Chiudono l’Ilva. Chiudiamo l’Italia
Tanto vale chiuderla, l’Italia. Stop. Fermiamo tutto. Blocchiamo, serriamo, sigilliamo. Ieri i giudici di Taranto a questo nobile intento si sono attenuti. La forma della legge sarà rispettata. Non lo mettiamo in dubbio. Ma già i romani insegnavano: Summum ius, summa iniuria. E cioè il massimo del diritto può rivelarsi il massimo dell’ingiustizia. Non ricapitoleremo tutta la vicenda dell’Ilva di Taranto. Ciò che ci interessa è che sul piazzale di quella ditta ci sono prodotti per circa un miliardo di euro. E che i magistrati, per la terza volta, si sono di fatto opposti alla loro vendita. Nonostante una leggina ad hoc (e nella specialità di questa norma ci sarebbe il germe infetto) fatta dal governo Monti alla vigilia di Natale, i giudici di Taranto non hanno tolto i sigilli. La storia è scritta. La più importante azienda siderurgica italiana è praticamente morta: 6 miliardi di fatturato realizzati in Italia che vanno in fumo, 50mila dipendenti a spasso. È questione di giorni. In cassa la società dei Riva ha meno di 50 milioni: poche settimane di aria. Non c’è ancora nessuna sentenza definitiva. Ma indagini in corso. E l’oggetto del contendere, in questo caso, non è l’inquinamento ma semmai il suo prodotto.
La giustizia è cieca, si dirà. Ma anche al dettato del legislatore, che prevedeva lo sblocco di quei sigilli. C’è da piangere, ma piangere per davvero. Il caso Ilva è un simbolo. Quante imprese in Italia, che non fanno notizia, sono trattate con il metodo Taranto? Un lettore sempre pugliese ci ha scritto pochi giorni fa di aver subito un sequestro cautelare per una partita importante di olio extravergine. Ha perso la sua esportazione in America. Dopo poco è stato liberato (l’olio) perché erroneamente coinvolto. Nessuno ovviamente paga gli errori commessi. D’altronde perché i magistrati dovrebbero comportarsi diversamente da come fa lo Stato nei confronti dei privati? Pensate un po’ alla follia dell’inversione dell’onere della prova in materia tributaria: in cui è il contribuente a doversi giustificare e non l’amministrazione a dover provare. E i pagamenti? Lo Stato può soddisfare i crediti quando più gli aggrada. Siamo schiavi davanti ai burocratici. Siamo noi al loro servizio e non loro al nostro. È tutto sottosopra. Bottegai, commercianti, imprenditori che ancora intraprendono non sono degli eroi, sono dei disperati. Non hanno alternativa. Il nostro apparato statale così imperfetto ci vuole così perfetti che viene una rabbia incontrollata. Si chiama Leviatano.
Chi può scappa. Basterebbe guardare le statistiche. In cinque anni abbiamo perso un quarto della nostra produzione industriale: volatilizzata. In compenso nel 2010 (dati Istat) le imprese italiane hanno dovuto fare di necessità virtù e produrre all’estero. Scappare da Taranto ma anche da Varese o Trento. Le nostre mini multinazionali danno da lavorare all’estero a circa un milione di persone, per un fatturato da 220 miliardi di euro. Un gruppetto (circa cento) di piccoli imprenditori veneti capeggiati da un giovane artigiano di Vicenza (Sandro Venzo) hanno preso un pullman e sono andati nella vicina Carinzia per impiantare le proprie fabbriche.
Continuiamo così. Il lavoro ce lo troveranno magistrati, funzionari, direttori, impiegati della pubblica amministrazione. Che un giorno si sveglieranno e si accorgeranno che i loro stipendi non li paga più nessuno. L’Italia è chiusa. Se ne è andata.

COME SIETE bravi E preparati, MI FATE TROVARE IL piatto pronto-
lA MIA LETTERA NON VUOLE OFFENDERE NESSUNO NE TANTO MENO CERCARE DEI CAPRI ESPIATORI–
MI HO SEMPRE CHIESTO E TUTT’ORA LO FACCIO-
TARANTO, BARIRI E OLTRE, DA ANNI LE PECORE MORIVANO
PER L’INQUINAMENTO, I PASTORI RECUPERAVANO LE CARCASSE E LE IMMETTEVANO……… HAI CAPITO no?-
CON IL PASSAR DEGLI ANNI MUOIONO ANCHE LE PERSONE-
MA QUESTE ANCORA NON LI MANGIANO-
MA LORO DICONO:( SE CI LASCIANO A CASA COME FACCIAMO A VIVERE?)- IO POTREI RISPONDERLI- FORSE CERCARE ALTRO LAVORO ANCHE FUORI DELLA PROPRIA ZONA- NESSUNO PERO’ SI DOMANDA- TUTTE LE COSTRUZIONI FATTE IN QUELLE ZONE- ABITATI DA OPERAI ANCHE SVOGLIATI NEL LOAVORO- FATTI CHE SI SONO VERIFICATI NELLA MIA AZIENDA- IL DRAN -DRAN- ANDAVA BENE PER TUTTI- TU FAI COSI’ IO TI SEGUO-
RAGAZZI LA VIA E’ COSI FATTA- C’E’ CHI LO CIAPPA NEL CULO CHE SE LO TENGA- NON C’E’ SINDACO CHE TENGA- VI FACCIO I MIEI AUGURI, FINCHE’ C’E’ L’ILVA CI SARA’ SEMPRE INQUINAMENTO- MA VOI LA PENSATE DIVERSAMENTE- FATE COME MEGLI CREDETE-
UN CARO VOSTRO AMICO CARLO
Non e viene in mente che la colpa della febbre non può essere attribuita la termometro, ma alla malattia in atto?
Fuor di metafora, forse sarà il caso che manager e politici non sono adatti a quello cui sono preposti.
Adatti, ovviamnete, è un eufemismo.
BOLLETTINO DI GUERRA. IERI A MARTINA FRANCA…CITTADINA A 20 KM DALL’ILVA
MARTINA FRANCA – Ieri, mercoledì 6 febbraio, sull’albo pretorio del comune di Martina Franca, è stata pubblicata un’ordinanza del Sindaco Franco Ancona che allerta le zone E, F e G del territorio comunale sul rischio di contaminazione degli alimenti di origine animale da diossine e PCB-DL.
“Considerato che – si legge nell’ordinanza – la tutela della sicurezza alimentare in fase di produzione primaria di alimenti di origine animale è ampiamente assicurata dai controlli dell’ autorità competente che attua vigilanza, sorveglianza e monitoraggio continui, nonché dello stesso operatore del settore alimentare che attua corrette prassi igieniche e, se del caso, autocontrollo, come previsto dalla normativa vigente ( c.d. pacchetto igiene) e considerato che settori diversi da quelli delle filiere agro alimentari ufficiali sottoposte a controllo, quali il prelievo di lumache e selvaggina e l’allevamento di galline ovaiole detenute per autoconsumo, presentano un rischio difficilmente controllabile per la tipologia propria dell’attività – continua l’ordinanza – si rende, pertanto, necessario divulgare divieti e consigli in merito alla prevenzione del pericolo della contaminazione in questione“.
In seguito all’attività svolta dal Servizio Veterinario nell’ambito dell’analisi del rischio nel settore della produzione primaria degli alimenti di origine animale riferito alla contaminazione da diossine e PCB-DL ed in particolare a seguito delle risultanze analitiche del piano di monitoraggio del 2012 effettuate in tre aziende situate nelle Zone E, F e G, il detto territorio di questo Comune risulta esposto al rischio di contaminazione.
Il Servizio Veterinario della Asl di Taranto ha chiesto l’adozione di provvedimenti di divulgazione delle procedure di prevenzione, così come confermato alla fine dell’ordinanza dove si precisa “Tanto per doverosa divulgazione“, limitatamente alle zone E, F e G del territorio del Comune di Martina Franca che rientrano nel raggio di 20 Km. di distanza dall’area industriale di Taranto.
Pertanto, nelle zone in questione, si consiglia:
• di evitare la raccolta di chiocciole in terreni incolti;
• di evitare la caccia di esemplari di fauna selvatica stanziale, che abbia avuto accesso ad alimenti potenzialmente contaminati per lunghi periodi di tempo;
• che l’allevamento di galline ovaiole o di altri volatili da cortile per autoconsumo venga attuato con rigorose cautele, in particolare evitando di far razzolare gli animali in zone esposte alla contaminazione ed integrando l’alimentazione animale con mangimi sicuramente esenti da diossine e PCB-DL.
Ma il problema della diossina a Martina Franca non è una novità. Nel marzo del 2008 Peacelink presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto dopo aver fatto analizzare un pezzo di formaggio locale che risultava contaminato. ”Diossina non solo a Taranto – affermò Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione Peacelink – ma anche nei pollai di Martina Franca“.
Negli anni successivi si occupò della questione anche l’allora sindaco Franco Palazzo che, in seguito ad un articolo pubblicato sul Corriere del Giorno, datato 15 ottobre 2009 e intitolato “La diossina è arrivata nei pollai di Martina Franca“, in merito al ritrovamento di valori oltre la media in un allevamento di uova in contrada Guardarello (San Paolo), inviò una nota al dirigente del dipartimento di prevenzione Asl di Martina Franca scrivendo: “Ho appreso dalla stampa di una situazione di possibile allarme per la comunità, riguardo alla presenza di diossina, che sarebbe stata riscontrata in alimenti prodotti nel nostro territorio. Le chiedo di informarmi al più presto in proposito, anche sugli eventuali provvedimenti da prendere”.
DA “IL FATTO QUOTIDIANO” DEL 6 FEBBRAIO 2013
Mare inquinato, l’Ilva di Taranto dà la colpa al vento
Ancora inquinamento a Taranto. Questa volta riguarda il mare. Una chiazza nerastra ha sporcato il mare nella zona portuale interessata allo scarico delle materie prime che alimentano il ciclo siderurgico dell’Ilva.
L’azienda ha dichiarato che il materiale è caduto in mare perché c’era vento.
Ma è una buona comunicazione giustificare quanto è accaduto addossando la colpa al vento?
Ilva, in tal modo, ha ammesso di non aver applicato le prescrizioni dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che prevedono lo scarico dei materiali con tecniche che evitino la dispersione delle polveri nell’ambiente e in mare.
Constatiamo inoltre che rimangono scoperti i nastri trasportatori che trasferiscono le materie prime dal porto alla fabbrica (nei “parchi minerali”). Quei nastri trasportatori dovevano essere coperti il 26 gennaio 2013 in quanto l’AIA dava 3 mesi di tempo a partire dal 26 agosto 2012.
Ma questa dei ritardi è una storia vecchia.
Vendola aveva più volte declamato – come presidente della Regione Puglia – di aver inserito tale copertura nell’atto di intesa del 2006, senza tuttavia far controllare che il tutto fosse effettivamente realizzato.
Ma a rassicurare Vendola c’erano dei bei volumi patinati dell’azienda. In uno di questi, stampato nel 2010, l’Ilva diceva di aver realizzato nel 2009 la copertura dei nastri trasportatori, lo si legge a pag. 5.
A Vendola tanto bastava.
Controllare che ciò fosse avvenuto era impresa ardua, occorreva arrampicarsi molto in alto.
Oggi scopriamo che tale copertura non è avvenuta in modo integrale e che è una parte “sofferente” dell’AIA. Come pure non è avvenuto il cambio radicale di scarico della nave che superi il rudimentale sistema della benna, che disperde le polveri al vento.
La questione di cui parliamo non è tanto tecnica: è una questione di credibilità delle istituzioni.
I cittadini non possono andare a controllare, ma le istituzioni che firmano intese sì: devono farlo.
E’ la questione su cui il gip Todisco si impunta, e ha ragione.
Occorreva in particolare un sistema sigillato che senza benne portasse su un nastro direttamente dalle stive delle navi ai parchi minerali le materie prime, completamente coperto e senza dispersione alcuna di polveri, come accade in altri porti evoluti.
Nell’AIA del 2011 era previsto di intervenire, dato che nel 2009 la magistratura aveva posto sotto sequestro quell’area di scarico (con facoltà d’uso). Va ricordato che il 7 aprile 2011 era stato siglato un accordo fra il sindaco di Taranto Stefàno, il contrammiraglio Giuffrè (Autorità Portuale), il capitano di vascello Zumbo (Capitaneria di Porto) e Archinà (Ilva) allo scopo di adottare “idonei sistemi e procedure atte ad evitare ovvero contenere la caduta in mare di materiale minerale e fossile”.
Che ne è stato di quell’accordo?
Non lo sappiamo.
Prevedeva una spesa di 600 mila euro.
Andrebbe chiesto in primo luogo al Sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, che ha firmato quell’accordo con Girolamo Archinà, portavoce dell’Ilva attualmente in carcere.
Ancora una volta siamo di fronte a un pezzo di carta con un impegno di cui non si conoscono gli effetti. Mentre in mare anche oggi si è inquinato: per colpa del vento.
Venga….venga. Tutti i giorni succede qualcosa. Non c’è da annoiarsi.
(ANSA) – TARANTO, 5 FEB – Uno sversamento di carbone si e’ verificato nelle acque del secondo sporgente del porto di Taranto, gestito dall’Ilva. L’incidente e’ accaduto durante lo scarico, da una motonave battente bandiera panamense, di 81mila tonnellate di minerale destinate al Siderurgico. Per le operazioni di bonifica sono al lavoro mezzi e uomini della societa’ ‘Ecotaras’, esperta in disinquinamento. In corso analisi dell’Arpa in mare e accertamenti della Capitaneria; area circoscritta con panne galleggianti.
Sig. Porro……venga a vivere a Taranto
TRNEWS.IT 4 febbraio 2013 Cronaca
TARANTO – Risvegli di paura per i tarantini. Di nuovo, come più volte è successo in passato, la città si è risvegliata avvolta in una nube di gas. Il forte e cattivo odore è stato avvertito praticamente in ogni zona della città, fino ai quartieri di periferia.
Diverse decine di chiamate hanno intasato, alle prime luci dell’alba, le centraline della sala operativa dei Vigili del Fuoco.
Spaventati i cittadini hanno chiesto spiegazioni dell’odore di gas nauseabondo e quasi soffocante. Spiegazioni che arriverrano dall’ARPA. I pompieri, infatti, hanno immediatamente avvertito l’agenzia di protezione ambiente regionale mettendo così in moto la macchina dei controlli.
Oramai una prassi a Taranto. Città industriale o meglio, una città quasi inglobata dall’industria e che, soprattutto, negli ultimi tempi, a causa di tutta la vicenda Ilva e del disastro ambientale e dei dati sul tasso di mortalità per malattie da inquinamento, è in allarme per l’aria che si respira.
Del resto non è la prima volta che si avvertono odori, così forti, di gas in città. Da ARPA Taranto hanno spiegato come i controlli sono stati avviati, sia come rilevazione dei dati delle centraline per il monitoraggio, che sulle aziende. Gli esiti arriveranno entro le prossime 48 ore. Potrebbe trattarsi di dispersioni dovute all’attività di manutenzione, oppure di carico e scarico prodotti nella raffineria.
“Certo è che le dispersioni odorigene – fanno sapere – non sono affatto cosa normale”.
Frustrata ed annichilita? No, ammalata.
Lavoro sporco
Cercare di vivere come se questo fosse l’unico bene a disposizione.
Se in questo momento un giudice avesse chiuso il Monte dei Paschi di Siena cosa sarebbe successo; nessuno mi pare si è mosso!
In fondo, parlando di veleni, perché di questi si tratta in ambedue i casi, non si comprende quale sia più dannoso o nocivo.
L’indignazione di uno o dell’altro è un sentimento che vuole essere superato dalla ricerca di soluzioni che siano eque per tutti e non solo per una parte che vedo si sente frustrata ed annichilita.
