Perchè una piccola impresa non vale un Sulcis
Ci sono delle emergenze che sono riconosciute tali dall’universo mondo. E altre, più gravi, che restano invisibili. Il mondo del lavoro in Italia gira esattamente così. I 500 minatori del Sulcis sono, anche per la spettacolarità della loro protesta, gli «angeli neri» da mantenere a tutti i costi (beninteso della collettività) esattamente nel loro improduttivo posto di lavoro. Artigiani, commercianti, agricoltori che chiudono battenti restano degli invisibili (a cui si dovrebbero aggiungere anche partite Iva e 50enni senza più lavoro). Eppure i loro casi sono numericamente e socialmente molto più pesanti.
Nell’ultimo anno sono morte 14mila imprese artigiane. Ovviamente esse sono fatte dall’artigiano, spesso dalla sua famiglia, e dai collaboratori. Converrebbe moltiplicare il numero delle chiusure almeno per tre, per dare una dimensione occupazionale. Nel primo trimestre sempre del 2012 hanno chiuso più o meno lo stesso numero (13.300) di imprese agricole. L’anno scorso il saldo tra nuove imprese e cessazioni di vecchie nel mondo del commercio (come notava sempre bene Dario Di Vico ieri sul Corriere della Sera) è stato negativo: 30.000 esercizi commerciali hanno tirato giù la saracinesca. Si noti bene, i numeri che abbiamo fornito sono quelli ufficiali e rappresentano il saldo netto (chiusure meno aperture di nuove imprese) e per di più soltanto di comparti ben censiti dalle nostre Camere di commercio.
Si tratta di un fenomeno impressionante. Ma per pochi. In realtà la politica (e non solo da oggi) si impressiona poco per emergenze invisibili come queste.
Perché i minatori del Sulcis (non ce ne vogliano, ma è l’ultimo caso di industria assistita e improduttiva che viene salvata pro-tempore dai governi) vale più di bar, falegnami o contadini che saltano?
1. La piccola impresa in Italia, sarebbe meglio dire quella micro, è stata bombardata negli ultimi trent’anni da cattiva fama. Un commerciante che chiude (si perdoni la rozzezza dell’analisi, ma si capirà solo tra poco il senso) è un evasore in meno. Un artigiano che fallisce è un vecchio mestiere che non ha saputo innovarsi. E l’agricoltura poi? Con quella tassazione forfettaria che ha come pretende una sia pur minima compassione? Dunque il primo aspetto dell’invisibilità nasce dalla scarsa considerazione etica (verrebbe da dire) che la cultura dominante ha avuto nei confronti della piccola impresa.
2. Un interesse piccolo ma concentrato (i minatori, gli operai della fabbrica tal dei tali) ha più capacità di influenza sulla politica e sull’opinione pubblica di quanta ne eserciti un interesse molto più vasto (migliaia di commercianti che chiudono bottega) ma diffuso sul territorio e parcellizzato.
3. È di tutta evidenza che per la politica sia molto più interessante soddisfare la richiesta relativamente piccola di un gruppo ben identificato di persone che le micro richieste diffuse in una categoria. Alle elezioni si va sostenendo di aver salvato una fabbrica, non di aver messo nelle condizioni gli artigiani di non fallire. Per un politico, di qualsiasi gruppo esso sia, è più spendibile aver salvato 500 posti di lavoro che aver fatto riforme che hanno permesso la sopravvivenza di 50mila piccole imprese.
4. La piccola impresa paga il conto di questo paradosso. Citiamo appunto il caso del Sulcis. L’ipotesi di spalmare i 250 milioni di euro di costo annui per la sopravvivenza della miniera sulla bolletta elettrica è la lampante dimostrazione di quanto detto prima. Ogni artigiano, diciamo a caso, pagherà un centesimo in più l’elettricità necessaria per la sua attività. Grazie a quel centesimo i 500 del Sulcis potranno continuare a scendere in miniera. A forza di operazioni simili a questa l’artigiano paga una bolletta elettrica che lo mette fuori mercato e crepa. Il caso degli incentivi al fotovoltaico e all’eolico (ben superiori a quelli del Sulcis) porteranno esattamente a tutto ciò. Soddisfo un’esigenza ben circoscritta ora e distruggo il futuro di molti domani.
5. La classe dirigente non conosce la piccola impresa: si è formata sulla Luna, rispetto alla bottega. Quando una bomba scoppia senza fare una strage, la si definisce artigianale. Se davvero lo fosse sarebbe stata perfetta nel suo potenziale omicida. La classe dirigente ha un’idea nel contempo romantica e arcaica della piccola impresa. Pensa che le grandi città si possano nutrire a chilometri zero, e non capisce che la fatica di un piccolo proprietario terriero non ha nulla a che vedere (sempre con tutto il rispetto) con gli orti maneggiati dai pensionati alla periferia delle città.
6. La microimpresa si ritiene che possa comunque farcela. Insomma è vittima della sua presunta forza. È condannata dalla sua flessibilità e dalla sua capacità di attutire i colpi. Un quarto dei dipendenti italiani (parliamo di tre milioni di persone) lavorano per imprese con meno di nove addetti. Ebbene, sapete quali sono le imprese che nell’ultimo anno hanno licenziato di meno? Proprio queste ultime. Sono il vero ammortizzatore sociale dell’Italia: pur di non licenziare in una congiuntura come questa stringono la cinghia.

bragadin il 21 settembre 2012 alle 12:29:
Che il tuo unico scopo sia fare il buffone e rompere le scatole agli altri lo capisco anche io, non fai mai commenti che abbiano un senso, io scrivo quando cè un argomento che mi interessa, quando ho tempo, e quando devo rispondere ai beccaccioni pari tuo.
marioloino: tu non hai ancora capito (del resto il comprendonio dei caproni …. per di piu’ ignoranti, è quello che e’) che il mio scopo su questo blog è anche quello di divertirmi con i caproni provocatori come te !!
Non immagini quale e quanta soddisfazione provo nel constatare che tu non manchi mai di aggiungere idiozie ad idiozie per rispondere ai miei commenti che videnziano la tua caprina ignoranza !!!! I tuoi belati (o ragli ?) per me sono musica celestiale …perche essi sono sinonimo di bile (la tua) che se ne va in malora !!!
Ancora: a meno che tu non abbia cambiato nick (usando un altro … come squallida abitudine dei tuoi sciagurati compagni di sventura) … non riesco più a trovare tuoi belati (o ragli ‘) in altri articoli del cuoco … Come mai compagno mariolino ? … Hai paura di essere pizzicato con nuovi e clamorosi strafalcioni grammaticali in bocca? Posso rassicurati amico mio: tu pensa alla tua bile … che a corregere la tua grammatica da asino (e non da caprone) ci penso io … e pure tutto gratis !!!
mariolino : no so cosa significa becco … dalle parti degli ovili : ma so benissimo quello che signiofica “caprione” !
bragadin il 19 settembre 2012 alle 17:42:
E se tu fossi becco visto che dai del caprone agli altri, cercati cosa vuol dire dalle mie parti se non lo sai.
bragadin il 19 settembre 2012 alle 17:48:
Sei falso come i soldi del monopoli, io non ho mai detto di essere ammanicato da nessuna parte, altrimenti sarei de tua mio caro, ho lavorato in un grosso gruppo industriale, e se non hai ancora capito quale sei anche duro, contratti da consulente-lavoratore me ne hanno fatti 3 per ora, ma non sono certo del tuo livello altolocato, ma ti assicuro che il mio mestiere lo sò fare, altrimenti non mi chiamerebbero, anche per insegnare ai giovincelli come si fa.
Quello che poi si vanta e denigra gli altri che hanno studiato meno di lui come fai te è solo un cafone rifatto, lo studio non ti fà diventare una persona civile, lo avrei fatto volentieri anche io lo studente, ma sono dovuto andare a lavorare perchè mio padre nello stabilimento ci ha lasciato la pelle.
Per quanto riguarda lo studio leggiti Lettera ad una professoressa, vecchio ma sempre attuale.
mariolino: scusami; ma tu che studi hai fatto ? … Perchè ti vergogni a riconoscere che sei un ignorante ? .. I vecchi cari proletari … una volta (bei tempi) quelli quasi si vantavano di non aver fatto le scuole alte ! Adesso abbiamo a che fare con disgraziati del tuo calibro … che scrivono strafalcioni grammaticali … sperando di farla franca e – magari – spacciandosi (come fai tu) per uno che è ammanicato persino nelle alte sfere di grossi grupppi industraiali … magari come consulenti … mentre – nella realtà – sono solo dei poveri ignoranti con l’aggravante – non indifferente – di essere pure dei caproni: tale e quale a te !! Un saluto al tuo medico mariolino …
SI : daccordo compagno mariolino … però loro restano dei caproni .. tale e quale a te !!
bragadin il 18 settembre 2012 alle 16:30:
No, capretta, io non metto mai voti a nessuno, si vede che ad altri quelli che fanno sfoggio di sapienza e poi parlano come un carrettiere non piacciono, conta di più la buona educazione e la sostanza del bello scrivere.
ci sono 4 caproni (uno è certamente mariolino) … quindi 3 caproni, che mi hanno appiccicato il rating negativo circa il mio intervento il quale metteva in risalto le brutture grammaticali e quindi l’ignoranza del citato compagno : a me pare che – in questo modo – essi (i 3 caproni rimanenti)asseriscano … che invece mariolino è un “acculturato intellettuale” ! Caproni ignoranti anche voi !!!
@ giuseppe il 13 settembre 2012 alle 10:59:
Causa l’inadeguata informazione che si legge sui giornali e la non conoscenza forse del problema che riguarda il costo dell’elettricità nel ns. Paese (il più elevato in Europa tra i grandi Paesi), l’industria energivora (come appunto per es. l’Alcoa, l’Eurallumina, ma anche diverse altre) NON possono competere alla pari con i loro concorrenti europei.
Quanto è stato fatto quindi con l’Alcoa, non deve essere letto come un regalo alla multinazionale USA, ma bensì una necessaria azione per consentire all’ultima industria metallurgica non ferrosa (zinco-piombo ed in questo caso, alluminio) di continuare a produrre nel ns. Paese (e nel contempo di dare occupazione in un’area tra le più depresse del Paese).
Stranamente, forse, quando in Italia si agisce per rendere il lavoro possibile nel ns. Paese a condizioni allineate a quelle delle stesse industrie di settore in Europa, “si parla di aiuti di Stato”, quando invece lo fanno all’estero con vari stratagemmi, allora, è comprensibile doveroso e giustificato.
Questo grazie al lavoro che sappiamo fare a Bruxelles con i nostri delegati, tecnici e … politici!
Con l’intento di fare qualche maggiore riflessione sull’argomento Sulcis (utilizzato in questo caso come metro negativo di paragone), dimenticavo un’altra forse “banale” considerazione, nel merito dei piccoli artigiani e commercianti al dettaglio.
Non sfugge certo all’attento Nicola Porro il fatto che questi numerosissimi professionisti (nel ns. contesto occupazionale e produttivo) abbiamo delle dichiarazioni dei redditi che gridano vendetta da parte dell’altra grande famiglia di lavoratori, quelli dipendenti.
Ma c’è qualcuno che crede alla correttezza di tali SIMBOLICI valori?
Sarà forse per questo che quegli importanti numeri di operatori che chiudono non raccoglie tanta attenzione e partecipazione emotiva nelle Istituzioni, nei politici e nell’opinione pubblica?
Beh, costoro, prima di tutto dovrebbero farsi un “esame di coscienza” e correggere questa vergognosa situazione di fatto. Poi, giustissimo easminare l’argomento con raziocinio per trovare le opportune e possibili soluzioni, perchè comunque è il Paese nel suo insieme che ne soffre.
Indubbiamente la riflessione che pone questo articolo tocca situazioni note anche se troppo spesso apparentemente disattese dai politici di mestiere.
E’ evidente che non sia possibile esaminare i singoli casi, ma sarebbe certo opportuno vederli nel loro insieme, vista la dimensione di tale fenomeno e la realtà di microimpresa nel ns. Paese.
Non sarei del tutto d’accordo con quanto detto nel punto 3. perchè il politico di turno sa bene che eventuali azioni concrete anche nel contesto spicciolo che riguarda tali microimprese sarà poi ben accolto dagli stessi (e loro famigliari) e quindi, elettoralmente, può avere un peso ben maggiore della singola media o grande impresa, anche perchè questa è poi quasi sempre “localizzata” e quindi può interessare solo quei politici locali.
Ritornando invece sul concetto del Sulcis e dei minatori, trovo improprio continuare a presentare la cosa come se il “Progetto Integrato Sulcis” (che la Regione da tempo sta esaminando, insieme alla Ue) riguardasse SOLO il salvare il posto dei minatori, come azione assistenzialistica cronica.
E’ senza’altro vero che, finora, questo è stato, ma è proprio per il fatto che non si voglia affrontare il problema nella sua essenza, che queste situazioni continuano a rimanere atti di mero “assistenzialismo”, peraltro in un’area che di problemi ne ha molti.
Allora, se vogliamo uscire da questa “coazione a ripetere” sarebbe il caso di esaminare l’argomento per come l’attuale Progetto lo prospetta: vale a dire, l’opportunità di avviare un progetto del tutto innovativo (che peraltro si inquadra perfettamente nella politica ambientale ed energetica così fortemente portata avanti dalla Ue e che anche l’Italia è obbligata a seguire), che consentirebbe, con costi davvero marginali rispetto ai faraonici incentivi che da alcuni anni garantiamo al Solare FV ed all’Eolico (che poi continuano ad essere erogati per i successivi 20 anni!). Stiamo quindi probabilmente parlando di circa 1% di tali faraonici incentivi (che anche quest’anno raggiungeranno l’ennesimo record, vicino ai 7 miliardi per il solo Solare FV (sempre da moltiplica poi per 20 anni, cioè complessivamente 140 miliardi di Euro ulteriori). Compariamo quindi opportunamente questo tesoro con il 1,8 miliardi complessivi (come totale in 8 anni) che tale Progetto prevede.
Il tutto per avviare delle tecnologie all’avanguardia, di cui è poi facilmente immaginabile il potenziale di mercato all’estero, dove carboni di ben peggiore qualità di quello del Sulcis (anche in Ue27, oltre che in altri Continenti) sono abitualmente utilizzati per produrre l’elettricità!
Se infine uno facesse un confronto, sempre sul tema energetico/ambientale tra quel tesoro menzionato sopra per installare “pannelli” che, quando installati producono una rendita per 4 lustri senza alcuna ulteriore innovazione ed opportunità di mercato (perchè ovviamente tecnologicamente “già vecchi” al momento dell’installazione) e l’innovazione del Progetto Sulcis che riguarda:
- le tecnologie per il più opportuno utilizzo di un carbone difficile, ma ampiamente presente poi in molti Paesi del mondo, dove tale tecnologia potrebbe risultare di particolare interesse;
- le tecniche CCS di cattura e sequestro della CO2 (così ampiamente cavalcata dalla UE27) con l’applicazione di metodologie economicamente “SOSTENIBILI”, perchè permetterebbe, anche, di congiuntamente recuperare anche un altro combustibile (il Metano), altrimenti inestraibile, a compensare i costi CCS.
Davvero inopportuno quindi approfondire l’argomento e guardare allo stesso in maniera diversa dal solito?
bragadin il 14 settembre 2012 alle 10:50:
Vedi caro io sono uno del popolo lavoratore e non ho fatto il liceo ma le scuole dei poveri, lo sò che non è ben scritto ma si capisce benissimo lo stesso, invece non hai risposto all’altro post, magari ho indovinato, da noi si dice hai il fiore al culo come gli zucchini per dire di quelli come te, che hanno sempre avuto la strada spianata, e non perchè siano più bravi, ma perchè figli di….
mariolino : ” …capra mio caro lo dice Sgarbi e anche il cuoco del quale siamo ospiti perchè non si querela, non hai inventato una bella sega, a proposito godo di buona salute e il dottore è mesi che non lo vedo, alla faccia tua.”
Forse tu godrai di buona salute … ma il tuo cervello certamente no !! Che cosa scrivi ignorante !! …. Non vedi che – specie quando ti alteri – scrivi un italiano che forse non capisci nemmeno tu ?
Rileggiti quel periodio e capirai quanto il tuo cervello abbia necessità di cure ! Caprone !
bragadin il 13 settembre 2012 alle 18:02:
Certo che perdere il lavoro nella situazione attuale è un vera tragedia, spesso senza rimedio, prova a cercare lavoro a più di 50 anni buffone, ma bisognerebbe fare come fanno a volte in America, non suicidarsi.
Forse sei vissuto nella bambagia e non hai mai visto la autoblindo dei cc contro gli oparai come le ho viste io, o essere cacciato dal lavoro con il mitra puntato alla schiena come è successo a mio padre ed ad altre migliaia insieme a lui, poi seguirono anni di fame vera che mi hanno lasciato anche con poca vista e un osso sbilenco, rachitismo da denutrizione come in Biafra.
I milioni di stranieri che sono qui vengono a fare dei lavori che farebbero anche gli italiani se venissero pagati normalmente come una volta, ora si fà la guerra trà poveri e lavora chi si sottomette di più, magari clandestino così deve stare zitto per forza, tanti comunque andrebbe rimandati a casa loro a calci in culo, io invece sempre in un cantiere di una centrale ho lavorato con dei tedeschi e devo dire che erano assai più scansafatiche degli italiani, ed anche di qualche serbo e senegalese che era con noi, vedi caro duro, io oltre ad essere in pensione quando mi chiamano vado a fare qualche cantiere in giro, sicchè quando parli di vagabondi guardati magari allo specchio e non pensare a me.
Perfettamente d’accordo con Lei Dr. Porro.Aggiungo una cosa:è vergognoso che praticamente tutte le testate giornalistiche e televisive diano la possibilita’ ad alcuni violenti energumeni, presentati come lavoratori, di minacciare ed esprimere concetti con frasari che li qualificano automaticamente.Sono ridicole, proprio da sindacalisti di chiara matrice sinistrorsa, le modalita’ delle proteste, che per lo piu’ si traducono in violenza diffusa nei confronti degli altri cittadini.Atteggiamenti da vermi!!!
bragadin il 11 settembre 2012 alle 11:29:
Vedi caro io non mi incazzo per quello che dici, ma per come lo dici, sei più ignorante e maleducato dei vecchi portuali di Livorno, quelli si veri comunisti che ti avrebbero preso volentieri a scapaccioni, qui tutti straparlano di aziende decotte senza avere notizie dirette, ovvero tutte apprese dai giornali e dalla tv, io invece qualche informazione diretta ce l’ho e dico che non è vero, sarebbe tutto assai produttivo, basterebbe la voglia di non chiudere e nient’altro, capra mio caro lo dice Sgarbi e anche il cuoco del quale siamo ospiti perchè non si querela, non hai inventato una bella sega, a proposito godo di buona salute e il dottore è mesi che non lo vedo, alla faccia tua.
…il colpo mortale alla nostra economia lo sferrerà quel diabolico strumento fiscale che fra poche settimane entrerà in funzione e che si chiama REDDITOMETRO. I consumi (già ai minimi storici addirittura dal dopoguerra)verranno falcidiati da questo micidiale raccoglitore di informazioni inerenti le nostre spese. Tutti gli italiani,terrorizzati,cercheranno di mantenere un basso profilo spendendo il meno possibile con buona pace degli esercenti di negozi,delle botteghe,degli operatori turistici e dei piccoli imprendori in genere. Così finalmente calerà il sipario e saremo costretti a “vivere” in maniera grigia in questa nostra povera Italia. Amen.
mariolino; ogni tanto mi costringi a prenderti sul serio … la qual cosa mi da il voltastomaco: dunque tu rimbecchi la mia affermazione relativa al fatto che qui da noi perdere il lavoro (inteso come attività svolta per il sostentamento proprio e della propria famigluia) non è una tragedia.
Come al solito … da perfetto “bolscevic boy” … NON HAI CAPITO UNA MAZZA !!! Non solo confermo che perdere il lavoro non deve essere una tragedia MA LO RIBADISCO CON FORZA, perchè la gente perbene (proprio perchè perbene) è dotata di un minimo di seria voglia di lavorare, di dignità e di amor proprio … E PERTANTO SE NE VA A CERCARE UN ALTRO SENZA RAGLIARE ALLA LUNA CONTRO TIZIO CAIO SEMPRONIO, BERLUSCONI E CRAXI …. !!!
Quando si tratta del pane per se e per la propria famiglia, non ci si taglia un braccio per protesta (come ha tentato di fare quel disgraziato della carbosulcis) e si ragloia contro i mulini a vento … ma si va a fare un altro lavoro, duro finchè vuoi ma sempre lavoro : il che non dovrebbe ne traumatizzare, ne umiliare NESSUNO … QUALUNQUE ESSO SIA !!!
