanto Shell come la Standard Oil impiegavano i novellini in una categoria speciale sotto solo di un grado al primo scalino di carriera, in questa categoria rimanevano per due anni nei quali erano ruotati ogni sei mesi fra dipartmenti e regioni geografiche, molti venivano licenziati prima, ma chi passava l’esame saliva al primo scalino della carriera. Mi ricorderó sempre la unica frase che mi dissero al principio: per i primi due anni ci costerai danaro.
Questa era la realtá di quell’industria. Che tanti politici ignoranti si mettano a interferire in cose che non sanno solo aiuta lo Stato a crescere.
Il vero nemico dell’economia e del benestare dei cittadini é lo Stato ed i suoi burocrati che se lasciati senza briglia sono un piombo al piede del cittadino. Non per nulla Mencken, riferendosi ai burocrati americani, diceva: un buon burocrata ha una pistola puntata alla sua testa.
Il sistema Stato è il peggiore nemico del lavoro, perchè lo carica di tali costi da renderlo antieconomico per il lavoratore e per l’impresa, il lavoratore porta a casa solamente il 45% del suo monte salario e l’impresa si trova un costo del lavoro più che raddoppiato, senza avere nel contempo creato un potenziale cliente che ne comprerà i prodotti e servizi.
Perchè investire in un apprendista che se valido ti verrà subito “rubato” dalla concorrenza?? molto meglio pagare due/trecento euro di più un operaio formato e capace…
ma poi perchè un giovane dovrebbe passare sotto le forche caudine dell’apprendistato quando può andare a fare il magazziniere/manovale generico in una società di grande distribuzione guadagnando di più??
Leggi dei contratti di lavoro e sistemi pensionistici dei dipendenti di certi Enti, e ti accorgi che nel pubblico la corsa ad accaparrarsi un diritto acquisito è tutt’altro che finita, senti parlare di necessità urgente di dare un taglio alla spesa pubblica, e constati una resistenza infinita in difesa del sistema, vedi una niccchia di mercato e pensi di aprire una piccola attività, me subito ti rendi conto che la stessa non è fattibile perchè richiederebbe tali e tanti investimenti, più tali e tanti adempimenti da valutare seriamente di andare a farlo all’estero.
Ed intanto il sistema Italia sta morendo, le aziende chiudono a migliaia, ed a migliaia spariscono le opportunità di lavoro, mentre i professori disquisiscono su come rendere antieconomico un rapporto di apprendistato per un lavoro che già non c’è più, per un mestiere che non avrà più rilevanza produttiva perchè membri del ricco club Euro: che quel lavoro lo facciano i cinesi, noi meritiamo “di più e di meglio”.
Ricordo che nella ricerca del primo lavoro estivo,forse 1961 dopo la prima ragioneria, mio padre mi accompagnò da un intarsiatore, che alla richiesta di quanto mi avrebe pagato rispose che forse ero io a doverlo pagare per insegnarmi un mestiere : oggi non ci sono più intarsiatori perchè l’industria del mobile non li cerca più,…e la stessa industria del mobile si sta chiedendo quali spazi economici le siano rimasti…
Eppure qualche anno fa, nel Bresciano con un amico, andammo a trovare una sua amica nell’agenzia di lavoro interinale che gestiva e sorridendo fui presentato come un tornitore in cerca di lavoro, per essere subissato da decine di offerte, con evidente delusione quando fu chiarito che non ero quell’operatore specializzato.
Stiamo alla finestra a vedere se i recenti successi europei del nostro presidente del consiglio (volutamente minuscolo) approderanno a qualcosa, perchè non commentando specificatamente sul sistema salva spread, il piano di rilancio europeo che prevede 120 miliardi di Euro mi pare poca cosa se confrontato con gli 80 miliardi di Euro che avrebbero dovuto essere movimentati dal piano di rilancio Italiano…., salvo poi scoprire che forse di miliardo ce n’era uno solo mentre 79 restavano virtuali.
Abbiamo certamente visto giorni migliori, nonostante il disastro attuale speriamo di vederne ancora, però se non si cambia alla base il sistema, ridefinendo le regole e ricalcolando in termini contributivi i diritti acquisiti, vedo un futuro molto incerto per certe fasce sociali..
Cordialmente
rosanna maranangi il 30 giugno 2012 alle 08:56:
Codeste schifezze una volta non esistevano, il bello è che non è stato Berlusconi ad inventarle, ma il governo di “sinistra” di Prodi, Bersanov,Treu e compagnia bella, gli altri hanno fatto solo qualche aggiustamento ma il copyright è di quelli che qualcuno chiama impropriamente comunisti.
Errata corrige:
“Il debito Usa, lo sanno proprio tutti, è maggiore del nostro e gli costa molto meno è solo perché loro possono battere moneta (FIAT) mentre noi no.”
sta per:
“Il debito Usa, lo sanno proprio tutti, è maggiore del nostro e se gli costa molto meno è sol perché loro possono battere moneta (FIAT) mentre noi no.”
Gentile dott. Porro, essendo dell’idea che gli apprendisti, finché tali, sono per le aziende più un peso che motivo di profitto, trovo anch’io che porre limiti di qualunque tipo alla loro assunzione potrà solo risolversi in una minore disponibilità da parte degli imprenditori ad assumerli ossia in un harakiri sul fronte dell’occupazione.
Temo invece di dovermi, ancora una volta, dirmi basito per certe affermazioni udite ieri sera ad In Onda, in chiusura di trasmissione.
Idiozie quali:
Il fiscal compact ci costerebbe, cash, 45 miliardi euro l’anno ricucendo la capacità della nostra economia di riprendersi, quando in soldoni sarebbe ipoteticamente sufficiente:
1)Azzerare il deficit con ciò prevenendo l’ulteriore crescita, in termini assoluti, dello stock debt.
2)Anche solo evitare di andare in recessione, per prevenire la riduzione delle entrate fiscali a parità di carico fiscale.
3)Affidarsi, quindi, ad un inflazione annua del 2.5/3% per limare il nostro debito in relazione al GDP futuro del Paese (in euro correnti), nella misura richiesta dal fiscal compact medesimo, ciò essendo in nostro debito prevalentemente a tasso fisso.
Il tutto senza neanche far ricorso a misure solo un tantino più aggressive quali una riqualificazione della spesa (taglio degli abbondanti sperperi) finalizzata al recupero di somme da destinarsi all’aggressione dello stock debt medesimo o l’impiego di eventuali maggiori entrate, dovute ad un ritorno alla crescita, sempre al fine di aggredire lo stock debt.
Quindi ancora, ai 45 di cui sopra bisognerà aggiungere 72 miliardi causa il servizio del debito, come se questi soldini non li pagassimo gia adesso a prescindere dal fiscal compact, e come se, ridottosi il debito, essi non fossero semmai destinati a diminuire, causa il minor costo del servizio del debito medesimo quando, in futuro, andremo a rifinanziare il debito (nel 2000 la Svezia pagava il proprio servizio, nel caso del decennale, il 6% mentre oggi lo paga l’1.5% perché vista con occhi diversi dal mercato avendo proprio già tagliato fortemente il proprio debito ed essendo tuttora impegnata nel farlo ulteriormente) quanto anche a causa del minor ammontare del futuro stock debt, al netto dell’inflazione.
Passiamo adesso al “nostro” direttore ed alle sue illustri cazzate:
Il debito Usa, lo sanno proprio tutti, è maggiore del nostro e gli costa molto meno è solo perché loro possono battere moneta (FIAT) mentre noi no.
Ma lo sa il direttore che il debito bancario USA è molto inferire al nostro?
Lo sa il direttore che il debito federale e più in generale il public debt, oltreoceano, è calcolato in modo assai diverso e più serio di quanto avvenga in Europa?
E che quindi il debito italiano non è comparabile con quello federale USA a cui, probamente, il direttore, malamente, alludeva ?
E che, se proprio si volesse calcolare il “debt” USA secondo i criteri del SEC 95, esso sarebbe ben inferiore al 70% del locale GDP?
Lo sa il direttore che il debito implicito pensionistico USA (e non solo quello pensionistico), nonostante Obama, è solo una frazione di quello Italiano o Europeo tanto più che da quelle parti l’economia continua a tirare molto meglio che dalle nostre, circostanza che rende il sunnominato debito implicito ipso facto, ulteriormente, più sostenibile del nostro?
Riguardo è poi al battere moneta, ma che s’immagina il nostro direttore in vena di minchiate?
Immagina forse che i due “LSAP” siano realmente “costati” una decina di trilioni piuttosto che un paio?
Non comprende che essi erano motivati solo dalla necessità, dal punto di vista della FED, di prevenire un ondata di deflazione e non certo dalla necessità di ricomprare “stock debt” da cui i circa “soli” due trilioni impiegati?
Non riesce proprio a comprendere il direttore di un quotidiano che si dice per il libero mercato, che nel libero mercato cosine come crescita economica o un relativamente contenuto debito pubblico attuale e soprattutto futuro convincono i creditori molto più che una ipotetica quanto suicida decisione (perché vista, dagli investitori, come una colossale presa per i fondelli) di battere moneta per 10/12 trilioni di dollari?
In definitiva, non sarebbe opportuno, magari sfruttando la pausa estiva del programma, istruire un tantino meglio i Vostri futuri ospiti cosi che in futuro si astengano dal raccontare pubbliche minchiate?
Non crede che la qualità del programma se ne potrebbe avvantaggiare?
Distinti Saluti,
H…. Quella che mancava davanti alla A nel mio quart’ultimo post.
Rosanna Maranangi, nessuno li obbliga e per di più, non mi stupirei se fosse la stessa gente che continua a foraggiare lo stato ed a votare.
Serata piena quella di ieri sera: un’ondata di parole, dette e non dette…
Sì, nel nostro Paese occorrono davvero gli Stati Uniti d’Italia. Fra un po’ si assisterà ad un decadimento del sistema Paese in toto. La Lega primeggia con il Veneto: quale supremazia? Intanto, il crollo è inevitabile laddove non riemerge chiara l’unità nazionale, a partire proprio dal ‘basso’, in questo caso dal ‘sud’, il confronto non è alla pari ma è alquanto impari.
Grazie Dott. Porro per le serate… un andirivieni mediatico di volti e di nomi, di persone e di personaggi, di santi e di poeti, insomma forza ancora, settembre è alle porte!!!
Buone vacanze, anche a Luca, da una vostra fan!!!