In un momento in cui sono milioni i disoccupati direi che il male minore è di lasciar lavorare gli uni per non essere schiavi, poi, tutti!
Taranto, la scuola che respira diossina:
“Qui il doppio dei veleni previsti”
Si tratta di una contaminazione recente e non dovuta alla passata produzione. Le aule vicinissime agli stabilimenti Ilva. Nei nuovi dati Arpa il boom delle sostanze tossiche
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/01/26/news/taranto_la_scuola_che_respira_diossina_qui_il_doppio_dei_veleni_previsti-51313261/?ref=HREC1-7
TARANTO
NELLA MIA CITTA’ NON SI PUO’
non si può lavorare, non si può pascolare, non si può coltivare, non si può pescare, non si può scioperare, non si può allevare, non si può protestare, non si può circolare, non si può studiare, non si può mangiare, non si può giocare, non si può atterrare, non si può credere, non si può delegare.
A molti è stato detto anche … “non si può curare”
a mariolino
Hai colto nel segno: tutti al di sopra delle parti e contro i magistrati QUANDO SONO COSTRETTI AD INTERVENIRE. Ma domani?
Ciao.
oggi cataldo ranieri non c’è? è andato a milano a piangere per non fare la fine di bagnoli. forse è tardi, il 12 del mese prossimo si avvicina e lo stipendio si allontana. coraggio, cataldo ranieri, si troveranno soluzioni alternative… come a bagnoli.
taranto il 25 gennaio 2013 alle 00:11
IO non ho mai detto ne pensato che dalle acciaierie esca Chanel n5 o altro simile, dico che impianti del genere inquinano per loro stessa natura, al massimo lo puoi mitigare, qui dopo che rifecero la cokeria le cose sono migliorate, io ci ho abitato davanti per diversi anni, la polvere nera di carbone e minerale la conosco bene, indagini epidemiologiche sono state fatte anche qui e risulterebbe che eventuali aumenti sono compatibili col margine di errore, anche mia madre è morta di cancro ma a quasi 80 anni, invece mio nonno dopo aver lavorato qualche decennio li dentro è morto a 95 di vecchiaia, e mio padre è morto lì, ma di morte violenta.
IO ho visto molte foto di cosa era il lavoro lì dentro prima della guerra, anche di quella del 15, i lavori peggiori li facevano fare ai carcerati del locale istituto, veri lavori forzati, ora è sempre un postaccio, ma non confrontabile con quei tempi, vorrei vedere dai nostri concorrenti indiani e cinesi come sono, perchè ora dobbiamo fare i conti con loro, ho visitato anche un paio di opifici cinesi, non inquinanti, ma giravano le guardie con lo scudiscio all’interno, poi.
comunque io ho visto in Usa, dall’esterno naturalmente, impianti del genere, ed erano polverosi e puzzolenti come quelli di qui, forse l’unica soluzione è farli più lontani dalle case, ma lo stesso problema esiste anche per molte altre produzioni, qui è già sparita l’industria chimica, se sparisce l’acciao finisce anche la metalmeccanica, ricordiamoci sempre che di solo turismo non campa nessuno.
La soluzione non la conosco, ma la chiusura delle ultime due acciaierie italiane andrebbe certamente bene ai tedeschi, che intanto hanno riavviato dei forni e aumentato la produzione, puzzolente anche da loro, forse un pochino meno.
Invece ho notato una notevole e precoce moria, anche in giovane età, sia per tumori di vario genere e infarti, trà i miei colleghi della centrale termoelettrica, che inquinava pure quella, e sicuramente con un livello di onde elttrromagnetiche molto elevate, nessuno se ne è mai voluto occupare, neanche il sindacato, a mio personale avviso siamo oltre livelli normali per l’età, parlo di diverse decine di persone su poco più di 300, l’ultimo è stato seppellito poco fà, forse è un tasto troppo pericoloso da pigiare.Saluti e salute, la cosa principale, io per ora stò benino ma domani?
Visto che qui si sta bene…
Scambio casa al Rione Tamburi e impiego all’Ilva.
Scambio anche amici e parenti, vorrei che i miei vivessero come mediamente avviene in Italia.
Scambio anche il mio DNA modificato grazie all’emissione di sostanze genotossiche da parte di impianti industriali.
Attendo le vostre proposte, sono certo che ne giungeranno tantissime.
P.S.: Porro, stia attento a non confondere i Giuseppe quando passerà le carte al suo legale. Io sono quello dei primissimi 2 commenti inviati non appena postò questo “meraviglioso” articolo.
a mariolino
Ti rimando il primo link che non si apre:
http://www.corriere.it/inchieste/o-fabbrica-o-morte-destino-citta-che-vive-l-ilva/89dcdfb0-00e3-11e2-821a-b818e71d5e27.shtml
a mariolino
Cosa vuoi che ti dica? Un’acciaieria non è uno strumento di morte a prescindere, dipende anche dalla sua collocazione geografica, dalla sua esposizione ai venti, da come viene costruita e soprattutto da come viene gestita, grande o piccola che sia.
Se già il direttore dell’ex Italsider era stato condannato per le polveri provenienti dai parchi minerali, un motivo ci sarà.
Se i Riva e l’ex direttore dell’ILVA Capogrosso erano stati già condannati per reati legati all’inquinamento, un motivo ci sarà.
Se l’ex responsabile delle relazioni esterne Archinà viene definito “mago degli insabbiamenti” dallo stesso Emilio Riva durante un’intercettazione telefonica, un motivo ci sarà.
Per il resto a Taranto non si inventa nulla, si ascoltano oncologi e ematologi, si guarda nelle famiglie che si conoscono, si guardano i reparti pediatrici degli ospedali e si leggono i dati forniti dal ministero della salute che confermano molte cose:
Studi epidemiologici
Qualità dell’aria
Se davvero dalle vostre parti non ci sono problemi, le risposte possibili sono due: o da voi i fattori che influenzano un’acciaieria che ti ho elencato prima sono tutti positivi, oppure vi nascondono qualcosa come hanno fatto a Taranto per 40 anni, con tutte le debite proporzioni che si addicono ad un comune 7 volte più grande.
Di più non posso dirti, se non che augurarti buona visione (se ti va):
O fabbrica o morte, il destino della città che vive con l’Ilva;
A Taranto, la vita impossibile tra i veleni dell’Ilva.
Saluti.
In 14 mesi la disoccupazione e’ passata dall’8% al 12%. Di situazioni come quella di TA in giro per l’Italia ne troviamo quante ne volete. Che fosse necessario intervenire per tutelare la salute non v’e’ dubbio. Tuttavia detto questo, se mandiamo sul lastrico migliaia di famiglie nella condizione in cui siamo (poco importa come), decine di migliaia di persone avranno problemi a mettere in tavola 2 pasti al giorno. Io direi che conviene continuare a lavorare (e vendere) intervenendo in maniera immediata e coordinata. Certo, gli incapaci con le tessere di partito non lo … sanno fare. Toccherebbe riconoscere le capacita’ di coloro che “sanno fare” (ai quali non interessa di farsi vedere) e metterli in condizione di fare. Fare e basta. E non e’ una questione di schieramento, solo di onesti amministratori. D’altra parte se interventi giudiziari in stile Taranto continuano o si verificano altrove, del Bel Paese restera’ molto poco da amministrare.
Taranto, dimenticavo, se vuoi vedere come è e quanto è più vicina alle case, praticamente quasi in centro, si vede benissimo con Google maps messo su satellite, è più piccola, ma più vecchia ed anche la cittadina è come una frazione di Taranto., può darsi che il fumo pro capite sia più alto qui.
taranto il 24 gennaio 2013 alle 00:35:
Alora davvero non ci capiamo, se fosse possibile ti manderei le foto fatte dalle finestre della casa di mio fratello e vedresti che il muro di cinta è a 10 metri, la larghezza della strada, poco più in là cè l’acciaieria intesa come impianto, quello con i convertitori così hai capito, che spesso e volentieri butta fuori sai quel polverone rossiccio specialmente di notte, quando mandano l’ossigeno puro nela ghisa per trasformarla in acciaio, io in quella casa ci sono nato, molti anni prima che nascesse l’acciaieria a Taranto, io dico solo che se fossero reali al cento per cento le morie che dite, qui non ci dovrebbe essere più nessuno vivo, visto che questa fabbrica è nata ripeto a metà dell’ottocento, la più antica d’Italia, ti risulta che allora stessero attenti all’inquinamento.
Anche qui quando tira il vento forte dai parchi minerali lo stesso a cielo aperto, come da tutte le parti meno che in qualche centrale termoelettrica, il polverone arriva eccome se arriva.
Guarda che anche qui si muore di tumori, ma come da tutte le parti, bisognerebbe riuscire a calcolare se cè effettivamente un’abnorme aumento, un amico di mia figlia è oncologo, abita qui e a precisa domanda non ha mai detto cose così tragiche come dite voi.
Chi te lo ha detto che qui non sono state fatte inchieste e controlli, è pieno di centraline da tutte le parti, e lo sò benissimo perchè i dati arrivavano in tempo reale dove lavoravo io, centrale Enel, e all’arpat, h24, e la manutenzione la facevano i nostri tecnici insieme a quelli dell’arpat, e ci sono dai primi anni 70.
Dove ci sono gli scarichi a mare è stato fatto anche un porticciolo da diporto, o qua siamo tutti idioti, cosa possibile, o cè qualcosa che non mi torna.
Anche qui è a rischio chiusura, ma per altri motivi, solo che da noi non gioisce nessuno, come se non bastasse abbiamo anche Mittal con la fabbrica di lamiere, e la Dalmine con i tubi zincati.
I confronti invece vanno fatti, inutile che i giudici, persone assolutamente incompetenti, chiedono magari cose ancora da inventare e che non esistono da nessuna parte, io ho visto acciaierie in America e fumano come le nostre, e le centrali anche di più.
Ha fatto un articolo senza citare nessun passaggio delle perizie chimica ed epidemiologica.
Possibile che un giornalista come lei non è in grado di citare un passaggio così fondamentale nella vicenda ILVA?
Si ricordi che l’acciaio di tutto il mondo non vale la vita di un solo bambino.
Se le cosi dette “grandi firme” del giornalismo italiano sono a questi livelli allora è giusto togliere i finanziamenti all’editoria. Non ne sentiremo la mancanza….
Le cito le conclusioni della perizia epidemiologica, legga attentamente e poi si guardi allo specchio:
“L’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte. I modelli di analisi messi a punto hanno consentito di stimare quantitativamente il carico annuale di decessi e di malattie che conseguono all’esposizione all’inquinamento”.
A pagina 219 sono i numeri relativi alle patologie croniche a parlare chiaro: “Nei 13 anni di osservazione sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali (30 per anno), ovvero l’1.4% della mortalità totale, la gran parte per cause cardiache. Sono altresì attribuibili 237 casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno), 247 eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno), 937 casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno) in gran parte nella popolazione di età pediatrica, 638 casi totali, 49 per anno”.
a mariolino
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria che ha il più grande altoforno d’Europa da 3,5 milioni di tonnellate l’anno.
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria il cui solo camino E312 fino al 2010 emetteva il 92% della diossina italiana;
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene
con un’acciaieria che ha emesso nel 2010 le seguenti sostanze:
Perizia chimica ILVA Taranto
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria che ha 70 ettari di parchi minerali a cielo aperto a 100 metri dalla città;
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria che ha subito negli anni un raddoppio e lo spostamento dell’area a caldo di Cornigliano.
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria in cui emissioni diffuse e fuggitive sono all’ordine del giorno:
Rappoto NOE (pdf);
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria i cui scarichi in mare ancora non sono oggetto di nessuna inchiesta:
DAVANTI AGLI SCARICHI DELL’ ILVA;
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria che offre questo spettacolo:
12 ore di ILVA a Taranto;
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria che causa l’abbattimento di bestiame entro 20 km di distanza;
Stai confrontando l’acciaieria che conosci bene con un’acciaieria che causa la contaminazione da berillio anche di aiuole e giardini pubblici;
Stai confrontando l’acciaieria vicino alla quale vivono persone che per il momento non si sono ammalate, con un’acciaieria vicino alla quale vivono persone che vedono le loro famiglie decimate, e che dei confronti altrui, con tutto il rispetto, non sanno cosa farsene:
Studi Epidemiologici
Saluti e auguri.
Porro, magari questo giornalista fa lezioni private, approfitta.
http://corporeuscorpora.blogspot.it/2013/01/ilva-dal-sole24ore-finalmente-unanalisi.html
taranto il 20 gennaio 2013 alle 23:19:
Allora forse mi sono spiegato male, io sono nato a cento metri dalla portineria della vecchia ILva, che non era a Taranto una volta, mio fratello abita ancora lì, ed ora al di là della strada ci sono le rotaie dove passano anche i carri siluro pieni di ghisa liquida, o credi davvero che queste cose non le conosca, da molto prima di voialtri, che faccia male è sicuro ma alternative non ce ne sono, e è non così tragico come dite voi, oppure il minerale e il carbone sono diversi, vieni pure quà vedere i parchi carbone a cielo aperto, e qui ci tira anche parecchio libeccio, non ho bisogno di venire a TAranto per vedere cosa è una acciaieria, ci passo davanti tutti i giorni.
Ma davvero il problema è un articolo di Porro?
Non è che Taranto sarà salvata dall’opinione pubblica che legge i giornali o vede la tv!
Quando abbiamo un ministro dell’ambiente che si è occupato di industria, economia, lavoro, giustizia, ambiente, salute nell’ordine appena scritto.
Clini(Taranto, 23-01-2013): “Il percorso avviato nel luglio scorso con il protocollo d’intesa per Taranto e rafforzato ad ottobre con l’Aia ha gia’ dato i primi risultati importanti in termini di miglioramento della qualita’ dell’ambiente”.
Per caso oggi l’ILVA gira al minimo?
Troppe autorità e giornalisti nei dintorni?
Chiudete bene le finestre allora, stanotte si recupera.
duccio, cosa le fa credere che io non sappia nulla? è sicuro che non sappia nulla di tumori? è giusto augurare a chi ha diversa opinione di contrarre un tumore? complimenti, bello schifo. la maggior parte delle persone che lavorano all’ilva hanno ottenuto raccomandazioni per entrarci (so di cosa parlo), ma se temono tanto per la loro vita andavano a lavorare altrove ma fanno sempre in tempo a dimettersi. Semplice logica. Eppure non ho visto uno solo di loro rassegnare le dimissioni. Seppoi i magistrati e Vendola sono i paladini della salute dei cittadini come mai non hanno nel contempo fatto nulla contro le altre realtà che inquinano a Taranto? Ci vuole tanto? E quando l’Ilva era Italsider. cos’è, non inquinava? Voglio vedere come camperanno i tarantini senza Ilva: sì, turismo e mitili. Credeteci, credeteci. Invece diamoci una mano per risanare e produrre al contempo. Oppure chiudete bottega e morite di fame.
@Antonio. Girato alla’avvocato.
VOglio una RISPOSTA : a Palagiano ( in prov. di Taranto-20Km circa su strada ) il Sindaco ,viste le relazioni veterinarie, consiglia di non consumare uova che potrebbero “essere contaminate per la presenza di DIOSSINA “nel terreno .Signori il piatto è servito! Vogliamo continuare così? Taranto ha il più alto numero di bambini ammalati di tumore (seguire trasmissione domenica ) Sig. Porro cosa mi risponde?
a elis
Il senso del mio intervento non voleva significare che l’ENI fosse pulita, ma solo che la cittadinanza non fosse affatto distratta:
Progetti Eni, il 22 gennaio Taranto a Bruxelles
Ben saprai che per arrivare ad indagini che conducano effettivamente a qualcosa, la strada è disseminata di esposti e petizioni.