Si sa mariolino tu perdi il tuo sciagurato tempo fra scrivere scempiaggini qui e leggere testi di marx e del “che”, ma se tu avessi vissuto nel mondo del lavoro reale … ti saresti accorto che qui in Italia lavorano MILIONI di extracomunitari i quali svolgono (ben retribuiti) quei lavori che qui da noi si disprezzano e si ritengono umilianti ! Proprio di recente, mentre tu continuavi a scrivere fesserie qui, lavorando alla costruzione di una centrale di cogenerazione, ho conosciuto un giovanissimo “capo cantiere” albanese: un ragazzo d’oro, preparato e lavoratore impareggiabile !! … il quale dirigeva una squadra di operai edili (pure albanesi) i quali TUTTI lavoravano come muli e con estrema competenza … con passione e consapevolezza !!! E’ questo che voglio dire compagno mariolino !
Apri gli occhi e svegliati !
Per german suo post dell’ 11 settembre 2012 alle 17:31. Concordo con lei pienamente!
@Mariolino, non scherziamo: perdere il lavoro è una tragedia.
@Umberto Schenato Gentile Umberto talvolta il linguaggio in questa zuppa è piccante e spesso fuori posto. Anche il cuoco talvolta nel suo piccola si arrabbia. Maq la decisioone di fodno è stata quella di non censurare nessuno, a mano che ci siano offese, minacce o insulti epliciti.
Soluzione SULCIS e simili?
Abbandonare il sindacato CGIL e FIOM, azzerare l’art. 18.(ci sono già altri sindacati che si preoccupano sia del lavoro che dei lavoratori, e non di politica)
I lavoratori del SULCIS costano a persona circa 16mila euro al mese. Si dia, senza che vadano a lavorare, per due anni , lo stipendio con un costo mesile lordo di 3000euro per ogni lavoratore. ( fate il conto quanto si risparmierebbe nei due anni per 500 lavoratori )
State pur certi che entro due anni troveranno un lavoro…dipendente oppure autonomo.
Piu’ leggo questo articolo e piu’ leggo il titolo mi verrebbe da dire a qualche nostro politicante… “Che testa di Sulcis!”
Ma di cosa parlate?? lavoro, aziende chiuse, licenziamenti? e che roba e’? l’UNICO vero problema in italia e’la nuova (ancora) LEGGE ELETTORALE. Ma non li ascoltate i politici che parlano solo di questo? adesso che la riforma dell’art 18 e’ cosa fatta l’unico altro problema resta la legge elettorale e che non se parli piu’ di lavoro e crisi che fanno pessimismo… relax
Flessione dei consumi peggiore del dopoguerra…:-(
Redditometro ? Ulteriore motivo per smettere di consumare.
E il RENDITOMETRO ?
Non lo sa Befera che gran parte degli italiani consuma con rendite ereditate o donate da generazioni, regolarmente investite (spesso in titoli italiani con relative ritenute fiscali) o con donazioni di amici e parenti ?
E questi INUTILI CONTROLLI inoltre chi li pagherà se non noi, in termini di tempi e costi??
Perché il centro destra e le forze liberiste non fiatano?
Trovo ciò un delirio assoluto, andare incontro ad una ulteriore rovina.
SVEGLIATEVI TECNICI.
Ciao Nicola
Apparentemente esco dal tema, ma in realtà, con quello che sto per dire c’è correlazione. Arriva la notizia che, in seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale Tedesca, l’Euro è salvo. In pratica è salvo l’attuale SISTEMA EURO e si pensa al Monti-bis. Non so quanto la salvezza dell’attuale sistema “Euro” possa essere una buona notizia per la nostra sovranità. Qualsiasi governo succederà, eletto o non eletto, dovrà attenersi ad un percorso tracciato. Proseguiranno quindi vessazioni fiscali, terrorismo fiscale, caduta verso il basso dell’economia reale, aumento della disoccupazione, nessun taglio agli SPRECHI pubblici e miseria per tutti finchè non avremo più forza per reagire. Ecco perchè, a mia veduta, tra le due notizie non saprei dirvi qual’è la peggiore. Monti? Lo vedrei come leader di un movimento che si chiami “tramonto Italia”. Intanto, Befera in audizione parla di guerra: siamo alla follia? Guerra contro i cittadini? Pressione fiscale da record e senza che i cittadini abbiano i soldi per assolvere al pagamento delle imposte. Credo che se questo governo fosse stato realmente TECNICO avrebbe dovuto LIBERARE risorse e tagliare gli sprechi, in realtà, ha portato ad una caduta del PIL di 2,6 (direzione contraria all’ottenimento del pareggio di bilancio), crollo dei consumi del 3,5, aumento del debito pubblico, terrorismo fiscale e iper-tassazione che disincentivano gli investimenti. I posti di lavoro e le imprese non nascono per opera dell’Altissimo, non nascono per decreto, germogliano su quel terreno che si chiama ECONOMIA. Cioè quel terreno in cui l’apporto e l’utilizzo idrico va regolamentato, non essiccato. Riforma del lavoro costrittiva che porterà al taglio di posti del lavoro, cioè anzichè regolamentare per diritti e doveri da ENTRAMBE le parti, si è pensato a strumenti punitivi. Monti stesso afferma che le azioni del suo governo hanno aggravato gli effetti congiunturali della crisi e si giustifica aggiungendo che è per un futuro migliore. Qualcuno ha asserito che è vero, paragonando la cura di Monti alla chemio, cioè così come la chemio ti fa’ inizialmente sentire peggio per salvarti la vita, così come il massacro dell’economia reale è per un futuro migliore di crescita sostenibile. Questi qualcuno dovrebbero sapere che la chemio ti fa’ sentire peggio, ma la tua salute non sta peggio, mentre gli effetti della cura Monti non sono solo una sensazione di stare peggio, ci ha realmente portati in agonia. Monti si presenta bene in un ambito internazionale? Indubbiamente, ma è l’unica nota positiva di questi mesi di governo. Fiducie richieste e votate e di cui sono stati dimenticati i decreti attuativi. Qui non è in gioco il solito discorso di “lotta” tra le parti, qui siamo in gioco tutti noi, anche gli stessi sostenitori di questa ideologia epurativa Montiana, quindi, cominciamo veramente tutti a valutare un cambio della scaletta delle priorità: salviamo veramente l’Italia e l’Europa, salviamo l’economia reale, se non fosse solo per il fatto che biologicamente siamo “condannati” a nutrirci tutti i giorni e al supermercato non paghiamo con gli slogan intellettuali dei professori.
qualcuno sa dirmi quanti sono i dipendenti Alcoa?
l’ho cercato in vari modi su internet ma non ho trovato niente.
a occhio mi sembra che gli aiuti dati alla società siano incredibilmente alti se rapportati ai posti di lavoro.
sarà un esercizio banale e demagogico dividere gli aiuti per il numero di dipendenti, ma … poi li paghiamo noi in bolletta
Caro Porro, non si possono fare paralleli tra le due questioni. Infatti il problema del sulcis, dei minatori, dell’Alcoa, non è un problema di singole aziende o di gruppi di lavoratori da tutelare, è un problema di sopravvivenza di un territorio che conta oltre il 55% di disoccupati. Se chiudono quelle poche aziende che portano valore aggiunto nel territorio, non sopravvivono più gli artigiani,commercianti, e liberi professionisti ecc.. Poi non parliamo del turismo, per il quale basta citare solo gli altissimi costi che un utente deve sostenere per arrivare i Sardegna, (solo questa estate il calo della presenza turistica è stata del 40%!). Per questi semplici motivi non mi sembra corretto mischiare le problematiche di categorie di lavoratori disagiati per motivi territoriali e socio economici storici, con quelle categorie che soffrono della terribile congiuntura economica creata, mi permetta, da scelte scellerate di chi ha sottovalutato la crisi economica, ignorandola e dicendo che andava tutto bene (leggi governo precedente).
Sig. Vicedirettore, ci può anche informare di quanti giornali avrebbrero chiuso senza sovvenzioni dello stato? Quante micro imprese si sarebbero salvate con pari sovvenzioni?
Purtroppo in Italia esistono tre classi di lavoratori di serie A gli statali supertutelati, di serie B i lavoratori di aziende private poco tutelati, e per finire la serie C autonomi ed a contratto praticamente carne da macello. Paradossalmente questi ultimi sono molto più produttivi, ma ora talmente stritolati da malvessazioni, tasse, imposte e balzelli che conviene a molti chiudere, e chi è fortunato agognare ad un passaggio in serie B
mercoledì 12 settembre 2012″Soliti noti”: dopo il salasso pure la beffa!
Adesso se il Paese è fermo e non ‘cresce’, come dicono “loro”, vuoi vedere che la colpa è dei “soliti noti”? Se i salari sono fermi, se la produttività è ferma, insomma se è “tutto fermo” e l’unica cosa che si muove nel Belpaese – oltre lo spread che continua a salire e il pil a scendere – sono soltanto ed unicamente i “loro” interessi più o meno “legittimi”, la responsabilità non è del Governo, che non è stato in grado di mettere in essere provvedimenti e riforme finalizzate alla crescita del sistema Italia, con politiche industriali, salariali ed energetiche lungimiranti, e che non ha saputo fare niente di meglio che aumentare le tasse! La responsabilità della crisi italiana è di imprese e lavoratori! E proprio a questi ultimi, ai “soliti noti”, la politica chiede di salvare la patria aumentando la “produttività”! Tant’è che il Governo dei Professori – a trazione Pd-Pdl-Udc – ha passato ‘il cerino’ in mano ai sindacati avvertendo che “Così come il governo, bene o male, sta facendo il meglio che può per migliorare la situazione ci aspettiamo, anzi esigiamo a nome del Paese e dei cittadini che imprese e sindacati facciano qualcosa di più con il loro diretto e congiunto impegno”. Non solo. Il Professore ha fatto un’inattesa “ammissione di colpa” dichiarando che il suo governo ha addirittura “aggravato” la recessione, ma in vista di “un risanamento a lungo termine”. “Quando a questo governo è stato chiesto di trattare un caso non semplice, ci siamo posti il tema se comportarci con una visione di lungo periodo o se cercare di fare un surfing sulle onde della tempesta finanziaria – ha proseguito il Presidente del Consiglio -. Penso che le nostre decisioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione congiunturale, è ovvio. Ma è solo così che si può avere qualche speranza un pochino più in là di vedere risanata in maniera durevole la situazione”. Certo che se lo avesse detto prima, forse ‘qualcuno’ ci avrebbe pensato meglio prima di cacciare un governo politico, democraticamente eletto dai cittadini italiani, e insediare a Palazzo Chigi il Consiglio di Facoltà dei Professori! E comunque, è davvero aberrante come dopo averli bastonati con salari da fame e tasse da record, adesso il governo ‘batte cassa’ ancora sui lavoratori per cercare di salvare capre e cavoli, alias poltrone e privilegi! Ma la Cgil non sembra gradire! E, nonostante l’appoggio incondizionato del Pd a questo governo, ha respinto l’invito al mittente, minacciando un nuovo sciopero generale.
“Soliti noti”: dopo il salasso pure la beffa!
Adesso se il Paese è fermo e non ‘cresce’, come dicono “loro”, vuoi vedere che la colpa è dei “soliti noti”? Se i salari sono fermi, se la produttività è ferma, insomma se è “tutto fermo” e l’unica cosa che si muove nel Belpaese – oltre lo spread che continua a salire e il pil a scendere – sono soltanto ed unicamente i “loro” interessi più o meno “legittimi”, la responsabilità non è del Governo, che non è stato in grado di mettere in essere provvedimenti e riforme finalizzate alla crescita del sistema Italia, con politiche industriali, salariali ed energetiche lungimiranti, e che non ha saputo fare niente di meglio che aumentare le tasse! La responsabilità della crisi italiana è di imprese e lavoratori! E proprio a questi ultimi, ai “soliti noti”, la politica chiede di salvare la patria aumentando la “produttività”! Tant’è che il Governo dei Professori – a trazione Pd-Pdl-Udc – ha passato ‘il cerino’ in mano ai sindacati avvertendo che “Così come il governo, bene o male, sta facendo il meglio che può per migliorare la situazione ci aspettiamo, anzi esigiamo a nome del Paese e dei cittadini che imprese e sindacati facciano qualcosa di più con il loro diretto e congiunto impegno”. Non solo. Il Professore ha fatto un’inattesa “ammissione di colpa” dichiarando che il suo governo ha addirittura “aggravato” la recessione, ma in vista di “un risanamento a lungo termine”. “Quando a questo governo è stato chiesto di trattare un caso non semplice, ci siamo posti il tema se comportarci con una visione di lungo periodo o se cercare di fare un surfing sulle onde della tempesta finanziaria – ha proseguito il Presidente del Consiglio -. Penso che le nostre decisioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione congiunturale, è ovvio. Ma è solo così che si può avere qualche speranza un pochino più in là di vedere risanata in maniera durevole la situazione”. Certo che se lo avesse detto prima, forse ‘qualcuno’ ci avrebbe pensato meglio prima di cacciare un governo politico, democraticamente eletto dai cittadini italiani, e insediare a Palazzo Chigi il Consiglio di Facoltà dei Professori! E comunque, è davvero aberrante come dopo averli bastonati con salari da fame e tasse da record, adesso il governo ‘batte cassa’ ancora sui lavoratori per cercare di salvare capre e cavoli, alias poltrone e privilegi! Ma la Cgil non sembra gradire! E, nonostante l’appoggio incondizionato del Pd a questo governo, ha respinto l’invito al mittente, minacciando un nuovo sciopero generale.
Gentile Dott.Porro,che dire il suo articolo non ha bisogno di commenti in quanto estremamente preciso e reale.Il problema che come tutte le anomalie che esistono in italia e che non si ha voglia di risolvere non viene risolto .
SULCIS,ieri sera è iniziata la classica baraonda telivisiva.Ballarò,porta a porta,L’infedele, speravo che almeno in questo periodo di crisi nera che più nera non si può,i toni fossero più pacati, niente da fare,sempre le stesse litanie,sempre gli stessi discorsi,tutto sanno tutto di tutti,propongono le loro ricette per salvare i posti di lavoro,riprese in diretta con famiglie rovinate,aziende allo sfacelo,con risultato finale della trasmissione tutti contenti e felici, un gran sorriso del conduttore,tutti si stringono le mani e ciao bambina,( ma dove erano questi sino a ieri, ma? ) l’importante è aver fatto odiens.
Voi mi direte, ma cosa centra tutto questo con la crisi,è normale una domanda del genere,centra piu’ di quello che pensate,noi piccole aziende soffriamo ogni giorno per restare in piedi,cerchiamo con sacrifici enormi di salvare anni e anni di lavoro,ci dissanguiamo per un fine mese hai nostri dipendenti,l’azienda e’ la nostra vita,come lo è dei nostri operai,quando mandiamo in cassa integrazione qualcuno non dormiamo alla notte solo per il dispiacere,allora voi mi ridirete ma cosa centra tutto questo con le trasmissioni televisive,centra piu’ di quello che credete.
Tutti gli ospiti invitati di queste trasmissioni non sono i capi fabbrica,operai,artigiani,piccoli imprenditori,POLITICI,AMMINISTRATORI,DIRETTORI DI GIORNALI,questi signori non hanno il problema del fine mese,quando parlano non hanno in mente scadenze impellenti,come paghare i propri dipendenti,sono tranquilli basta guardarli,li vedete stressati forse?,vedete il conduttore preoccupato?, penso sia difficile con il compenso di mamma rai,e questa è la facciata, pensate il resto, e come ripeto sempre lo stillicidio continua.
Condivido tutto quello che ha scritto il Dott.Porro
sono una microimprenditrice diventata tale(insieme ad altri soci) perchè 30 anni fa l’azienda dove lavoravamo chiuse. Vorrei lanciare una provocazione a tutti quelli che si riempono la bocca domandadosi che fine faranno i lavoratori Alcoa ecc.. potrebbero fare come noi che lavoriamo mediamente 12 ore al giorno senza nessuna tutela (ho fatto due settimane di maternità perchè se non lavoravo non fatturavo),
siamo iscritti alla gestione separata inps e paghiamo sui compensi quando riusciamo a prenderli il 21% con pensione che non arriverà mai , abbiamo le fidejussioni delle banche sulle nostre case e se chiudiamo perdiamo tutto mettendo sulla strada i nostri 5 dipendenti di cui non frega niente a nessuno.
Egregio sig. Porro Lei ha buone idee ,buon spirito e ottime capacita’ giornalistiche e dialettiche.
Qualche volta mi e’ venuta la tentazione di scrivere qualche cosa nel suo Blog, ma leggendo i commenti, anche se molte idee e osservazioni sono valide, il linguaggio volgare, gli insulti, mi allontanano.
Perche’ lei accetta tali linguaggi di bassa lega????? Non possiede o non sente in se’ un po’ di spirito educativo per cominciare a bacchettare sulle mani come facevano le nostre maestre quando eravamo piccoli alla prima o seconda elementare??? La saluto
Qualcuno asserisce che perdere il lavoro non è una tragedia, cosa è un piacere allora, quando hai SOLO quella prospettiva e non sai nemmeno fare altro dovresti anche essere contento, continuare a dire che quegli impianti non sono produttivi è una menzogna, basta prendere il carbone e bruciarlo nella attigua centrale, non devi comprarlo all’estero con esborso di dollari, rimane tutto in casa tua, per il privato può non essere conveniente a prima vista ma per lo stato, ossia la bilancia commerciale, si di certo, la centrale sò che funziona regolarmente, ed anche la miniera credo sia perfettamente efficiente.
Non sapevo che per guarire un malato occorresse aggravare la sua salute. L’ho appreso da Televideo 11 sett.
Usando il plurale maiestatis, il professore ha detto: “Penso che in parte le nostre decisioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione italiana” (almeno su questo non ci piove)
“Solo in questo modo si può avere la speranza di un risanamento durevole” (e qui cascò l’asino, perché oltre a non spiegare come ciò possa verificarsi, i fatti lo contraddicono.) “Noi ci aspettiamo, e esigiamo a nome del paese (?) e dei cittadini che imprese e sindacati riescano a fare qualcosa di più con uno sforzo congiunto” (lo sforzo lo devono fare sempre gli altri, ma lui alla poltrona di senatore a vita è incollato con la loctite) “Sono sicuro che lo otterremo, la crisi ha accresciuto in tutti il senso di appartenenza” (appartenenza a cosa?) “Casta siamo tutti noi cittadini italiani che continuiamo a dare prevalenza più al particolare che la generale e poi ci lamentiamo che il generale funziona male” (Con quest’ultima affermazione, oltre ad offendere l’intelligenza degli italiani, si è manifestata la meschinità che è in lui. Ci vuole la faccia come il cuculo per dire che la povera pensionata, il disoccupato, la famiglia che non arriva alla quarta settimana fanno parte della CASTA.)
Io voglio sapere dal premier, riguardo l’evasione fiscale a chi si riferisce. Perchè se parla degli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti, dei venditori ambulanti, dei liberi professionisti e di tutti quelli che hanno la partita IVA e fanno le dichiarazione dei redditi, praticamente di tutti quelli non sono dipendenti, la cosa si risolve brillantemente a fatti e non a parole. Si assumono tutte queste persone come dipendenti statali, regionali, provinciali, comunali, forestali, con i Carabinieri, con i Finanzieri, con la Polizia e con tutte quelle categorie che hanno un posto fisso e pagano le tasse obbligatoriamente perchè dipendenti. Anche tutti i nuovi assunti pagherebbero,che chiudono la partita IVA e diventano dipendenti delle categorie sopra citate, obbligatoriamente pagherebbero le tasse, per cui non ci sarà più evasione. Più semplice di così?
Sento parlare di evasione fiscale da quando ho cominciato a capire qualcosa. Quindi da circa 53 anni adesso ne ho 68. Se i politici avessero voglia di risolvere il problema l’avrebbero già risolto. Non lo risolvono per tre semplici motivi.
1)- non sono capaci perché interessati ai problemi personali
2)- perché per motivi di interesse intrinseco gli fa comodo non risolverlo.
3)- perché regna sovrano il detto dei latini “Dividi ed impera!”
quest’analisi porriana cos’ha di vero? con demagogia portate acqua al mulino berlusconiano, provo pena
aristarco: ci mancavi tu : sono in attesa di valter (meglio noto come lo spupazzatore delle giovini compagne volterrane) : però compagno aristarco mi chiedo: come mai tu insisti su questo blog con le tue cazzate bolsceviche ? Possibile che – pur essendo tu medesimo un equino dalle lunghe orecchie – non ti sei ancora accorto che da queste paerti non indottrrini nessuno ?
E poi compagno aristarco: che lavoro fai ? Sei sempre qui ! Assieme ai tuoi compagni di stalla …. sarai mica uno di quei parassiti cui io faccio riferimento continuo nei miei interventi ?