Il ritorno del Dr. BERLUSCONI sarebbe auspicabile, se veramente rifacesse una squadra di veri Manager,, presi nel mondo del lavoro industriale,ovviamente,quindi per ogni disciplina specifica.Di questo credo, che gli Italiani, desiderino da decine e decine di anni addietro.
Cose che sono sempre state imparte deluse,con le posizionature, quasi sempre fatte per interessi di amicizie,e da scelte dettate dalle Segreterie.
Infatti i risultati di questi, ora sono sotto gli occhi di tutti,anche se con poche diotrie a disposizione.
L’esclusione di tutti gli ex.a mio avviso dovrebbe essere la purificazione totale del PDL.
Troppi GALLI & COMARI, nell’attuale pollaio politico di questo Governo, che per tanti,tanti motivi,ha finito di deludere,ed il voto ultimo ha dimostrato tutta la veridicità, di quanto alcuni di noi, scrivono da tempo, a questo giornale.
QUINDI UN VERO RITORNO, CON TUTTE LE PEDINE CAMBIATE,SAREBBE UNA VERA CARTA DI CREDIBILITA’DA ESSERE ONORATA CON VERO ENTUSCIASMO.
Sappiamo che alcuni di questi,potrebbero essere ancora utili,ma si contano con una sola mano, e ne avanzano pure,alcune dita.
Ma data la situazione,o SI AMPUTA LA GAMBA IN CANCRENA, O SI MUORE CERTAMENTE.
CHISSA’ SE NE AVRA’ IL CORAGGIO, DI OPERARE VERAMENTE DA VERO CHIRURGO.
HA SOLI POCHI GIORNI DAVANTI A SE,UTILI, PER CURARE LA NEFASTA INFEZIONE! Detto questo,
a mio avviso, se rimarrà sul tavolo la stessa , riscaldata,molti di quelli che la pensano come il sottoscritto, si alzeranno dal tavolo ben imbandito, e se ne andranno a mangiare un panino alla mortadella,al BAR del GRILLO,anche molto comodo, perchè ormai, è anche poco distante dal Centro Romano di Montecitorio!
G.BO.
G.BO.
La più giusta, onesta e drammatica osservazione fatta da un politico-filosofo, il compianto Prof. Miglio, fu questa: GIOVANI, SE POTETE, LASCIATE QUESTO PAESE SENZA FUTURO. Gli italiani, potenzialmente, potrebbero essere un grande popolo. Ma solo se si considerano individualmente. Quando poi si ritrovano in gruppo, cioè “diventano” gli italiani-popolo scattano quei psico-meccanismi che ci fanno diventare il peggior popolo d’Europa. In termini di “senso comune”, forse l’italiano medio è l’incarnazione perfetta dell’anti-Stato. Il bello è che come contropartita questo italiano-medio-antistatalista ha di fronte a se un Stato fra i più illiberali ed invadenti al mondo! Questa “strutturale” contraddizione è causa di ingovernabilità e sofferenza sociale. L’espatrio, dolorosa esperienza e forse anche naturalmente ingiusta, sembra essere la sola soluzione per l’individuo italiano.
La riforma del lavoro mi sembra un passo nella direzione sbagliata, contro il progresso economico del paese. Ancora troppo peso dello stato su chi lavora, imprese e lavoratori , sono questi che producono il pil. Altra legna da portare su un sistema affaticato dal peso dello stato. Le regole devono essere rispettate da tutti e magari questo deve essere fatto dallo stato. Bastonare un asino zoppo non lo fara’ certo correre. Snellire, alleggerire il peso del sistema, troppi mantenuti dai pochi che producono, i piccoli non vanno in cina con i capitali accumulati, ma sono sul territorio unici produttori del reddito nazionale. Valorizziamo cio’ che abbiamo di buono, almeno quello che e’ rimasto.
non capisco perchè si ostina a ritenere che la stabilità del lavoro rappresenta un handicap per l’economia di uno stato.
io credo che la vostra tanto osannata legge 30 sia stata una bufala colossale: quale crescita ha prodotto ? 0 ; quanti posti di lavoro ha creato ? solo posti nei call center a 3 euro l’ora.
Per un VERO liberale l’imprenditore è colui che è disposto a rischiare il proprio per realizzare i fini dell’impresa. pretendere di pagare 3 euro una persona che si alza la mattina e lavora non è prerogativa dell’imprenditore ma dell’avventuriero. e poi, voi che parlate di flessibilità, mandereste vostro figlio a lavorare per 3 euro l’ora, soprattutto senza una prospettiva per il futuro ?
Bell’articolo.. ma che c’entra con i “ciao ciao culona” o con questa storia ridicola dei “bastardi”? Questa storia è particolarmente interessante, dato che le possibilità sono due: in redazione nessuno conosce il tedesco oppure deliberatamente volete far montare un clima antitedesco. A quando la dichiarazione di guerra? Sono stato per vari anni un attento lettore di alcuni giornalisti de il giornale. ma ormai avete toccato il fondo. Non ce la faccio più a leggervi, o, meglio, non ne vale più la pena.
In bocca al lupo per tutto!
La riforma del lavoro sarà sicuramente migliorabile, in quanto solitamente nessuna Legge nasce perfetta. Cosa che invece penso, che per quanto questa Legge possa far pensare, che farà diminuire in parte anche la disoccupazione,sia proprio un sogno irrealizzabile,per già così alti i numeri dei non occupati,che il ns. Paese ha sul groppone.In proposito su questo tema spinoso,poi le devo raccontare un’episodio,non proprio attinente,al tema specifico della disoccupazione,ma per certi aspetti, risolutivo,come lo è stato,per un altro tema specifico, avvenuto nel recente passato, anno 2006/07.
Una mia ricetta inviata,ad alcuni Signori Illustri,che si occupano sul problema dei Disoccupati,nel 2010/2011,Dr. PORRO,per come eventualmente fare x diminuire la disoccupazione, l’avevo inoltrata ad alcuni esponenti,del Governo,,e non farò nomi ovviamente,riscontrando di aver ottenuto il risultato, di non ricevere nemmeno un rigo di risposta,su quanto
proposto. Se boiata era,un rigo poteva arrivare comunque. Forse perchè troppo banale e risolutiva, o perchè le idee che provengono da illustri sconosciuti, non siano da prendere in nessuna considerazione,in quanto non Prof.ri. Io penso che sia così,almeno in parte, poi ci sarà anche dell’altro certamente.
Detto questo, se Lei riterrà opportuno conoscere la ricetta: (CURA MEDICA DISOCCUPATI),con posologia da prendere in piccole dosi,la potrei inviare alla Sua Attenzione, tramite Suo personale indirizzo Mail.
Le dico questo, perchè già in passato,come già accennato sopra,avevo proposto a Importante Associazione del Lavoro Nazionale, un mio progetto Economico Amministrativo,per come ora si intende fare per la SPENDING-REVIEW.
Detto questo, dopo non aver letto nemmeno un rigo di risposta al riguardo, dopo due anni,mi son visto,con mia parziale soddisfazione, che questo Ente Nazionale,lo aveva copiato fedelmente, e applicato totalmente,non con la carta carbone come si faceva nel passato secolo, ma con il copia-incolla del computer.
Pertanto ora capirà la mia motivazione,di non esternarlo ora. Sia perchè non sia fonte di totale derisione,(può succedere),e dato che sul suo Giornale, non vengono scritte barzellette,sia da escludere l’enunciazione della MEDICINA CURATIVA. Detto questo, sarebbe bello poi eventualmente, poter ricevere in privato, un rigo di attestato soddisfativo,al riguardo.
Cordiali saluti, Dr. PORRO.
Gianni.BO.
Caro Nicola, ho visto che hai cancellato il mio post, ma probabilmente perch di fatto hai chiuso il blog alle 24,00 del 28. Comunque confermo quanto avevo scritto là. Mio figlio lavora in uno studio di consulenza del lavoro, gestendo l’amminisrazione del prsonale di una settantina di aziende. Ha fatto un primo esame della legge. Mi dice che sull’apprendistato, a parte alcuni articoli iniuiali di dichiarazioni di “buone intenzioni”, non cambia pressocché nulla rispetto alla legislazione precedente, per altro già cambiata per l’ennesima volta l’autunno scorso da Sacconi e per la quale mancano ancora i relativi decreti attuativi. In articolare la durata minima di 6 mesi è un miter, perché la durata è stabilita dai singoli contratti settoriali di lavoro( in Italia circa 200), è in media di 3 anni, solo raramente di 2 ed in un solo caso da lui incontrato di 1,5 anni. Per l’artigianato può arrivare fino a 5 anni. La durata minima non fa riferimento al periodo di prova, che anch’esso e regolamntato dai singoli contratti di lavoro. Durante il priodo di prova l’apprendista può essere licenziato. Indipendentemente da ciò, comunque un apprendistato inferiore a 6 mesi sarebbe economicamente non conveniente, a causa dell’elevato costo di attivazione del contratto di lavoro e dei vincoli di formazione obbligatoria. Dopo e fino alla scadenza no. Per quanto riguarda la conferma a fine apprendistato, esistevano già dei vincoli previsti dai singoli contratti di lavoro. La differenza ora è che il vincolo è unico e standardizzato per tutti. I problemi stanno altrove, a causa dell’ambiguità di molti articoli e delle restrizioni verso alcuni contratti (es. il lavoro a chiamata, con il rischio di danneggiare gravemente il turismo), per cui c’è un elevato rischio iniziale di violare la legge o di generare contenziosi per mancanza di una giurisprudenza assestata sulla materia e di circolari attuative da parte del Ministero (che si spera vengano emesse prima della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale).
H3G spa la multinazionale con sede in italia , con 460 false partite iva alle sue dipendenze…
460 sono i negozi di proprietà di h3g spa, meglio conosciuta come 3..l’importante compagia di telefonia mobile..
i 460 negozi di proprietà ,vengono chiamati “flagship light”…una forma commerciale alquanto pittoresca e che sfiora il comico,ma che in realtà è drammatico pensare che 460 famiglie siano legati con un sottile filo di seta ,con un contratto che rispecchia tutti i canoni identificativi che appunto,identificano le false p.iva…
chi gestisce ,anzi c’è da dire, chi ha la fortuna,perchè non ostante tutto lavorare oggi in italia è una fortuna,ha un contratto da agente di commercio monomandatario,rinnovabile di sei mesi in sei mesi, ma il reale problema è che deve comportarsi come un dipendente a tutti gli effetti:rispettare orari di apertura e chiusura,fare inventari quindicinali,fare un report giornaliero sull’andamento delle vendite…insomma un dipendente che però guadaga su quello che vende…COMODO no!