Dopo le pecore, il rischio di contaminazione nel tarantino potrebbe coinvolgere anche le “lumache”, la “fauna stanziale” e le uova di gallina. L’allerta è stata lanciata dal servizio veterinario del dipartimento di prevenzione dell’Asl di Taranto che in un lettera inviata ai sindaci del capoluogo e dei comuni in provincia (Statte, Palagiano, Monteiasi, Massafra, Martina Franca e Crispiano) ha chiesto l’adozione “di provvedimenti di divulgazione delle procedure di prevenzione del rischio di contaminazione degli alimenti di origine animale da diossina e Pcb”. Al primo cittadino di ogni comune, insomma, il direttore del settore Igiene Alimenti, Vito De Chirico, e del settore Igiene Allevamenti, Teodoro Ripa, hanno chiesto di adottare una serie di misure precauzionali necessari per la “prevenzione del pericolo della contaminazione in questione”.
Diossina e Pcb, quindi, potrebbero aver contaminato anche i terreni di comuni ben più distanti rispetto a Taranto. Come Palagiano, situato a poco più di 20 chilometri dalla fabbrica. Il sindaco Antonio Tarasco ha emanato il 14 gennaio scorso un’ordinanza nella quale informa che sono “da evitare” la raccolta di chiocciole in terreni incolti, la caccia di “esemplari di fauna selvatica stanziale, che abbia avuto accesso ad alimenti potenzialmente contaminati per lunghi periodi di tempo” e infine che “l’allevamento di galline ovaiole o di altri volatili da cortile per autoconsumo deve essere attuato con rigorose cautele”.
Alla base dell’informativa della e della richiesta del dipartimento Asl ai sindaci ci sarebbe “l’attività svolta dalla stesso Servizio veterinario nell’ambito delle analisi del rischio nel settore della produzione primaria degli alimenti di origine animale riferito alla contaminazione da diossine e Pcb e in particolare a seguito delle risultanze analitiche del piano di monitoraggio del 2012”. I dati non compaiono nelle carte, ma nell’ordinanza a firma del sindaco di Palagiano, il primo cittadino scrive tra le premesse che “il territorio di questo Comune risulta esposto al rischio di contaminazione”.
“Questa informativa – afferma Angelo Bonelli, leader dei Verdi – dimostra il disastro sanitario in cui si trova il territorio tarantino che descrive un vero teatro di guerra. Il Governo non ha preso provvedimenti urgenti a difesa della salute a partire dagli alimenti e dall’agricoltura dicendo in modo prescrittivo cosa si deve coltivare e cosa no. Il governo è solo impegnato a garantire gli interessi dell’azienda e non dei lavoratori. La gravità – aggiunge Bonelli – sta anche nel fatto che solo il comune di Palagiano ha preso questo provvedimento. Il silenzio e l’omertà sulla difesa salute da parte del Governo è immorale perché doveva essere lui a ordinare i divieti”.
Il firmatario della missiva, il dottor Teodoro Ripa, però, tenta di ridimensionare: “In questi 5 anni – spiega a ilfattoquotidiano.it – abbiamo capito perfettamente che le diossine si depositavano e continuano a depositarsi, insieme ad altri inquinanti, nelle zone incolte, ma in quelli coltivati il rischio non sussiste. Io devo parlare più con scienza che con coscienza: questa è stata una pretesa, ritengo non molto motivata, degli ambientalisti, condivisa dal Tavolo tecnico regionale, che volevano che si facesse qualcosa per controllare lumache, cacciagione e le galline. In realtà noi abbiamo avuto solo due casi a meno di 15 km dalla zona industriale e abbiamo provveduto ad abbattere gli animali. In particolare su tre animali che si trovavano a 4 km dal polo industriale abbiamo riscontrato livelli di concentrazione elevate. Questi animali avevano meno di un anno di vita e ciò dimostra quanto grave sia ancora il rischio di inquinamento di aria e ambiente. Ma purtroppo nessuno prende provvedimenti seri. Mi riferisco al Governo e a tutti gli altri organi che avrebbero dovuto vigilare e non l’hanno fatto. Noi veterinari siamo costretti a effettuare campionamenti quando dovremmo occuparci di altro. La gente le diossine non le prende dagli alimenti, ma dall’ambiente, dall’aria. Io sono arrabbiato perché si usano misure rigorose per gli allevatori per eliminare rischi solo eventuali o inesistenti e per i rischi veri ci sono gestioni impalpabili che non tutelano le persone che vivono a ridosso della zona industriale che ogni giorno continuano ad ammalarsi”.
Se l’Italia è fondata sulla stessa illegalità sulla quale continua a vivere l’Ilva credo che si ora di dire sul serio STOP.
Se ci tenete tanto all’acciaio fatevelo al Nord! A genova fino a qualche anno fa vi era l’area a caldo, chiusa da Riva e Clini perche considerata non compatibile con una citta’. Bene allora riattivate l’area a caldo di genova, che la si chiuda a taranto e saremo tutti contenti. Toscopadani con il loro acciaio e le oatologie tumorali e la morte, Taranto invece finalmente libera!!
avete mangiato e sputato sopra questa magnifica citta troppe volte…. dovete andare via da taranto… anche persone come te.. sei giornalista? cosa sei? hai parlato del problema ilva fino adesso? no? continua a non farlo se poi devi dire cazzate ok? venite a taranto a fare i forti.. siamo stanchi… CHIUDETE L’ILVA
ho letto un po’ di tutto nei precedenti commenti,le mie preferite sono tarantini talebani e riva imprenditore da difendere. vabbe’…..solo una cosa mi fa riflettere: ormai a taranto se parla chi non lavora in ilva lo fa perche’ ha ‘il sedere parato’…se parla uno come cataldo ranieri che il sedere lo rischia,allora e’ un pazzo,esaltato addirittura ‘assunto con raccomandazione’. io dico semplicemente che il giorno in cui, per avere un vantaggio io,mi permetterete di arrecare un danno in casa vostra,e voi accetterete di buon grado la cosa,allora parleremo e saremo sullo stesso piano.quando si tratta della salute di mia figlia,me ne frego di pil,di crisi,di tutto quello che volete….cataldo hai la stima di noi tarantini…e ah….anche se a qualcuno da’ fastidio TARANTO LIBERA!!!!
Taranto, Todisco: “Decreto Salva Ilva viola 17 articoli della Costituzione”
Il gip di Taranto ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della legge e ha confermato di fatto il sequestro di un milione e 700mila tonnellate di merci. Con la norma 231 del 24 dicembre scorso, si legge nell’ordinanza, “si ha una “sospensione” ingiustificata dell’operatività della legge solo per alcune imprese e non per altre
Il decreto Salva Ilva, che autorizza l’Ilva a produrre e commercializzare i prodotti, viola 17 articoli della Costituzione e si pone “in stridente contrasto con il principio costituzionale della separazione tra i poteri dello Stato”. Il gip di Taranto Patrizia Todisco, nell’ordinanza con la quale ha sollevato questione di legittimità costituzionale della legge, ha rilevato che con la legge 231 del 24 dicembre scorso, “si ha una “sospensione” ingiustificata dell’operatività della legge solo per alcune imprese e non per altre. Tutto ciò sulla base di criteri eccessivamente generici”. Inoltre “per un periodo di 36 mesi in sostanza l’impresa ha la possibilità di inquinare anche se, per avventura, è possibile stabilire molto prima di tale termine che la stessa non si adeguerà alle prescrizioni stabilite dall’Aia“.
Todisco ha sospeso il giudizio, confermando di fatto il sequestro di un milione e 700mila tonnellate di merci Ilva, in merito alle istanze di “sequestro preventivo delle aree e degli impianti dello stabilimento Ilva di Taranto” e di “sequestro preventivo del prodotto finito e/o semilavorato dell’attività del medesimo stabilimento siderurgico” e ha deciso l’invio degli atti alla Corte Costituzionale “per la risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale” degli articoli 1 e 3 della legge 231 del 24 dicembre scorso “per contrasto con gli articoli 2, 3, 9, 24, 25, 27, 32, 41, 101, 102, 103, 104, 107, 111, 112, 113 e 117 della Costituzione”.
Nello specifico, “quanto al sequestro disposto con provvedimento del 22 novembre scorso del prodotto finito e/o semilavorato dell’attività derivante dai processi produttivi degli impianti dell’Ilva già sottoposti a squestro – si legge ancora nell’ordinanza – si rileva che la previsione ex lege della commercializzazione di detti prodotti svuota di qualunque contenuto ed efficacia il provvedimento cautelare”. “Effetto essenziale” del sequestro, scrive il gip, “è proprio l’indisponibilità giuridica della res. E’ evidente che la consentita commercializzazione dei beni, pur nel formale mantenimento del vincolo, vale a frustrare alla radice le finalità del sequestro e, in particolare i diritti che lo Stato potrebbe esercitare sugli stessi all’esito del processo, quali beni – dice ancora il gip – suscettibili di confisca”.
PORRO UN CANCRO TI CHIARIREBBE LE IDEE
c’era una volta un buon giornalista che prima di sparare palloni si documentava a tutto tondo, un breve assaggio http://www.epiprev.it/ e poi http://www.epiprev.it/articolo_scientifico/ambiente-e-salute-taranto-studi-epidemiologici-e-indicazioni-di-sanit%C3%A0-pubblica e poi http://www.epiprev.it/articolo_scientifico/ambiente-e-salute-taranto-studi-epidemiologici-e-indicazioni-di-sanit%C3%A0-pubblica e poi http://www.epiprev.it/articolo_scientifico/studio-di-coorte-sulla-mortalit%C3%A0-e-morbosit%C3%A0-nell%E2%80%99area-di-taranto e poi http://www.epiprev.it/l%E2%80%99attesa-di-vita-taranto-dal-1992-al-2009
Porro ma tu… a Taranto…. ci sei mai stato?????Vieni a farti un giro turistico nel reparto oncologia dell’ospedale Nord ….. o chiedi in giro agli abitanti del quartieri Tamburi quanti famigliari sono morti o sono ammalati di tumore….
Abbiamo contribuito per anni con la nostra salute al bene dell’Italia…. Ora basta…. La famiglia Riva è multimiliardaria…. Mettesse in azienda i suoi soldi personali guadagnati in tanti anni di gestione delle proprie aziende ed iniziasse a fare le bonifiche…ALTRIMENTI VADA VIA…….
p.s.: L’Ilva è solo l’inizio. Poi si passerà a discutere dell’Eni e della Cementir….
Elis, quello che conclude i suoi interventi sempre con un ” ma per piacere”. Ecco, allora faccelo un piacere: stai zitto!! non sai che cosa dici, non conosci niente e parli. Ma chi sei? il solito che esprime giudizi dalle sue pantofole.
Egregio Porro,
Lei è il classico esempio di giornalismo fatto per sentito dire, ma è mai venuto a Taranto? Porti da noi la sua famiglia, le riserviamo un appartamento con vista sul parco minerali. Continui così vedrà che farà carriera come il suo direttore e come Minzolini. Siete la vergogna della categoria e più in generale dell’Italia.
Egregio dott. Porro, ma veramente è così ingenuo da pensare che i riva bonificheranno e adegueranno gli impianti in maniera bonaria? Chi forza la legge non sono i magistrati, ma la famiglia riva con la complicità del governo e degli amministratori locali. O è ingenuo e incompetente e quindi cambi mestiere oppure … e allora resti dove è e continui a servire.
Carissimi Lettori e Fratelli d’Italia, Taranto per l’economia nazionale ha già pagato, in questi ultimi trent’anni, un prezzo altissimo in termini di vite umane, malettie respiratorie, donne non fertili, animali abbattuti (oltre 30.000 pecore) e produzioni di mitili distrutte. Chi risarcirà mai queste persone e le generazioni future del maltolto??????
Nessuno ha il coraggio di dire che a Taranto non si muore più di vecchiaia ma di tumore!!!! Questa è purtroppo la verità nascosta dai nostri politici e dalle nostre istituzioni comunali, provinciali, regionali e nazionali (nessuno escluso).
Un’industria che nel tempo è diventata, in termini dimensionali, quanto la setssa città di Taranto, con le sue ciminiere a pochi metri dalle abitazioni!!!!ASSURDO MA VERO!!!!!
La magistratura tarantina è stato l’unica istituzione ad aver avuto il coraggio di accertare quello che di fatto si sapeva e che nessuno aveva il coraggio di denunciare. Inoltre, non è solo da pochi mesi che indaga sulla grande fabbrica. Ricordo a tutti che la famiglia Riva ha oramai accumulato diverse condanne penali, alcune delle quali già divenute definitive. Parliamo di un deliquante che ha seminato per la SUA logica del profitto morte e distruzione!!!!!!!!!
“È tutto sottosopra”
ha proprio ragione sig. Porro. soprattutto, sa cos’è sottosopra? la realtà, grazie a quanto dicono e fanno uomini piccoli piccoli come lei. ma non è da solo eh, ci sono presidenti della repubblica, ministri, presidenti di regione, sindaci..la lista è lunga, direi infinita -ci sarebbe anche qualche uomo di fede- per chi la storia, di cui lei scrive, la vive da quando è nato. questo per dire che non esiste speranza, speranza che le cose tornino al loro posto, che la vita e il pensiero di un intera comunità valgano qualcosa, non dico più del resto, ma qualcosa contro le parole di tutte le figure sopra citate. parole e azioni come dicevo che non hanno senso, non adeirscono per nulla alla realtà. molti tarantini vogliono giustizia e per quanto vogliate mettere le cose sottosopra, i tarantini fanno parte di questa nazione. e la giustizia, per quanto a voi indigesta, sta indagando dei reati, i loro colpevoli e null’altro. e sostenere l’azienda equivale a dire che la famiglia RIVA non sia colpevole – e per quanto nessuno è copevole fino all’ultimo grado di giudizio – vuol dire continuare a tenere le cose sottosopra. mi chiedo cosa ci sia di più “sottosopra” rispetto alla realtà, difendere le azioni di un criminale. ma le dirò anche che di lei poco mi importa, se è vero che gente infinitamente più potente e infulente di lei, sta difendendo l’ILVA e cioè RIVA in qualunque sede gli sia concesso. un consiglio: serva il conto a qualcuno di questi, forse ci tirerà su qualcosa anche lei.
Ah gli utili sono stati reinvestiti? e dove sono le coperture dei parchi minerari? dove sono i filtri da impiantare per non disperdere le polveri sottili? cioé sig. Porro, Lei si rende conto di quali siano le dimensioni del disastro ambientale che subisce Taranto da decenni? leggendo i commenti di cui sopra c’è un utente che la invita a passare un anno a casa sua in una stanza con finestra, vista Ilva! è un’ottima provocazione a mio parere! non posso fare a meno di chiedermi perché Lei giudichi il caso della nostra città dall’esterno, senza una reale consapevolezza di ciò che succede a noi tarantini. Spero vorrà scusarsi e rettificare ciò che ha scritto, non solo per la dignità delle persone che con l’Ilva sono morte, ma anche per la sua stessa dignità di giornalista.
Il paragone con l’olio d’oliva e’ proprio la ciliegina sulla torta. Signor Porro, lei non ha la piu’ vaga idea di cosa sta parlando. Venga a Taranto, si documenti, si faccia un giro negli ospedali, e poi me lo spiega l’olio d’oliva…
Il fatto è , cari amici , che Taranto è servita alla grande industria ed allo stato per determinati scopi sottovalutando non solo il valore della vita ma anche patrimonio storico-culturale che appartiene all’umanità ! Parlate di Taranto come se fosse carne da macello e la trascurate per quello che vi ha insegnato !! E’ ora che le cose cambino … Lo Stato con noi è stato atroce !!