Vedi compagno aristarco, infondo io mi sono affezionato a volialtri equini ed i vostri ragli, finiscono alla lunga, con il mancarmi un poco … soprattutto perchè – te ne sarai accorto persiono tu fra un raglio e l’altro – la vostra missione di provocatori di professione … chissà perchè, mi spinge sempre a parlarvi … ovviamente nella maniera che meritate !! Lo hai capito anche tu vero compagno aristarco: a ciascuno il proprio divertimento !
caro epifanio, mi fa davvero piacere che tu abbia sentito la mia mancaza sul blog al punto da chiedere notizie al buon Porro: sei una cara persona: ti preoccupi anche della mia salute !!! Vedi amico mio, tu non ci crederai, ma parlare con gente come te … infondo mi fa piacere proprio perchè tu al contrario del tuo compagno mariolino … sai stare allo scherzo e non ti incazzi come fa lui (devi sapere che quando io compaio sul blog … il suo medico di famiglia … va in fibrillazione !!): però a te devo dirti lo stesso che il mio scodinzolamento nei confronti del cuoco (che resti fra te e me) è dovuto alla mia recondita speranza che lui mi trovi un posto al giornale come ” cercatore di compagni da “far incazzare” ! … Capito l’antifona epifanio !!
marioloino: povero amico mio, sei di nuovo incazzato … pensare io non vedevo l’ora di tornare a te! Mi sono convito compagno mariolino che nelle tue notti sciagurate … quando hai mangiato i fagioli con le cotiche … gli immancabili incubi (fra pernacchi, rigurgiti e scombussalamenti intestinali vari … per la disperazione di chi ha la disgrazia di dormirti accanto) contemplano SEMPRE la comparsa del tuo inseparabile amico bragadin … il quale immancabilmente viene a rispolverare la tua somaraggine e la tua cronica ignoranza, manifestandola impietosamente a tutta la brigata dei commensali !!!
Scherzi a parte compagno mariolino (adesso ti metti a prestare soccorso rosso anche al compagno epifanio ?) .. l’unico punto a tuo favore è che tu, per esempio al contrario dell’amico valter (meglio noto come lo spupazzatore delle giovini compagne volterrane) .. “ci sei” proprio !!! (mentre lui invece, “ci fa”). Vedi compagno mariolino, accostando la tua figura a quella del somaro … so di proferire una innominabile bruttura nei confronti del bravo e paziente equino … ma so anche che la protezione animali, non me ne vorrà: non è assolutamente frequente imbattersi in animali del tuo indefinibile calibro .. così loro (quelli della p.a.) non potranno non capire !
Stai allegro compagno mariolino … e sappi che non mi arrabbio se continui a copiarmi le espressioni ed i nomignoli che volta per volta affibio ai poveri imbecilli tuoi tragici compagni di sventura (tipo: “caprone”per esempio o “somaro” come accade con te questa volta) : spero tu abbia capito che il mio UNICO divertimento su questo blog, è proprio quello di fare incazzare gli asini come te : … non avrai mica creduto che io possa prenderti sul serio … te ed i tuoi orecchiuti compagni di stalla ?!!
Cari liberisti, libertari, liberatori seguaci di Adam Smith ed affini che “azzuppate” la penna in questo blog, siete mai passati nel Nuorese o ad Oristano da Novembre a Marzo? Io ci ho lavorato per qualche anno ( ci andavo una volta al mese) e quando chiedevo ai miei interlocutori locali di accompagnarmi ad Orgosolo o a Lula ho ricevuto sempre e solo “shiftamenti”.Meglio di no. Sulle strade provinciali incontravi ancora qualche Fiat Seicento o 850 ancora in funzione.La Fiat Panda vecchio modello regnava regina nelle immatricolazioni dell’usato.Se chiedevo di quel salone di auto condotto da “Tonino…” , sempre su consiglio dei miei interlocutori locali, “venivo consigliato” di lasciar perdere… Tonino era uscito da poco a causa di un sequestro finito in tragedia… trenta anni s’era fatto, ma l’economia della Sardegna, trenta o quaranta anni fa era basata anche sulla redistribuzione del reddito eseguita in maniera , diciamo, artigianale, senza tante Irpef del piffero. Magari quando atterrate ad Olbia avete ancora negli occhi quei “tocchi” di ragazze bionde con valigie di Vuitton, vestite casual con jeans da 320 euro e camicetta abbondantemente sbottonata che mette in risalto le “magiche protesi ” costate 12.000 euro ( ma sono garantite che non scoppiano sugli aerei), ma poi arriva l’inverno, sempre mite in verità, ma non abbastanza per attirare i turisti. Nelle frazioni trovi qualche emporio tabaccaio, qualche negozio di frutta … che serve più da punto d’aggregazione per le donne che per il commercio. Il mare d’inverno, come diceva Loredana Bertè, frustra i sogni delle meravigliose ragazze di queste terre, specialmente nel passaggio “qui non viene mai nessuno a portarmi via”… e dire che i Sardi hanno votato con maggioranza bulgara la abolizione delle provincie, ovvero sono i primi a chiedere che i costi della politica facciano spazio all’imprenditoria. A questo punto l’Imprenditoria decide di applicare le regole del mercato europeo: basta con il sostegno alle aziende decotte.Guardate l’Alitalia, per esempio. Ma la Renault non è statale ( una voragine) e le banche inglesi, tedesche non sono state aiutate , anzi addirittura rilevate dai rispettivi Stati senza tanti strali da Bruxelles?Come a dire… non rompete i coglioni co’ maastricht sulle cose serie…. E chiudete sto Sulcis che puzza di pecorino… Se almeno fosse in versione femminile già potremmo parlarne con il direttore del Fondo Monetario Internazionale…
L’intervento di Bragadin, come alcuni altri, muovono facile pietà verso gli operai del Sulcis ma non centra affatto il problema.
é un pò come il medico pietoso, che non volendo fare male al paziente, lascia che la piaga diventi cancrenosa.
Certo che gli operai del sulcis e di tutte le industrie decotte hanno il loro problema, ma non si può spostrare questo sulle spalle di tutti i contribuenti.
Si usino ammortizzatori sociali a termine, certo ma incominci l’opinione sarda, oppure questi operai incomincino a rendersi conto che i vari Soru hanno remato contro il loro interesse quando negli anni in cui berta filava, hanno buttato un bel pò di fortuna dalla finestra minando in maniera scellerata il turismo.
E poi è ora di finirla di protestare a Roma perchè il governo deve risolvere: il governo italiano non fa l’imprenditore; l’hanno fatto credere i sindacati quando andavano culo e camicia con Agnelli: contate un pò quanti suoi sindacalisti sono successivamente approdati alla politica; un pò come i magistrati adesso.
ci vuole coraggio a scrivere un articolo cosi da uno nato a roma che i soldi gli ruba da sempre proprio a quei poveri operai e sopratutto ad una terra la Sardegna che a differenza di tutto il Sud e’ stata sempre dimenticata dallo Stato!!!! Purtroppo poi i nodi vengono tutti al pettine e i sardi sono persone molto buone ma non perdonano chi gli ferisce mortalmente come ha fatto lo Stato italiano in tutti questi decenni anche attraverso lo sputtanamento in televisione (terra di banditi, pecorai, ecc ecc), i conti si pagano sempre caro stato italiano! Conosco bene i Sardi e non hanno paura di niente, nemmeno di morire, perche’ gente orgogliosa che non ha mai chiesto allo stato di essere mantenuta come i romani come lei, sig. Porro!!!! Attenzione perche’ cosi come il Regno d Italia e’ nato dal Regno di Sardegna cosi puo’ di nuovo morire dal Regno di Sardegna.
complimenti per il blog
Bravo sig. Porro. Complimenti.
E’ da rendere nota il più possibile.
Chissa che anche le ” parti sociali ” riescano a leggerla e a riflettere
Si, Pellis, ci capiamo, e no, non sei stato brusco.
Ponte e TAV, condivido pienamente, sono opere strategiche per l’economia del paese e non per la sola Sicilia o Val d’Aosta.
Ciao e a presto
Leno Lazzari
random64 il 8 settembre 2012 alle 09:34:
Random e dove lo trovi un altro casso di lavoro in Sardegna od altrove, ad un minatore, inoltre ci sono settori come l’alluminio, l’acciaio e l’energia , senza i quali si blocca tutta l’industria italiana o quasi, e il governo fà finta di niente, non tirate fuori che si compra all’estero perchè te lo venderebbero al doppio o per niente, o credi che non siano manovre dei concorrenti, tipo Ilva, i tedeschi già si fregano le mani.Tutti i giorni in quei posti si rischia la pelle e spesso succede.
vorrei portare un esempio relativamente al vezzo italiano per cui i parasstiti possono pontificare a sostegno dei propri vergognosi diritti, mentre i lavoratori veri, devono tacere o nella migliore delle ipotesi, “sussurrare” …. ma rimanendo sempre e comunque inascoltati.
Dunque in Emilia Romagna, dalle mie parti a causa della nevicata storica che ha interessato alcune province, le scuole sono rimaste completamente chiuse dalle due alle tre settimane (avete capito bene : due o tre settimane): i genitori si aspettavano che – per lo meno – le scuole medesime posticipassere la chiusura almeno per una decina di giorni … per vedere di recuperare una parte del programma: manco per il ciufolo !! I primi di giugno : tutti a casa !!! Mah – mi sono detto – riapriranno i primi di settembre : arimanco per il ciufolo !!!! sono le ultime a riaprire (il 17 settembre) !!!
Ora questo in apparenza c’entra poco con gli operai della CARBOSULCIS … ma rende invece l’idea di come i diritti acquisiti restano saldamente in cassaforte anche se fannno gridare allo scandalo e contribuiscono in maniera determinante allo sfascio che continua ad imperversare da noi.
La sua analisi e’ senza ombre ed e’ certamente condivisibile, tuttavia il fattore della territorialita’ ne resta escluso. E’ vero viviamo in un mondo globale etc. ma se la miniera fosse stata in Lombardia o Vento, ok si trova altro, ma per la Sardegna e’ davvero possibile questo passaggio ad altro in maniera efficace e breve ? Nel medio e nel lungo periodo e’ ovvio di si (se avessimo polici all’altezza anche nel breve/medio periodo), ma che faranno tutte queste famiglie che campano sulla miniera? C’e’ qualche alternativa sul tappeto a parte la morte civile di tanti lavoratori magari di una certa eta’ difficilmente collocabili altrove ? In Sardegna poi che farebbero ? Andranno a mettere gli ombrelloni in spiaggia? Queste sono le legittime preoccupazioni che fanno rumore ! Questa miniera era fuori mercato da anni, non e’ un problema di oggi certo, ma e’ un problema di oggi la vita di persone ed il futuro dei loro figli. Le risposte ovviamente considerando la qualita’ dei politici e della politica italiana saranno come al solito sbagliate e molto probabilmente saranno quelle di lasciare il problema ai posteri facendo bella figura per le prossime elezioni. Il rumore restara’ nelle nostre orecchie per molto tempo. Gli artigiani e le piccole imprese cui lei fa riferimento non hanno mezzi altrettanto rumorosi, colpa di un sindacalismo ottocentesco e tonto incapace di proposta e contrattazione, chiuso nelle difese ideologiche, completamente poco pratico e pragmatico, totalmente ignorante di ogni strategia e tattica di contrattazione. Basta un imprenditore che a torto o ragione dice no e si scatena il circo equestre. Nessuna capacita’ di dialogo, di condizionamente, di istruzione dell’imprenditore che puo’ anche ignorare i suoi interessi o non vedere vie d’uscita. Insomma comunque la si giri, viene da piangere !
Ho trovato la soluzione dell’ALCOA e della SULCIS. Basta rivolgersi al gigante (in contrapposizione al nano) Peppe Grillo che risolve tutti i problemi italiano.Le manifestazioni a Roma non servono più: basta un post al nostro Peppone Grillo.
beh il discorso ALCOA ha alcuni connotati diversi dalla CARBOSULCIS …. ma a mio parere la sostanza resta quella: dunque oggi gli operai dell’ALOCOA sono andati “a protestare” a Roma ed hanno contestato pure il responsabile economico del PD Fassina.
… Ma – dico io – possibile che nel terzo millennio, l’uomo abbia completamente smarrito anche quel minimo di dignità che lo differenzia dall’animale ?
… Contro chi protestano costoro ?
… Per quale ragionevole motivo una “azienda decotta” – per le più svariate ragioni – dovrebbe continuare a produrre in perdita ?
Chi dovrebbe essere tanto magnanimo (o imbecille) da continuare a lavorare in perdita accumulando debiti che poi finiscono con il finire a carico della collettività … solo perchè “nessuno deve perdere il lavoro”: ma dove sta scritto che qualcuno DEVE assicurare il lavoro a qualcunaltro ?
A Mio pare è già uno scandalo catastrofico oltre che demenziale, il wellfare sovietico assicurato a chi perde il lavoro in Italia … anche se scandalosamente solo ai dipendenti (c.i.g. biblica e disoccupazione a man bassa … il tutto rigorosamente sulle spalle dei contribuenti sii pur a svariati titoli) e poi, come sopra detto, la dignità: personalmente, in ossequio agli insegnamenti paterni (tramandati da generazioni) sarebbe una vergogna irriferibile, andare ad elemosinare il lavoro da chi non può o non vuole più dartelo …; pertanto se mi trovassi in quella (spiacevole) situazione … non sarebbe affatto una tragedia perchè sarei disponibilissimo a fare qualsiasi lavoro, compreso la raccolta dei pomodori, o il manovale di cantiere o il cameriere o il fornaio.
Purtroppo l’ideologicizzazione anche del lavoro, ha portato a queste conseguenze per cui soprattutto qui in Ittalia (come negli altri paesi dove il comunismno “ha picchiato duro”) perdere un lavoro, significa lutto e tragedia !
Ha perfettamente ragione il buon prof. Ichino il quale – mente illuminata – auspica una profonda revisione dei meccanismi di wellfare in caso di perdita del lavoro, proponendo la ricerca di un rapido ricollocamente anche in altre mansioni del “disoccupato” : ma lui, solo per aver fatto una proposta di questo genere …. DEVE GIRARE CON LA SCORTA … pur essendo un uomo di sinistra !!!!! Vero “amici” della FIOM !!!!
…le migliaia di piccole aziende che hanno chiuso i battenti non interessano a nessuno. Per avere visibilità bisogna salire su una gru,sui tetti,occupare capannoni e autostrade. Certo che questo governo ha qualcosa di miracoloso,riesce a convincere di aver salvato l’Italia mentre tutti i dati macroeconomici lo sbugiardano clamorosamente: consumi,PIL,disoccupazione,tassazione indegna,burocrazia vergognosa,povertà latente,spread sulle montagne russe ecc.ecc.
E poi,esempio classico, Pompei sta crollando giorno dopo giorno ma nessuno chiede le dimissioni del ministro,per i due sassi al tempo di Bondi,successe il finimondo.A Lampedusa si perde una carretta con decine di morti ma nessuno o quasi ne parla,al tempo dei respingimenti di Maroni accadeva un altro finimondo.Eh sì,proprio un governo miracoloso.
Caspita! Concordabile al 100%! Bravo signor Porro
Porro, ci sono mille casi di comportamenti analoghi da parte dei media. Se un pullman cade in un burrone e muoiono 15 persone, per una settimana tutti i giornali parlano di quel fatto, che capita, si’ e no, una volta all’anno. Ma 15 e’ anche il numero medio di persone che muoiono in incidenti stradali ogni weekend. E nessuno ne parla, anche se, si dice, il valore della vita e’ lo stesso per tutti…..
E’ nella natura delle cose e in qualsiasi modello economico che realtà produttive e alcuni settori entrino in crisi, possano scomparire ed altri si sviluppino. Il problema è: “altri si sviluppino”. Qui casca l’asino iperliberista che esclude qualsiasi concetto di previsione e pianificazione.
Certo è che per farlo ci vuole comunque una classe dirigente all’altezza del compito e non intenta a osservarsi l’ombelico e il proprio portafogli.
Nel mio precedente post ho dimenticato una cosa a proposito della Sulcis:sere fà a cena ho avuto una discussione con un sardo verace a tal proposito.Io ero partito lancia in resta ,secondo le informazioni che i nostri media ci rifilano quotidianamente, farcite di povera gente al limite del suicidio, di minatori volontariamente sepolti a 300 metri di profondità, di altri volontariamente sospesi a 70 di quota….ma la vera verità la sà chi è vissuto nel posto ed ha assistito alla vergognosa gestione sia dell’una che dell’altra azienda, sia da parte degli operai che da parte dei sindacati, in perfetto stile italico, parassita,strafottente e pidocchiosamente assistenzialista. I nodi vengono al pettine e per chi no lo sapesse o ancora in buona fede si dispiace per questa situazione, sappia che alcoa e sulcis sono soltanto due bubboni volontariamente tenuti improduttivi sopratutto da quelli che sedevano a tavola rimpinzandosi dei nostri quattrini, che per convenienza e accidia hanno avallato una situazione vergognosa che dura da decenni e finalmente è arrivata al capolinea! Nessun privato, italiano e men che meno straniero, a queste condizioni avrà mai l’infelice idea di accollarsi un’avventura del genere! Tranne che qualcuno, là si metta in testa una semplice cosa : LAVORARE .. e LASCIAR LAVORARE! E per qualcuno che già pensa di sdegnarsi per quanto ha letto, prego prima di informarsi presso persone del posto, non coinvolte, e vedrà che qualcosa coincide…
Nel mio precedente post ho dimenticato una cosa a proposito della Sulcis:sere fà a cena ho avuto una discussione con un sardo verace a tal proposito.Io ero partito lancia in resta ,secondo le informazioni che i nostri media ci rifilano quotidianamente, farcite di povera gente al limite del suicidio, di minatori volontariamente sepolti a 300 metri di profondità, di altri volontariamente sospesi a 70 di quota….ma la vera verità la sà chi è vissuto nel posto ed ha assistito alla vergognosa gestione sia dell’una che dell’altra azienda, sia da parte degli operai che da parte dei sindacati, in perfetto stile italico, parassita,strafottente e pidocchiosamente assistenzialista. I nodi vengono al pettine e per chi no lo sapesse o ancora in buona fede si dispiace per questa situazione, sappia che alcoa e sulcis sono soltanto due bubboni volontariamente tenuti improduttivi sopratutto da quelli che sedevano a tavola rimpinzandosi dei nostri quattrini, che per convenienza e accidia hanno avallato una situazione vergognosa che dura da decenni e finalmente è arrivata al capolinea! Nessun privato, italiano e men che meno straniero, a queste condizioni avrà mai l’infelice idea di accollarsi un’avventura del genere! Tranne che qualcuno, là si metta in testa una semplice cosa : LAVORARE .. e LASCIAR LAVORARE!
Sono il titolare di una azienda che svolge servizi di Igiene Urbana, servizio pubblico che non puo’ essere abbandonato o non eseguito pena denuncia penale x interruzione. Ho 90 dipendenti, eseguiamo appalti pubblici anche in comuni difficili come Ottaviano di Napoli, i comuni non pagano o pagano male, non riconoscono costi maggiori per colpa del “patto di stabilita’”…pero’ per incassare i crediti dai comuni le ns. Aziende debbono fornire il DURC …che se non ti hanno pagato devi anticipare con risorse interne, della serie se gli enti pubblici non pagano devi aspettare e fare comunque il servizio, se invece devi soldi allo stato li devi pagare anticipati…..e se chiedi le rateizzazioni, pur avendone diritto e requisiti, devi sottostare a funzionari “non sempre attenti o corretti”…..morale:…. Dopo minacce, intimidazioni, furti, danneggiamenti, ricatti,…..aggiungi che le banche non ti danno credito,….nemmeno scontando le fatture agli enti pubblici (anzi proprio perche’ comuni)…pur avendo provedduto fin’ora con risorse proprie……se non otterremo la rateizzazione richiesta INPS in data 11 luglio e quindi il DURC, non incasseremo fatture per qualche centianaia di migliaia di euro…..e quindi non potremo pagare gli stipendi al personale ed il gasolio per andare a lavorare e cosi’ …la Alfa sara’ fallita entro 10 giorni e tante persone saranno licenziate!……e dulcis in fundo….i crediti che hai cn lo stato…non li puoi compensare….(ne abbiamo x qualche centinaia di migliaia di euro)….senza contare che fino ad ora pagavamo circa 50.000mese di rateizzazioni ad Equitalia e INPS e INAIL oltre ai contributi normali…….che senza incassare i crediti non poremo pagare!……..ecco la realta’ delle imprese che operano con i comun e che devono avere le. “carte a posto”……poi invece ci sono quelli che non hanno problemi se non incasano in tempo, se non hanno crediti dalle banche,…..avranno soldi “diversi” da reimpiegare e magari riciclare. Questa e’ una parte dell’ Italia che lavora e non ha ascolto o voce….oviio che il default dell’azienda coinvolgere anche altre aziende,….e fornitori…..anche se fino a poco fa’ pagavamo tutti entro 30 gg……..ma a causa di AMA S.p.A. ( azienda comune di roma) per la quale gestivamo la raccolta differenziata porta a porta commerciale dei rifiuti multimateriale secchi…che non ci ha pagato oltre 1,5 milioni di euro dopo 24 mesi…abbiamo inziato questo declino..inarrestabile!…… A disposizione x ogni chiarimento…….se campo ancora!…… Vincenzo Pietragalla
bragadin il 7 settembre 2012 alle 17:18:
Caro caprone vedo che sei tornato a sparare cazzate, finche si parla di politica ognuno può avere le opinioni che vuole, ma se si parla di energia elettrica lascia parlare chi ci ha lavorato tutta la vita, e sà tante cose più di te e di molti altri, io non so cosa fai di lavoro, ma di sicuro non ci metterei il becco, quando io parlo del mio lavoro non sparo discorsi a casaccio, capito bel duro che non sei altro.