La cosa più grave,però, sulla quale voglio porre la vostra attenzione e sul fatto che i vertici aziendali ,ma anche i così detti ara manager, fanno sfarzo del loro potere e della capacità di poter buttare fuori un lavoratore in qualunque momento…proprio perchè un lavoratore autonomo con partita iva..,ma che in realtà è un loro dipendente a tutti gli effetti e nei locali di h3g spa, solo che lavora più ore (tutto il giorno),a meno diritti (in quanto autonomo),e soprattutto costa molto molto meno….
Che tristezza in riunione sentirsi dire che siete fuori non appena io schiocco le dita,i sogni si bruciano il futuro più lontano diventa domattina.
Se possiamo parlare di guadagni il gioco è presto fatto…non ci vuole un genio…
…anche se pagati sul variabile, se nel negozio l’agente si impeggna e lavorra porta a casa circa 3000 euro a mese di provviggioni iva inclusa, poi paga inps,commercialista,iva,carta,toner e cancelleria e versa loro 500 euro mensili per l’utilizzo dei locali(è come se il fitto lo pagassimo noi agenti)…QUINDI RIMANE LO STIPENDIO ,e se hai bisogno di un aiuto,di una persona che ti da una mano la paghi tu ed è sotto la tua completa responsabilità…
Spero che qualcuno faccia luce sul destino di 460 famigie
Rosanna
Sacrosanto Dr. Porro. Però perché non proviamo a proporre una società nuova fuori dagli schemi. Basta dipendenze, una civiltà matura dovrebbe pretendere lo svezzamento non solo dalla mamma naturale ma anche dalla mamma stato e dalla mamma imprenditore. Una società libera fatta di uomini liberi con contratti a progetto per tutti, meritocrazia, stimolante. Che barba i soliti discorsi, l’eterna diatriba fra chi vuole essere garantito e chi tocca garantire. Quanto più semplice sarebbe un contrattino a ore o a giorni con premio a risultato?
Questi professori sono vecchi, hanno studiato la storia ma non hanno mai vissuto il presente o progetta il futuro.
FINALMENTE! Angelino Alfano è entrato nell’ordine di idee di riduzione del debito.Devo presumere che l’abbia fatto anche Berlusconi.Dal 2001 mi sto battendo sul problema del debito,come i miei post testimoniano.Negli anni scorsi mi è stato sempre detto che il debito non era una problema.Potrebbe essere vero se non ci fossero gli interesasi di mezzo: Ma quando gli interessi ti mangiano cinque punti di PIL la cosa comincia a diventare seria. In ogni caso meglio tardi che mai.Speriamo che Alfano e il pdl vogliano portare a termine la battaglia ovviamente anche col concorso di Porro.
Quì qualcuno scrive senza sapere di cosa parla, troppa gente parla da “esperto di mercato” senza mai aver provato a vendere un solo chiodo.
Qualcuno pensa che basta mettersi a fare qualcosa e si diventa subito ricchi,… camionate di fesserie…., prima di produrre qualsiasi cosa bisogna sapere se quel prodotto ha mercato, se il prezzo è competitivo, se si riuscirà ad avere qualità sufficiente, se i clienti ti pagheranno, ect…., quì invece si vuole solo costringere
l’ impresa ad assumere personale, roba da manicomio!! Quanto tempo ci vorrà prima che tutte le aziende avranno abbandonato l’Italia??
Volevo dire “oppure sapendo” e non ” sapere ” . Scusate.
Si e’ più felici sapendo che da qualche parte c’è scritto che ognuno a il diritto di mangiare e non aver nulla da mangiare, oppure semplicemente sapere di aver qualcosa da mangiare grazie alle proprie forze?
In ogni iniziativa, presa da questo Governo,come per quest’ultima per il LAVORO,sembra proprio che per conto di qualcuno molto influente, non debbano che far porcherie.
Ma quello che fa più indiavolare, e il contesto dei Politici, ovviamente non tecnici,che li mantengono a Legiferare, anzichè mandarli a scuola di buon senso, e di umiltà operativa,in quanto a mio avviso questi, più che insegnare regoline di matemàtica,trascritte sui testi di scuola, come il teorema di Pitagora,o altre regole,dettate da veri scienziati dei tempi antichi, a mio avviso questi non saprebbero insegnare. Quindi tutta farina non del loro sacco.
Il complicare le cose però,sono bravissimi,come pure di far aumentare i costi, di ogni dove mettano le mani,per la povera gente, e creare inequità.
Avevamo pure già i ns. Politici, che in questo erano quasi i campioni del Mondo.
Non ci bastavano ? Abbiamo proprio bisogno di questi,per diventare i Campioni in assoluto, Dr. PORRO? Già qualche cosina, l’abbiamo fatta ai Tedeschini, e alla Merkel.
Ma io già pensavo da qualche mese, ma perchè questi di GERMANIA,NON LISCIAMO ANDARE PER CONTO LORO, come la SVIZZERA. Credo che assieme a loro,per giunta ultimamente, dei disastri in Europa,ne abbiano già fatti abbastanza, e con le Mercedes, e le BMW,ci gireranno da soli.
Noi se avremo dei veri Politici, chissa se fra una decina di anni, i nostri nipoti, potranno girare in MASERATI, ecomica!
Con questi soci, penso che gireremo tutti in BICI.
Detto questo, questi non solo hanno messo in moto la solita BOIATA,MA NON SANNO FARE NEANCHE PREVISIONI, A DISTANZA NON DI DECENNI, MA DI MESI.
Pertanto le previsioni del gettito delle entrate previste, non le hanno azzeccate, e non ne beccheranno neanche una. Dai 10 Mld.di Euro previsti, sembra che se ne incassino solo 2,5 Mld.
Proprio non ci prendono mai. Ma cosa aspetta Berlusconi, che facciano il miracolo. Anzi se per caso fossero miracolati in qualcosa,sarebbe tutto svantaggio mediatico, che si riverserebbe sul PDL,mentre il PD, GONGOLEREBBE DAL PIACERE, COME UN CONIGLIO.
Questi Prof.MONTIANI, non hanno ancora capito,che i soldi, si prendono dove ci sono,o in Banca con un mitra,, o tassare le grandi sproporzionate ricchezze, che in Italia ci sono! Diciamolo pure,che ci sono, eccome!
Basta guardare come hanno impostato, i Politici, le FONDAZIONI,le COPERATIVE,LE BANCHE, E ALTRE BELLE COMPAGNIE.In tutti questi anni, qualche soldino,lo hanno messo in cassa forte, o in SVIZZERA,sicuramente. Di tutto quel 40% circa, che hanno prestato agli Italiani, di questi Lor Signori, è proprio stato guadagnato con il proprio sudore. Io penso che qualche cosina, sia anche dei Signori ESODATI,un pochino li riprendiamo indietro certi Eurini, Signor BERLUSCONO,se lo rivotiamo?
Ultimo sfogo di penna INTERNET.
Questo Mondo, ha bisogna di essere regolato, come un orologio, basando la partenza di messa appunto, non da una Clessidra,a sabbia grossolana, ma riprendendo L’ORA GIUSTA, se non proprio da un Orologio Atomico al Cesio,poco ci manca, in quanto prima o poi, questo Mondo, perderà definitivamente il senso,la praticità,e la temporalità di questo nostro vivere, che ci è stato regalato, dall’Immanente.
Questo Governo,al polso hanno tutti orologi solari,non certamente un Patek Fhilippe, anche se tutti avrebbero i soldi per comprarlo, ma forse troppo avari per spendere tanti soldi, in un Orologio.
Tornando a BOMBA, mi rendo conto,che grande errore fu,lasciar fare un Governo a RE GIORGIO.
Tutti quei voti, che vorse ora non si ricupereranno più, è tutta farina di quel sacco di errori, fatti dal PDL. Per andare dalla MERKEL, dargli dei bacini, erano capaci tutti i singoli Italiani, provvisti di labbra,e denti in bocca, e magari anche con la classica protesi.
E’ ora di riprendere in mano la situazione,e dimostrare che il PDL, ha il coraggio delle proprie Azioni, e non come il PD, che spera tanto di andare al Governo, ma che al solo pensarlo, si C..A SOTTO.
Le modifiche a questa Legge del Lavoro, la si dovrà fare certamente, e la Confindustria ha ragione.
Quindi prima Berlusconi li manderà a casa, prima raccoglierà i nuovi fuoriusciti votanti del partito SUO.
Certamente si dovranno cambiare al 75& le facce usurate, e i , cosa ne dice Dr. PORRO?
Saluti cordiali.
G.BO.
Non dimentichiamo mai di fare una distinzione tra dipendenti privati (penalizzati) e quelli pubblici (avvantaggiati). Purtroppo troppi privati si sono adagiati in quanto privati di stimoli, ed i sindacati per iperprotezione verso il pubblico hanno voluto trasferire vantaggi sul privato devastando tutto. lA RIFORMA DEL LAVORO DOVEVA PARTIRE DAL PUBBLICO IMPIEGO, si è perso per l’ennesima volta l’opportunità di fare cosa buona e giusta.
AVEVO VISTO E PREVISTO I 2 GOAL DI BALOTELLI!!!
Caro cuoco, nel clima di euforia (una delle poche che purtroppo oggi gli italiani possono permettersi, godiamocela un momento)dopo la grande vittoria dell’Italia contro la Germania (e che magari, potrà avere riverberi anche in politica ed economia, chissà! Coppi-Bartali 1948 docent) mi permetta questo post lievemente OT, ma importante perchè è successo proprio sulle vs. pagine del Giornale online, ed è motivo di vanto per voi, quindi.
Questo che leggete qui sotto è il mio post di lunedì scorso 25 giugno, dopo la partita con l’Inghilterra. Ero stato l’unico (qui dentro) ad elogiare Balotelli, e anzi avevo proprio “visto” che avrebbe segnato, con un goal di testa e una bordata (anche se un po’ diversi da quelli che ha fatto). Antibalotelliani e Mario Monti, raus!