Lei è veramente un porro per l’Italia e per il giornalismo. Perchè parla se non sa? O se vuole parlare faccia un bel mutuo e compri una casa per vivere al quartiere Tamburi coi suoi figli e parenti, sviluppi un tumore (lo farà di certo, tanto)e solo dopo si permetta di scrivere certe STRONZATE!
ma perché mai preoccuparsi delle cazzate che dice porro? uno lecchino stipendiato da berlusconi che parla solo perché qualcuno più in alto di lui gli suggerisce le battute. non merita nessuna considerazione nè come uomo nè come giornalista
Vissto che l’Ilva stette nelle mani dello Stato come Italsider fino al 1995 é doveroso debitare l’ìnquinamwnto tanto ai 34 anni di maneggio dello Stato quanto ai 17 anni dei dei signori Riva. ë evidente che in questo caso una azione civile era la indicata. Ma di fronte alla eventualitá di citare lo Stato in giudizio, la giustizia italiana ha fatto la cosa piú vergognosa per un praticante della legge: metere per via penale un giudizio civile in maniera di liberare lo Stato dalla sua responsabilitá. In Inghilterra, dove la fiustizia é oresa piu sul serio, la famosa Regina Victoria fu condannata a un risarcimento di 20.000 sterline , giudizio dal quale seguí la responsabilitá civile di qualsiasi funzionario dello Stata anche nel caso che avesse eseguito ordini superiori.
Nel caso dell’Ilva dovrebbero andare in prigione tutti i vecchi amministratori dell’Italsider.
a taranto:
la situazione del petrolchimico è sotto controllo??? si sono accorti ORA che sversa in mare? strano, mi sembrava più sporchetto il mare di taranto! anche a marghera fu così, non si accorsero che era solo la punta dell’iceberg…
Come dire che se non ci fosse l’ilva, taranto sarebbe come aosta! Poi se ti fa piacere crederlo, puoi anche prendere casa di fronte all’eni e tuffarti nelle chiare acque antistanti. Ma per piacere!
a elis
Non ti preoccupare che la raffineria è sotto controllo.
Fortunatamente la puzza di idrocarburi non si può nascondere, il benzo(a)pirene purtroppo si.
Raffineria Eni, dopo sopralluoghi Arpa segnala sversamenti
poi vorrei sapere come mai la inflessibile magistratura tarantina, paladina della salute e della vita dei cittadini di taranto, non indaga anche su cementir, petrolchimico, ex arsenale militare. quelli non inquinano??? vorrebbe dire che a marghera il petrolchimico inquina ed a taranto è ecologico??? magistrati come arbitri: venduti!
a cataldo ranieri: come ti ha già detto qualcun altro, se l’ilva ti fa tanto schifo comincia col dimetterti invece di mangiare lo stipendio dell’ilva e sputarci addosso. e chissà, magari ti scopriremo che ti sei fatto pure assumere con le raccomandazioni.
a mariolino
Fino a quando si farà a gara a chi ha più malati e più tumori dell’altro, non se ne verrà mai fuori.
Una gitarella fuori porta fino a Taranto non farebbe poi male.
Capiresti cosa rappresenti una fabbrica che si estende per 15 milioni di mq, a ciclo integrale con 5 altoforni che producono 10 milioni di T/anno di acciaio e con i parchi minerali a cielo aperto più grandi del mondo a 100 metri dalla città.
Più tutti gli annessi e connessi, ovviamente.
Poi aggiungici una gestione scellerata e tira le somme.
Ti allego una citazione del lontano 2009:
“Soprattutto una cosa deve essere chiara: ormai il danno per chi è già nato, per tutti quanti noi, è stato già fatto. Siamo tutti una generazione di “fregati”. Ora quello che si può fare è soltanto un regalo alle prossime generazioni” (dr. Patrizio Mazza – primario del reparto di ematologia dell’ospedale sud di Taranto).
risposta a Nicola Porro su “Chiudono l’Ilva. Chiudiamo l’Italia” di
http://www.nikla.net/29074/facciamo-il-punto-della-situazione/
[...] sito in questione è il blog.giornale.it (Zuppa di Porro di Nicola Porro) e dell’articolo sopracitato, ve ne faccio il copia e incolla di ciò che ci [...]
taranto il 18 gennaio 2013 alle 21:45:
Se vieni quà vedrai che non è così, mio nonno ha lavorato tutta la vita lì dentro, ed è morto a 95 anni, mio padre invece cè morto dentro di un incidente, anche mio fratello ci ha lavorato, io no ma sono uno dei pochi, quì è pieno di vecchi bacucchi che stanno a prendere il sole in piazza, e il 95% ha lavorato li dentro, perchè qui cè ben poco altro, lo sò bene che questi impianti inquinano, ho abitato per anni davanti alla cokeria e conosco il polverone nero da quando ero piccolo.
Però qui non cè la raffineria, che molto probabilmente contribuisce assai all’inquinamento, perchè di quella non dice niente nessuno,non fanno polvere, ma composti anche più nocivi.
Ma si, dissequestriamo l’acciaio prodotto illegalmente perchè c’era un sequestro degli impianti SENZA facoltà d’uso e restituiamolo ai Riva.. e poi visto che ci siamo, restituiamo la droga agli spacciatori, le armi agli assassini e magari anche le donne violentate agli stupratori!!
Purtroppo il signor Porro non argomenta ragioni ai documenti inviati alla sua attenzione. Probabilmente per un presuntuoso come te, è troppo difficile ammettere di aver preso un abbaglio dovuto alla superifcialità nell’affrontare un argomento cosi drastico che, ovviamente, non paghi sulla tua pelle. Che tu ci sia o no, per me non fa differenza, ho già capito con ghi ho a che fare. Fatto stà, che pur essendoci, non rispondi a domande lecite che ti vengono poste e sai perchè? Perchè non hai argomentazioni se non quelle che ti ha ti ha raccontato chi muove i tuoi fili.
Perché quando si parla del caso ILVA, non si vuole mai entrare nel merito dei procedimenti penali in corso a carico dei proprietari?
Il vero caso ILVA nasce quando l’IRI svende ad un privato un’industria strategica che era frutto dei contribuenti italiani. Da quel momento diventa un’azienda privata, che segue nel bene e nel male le sorti di chi la gestisce.
Davvero nel nostro paese la morale si accende e si spegne come una lampadina a seconda che ci si chiami Riva oppure Riina, che sia abbia la pelle bianca oppure la pelle nera, che si sia nati al Nord oppure al Sud?
Per fortuna credo nell’esistenza di un’Italia migliore.
a cataldo ranieri
Come gruppo di lavoratori dell’associazione avete il merito di aver svegliato le coscienze sopite all’interno della fabbrica.
Almeno in quella minoranza di lavoratori che risiedono a Taranto e che quindi si ammalano insieme ai loro cari una volta di più.
Almeno in quella minoranza di lavoratori che si chiedono cosa faranno domani i loro figli, se non si creano oggi alternative.
La mammella del siderurgico ha dispensato ieri come Italsider latte avvelenato spacciandolo per benessere. Oggi continua a dispensarlo come ILVA, spacciandolo però per sopravvivenza.
Prima o poi quella mammella non dispenserà più quel latte avvelenato, e lo decreterà il mercato prima ancora della magistratura.
Ci diranno dal pulpito che produrre acciaio a Taranto non sarà più conveniente, gli economisti plaudiranno e l’Italia ancora una volta sopravviverà alla faccia del catastrofismo, tranne proprio chi si era attaccato fortemente a quella mammella.
Cosa sarà stato fatto nel frattempo?
Il dramma continua…….
Raniero Cataldo qui l’unico cervellone che ha bisogno di disegnini sei te, sei un fantoccio e se fossi meno signore ti direi di andartene af….o te con l’ape car.
Innanzitutto rassegna subito le dimissioni dall’Ilva e va a guadagnare il pane spaccando le pietre…se sei capace, e poi parla.
a francesca
Se tu subissi una violenza a chi ti rivolgeresti?
Al parroco, al portiere di notte o alla magistratura?
Ti devo spiegare chi sono le guardie e chi sono ladri?
a mariolino
Quindi se l’avessero fatto da voi il IV centro siderurgico, vi sareste ammalati felici e contenti?
Proprio un finale da fiabe dei Fratelli Grimm.
a bragadin
E indoviniamo un po’ chi ha viziato la Sicilia in questi anni?
Forse il PDL e la LEGA?
Oppure governava Pantalone?
a vittorio
Forse si, se il ministro Clini “non eletto dagli italiani” non avesse impegnato ben 5 miliardi di euro per la bonifica e la rinascita di Porto Marghera, lasciando a Taranto le briciole sottratte da altri territori.
a francesca
Ed ai 3.000 mitilicoltori chi ci pensa?
Voi che vi siete legati alla mammella dell’ILVA?
a nicola
Se gli utili del venduto non vengono sequestrati e impiegati per l’AIA dal commissario, nemmeno un euro verrà impiegato dall’azienda per il risanamento. Oppure credete alle favole raccontate da pregiudicati? Chi sono i veri talebani?
a ettore:
Forse un giornale locale può essere più informato rispetto a chi l’ILVA l’ha vista solo in televisione. Oppure bisogna per forza essere una testata nazionale finanziata dai partiti?
Se produrre acciaio porta così tanti problemi, condanne e pochi utili, chi gliel’ha fatto fare ai Riva? Già mi immagino il povero “latitante” ai semafori che lava i parabrezza per sopravvivere all’estero. Ma per piacere!
Questa è solo l’ulteriore conferma che i Riva soldi non ne vogliono spendere, e che l’ILVA era diventata solo un limone da spremere sulla pelle di operai e cittadini fino a quando fosse durata.
Nulla da dichiarare da parte di Corrado Passera?
Ahi, Ahi, Ahi…anzi CAI, CAI, CAI.
Comunicato stampa lavoratori Ilva Taranto in presidio permanente 18.01.2013
TARANTO, 18.01.2013
SALUTE E LAVORO
I lavoratori Ilva, riunitisi in assemblea permanente autoconvocata da ieri 17.01.2013 presso la sala del consiglio di fabbrica, dopo ampia e democratica discussione, hanno deciso all’unanimità quanto segue:
1 – l’azienda deve essere espropriata e nazionalizzata immediatamente;
2 – tramite la nazionalizzazione adoperarsi per il fermo e il ripristino degli impianti maggiormente inquinanti;
3 – garantire i posti di lavoro a tutti i dipendenti Ilva e a quelli dell’indotto.
Il D.L. 207 del 3 dicembre 2012, impegna il Governo e lo Stato a farsi carico delle responsabilità e delle garanzie in caso di inadempienze o violazioni della legge stessa.
I lavoratori Ilva, preso atto che la proprietà attuale non manifesta alcuna volontà per salvaguardare la salute pubblica, quella dei lavoratori e il salario degli stessi, tanto chiarito anche dalle dichiarazioni del Direttore, Ing. A. Buffo: “se non produciamo non possiamo pagare gli stipendi; se non dissequestrano il prodotto finito, non garantiamo il prossimo stipendio”, rammentano, qualora fosse necessario, che l’azienda non ha mai smesso di produrre, neanche quando il sequestro degli impianti non prevedeva la facoltà d’uso, pertanto, ritengono non più credibile l’interlocutore.
I lavoratori chiedono che lo Stato intervenga immediatamente per dare tutte le risposte e le garanzie necessarie alla soluzione del problema, ricordando che il suddetto D.L. fu emanato d’urgenza in quanto l’Ilva è ritenuto sito d’interesse strategico nazionale. I lavoratori Ilva, pertanto, invitano Governo, Stato e tutte le Istituzioni pubbliche, ad attivarsi con solerzia per scrivere una legge speciale per Taranto e per i lavoratori, anche per consentire a questi ultimi di uscire dalla fabbrica in anticipo e godersi la pensione. Tanto, in considerazione degli acclarati dati sulla mortalità, le malattie derivanti da avvelenamento industriale nel territorio e delle conseguenti ridotte aspettative di vita.
I lavoratori Ilva, ritengono ormai improrogabile un massiccio investimento pubblico in favore della ricerca, della prevenzione e delle cure mediche a causa dell’emergenza sanitaria in cui versa la popolazione e, pertanto, auspicano la realizzazione di strutture sanitarie all’avanguardia ed efficienti.
I lavoratori Ilva reclamano, oltre ad un piano industriale serio e lungimirante, l’impegno a promuovere, programmare e realizzare progetti che mirano allo sviluppo alternativo, offrendo così maggiori possibilità ad altre imprese e ad altri settori produttivi, in considerazione del fatto che, colossi industriali della portata di Ilva, ENI e Cementir, paradossalmente non contribuiscono a ridurre l’altissima percentuale di inoccupati nella provincia jonica.
I lavoratori concludono avvertendo che non si faranno ricattare, ammorbidire e turlupinare da nessuno, non demorderanno e resisteranno sino alla fine, manifestando le loro istanze pacificamente e senza ricorre ad azioni che possano creare disagio alla popolazione già penalizzata pesantemente per altre ragioni.
I LAVORATORI ILVA IN SCIOPERO AD OLTRANZA E PRESIDIO
Il Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti sostiene e diffonde il seguente comunicato stampa elaborato dagli operai in presidio permanente da ieri presso lo stabilimento Ilva di Taranto. Per evitare inutili allarmismi ed opporci a vergognose strategie del terrore, che non fanno altro che aumentare la tensione in un momento di per sè già molto delicato, sottolineiamo che se le comandate della produzione saranno rispettate, come è sempre accaduto in caso di sciopero e come ovviamente si sta facendo anche ora, non vi é e non vi sarà nessun pericolo legato alla sicurezza così come paventato dal prefetto di Taranto. Rileviamo, inoltre, che oggi alle ore 19:30 presso Palazzo Chigi hanno partecipato al vertice convocato d’urgenza tutte le cariche politiche, sindacali ed aziendali che da troppo tempo negano le loro responsabilità scatenando le ormai tristi e famose guerre tra poveri. SI’ AI DIRITTI! NO AI RICATTI!
Ma che senso ha far produrre un’azienda (che secondo i magistrati inquina) e non consentire di vendere quanto prodotto. Tanto valeva chiuderla definitivamente!!!! Da quello che si vede in TV pare che i dipendenti Ilva siano solo interessati allo stipendio del mese sucessivo. Ma al vostro futuro o quello dei vostri figli non pensate?? E i politici, interessati, in questo momento solo alla campagna elettorale, come pensano di pagare tutta la cassa integrazione/mobilità che una chiusare dell’Ilva e di tante attività dell’indotto porteranno ?? Altre tasse per i poveretti che riusciranno a conservare un posto di lavoro ? Pensione a 90 anni ??
In sostanza questa é una confrontazione tra un potere esecutivo legalmente eletto dal popolo e un potere giudiziario non eletto da nessuno e che perció non ha i crismi della leggittimitá per opporsi agli altri due poteri della democrazia, cioé il legislativo e l’escutivo. ´E ovvio che nella nostra costituzione c’è un buco grande come una voragine e che il rapporto reciproco fra i tre poteri non esiste. Che il governo ignori i giudici una volta per tutte e faccia precipitare la necessitá di una riforma che elimini questo verme solitario che si sta mangiando gli intestini della repubblica. Di fronte a questo problema, le elezioni sono solo una farsa attuata da candidati improvvisati e ipocriti. É con dolore dire che l’agire di tanti PM e giudici in Italia non si ispiri più al famoso detto di Celso Senior: “ius est ars aequi et boni”
Qualche volta capisco Grillo.
porro…eviterò di insultarla….sarebbe facile e scontato…..
i cittadini di taranto potranno anche giudicare dalla pancia….e questo ben venga…..anche se un solo uomo,donna o bambino fosse morto a causa dell’inquinamento dell’ILVA è umano, legittimo e giusto che quelli che sono a contatto con il “problema” tutti i gorni abbiano il diritto di decidere sul futuro di quell’azienda in mano a uno dei tanti industriali delinquenti del nostro paese.