E sempre maleducato, ora te la prendi anche con Epifanio che non è certo di sinistra, ma chi ti garba a te, e chi ti vuole.
@Leno Lazzari il 7 settembre 2012 alle 16:40:
Ah, ma in questi termini ci capiamo. Voglio dire, il ponte (ad esempio) non è un intervento statale in economia, ma un’opera strategica nazionale che ha ANCHE impatto sull’economia locale. Stesso discorso per la TAV, etc. La distinzione è sottile ma fondamentale.
Mi scuso se sono stato un po’ brusco.
@ Bragadin
Carissimo Bragadin,simpaticone.Si sentiva la tua mancanza con le tue espressioni colorite.
Questa volta però oltre ad avere sbagliato bersaglio,hai sparato con cartucce a salve.Ti voglio spiegare perchè.
Il tuo intervento in merito è fuori luogo,inopportuno e senza un senso logico.
Per tua conoscenza il sottoscritto ha sempre nutrito rispetto verso il titolare del blog e verso tutti i giornalisti del Giornale,ci accomunano le stesse visioni verso la politica nazionale e verso
il nostro Presidente Berlusconi.
Non credo inoltre che con questo tuo scodinzolare
nei confronti del “padrone” ti accattiverai la sua simpatia.Sai perchè,perchè il “titolare” non ha bisogno dei tuoi toni da bettola,da persona preparata ed intelligente quale è sa rispondere da se.
Aggiungo anche che a volte può succedere di non essere sempre d’accordo con la tesi del giornalista di turno embè non bisogna prenderla come lesa maestà.L’importante per me è il reciproco rispetto.
Sulla vicenda Sulcis con il dott. Porro abbiamo avuto idee un po divergenti,questo non significa nulla,perchè sui grandi problemi mi sono trovato quasi sempre d’accordo con il giornalista.
Questo ragionamento che ho fatto a te vale anche per tutti i “naviganti”.
O forse devo pensare che spesso succede che chi scrive non ha il coraggio delle proprie idee e si uniforma per non disturbare il manovratore.
Cordialmente
Franco Epifanio
P.S.
Tempo addietro,non vedendo più i tuoi post,ho scritto privatamente a Porro chiedendo il perchè della tua assenza.Sai perchè,perchè i tuoi post mi aiutavano a stare allegro.Comunque per me rimani sempre un simpaticone.
Troppi commenti, e tutti troppo prolissi. E se adoperassimo il nostro tempo per lavorare invece di scrivere commenti chilometrici?
In Sud Africa, ai minatori che chiedevano aumenti salariali gli hanno sparato.Trenta morti.La protesta è rientrata.Stessero attenti nel Sulcis,l’Italia ha sposato le regole del libero mercato e chi non sta in piedi deve morire.”Morire ancora non voglio ” direbbe ‘Tore, turnista ai carrelli a 400 metri sotto terra e aggiunge ” spiegatemi allora questo: a Roma siamo andati a protestare e vicino al Colosseo abbiamo visto un ex ministro che si affacciava e ci sorrideva beato, ventimila euro al mese si becca e la sua casa è costata la metà del prezzo di mercato, poi siamo passati sempre in centro ed abbiamo visto un altro ex ministro di Benevento che una casa di 27 stanze comprò per 1 milione e 600 mila euro da un Ente pubblico,poi siamo passati davanti alla Regione Lazio e c’erano affacciati gli amministratori freschi freschi di vitalizio, all’EUR siamo andati e davanti all’INPS la statua del primo pensionato d’Italia c’era, 3000 euro al GIORNO piglia e il secondo è un ex ministro che 1500 ne piglia, in Parlamento infine siamo arrivati, cinque anni hanno lavorato quelli li dentro e tutti pensionati già sono…”Su Mercatu solo per gli stronzi vale?”.
‘Tore, ma non capisci che le cose cambiate sono?I pre-pensionamenti finiti sono. Gli enti inutili?Finiti sono. Piccole e medie imprese aprire dovete. Ci vuole il capitale? Invece di spendere tutti i mille euro al mese che prendevi dovevi investire nei derivati americani o nelle azioni Parmalat.., oggi il capitale avresti e ti riconvertiresti senza rompere i coglioni all’Italia che è cambiata … invece i tuoi risparmi investiti hai nella laurea triennale di tua figlia bambocciona e sfigata.. e adesso tuoi cazzi sono…e lascia perdere Grazianeddu ( Mesina)!!!!! Bah!
L’ho detto altre volte quelli del Sulcis cosi come Alcoa o Fiatsi stanno facendo (legittimamente) los cazzos loro..ma non lo si passi per “bene” generale e’ puro e semplice e legittimo “cazzos loros” punto, perche’ un imprenditore che fallisce, o un licenziato di piccola impresa, ma sopratutto io, che mi devo DEVO procurare il pane ogni giorno senza avere certa la fine del mese e DEVO pure farmi pagare essendo privato, e non avendo accessi a mutui bancari dovrei CAPIRE UND SIMPATIZZARE? con chi non si va(se sano e giovane) a cercarsi un’altro casso di lavoro? pretende cosa? io devo CAPIRE?
Bentornato,Bragadin! Mi stavo preoccupando.Sarà tornato con i suoi compagni di una volta,mi dicevo.Invece eccolo più pimpante che mai.Ma è stata una rentree spavalda.Ti sei messo tra i benpensanti (cosa da dimostrare).Hai fatto come quella bruttona che diceva: ce ne siamo delle belle,ma ci sono tante brutte. Subito sei tornato all’attacco dell’assistenzialismo,clientelismo e parassitismo derivati dallo statalismo. Ma non hai detto furbescamente che i beneficiari sono sempre stati i liberisti,che fanno man bassa di assistenza e clientela parassitaria.Altrimenti mi devi spiegare chi sono i beneficiari di tanta longanimità dello stato.Come è bello il liberismo protetto dallo statalismo! E’ come la cuccuma di spaghetti fumanti che metteva d’accordo socialisti,liberali,democristiani,comunisti e fascisti.Lo statalismo liberista continua anche con Monti,che notoriamente è un liberale della destra economica.Lo statalismo liberista è sostenuto dagli statalisti e dai liberisti che si accusano a vicenda,ma solo per finta,per non dare nell’occhio,per accaparrarsi qualche voto in più. Ben sapendo,però,che se prevale l’uno o l’altro è la stessa cosa.Il partito che meglio incarna il liberismo statalista o lo statalismo liberista è la lega: ma è il programma di tutti i partiti succhiare latte e sangue dallo stato in piena libertà.Come è bello far l’amore con liberismo e statalismo da Trieste in giù fino alla Sicilia.
@Andrea pellis.
Grazie per la nota. La sostanza, purtroppo, non cambia.
Aggiungo un articolo che ho trovato interessante sul fatto che aiutando l’euro con l’acquisto di debito sovrano costringiamo le imprese a pagare di più per i loro debiti bancari.
http://www.rischiocalcolato.it/2011/08/per-lennesima-volta-la-bce-non-fa-quantitative-easing-per-ora-ecco-il-meccanismo-con-cui-compra-anche-i-nostri-btp.html
Egregio Porro, in Italia è sempre stato così, Anzi, da quando questa si è data dei connotati industriali, è stata la grande Fiat di Agnelli, ad inaugurare questa tradizione. Mio padre, buonanima, che aveva capito l’andazzo, mi diceva: fai un buco di 10.000 lire e sono cazzi tuoi. Fanne uno da 100 milioni e sono cazzi della banca. fanne uno da mille miliardi e sono cazzi dello stato.E così è! Abbiamo visto nel tempo Fiat, Olivetti Alitalia e qualsiasi altro carrozzone avesse attenzione per numero ed ingombro ed abbiamo visto com’è andata e come va. L’impresa sotto casa mia, 30 operai, ha chiuso, non ne ha parlato neanche il gazzettino comunale.Questa è la nostra Italia:chi parla più forte ha ragione sopratutto se ha un peso nell’improduttività e nel parassitismo!
@mimmo il 7 settembre 2012 alle 11:05:
Condivido tranne che su un punto: i soldi della BCE non sono per niente pubblici.
franco epifanio: caprone !! Purtropo i tuoi rigurgiti puzzolenti … invece, continuano ad arrivare a noi eccome !!! Ma perchè il buon porro non ti caccia a pedate in fac… pardon: nel deretano ?
valter … perchè non pemsi al deretano della tua giovine compagna volterrana (oltre al tuo … orripilante!!)
caro Nicola, non posso che ribadire quanto siano apprezzabili le analisi che ci proponi in questo blog; la gente perbene non può far altro che condividerle , ma la realtà ci insegna che in Italia esistono anche caproni del tipo di valter meglio noto come “lo spupazzatore di giovini compagne volterrane” ed il povero mariolino il quale invece non spupazza alcuna giovine compagna e si trova a fare il caprone per mere questioni di DNA, i quali rappresentano, in sintesi, le forze del male che ci hanno portato al fallimento: caro Nicola … temo però che nonostante il nostro impegno (quello della gente perbene) sia tutto vano ! L’Italia è mestamente irrecuperabile ! Ormai il malcostume oltre al citato vezzo di sostenere ancora a spada tratta la deriva social comunista dello statalismo, dell’assistenzialismo, del clientelismo e (quindi) del parassitismo, mi appare asolutamente incurabile . ultimo esempio: non basta la sicilia … vedi il Lazio
http://www.ilgiornale.it/news/interni/lazio-abbruzzese-obama-stesso-salario-e-18-segretari-835523.html
Il buon Monti, continua a blaterare di “risorgimento alle porte ” … ma la realtà purtroppo per lui e soprattutto per noi, è ben diversa: l’unica sua azione peraltro malefica – come sanno tutti – è stata quella di innalzare le tasse e di deprimere ancora di più, l’economia che conta: quella legata alla produzione di ricchezza; quello della carbosulcis è un altro delle migliaia di esempi che trascinano per i capelli alla realtà ben diversa da quella prospettata da Monti … ; ma ciò che ci aspetta dopo le prossime elezioni è ancora peggio con il ritorno sugli scranni del potere di personaggi nefasti come vendola e di pietro ; caro amico mio: … davvero mala tempora currunt … e non si vede nemmeno all’orizzonte la loro auspicabile fine.
Gentili Signore e Signori, per ciò che riguarda l’acquisto illimitato ma sterilizzato di titoli pubblici se veramente credono di poter sottrarre ILLIMITATAMENTE liquidità dal sistema e farla franca sono scemi persino più del tipografo Bernanke.
C’è da sperare che contino solo sull’effetto annuncio magari supportato da qualche acquisto a titolo dimostrativo.
Gentile Mariolino, la ragione di quei 250 milioni x 8 anni sta nel fatto che vogliono fare una diversa centrale di tipo IGCC + CCS, compatibile con cosiddetto Protocollo di Kyōto, una follia visto che l’unico vero problema e lo zolfo.
Gentile Mimmo, liberismo?
In un’area con la tassazione dell’Europa, dove il grosso degli stati pretende di gestire direttamente anche il 45-50% del PIL, il liberismo ce lo siamo scordati da tempo ed al più ci è consentito parlare di liberalismo.
Mentre in Italia, ormai, forse più neanche di quello.
Distinti Saluti,
…ancora 60 giorni…
Caro Andrea Pellis, io sono l’ULTIMA persona che puoi accusare di simpatie per la spesa statale. Ancorche a pioggia e a piè di lista. Tutt’altro il mio pensiero. Difatti sono senz’altro pro federalismo.
Io ho solo commentato le “intenzioni” del governo a dare una “smossa” al sud. Sostengo il principio e comunque, per ora, non si è parlato di esborsi di stato.
Il ponte sullo stretto che io penso sia INDISPENSABILE, non sarebbe una forma occulta di finanziamento statale, sarebbe semmai il minimo che lo Stato centrale dovrebbe fare per contribuire a rafforzare la nostra economia velocizzando il trasporto delle merci e non solo.
Quello della ferrovia da e per il sud è un altro argomento importante.
Lo stato centrale dovrebbe approvare leggi straordinarie perche al sud (TUTTO IL SUD MA CON LE DOVUTE CAUTELE PER L’AMBIENTE) si possano finalmente aprire strutture turistiche ricettive come porti turistici prima che la Croazia, e non solo, ci “scippi” del tutto il turismo, nostra industria nazionale non trascurabile.
Su lo stato mafioso e ladro siamo d’accordissimo. Infatti sto appestando il blog con il mio refrain de “Viva M$M” per altre due legislature per manifesta comprovata inettitudine e incompetenza nonche mafiosità della politica.
Leno Lazzari
Non è che c’è lo zampino della filiera sindacalista?
Non è che nella piccola impresa i sindacati non sono così radicati e la dialettica servo/padrone ha poco spazio di propaganda?
Cordialità
L’impresa dovrebbe essere indipendente da ogni sostentamento,altrimenti finiamo per tornare alla ex unione sovietica,dove le aziende erano statali.
Quello che deve fare lo stato è limare..limare tutto ciò che è spreco,passività ed inefficenza.
Togliendo queste cose,aggiungerei anche enti inutili,corruzione,aste gestite in malomodo,si potrebbe arrivare ad una tassazione ragionevole al 20%,dove guardacaso,non occorrerebbe neanche la lotta all’evasione in quanto un conto e chiedere più della metà del profitto un conto è chiedere il 20%.
In Italia abbiamo visto tutti come sono andate a finire le aziende dove dentro sono state messe persone sia nella gestione sia nel lavoro,poco competenti,l’unica competenza forse erano le tessere dei vari partiti di appartenenza.
In questa zuppa aggiungerei anche lo scudo fiscale,quanti imprenditori ne hanno usufruito,vi ricordate una famosa imprenditrice quando diceva lo scudo fiscale è il male minore,perchè in quel periodo scudò i capitali coinvolti in un’ inchiesta di falso in bilancio.
L’anno scorso,fece un’uscita lo scudo fiscale non va bene perchè premia i furbi!!!!CAPITO BENE,ma lei ne usufruì.
Per andare bene occorre un’altra formula la competitività.
Oggi vediamo aziende che hanno sempre investito in sviluppo e ricerca che stanno lavorando ed assumendo,perchè producendo qualità ed innovazione intercettano i mercati emergenti,lo vediamo nella moda,arredamento,auto,macchinari di lavorazione a Controllo numerico.
Chi invece di investire in personale o macchinari più innovativi comprava la ferrari o la casa al mare oggi è superato dai cinesi.
Una cosa che dovrebbe farci riflettere sono i giovani che dopo aver inviato 1000 curriculum vitae in italia,senza avere risposte,optano per l’estero dove vengono presi in considerazione al punto di poter scegliere tra più aziende che lì richiedono.
Questi al contrario dell’italia ricevono un contratto,degli stipendi il doppio di quelli italiani,ed il miraggio di un futuro.
[...] http://blog.ilgiornale.it/porro/2012/09/04/perche-una-piccola-impresa-non-vale-un-sulcis/ [...]
Sig. Porro mi occupo di acquisti in una piccola azienda metalmeccanica. La ringrazio perchè è l’unico che molto spesso riesce a rompere il vergognoso silenzio che abbiamo intorno al problema della Piccola Impresa in Italia. Che non ha più accesso al credito, che grazie alla Fornero non può più assumere nemmeno un apprendista, che paga l’energia uno sproposito (a proposito si preferisce sgravare di 15 anni l’Alcoa) e che ha una fiscalità pazzesca. Tirare la cinghia dice Lei, ha ragione rispondo IO. Solo che la cinghia sono due anni che non ha più buchi. La Turchia ci sta massacrando, non è in Europa (e quindi senza tutti i vincoli) ma è come se ci fosse. Se da quelle parti esporti più del 70% del tuo fatturato, per 40 anni hai una fiscalità ultra agevolata (si fidi, ci vado 3 volte l’anno) e infatti loro preferiscono esportare che investire sul loro mercato interno. Per restare competitivi si cerca di tagliare su tutto, ma poi arrivi al punto che ti rendi conto che, essendo scarsi di materie prime, comunque dobbiamo comprarle da fuori per assemblarle e quindi più di tanto non puoi togliere (a meno di tagliarti un braccio e non metaforicamente). Eppure basterebbe tagliare il cuneo fiscale e quindi far pagare meno tasse sul lavoro che in un attimo i nostri prodotti manifatturieri, a qualità invariata che è buona, tornerebbero apprezzabili sul mercato (competitivi è un altra cosa). Così davvero potremmo dire “promuoviamo il Made in italy”. Ma ora come facciamo a promuoverlo quando già con i soli nostri costri industriali siamo alla pari con i costi di vendita di altri paesi. A margine zero non si può andare avanti, questo è il dramma. E non tutti siamo la Tod’s ecc ecc…..Teniamo duro certo, ma mi creda non è semplice e le energie vengono meno. Ah dimenticavo, non ho 56 anni ma 36. Ed è proprio questa apatia al lottare che mi preoccupa. Questo non vedere la Luce, questi dibattiti sterili su primarie e legge elettorale. Non voglio andare via, ma ci sto pensando. Un saluto e un augurio a tutti gli imprenditori ai quali auguro di uscire al più presto dalla crisi ma non per guadagnare, anche certo, ma per sentirsi nuovamente vivi nel fare impresa ogni giorno. Saluti
Oltre a condividere in pieno quanto scritto da Porro, aggiungerei un altro aspetto che grida vendetta e che riguarda l’Alcoa. E’ saltato fuori che questa azienda ha delle tariffe sull’energia elettrica iper agevolate. Domanda : come può un cristiano qualunque che ha uni’mpresa accedere a queste tariffe ?
Se mi è consentito, un piccolo off topic (mi scuso in anticipo) . Vorrei commentare la notizia secondo cui la BCE per bocca di Draghi si dichiara disponibile all’acquisto di debito sovrano senza limiti di quantità.
La prima cosa che mi viene in mente è che l’azione sia assolutamente inutile dal momento che lo spread è la conseguenza e non la causa di un’economia in recessione. Lo spread è l’effetto dei fondamentali nazionali e debito pubblico, entrambi in netto peggioramento (economia in recessione, disoccupazione, aumento del debito, etc..). L’acquisto di stock di debito da parte della BCE, se da un lato prolungherà la vita dell’euro, farà pochissimo per salvare il percorso verso il default dello Stato (il pochissimo coincide con l’abbattimento della spesa sul debito dei 100 punti, da 450 a 350 circa, o meno) un pannicello caldo nel mare magno della spesa nazionale.
Il secondo punto è più sottile. Leggo uniformi valutazioni positive su testate giornalistiche, indifferentemente di centro destra e centro sinistra. Soffermo la mia considerazione sulle prime, cosiddette liberiste. Glorificare l’intervento di Monti equivale a prendere a schiaffoni le teorie sulle capacitè di autoregolarsi del mercato, dal momento che questo intervento va contro proprio il concetto di libertà di mercato. Si stanno usando infatti soldi pubblici (come quelli della BCE) in parte anche italiani, per sostituirsi al libero mercato. Mentre questa dinamica mi sembra perfettamente compatibile con le posizioni ideologiche di centro sinistra, mi stupisce l’assenza di critiche da destra. La contraddizione non è stata probabilmente colta, o forse, c’è più urgenza di creare paragoni a discredito di Monti. Quest’ultimo ha certamente fallito, ma il paragone con Draghi non c’entra proprio niente.
Dopo il sì all’acquisto illimitato dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà, la borsa è salita e lo spread è calato. Finalmente le famiglie in difficoltà, i disoccupati, i poveri pensionati, gli operai in cassa integrazione, insomma, gl’italiani che si sono indebitati per mantenere nel lusso i politici, potranno investire i loro cospicui risparmi in titoli di stato.
Chef permettendo, vado fuori tema alla grande.
Da anni che quì e non solo, si scrive di una delle vergogne vere del nostro paese lacerato da una magistratura militarizzata con una “missione” da portare a termine.
Woodcock “rispondere davanti alla giustizia” ?
Beata innocenza ! ! !
Luttwak è un politologo, ma quì ci vuole uno psichiatra ! ! !
Magari negli USA, e in altri paesi parimenti civili, anche del cosidetto terzo mondo i magistrati rispondono a qualcuno o qualcosa.
http://www.ilgiornale.it/news/interni/luttwak-processa-woodcock-non-pu-compiere-certe-azioni-senza-835280.html
E’ l’unico organo dello stato italiano (e al mondo ?) che sia TOTALMENTE autoreferenziale e le cui vittime (e se ne registrano tante mentre una sarebbe stata già di troppo !) raramente, una volte assolte, vengono risarcite.
Mai quelle che muoiono, magari suicidi in carcere.
Che razza paese ci hanno fatto diventare ! ? ! ?
Leno Lazzari
DRAGHI CI DA FIATO. SAPREMO METTERE A FRUTTO IL POCO TEMPO?
La decisione del Consiglio direttivo della BCE di oggi 6 settembre 2012 ha fatto quel miracolo che Monti non ha potuto o saputo fare: ridurre gli spread. Già da un paio di giorni, sentendo nell’aria la decisione nonostante la contrarietà della Bundesbank, i mercati avevano reagito positivamente.