POST DEL 25 GIUGNO 2012 DI AL 2011 (a commento dell’articolo”Il rigore che ci piace. Grand’Italia batticuore ma tira fuori i diamanti.” di Franco Ordine)
“Calma e gesso, intanto Balotelli ha già segnato 2 goal (anche se uno su rigore, ma non meno importante!) in quest’europeo. Nel 1982, dopo le prime 3 partite di qualificazione, Paolo Rossi non ne aveva segnato manco 1! E però si rifece abbondantemente dopo, e ci fece vincere il Mondiale. Già mi vedo Mario che segna 2 goal alla Germania, e in finale infila come un tordo Casillas 3 volte, di cui una con goal di tacco mentre si gratta. Aspettate e vedrete. ”
Al2011 il veggente lo aveva previsto.
Cosa diceva quel politicuccio di Varese, “tecnico” (de che?) qualche settimana fa?
Ah sì, bisognerebbe chiudere il calcio per qualche anno.
E PERCHE’ NON CHIUDERE LUI IN MANICOMIO PER IL RESTO DEI SUOI GIORNI????
AH AH AH!
Caro dott. Porro, mettere ordine nelle cose mutabili dell’economia, (ormai soggette a sviluppi e recessioni imprevedibili) con leggi immutabili per decenni o secoli è una bestialità culturale e giuridica introvabile persino nel manicomio d’Aversa.
A fare la differenza non sono i mezzi ma gli uomini.
Un apprendista può essere così utile da indurre il datore di lavoro a pagarlo dieci volte di più. Ma può anche generare danni colossali, e a quelli l’impresa deve aggiungere i danni prodotti da leggi idiote che programmano un livellamento di retribuzione e contribuzione uguale per tutti i lavoratori, mettendo sullo stesso piano lo scemo del paese di cui dovrebbe farsi carico lo Stato, non il singolo imprenditore che ha la disgrazia di assumerlo; e il genio, di cui nessun imprenditore è così fesso da sfruttare e col rischio di farselo soffiare dalla concorrenza.
Lo Stato e il mercato sono lesionati e puntellati entrambi, ma le leggi idiote continuano a togliere puntelli dal mercato per mantenere in piedi lo Stato. E siamo rovinati perchè è il mercato a produrre ricchezza e lo Stato a sperperarla e rubarla.
Caro Nicola, le faccio rilevare delle inesattezze nel suo articolo. Innazitutto il contratto di apprendistato è regolamentato dei singoli contratti settoriali (in Italia sono circa 200). Ciò significa che in nessun caso era possibile, prima della riforma, una durata inferiore ai 6 mesi. Anzi, in quasi nessun caso era già consentito un contratto di durata inferiore a 2 anni. Era consentito un contratto di durata di 1,5 anni in rarissimi casi, come il livello operaio più basso dei manutentori di aree verdi. La durata standard obbligatoria è nella maggior parte dei casi di 3 anni. Fino all’anno scorso erano previste anche durate superiori. Quindi non si capisce che senso abbia la durata minima di 6 mesi, dal momento che nessun contratto la prevede. Pensi che è perfino impossibile iscrivere gli apprendisti ai corsi di formazione obbligatori per i contratti di durata inferiore ai 2 anni perché i sistemi informativi del Ministero del Lavoro non accettano una durata inferiore e non è possibile iscrivere corsisti se non per via telematica. Inoltre, in aggiunta, l’apprendistato è regolamentato anche dalle leggi regionali sul lavoro. Ciò comporta che che ci troviamo circa 4000 regole settoriali diverse in Italia per i contratti di apprenditato. Moltiplicato per i livelli categoriali, arriviamo già , prima della riforma Fornero, a circa 30.000 tipologie differenti di contratti di apprendistato. L’assunzione di un apprendista comporta già oggi per l’impresa un costo burocratico elevato: nessuna imprea di piccole o medie dimensioni è in grado di farlo da sè ma all’incirca vengono richiesti almeno due giorni di lavoro di un consulente del lavoro per redigere un contratto. Comunque sia, almeno nella Regione Piemonte il vincolo di assunzioni minime era già presente in pressocché tutti i contratti.
siamo un paese di : pensionati, lazzaroni, burocrati, sindacalisti e sindacalizzati, mammoni, veline, calciatori, evasori, avvocati, dormitori, terroni etc. ma NON lavoratori. Il lavoro è inadatto al genio italico, al massimo può essere diffuso tra gli stupidi polentoni lombardo-veneti. Ahimè gli altri campano sulle tasse estorte agli idioti (nel significato etimologico greco)
Stimato signor Porro, la riforma Fornero é pervasa da una profonda malattia: una cultura del lavoro ispirata alla paura. Noi emigrati abbiamo trovato paesi nei quali non esisteva nessuna interferenza da parte dello Stato sulla libertá di assunzione o licenziamento. É stata una grande avventura di Italiani che avevano coraggio; sono stati i timidi, i paurosi a rimanere in Italia. Ho ancora presente il ricordo del rifiuto di investigatori, da me conosciuti, alla offerta di rimanere a Princeton, dovevano ritornare al guscio protettivo dell’ambiente lasciato a casa, e della pasta asciutta. Paura del futuro, paura delle novitá, paura di nuovi sforzi o di un nuovo lavoro. Questa amico Porro é la ricetta della miseria. Sono un liberale alla Tocqueville che ha fiducia nella capacitá di iniziativa dell’individuo, ma mi sento perso quando vedo un paese che dovrebbe avanzare ma mette il freno a tutte le ruote.
Applausi, nell’ordine: ad Andrea Pellis, semplice, chiaro da apparirmi quasi geniale… poi torno alla realtà, nessuno farà niente, perché Dio solo sa quanti parassiti abbiamo che marciano sui cavilli.
Secondo: ottimo Fort, uno che è in prima linea. Condivido la sua posizione e mi accodo. Lavoro come fiscalista con mio fratello, dottore commercialista. Quando entrai nell’ufficio d mio padre, nel 1980, c’erano mio padre, 3 dipendenti, 3 praticanti ed io e mio fratello, perun totale di 9 persone, tutto si faceva a mano e facevamo, ad esempio, 130 dichiarazioni dei redditi. Ora siamo in 3, informatizzati e ne facciamo circa 200. Per la cronaca, la nostra impiegata, regolarmente assunta, terzo livello del CCNL, prende circa 1.100,00= euro per 14 mensilità, potrei darle di più, ma alla fine dei… conti, il rigo su quadro E del modello unico “costo per il personale dipendente” espone una cifra sui 30.000,00= euro. Per la cronaca, seguire un professionista od un piccolo commerciante, si incassa (per contabilità, dichiarazione ed adempimenti vari) sui 1500 euro al’anno. Fate un po’ di conti…
Leggendo quel che mi precede deduco che ci sono molte idee insolite.
Di norma in Italia quelli che parlano lo fanno come se avessero la delega del resto del popolo. Qui invece ciascuno parla per sé, finalmente un passo avanti!
Prevalgono idee liberali; ora mi aspetto una ripresa del campo opposto. Ma è in campo aperto che nascono le buone regole.
Purtroppo le regole dello Stato sono appannaggio dei quattro gatti oligarchi democraticamente eletti da noi tutti che veniam messi li davanti ad una scheda a far da indovini se dare il voto a chi farà a modo suo o agirà come ha detto. In realtà le idee sui problemi interessano relativamente la politica corrente, e se anche un argomento fosse discusso verrebbe discusso tra fazioni intruppate in contrasto per tutt’altre cose o per demagogia.
Quando voteremo anche per le proposte di soluzione dei problemi, solo allora politica e popolo andranno a braccetto. Solo allora gli eletti vorranno rappresentare gli elettori. Allora si capirà se il popolo è dritto o sciocco. Se si carica di debiti o pensa al futuro. Se ama il lavoro o vuole stare con mammà.ecc.ecc.
Sostengo che effettivamente ci sono cattivi dipendenti e cattivi imprenditori.
Entrambi non fanno il loro dovere, non fa il suo dovere chi viene pagato e sfrutta il minimo appigglio per non farlo, chi ricatta i dipendenti sotto la possibilità di licenziarti quando voglio,e non paga le tasse. Penso che se ci fossero il rispetto e l’educazione, molti problemi sarebbero già risolti. Il vero problema è comunque lo sfruttamento dei cittadini da parte di un sistema politico che non ci può più rappresentare. Da una parte i lavoratori che percepiscono stipendi con potere d’acquisto ormai ridotto all’osso, dall’altra imprenditori costretti anche ad imbrogliare per far tornare i conti. In mezzo i nostri dipendenti (che sono i politici) che spendono e sperperano denaro pubblico spesso per motivi personali.
VOTAZIONI SU DECRETO LAVORO
Poi,ci si stupisce se si sconfina nell’antipolitica? A mal pensante..87 deputati PDL hanno fatto mancare il loro sostegno (come da programma) al Governo sulla riforma del mercato del lavoro. Lamentandosi che è l’ultima volta che si prestano…quanta manfrina ed ipocrisia di qualcosa, forse nata male, ma che andava conclusa…e questi 87, con un sussulto di rinsavimento…non vogliono figurare tra gli
“esecutori”. Noi spettatori e…davvero, povera Italia. Questi votanti, dissidenti, avrebbero votato “secondo coscienza”…ma allora è da rimettere tutto in discussione, la stessa nascita e presenza di M. Monti. Di fronte a questi
“obiettori”…trovo più coerente i vari Di Pietro, Maroni e chi come loro hanno sùbito messo le carte in tavola. Comportamento da…”Vorrei ma non posso”. Se questo decreto, pur in un passaggio obbligato e “senza tempi supplementari” e pur di quietare frau Merkel, si dimostrerà una “boiata” come sostenuto da esperti, beh…da questo “inciucio” chi si sarebbe salvato? Saluti. Angelo Mandara
Le condizioni contrattuali del lavoro subordinato si risolverà presto…niente più aziende niente più lavoratori,niente più salari,niente più sindacati….niente più stato, niente tasse da pagare, lavoreranno tutti con il sistema del “triangolo rosso” solo in coperative, senza tutele e con il rischio della responsabilità solidale.
Provato sulla loro pelle che….si stava meglio quando pensavano di stare peggio….il Paese riprenderà. Purtroppo ci vuole tempo, il tempo delle nuove elezioni.
Con i divini “otelma” o “grillini” possiamo anche ridere e scherzare ma…sui temi della tenuta del Paese non si può scherzare e la gente ne è consapevole.
Solo la riforma dello stato ci può salvare dal disastro ideologico della sinistra, e nel senso del Popolo della Libertà.