Ma cosa vuole capire se continua a ragionare con la sua testa……non le auguro in futuro di avere un morto in casa per colpa della ragione del profitto a cui lei è sempre stato molto affezionato…..
prima di tutto ci sono le persone….poi tutto il resto…..il suo stipendio e le sue… sporche tesi
stia bene…le auguro lunga vita
Lo sa Dott. Porro perchè i politici a Taranto sono tutti zitti zitti? Perchè siamo alla vigilia dell’appuntamento elettorale e tutti, ma proprio tutti hanno paura di perdere consensi. Perciò meglio parlare di aria fritta e di programmi di governo dimenticati già un minuto dopo l’occupazione delle poltrone parlamentari . E poi c’è la Magistratura!!! chi osa mettersi contro la Magistratura? In fondo sono loro il vero e unico potere in Italia e Taranto ne è testimone.
@Brogadin: che noia questi soliti, inutili, antichi discorsi sul Nord e Sud. Discorsi che si facevano gia dai Tempi di Cleopatra e MarcoAntonio Sono noiosi perchè chi li fa non è neanche informato sull’attualità. Non pretendo che si studino i libri di storia e in particolare la storia italiana dal 1981 ad oggi. So che chiederei troppo a gente gia così tanto impegnata e che, a quanto pare, non dorme la notte. Vale la pena assecondare Bossi sulla secessione del Nord solo per non sentirli più. La differenza è che Bossi, al contrario dei suoi sostenitori, sa molto bene che il Nord non può fare a meno del Sud. La sede fiscale Ilva è a Milano ma la sede reale dove inquina è Taranto. Quindi cari miei continuate a sognare dietro lucciole e farfalle mentre qualcuno specula sulle vostre convinzioni trattandovi da Babbioni e facendo pure Cucu a presa per il culo. E tu Brogadin non preoccuparti…finchè ci sarà il Sud da colonizzare e sfruttare come attualmente avviene le tasche dei tuoi cari contribuenti saranno sempre più che gonfie. Risparmiate sulla camomilla dunque, c’è gia troppa crisi!
@Ranieri cataldo gentiluomini come te vogliono che io sparisca per sempre dalla circolazione. ma io sono qua, non si preoccupi
@sig Taranto e @Porro. Ho letto l articolo riportato sul blog e scritto da un sedicente giornalista di taranto oggi, giornale di chiara fama internazionale. Dunque l’artcolo sostiene che 1 miliardo di cash flow non è cosi necessario all Ilva per proseguire la sua attività. Beh già questa affermazione fa capire la profonda competenza del giornalista. poi lo stesso giornalista parla di miliardi di euro di utili incassato da Ilva negli anni. Per la seconda volta il giornalista mostra una grande competenza in materia finanziaria e contabile. Ilva Spa negli ultimi 10 anni ha prodotto 3 miliardi di euro di utili netti (ci sono stati anni in utile e anni in perdita), che NON sono stati distibuiti (dato incontrovertibile perchè i bilanci sono pubblici), ma reinvestiti in azienda come capitale o investimenti. Quindi quegli utili non ci sono più e nessuno li ha presi. Ora mi domando, come fa un giornalista a scrivere che un azienda che ha speso 900 milioni di euro ca (ipotizzando un 10% di margine di utile sul prodotto finito, e sto largo) per produrre dei beni, possa spendere ancora senza vendere il prodotto? Che fa? Stampa denaro? Va in Banca e chiede un miliardino cosi tanto per?… Sono senza parole
Demonizzare la magistratura, è la soluzione al problema ilva??? Il reale problema dell’ilva, è quello di tutta italia!
Questa dittatura dorata impostaci dalle lobbie della classe dirigente italiana, lede alla comunità.
La forzatura dei sistemi globali e del federalismo, hanno destabilizzato l’economia, impoverendo i ceti medio bassi e arricchendo smodatamente banche e aristocratici(multinazionali e affini).
La vicenda Ilva (Riva)e le conseguenti posizioni della magistratura, scaturiscono dall’assenza di vigilanza dello stato e della gestione malaffarista delle istituzioni locali e nazionali(sindacati, asl, odine pubblico, ecc..).
La fiducia riposta in alcuni personaggi, democraticamente delegati a fare gli interessi degli italiani, è stata notevolmente disattesa.
L’ultimo governo tecnico, coordinato da maggioranza e opposizione, ha provveduto a “completare l’opera”.
L’ex ministro fornero (lavoro e sviluppo) ha distrutto quanto conquistato dai lavoratori in cinquant’anni;
l’ex ministro passera (sviluppo economico, infrastrutture e trasporto), avrebbe voluto convincere i no-tav che lione avesse bisogno delle mozzarelle di bufala napoletane;
l’ex ministro clini (AMBIENTE),amico e membro delle riunioni de venerdi cit. fabio riva, avrebbe avuto fretta di fare un decreto che salvasse gli interessi della famiglia riva, continuando ad ammazzare taranto e i tarantini.
Taranto è lo specchio di quest’ITALIA che va a rotoli, siamo vittime di una egoistica e autoreferenziale classe politica che utilizza il “potere” per manipolare giornalisti e media, nel tentativo di disinformare e plagiare la parte meno cosciente dell’italia.
sig. porro il suo ruolo dovrebbe essere quello di informare, celare i dettagli e riportare mezze verità, confonde l’opinione pubblica.
Ripropongo x @Francesco “inquinamento drasticamente
abbattuto” http://www.youtube.com/watch?v=7MQ-1qLrfQc
x @Francesca Opzione A “LEI E’ STATO LICENZIATO” Opzione B “LEI HA IL CANCRO” Scegli cara. Ribadisco ancora una volta, ci vogliono i soldi per ecocompatibilizzare gli impianti, ma le nostre vite, PER TANTI CAFONI, valgono meno.
Io non sono nè Ciccio nè CIccia, sono Raniri Cataldo
Quindici milioni di metri quadri di estensione e non si saprebbe dove mettere il prodotto?
ILVA, il falso problema (TarantoOggi, 18-01-2013)
Si voglio vedere l’alternativa all?ILVa, perchè se è vewro che è possibile farla è altrettanto vero che per attuarla (correggetemi se sbaglio) lo Stato aveva messo 300 milioni d’euro (comunque assolutamente non sufficienti per sistemare l’ambiente tarantino) considetrando non solo l’inquinamento dato alla città 8polveri e pulviscoli sui muri sui terrazzi, sui balconi della cittò) ma anche marino e atmosferico.
Finirà come la ex centrali nucleari di Trino in Piemonte ormai chiusa da anni, dove proprio perchè non più operativa i materiali conservati nei depositi (non più controllati proprio perchè tutto sigillato) stanno disperdendosi nell’ambiente, e la stessa sorte averrà anche per Taranto….per la serie prima il danno e poi la beffa.
La gente però se ne renderà conto solo da qui a qualche anno,(chi è causa del suo mal pianga se stesso) anche se non tutti sono convinti che la soluzione migliore sia la chiusura.
L’unica alternativa credibile per il lavoro e la salute è permettere un programma (serio e credibile) per la programmazione degli interventi, con una logica di priorità di soluzione delle criticità più acute e man mano tutte le altre,
Compito questo però della Regione Puglia, e della Provincia e dal Comune di Taranto informare correttamente la cittadinanza su i PRO e CONTRO di un’eventuale chiusura senza “demagogie a sx o dx” perchè alla gente servono solo soluzione di 2 problemi spinosi:SALUTE e LAVORO, l’unico modo per conciliarli e spiegare utilizzando i mezzi di comunicazione (radio, tv, internet):
1) Grandezza del problema: spigare cosa effetivamente è e cosa comporta anche ecnomicamente risolverlo ed in quanto
2) Scenario che si delinea per la chiusura o riapertura
3) Spigare alla popolazione come vengono programmati gli interventi come si procede, e quali risultati potranno essere conseguiti nel breve-medio-lungo periodo (anche considerando il fatto che i 300 milioni d’euro dello Stato non sono sufficienti, per cui si dovranno aggiungere finanziamenti privati con un probabile aumento di tasse per ottenere certe cifre).
Tutti vogliono giustamente dire la loro, ma quanti di questi sanno risolvere il problema facendo combaciare SALUTE e LAVORO???
I magistrati sicuramente NO perchè non sono tecnici operativi pratici sul territorio, per cui ogni decisione che possono prendere senza conoscere decne e decine di parametri non faranno che dare la MAZZATA DEFINITIVA a TARANTO prima e all’ITALIA poi.
@francesco: il semplice fatto che conosce personalmente i Riva fa capire che il suo commento è di parte, ed è meglio che non le dico da che parte! Ps: il suo amico Fabio è tornato dalla latitanza? Brave persone i Riva, davvero brave persone! Se ne vanti di essere vicino a loro eh, mi raccomando!
Ma invece di prendersela con la magistratura che sta facendo solo il suo dovere cioè far rispettare la legge in materia ambientale e di emissioni nocive e inquinanti perchè non se la prende sign. porro con lo stato italiano e in particolare col sign. riva che per decenni hanno fatto i comodi loro inquinando e uccidendo gente all’interno e all’esterno della fabbrica? se i vertici dell’azienda avessero messo a norma gli impianti da tempo tutto questo trambusto ora non ci sarebbe, gli operai sarebbero tranquilli e probabilmente (anche se io stesso ci credo poco) ci sarebbe qualche morte di meno. Si vada a rileggere i numeri spaventosi di morti che sono un vero e proprio sterminio della popolazione tarantina, le malattie a madri e bambini appena nati e poi vediamo se difende l’ilva, parli con la gente del rione tamburi per conoscere l’altra faccia della medaglia non solo quella che apprende da telegiornali e giornali di parte.
Questo articolo è indecente! Un’offesa all’intelligenza dei lettori, una grave mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini tarantini e dei magistrati! Osa anche definirsi giornalista?! Ma chi ci crede alla favola del fallimento per qualche tonnellata di acciaio bloccato? Quelli di Riva sono solo squallidi ricatti, per poter continuare a delinquere a norma di legge! Lo stato e voi tutti pseudo giornalisti corrotti dovreste vergognarvi! La magistratura tarantina sta solo svolgendo il suo lavoro, abbiate rispetto per i giudici e per tutti i tarantini malati di cancro grazie a Mr.Riva!
Penso che l’articolo di Porro non sia stato capito, non perchè manca di chiarezza, ma perchè a Taranto ci sono i talebani.
Sapete bene chi sono i talebani, no? Sono quelli che hanno i paraocchi e non vogliono ascoltare nulla che vada contro il loro credo, che in questo caso è la chiusura dell’Ilva tout court.
E mi riferisco a tutti quelli che scrivono TARANTO LIBERA, TARANTO RINASCE etc etc….ma rinasce da cosa?
Libera solo dal lavoro di sicuro, perchè l’inquinamento continuerà ad esserci. Una bonifica “seria” del territorio sarà fattibile solo con un’azienda (ILva) che continua a produrre e “vendere!” adeguandosi ai criteri previsti nell’Aia, criteri e standard che ancora nessuna azienda in Europa attua e che sarà in grado di attuare fino al 2016.
Forse i terreni su cui sorgeva la Belleli nella zona portuale che chiuse 10 anni or sono stati bonificati? No signori, non credo proprio e sono passati 10 anni. Capito?
Ho solo fatto un esempio, ma ne potrei fare parecchi altri.
Se l’azienda chiude, nessuno farà piu nulla, Taranto sarà abbandonata e ci ritroveremo con una città inquinata e disoccupazione alle stelle, criminalità e tutto il resto…ossia far west. Non voglio che accada questo alla mia città. Taranto non ha bisogno di magistrati con manie di protagonismo, il loro lavoro lo hanno fatto bene, però ora vedo solo accanimento nel voler chiudere e basta!
Siamo ancora un Paese garantista? Bene, perchè sentenze ancora non ce ne sono state, per cui è tutto, ma proprio tutto da dimostrare.
Taranto libera…. si, ma dai talebani!
Per chiarire a tutti. Le prime proteste per l’inquinamento a Taranto sono datate 1982, solo che questo stato e le istituzioni se ne sono sempre infischiate. Addirittura i locali, come si evince dalle intercettazioni, risultano corrotti e incapaci. Chi mi risponde? Se un’azienda è in regola, per quale ragione corrompe e insabbia come si evince dalle accuse? Poi ci sono i cervelloni che si chiedono come mai Taranto non ha fatto nulla in precedenza, ma non riescono a capire che la disinformazione, la corruzione e l’abbandono hanno fatto sguazzare l’azienda nella libertà di fare i cazzi suoi. I cervelloni che ancora si fanno queste domande, forse non hanno mai sentito parlare di ricatto occupazionale. Le stesse menti sopraffine, non capiscono “da soli” che se non fosse stato per la magistratura, loro non si accorgevano di nulla e noi continuavamo a morire in fabbrica e fuori. Nè la magistratura ne NOI lavoratori, abbiamo mai detto di chiudere la fabbrica (chiaro cervelloni???? O avete bisogno di un disegnino per capire?). Abbiamo sempre ripetuto che gli impianti vannno ADEGUATI e che chi ha prodotto abbandono e morte (LO STATO ITALIANO PER 35 ANNI E RIVA CON LA COMPLICITA’ DELLO STATO ITALIANO) ora trovino le risorse per adeguare gli impianti. E’ facile parlare a centinaia di chilometri vero Porro? Chiaro che sei sparito dalla circolazione, direi che la prossima volta, prima di scrivere idiozie senza documentarti, dovrai riflettere un tantino.
Di chi sarebbe la colpa se si è continuato a produrre in barba ad ogni disposizione?
Il funzionamento degli impianti senza facoltà d’uso fu decretato dal Tribunale del Riesame interpellato dall’azienda stessa. Oppure quella non è legge?
Leggo cose di una gravita’ inaudita. La monocoltura dell’acciaio che ci ha rovinato.. Un futuro di malattie…. Taranto che per vocazione non e’ una città industriale…. Lavoro in un azienda con oltre 100 dipendenti, praticamente monocliente (ilva). E’ una realtà che solo grazie ad ilva e’ passata da meno di 15 dipendenti al numero attuale. Questi sono dati concreti che si traducono in soldi concreti. Il resto e’ filosofia, mera utopia, chi ci crede lo fa per comodità o per profonda ignoranza. Ci sono paesi molto più inquinati del nostro che non hanno ilva. E se ilva fosse in uno stato diverso anziché in Italia Riva sarebbe stato un imprenditore da tutelare.
Ma c’è qualcuno che crede che chiudendo l’Ilva oggi, domani mattina inizieranno la bonifica?
AHAHHHAHHHAH
Questo è un dro colpo per l’Italia intera, non solo per Taranto o per la Puglia dato che fra non molto non ci sarà piu nessuno che, lavorando in un’impresa privata possa pagare i contributi da lavoro che servono per pagare gli stipendi degli statali e pubblici e allora si che riderò, cari benpensanti.
A proposito di risate….scommetto che tra un annetto rivedremo qualche magistrato tarantino in politica…..questo invece sarebbe normale???
Roberto allora fai in modo di risparmiarti predicozzi sul mio modoo di trattare i provocatori stile no global che insistono qui: quella e’ una faccenda che riguarda me e non te. In particolare risparmiati il predicozzo sulle mafie : le mafie del nord sono una panzana messa in giro dai mafiosi D.O.C. (quelli meridionali) per aggrapparsi alla bazzecola che la gente del sud e’ come quella del nord.
Vedi Roberto io qui non ho mai fatto predicozzi a nessuno e mi sono fatto un congruo numero “di nemici” solo perché chiamo per davvero e cose con il loro nome . La demagogia che tu esprimi qui, non posso condividerla amico mio … nonostante tu ti impegni nello spiattellarmela mediante i citati predicozzi.
Evidentemente tu non puoi capire i miei ragionamenti che sostanzialmente collimano con quelli di Porro sulla questione ILVA ma vedo che siamo anche lontanissimi sulla “questione meridionale” io non devo prendere voti al sud ne devo conservare il posto pubblico che occupo laggiù e proprio per questo continuo ad affermare che proprio il mezzogiorno olte ad essere amministrato in maniera criminale, e’ abitato da gente che per senso dello stato intende la propensione a vivere piu’ o meno consapevolmente, da perfetto parassita e questo – piu’ o meno consapevolmente – a spese della parte produttiva del paese, cioè il nord ! Tutto il resto sull’argomento – e’ demagogia pura … e piu’ pura e’ e piu’ mi fa schifo !