Il programma delle “Transazioni monetarie dirette” annunciato oggi ( http://www.ecb.int/press/pr/date/2012/html/pr120906_1.en.html ) è, a mio avviso, un utile espediente tattico, non la soluzione dei problemi.
L’acquisto di bond sul mercato secondario pone un limite inferiore al valore dei titoli di Stato a breve (max. 3 anni). In questo modo gli operatori che detengono titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona in difficoltà sono meno incentivati a disfarsene sapendo che non potranno perdere più di tanto per via del programma di acquisto della BCE. La merce scotta, ma un po’ meno di prima.
Di contro, come fanno giustamente osservare i critici, la BCE finirebbe col trovarsi in portafoglio il 50% del debito pubblico europeo, un rischio elevatissimo in caso di collasso di un solo membro ovvero dell’uscita di una nazione dalla moneta unica. Come fa notare Gerardo Coco in un suo articolo apparso recentemente sul Chicago Blog ( http://www.chicago-blog.it/2012/09/04/aritmetica-di-un-salvataggio-di-gerardo-coco/ ), la dimensione della voragine europea è enorme e di ampiezza ancor oggi ignota.
L’Europa soffre di due mali: il debito pubblico che assorbe risorse e la mancanza di crescita economica. Entrambi questi mali sono direttamente legati al costo della spesa pubblica ed all’ingerenza della politica nelle scelte industriali
Questi mali che affliggono l’intera Europa sono giunti ad uno stadio critico in Italia. L’Italia è uno di quei pazienti che rischiano seriamente di morire. Poiché morti non siamo ancora e il palliativo Draghi ci da un po’ di respiro, allora sarebbe necessario sfruttare l’opportunità. Come? Affrontando seriamente i nodi della spesa pubblica inutile, la cessione di asset per ridurre il debito pubblico e la questione della crescita economica che non si può avviare per decreto. Intanto semplificazione e spending review sono ancora oggetti misteriosi, che quando verranno alla luce assomiglieranno tantissimo al famoso topolino partorito dalla montagna mentre l’eliminazione degli Enti inutili rimane un sogno.
Nel frattempo che i signori politici italiani ed europei litigano e non decidono le imprese chiudono.
Caro Nicola,riporendiamo il discorso su liberismo e statalismo. Ambedue i sistemi,ben condotti, si equivalgono. Mentre l’accoppiata liberismo-statalismo che ha dominato in Italia dal dopoguerra a oggi è stata deleteria,perchè ha consentito di prendere solo la parte negativa dei due sistemi. Tutti hanno approfittato dello statalismo col consenso del liberismo.Si è trattato di un furto permesso.Seguirà il dettaglio.
Scusate se esco dal tema proposto. Ma ho trovato buffa ed interessante l’esternazione di Napolitano: “Lo spread rimane a livelli inspiegabili”. Non sono un esperto di finanza, tuttavia, se mi mettessi nei panni di una persona che ha capitali da investire, un risparmiatore che non vuole lasciare i soldi sotto al materasso, farei due semplici considerazioni:
1) L’Italia ha un debito pubblico da considerarsi elevato rispetto al PIL. L’Italia è in piena recessione. Il PIL è previsto in discesa. Le azioni governative, tramite iper-tassazione e terrorismo fiscale, disincentivano gli investimenti, tirando la volata per la recessione. Se si guarda alle iniziative per lo sviluppo e la crescita si può solo che sorridere. Ne consegue che più diminuirà il PIL, più il debito pubblico Italiano sarà da considerarsi “estremo” (non ci si lasci forviare dall’importo, l’ammontare attuale sarebbe una bazzecola se il PIL fosse adeguato), pertanto, temerei veramente tanto per la solvibilità del credito che vanterei nei confronti dello Stato Italiano. Quindi, per acquistare titoli italiani, chiederei una contropartita adeguata, cioè interessi, per il rischio da correre.
2) L’Euro è ultimamente sempre in bilico, vuoi per il caso eclatante della Grecia, ma non di meno Spagna, quindi, dovrei anche considerare il rischio di default della moneta. In tal senso, vi è l’impegno di Draghi, ora con piglio forte per l’acquisto dei titoli sul mercato SECONDARIO, che può offrire qualche garanzia in più, ma non costituisce una certezza. La sua caparbietà nel salvare l’Euro anche con azioni in contrasto con la Banca Centrale Tedesca può dare all’Euro forti speranze di salvezza, ma non certezze. Pertanto, in caso di default dell’Euro, e nell’ipotesi di ritorno alle monete nazionali, se io avessi acquistato titoli tedeschi, anche se a interessi zero, con forti garanzie di solvibilità, mi vedrei rientrare (adesso sto semplificando e sintetizzando al massimo) il capitale in marchi, che data la forte tenuta economica della Germania, potrebbe avere una plusvalenza di cambio.
In contrasto, pertanto, con il sottinteso di Napolitano: “i mercati sono cattivi”, mi sento di dire che i mercati si sanno fare i loro conti e non hanno mire di distruzioni democratiche e non si curano della BELLA PRESENZA, preferiscono i fatti. Saranno, caso mai, da considerare “cattive” quelle azioni governative che, deprimendo l’economia, non ci fanno ri-acquistare credibilità “finanziaria”. Giusto, infatti, le azioni di Draghi, FORSE per attenuazione del rischio che ho esposto al punto 2, hanno creato una piccola fiducia che ha fatto scendere lo spread a 391. Da questo punto in poi, questo mio post potrebbe essere integrato con tutto quanto scritto da Nicola Porro “Perchè una piccola impresa non vale un Sulcis”.
ORMAI IL CUOCO MI PUBBLICA SOLO LE MIELOSE RUFFIANATE COME QUELLA TRASCRITTA QUI SOTTO ED INVIATA APPOSITAMENTE PER VERIFICARNE I CRITERI DI CONTROLLO.
NON SI RIESCE MANCO PIU’ A VERIFICARE SE I COMMENTI SIANO O MENO INVIATI CORRETTAMENTE E SE SIANO IN FASE DI MODERAZIONE.
TUTTO MOLTO DEMOCRATICO: CHE DELUSIONE.
————————————————–
“martello carlo il 6 settembre 2012 alle 08:43:
EGR. Dr. Porro: non c’è altro da aggiungere a quanto da Lei così lucidamente e compiutamente espresso sull’argomento.
Direi che è inutile ogni e qualsiasi altro contributo, tanto che sarebbe ora di chiuderlo.
Tanti, cordiali saluti…ed ancora tanti, deferenti complimenti.”
Rating: -2 (from 4 votes)….E TTE GREDO!!!!!!
franco epifanio il 6 settembre 2012 alle 12:08:
Salve, anche a me sembrava una risposta abbastanza valida, ma nessuno a parte te a detto niente, ne bene ne male, eppure è la realtà, nessuno spiego dove si dovrebbero spendere quei soldi, per fare cosa, la miniera esiste e la centrale pure, dovè il problema, a proposito, mio suocero ha fatto il minatore sia quà che in Sardegna,ed infatti è morto di silicosi, e a visto morire compagni di lavoro con pietroni franati in testa, oltre al grisù del carbone, non è come stare in un ufficietto, senza offesa per chi ci stà e fà il suo dovere, ma l’ambiente è certo assai diverso.Saluti.
Stimato signor Porro non é il problema del Sulcis verso i piccoli imprenditori, il problema ha dimensioni nazionali e dalla sua soluzione dipende il nostro futuro. La rivelazione mi venne di improvviso e la pego a questo mio spot:
Salvatore Invenizzi
Certo il titolo é strambo ma mai come la strana figura che mi apparse quella notte. All’inizio si registró solo il nome e poi il cappellaccio a larghe tese e una faccia smunta dal naso affilato e gli occhi di fuoco.
Non mi rivolse parola ma i suoi gesti erano imperiosi e le braccia allargate si allungarono come serpenti. Cosa volesse rimase un mistero fino a che mi svegliai e quel nome continuó a risuomarmi nel cervello. Era uno di quei sogni del mattino o era un messaggio del subcoscente? E se cosí fosse che indicazione, che significato aveva? Salire dalla depressione personale o da quell causata dal disastro umano dell’Italia. Se era il secondo, niente meno di una rivoluzione potrebbe aggiustare il paese. Potremmo cacciare a pedate. tutti questi professionisti di politica che meritano solo che i robbivecchi se li portino via, ma chi mi garantisce che l’italiano di una nuova generazione sia meglio della vecchia? Il pessimismo é in questo caso vero realismo, c’é poco da fare se non imitare Garibaldi dittatore della Sicilia e il suo aiutante senza scrupoli Nino Bixio.
Sí, il subcoscente mi ha diretto sulla corretta via, Salvatore Invernizzi non é che il travestimento meridionale di Garibaldi..L’Idea Liberale di Croce é, nel Sud, un sogno e non possiamo allontanarci che da secoli ci sono Due Italie non esattamente come le vide David Abulafia ma un Ìtalia dalla classe media marcia, come in “Cristo si é fermato a Eboli” e un’Italia dalla classe media intrapendente come nel Nord, infine é precisamente quella che da a ogni societá le sue caratteristiche. Che fare? Che mi indica Salvatore Invernizzi? Con mille istituzioni e interessi particolari che
stanno in guerra fra di loro e, che alcune modifiche per il peggio, hanno la loro fonte nella Costituzione dell’Italia del 1860, dove su 20 milioni, in maggioranza poveri e ignoranti, votavano solo 500.000 cittadini, Oggi, al bevatoio sono i demagoghi che attraggono tutte le bestie.
Lasciamo il centro sud ai suoi rimedi e creamo un’Italia Federale di due regioni, il Nord e il CentroSud includendo Lazio,Abruzzo e Marche.
Non sono leghista, anzi sono siciliano, ma essa é una organizzazione di menti grette e poca visione nazionale, ed il mio sogno, o lo che sia, puó solo essere venuto da una ispirazione pirandelliana.
Monti da buon borghese che bazzica sempre nel Nord e nnell’Europa non puó risolvere il problema maggiore dell’Italia: Un Cambio dellla Costituzione che giá stringe soffocando la nazione come un abito vecchio.. E questa sarebbe la vera rivoluzione che ci alita attorno ma che nessuno osa menzionare.
F.E.
Brucia il culo, neh?
V
Oh anime belle, vari Epifanio, Mariolino ecc. scusate forse avete ereditato il vizio dei politici che hanno ingigantito il debito pubblico portandoci sull’orlo del baratro?
se nel Sulcis non c’è alcuna Azienda privata disposta ad investire, perchè dovrebbe farlo lo Stato? e a spese di chi? mi spiace per i minatori, ma questa situazione va avanti da almeno 20 anni, così come quella dell’Alitalia che era un carrozzone di Stato, o come l’IRI o come tante altre invenzioni per attirare voti.
Cari Signori, questa storia è finita, così come è finita la storia delle baby pensioni, o di andare in pensione col retributivo.
Non se ne può più di questo ricatti, di questi poveretti strumentalizzati dalla sinistra ad andare sui tetti( ricordate il Bersani?) perchè non va ora sui tetti?
Ma voi in casa vostra mettete il carro davanti ai buoi, spendendo ciò che non avete in tasca? ma li fate i conti oppure fate le cambiali sapendo di non poterle pagare?
Leggo il commento di Franco Epifano, con gran cattivo gusto attacca personalmente, il giornalista, per lui pseudo, e unico argomento per giustificare la sovvenzione di un’attività improduttiva è che rischiano la vita. Non credo che così si possa andare avanti.
@Leno Lazzari il 6 settembre 2012 alle 07:46:
Ancora politiche Keynesiane????????? BASTA! Siamo in bancarotta e schiavi proprio perchè si è continuato per 60 anni a seguire quelle idee malsane! L’intervento dello stato, qualunque stato, in economia porta al fallimento o alla schiavitù. La pianificazione centrale dell’economia porta alla bancarotta o alla schiavitù. O entrambe. Non parliamo poi della cosiddetta redistribuzione dei redditi!
W Von Mises! http://www.garynorth.com/public/9974.cfm
Peggio poi se l’intervento è del nostro stato mafioso e ladro!
Quanto a pensare che gentaglia come lombardo o peggio il poeta mancato possano essere responsabilizzati… Lasciamo perdere va…
Gia’, tutto vero. La Thatcher ci aveva mandato i carri armati e le miniere vennero chiuse. Chi governa, a Roma o in Sardegna, in fabbrica o in un ministero, deve fare in modo che le sue decisioni vengano attuate. Non c’e’ nulla di democratico in quello che hanno fatto i minatori. Anzi, direi che si trattava di egoismo e di violenza, con il risultato che la comunita’ paghera’ per la loro attivita’ antieconomica. Bello schifo. E passano pure per vittime. E chi una volta aggiustava le macchine da scrivere? E chi faceva il cocchiere o ferrava i cavalli? Perche’ non abbiamo difeso i loro lavori con una bella sovvenzione?
Roberto Cena il 5 settembre 2012 alle 22:57:
Come ho già scritto la centrale esiste già e funziona, ho informazioni diretta da chi ci lavora, eventualmente basterebbe aggiornare un pò il sistema di filtraggio fumi, tanto puoi trattenere solo lo zolfo, la co2 passa tutta, oppure fregarsene altemente come fanno quasi tutti gli altri in giro per li mondo, siamo solo noi che ci
schiacciamo i cabbasisi per far dispetto alla moglie, che ti fà anche cornuto.
SEcondo me costa meno assai che comprare la roba all’estero, ma tutti sono convinti di no.
Gentile Francesco_P, tutti i costi aggiuntivi che Lei cita sono indiscutibili ma da addebitarsi a scelte “politiche” e quindi relativamente al fuori della capacita decisionale del mondo imprenditoriale.
D’altro canto a fronte di questi maggiori costi i politicanti “girano” al cosiddetto tessuto produttivo ed in special modo alle grandi aziende decine di miliardi l’anno (punti di PIL!) in chiave meramente assistenziale, in un demenziale “do ut des” all’insegna del peggior clientelismo.
Cosa impedisce alle medesime grandi aziende di investire, quanto meno, questo denaro in innovazione, il miglior modo in assoluto per ridurre i costi nel medio e lungo termine, al fine di compensare motu proprio la idiozie dei “politici”?
Cosa crede che, diversamente, spinse la FIAT a “diversificare” in assicurazioni, calcio, stampa etc… piuttosto che investire nel proprio core business con la, logica, conseguenza che qualche anno fa fu sul punto sparire?
E’ una mera questione di mentalità propria di chi, avendo sempre vissuto di assistenzialismo (nel caso della FIAT dai tempi del senatore) e mai di investimenti, non è ancora reso conto che la festa è finita.
E’ una mentalità suicida, come lucidamente descritto dall’ ing. Perotto nel mio post a Lui dedicato, di vecchia data, che ha già fatto come all’ Olivetti danni enormi e che ci sta portando alla deindustrializzazione (-25% di produzione industriale in 4 anni).
Riguardo al Sulcis, come detto, o se ne esce con una soluzione economicamente realmente sostenibile (io sostengo la produzione di carburante), e che quindi in quanto tale possa interessare una azienda privata ma in assenza di aiuti pubblici, al più tenendo conto di come la disponibilità di quel carbone ci consenta di non importarne altro danneggiando cosi il saldo della bilancia commerciale e quindi il PIL o, semplicemente, si chiude perché di soldi se ne sono già sperperati ad libitum.
Riguardo alle PMI, esse soffrono nonostante tendano a reinvestire più delle grandi, perché sono vittime della fiscalità molto più delle grandi che usufruiscono facilmente di una fiscalità offshore, perché sono meno favorite dall’assistenzialismo (Confindustria “politicamente” pesa molto di più) e dulcis in fundo, perché pur essendo più flessibili possono contare meno sulle economie di scala.
Nel loro caso, volendo le stesse agire in proprio e non hanno alternative, a mio avviso l’unica soluzione che gli rimane è che, come le grosse aziende, trovino anch’esse velocemente il modo di sfuggire alla voracità del fisco indigeno per recuperare risorse da investire poi, però, esclusivamente nel proprio core business come per altro nella tradizione delle stesse PMI già adesso.
Distinti Saluti,
[...] Perchè una piccola impresa non vale un Sulcis [...]
Gentile epifanio, resta il fatto che si aiutano categorie di lavoratori in base alla visibilità e il tornaconto politico. 500 minatori valgon bene il sacrificio silenzioso di qualche centomila operai licenziati solo perchè i titolari non avevano accesso al credito bancario. L’estrazione del carbone, da quelle parti, non è conveniente, se n’è accorta l’ENEL negli anni settanta e lo ha capito la Sulcis oggi, negli anni settanta in molti emigrarono dal sud al nord in cerca di lavoro, sono stati forse dei coglioni?
@ Nicola Porro 4 settembre ore 18.20 – 4 sett. 21.30
Egregio dott. Nicola Porro,la mia risposta è articolata su quattro punti.
1) Prendo atto che lei non ha frequentato nessuna scuola di giornalismo.Su questo la prego di accettare i miei complimenti in quanto nonostante si sia fatto sul marciapiede è diventato un bravo giornalista.
2) Mi lasci però aggiungere che la “buona creanza” le è rimasta quella da marciapiede-
3) Lei scrive inoltre che avendo fatto una casa da solo si sente autorizzato a mandare a quel paese fuori dal suo quartierino chi non le garba,si chiami Tremonti o si chiami Epifanio.Non le sembra di esagerare? se tutti i padroni di una casa avessero questa autorità tutti i quartieri rimarrebbero disabitati.
4)Lei chiede dove prendere 250 milioni per il Sulcis.A questa domanda ha dato una buona risposta Mariolino 5 settembre ore 13.39.
Personalmente voglio aggiungere una mia considerazione,ossia i lavoratori del Sulcis lavorano in una miniera di carbone a 400 metri sotto terra con il rischio della propria vita perchè chi se ne intende di miniere sa che dove c’è il carbone c’è anche il rischio del grisù un gas altamente esplosivo.Inoltre il lavoro dei minatori è uno dei lavori più usuranti che ci siano.
Già questo potrebbe essere un motivo per salvaguardare questa categoria.Non possiamo certamente metterli alla stessa stregua dei forestali calabresi tanto per fare un paragone.
Tanto le dovevo.
Sempre un cordiale saluto.
P.S.
Se deciderà di non pubblicare questa mia,non ha importanza,quello che a me interessa è che il messaggio sia arrivato a lei.
Franco Epifanio
@Paolo Da Lama il 5 settembre 2012 alle 11:46:
Quanto è vero! E la spiegazione è semplice quanto diabolica. Come faccio a fare i miei porci comodi alla faccia di tutti senza che qualcuno prima o poi si ribelli? Ma è semplice! Faccio il socialista o meglio ancora il comunista, mi dichiaro “dalla parte dei deboli e dei lavoratori”, sproloquio di diritti e mai di doveri. Così avrò sempre il paravento delle menti semplici che si bevono queste panzane, che purtroppo sono moltissime. Coop docet…
EGR. Dr. Porro: non c’è altro da aggiungere a quanto da Lei così lucidamente e compiutamente espresso sull’argomento.
Direi che è inutile ogni e qualsiasi altro contributo, tanto che sarebbe ora di chiuderlo.
Tanti, cordiali saluti…ed ancora tanti, deferenti complimenti.
In questo allegro paese dei diritti c’è chi insegna e sostiene che anche il lavoro lo sia,garantito da chi non si sa. L’equivoco porta all’illusione di poterlo creare senza presupposti economici.Chi riesce ad inventarlo per sè e per altri per lungo tempo e forse ancora è visto come sfruttatore.Come al solito c’è confusione sui fondamentali.Se il lavoro non produce ricchezza ma la distrugge,il reddito che ne deriva diventa effimero e prima o poi i supermercati saranno vuoti.Il trucco che si perpetua si regge perchè a fianco di chi consuma gratis,c’è chi lavora per due.Semplifico naturalmente ma il debito pubblico è un potente testimone.Se i dati da cui si parte sono sbagliati c’è poco da fare e se nessuno si decide a riconoscerlo prima o poi il sistema collasserà.
Pare il governo sia seriamente intenzionato a “risollevare” la produttività del nostro sud attraverso “fianaziament” alle imprese.
A) Idea buona, purchè si impedisca la nascita di nuove imprese soltanto allo scopo di incassare, e che però sparivano un mese dopo.
B) Può funzionare se il Governo riuscirà a mettere fine alle “eccezioni” dei localismi e se si mette mano alla rete stradale e ferroviaria.
Penso anche che lo stretto di Messina farebbe…..
A) da propulsore per l’economia locale (indotto)
B) E’ una vergogna che nel 2012, quando ci si dovrebbe poter spostare alla velocità della luce e in cui la banda larga è sempre più indispensabile (ma quando investono ?) debba rimanere l’ “imbuto”-strozzatura dello Stretto di Messina come se l’economia siciliana avesse tutto il tempo del creato.
Leno Lazzari
P.S. Il Governo Monti ha bloccato il federalismo, ma io sono del parere che esso sia la chiave, l’unica, per responsabilizzare i Lombardo e i Vendola del paese.
Nessuno mai, che non lo meritasse per fatti gravi, dovvrebbe mai perdere il posto di lavoro. Ma questa è, purtroppo, una bella utopia.
E ne so qualcosa.