Itbread – Como
Ada & Andrea, credo che le distinzioni non debbano essere tra imprenditori e dipendenti, ma tra brave persone e furbi. Ci sono purtroppo tantissimi “imprenditori” che non pensano alla loro azienda o al loro prodotto, pensano più che altro a ciucciare soldi dallo stato, è chiaro che queste aziende sono deleterie per i bilanci statali e si possono tranquillamente definire parassitarie. questo tipo di imprese non hanno nessun peso e nessu merito nella creazione di PIL reale. Purtroppo questo meccanismo perverso è sempre stato perpetrato dai governi, sia per avere voti che per aumentare il controllo. Da una parte per fortuna, stiamo arrivando al capolinea (anche se nel peggiore dei modi) e gli unici che riusciranno a salvarsi saranno quegli imprenditori e dipendenti che essendo persone ragionevoli ed oneste, rifiuteranno, abbandoneranno l’attuale sistema statale socialista e corrotto.
Da piccola imprenditrice posso assicurare che sicuramente non assumerò nessuno con contratto di apprendistato. Questa legge non può che impedire la ripresa dell’economia.
addio!
Per quelli che vorrebbero istituire contratti “privati” trà le cosidette parti, vi sembrano parti di pari forza da poter stipulare un contratto equo come fosse un calciatore famoso o un super manager, o prendi il tozzo di pane oppure fuori cè la fila, funziona così già da molti anni, da quando il sig Treu del gov Prodi 1 istitui il precariato, prima il lavoro si trovava facilmente a tempo indeterminato o determinato, dopo è diventato quasi impossibile, qualcuno paragona lo stato ai caporali pugliesi, mi sembra che lo stiano diventando molti datori di lavoro,ottimo l’elenco dei vari tipi di padroncini fatto da ANDREA, io credo che attualmente gran parte siano così, portano il lavoro fuori e poi vorrebbero vendere qui la loro merce, comprata da chi se aumentano solo i disoccupati, ci sono voluti secoli per avere qualche diritto umano sul posto di lavoro, ora ci si dovrebbe adeguare a paesi dove esiste praticamente la schiavitù, vedi Cina, la libertà solo per le classi dominanti, gli altri sotto, non tirate fuori la panzana che le classi sociali non esistono perchè è troppo grossa e non ci credete nemmeno voi, ora sono ancora più impenetrabili di prima.
Secondo invio, per il gentile Porro, se voci un pò critiche, che scrivono però almeno educatamente e inerenti al tema, non come fanno altri, sono sgradite basta dirlo, e si tolgono dai cabbasisi.Saluti a tutti.
Mi permetto di rispondere ai voti negativi, per chiarezza.
Dall’inizio della mia carriera lavorativa ho lavorato per multinazionali (in varie posizioni) fino a diventare dirigente della piu’ grossa compagnia a livello mondiale (esclusi USA) nel settore chimico-edile. Da alcuni anni partecipo ad alcune piccole imprese e faccio ancora consulenza per un’altro gruppo europeo.
NE HO VISTE DI TUTTI I COLORI!!! Sia dentro le aziende, sia (soprattutto ad onor del vero) al di fuori di queste.
L’unico, sottolineo, l’unico caso in cui ho potuto apprezzare un imprenditore riguarda una piccola parentesi lavorativa in una “piccola” azienda (60 milioni di fatturato) nella quale l’imprenditore era veramente un “self made man”, da una parte si affidava a manager molto capaci, dall’altra era il “papa’” di ca. 200 dipendenti.
Credo di aver una conoscenza del mercato del lavoro piu’ che discreta, al di la di qualsiasi ideologia (sono dichiaratamente di destra) e ripeto che il lavoro e’ una risorsa per la societa’, percio’ tutelata per quello che e’: un bene prezioso.
I miei dipendenti e collaboratori mi rispetta(va)no moltissimo sia per l’inflessibilita’ sul lavoro sia per il rispetto professionale con il quale mi sono sempre rapportato con tutti. Soprattutto, mi stima(va)no per aver SEMPRE rispettato gli impegni contrattuali.
Sono diretto testimone di quanto ho scritto, soprattutto in riferimento al non mantenimento nei miei confronti di impegni contrattuali, per i quali i dirigenti in realta’ non hanno alcuna tutela, da parte dei cosiddetti “capitani coraggiosi”; gente che elemosina fidi bancari per andare a fare le ferie in barca alle Seychelles.
Da (piccolo) imprenditore, so molto bene e posso dire con orgoglio che non tutti sono cosi’, ma trovo importante che si parta da un esame critico della realta’ per poterla cambiare con una svolta decisa.
La riforma che suggerirei sul lavoro l’ho elencata in alcuni punti (oltre a quanto gia’ scritto da Andrea), credo proprio che non ci sia nulla da fraintendere. Percio’ quei voti negativi, dei quali a questo punto sono felice, provengono da lazzaroni che non hanno avuto la bonta’ di leggere tutto l’intervento e neanche il link.
Noi imprenditori siamo troppo bravi e troppo buoni! Queste non sono riforme, questa è roba da azzeccagarbugli di manzoniana memoria. Secondo il mio modesto parere dovremmo chiudere tutti tutto per una settimana! Tutto ciò che è impresa dovremmo bloccarla poi vediamo cosa succede…alberghi negozi mercati mercatini bar aziende agricole tutto ciò che è “piccolo” chiudere e stare a letto a guardare la tv (pubblica)…
Andrea. Sono completamente d’accordo. Ho sempre pensato che gli imprenditori fossero degli eroi, ma, purtoppo, ultimamente ho dovuto profondamente ricredermi. Con tutto il rispetto e l’ammirazione per quelli che comunque lo sono (e ce ne sono molti!!!) la categoria annovera canaglie in quantità proporzionalmente almeno uguale a quella dei dipendenti parassiti, con la differenza che i primi fanno molti più danni, come tutti possiamo vedere…
In generale posso essere d’accordo col post. Pero’ la classe imprenditioriale italiana e’ mediamente scarsa, e nella maggioranza dei casi l’unico driver per le decisioni aziendali sono i costi e solo i costi. Il lavoro e’ un costo. La formazione e’ un costo. Sono pochissimi gli imprenditori che vedono queste cose come investimenti. Lo dico per esperienza personale. Ho avuto l’occasione parlare direttamente con molti di loro. Persino il capitale, dal punto di vista della persona imprenditore, e’ considerato un costo, infatti le aziende italiane sono sottocapitalizzate, i soldi si tolgono dalla ditta e si mettono in Svizzera, e quando c’e’ bisogno di grana si bussa alla porta delle banche. Quando le banche non sganciano, crisi. Se non ci crede l’imprenditore, perche’ ci dovrebbe credere la banca? Si potra’ mai avere una classe imprenditoriale avversa al rischio?Caro Nicola, vero la riforma non e’ un granche’, ma gli imprenditori italiani non sono un granche’ neppure loro. Difficile fare le riforme in un paese di furbetti, poi neanche tanto svegli.
Prima di accedere a questo desco ho seguito/ascoltato molti pareri di persone esperte e non e dai più svariati convincimenti e tendenze. Ebbene non un commento favorevole o almeno speranzoso. Da qui discende la mia convinzione che è stato generato un pateracchio inconcludente, illeggibile e inattuabile, nonchè contradditorio che par redatto con piedi burocratesi, quelli sempre in moto per far danno. Non era un sindacalista, nè un berlusconiano, nè un ideo-sinistro, nè dipietrino, nè grillino ma più d’una persona seria ha definito la compagine illustre e titolata “dilettanti allo sbaraglio” e qualcuno ha detto che sono imparaticci molto peggio di quelli di prima . Il parto è stato faticoso, seppur il travaglio non abbia generato questa volta il pianto della sapiente fattrice. Di certo c’è l’aggravio dei costi e la libertà d’intraprendere ulteriormente conculcata e ingabbiata. Come se non bastasse, la novella legge allarga e promuove ampiamente la discrezionalità di giudizio della magistratura. E non favorisce la creazione di alcuna nuova opportunità di lavoro, anzi fa scappare anche i santi che hanno resistito nella grama situazione. E qui resta la landa desolata dove il lavoro è diventato una chimera così lontana che fa dire a tanti piccoli imprenditori sfiniti e spolpati “non ci cerca più nessuno”. Intanto il Monti se ne va in Europa, liquidatore delle nostre sorti italiche, con i registri contabili sotto il braccio a sussurrare preci invece di prendere il coraggio di difendere questo infelice paese a voce alta e giusta. Non solo ma ci va in anticipo per prendere un altro incredibile premio per il merito del suo buon fare europeo. Europeo? O che altro meritevole buon fare non palesabile ma intuibile e non certo a beneficio dei poveri cristi paesani.
temo che ci sarà un forte aumento di “partite iva”.
E qualcuno naturalmente sbandiererà questa cosa come un successo.
Caro Cuoco, perchè l’altro commento è ancora in attesa di moderazione? Mi sembrava una cosa utile al dibattito… O forse era troppo fuori tema.
Bravo Andrea Pellis,
concordo pienamente (da dipendente, anch’io).
Non c’è molto da aggiungere, il suo post vale per tutti.
Già che ci siamo mi permetto solamente di rimarcare l’opportuna frase della Fornero di ieri.
La professorina torinese è sicuramente inadeguata, ha fatto strafalcioni, prodotto lacrime e concepito una rifoma dell’art. 18 assurda e penalizzante per le assunzioni, ma ieri l’ha detta giusta: IL LAVORO NON E’ UN DIRITTO.
Io aggiungo: sacrosanto! Perchè IL LAVORO E’ UN DOVERE!
Il concetto non se lo è inventato la Fornero.
Lo esprimeva già… mio nonno 50 anni fa.
Un concetto facente parte della cultura di tutti i lavoratori dell’epoca che hanno fatto grande l’Italia assieme agli infaticabili imprenditori, grandi e piccoli, appassionati della loro missione, mediante una complicità non scritta tra le parti, ma ben visibile ed efficace in qualsiasi azienda o bottega.
Poi sono arrivati Gino Giugni, i comunisti al potere occulto, la Spesa Pubblica facile e le assunzioni facili.
Così, i tanti osannati diritti (drogati) sono diventati palle al piede per qualsiasi sviluppo.
Si, lo diceva già mio nonno, sindacalista Cisl e operaio alla Fiat.