A proposito di meridione: hai visto il servizio di striscia di stasera sullo smaltimento ei rifiuti in provincia di Palermo ? I comuni partecipanti al consorzio che dovrebbe smaltirli ….dicono che non hanno i soldi da dare al consorzio CHE ESSI STESSI HANNO FORMATO !! Cose nemmeno piu’ da terzo mondo !!
Vuoi scommettere Roberto che i soldi per pagare il 50 % del personale assunto da quei comuni per non fare niente, ebbene quei soldi si troveranno sempre e comunque ? E indovina da dove materiamente arriveranno (e arrivavano) quei soldi ?
Non capisco il nostro esecutivo. I giudici solo possono emettere una sentenza che poi viene eseguita dall’esecutivo. La polizia, i carabinieri, le guardie carcerarie etc.. é tutto un sistema che dipende esclusivamente dall’esecutivo. I giudici solo hanno la facoltá di dire al braccio secolare cosa fare, ma certo non possono dar ordini all’esecutivo. Tutto quello che un governo che avesse avuto un minimo di orgoglio doveva fare in questo caso era ignorare la sentenza e lasciare che i giudici strillassero.
Parola dello indovino giudiziario.
Che di inquinamento ne ha già prodotto – per essere precisi, intanto.
Lo terranno per eventuali risarcimenti. È materiale che non deperisce più di tanto, non c’è nessuna fretta, mica parliamo di pomodori provenienti da campi mafiosi.
Vabbè, qui siamo alla solita «la so più lunga dei CT», «io sono più ragionevole degli altri».
Lo stanno già facendo. Oppure no? Che dici, franciesco, lavorano per qualche acciaieria ostile?
Si, tu reggevi (regolarmente) loro la candela mentre sgobbavano
Cosa c’è dietro il decreto salva-ilva?
Passera, Clini e il patto d’acciaio con Riva (Il Giornale, 30-11-2012)
a Francesca
Se credete che un lavoratore ILVA possa giungere alla pensione in un’industria siderurgica che all’epoca avrà quasi un secolo di vita, state sognando ad occhi aperti.
Taranto aveva 195.000 abitanti prima dell’Italsider.
Taranto oggi ha 200.000 abitanti in epoca ILVA.
I numeri raccontano che, oggi come ieri, Taranto fortunatamente non vive di sola ILVA. Se però lasciamo distruggere tutto, ammesso che non sia già troppo tardi, la sua previsione si avvererà.
Roberto il 17 gennaio 2013 alle 20:14:
L’industria siderurgica non è dell’ottocento, senza acciaio nessuna industria vera è possibile, visto che quasi tutto viene fabbricato con quello, comprese le case, certo che è possibile campare benissimo anche con altro, ma certe cose da qualche parte bisogna pur farle, oppure sempre nel giardino degli altri, l’acciaieria di Taranto non doveva nascere lì, ma essere l’ingradimento di quella al mio paese, poi per la cassa del mezzogiorno fù fatta laggiù, dove fù accolta anche malvolentieri, se era qui tutto questo casino non era venuto fuori, mi sembra di essere l’unico o quasi a difendere l’industria italiana, forse perchè ci vivo dalla nascita, e prima di me padre e nonno e fratello, e moltissimi parenti, morti di tutto fuorchè di quello che viene detto qui, molta sterile demagogia e disinformazione pelosa, da molta gente incompetente, che ha certo altri interessi.
Chiudere l’Italia per un po’ di acciaio che tra 5-10 anni compreremo comunque dalla Cina?
Non vi sembra un’esagerazione?
La politica cominci invece a creare alternative ORA per chi nell’industria siderurgica ci lavora, ed alternative ORA per chi a causa dell’industria siderurgica si ammala.
Per reprimere i reati c’è già la magistratura, grazie.
a Francesco
Si legga questo documento dei carabinieri del NOE:
Rappoto NOE (pdf)
Dediti al lavoro? Chi avrebbe mai sostenuto il contrario. Forse ci potrebbe parlare anche della famosa palazzina LAF, visto che i Riva li conosce bene.
Anche i signori Tanzi della Parmalat erano dei gran lavoratori. Il problema è quando si confonde ciò che è lecito con ciò che non lo è.
Per il resto, di impegni finanziari scritti non ne vedo, di fidejussioni bancarie neppure. Gli unici euro veri allo stato attuale saranno quelli per il garante dell’AIA pagati dagli italiani.
12 ore di ILVA a Taranto il 05-10-2012
Anche a lei ed alla sua famiglia che vive al Borgo, i miei più sinceri auguri.
francesco ma se chiude l’ilva taranto RINASCE, non chiude. cavolo io vi capisco, davvero, c’e’ chi ha famiglia, mutuo e il lavoro all’Ilva e’ l’unica entrata..ma e’ per questo motivo che io sono per PRIMA creare un seguito, e POI chiudere..non chiudere e chissa che fare..ma una cosa e’ certa che molti operai non capiscono: i riva sono GIA’ sul punto di andarsene e non passerebbero tanti anni in condizioni diciamo “normali” quindi e’ ORA il momento di creare l’alternativa per non rischiare che Riva vi lasci tra pochi anni in mezzo a una strada. La MIA Taranto e’ una citta’ stupenda, e per la bellezza che ha NON HA vocazione industriale..credimi,e torno a ripetere, io penso sempre agli operai quindi io non sono ipocrita, vorrei la chiusura ma PRIMA avere l’assoluta certezza di un vostro ricollocamento, magari partendo dalle bonifiche,dove per l’immenso territorio inquinato non solo ci vorrebbero piu’ lavoratori,ma avreste la certezza di lavorare per 20 anni, e non di stare sempre appesi a un filo..saluti
@Brogadin. Le persone per bene usano sempre la parola siano esse meridionali o settentrionali. I mafiosi e i criminali usano la lupara siano essi meridionali o settentrionali non importa. E’ il loro essere criminali che li caratterizza, non la provenienza geografica. Chiarito questo concetto il tuo legittimo (se espresso in toni più moderati, come quelli del tuo ultimo intervento) pensiero ha presto una risposta: la monocultura dell’acciaio a Taranto ha distrutto da circa 60 anni ogni altra forma di economia possibile. Chi conosce bene Taranto sa che è una città dalle inimmaginabili prospettive economiche pulite, specialmente in termini di Turismo e Beni Culturali. Il suo territorio naturale unico, unito ad uno dei centri storici più antichi e ricchi d’Italia porterebbe Taranto ad essere tra le maggiori mete turistiche italiane. Non parliamo poi degli sbocchi in termini di allevamento, maricoltura e agricoltura tradizionale industriale (ti invito a leggere la provenienze, per esempio, del primitivo doc di manduria, vino rinomato a livello mondiale). La monocultura dell’acciaio ha negli anni soppresso in maniera totalitaria queste altre prospettive di sviluppo economico ovviamente incompatibili con l’alto inquinamento sia ambientale che “culturale” imposto dal siderurgico. Quindi Brogadin, e sarebbe bene che queste considerazioni le leggesse anche Porro visto che il suo dovrebbe essere un mestiere di pubblica utilità, la strada maestra sarebbe quella della riconversione delle attività economiche tarantine da quella inquinante del siderurgico a quelle pulite e molto più redditizie da me sopra citate. Beni culturali + Turismo + Industria pulita (a taranto ci sono diverse aziende ad alta tecnologia es. Finmeccanica). Ci sono città in Italia e nel mondo che vivono e sono ricche economicamente grazie a questi tre aspetti economici. Non mi parlate di economia basata sull’industria siderurgica che mi sembra di tornare all’800. In questo modo i suoi contribuenti del Nord potranno dormire tranquillamente senza spendere centinaia di euro in camomilla e noi potremmo vivere per conto nostro senza andare nei poli oncologici (ovviamente fuori Taranto) per curare le malattie tumorali.
FRANCESCO…!?MA IL PUNTO 6 COSA E’? UNA BATTUTA DI SPIRITO….. ? DEVO FARTELI IO GLI ESEMPI CHE LO SMENTISCONO O LI CONOSCI DA SOLO?
Sa qual è la realtà caro Porro? che io da tarantino per avere un futuro devo abbandonare la mia città e i miei cari. e miei cari e miei amici che restano sono destinati a un futuro di malattie. l’ilva esiste da 50 anni e i risultati sono consultabili sul sito del ministero della sanità, quindi l’incidenza tumorale più elevata non è un’invenzione ma esiste ed è un dato certo. Taranto per quanto ancora dovrà essere sacrificata in nome di uno stato che a Taranto non ha mia fatto nulla? c’è chi parla dell’inquinamento di porto marghera, ma lo sanno questi signori che i ragazzini del quartiere tamburi (quello attaccato all’ilva) non possono giocare in mezzo alla strada perché troppo alto è il rischio di inalare sostanze dannose? le sembra normale che i palazzi di questo quartiere siano coperti di minerale e assumano il suo colore? lei ne parla come se fosse la normalità delle cose, avere una fabbrica dietro casa e avere la casa piena di polveri sottili. ma di cosa sta parlando me lo spiega? ecco dov’è la politica del giornale: analizzare le questioni in modo vetusto e conservatore. e intanto a Taranto si muore e da Taranto si fugge ed è la questione essenziale. se ci tenete tanto alla produzione dell’italia venite tutti voi perbenisti e benpensanti a vivere ai tamburi, così darete il buon esempio visto che siete tanto patriottici che la produzione nazionale ha la precedenza su tutto.
Grazie Per il chiarimento
@Francesco VORREI CHE TUTTI LEGGESSERO FRANCESCO. E comunuq eaccolgo il suo suggerimento
Leggendo vari post ho notato la spaccatura fra colpevolisti e non verso l’Ilva. Questo è normale, l’opinione pubblica è portata a questo abitus mentale che si sposa benissimo con la necessità per es dei malati di sapere non solo perchè si sono ammalati ma anche chi li ha fatti ammalare, che sia uomo o cosa poco importa, è così e basta, li fa stare meglio. Ai tempi di Chernobyl ognuno che si ammalava di tumore incolpava quel disastro. Qui in Versilia abbiamo un’incidenza di tumori polmonari e linfomi da paura eppure non ci sono industrie o altro che giustifichino questo stato di cose. In Valle d’Aosta è lo stesso. E’ difficilissimo individuare un rapporto diretto di causa-effetto tra una noxa patogena e l’insorgere di una malattia. Però quando con leggerezza si dà in pasto all’opinione pubblica una notizia come quella di Taranto è scontato che ci sia un seguito come quello che vediamo, direi con untori di professione è il minimo. E tutto l’allarme per l’aviaria che fine ha fatto? E la paura del nucleare dopo il Giappone? Per ostacolare la caccia gli ambientalisti hanno inventato l’inquinamento da piombo delle cartucce, che è una grossa balla che purtroppo ha avuto seguito come a Taranto. Piuttosto fa specie che in Italia si debba andare avanti con la trafila -ambientalista che denuncia, media che amplificano, magistratura che interviene d’imperio. E poi? Se alla fine fosse tutta una bufala il magistrato paga per procurato allarme? Certamente no. Ma questa Italia così portata all’emotività e poco al raziocinio che cosa si merita di diverso da quello che ha?
Egr.Sig. Porro,
abito a Taranto (Borgo), lavoro in Ilva, ho un bimbo di 5 anni.
Le chiedo solo una cosa: durante i prossimi giorni, quando sarà impegnato a intervistare i politici in campagna elettorale, chieda loro di esprimere una posizione sulla vicenda Ilva, così da mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.
Per il resto è davvero triste osservare e vivere quanto sta accadendo:
1) l’ilva è uno stabilimento che emette sostanze inquinanti, oggi DRASTICAMENTE abbattute rispetto al passato;
2) un grande plauso alla magistratura di taranto per aver affrontato il problema;
3) purtroppo l’obiettivo della magistratura è solo LA CHIUSURA (non si capisce infatti perchè abbia applicato la legge con riguardo al possesso degli impianti–>produzione–>inquinamento–>nocumento alla salute pubblica, e non abbia invece consentito alla vendita dell’acciaio già fatto, che di inquinamento non ne produrrebbe;
4) ciò che manca in tutta questa vicenda è solo la RAGIONEVOLEZZA: i magistrati avrebbero potuto già da tempo fermarsi (non indietreggiare), avendo fissato tutti i paletti per costringere l’azienda ad eseguire ciò che è tabellato nell’Aia, consentendo di produrre e ammodernare;
5) se qualcuno ha poi commesso illeciti, si raccolgono le prove, si fa un processo e si attendono i giudizi;
6) conosco i riva personalmente e posso dire che sono stati sempre e totalmente dediti al lavoro; con questo non voglio dire che siano stati infallibili, ma lo stabilimento lo hanno radicalmente migliorato rispetto alla gestione pubblica; le loro direttive sono sempre state di massima attenzione e sensibilizzazione verso le problematiche produttive/qualitative, di sicurezza e ambientali.
Naturalmente per queste mie considerazioni verrò accusato di servilismo, di essere sotto ricatto occupazionale. Realmente mi interessa poco: chiudono l’ilva, chiudono taranto, chiudiamo l’italia … e andiamo via.
Quanti di quelli che scrivono sono a libro matricola e busta paga Ilva? Un Po di dignità se pensate che l’ilva sia il mostro andate a dare le dimissioni. !!!! Vergogna… Le nostre famiglie vivono grazie al lavoro dell’Ilva … A Taranto si vive grazie a quella fabbrica. Dopo Ilva c’è il niente.
Certo, che a parte l’argomento Ilva, l’articolo della zuppa per il resto è drammaticamente vero.
Com’è purtroppo vera la realtà che l’Ilva, per le mie modeste informazioni, non è stata gestita e risanata come doveva esser fatto. Con la complicità collusa e corrotta di molti.
Pare..
io lavoro in ilva presso ditta esterna e credetemi quello che accade li se non lo vivi non lo puoi capire…caro sig. porro non sputo nel piatto dove mangio ma a taranto siamo stanchi di tutto ciò..io in quella merda ci vivo ma non ci voglio morire. quindi o si fa quello che prevede la magistratora o si chiude equesta volta le strade se le blocca ferrante.. e company
@ Nicola Porro
Bene, nessun rispuose…
mi sono pertanto preso la libertà di trasformare i miei due commenti in una lettera aperta a lei, Porro, eterno memento di questa fase concitata, forse definitiva, della vita del siderurgico tarantino.
La trova qui:
http://corporeuscorpora.blogspot.it/2013/01/ilva-lettera-aperta-nicola-porro-che.html
Non credevo me l’avrebbe data vinta così facilmente, in tv pareva più tenace
O forse una visita all’abbazia l’ha convertita, sulla via dei Tamburi?
Se viene sui due mari a manifestare per l’ambiente mi faccia sapere, la proteggerò dagli scalmanati.
Vale et ego.
@ Nicola Porro,
si riguardi la puntatona del collega Santoro sull’Ilva.
A me vede non piace fare i riassuntini o caricare link che facilmente ognuno trova su web.
(Parlo dei non cretini ovviamente..).
Però mi ricordo anche un interessante articolo che avevo letto su Panorama qualche mese fa, dove ad esempio si diceva che il prodotto finito non era affatto nella norma, non era qualitativamente concorrenziale, etc.
Dato che ho avvisato un suo tono un tantino salato, passo al lei.