La chiusura dell’ ILVA………..
http://www.asca.it/news-Ilva__Cdm__polo_strategico__Con_chiusura_impatto_negativo_8_mld_annui-1193167-BRK.html
………..sarebbe una iattura perche la sua chiusura farebbe perdere 8 mld netti annui ! ! !
A occhio di profano direi che lo Stato non può lasciar spegnere = chiudere l’ILVA perche il danno sul piano del PIL nazionale sarebbe oggi intollerabilmente alto.
Se è vero che la miniera del Sulcis da da vivere a circa cinquecento famiglie, allora la sua chiusura è un grosso certo un grosso guaio per loro.
E’ davvero possibile che mentre il paese sta raschiando il fondo del bidone per trovare risorse che non ci sono si impicchi economicamente per salvare un’azienda così piccola da altri definita decotta ?
Credo che a volte lo Stato abbia il dovere di essere cinico, e questo mi pare uno di quei casi.
Leno Lazzari
Questo mio intervento è solo per segnalare un interessante articolo “Sul contesto energetico mondiale” (in italiano) scaricabile dal sito de “La Temotecnica” ( http://www.latermotecnica.net/pdf_riv/201207/20120709003_1.pdf ).
Un quadro globale aiuta a inquadrare meglio le problematiche relative alle prospettive della generazione elettrica in Italia.
Condivido quasi completamente L’analisi del Dot. Porro. In questa nuova configurazione della società Europea, fondata sulle speculazioni monetarie, gli organi politici locali, nazionali ed europei si sono preoccupati sempre della gestione della finanza, trascurando coloro che realmente creano la vera ricchezza. Esempio, l’agricoltore che produce una fragola, una zucchina, una mela, ha prodotto, un PIL, grande o piccolo che sia. Lo stesso dicasi per l’artigiano che produce una sedia o uno sportello della cucina o il muratore che alza un muretto o costruisce un qualcosa qualunque essa sia. Questi soggetti, in grande o in piccolo creano la vera ricchezza. Ci si chiede ora quale PIL creino coloro che speculano con la moneta. Ovvio che non generano alcuna ricchezza ma non fanno altro che aumentare i propri profitti speculando su quel pil, quellq ricchezza prodotta dalle nostre imprese, grandi o piccole che siano. Credo comunque che anche i minatori sardi contribuiscono a creare PIL e quindi ricchezza nel nostro paese e pertanto vadano difesi così come era doveroso difendere gli impresari suddetti. Ma la nostra bella classe dirigente si preoccupa solo delle quadrature economiche, tralasciando chi realmente produce PIL e ricchezza. Bisogna allentare la morsa su chi produce ricchezza reale, lasciare lavorare in pace chi produce, sono sicuro che la piccola impresa italiana sé lasciata tranquilla sarà in grado di contrastare il debito e la crisi e di ridare forza alla nostra economia.
Condivido quasi completamente L’analisi del Dot. Porro. In questa nuova configurazione della società Europea, fondata sulle speculazioni monetarie, gli organi politici locali, nazionali ed europei si sono preoccupati sempre della gestione della finanza, trascurando coloro che realmente creano la vera ricchezza. Esempio, l’agricoltore che produce una fragola, una zucchina, una mela, ha prodotto, un PIL, grande o piccolo che sia. Lo stesso dicasi per l’artigiano che produce una sedia o uno sportello della cucina o il muratore che alza un muretto o costruisce un qualcosa qualunque essa sia. Questi soggetti, in grande o in piccolo creano la vera ricchezza. Ci si chiede ora quale PIL creino coloro che speculano con la moneta. Ovvio che non generano alcuna ricchezza ma non fanno altro che aumentare i propri profitti speculando su quel pil, quella ricchezza prodotta dalle nostre imprese, grandi o piccole che siano. Credo comunque che anche i minatori sardi contribuiscono a creare PIL e quindi ricchezza nel nostro paese e pertanto vadano difesi così come era doveroso difendere gli imprenditorii. Ma la nostra bella classe dirigente si preoccupa solo delle quadrature economiche, tralasciando chi realmente produce PIL e ricchezza. Bisogna allentare la morsa su chi produce ricchezza reale, lasciare lavorare in pace chi produce, sono sicuro che la piccola impresa italiana sé lasciata tranquilla sarà in grado di contrastare il debito e la crisi e di ridare forza alla nostra economia.
Egregio Biagio Morabito, faccio riferimento al suo post del 4 settembre alle 18:36.
Nel suo intervento cita i dati italiani e tedeschi relativi alla percentuale di PIL investita in innovazione da Germania ed Italia. La differenza fra le due nazioni è enorme. Eppure l’innovazione rappresenta il principale fattore critico di successo per le economie avanzate.
Purtroppo un’impresa che opera in Italia deve fare i conti con una fiscalità ben più pesante di quella tedesca, burocrazia più costosa, costo del denaro maggiore, costi assicurativi maggiori, infrastrutture decisamente peggiori (porti, ferrovie, strade, ecc.), costo dell’elettricità e dei carburanti superiore e fattori di rischio come quelli derivanti dalla lentezza e dall’arbitrarietà della giustizia civile. Confrontando le tavole del “The Global Competitiveness Report” ( http://www3.weforum.org/docs/WEF_GCR_Report_2011-12.pdf Germany pag. 184-185 e Italy pag. 214-215) si ha immediatamente la percezione di quanto le imprese italiane siano zavorrate rispetto alle tedesche.
Se in Italia si investe poco in innovazione è per le difficoltà generali piuttosto che per la mentalità dei nostri imprenditori, sebbene a fianco di eccellenze di valore mondiale esistano tanti esempi negativi. L’innovazione richiede capitali. Se i margini sono erosi dalla fiscalità e da tutte le altre zavorre del sistema Italia, non è più possibile sostenere alcun processo innovativo e neppure rafforzare i mezzi propri delle imprese, ulteriore tallone d’Achille del nostro sistema produttivo. Purtroppo senza innovazione l’appeal dei nostri prodotti tende a diminuire, dissipando il patrimonio del made in Italy. Ci stiamo dando la zappa sui piedi.
La crisi investe tutte le imprese indipendentemente dalla loro dimensione. La Lucchini di Piombino (Gruppo Severstal http://www.severstal.com/eng/ ) dovrà ridurre del 20% la propria forza lavoro, vale a dire 600 fra operai e tecnici su 3000 dipendenti. 600 sono tanti dipendenti quanto quelli dell’Alcoa. Eppure quest’acciaieria esporta la sua produzione di grezzi e semilavorati in tutt’Europa.
Quella italiana è una crisi specifica nella crisi generale europea e colpisce l’intera industria con ripercussioni drammatiche sui servizi. La recessione colpisce indistintamente tutte le imprese, micro, piccole, medie e grandi. Le imprese più piccole soffrono proporzionalmente di più e, poiché il numero totale degli addetti è maggiore, generano il grosso della disoccupazione.
Anche la Fiat sta valutando di chiudere uno stabilimento in Italia per via del crollo del mercato dell’auto. Ma la chiusura, ovvero la pesante ristrutturazione di un grande stabilimento, coinvolge le imprese subfornitrici e centinaia di piccole imprese ed esercizi commerciali che svolgono servizi per le industrie ristrutturate o chiuse e per i loro dipendenti. Si tratta di una vera e propria reazione a catena. Per rendersi conto dell’ampiezza basta fare mente locale ai camionisti, ai tecnici della manutenzione, alle imprese di pulizie, ai negozi e supermercati, ecc.
Non so lei cosa pensi, ma mi sembra che l’enfasi sulla drammatica situazione del Sulcis rischia di nascondere dietro una cortina fumogena migliaia di realtà di imprese grandi e piccole che stanno morendo o devono affrontare ristrutturazioni dolorosissime.
Michela Murgia nel suo Blog invita a chiudere Nuraxi Figus ed importare carbone da Cina e Venezuela ma ci si dimentica che il carbone proveniente dal Venezuela o dalla Cina ha due caratteristiche:
1) E’ estratto in miniere a cielo aperto, distruggendo completamente Habitat, paesaggi, fauna e flora e inquinando terribilmente le falde acquifere per separare il minerale con la flottazione.
2) Nel bilancio della CO2 occorre aggiungere il consumo di petrolio delle meganavi che lo trasportano dall’altra parte dell’oceano Atlantico o Indiano.
Per cui forse sarebbe più ecologico (ed economico se si tassassero correttamente le emissioni di CO2) convertire una centrale a carbone accanto alla miniera di Nuraxi Figus che ha riserve enormi sotterranee e che quindi non deturpa il paesaggio.
Purtroppo la produzione di energia elettrica di Canada, USA e Cina è realizzata per la maggior parte bruciando carbone. Per cui il carbone è (purtroppo) il presente e il futuro dell’industria termoelettrica ed è quindi più “moderno” di quanto molti pensino.
Meditate gente, meditate …
All’amico Paolo Da Lama il 5 settembre 2012 alle 11:46: che descrive quella strana alleanza imprenditoriale all’italiana che ha fatto più danni forse che non i sindacati vorrei solo dire che questo “sistema” rispecchia un po
il modo di aiutarsi che si riscontra tra gli ebrei e i Testimoni di Geova.
E’ cosa anche legittima dal loro punto di vista, ma applicato su scala nazionale dai nostri comunisti-che-non-ci-sono-più-ma-stanno-sempre-la è altra cosa.
E’ anche quello che c’è dietro alla guerra a Berlusconi e la parte sempre emarginata dell’economia che a lui fa/faceva riferimento.
Perche se DX e SX non hanno più senso è invece molto semplice la spiegazione del muro contro muro DX versus SX e si riassume in “il controllo politico dell’economia e la sua mungitura”.
Caro Paolo, pensare che ci sia ancora gente che crede in certi ideali quando questi sono in realtà morti da un pezzo fa anche un po di tenerezza.
Ma a me fa anche parecchio imbestialire.
Buona serata
Leno Lazzari
Paolo Da Lama il 5 settembre 2012 alle 11:46:
I figuri che dice lei sono gli stessi a cui pensavo io ma forse mettere i nomi non è sicuro, visto anche che uno è il capo di Telecom e ricordiamoci dello spionaggio che facevano, più che incompetenti direi approfittatori, hanno preso la polpa e lasciato le lische, la tessera n 1 si è preso però delle buone centrali dell’Enel svendute dal Bersanov, e ora ci stà facendo i soldi a cappellate, vendono l’energia dicendo che è verde e poi hanno le centrali a carbone, l’unica cosa, visto che io sono piuttosto sinistro, è che quelli come miei simili non ce li vedo proprio, per me sono agli antipodi, di qualcuno al seggiolone può anche darsi di no, ma certo il loro cuore non è di sinistra altrimenti non avrebbero fatto quelle cose che hanno rovinato migliaia di persone, con questo non voglio dire che i sinistri siano tutti santicelli, ma per me sono falsi come i soldi del monopoli o forse anche come quelli che abbiamo ora.
Le PMI dice sono la spina dorsale, ma è una spina debole, purtroppo le grandi cose si fanno con le grosse industrie, tipo la ricerca, e qui ne hanno sempre fatta poca perchè magari hanno sempre guardato al soldo subito, fossero stati tutti come Adriano Olivetti forse non eravamo in queste condizioni.
Il capitalismo o libero mercato come intende lei ed altri, alla luce anche dei fatti recenti, pare non sia mai esistito da nessuna parte, così come il vero socialismo, praticamente tutti traditori.
Saluti.
Parole sante caro cuoco…
In questo paese non esiste una risposta, e’ cosi’ e tutte le pecore si adoperano che si cosi’ perche’ il gregge piu’ numeroso sia quello che vince.
Il singolo ha un valore solo quando e’ il loro pastore.
Per loro e’ meglio una settimana da pecora che mille anni da leone.
E pecora non e’ esattamente un parassita, quindi mi scuso con le pecore, quelle vere.
Gentili Signore e Signori, per chi fosse interessato a come quello sciacallo di De Benedetti non sia stato che l’ultimo di una serie, fra quelli che hanno distrutto Olivetti per aver commesso Questa sotto Adriano Olivetti la grave colpa di puntare sull’innovazione e sull’elettronica (per troppi nostri supposti imprenditori di allora e di oggi, due parolacce), un episodio che può essere ritenuto un paradigma della storia dell’industria italiana poiché spiega come NON casualmente in Italia la ricerca sia tuttora ritenuta un optional, propongo l’ interessante lettura di un pezzo scritto da Pier Giorgio Perotto, responsabile dello sviluppo del primo desktop del pianeta ossia il “Programma 101”, che la stessa NASA utilizzò nel corso del suo Programma Spaziale per la semplice ragione che allora gli USA, presi come erano dai super computer, non erano ancora in grado di costruire nulla di paragonabile:
http://www.piergiorgioperotto.it/libriperotto/programma%20101/101pag.htm .
Distinti Saluti,
Egregio Porro, lungi da me avere nostalgia dell’IRI…horribile dictu!Ma lei mi perdonerà se insisto nel chiedrle dov’era lei e tutti i giornali liberisti dieci anni fa, nove,otto,sette,sei,cinque,quattro,tre, due uno… come mai non vi siete resi portatori di una qualche illuminata idea liberista per risolvere non dico i problemi dei minatori che come lei ha fatto notare sono un numero relatovamente alto rispetto al numero di artigiani e piccoli imprenditori che hanno chiuso. A me, l’idea di sentire o leggere sentenze dopo che le cose sono accadute con la saggezza di Jacques II de Chabannes de La Palice fa un po specie e mi fa venire l’orticaria.
Per quanto mi riguarda, e per non sentirmi giustamente rimproverare con il solito : ma tu cosa faresti? Visto che sei così bravo!
Beh…per esempio…fossi il ministro competente, invece di far pagare le tasse alle imprese ed incamerarmele farei come ha fatto e sta facendo il Brasile. Cosa ha fatto di così importante il Brasile?
L’industria cinematografica Brasiliana era assolutamente insignificante ed in crisi; il governo Brasiliano che cosa ha fatto…ha concordato e ottenuto che le imprese versassero tutto o in parte il dovuto delle tasse all’industria del cinema.
Risltato? L’industria del cinema ha ripreso alla grande, le sale cinematografiche si sono riempite e aumentate di numero soprattutto nei qurtieri poveri ma che con il buon andamento dell’economia tendono a diventare classe media.
Questo è solo un esempio, e allora, ritornando alla questione principale, nessuno chiede di tenere aperto in perdita né la miniera ne l’ALCOA a carico della comunità, ma se chi produce invece di dare i soldi allo stato che magari lo sperpera come è sempre avvenuto, quelle tasse le girassero per sostenere un’industria come l’ALCOA o mettere in sicurezza l’acciaieria di Taranto o la riconversione della Carbosulcis o qualsivoglia attività strategica per l’Italia…beh…io penso che non solo dovrebbe essere un dovere da parte dei liberisti aiutare attività strategiche ma anche salvaguardare un intero territorio come il Sulcis gravato da una disoccupazione imponente, dove anche i pastori faticano a sopravvivere…questa volta sì in nome dell’italianità…altro che Alitalia..
Diversi sarebbero gli effetti,1) levare dalle grinfie dei partiti denari, 2) dare sviluppo a territori che da anni stanno patendo la disoccupazione e 3) creare poli industriali in zone depresse ottenendo così anche aiuti Europei.
Certamente è più facile lamentarsi e soprattutto criticare…grande capacità tutta italica…criticare…brontolare senza mai dire nulla e ammantarsi di ideologie..l’importante dare contro al nemico di turno.
GIANNI BO, CAZZO!
C’E’ un tasto che, preventivamente premuto, ti consente di eliminare l’opzione MAIUSCOLE!
Te capì?
Valter
..migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. – E’ la vocazione naturale che li spinge : non soltanto la sete di denaro. – il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre piu’ vaste, migliorare gli impianti, abbellire le sedi costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. se cosi’ non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte la loro energie e investono tutti i loro capitali, per ritrarre spesso utili di gran lunga piu’ modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”
Ricordi a partire dall’infanzia remota…Nella sua interezza era il manifesto in cornice che stava appeso sulla parete alle spalle del tavolo di lavoro di mio padre, piccolo minimo imprenditore di un tempo che fu, liberale nell’animo e nelle azioni più che potè. L’azienda non è finita con la sua vita, un figlio coraggioso l’ha risanata e pure incrementata, contro ogni avversità statalizzata in crescendo; e resiste ancora ma no si sa fino a quando. Il quadro ha solo cambiato parete…Grazie per l’ospitalità.
Luca Berardi il 4 settembre 2012 alle 20:00:
Perchè dice che non ha senso estrarlo, quando non hai niente usi anche la cacca secca per scaldarti, come fanno in molti posti, nemmeno puzza, unico motivo vero per lasciarlo stare dovè è che potrebbe tornare utile in tempi di carestia peggiori di questi, cosa che fanno da tempo gli americani con il petrolio, consumano meno il proprio e lo comprano all’estero, ma loro hanno i dollari che servono per pagare il petrolio e il carbone e noi no, un conto è spendere i soldi in casa propria, un altro mandarli agli altri, per comprare il carbone fuori devi vendere qualcosa all’estero, se usi il tuo no.
Egregio Dott. Porro,
ho trovato interessanti le sue considerazioni su come le inefficienze nella produzione energetica, causate dalla protezione degli interessi di piccoli gruppo di pressione, si ribaltino poi sull’intera società.
Oltre all’azzeccato esempio dei minatori sardi, le propongo quello delle imprese petrolifere, nei cui bilanci, ad esempio, non si trovano i costi per l’inquinamento prodotto dall’estrazione del greggio, sostenuti invece dalla collettività in termini ambientali e sanitari lungo tutta la filiera del prodotto, dalla sua estrazione al suo consumo. Che dire poi dei costi sostenuti, sempre dalla collettività, per l’occupazione militare di importanti aree geografiche ricche di questa materia prima.
In effetti anche nel caso di altre aziende, mi viene in mente il recente caso dell’Ilva, i cittadini tarantini rischiano di pagare, al posto dell’azienda, i danni ambientali prodotti da una fabbrica privata.
Io credo che il suo articolo contenga un’idea interessante, andrebbe solo ampliata ad altri casi analoghi in modo da apprezzarne meglio l’esattezza.
La caccia feroce alle piccole-medie imprese Italiane da parte di tutti i governi e di chi gravita nel loro “ombrello” è diventata ormai una faccenda da psicanalisi, forse da pschiatria; non mi riesce di capire perchè si vuole a tutti i costi distruggere chi tiene in piedi la baracca, evidentemente il detto ” il Signore confonde la mente di chi vuol finire male” è una verità che emerge dall’ esperienza di secoli. Il nostro cuoco cita le sacrosante frasi di Einaudi e ci mancherebbe altro!! d’ altronde chi ha fatto il Rinascimento Italiano? chi ha finanziato le grandi opere d’ arte di cui possiamo vantarci? gli statali? i sindacati? i politici? gli ascari schifosi come Tarantini e/o altri come lui? Giusto che l’ Italia fallisca! se lo merita!!
Sono stato tesserato di Forza Italia alle origini ma sono nauseato dal loro comportamento, Berlusconi si è rivelato “unfit” come ha scritto giustamente Bill Emmott e Tremonti andrebbe messo alla gogna nei secoli a venire per i danni che ha fatto. Non voterò sicuramente per la nostra Sx, la peggiore del pianeta, ma neanche per questa Dx rivelatasi peggiore di qualunque partito statalista, maledetti!!
Mi lasci sottolineare il suo ben detto:
Viva la piccola impresa.
Il Sulcis è il simbolo della stupidità di una serie di governanti e ambientalisti, così come
ILVA (per tutti quelli che hanno sostenuto la validità delle aziende di Stato, salvo poi refilarle a privati amici)
ALITALIA (vedi sopra)
INDUSTRIE produttrici di leghe ferrose (nucleare no grazie!)
INDUSTRIA PETROLIFERA primaria (senza avere pozzi di petrolio ) e chiudendo la secondaria perchè considerata di scarso rilievo.
ALCOA (nucleare no grazie!)
I cretini hanno diritto alla vita , ma non devono comandare!
AD ANTONI EINAUDI DISSE PAROLE CHE A DIR SANTE E’ ANCORA POCO,SARA’ COME DICI SEMPRE CITATO,MA QUESTA CLASSE POLITICA CITARLO E’ SOLO UNA OFFESA ALLO STESSO,QUESTA CLASSE POLITICA NON MERITA NON SOLO NOMINARLO,NON LO DOVREBBE NEMMENO PENSARE.
EGREGIO PORRO,TREMILIONI DI PERSONE,AMMORTIZZATORE SOCIALE,SINO A QUANDO,NESSUNO PARLA DEL STILLICIDIO DI QUESTE MICROIMPRESE,NON FANNO NOTIZIA,FA NOTIZIA VENDOLA CON FUTURA MOGLIE,FINI IL SUBACQUEO,QUANDO FARETE UN TITOLONE IN PRIMA PAGINA PER QUEI TREMILIONI? CHI AIUTA QUEI TREMILIONI,NESSUNO,IL STILLICIDIO CONTINUA.
@Renato
Mi dovresti trasformare una gru da 220V a 380V per tirare su Ferrara!