Lo diceva 50 anni fa ai suoi colleghi fannulloni e infarciti di ideologia che cominciavano la stagione dei picchettaggi davanti a Mirafiori.
anni fa , molti , le ferie si facevano dal primo venerdì di agosto al 20 o 25 agosto. il resto delle ferie si pagavano . dipendenti felici . poi il sindacato , al primo rinnovo di contratto , ha affermato che le ferie si fanno , non si pagano .bella fottuta fregatura. volete che assuma un apprendista ? bene debbo dargli 1500 euro al mese ? e i danni chi li paga ? non lo assumo , a quella cifra assumo un operaio che mi dia un minimo di garanzia .e faccio un contratto a tempo determinato. sicuramente quando lo assumo definitivamente , si mette in mutua e ci sta per 9 mesi .poi torna . mando controlli , non vorrete che il medico di controllo dica che non è ammalato ? e avanti così.cgil parla sempre di diritti , mai di doveri. visto cosa ha combinato con la fiat? vero è fiom , capirai la differenza!!!!!!!!!!!
@Alessandro Grilli
La soluzione è semplicissima: liberalizzare totalmente il mercato del lavoro,cioè lasciare che i contratti siano decisi dalle parti in causa(imprenditori e lavoratori) e non dallo stato e dai contratti nazionali imposti erga omnes.
Bortolo, cito dal tuo commento
“ma attuando un sistema di ammortizzatori sociali a carico del sistema assistenziale pubblico (dello Stato).
Ma poiché lo Stato è incapace di creare e gestire questo sistema, si è preferito scaricarlo sulle aziende già dai tempi dei tempi (anni 60 e 70).”
Ancora ammortizzatori sociali? Ancora soldi espropriati alla comunita’ per mantenere un insieme di falliti, farabutti, disonesti? No grazie. I politici (ed i sindacalisti) hanno mantenuto i propri giardinetti di voti e di potere grazie alla cassa integrazione, complici sedicenti imprenditori che non hanno mai pagato le tasse ed hanno sempre truffato la comunita’. Basta.
Gli unici incentivi dovrebbero essere quelli per le assunzioni di personale italiano, favorendone la qualificazione; quelli per le imprese che investono sul lavoro e sui propri impianti, quelle per le imprese che concentrano in Italia e non decentrano all’estero, quelli per le imprese che esportano un made in Italy di qualita’ in tutto il Mondo, quelli per le imprese che investono sul territorio sostenendo la pubblica amministrazione nella realizzazione di infrastrutture adeguate al sistema industriale autoctono.
Altro che ammortizzatori sociali…l’unico ammortizzatore che dovrebbe avere certa gente e’ quello per parare i miei calci nel sedere! (non mi riferisco a te ovviamente).
Altro che contratti truffaldini a dipendenti assunti part-time che invece lavorano 12 ore
Altro che contratti da apprendisti a professionisti formati
Vero che si tratta spesso di stratagemmi per arginare l’onda del costo del lavoro, ma spesso si tratta di furberie di una classe imprenditoriale inesistente, vessante nei confronti dei lavoratori ed impreparata ad affrontare le difficolta’.
Quindi, io Stato metto in atto tutte le azioni necessarie a favorire l’impiego di italiani, la creazione di posti di lavoro e la prosperita’ per le imprese italiane. Poi, io Stato, se qualcuno fa il furbo lo punisco severamente.
Comunque se stessi al posto della piagnona mi avrebbero già sparato…
Premetto che concordo con l’articolo e trovo la riforma del lavoro piu’ che una boiata; un ulteriore deterrente alla ripresa dell’economia del nostro Paese. Ho conosciuto personalmente il Presidente di Confindustria, uomo intelligente e pacato oltre che vero imprenditore, credo che le sue parole siano state piuttosto eloquenti.
Detto cio’, io vedo una riforma del lavoro molto simile a quella di Andrea (Pellis), ma pur garantista nei confronti del lavoratore in un’Italia dove, e’ indispensabile ammetterlo, molti imprenditori sono veri farabutti!
In Italia NON esiste una classe imprenditoriale e manageriale perche’ non vi sono ne la scuola ne l’esperienza formativa. Le imprese, TUTTE (con poche eccezioni), fanno capo a famiglie, anche le piu’ grandi industrie. Lo scettro del comando non viene trasmesso da un CDA a manager capaci, ma solitamente un vecchio stanco “imprenditore” che ha sfruttato l’assenza di Stato per decenni, passa il testimone a figli incapaci, nipoti svogliati, manager improvvisati di un’economia sull’orlo del tracollo totale.
Chi davvero fa impresa in Italia sono gli artigiani ed i commercianti che quotidianamente lottano contro un sistema burocratico-fiscale asfissiante.
I cosiddetti “imprenditori” sono quelli che
Hanno ereditato fortune e non hanno la dignita’ e la capacita’ di far gestire le imprese a manager preparati
Sono quelli che scrivono i contratti e non pagano bonus e premi ai dipendenti
Sono quelli che fanno sottoscrivere ai dipendenti contratti di solidarieta’ con la scusa di tenerli al guinzaglio (facendo poi fare ancora piu’ ore)
Sono quelli che se ne fregano delle normative sulla sicurezza
Sono quelli che sottraggono alle aziende risorse per i propri vizi
Sono quelli che mantengono generazioni di parenti incapaci alle spese delle aziende
Sono quelli che non conoscono una parola d’inglese e pretendono di occuparsi di estero
Sono quelli che pensano ancora “primo ad arrivare ultimo ad andare” equivale a bravo e competente
Sono quelli che portano i libri in tribunale il 5 di gennaio
Sono quelli che investono in Romania non allo scopo di conquistare nuovi mercati, ma per pagare meno dei dipendenti e reimportare i prodotti sul mercato Italiano
Sono quelli che hanno rubato soldi alla comunita’ costruendo fabbriche morte prima di nascere al sud con i contributi statali
Sono quelli che hanno inquinato il nostro territorio
Sono quelli che falsificano i bilanci
ecc ecc ecc
Per ogni categoria, sono in grado di elencare nomi ed aziende, senza paura di smentite.
Il lavoro dovrebbe, per quanto mi riguarda, rappresentare una risorsa per la comunita’ e non una merce malpagata dall’impresa. La mia riforma?
Forti sgravi sul costo del lavoro (fino a zero) ed incentivi per nuove assunzioni di giovani (primo lavoro o precari) fino a 29 anni (affinche’ vengano aiutati anche i neo-laureati) per assunzioni di almeno 3 anni continuativi.
Inasprimento delle leggi sullo sfruttmento del lavoro nero e minorile, in particolare di immigrati irregolari; inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta la normative sulla sicurezza del lavoro.
Revisione ed inasprimento delle leggi sull’immigrazione per favorire il rientro del lavoro italiano in patria e l’assunzione di personale italiano.
Rilancio della competitivita’ delle imprese italiane: sgravi sul lavoro di italiani neoassunti (ex precari, disoccupati, rientro di professionisti dall’estero, non cumulabile con neoassunzioni di giovani), incentivi per l’export con garanzia sul credito extra UE (grazie ad accordi bilaterali con altri stati, creazione di un fondo di garanzia internazionale con emissione di bonds)
Piano di saldo immediato dei debiti dello Stato verso i privati (triennale) tramite l’emissione di bonds convertibili a compensazione del credito fiscale o del costo del lavoro
Incentivi per i lavoratori che partecipano a corsi di formazione professionale
Obbligo di tirocinio durante il periodo scolastico (dalla Germania dobbiamo imparare qualche cosa…) ed incentivi alle imprese che assumono i tirocinanti finito il corso di studi.
Sostegno per il ritorno in Italia delle produzioni delle aziende che negli scorsi decenni hanno decentrato all’estero. Esclusione da sgravi, aiuti, ammortizzatori sociali di tutte le imprese che mantengono le produzioni all’estero i cui prodotti sono destinati ad essere re-importati in Italia per consumo e/o assemblaggio-labelling-lavorazione.
http://freetaly.blogspot.cz/p/programma.html
Per il resto, trovo che quanto ha scritto Andrea sia perfetto.
il dualismo che deriva dalla cultura sinistra tende a radicalizzarsi inevitabilmente e permanentemente con la conseguenza che nessuno più assumerà ma farà contratti capestro alla RenzoRosso ( o come fa la fiat coi fornitori) coi terzisti : nessun dipendente ma solo contratti liberi fra imprese. Dovrà nascere il sindacato delle imprese deboli ma su altri presupposti culturali. Amen.
Su, su, così mi fate diventare rosso…
Ma davvero, per quanto mi riguarda lo stesso principio (di buon senso direi) andrebbe applicato a tutti gli ambiti legislativi. Siamo un popolo innegabilmente geniale e abile a trovare sempre nuove soluzioni. Per questo sogno il giorno in cui le leggi saranno soltanto dei recinti piuttosto ampi che fissano i limiti invalicabili dell’illegalità, ma al cui interno tutto viene lasciato alla libertà degli individui. Poi se uno esce dal recinto, allora lo stato avrà non solo il dovere, ma il sacro diritto di essere assolutamente spietato nel perseguire, punire e rendere innocuo il trasgressore.
Oggi lo stato cerca di regolare tutto e sempre più a fondo (mi impongono anche le misure minime delle finestre di casa mia. E se volessi vivere in una grotta buia saranno pure c***i miei???), andando quindi contro la nostra natura. Infatti è un fallimento totale. L’ho già scritto altrove ma lo ripeto: è lo stato che deve adattarsi ai cittadini, non viceversa. Non credo assolutamente alla teoria della funzione educativa dello stato. Ed ecco un altro motivo per cui sarò morto prima che di sinistra.
Troppa carne al fuoco, caro Cuoco?
Insomma l’origine dell’inceppo produttivo non è certo colpa di Silvio…ehehehehe.
Diciamocelo, qual’è il paese più vetero comunista dopo il nostro ?
saluti, anche a imprenditori e dipendenti (svegli).
sì ma diciamocele tutte! gli imprenditori ci hanno qui dichiarato che il contratto di apprendistato è sostanzialmente inutile! (l’ho sempre pensato anch’io) Allora perchè tutti a promuoverlo ossessivamente? La formazione dovrebbe venire dalla scuola: punto! Poi con la pratica si impara a sbagliare sempre meno: punto e a capo! Basta con gli incentivi temporanei che assomigliano alle logiche di marketing! La norma (lo dice la parola stessa) dovrebbe valere per la forma standard, rispetto alla quale l’imprenditore dovrà decidere se assumere un collaboratore o fare da sè o con un robot! Ricordiamoci sempre la regola n° 1: semplicità, take it easy!