Però spero di ripassare a tu. Saluti.
bragadin..il tuo discorso nel finale è sicuramente fatto con buon senso. ti pregherei però solo per farti un idea di chi stiamo parlando,di documentarti sentendo cosa si dicevano al telefono queste persone che dovrebbero ora fare queste bonifiche. ti ricordo inoltre che sono tutti agli arresti, e che proprio oggi per la seconda o terza volta è stata rigettata la richiesta di ritiro della custodia cautelare per tutti. ah! dimenticavo..uno è latitante inseguito da mandato di cattura internazionale..ora..il buonsenso si usa certo..ma con chi è degno di riceverlo.La magistratura ritiene di non potersi più fidare di queste persone. sbagliera?
americo: la maggioranza dei commenti relativi all’articolo di Porro, sono esclusivamente dovuti – come ho già avuto modo di dire – al tam tam che gli esagitati di Taranto (compresi i centri sociali ed sdepti al novello PCI) hanno messo in essere una volta saputo dell’articolo di Porro sul blog ;ma non è finita: conoscendo i miei polli (anzi i miei topacci di fogna) scommetto che la maggior parte dei “tarantini” che imprecano qui, altro non sono che i soliti no global (magari della val di susa) che a volte si spacciano per esuli palestinesi e a volte per minorenni vittime delle attenzioni sessuali del cavaliere !!
Quanto sopra amico americo non farti dire che, anche tu “o ci sei … o ci fai” … (il fesso ndr.): se non ne sei convinto … Leggiti i nick della maggior parte dei protestatori … tutta gente mai ne vista ne sentita prima !!
Scusate, anzi no, a Taranto si scopre solo ora che , secondo gli illustri insultatori che qui hanno esposto con grande civiltà ed educazione (o, sbaglio?) che l’aria fa schifo, l’ILVA è sinonimo di malattia garantita ecc. ecc., Comincio a pensare che questa lenzuolata di strame scritto abbia un filo conduttore comune e soprattutto un’orchestrazione comune, i pianti greci si sprecano e sembrano tanti copia/incolla di uno stesso testo base salvo, leggere modifiche .
Sarà una coincidenza , siamo vicini alle elezioni, ma, il tutto mi sembra uno spottone elettorale contro il Nord produttivo e soprattutto contro chi dato per morto,invece è vivo e vegeto.Signori dei sindacati, specialmente l’ala dura, dove siete stati in tutti questi anni , perchè le fonderie non sono lì da 2 anni, forse bisogna vedere negli archivi di “Chi l’ha visto” magari trovano(col Luminol”) traccia del vs impegno nel denunciare le malefatte del padronato, dei politici, magari trovano “altro”…..in certa burocrazia che non viene da una tradizione democratica, ma, piuttosto borbonica , che pervade e rallenta tutto il Paese.Con gli insulti e le minacce le prove di forza, non si arriva da nessuna parte, non si risolvono i problemi, come non si risolvono sequestrando prodotti finiti venduti aggiungendo danno a danno. Sì l’Italia rischia la chiusura, ed è forse quello che qualcuno di “fuori” vuole……
@Francesca lei è una capra, ma proprio tra i tanti commenti cretini il suo vince. Prenda il mio pezzo e lo colleghi al suo post; critica cose che non ho scritto e che non penso. Oppure qualche volta colleghi il suo cervello alla sua penna. Forma della legge??? ma che sta a dì? zingari, piccoli ladri e spacciatori???? L’unica cosa che c’entrano è che forse ha sbagliato pusher. Imprenditori ontologicamente (temo che lei abbia pure preso un pezzo di carta) categoria per bene? ma che film ha visto? A francesca esposito 72 si dia una calmata e prima di dare lezioncine di etica non dico di leggersi un libro, ma almeno dylan dog
Eh?
Che c’entrano adesso la magistratura, le leggi, le amministrazioni?
È giusto boicottare le merci (e.g. cinesi) che danneggiano la salute del consumatore e/o del produttore e chi ci sta attorno? Allora è giusto che anche gli altri boicottino quelle italiane quando non sono a norma.
Siamo proprio sicuri che l’Ilva continuerebbe a produrre e vendere nel caso non ci fosse stata questa sentenza? Facciamo finta di non sapere che il futuro dipende dalle suddette cose e dagli equilibri (tra produttori, tra paesi) che vanno ben oltre le decisioni del cortiletto?
O vogliamo di nuovo in campo Berlusconi, a mettere in riga i magistrati, a fare un altro miracolo come quello con Alitalia ed il resto? Vogliamo di nuovo l’imprenditore capace di rilanciare il paese facendo cucù e vari altri dispetti a mezzo mondo?
Eh si, comodo, la stampa dormiva mentre a Taranto si moriva, adesso la colpa è dei magistrati…
Viva la libertà [di fare quel c. che ci pare], per la somma gioa dello sviluppo, del lavoro, pazienza per chi muoia.
Ma in tutto questo disastro la politica dov’è? O forse ci hanno solo buttato fumo negli occhi? Il decreto è stato solo una farsa? O forse oltre alla moneta, alla dignità, alla Germania ci siamo venduti anche l’acciaio?
La “forma” della legge, signor porro, sinceramente non so cosa sia… Conosco molto bene invece la SOSTANZA del sopruso. E riconosco per fortuna, ancora, gli abili -e meno abili- camuffatori di notizie. Nel suo articolo non c’è un analisi. C’è una presa di posizione, al di là dei fatti e anzi contro di essi. La forma della legge, che in casi d’altro genere (robe da poveracci: piccoli ladri, spacciatori, immigrati clandestini, zingari) lei non disdegna, le fa orrore in questo caso, quando in ballo c’è l’amato pil (più amato certo degli esseri umani) e le rispettabili chiappe degli “onesti” imprenditori Riva, impoveriti per colpa della magistratura. Di capitali in Lussemburgo, di corruzione capillare, di falso , di alterazione dei dati ambientali, di mobbing selvaggio (con sentenza… ) e di tante altre amenità, i “poveri” Riva non sono responsabili. Puliti, anche se latitanti. Perché gli imprenditori sono ontologicamente categoria “per bene”, mica come i criminali, che sono brutti sporchi e cattivi. Se Olivetti potesse leggere il suo articolo… Chissà cosa avrebbe risposto sentendosi accomunare ad un “imprenditore” che ha accumulato in poco meno di vent’anni profitti ingenti senza restituire nulla al territorio e alla gente che la sua fabbrica devastavano. A parte, certo, licenziamenti, cassa integrazione, morti bianche, reparti confino, tumori e svariati oboli ai potenti di turno, alla chiesa, alla stampa perché tacessero e coprissero l’orrore. ( e certo lo Stato non aveva fatto meglio…) Non credo sarebbe stato contento, signor Porro. Lei che dice? Per il resto, io di auguri non gliene faccio. Ma le auguro un futuro in cui, nel suo giornalismo, documentazione, imparzialità, etica e, esageriamo!, conoscenza diretta delle realtà di cui parla, possano finalmente entrare. Con stima nulla, saluti.
roberto: vedo che sai anche affrontare i problemi con il necessario spirito: sei uno di quei meridionali avvezzi ad usare la parola anziché la lupara: meno male ! !
Però nonostante questo … non hai capito o meglio, fingi di non capire che il problema dei costi del wellfare idiota che esiste in italia (quella cassa integrazione e quella disoccupazione che dovrà essere erogata ale migliaia di lavoratori dell’ILVA spaditi a casa da quella demenziale sentenza) … ebbene quei costi, saranno sostenuti, come al solito, dai contribuenti !! E tu mi vorresti dire che i contribuenti del sul, sono numericamente uguali a quelli del nord ? Caro Roberto io non sono nato ieri e le logiche demagogiche potranno incantare te … ma non me: quello del sud è un territorio dove non si vedono attività produttive a perdita d’occhio !!! Voglio dire che la maggior parte della gente che vive la, vive di assistenzialismo e – soprattutto – facendo il pubblico dipendente: e secondo te “le tasse” pagate da un P.D. meridionale … sono sangue versato con il proprio lavoro ?
Vatti a consultare le entità numeriche relative al personale di un qualsiasi comunello meridionale e confrontale con quelle di un pari comunello nel nord …: stesso discorso per enti tipo regioni, province, AUSL, municipalizzate, consorzi di bonifica ecc. ecc. ! Ecco amico mio: hai capito adesso il senso del mio discorso ?
@Giovanna K scusi giovanna lei è mai andata a farsi un giro al Bambin Gesù? e mi dica? c’è mai stata? e allo Ieo? Ecco, io purtroppo molte volte. Non c’è nessun tarantino e nessna giovanna che mi deve spiegare, purtroppo, cosa sia un ospedale e cosa sia un giovane che muore di cancro. A differenza di molti cretini, non intendo lei, che scrivono in questa zuppa, purtroppo il cancro non fa sconti a nessuno, ovunque. E su questo specifico argomento non voglio più tornare.
@Flaminia. Andiamo per ordine. Lei parla di sentenza, ma non c’è alcuna sentenza. Siamo ancora nella fase delle indagini. Ci sono due piani. il primo è sulle responsabilità dei riva e della loro conduzione dell’impresa (due agli arresti cautelari ed uno latitante) e di questo non ho parlato nel mio pezzo. Il secondo piano riguardo solo lo sblocco dei sigilli sull’acciao già prodotto. I pm ritengono che essendo frutto di un atto illegale debba rimanere sigillato. I giudici concordano. Poi il governo Monti è inteervenuto con una leggina (che ritengo giusta, ma conta poco cosa penso io) per sbollcare quell’acciaio, far arrivare risorse all’Ilva con le quali attuare parte della bonifica. La legge prevedeva alcune prescrizioni obbligatorie da fare entro un anno e mezzo. Ma se l’?ilva non vende, le prescrizioni vanno a farsi benedire poichè fallisce l’azienda. La procura si è opposta a questa legge e fanno ricorso, semplifico, e i giudici due giorni fa (motivo per cui scrivo l’articolo) non decidono: in sostanza rimettono la questione alla Corte costituzionale che giudichi se la leggina è appunto legittima dal punto di vista costituzionale. Nel frattempo (la corte si prenderà tutto il suo tempo per esprimersi) l’acciaio non si vende, l’azienda non incassa, non paga gli stipendi, non bonifica, e l’industria di Taranto muore.
aristarco : veramente nella mia vota ho votato per quasi tutti i partiti tranne che per il PCI … anche se ho votato Renzi alle primarie del PCI di adesso (il PD è quello di Renzi) e ti assicuro che se avesse vinto Renzi questa volta avrei votato PD.
Detto questo, non sono mica scemo (ancora) amico mio ! So benissimo che l’intera classe politica nostrana ha determinato ( e continua a determinare) lo sfascio dell’italia !
Oggi la BCE ha affermato che i capitali evitano l’Italia come la peste e pochissimi vengono ad investire (lo avrebbe potuto dire lo studente piu’ somaro della peggiore facolta’ di economia). Gli aeroplani e i natanti immatricolati in Italia sono ormai una rarita’. Le attivita’ (e le famiglie) affogano in un mare di tasse. Vengono imbastiti procedimenti che pur avendo un fondamento di qualche genere portano alla perdita di lavoro e incrementano lo scoramento di chi dovrebbe investire. Non dimentichiamo che nell’oceano di controlli sguazzano le mafie (plurale) di mezzo mondo. Tante conseguenze. Solo come esempio la ricerca diminuisce e si sposta altrove. In tanti Paesi fanno ponti d’oro a chi investe (con delle regole sicuramente), in Italia solo lacci, lacciuoli e … manette. Dagli anni 80 si sente parlare di semplificazione, ma non si e’ visto molto. Il grippaggio del sistema e’ in atto.
daniele. ne abbiano le tasche piene della stupida logica demagogica di quelli che dicono le solite scemenze che dici tu ! Dici cose che sappiamo tutti: cioè che è meglio vivere in una casetta nel bosco a 500 mt. di quota anzichè in una città industriale vicino ad uno stabilimento con emissioni di fumi !!!
ROBERTO: MENO MALE CHE “HAI CONFESSATO” !
Per la verità L’UNICO REFERTO “MEDICO” SERIO CHE HO LETTO A PROPOSITO DEGLI AGENTI INQUINANTI PRODOTTI DALL’ILVA … E’ QUELLO PUBBLICATO SUL GIORNALE PROPRIO IN UN ARTICOLO DEL BUON PORRO e riproposto in copie/incolla da un amico qui.
Veramente in questo referto, non c’è proprio scritto che gli agenti chimici prodotti dall’ILVA determinano il cancro alla gente di Taranto.
Veramente tutti i servizi ed i reportage (anche in TV) hanno mostrato quantità “sospette” di polvere marroncina depositata sulle case nei pressi dello stabilimento.
Ma, amico mio, ti posso anche concedere che detta polvere sospetta, potrebbe per davvero far venire il cancro … ma da un sospetto ad una certezza, quando c’è di mezzo l’economia di mezza italia (meridionale) … mi pare che ci corra realisticamente qualche differenza . O no ?
La scorsa estate ho lavorato per alcune settimane al petrochimico di Marghera: lì, se scavi un (1) mc sotto terra, ti arrestano !! Lì è TUTTO COMPLETAMENTE INQUINATO dai peggiori aggressivi chimici possibili immaginabili !!! Quando si alza il vento (e non scherzo) GLI OPERATORI DEVONO INDOSSARE LA MASCHERA A FILTRO ATTIVO O PERSINO L’ANTIGAS SE SUONA LA SIRENA !! Non è finita: in particolari situazioni meteorologiche … SI DEVE ABBANDONATE L’AREA !!!
Devo aggiungere altro ?
Sai dovè il petrolchimico ?
Dai un’occhiata su google earth … altro che Taranto !!! Daccordo, gli stabilimento più inquinanti hanno chiuso, ma restano i veleni (quelli si classificati, documentati e refertati) nelle polveri al suolo … oltre che sospette emissioni di cui io però, non so di che trattasi.
Morale: non c’è il minimo dubbio che la salute di tutti vada salvaguardata e che Taranto – a quanto pare – si produce in modo antiquato e pericoloso … ma la ragione dice che la disponibilità dell’azienda ad iniziare “la messa in sicurezza” … mi pare una ragione necessaria e sufficiente per trovare una soluzione da quella escogitata dai giudici di laggiù !
massim..vai a mangiare a casa di riva che ti vuole bene..
Profondamente in accordo con quanto scritto dal Giornalista, denuncia la Vergogna che provo nei confronti della mia terra e per quello che magistralmente sta orchestrando negli ultimi mesi. Taranto, la patria dell’acciaio, anzichè fare di tale appellativo il volano della sua economia,ne ha fatto la sua vergogna, e agli occhi del mondo siamo la nuova Chernobyl.
Non troverete mai alcun onesto lavoratore che dica Chiudiamo l’Ilva. Solo i tanti parassiti che sputano nel piatto dove mangiano, senza vergogna lo proclamano.
Grazie per l’attenzione. Vorrei porle un’altra domanda. Con questa sentenza si è sancito il concetto: o bonifichi o non riapri. Ma, che lei sappia, il concetto “chi ha permesso lo schifo dell’ilva fino ad oggi si assuma le proprie responsabilità” verrà toccato dalla magistratura? Io personalmente, tra me e me, ritengo responsabile l’ilva ( et similia) della situazione di Taranto. Ma chi non ha fatto nulla, di amministrazione in amministrazione, renderà conto mai alla magistratura? Visto che questo vaso di Pandora è stato scoperchiato sarebbe giusto controllare le posizione di tutti gli attori di questa tragedia. Altrimenti qualcuno potrebbe interpretarla come una sentenza ad personam, anzi ad fabricam. Vorrei pensare che questa sentenza sia volta a difendere un nostro diritto, quello alla salute, e non piuttosto un qualcosa che nasconde un qualcos’altro. Ci sarebbe da ragionare anche su questo. I latini avevano un’espressione bellissima: Cui prodest?
intervenuto ops..
Monti pentiti!!!
Bene l’Abate,
e comunque Nicola, farsi un giro negli Ospedali di Taranto e parlare con le persone in loco, operai compresi, fa capire una infinità di cose in più.