Sulle rinnovabili sento molte approssimazioni. Mi scuso per la lunghezza della citazioen che segue, ma credo che documentarsi possa essere un buon punto di partenza per ogni discussione.
Per chiarezza sui reali costi delle rinnovabili In merito all’incidenza dei costi del fotovoltaico sulla bolletta, è bene chiarire come è composta, in Euro, la componente “fonti da energia rinnovabile e assimilate”. Riporto qui alcuni dati, facilmente verificabili cercando un po’ tra i meandri dei dati, anche a volte occultati ad arte da chi vuole lanciare messaggi roboanti per sostenere tesi a favore della produzione energetica termoelettrica o, peggio, riportare in discussione il nucleare, che abbiamo bocciato democraticamente un anno fa con un referendum popolare.
L’associazione per le energie rinnovabili (APER) ha condotto uno studio con dati assolutamente dimostrabili e verificabili; ecco di seguito quanto realmente il cittadino deve sostenere gli incentivi dedicati alle fonti rinnovabili.
Considerando una bolletta media di 425 E/anno si può vedere come 31 E siano destinati alle voci A3, A2 e MCT. Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili:
- 5,2 E sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari. Considerato che le 4 centrali italiane sono state “spente” nel lontano 1987, si può facilmente intuire quale sia l’enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (impossibile) del problema scorie;
- 2,8 E vengono regalati alla grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie, per fornire loro energia a basso prezzo. L’Unione Europea ha già multato varie volte il nostro Paese perché questa è una pratica di concorrenza sleale;
- 8,4 E vengono destinati alle cosiddette “assimilabili” ovvero all’energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di Euro per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie.
- Rimangono quindi meno di 15 Euro all’anno, pari a 1.25 Euro/mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico.
Dunque, ecco rivelati i veri costi del fotovoltaico sulla bolletta!!! Vi sembra davvero che possano incidere così significativamente sugli aumenti che ci propinano?
Questi dati sono reali e, come diceva tempo fa il ministro Romani che il 7% in bolletta è per pagare gli incentivi è vero; si dovrebbe però spiegare che questo 7% è suddiviso per sostenere le fonti rinnovabili, ma anche le centrali a carbone, la costruzione degli inceneritori e questo dato si può facilmente vedere sul sito governativo AEEG.
Se nei prossimi mesi la bolletta sarà più pesante non sarà certo per colpa del fotovoltaico ma dell’andamento del prezzo del petrolio al quale il prezzo dell’energia è strettamente legato: di contro se avessimo avuto una maggiore potenza installata da fonti rinnovabili, tale dipendenza sarebbe molto ridotta.
Si dimentica poi di ricordare che il settore fotovoltaico produce gettito per le casse dello Stato e allo stesso tempo la distribuzione di incentivi ad impianti medi e piccoli significa tenere la ricchezza sul territorio.
Secondo Asso Energie Future lo sviluppo dell’energia solare costerà 1,7 euro a famiglia in bolletta elettrica. Il dato smentisce evidentemente quanto sostenuto nella valutazione dei costi delle rinnovabili fatte dal GSE, in cui si prospetta una stangata sulle bollette a causa dell’alto costo degli incentivi. Inoltre, l’obiettivo di avere 8000 megawatt installati entro il 2020 è mediocre, basti pensare che la Germania punta a installare 52.000 megawatt e a oggi ne ha già installati 18.000 megawatt, introducendo anche un percorso di smantellamento del nucleare.
Il fotovoltaico ha portato nelle casse dello Stato circa 50 miliardi di euro e ingloberà tra i 210 mila e i 215 mila nuovi addetti nei prossimi 9 anni per un costo globale di 1,7 euro per famiglia. Dunque, già subito si potrebbero risparmiare 3 miliardi di euro se tutto il papocchio delle assimilate fosse estrapolato dalle rinnovabili, come sostiene Francesco Ferrante (PD):
“Tra gli oltre 3 miliardi di euro non destinati alle rinnovabili che hanno gravato sulle bollette elettriche degli italiani nel 2010 vi sono ben 285 milioni che sono destinati all’eredità nucleare; oltre 1,2 miliardi di euro per il famigerato CIP6, che, seppur in esaurimento, ancora nel 2010 incentivava le cosiddette assimilate, un incentivo al fossile in verità. Inoltre sono da conteggiare le agevolazioni che riguardano le Ferrovie dello Stato, e che lo scorso anno ammontavano a 355 milioni di euro. Tutti oneri, questi, che più correttamente dovrebbero essere sostenuti dalla fiscalità generale, e non in proporzione ai consumi elettrici.”
Nicola Porro il 4 settembre 2012 alle 18:20:
Non capisco per cosa devono spendere 250milioni di euro all’anno, la centrale Enel esiste già e funziona, ci lavora un mio amico e sono tutti neri dal carbone, basta scavarlo e bruciarlo lì dentro, al massimo potrebbero fare un filtraggio migliore dei fumi, ma l’impianto lo fai una volta, e non tutti gli anni, sono stati bruciati fino all’esaurimento giacimenti di pseudocarbone, la lignite che è ancora inferiore al carbone Sulcis, perchè non si può fare anche lì, spendendo sicuramente di meno, quando parlano di carbone pulito si dovrebbero ricordare che NESSUNA combustione è pulita, al massimo meno sporca, qualsiasi caldaista ve lo può confermare e qualche professore anche meglio.
ieri sera ho provato a postare ma non ci son riuscito, almeno credo, se così fosse cuoco riprenderò il post di ieri e lo riscrivo se per lei non è un problema. leggevo ora alcuni post e alcune sue risposte e mi vien da esprimere un piccolo pensiero: l’Italia dei galletti e dai tanti pollai. Un tempo si diceva del bel paese che fosse la terra dei campanili e stava a indicare la moltitudine di comuni presenti sul nostro variegato territorio con una piccola vena di ironia esprimento il fatto che ognuno la vede in modo diverso e si arrivava sempre alla comclusio sa da fare ma non nel mio giardino (discariche insegnano). Vedo in alcuni casi che molti si soffermano su questioni a pare mio futili e osservano a malo modo solo la punta di quel macigno di ghiaccio che rischia di venirci contro e affondarci come il titanic (ma in italia mi sà che il timone è guidato da gente che lo scoglio se lo cerca come al giglio). Le considerazoni da fare credo che siano più profonde e articolate che star qui a singhiozzare su ai giornali danno i soldi o la sardegna va protetta. ILVA di Taranto: ex italsider già dagli anni ottanda esisteva il problema polveri più e più volte denunciato in sostanza trent’anni di inefficienza e immobilismo politico-industriale. Alitalia anni di poltrone date a sacenti a.d.: risultato fallimento e buone uscite milionarie a tutti. Fs vedi alitalia, Alcoa agevolazioni di ogni sorta per pochi posti di lavoro, importanti ma limitati, con gli stessi soldi avremmo pordotto più occupazione agevolandi gli investimenti delle PMI. Alfaromeo ragalata all’avvocato per mantenere occupazione in Italia, risultato problema posticipato di qualche lustro. Cosa balza alla vista anche di una persona prossima alla cecità: mancanza chiara di idee per piani industriali credibili e sostenibili, la salvaguardia di pochi voti elettorali e il clamore della stampa a discapito del contribuente e di tutto il sistema economico sociale, le disfatte industriali del ns paese sono molteplici tra poco vedremo anche cosa ne rimarrà di Finmeccanica che prima ha rastrellato i vari comparti cantieristica, energia, velivoli ad ala fissa e mobile e ora dopo 25 anni di aggregazione e fusioni si presta a smontare il castello in un soffio di vento spingendo anche i vari indotti nel baratro. L’italico paese però non è nel sol levante, noi non ci risolleviamo da terremoti di 6/7 grado e da szunami di portata smisurata in pochi mesi, noi per due scosse riusciamo a pagare ancora le accise su quei disastri dopo 30 anni con situazioni ancora non sistemate ma precarie, con casette di marzapane e soldi che si perdono chissà dove e in progetti che nessuno ben conosce….tutti galletti che cantano e galline che razzano…prima o poi il fattore però se li cucina……….buon pomeriggio a tutti
Gran bell’articolo, struggente e pur troppo specchio della realta’.
Sono veneto e provengo da una realta’ che ha visto nella piccola e media impresa il suo passato. Da ragazzino iniziai l’universita’ auspicando di trovare lavoro in un’azienda della mia citta’, Padova, dove fiorivano piccole realta’ all’avanguardia, non dico tecnologica, ma almeno intellettuale (con c’era magari l’innovazione industriale, ma c’erano grandi idee di sviluppo e competitivita’). Ora invece vivo da anni in una grande citta’, lavoro in una grande industria, dove sicuramente c’e’ tecnologia, ma manca quel coraggio che vedevo nella mia terra anni fa… Ora non mi resta che andare all’estero
Vorrei ricordare a tutti poi una cosa che sembriamo dimenticarci troppo spesso. Il blasonato marchio “Made in Italy”, non e’ famoso per le grosse aziende, ma per l’artigianato italiano… Non e’ famosa la pizza di “Pizza Hut”, ma quella dei ristorantini napoletani. Non e’ famoso lo stile di H&M, ma quello di Valentino. Non sono famose le scarpe della Nike, ma quelle di Vigevano. Non e’ conosciuto nel mondo il designer della Ford, ma Giugiaro e Pininfarina. Non mi dilungo troppo, ma un ultimo esempio spero calzante, l’Italia non e’ conosciuta per la Fiat e la Piaggio, ma per la Ferrari e la Ducati (fatte quasi artigianalmente).
Spero che se ne ricordino anche i nonstri governanti.
Distintamente,
un Padovano disilluso.
Mariolino,
esatto, la grande industria in Italia sta sparendo.
Lei ha fatto due esempi straordinari e pertinenti di politiche industriali poco lungimiranti, gestite da incompetenti farabutti.
Nel caso specifico:
a)Olivetti del De Benedetti con residenza in Svizzera, ladro dei nostri soldi per le sue porcherie.
La Silicon Valley di Ivrea distrutta da questo mostro pseudo-imprenditore con la tessera n°1 del PD che aveva visto nel “fax” il futuro della tecnologia in luogo del computer.
Per completezza d’informazione: il mostro distruggeva Olivetti il cui Amministratore Delegato era un certo Corrado Passera, quell’altro fenomeno osannato dalla sinistra, quello che ha annegato nei debiti Intesa San Paolo (così come l’altro comunista Profumo ha distrutto Unicredit) e che adesso, invece di lavorare, va in giro a fare congressi inutili elencando banalità senza seguito.
b) Pirelli del Tronchetti Provera con simpatie per la sinistra nostrana. Quel Tronchetti che ha visto bene di portare i suoi debiti Pirelli in Telecom, combinando un pandemonio e distruggendo anche quest’ultimo fiore all’occhiello dell’impresa nazionale (veramente la condanna di Telecom l’aveva già annunciata un’altro comunista, tal Massimo D’Alema regalando tutto il pacchetto ad un altro comunista, tal Colaninno).
La faccio ridere, vero? Tutti stì comunisti, stà sinistra…e che sarà mai?!?!
Vede Mariolino, c’è un perchè a tutto.
In Italia il Capitalismo (quello liberista) non è mai esistito.
Quello che intendeva Einaudi, per intenderci.
Ha sempre pontificato una sorta di oligarchia economica a base familiar-mafiosa con connotati di evidente matrice socialista.
Per tradurre meglio: una manica di inciuciari che chiedevano soldi allo Stato (Fiat in primis) i quali, d’accordo con i sindacati rossi, hanno portato alla rovina la struttura industriale del Paese.
Nel frattempo le PMI (la vera imprenditoria, la spina dorsale, checchè ne dica lei), si sono dovute barcamenare per decenni senza protezioni, senza incentivi, tra burocrazia, giustificatissime ed obbligate elusioni fiscali e accuse di crimini contro i diritti acquisiti e sacrosanti.
E la tiritera continua.
Caro Nicola,la realtà è che si sta scontando per gli errori del passato non solo della politica,ma di tutte le categorie sociali e di tutte le attività industriali pubbliche e private,imprese pubbliche e private,artigianato,commercio,pubblica amministrazione centrale e locale,sistema pensionistico privato e pubblico. In una ricorsa a chi poteva ottenere di più. Ora tutti i nodi sono venuti al pettine.Conosciamo bene la situazione,ma non vogliamo saperne di porvi rimedio.La ricorsa continua di chi può sottrarsi di più. E i furbi e i potenti,cioè chi ha i mezzi,percepirono e beneficiarono della baldoria di allora e adesso sono i più restii a restituire parte del maltolto alla collettività.La parola solidarietà è bandita dal vocabolario. Tutti vogliono il liberismo,però finchè gli conviene e poi depreca il liberismo degli altri.Al contrario avviene per lo statalismo deprecato e osannato secondo le convenienze.Non è il sistema che non funziona,come non è la legge elettorale che non funziona: sono gli uomini i guastatori.E in Italia i guastatori sono tutti professori:siamo i primi nel mondo.
Qualcuno si è accorto che radio 24 sta lavorando alla ibridazione della lingua italiana, immettendo sempre più vocaboli in inglese, sittanto che talvolta non si riesce a capire il senso delle frasi che i loro conduttori buoni o mediocri che siano, proferiscono? Nelle delucidazioni di contorno registrate in precedenza è evidente l’immissione progressiva e strumentale dei vocaboli non italiani, allo scopo di pilotare la sensibilità dialettica verso una fattiva ibridazione. Io conosco due lingue estere, inglese e tedesco, ma spesso mi sfugge il senso delle loro discussioni in quanto sono costretto a soffermarmi su vocaboli che nonosco benissimo “parlando in inglese”, ma che arrivando inaspettati disturbano il filo logico. Immagino che coloro non avvezzi alle lungue estere capiscano nulla. Peraltro questa radio di stronzi, concedetemi il termine, sta reinterpretando la storia. Questionando sull’afganistan, una loro giornalista del sabato o domenica mattina (non ricordo esattamente) asseriva che “i crociati entravano nelle moschee uccidendo donne e bambini come fanno oggi i soldati della nato”. Costoro sono impazziti, ma nella babele di una cultura dispersa in un serraglio di fazioni come quello italiano, dove il desiderio di sopravvivere porta ad avvalorare tutto e il suo contrario, ci stanno pure
le elucubrazioni isteriche con voce accorata e melliflua di questa signora, che fanno parte del diritto di opinione. La pratica arbitraria
sulla lingua italiana però non capisco come possa avvenire, senza che un ente preposto intervenga. Quando intervistano, soprattutto nel caso di
politici od opinionisti meridionali, l’adozione penosa dei vocaboli anglosassoni da parte di persone che non conoscono la lingua, è talmente
bizzarra tanto da lasciare sospettare che sia radio 24 a suggerire agli intervistati l’uso dei vocaboli non italiani per adeguare alla loro linea editoriale. Si definiscono la radio della confindustria, ma costoro sono certamente la radio degli imbroglioni e dei nemici della cultura italiana. Purtroppo il sospetto che nelle democrazie sono i lestofanti e i parolai ad approfittarne al meglio, qui è confermato. Italiani vi accorgete che i cattivi maestri razzolano nel vostro giardino fingendo di curarlo, mentre ne stanno tagliando le radici alle piantine più belle?
Ps. non è proprio attinente al tema specifico, ma ringrazio per ospitare la mia riflessione.
@roby55 il 4 settembre 2012 alle 18:01:
Oh, ma non è un’impressione, è una certezza.
Anche se il merito non è del traditore e della sua banda di complici. Lui esegue soltanto degli ordini.
A questo punto anche ALITALIA non fu un bell’affare,ma c’era la campagna elettorale!!
gent.mo nicola,
mi permetto di darti del tu in quanto sicuramente coetanei .
ti ringrazio per avermi dedicato l’inno di Einaudi.
Amaramente però, sono convinto che lo stesso Presidente Einaudi avrebbe usato parole diverse se vissuto nella situazione attuale.
Conoscendo la tua professionalità e sensibilità ti chiedo , a questo punto, di scriverne un’altro e di pubblicarlo al più presto.
in gamba!!!! antonio
p.s. non dar peso a polemiche sterili e pretestuose . spesso chi parla non conosce il sudore del lavoro . da noi si dice ” sape solo chiagne”
HA RAGIONE DA VENDERE DOTTOR PORRO, MA I NOSTRI POLITICI, SONO CIECHI E OTTUSI PURE.
OGNI PAESE SI MERITA I POLITICI CHE MERITA.
NOI ABBIAMO CAPITO DA TEMPO, COSA CI MERITIAMO.
PER I MINATORI, A MIO AVVISO SI DOVREBBE PENSARE, DI NON MOLLARE LA TECNOLOGIA ITALIANA, IN QUESTO CASO, E NON PRIVARCI DI ECCELLENZE STRATEGICHE,QUINDI COME TARANTO,A MIO AVVISO SAREBBE COSA DI UNA GRAVITA’ INAUDITA, E DA PERSEGUIRE PENALMENTE DA NOI ITALIANI,SE LASCIASSIMO CHIUDERE QUESTE DUE ECCELLENZE ITALIANE.
QUINDI BISOGNA COMPRARE E NON VENDERE ASSOLUTAMENTE.
FACCIAMO OGNI TANTO UNA COSA BUONA, PER NOI TUTTI, E PER I LAVORATORI DI QUESTE DUE AZIENDE.
CI CREDO POCO CHE IL PASSERA RIESCA A CAPIRE, E A FARSI SENTIRE CON LA VOCE GROSSA DA MONTI. GLI DEVE TROPPO.PENSARE CHE QUALCUNO LO VUOLE IMBARCARE SUL PROPRIO CARRO POLITICO, MI VIENE DA PIANGERE,COME VEDERE L’OPERATO DEI SINDACATI, IN QUESTI FRANGENTI DI PORTATA STRATEGICA.
POVERI NOI.
GIANNI BO.
@franco epifanio non ho fatto alcuna scuola di giornalismo. Ho imparato sul marciapiede. E come tutti quelli che si sono costruiti una casa da soli, mando felicemente a quel paese fuori dal mio quartierino chi non mi garba. Si chiami tremonti o si chiami epifanio
@gerard capra è l’unico epiteto a prova di querela. Ma prendo atto della sua simpatica beccata e me la tengo un po’ dolarante. A presto
Bravo Porro, concordo su tutto.
Invece di fare del Sulcis un’altra Alitalia, che era un pozzo senza fine di soldi pubblici usati solo a fini clientelisti come in questo caso, basterebbe chiudere un’attività antieconomica come questa e pagare ai minatori il saldo e i contributi fino all’età pensionabile. Sarebbe molto più economico che spendere €250 milioni per 8 anni, una pazzia totale; il costo per “salvare” un’attività strutturalmente in perdita (il carbone del Sulcis ha il 6,5% di zolfo per cui è un carbone “impuro” che va epurato ed amalgamato con carbone migliore, per cui a priori non ha senso estrarlo) è molto più altro dei benefici arrecati a coloro (cittadini)che pagano quello spreco. Come sarebbero meglio utilizzati questi €250 milioni se non andassero a fondo perduto come nella miniera “antieconomica” del Sulcis. Per non abbandonare i minatori basta una quota di quei €250X8 (€2 miliardi) sprecati di molto inferiore da destinare DIRETTAMENTE ai minatori o ad aziende disposte ad assumerli in cambio di sgravi fiscali ed incentivi oltre a corsi di formazione per reintrodurre sul mercato gli ex minatori. Chi non capisce questo è solo ottuso e prono a uno Stato inutilmente sprecone con i soldi degli altri (i cittadini che pagano)
Scusi Dottor Porro mi sono sentito preso in causa, forse ho ( come si dice qui?)…la coda di paglia.
“Un po’ come quelle capre che vengono a brucare da queste parti ritirando fuori la tiritera dei finanziamenti pubblici ai giornali, di cui il Giornale non gode.
Forza un po’ di palle, se ce l’avete, gioustificate i 250 milioni di euro l’anno al Sulcis con argomenti un po’ meno precotti.”
La prego Signor Porro…non mi paragoni ad una capra che bruca da quelle parti ( capra l’ho sentito dire già da altri…Sgarbi, mi sembra ) , ci rimango male, dal mio nome dovrebbe intuire che sono un Gallo, fiero di esserlo perchè l’unico animale che pur avendo tutt’e due le zampe nella…merde…continua a cantare, a fare il fanfarone, ad essere fiero, a credersi il più bello, il migliore e con due..couillons che Lei se li sogna.
Bonne soirée
Fuori tema alla grande, padrone di casa, gentilmente permettendo.
Sono grossi i problemi che ora toccano in maniera palese per tutti il Panzer industriale Krukko.
A parte il fatto che molti di noi ne scrivevamo già da un po, è comunque una situazione per loro inattesa e destinata a influire non poco sull’atteggiamento “eurosolidale” dei crucchi come dei finlandesi.
Gli olandesi già hanno iniziato a scalciare contro il rigore della Kulona.
Ma il grosso e positivo risultato è che tacciono (si vergogneranno ?) quei bloggaroli e politici sinistri che spalmavano il loro fiele sul blog etc per i quali il problema era interno al paese a causa di Berlusconi, non del tutto innocente.