Ricordo a coloro che vorrebbero abolire i contratti di lavoro, lasciandoli alla “libera” contrattazione trà le parti, che tali parti sono leggermente sbilanciate nel potere, ma solo un pochino è, le leggi servono per limitare un pò questo sbilanciamento, perchè si stà tornando o ci siamo di già, al o mangi questa minestra o salti questa finestra, anche in senso fisico visti i morti che ci sono, quel sistema và bene per i topmanager, perchè anche quelli inferiori sono più o meno nella stessa situazione, capacità contrattuale tendente a zero, subire in silenzio o fare la fame, come 100 anni fà, un belfuturo all’orizzonte.
IO la soluzione non ce l’ho, ma non credo sia questa, quando sento anche parlare di mercato del lavoro mi vengono in mente i carretti con i negri sopra, anche i lavoratori sono uomini e non merce.
Lungi da me criminalizzare i piccoli imprenditori che leggo commentare sdegnati questa pagina e sicuramente non tutti gli imprenditori sono degli aguzzini vessatori. La realtà dei fatti è però che grazie alla riforma del lavoro introdotta da Berlusconi, si sono messi in campo tutti i vantaggi per l’imprenditore del lavoro flessibile (da questo punto di vista eravamo effettivamente molto arretrati) senza però introdurre alcun bilanciamento a tutela dei lavoratori assunti in precariato (previsti peraltro dal povero Biagi e totalmente ignorati). Pressochè ovunque, fuorchè in italia chiaramente, un lavoratore precario guadagna MOLTO di più di un lavoratore a tempo indeterminato, inutile che spieghi il perchè. In italia se va bene prende il minimo sindacale, se va male gli fanno firmare le dimissioni in bianco al momento dell’assunzione e gli impongono uno stipendio da fame, tanto ce ne sono altri 1000 che fanno la fila… Praticamente nessuno viene assunto dopo il triplice rinnovo: o ti fanno stare a casa un mese e poi ti riassumono oppure ne prendono un altro e ricomincia la trafila. Per non parlare dei contratti a progetto in cui uno può scrivere la qualunque e cambiare sempre il progetto rinnovando a vita la precarietà di una persona (nella mia azienda tutto il personale IT è a progetto, alcuni sono lì da 5 anni, a progetto…). Potrei andare avanti per altri 300 righe, ma lo spazio è tiranno. Questa ultima riforma del lavoro è peggiorativa o migliorativa per l’italia? Ancora non lo so, le implicaizioni sono troppe e si capiranno tutte solo fra qualche tempo, ma quando la critichiamo vogliamo anche prendere coerentemente in esame il perchè è stata fatta e quali siano gli aspetti effettivamente da sistemare del disastroso mondo del lavoro in italia? O basta solo sparare a zero sul governo Monti qualunque cosa faccia?
Meno si legifera meglio è.Peggio ancora se le norme sono confuse.La legge dovrebbe stabilire i principi,pochi e semplici.Il resto va lasciato alla contrattazione delle parti.
Una banca o un’assicurazione non avrebbero difficoltà ad applicare la sventurata riforma. Una piccola o media impresa si trova invece costretta a cercare nuove forme contrattuali “creative” per riuscire ad assumere nonostante la riforma. In alternativa la PMI deve riuscire terziarizzare progetti e lavorazioni. Finché si tratta di pentole, lampade, oggetti per la casa, si può assegnare il design a studi professionali e la produzione a capaci artigiani; purtroppo questo non è possibile nella maggioranza dei settori.
La riforma Fornero funziona solo nella mente dei burocrati dell’Unione Europea. Avrebbe potuto funzionare bene negli anni ’80 fino alla prima metà degli anni ’90 del secolo scorso in aziende di dimensioni adeguate. Non può funzionare sul campo in una economia complessa, globalizzata, altamente concorrenziale e soggetta ad una evoluzione rapidissima del mercato e dei prodotti.
Per il resto non posso che sottoscrivere pienamente la proposta di Andrea Pellis e anche quanto dice Fort.
P.S.
La proposta di detassazione del lavoro non è un utopia: è sostenibile in un contesto di “Stato leggero”, esattamente il contrario dello statalismo dei partiti pletorici, dei burocrati e dei faccendieri che ci sta mandando a fondo. Noi Italiani siamo pronti ad abbandonare il mito dello Stato padre-padrone che ci ha offuscato le menti per 60 anni e ci ha lasciato un regalino di oltre 32.500 euro di debito a testa, compresi nonni e bimbi?
Cara Signora Fornero & Co
La signora Fornero, come la stragrande maggioranza di chi ci governa vive nella stratosfera, completamente avulsa dalla realtà dei comuni mortali.
Cara signora Fornero & Co, le ricordo che ogni giorno chiudono aziende .
Cara signora Fornero & Co, le ricordo che ogni giorno chiudono attività commerciali.
Cara signora Fornero & Co, le ricordo che ogni giorno chiudono aziende agricole.
Cara signora Fornero & Co Co, le ricordo che ogni giorno chiudono imprese edili.
Cara signora Fornero & Co, gli imprenditori non riescono più a mantenere collaboratori fidati e competenti e secondo lei hanno la forza e la voglia di caricarsi dilettanti allo sbaraglio.
Cara signora Fornero & Co, le ricordo che siamo alla canna del gas .
Cara signora Fornero & Co, ogni azienda, attività commerciale, azienda agricola, impresa edile che chiude, vuole anche dire, meno gettito per le casse dello stato.
Cara signora Fornero & Co, vada a fare shopping, occupazione a lei, sicuramente più congeniale.
Continuando di questo passo,con la prossima riforma si stabilirà come vestirsi e con quali scarpe ci si deve presentare al lavoro.Ma le complicazioni favoriscono i soliti furbi,esattamente come al mercato.La legge 300/1970 favoriva i sindacalisti più che i lavoratori. Questa riforma non solo non tutela nessuno,ma danneggia tutte le parti:imprenditori,lavoratori e sindacati.Forse è stata fatta dai politici e dai dirigenti dell’ex ministero delle semplificazioni.
@Fort il 27 giugno 2012 alle 21:06. Buonasera Fort, prima di essere imprenditore sono stato anche dipendente e ciò che lei annota è verissimo. Come allora credo anche oggi esistano veri lavoratori e questo sistema di appiattimento totale dei meriti li scoraggerà, quindi, oltre ad un danno finanziario immediato, ne otteremo uno più occulto a lungo periodo. Per esigenze di post non mi dilungherò, ma le posso dire che il mio ex-datore di lavoro, ora mio Cliente, ha saputo formarmi in maniera strepitosa e vincente e questo non ha prezzo. Ha saputo aiutarmi a sfruttare a mio vantaggio alcune mie caratteristiche caratteriali apparentemente sfavorevoli (questo suole ancora dirmi), con questa riforma verranno penalizzati anche Grandi Uomini come lui. Mi ricordo anche quando l’Azienda ebbe una temporanea crisi e, con il mio staff, all’epoca si decise di non farci pagare gli straordinari. Dovemmo “litigare” perchè accettasse, non lo riteneva giusto come noi non ritenevamo giusto non far qualcosa in più per tenere viva la nostra Azienda. Ecco forse la differenza, vedevamo l’Azienda come qualcosa che fosse in parte anche nostro. Questo atteggiamento è visto da Monti e cricca (la Fornero è solo una pedina) quale farabutto e da brutti evasori. Scrive Porro “L’imprenditore è più o meno un farabutto: questa è la regola”, la riforma Fornero fonda su questo assunto e i danni non immediati saranno incalcolabili. Un saluto affettuoso a Fort e felice di aver letto il suo post.
@Fort vorrei che il suo post fosse letto con molta attenzione dai tanti fenomeni che ci leggono. Grazie
Da piccolo imprenditore (meno di 15 dipendenti), con questa riforma state certi che non assumero’ più nessuno a tempo indeterminato. Mi dispiace per tanta brava gente, ma con questa riforma, vincerà solo il precariato.
Auguri a chi cerca il posto fosso.
Dal mio punto di vista di piccolo imprenditore, credo che il Signor Pellis abbia fatto una ottima riforma del Lavoro: peccato non stia al posto della Fornero.
La condivisione è totale in special modo là dove parla di “doveri” nonché la auspicata mancanza di tassazione del lavoro: vero scempio, questo alla dignità dell’Uomo e che pone lo Stato alla stregua di un caporale pugliese.
Ancora troppi vincoli, troppa burocrazia, si è costretti al consulente, (costo occulto, questo), e dodici scritture contabili ogni mese per registrare busta paga e guai a dimenticarsi l’F24 dell’INPS.
Vorrei ricordare che l’apprendistato costa in termini di tempo, di merce rovinata per inesperienza e per affiancamento al nuovo arrivato.
Un vero dipendente che risolve i problemi è un capitale preziosissimo al quale, personalmente, pagherei anche il mutuo di casa. Ma vallo a trovare!!
Come ci difendiamo da queste pastoie e dalle incertezze del Mercato? Meccanizzando: i robot costano meno e se si ha la fortuna di inserirli nel processo lavorativo, si vince un terno al lotto, come si dice.
Com
il dualismo imprenditore/lavoratore, a mio avviso è il dualismo piu vessato in assoluto.
il retaggio storico del “padrone” sempre cattivo, e del “lavoratore” sempre buono, continua a fare danni. piu si “riforma” il lavoro e piu si fanno leggi per imbrigliarlo, ergo è sempre meno libero.
chi offre lavoro deve sottostare a moltitudini di regole che fanno si che prima di offrire lavoro esso ci pensi non due ma 200 volte. un giorno si capirà che l’imprenditore senza il dipendente, esiste e prolifica, il dipendente senza l’imprenditore invece non puo assolutamente esistere.
liberalizzare completamente il mercato del lavoro è l’unica soluzione. certo, alcuni principi fondamentali vanno rispettati, ma tutto il resto non serve a nulla se non proprio ad impedire al mercato di offrire lavoro a chi vuole lavorare.
un giorno capirete che la causa prima della disoccupazione, non sono gli imprenditori, o la crisi, sono proprio i sindacati e il potere che si annida alle spalle di chi “dovrebbe essere difeso”.
meditate..
ps: per chi non lo avesse capito, difendere il lavoratore e non il posto di lavoro, equivale a FINE DEL MITO DEL POSTO FISSO. finalmente!!!!!!
la domanda è: si sta effettivametne facendo questo?
ciauz
Andrea Pellis, ti giuro che non ho copiato, mentre scrivevo sei stato pubblicato. Grande Andrea!