E compravano paginate di giornali per spalmarci su la loro retorica avvelenatrice di pozzi.
Mahhhh ! Che dire, le agenzie continuano a tenerci nel mirino, Draghi e la BCE stanno alzando finalmente la voce e la Merkel sembra inizi a prendere coraggio, e ce ne vuole per affrontare i suoi falchi interni e con le elezioni così prossime.
E M$M vede la luce in fondo al tunnel.
Che sia quella d’un treno che pare venirci “incontro” ?
(battuta non mia ma letta non so dove).
Speriamo che quello di M$M non sia soltanto un abbaglio o “ottimismo istituzionale”.
Leno Lazzari
bravissimo
si deve tenere duro…………………..
Nella speranza che qualcuno capisca che non è aiutando la grande distribuzione la grande impresa che si salva un’economia.
Questi professoroni si ispirano a modelli economici americani non capendo che con noi l’america non c entra un tubo!
@ Nicola Porro
Sarebbe bastato che lei avesse detto di avere trattato il caso Fiat,senza ricorrere ad insulti o offese gratuite,avrei volentieri preso atto.
Veda dott. Porro io non passo tutto il mio tempo a leggere i suoi scritti.
Non facciamo che Lei dott. Porro fa il gradasso per il fatto che è il ” padrone” del suo blog.
Nella scuola di giornalismo non vi hanno insegnato la buona creanza?
Il finanziamento dei giornali è tutta altra cosa e su questo argomento posso essere d’accordo con lei
Un cordiale saluto.
Franco Epifanio
Gentile Mariolino, se la grande industria è in via di estinzione o di delocalizzazione la responsabilità è, in parte, della stessa grande industria che investe tuttora appena lo 0.7% sul PIL in innovazione (nonostante di finanziamenti dallo stato glie ne arrivino molti di più) contro ad esempio il 2.2% di quella tedesca ma in parte anche a causa di scelte, suicide, fatte dall’Italia come per esempio quella sul nucleare.
Quindi non è che qualcuno ci voglia portare via qualcosa, è che le nostre aziende, ma non solo, hanno sempre agito e continuano ad agire all’insegna della botte piena e della moglie ubriaca.
Distinti Saluti,
Sono d’accordo (nemmeno a dirlo) con Porro.
Aggiungo solo che lo Stato, vessando la piccola impresa,non solo è ladro ma anche stupido. Sono infatti convinto che le piccole imprese italiane sarebbero ben felici di caricarsi di lavoro, spremersi come schiavi ed incrementare di una buona fetta il pil del paese, in cambio di qualcosa che sarebbe tutt’altro che proibitivo concedere loro: una tassazione su redditi e contributi meno famelica.
Chissà, forse quando saremo già falliti finalmente ci arriveranno anche i nostri politici.
@Franco Epifanio, non le chiedo molto, basta informarsi un pochino. Ma non troppo. Prima di fare domande retoriche e cretine come ha fatto lei sulla Fiat. Ho criticato in tutti i modi gli aiuti alla Fiat. Ma certo chi non vuole capire cosa scrivo, come Lei, è difficile che si applichi. Faccia una cosa vada a farsi un giro in qualche altro blog. Le sarà più congeniale. Insomma se vuole criticarmi, come molti hanno fatto, utilizzi qualche argomento. Non supposta mia mancanza di critica nei confrotni della Fiat. Un po’ come quelle capre che vengono a brucare da queste parti ritirando fuori la tiritera dei finanziamenti pubblici ai giornali, di cui il Giornale non gode.
Forza un po’ di palle, se ce l’avete, gioustificate i 250 milioni di euro l’anno al Sulcis con argomenti un po’ meno precotti
Egregio Dott. Nicola Porro,
non le sembra di essere un po ripetitivo? difatti solo qualche giorno fa ha messo nel suo blog un argomento col titolo ” O salviamo il Sulcis o salviamo l’economia”.
Dott. Porro ma cosa le hanno fatto i minatori del Sulcis? che colpa hanno loro della situazione in cui si sono venuti a trovare?
Lei parla delle micro imprese che non vengono prese in considerazione dal governo.
Ma dott. Porro,quando i tanti governi passati foraggiavano una grande impresa come la FIAT non con pochi milioni come nella Sulcis ma con i miliardi dei contribuenti per salvaguardare i posti di lavoro,lei è stato altrettanto critico?
Mi creda a volte è facile pontificare sulla pelle degli altri.
Un cordiale saluto.
Franco Epifanio
Paolo Da Lama il 4 settembre 2012 alle 15:46:
In Italia invece è rimasta solo la PMI, visto che quella grossa è stata spesso svenduta agli stranieri, magari concorrenti che poi hanno opportunamente chiuso, oppure lasciata morire, si potrebbero fare decine di nomi, mi viene in mente Olivetti, una volta al’avanguardia nell’informatica, fecero il primo computer da tavolo del mondo, sparita dalla circolazione, Pirelli leader mondiale nei cavi elettrici non esiste più, tutta l’industria chimica, i tedeschi invece la tengono volentieri, ora vogliono far sparire anche l’acciaio, alluminio, tutte le società che facevano grandi macchinari, Ansaldo , Franco Tosi, Ercole Marelli, dove sono finite rispetto a quello che erano, io non sò a chi dare la colpa, ma con le cose piccole e basta non si fà molta strada, anche perchè le tecnologie avanzate richiedono grandi dimensioni e tanti soldi, non è roba da artigiani.
Questa è una zuppa veramente forte al peperoncino. Dovrebbe assaggiarla Monti e la sua scia di prof, che, Dio mi perdoni, ho l’impressione ci stiano portando al baratro.
Tutto giusto…articolo perfetto che fa giustizia delle piccole imprese che sembrano non esistere in Italia e fanno soffrire intere famiglie, titolari e dipendenti ma le stesse cose bisogna dirle per le tante testate giornalistiche italiane.
Qual’è il motivo per il quale in Italia i giornali hanno bisogno di centinaia di milioni di euro dallo Stato, ogni anno, per riuscire a stare sul mercato? …senza contare gli sgravi fiscali fatti ad hoc elaborati sempre per l’editoria italiana.
Cosa ha di liberale questo?
Dobbiamo credere che lo si fà per garantire la…democrazia come qualche imbecille altolocato ha detto? ( quale democrazia…quella che napolitano ha imposto al paese con un golpe e che quasi tutti i giornali hanno assecondato? e i giornali che addirittura hanno lodato questi avvenimenti ( golpe finaziario ) lo hanno fatto perchè ci credevano ( mi ricordo un…FATE PRESTO! ) o il motivo era ed è più terra terra… assecondare sempre il manovratore per i soldi del finanziamento pubblico all’editoria? sia l’uno che l’altro caso, sono gravissimi! si tratta di incompetenza o conflitto d’interesse.
Non mi risulta che le pmi abbiano di questi favori, anzi! in Italia Pmi sono una siglia e basta.
http://www.fanpage.it/finanziamento-pubblico-ai-giornali
Gérard
Gia’ stringono la cinghia,io non ho piu’ buchi nella cinghia,siamo a settembre crisi nera cosi’ mai vista,non ho lavoro,risultato,tutti a casa, anni e anni di lavoro gettati dalla finestra,nell’azienda oltre ad aver messo il portafoglio e l’anima,cosa altro posso fare, niente, aiuti bancari zero periodico anche se capitalizzato,chiedi la sospensione momentanea del mutuo,picche,mi sembrava di essere un mendicante,mai chiesto nulla allo stato per puro principio,come contraccambio lo stato dove si trova?, in sardegna e non solo,lei dice tre milioni di persone sono l’ammortizzatore sociale d’italia,per quanto tempo ancora,a mio avviso a breve,questo stato o governo ci sta’ ammazzando una ad una, lentamente lentamenete,in compenso salva le banche, vedi MONTE PASCHI DI SIENA.
Piu’che una email, mi sembra di aver scritto un elogio funebre.
Nicola, uno di noi.
Ho letto il post e mi sono riconosciuto, però non sono d’accordo. Io, come molti altri, non mollo. Possono farmi quello che vogliono ma non smetterò mai di essere libero, di servire i clienti che trovo e scelgo e di fare quello che amo. Il lavoro è passione, impegno e fiducia nel futuro. Il sistema è talmente lento che cambio e mi adatto a tutte le situazioni. Non mi descrivono al tg, ma chissenefrega. Almeno io quando mi alzo al mattino sono felice, perchè faccio quello che amo e lotto con passione per ottenere i miei obiettivi. Gli altri non lo capiscono, poveri loro. Noi siamo diversi, ci siamo nati cosi.
Gent.mo dott. Porro,
lei ha perfettamente ragione…lo dico perch’e’ anch’io appartengo alla categoria degli artigiani ed ha ragione a considerarli la vera forza del paese…puo’ darsi pure che evadano(ma come ha detto Milton Friedman sono la salvezza dell’Italia, perche’ sottraggono soldi alla macchina parassita ed improduttiva dello stato per destinarli ad attivita’ produttive), puo’ anche darsi che non conoscano l’ISO9000,puo’ darsi che la loro cultura non gli permetta di frequentare i salotti “delle buone idee”, ma sono sicuramente le poche persone con “le palle” che sono rimaste in Italia.
Mi permetta pero’ di contestarle il paragone che lei fa’ con i Lavoratori del Sulcis…anche loro lavorano seriamente infischiandosene della paura quando sono a meno quattrocento e della stanchezza in turni di lavoro massacranti:non sono loro l’errore imprenditoriale…sono solo dei lavoratori…seri…se la prenda semmai con chi li ha messi li’….la storia politica della Sardegna e’ stata dettata da statisti che hanno inperniato la loro cultura ad una economia disastrosa….
@Antonio dedico a lei ai tanti altri commensali di questo post l’unico vero grande inno composto per gente come Lei. Fu scritto da Luigi Einaudi un presidente che a sproposito citano tutti.
..migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. – E’ la vocazione naturale che li spinge : non soltanto la sete di denaro. – il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre piu’ vaste, migliorare gli impianti, abbellire le sedi costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. se cosi’ non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte la loro energie e investono tutti i loro capitali, per ritrarre spesso utili di gran lunga piu’ modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”
@Mario. Bravo bravo porca miseria altro che grandi riforme, qua la più grande riforma è, come dice l’ottmo ostellino, liberare risorse. Non credere per partito preso che l’impresa sia delinquente. E se qualcuno si oppone pubblciamente, l’ho fatto ahimè in tv, alle norme troppo minuziose e burocratiche sulla sicurezza, viene denunciato al pubblico ludibrio come istigatore deille morti sul lavoro.
Egr. Porro,
non me ne voglia per il paragone un pò temerario e forse poco confacente che le vado esponendo.
Sono tornato da qualche giorno dal Giappone.
Una delle cose che più mi ha sorpreso di quel paese, tra le tante stupefacenti, è la possente vitalità dei tanti negozi, botteghe, attività commerciali in genere che popolano il territorio.
Molti di questi sono ovviamente ubicati nei grandi centri commerciali ma ve ne sono altrettanti sparpagliati dappertutto, con orari di apertura spesso lunghissimi che si estendono fino a notte. La quasi totalità dei dipendenti, ma soprattutto dei titolari, è compresa nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni.
Allora, da ingenuo e un pò ignorante, mi sono chiesto: nel paese di Toyota, Suzuky, Honda, Sony, Panasonic, Toshiba, Canon, Nintendo, Sharp, Bridgestone, ecc. ecc. perchè viene lasciato così tanto spazio, opportunità di occupazione e sviluppo dell’investimento nell’emisfero del medio-piccolo?
La risposta, apparentemente banale e sempliciotta, me l’ha data un abitante del posto:”La grande industria è il motore, ma la piccola-media impresa è la benzina del sistema! Senza quest’ultima si muore”.
Capito? Stiamo parlando del Giappone, la terra della grande tecnologia e delle multinazionali.
Inutile poi dilungarsi sul fatto che laggiù vi sono le centrali nucleari e l’energia costa meno della metà e quindi un negozio può restare aperto fino a mezzanotte e che una piccola impresa risparmia notevolmente su una voce predominante dei costi fissi; sorvoliamo anche sulla faccenda che un giovane dipendente costa la metà rispetto all’Italia e che un imprenditore è incentivato e facilitato da un’imposizione fiscale sopportabile e dissuadente l’evasione.
Poi torno in Italia e completo la risposta dell’amico giapponese con una mia considerazione:”…invece io vivo in un paese dove il mio Governo, qualsiasi, in luogo di stimolare e supportare il medio-piccolo, a causa di un retaggio culturale cattolico pietista e vergognosamente socialista, lo considera un evasore a prescindere.
Il mio Governo, inoltre, è così tanto capace da mandare i finanzieri in trasferta, pagati con i miei soldi, per controllare se il bar di Cortina ha fatto lo scontrino perchè è convinto che la crescita dipenda dalla troppa evasione”.
Che imbecillità, che pena, che schifo.
Ottima analisi, niente da dire. Pensate che solo ieri qualche politico ignorante (addirittura al governo) ha parlato di sviluppare la centrale enel a ‘carbone pulito’….è come parlare dell’acqua asciutta !!! E’ dura da digerire, ma nel Sulcis c’è bisogno di un cambio radicale; pur concordando col fatto che non si possono abbandonare i minatori a sè stessi (quelli non sono imprenditori e non hanno mai preteso di esserlo) la miniera và chiusa (personalmente chiuderei anche la centrale enel, ma questo è un’altro discorso). Il problema è che non vedo alternative da offrire ai lavoratori, a causa della pochezza dell’imprenditoria italiana ormai ridotta a un branco di finazieri ( o almeno si atteggiano tali) e con poche poche intelligenze da spendere ….
Sante parole, anche se molto amare.
Caro dottor Porro ormai sono cose arcinote da anni, ma inutilmente.
Aggiunga anche che, ne sono il primo testimone, se cala il lavoro arriva l’agenzia delle entrate e ti distrugge.
Contemporaneamente riesce anche a non restituire quanto avanzato dalla chiusura di una SRL e dopo 14 anni ti dice di aver cambiato l’interpretazione delle leggi vigenti allora.
Purtroppo questi professori hanno peggiorato le cose per tutti.
Dovendo regalare dei soldi a 460 operai perchè non dargli, diciamo, solo 15.000 € l’anno esentasse?
Spenderemmo solo 7 milioni.
Troppo semplice?
cinesi, ci danno dei cinesi credendo di offenderci le pecore comuniste invidiose di noi “cinesi” che per alcuni che scaricano la BMW X5, ce ne sono milioni che tirano il carro.
Io non mi lamento perchè amo quello che faccio, mi lamento del carico fiscale e burocratico: ho subito 10 ispezioni della GdF; l’ultima giovedì 30 agosto quando nessuno lavorava ancora.
Ora mi sto documentando su come ottenere l’attestato di responsabile della sicurezza, obbligatorio, pena l’arresto; capite? l’arresto se non si è abilitati entro il 31/12/2012.
Credono che quando uno avrà l’abilitazione di RSPP non ci saranno più infortuni!!! che pena, l’alibi è questo, il motivo è scucire un migliaio di euro e farci fare 36 ore di lezione da un deficiente che ha il titolo di insegnare come infilare la presa di corrente in un posto senza correre rischi.
Punto 6. Alla grande. Verissimo : flessibilità e capacità di attutire i colpi.
I denti e il pane.
Ciao Nicola.
Una miniera è improduttiva quando finisce il minerale, altrimenti finchè è TUA sono soldi che non vanno in tasca ad altri stranieri, anche se a prima vista sembrano sprecati, nessuno tiene conto della bilancia con l’estero, ma conta eccome.
Purtroppo non è di prima qualità, altrimenti sarebbe sempre conveniente.
Sono considerazioni interessanti e condivisibili.
Ma prevale il criterio della visibilità (o del “chi piange poppa”). Se i 500 minatori riescono ad ottenere la ribalta nazionale diventando un caso mediatico-politico, con tanto di sceneggiate tra taglio dei polsi e arrampicate sui silos, alla fine finiranno per ottenere quello che vogliono (e in questo non ci sarebbe niente di male, almano dal loro punto di vista).
Anche se il comune cittadino si chiede se non era meglio “regalargli” chesso’ la metà dei 500.000 euro euro (250 milioni/500) e chiuderla li. Perchè poi magari tra 4-5 anni saremo nella stessa situazione di oggi.
Ma tornando ad artigiani e similia, finchè soffrono e chiudono in silenzio e non attirano il faro mediatico sulle loro problematiche, difficilmente otterrano qualcosa, neanche 5 euro, altro che 500.000
Questa riflessione la feci nel penultimo post,e pensandoci forse sono arrivato alla ragione percui Sulcis fa rumore e l’artigiano che chiude e che mette a casa 14 dipendenti no.
La mia ragione è che ci sono zone monosettoriali,cioè si produce solo tessile,altre solo scarpe,altre solo indotto automotive,altre solo alimentare,e zone polisettoriali cioè con un insieme di economia molto variegata che va dal tessile,all’argentiero,per arrivare al mobile fino alla metalmeccanica.
È chiaro che la prima,cioè la monosettoriale è più vulnerabile,cioè se quel settore non traina più si hanno famiglie per la strada,in quanto oltre quel settore non esiste altro o peggio ancora si possono avere moglie marito e figli nella stessa fabbrica,chiusura significa caos.
La secona invece la polisettoriale è costituita da una serie di piccole imprese variegate che se un settore non va non e detto che gli altri venti arretrino,anzi può capitare che con i nuovi mercati abbiano trovato da esportare e quindi assumere,quindi se una dittarella di 15 persone chiude in questa zona è facile ricollocare le risorse umane senza impiego.
È chiero che in sardegna in quella determinata zona c’è solo Alcoa,Euroalluminia ed il Sulcis con tutto l’indotto che gira lì,è chiaro che lì una ricolocazione delle risorse umane è difficile,così come per i negozi,bar,ristoranti tirare avanti senza denaro che gira.
Secondo me quindi meglio dare aiuti in quelle condizioni,anche perchè l’alternativa è lo spopolamento,e l’emigrazione,quando poi le zone sono altamente inquinate,al punto che sia attività di pastorizia che di agricoltura non sarebbero possibili,tantomeno turistiche.
Bravo.
Già. In più le PMI sono anche quelle che fanno paura ai nostri cosiddetti “partner” neuropei, e infatti vengono sistematicamente boicottate sia in sede neuropea (ci si ricorderà le molte battaglie, purtroppo spesso di successo, per vietare di fatto le nostre microproduzioni), sia, ancora più grave, in sede di dittatura italiana. Con il traditore, poi, la situazione è ovviamente peggiorata, dato che prende ordini dai suddetti “partner” neuropei che mal sopporterebbero di essere ancora surclassati da uno scalcagnato e disorganizzato (secondo loro…) piccolo artigiano italiano.
La verità è che se ci fossimo tenuti fuori dalla neuropa e nonostante la pochezza della “classe dirigente”, probabilmente ci saremmo comprati buona parte del continente. In contanti. Ed ecco spiegato perchè a suo tempo siamo stati accolti a braccia aperte.
Caro Cuoco,
Cosa ti devo dire?
Sono talmente commosso da avere le lacrime agli occhi.
E’ proprio quello che sta succedendo ma prima o poi anche la microimpresa non ce la fara’ piu’ e ci siamo molto vicini…
CARO PORRO LEGGO TUTTI I TUOI ARTICOLI CON INTERESSE IN QUANTO SONO SICURO DI LEGGERE PAROLE SAGGE ED ETICHE , PERO MI DOMANDO PERCHE PERSONE COME TE NON CERCANO IN TUTTI I MODI DI SCOMUNISTIZARE QUESTO PAESE BELLISO E FATTO DI PERSONE LABORIOSE CHE NEGLI ANNI HANNO COSTRUTO IL BENESSERE CHE QUESTE CARIATIDI DI SINISTRA CONTINUANO A DISTRUGGERE.
caro nicola, la verità che hai raccontato è l’esempio di come il paese reale si differenzia da quello immaginario dei palazzi romani. purtroppo tu sei tra i pochi che ricordano con chiarezza questa realtà enorme. nessuno nei mass media e tra i politici ha ben chiara la situazione dell’italia. forse il paese non lo conoscono davvero. la distruzione del tessuto produttivo avanza giorno dopo giorno . lo dico con certezza perchè sono uno di quei muli che ogni giorno va a lavorare a salerno con i suoi 15 collaboratori nell’azienda tenuta in piedi con il sacrificio e l’abilità di tutti. ormai ci diciamo: speriamo bene!!!!! come si fa impresa nel dire ciò?? saluti antonio
Chiaro e preciso … per quale motivo lo stato debba occuparsi di estrazione di carbone fabbricazione di alluminio costruzione di navi resta per me che ho purtroppo (vivendo in italia a volte e’ come parlare da soli) una formazione liberista una situazione che trascende dalle mie capacita’ di comprensione.Come un individuo possa trovare sollievo dal fatto che lo stato si occupi di lui (un po’ come si ci occupa di una vigna) che lo mantenga vivo e in catene in una infrastruttura simile a Matrix resta per me un enigma.
Aiutatemi voi a capire …
Grazie
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Come nella gerarchia di un formicaio,siamo le formiche operaie e la nostra vita non vale niente…