Alessandro Grilli -
Non so se debbo considerarmi un farabutto, visto che su 12 dipendenti la mia ditta ha in carico 2 cocopro.
Ma forse no, visto che i due siamo io e mia moglie, peraltro detentori di quote della società!
Prima di dare per questi motivi del farabutto ad un imprenditore dovrebbe riflettere sul fatto che esistano leggi che consentono determinati comportamenti, altrimenti, dovessimo considerare farabutti tutti coloro che hanno approfittato di leggi per lo meno discutibili, applicando il suo principio l’Italia sarebbe un paese di farabutti!
Sul contratto di apprendistato voglio dire, ovviamente a parer mio, che è una delle norme piu’ ipocrite che regolamentano il lavoro. Già com’è oggi non ritengo conveniente per l’azienda assumere apprendisti, ed in effetti sono almeno 6 anni che da noi non ce ne sono. Tutti i contratti sono a tempo indeterminato. A conti fatti un apprendista costa poco meno di un operaio qualificato, non essendo però autonomo nello svolgimento del proprio lavoro; se conteggiamo il tempo perso dal suo tutore e le inevitabili “cappelle” sul lavoro eseguito, viene a costare addirittura di più dell’operaio qualificato!
Il problema del lavoro dovrebbe essere risolto non già caricando le aziende di costi, con incentivi a “non licenziare” che poi si traducono in incentivi a “non assumere”, ma attuando un sistema di ammortizzatori sociali a carico del sistema assistenziale pubblico (dello Stato).
Ma poiché lo Stato è incapace di creare e gestire questo sistema, si è preferito scaricarlo sulle aziende già dai tempi dei tempi (anni 60 e 70).
Questa cosiddetta riforma continua ad andare in questa direzione, dimostrando per l’ennesima volta l’incapacità (se in buona fede) o l’ipocrita volontà di fare una cosa etichettandola con il suo opposto.
Stimato dr. Porro, a leggere queste cose mi si contorce lo stomaco ( altro che l’amico Bragadin ), devo dirLe che ammiro la Sua freddezza nell’analizzarle con razionalità. Ho una proposta: una legge che dia la possibilità a chiunque lo voglia di stipulare un accordo privato con il proprio datore di lavoro. Per contro il lavoratore e’ disposto a rinunciare alla pensione, assistenza per infortunio, malattia, maternità o quant’altro da parte dello stato. Queste cose potrà accordarle o meno sempre a sua discrezione con il datore di lavoro come pure le tredicesime eventuali. I contributi non saranno a zero ma al 10% giusto per incentivare lo stato. I sindacati non potrebbero opporsi se non dichiarando apertamente di negare a qualsiasi cittadino la propria libertà di scelta. Chi predilige un contratto regolamentato naturalmente potrà continuare a cercarlo e se lo trova, e godere delle attuali condizioni. Ribellione della CGIL ? E perché ? Non si vuol mica imporre niente a nessuno, ci sarà pure una percentuale di persone ragionevoli, contente di avere un’opportunità del genere. Concorrenza sleale? No, i pelandroni possono sempre trovarsi un impiego statale, o privato se la disponibilità di coloro che intende usufruire della legge fosse inferiore ai posti disponibili. Stimato dr. Porro La ringrazio per lo spazio concessomi.
Sottoscrivo in pieno la zuppa.
E anzi rilancio il mio sogno di legislazione sul lavoro: sostituzione di tutti i contratti nazionali del lavoro e soprattutto del maledetto statuto dei lavoratori con un unico testo in 4 articoli. Il primo indica il minimo salariale, il secondo i diritti MINIMI riconosciuto al lavoratore (ferie, malattia, orario max, etc) il terzo i doveri del lavoratore in senso lato, quelli di cui i sindacati si “dimenticano” sempre (presenza al lavoro, onestà e simili). Il quarto sancisce che il lavoro NON PUO’ essere tassato per nessun motivo (i contributi pensionistici sono un’altra cosa).
Tutto il resto deve essere lasciato alla libera contrattazione. Perchè ad esempio a me di avere 26 giorni di ferie all’anno non interessa nulla, non riesco mai a farli. Quindi baratterei volentieri i giorni in più che chiaramente non mi servono con un aumento di stipendio. Magari a qualcun altro può andare bene il contrario. Oggi ne io ne lui possiamo decidere perchè qualcuno ha deciso per noi.
Ma sto sognando.
Per inciso io sono un dipendente…
credo che l’unico modo per migliorare le condizioni dei lavoratori con tipologie di contratto sfigato, come il mio o quello descritto nei tre casi dal Signor Grilli sia aumentare l’offerta di lavoro rendendo a chi può facile ed economico sia assumere che licenziare e sopratutto eliminare lo schifoso dualismo del mercato del lavoro tra insider a cui è consentito di grattarsi i cosidetti e outsider pagati 4 lire per fare il lavoro che i primi non sanno/vogliono fare. La riforma della Fornero (a cui va cmq la mia stima quando come oggi dice pane al pane e vino al vino) purtroppo non va in questa direzione
Grazie per la risposta. Però non mi faccia dire quello che non ho detto. Non voglio difendere la singola misura su cui si appuntano le sue critiche. E non ho certamente la ricetta per risolvere i problemi. Quello dell’imprenditore farabutto e quello dei lavoratori fannulloni sono dei paradossi usati da me (e da lei) per dire qualcosa di più generale. Ci sono alcuni punti credo innegabili: 1) alcune di quelle norme, giuste o sbagliate che siano (e io non lo so e non le giudico), nascono da comportamenti come quelli degli imprenditori di cui sopra; 2) la maggior parte dei contratti di lavoro che oggi vengono attivati (non lo stock ovviamente) sono di quel tipo, con tutto quello che ne consegue, perché il lavoratore in queste condizioni è quasi sempre la parte debole del rapporto di lavoro; 3) (ed è qui il cuore del problema secondo me), quando si mette mano al sistema del lavoro lo si deve fare in maniera organica tenendo insieme tutto, ed è difficile. Sa cosa penso io? Ben venga la flessibilità, se accompagnata da norme altrettanto efficaci sul funzionamento del mercato del lavoro, sugli ammortizzatori sociali e sull’efficacia di tutto il sistema. Un sistema che tuteli il lavoratore e non il posto di lavoro, che garantisca la continuità del reddito (fondamentale) più che quella del lavoro. Esattamente il contrario di quanto è stato fatto in Italia dove si è introdotta la flessibilità, senza introdurre l’altra gamba del sistema (gli ammortizzatori adeguati e un sistema efficace di incontro fra domanda e offerta di lavoro). Esattamente l’approccio sistemico che invece, pur fra compromessi necessari tra spinte opposte ed errori tecnici che non mancano mai, sta provando a fare questa riforma. Almeno secondo me. Scusi per la lunghezza
@Alessandro, temo, per lei, che il nostro pensiero non sia così distante. Anzi. Un sistema che tuteli il lavoratore e non il poisto di lavoro è cosa sacrosanta. In effetti la Fornero ha dichiarato esattamente quanto lei dice e che io, per quanto conta, sottoscrivo in pieno. La riforma temo che però vada in tuttt’altra direzione. Speriamo di sbagliare
…la Fornero da piccola deve avere preso delle botte in testa in modo dispari, e non è più tornata normale. Ma per sbaglio, lei che è anche accademica, professorona ordinaria di Economia politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino, insegna Macroeconomia ed Economia del risparmio, della previdenza e dei fondi pensione (in inglese). Le sue ricerche scientifiche riguardano i sistemi previdenziali, pubblici e privati, le riforme previdenziali, l’invecchiamento della popolazione, le scelte di pensionamento, il risparmio delle famiglie e le assicurazioni sulla vita. Ma dove ha studiato per diventare tutto ciò al Cepu con del Piero, o in Albania con il trota? Grande Fornero, una ne pensi e cento, sbagliate, ne fai.
@Alessandro Grilli ma scusi vuole che le faccia i nomi di persone che invece hanno avuto un trattamento diverso? NOn cadiamo però nel grillismo per cui la realtà (anche quella di politica estera e compresa quella iraniana) è a misura di suocero. davvero lei non conosce persone che hanno avuto rapporti di lavoro diversi? Conosce solo tre persone che lavorano? Capisco la sua critica, che è ben argomentata. ma pensa davvero che per evitare i suoi tre casi sia utile aumentare il costo del lavoro? Io penso il contrario. Che a maggiore insicurezza debba corrispondere maggiore retribuzione netta in tasca all’insicuro.
Bene, anzi benissimo. Non ho strumenti per confermare/smentire questi numeri, ma suppongo che siano tutti giustissimi. Adesso, accanto a questa celebrazione dell’imprenditore onesto vessato dalla controriforma Fornero, attendo una bella e altrettanto dettagliata analisi (che io ovviamente non sono in grado di fare) sul comportamento e sui benefici economici del datore di lavoro di mia moglie, che l’ha assunta con contratto a progetto (se va bene rinnovato ogni anno), ma che la costringe ad andare al lavoro tutti i giorni seguendo orari di ufficio (spesso anche oltre), a contrattare due settimane di ferie all’anno come se fossero una concessione, ovviamente senza maternità e pagando molti meno contributi rispetto a un lavoratore dipendente; oppure sull’imprenditore che ha assunto un mio amico con contratto di formazione lavoro, senza che lui abbia fatto neanche un’ora di formazione; o sulla mia amica che lavora in un call-center, mestiere notoriamente libero-professionale, con un contratto a progetto; ovviamente sto parlando degli unici tre esempi di imprenditori farabutti nel sistema economico italiano. Gradirei anche un commento finale su come si risolve in maniera definitiva il problema del mercato del lavoro in Italia – visto che la Fornero non è capace – su come si può impedire di nuocere agli unici tre imprenditori farabutti che ci sono in Italia (che io conosco tutti e tre) e due righe, sempre se avanza spazio, su come dare una prospettiva decente a quei tre fannulloni (solo un esempio fra i tanti ovviamente), che lavorano in quelle condizioni. Con stima
e i politici che stanno in parlamento che fanno dormono?