Con questo sai sa benissimo che l’apprezzo come giornalista e sto leggendo con gaudio il tuo ultimo su Monti che vuol congelare il suo redditometro.
Sarà intevenuto Padre Amorth?…:)
Carissimo Porro,
che dire…?Parafrasando Bruno Martino,verrebbe
facile:”E la chiamano Democrazia…”
Da artista dilettante quale sono,ho ricevuto uno spunto creativo da questo blog:ritagliare tutti,
proprio tutti,i commenti ed incollarli, articolo incluso,su di una grande tela.
Titolo dell’opera(concettuale):DEMOCRAZIA,appunto
Mi abbia suo f.b.
Ps sono d accordo con il post fdi flaminia..è vergognoso augurare morte eimalattia a una persona..io spero solo signor porro che si informi DAVVERO sul nostro dramma..e di come ci sentiamo abbandonati a noi stessi,se non ci fosse la magistratura saremmo ancora più morti di quel che siamo..nel senso metaforico..spero riuscirà a capirlo e chissà..cambiare la sua opinione
Rettifico ora compare..se vorrà rispondere
Non capisco perché il mio commento sia stato cancellato..non l ho insultato le ho solo fatto domande su come potesse considerare i riva ottimi imprenditori e del perché non ha rispetto per noi cittadini di taranto ch moriamo di ilva..non sapeva cosa rispondere?
caro porro. una semplice domanda. perché l’area a caldo di Genova è stata chiusa??? ma lei lo sa che quell’area è stata portata a Taranto? ma lei lo sa che i bambini di Taranto non possono giocare nei giardini perché contaminati da diossina? me lei lo sa che c’è un quartiere totalmente immerso nelle polveri e nei minerali? ma lei lo sa che gli ospedali pugliesi sono pieni di BAMBINI tarantini con problemi respiratori e mamme che non possono allattare??? me lei lo sa cosa significa ilva x i tarantini? le racconto un episodio, domenica una mamma al cimitero di taranto mentre piangeva suo marito morto di tumore ex dipendente è dovuta scappare via dal cimitero perché era li con il figlio nel passeggino ed una folata di vento ha fatto volare minerale e polveri proveniente dalla vicinissima ilva IN FACCIA AL BAMBINO CHE è DIVENTATO NERO!!! alloro caro porro prima di scrivere e di minacciare denunce a tutta taranto che si sta ribellando x il suo assurdo discorso da giornalaio dovrebbe venire qui e capire e vedere molte cose che mio caro porro lei proprio non sa! taranto libera!
@Flaminia grazie per il suo post. é del tutto evidente che ciò che scrivo possa indignare, a taluni addirittura fare orrore. Ma si esagera. Diciamo che posso comprendere l’arrabiattura e qualcosa di più. Visto che lei me ne dà il modo vorrei aggiungere qualcosa. Nel mio pezzo si dice soltanto che permetterei all’azienda di vendere il suo prodotto come previsto da un alegge dello stato. Non entro affatto nel merito della conduzione manageriale dei riva. Dico che occorre vendere un miiardo di euro di merce, se non altro per bonificare quell’azienda e quel territorio. L’argomento dei tumori è molto delicato. Ma utilizzarlo dicendo di fare un giro per gli ospedali di Taranto non ha alcuna valenza. Potrei rispondere con i miei casi personali di tumori e ospedali di Roma o di Milano. Ma sasrebbe sciocco: non si risponde con sofferenza a sofferenza. Penso come lei che in questa storia non ci siano vincitori e solo perdenti. Sono s’accordo sul fatto che scrivere sia più facile di vivere un disagio. Ma con questo ragionamento non dovremmo scrivere di nulla. comunque felice di discutere con commensali come lei. Questo taccuino è fatto per confrontarsi non per affermare
lei non è un giornalista per il semplice motivo per il quale prima di parlare non si è informato adeguatamente sulla situazione della MIA città e per la superficialità con la quale lo ha fatto… si vergogni di ciò che ha detto in quanto non offende me, che con tutto il rispetto non me ne sarebbe importato proprio nulla, ma offende tutti i miei parenti, amici, concittadini che per il posto di lavoro di qualcuno si sono beccati un tumore… io non le auguro di patire quello che è successo a tutte quelle persone perché sarebbe inutile e quasi scontato, ma stia attento!! Taranto è viva e i cani servi dei padroni come lei penso che non avranno un futuro molto prosperoso… se vuole minacciarmi con frasi della serie “avrà presto notizie dal mio avvocato” si risparmi la fatica che tanto come si dice a Taranto picc me ne futt (poco me ne frega) soprattutto di lei!
ho letto gli ultimi commenti. Per quanto io sia in disaccordo con l’articolo e delusa dai giornalisti e dai politici italiani in genere, è agghiacciante vedere il numero di persone che sta augurando malanni e sofferenze. Io credo che non si possa augurare un male del genere a nessuno, l’ho già detto anche prima in un post. vedere con quanta facilità si possa farlo mi rattrista.
E fa perdere il punto di vista della situazione. Io non mi sento garantita dalle istituzioni e dall’informazione. E’ una mia percezione ed in quanto tale è suscettibile di errore. posso dire che preferisco che l’italia chiuda. Penso che se una cosa non la si vive in prima persona non la si può comprendere pienamente. ma questo non vuol dire arrogarsi il diritto di augurare a qualcuno di ammalarsi. Stiamo scherzando? Difendiamo la salute e poi speriamo che altri soffrano? Esprimete il disappunto, l’insofferenza e magari anche l’odio non contro la persona ma contro l’argomento o l’idea.
Signor porro, io non sono d’accordo con lei, ma rispetto la sua opinione e spero che possa chiarirla anche in seguito. Che possa aiutarmi a capire meglio il suo punto di vista perchè, colpa mia, non l’ho del tutto capito.
Ieri sera, lo ammetto, mi sono indignata per l’articolo ma non mi sarei mai sognata di augurare a qualcuno il dolore atroce di un tumore o di una perdita. Ma vedere le persone, chiuse nel loro dolore o nella loro paura, che attaccano una persona rea di aver detto la sua…questo mi fa indignare ancora di più perchè viene negato un diritto importantissimo. Esprimere la propria opinione senza soffocare quella dell’altro.
Io invito, come banale utente della rete, a MODERARE i toni. ad abbandonare la violenza verbale che sto vedendo.A ricusare l’argomento. Ad accrescere l’esperienza collettiva con la propria conoscenza diretta. adesso ci si accapiglia sulle parole offensive che son volate e si è perso di vista il problema vero. Cos’è più giusto? Quali erano le altre strade possibili? Ci sono veramente dei vincitori? a me sembra che ci siano solo vinti.
Amico Porro, i ccommenri e gli scarsi voti ottenuti dal suo spot 39 dimostrano che non c’é sordo peggiore di chi non vuol sentire. Quello che preoccupa é di vedere tante persone incapaci di pensare, di fare un ragionamento logico, e questo mi ricorda un brano di “De l’Esprit” di Helvetius quando dice che l’uomo é basicamente pigro e il pensare é un lavoro che per questo possa anche portare sofferenza per cui si preferisce non pensare e rifugiarsi in comode idee e inclinazioni ideologiche familiari.
Ma ritornando ai nostri magistrati giustizialisti ed al nostro Sistema di Stato che mostra una decisa preferenza per legilazioni punitive, uno si domanda se non andiamo per caso nella direzione opposta al buon senso. Tocqueville diceva che il liberale ha fiducia nell’intrapendenza dell’individuo per risolvere la sua vita mentre il socialista non ha fiducia nel cittadino e vuole che lo Stato se ne prenda cura( estratto da un discorso del 15-09-1848 nell’assemblea costituente francese). Se qualcosa é evidente é che tutti vogliamo piú di quello che abbiamo, vogliamo piú soldi,´piú comodutá, piú svaghi etc… abbiamo perció in noi una molla che, se favorita o meglio non osteggiata da uno Stato corrotto dal tarlo socialista, porterebbe a una rivitalizzazione dell’economia e del benessere della societá.
Quello che a cui assistiamo sono le conseguenze della tendenza socialistoide dello Stato, sono conseguenze non previste ma inevitabili: la mancanza di fiducia nel cittadino crea un una inclinazione alla corruzione in tutti i cittadini , includendo naturalmente tutti i burocrati dello Stato e perché no tutti i politici.
Mi chiedo se noi italiani, famosi in tutto il mondo per la nostra inventiva e capacità imprenditoriale, siamo capaci di fare PIL solo senza rispettare le leggi e a discapito della salute di alcuni. Come in Cina (ma non mi sembra che il Made in China gode dello stesso lustro). La verità è che una fabbrica come l’Ilva, in Germania e in Francia sarebbe stata costretta ad adeguarsi alle condizioni minime di rispetto della salute di chi ci vive accanto )o a chiudere) . Forse semplifico, ma sembra che il detto “Siamo tutti froci col c..o degli altri” si adatti bene all’articolo.
Signor Porro..e tutti coloro che la pensano come lei..parlate cosi perche’ non vivete a Taranto, e aggiungo per vostra fortuna,e non capite il dramma che noi abbiamo..qui la gente, si ammala ogni giorno, e MUORE, per le emissioni nocive provocate dall’Ilva..gli ospedali sono pieni di bambini che hanno i polmoni come se fossero fumatori dalla nascita..signor Porro lei parla di ottimi imprenditori..ottimi imprenditori vuol dire non fare NULLA per l’ambiente inquinando e uccidendo un’intera citta’? essere ottimi imprenditori vuol dire essere latitanti? Vuol dire dare tangenti e mazzette per mezzi d’informazione,politici per continuare a produrre senza leggi? a me piu’ che ottimi imprenditori sembrano criminali,e a lei?Cito testualmente “il lavoro ce lo troveranno i magistrati”..alle migliaia di miticoltori,allevatori,agricoltori che l’ilva ha messo sul lastrico gliel’hanno trovato un nuovo lavoro?Non si puo’ allevare nell’arco di 25KM dall’ILVA perche’ i terreni sono tutti inquinati, e la citta’ Di Taranto e’ attaccata a questa fabbrica di morte..la invito a riguardarsi il video di qualche post in basso, ci meritiamo tutto questo?noi lo viviamo ogni giorno..siamo PERSONE..non siamo animali da macello..spero che abbia avuto la pazienza di leggermi e spero di averla fatto almeno riflettere un po…io LE CHIEDO: ( e mi piacerebbe avere risposta) che cosa abbiamo fatto noi cittadini di Taranto, persone come tutti, per essere violentati in questo modo e non avere neanche il RISPETTO da persone come lei? Lei ha offeso tutta la citta’ di Taranto, in nome del PIL..per quale colpa? per la sola colpa di avere la voglia legittima di..VIVERE.
Cristoforo Corsini
Dopo aver letto il brutto articolo di Porro consiglio a tutti di leggere i commenti dei tanti tarantini incazzati. Solo così potrete farvi una piccola idea della realtà dei fatti…
NEWS DA ILVA ORE 16.00
tutto come copione di un film.
AREA A CALDO = sotto sequestro
AREA A FREDDO = si chiude e le bramme si lavorano a genova.
ATTENZIONE = TRATTASI DI VOX POPULI NON E’ ANCORA CONFERMATO.
SI E’ OTTENUTO QUELLO CHE SI VOLEVA!!!! DISTRUGGERE E RIMANERE INQUINATI…. studiatevi il caso di porto marghera o enichem o … davvero tanti. Taranto è l’ultimo per cronologia!!!!
ORA SIAMO INQUINATI E SENZA LAVORO.
UNICA SOLUZIONE = lasciare TARANTO
proposta di soluzione =
proporremo a assindustria taranto di coordinarci e di chiudere tutte le aziende dell’indotto. Andiamo in croazia e faccioamo un consorzio!!! portiamo lavoro da altra parte.
Lasciamo soltanto la marina militare con qualche sommergibile nucleare americano in rada!
e gli statali.
@ Nicola Porro,
suvvia mi risponda… con me lei non ha bisogno di chiamare l’avvocato e nemmeno di presumermi quel che non sono, un parassita pubblico, un NO TAV, un agitatore da centri sociali… ho poca, spesso nessuna, simpatia per i magistrati… e per chi fa discorsi da regresso nelle campagne, tutti a cogliere le rape ed a vivere sorridenti, proprio come durante la guerra greco-gotica…
Ma la situazione di questa disgraziata città – in cui i ministri della Repubblica non vorrebbero mai vivere (e nemmeno le loro schiatte), per loro stessa, pubblica ammissione… eppure fanno di tutto, anche l’impossibile, per perpetrare le condizioni in base alle quali loro non ci vivrebbero mai, ma i locals invece ci devono campare – è davvero fuori controllo da ogni punto di vista. Vorrei prestarle i miei occhi, sa…
La politica, i sindacati, i giornali, le tv, hanno marciato pro azienda per un quarantennio, giocando sull’oggettiva miseria di questi luoghi, sull’indolenza meridionale, sulla corruzione dei colletti bianchi locali, sull’ignoranza che scuole di frontiera sgangherate e senza mezzi, non a caso, sono state incapaci e nolenti di ridurre…
Ora, pro bono pacis, nonostante stringenti (ahimè si, stringenti) risultanze scientifiche indichino una stretta correlazione (che ripeto basterebbe far due passi in zona per costatare con immediatezza) tra degrado ambientale, patente violazione sistematica delle norme (su cui nemmeno Clini ha mai osato obiettare, tanto è vero che ha proposto una nuova AIA e riconosciuto la sostanziale disapplicazione delle 416 prescrizioni precedenti) e varie malattie degenerative polmonari e neoplasiche (ovviamente solo per alcune tipologie…); nonostante bene o male la magistratura, nell’ambito dei suoi (enormi) poteri, abbia emesso atti su cui si è formato “giudicato cautelare”, giustificati da una perizia enorme e dettagliatissima, mai controbattuta nella sostanza, nemmeno dai periti di controparte… bene, nonostante tutto ciò ed altro ancora (ad esempio la dimenticanza dei loro drammi per decenni da parte della nazione, che allora non ricordava mai quanta parte del PIL provenisse dai due mari…), i cittadini di Taranto dovrebbero avere stima e apprezzamento di quel che lei scrive qui e di quel che ipotizza per loro ed i loro cari?
Invece di girarci intorno, dichiari chiaramente:
che da noi la vita umana vale meno che altrove, per decisioni prese 50 anni fa, irrevocabili;
che il territorio è condannato ad una prima lenta, ora rapida agonia per il bene della nazione (che così bene ci ripaga…. venga a vedere che splendidi agi lucriamo col nostro sacrificio, venga a vedere di persona quali strepitosi servizi… fact checking, ricorda?);
che finchè il mercato dell’acciaio senza regole, sostenuto dal dumping ambientale più crasso, va avanti (diciamo 3 anni massimo? Tenga conto che ben altri stabilimenti chiudono in questi mesi in tutta Europa, dalla Spagna alla Polonia… e non per inquinamento, ma epr carenza di ordini) 200.000 persone sono condannate alla monocultura più severa e senza soluzioni per quando, come inesorabilmente accadde al mercato della pergamena dopo la scoperta della carta, una produzione con tecnica anni ’50 non la vorrà più proprio nessuno, nemmeno scontata;
che qualche centinaia di vittime l’anno e qualche migliaia di malattie severe respiratorie (che nessuno nega) in più sono un piccolo prezzo da pagare (basta che non si sia tarantini, come aveva acutamente intuito l’egregio ministro Clini…) per evitare di mettere in discussione quel sistema socioeconomicoreligiosopoliticoinformativo pluridecennale, forse plurisecolare (alle volte venialmente illegale, ma che vogliamo che sia…) che le paga, meritatamente per carità, lo stipendio;
che pezza dopo pezza, decreto dopo decreto, ministro dopo ministro, papa dopo papa, se resta in piedi l’ILVA, forse la baracca non collassa per un altro quinquennio… e quando accadrà saremo già più vicini a nostra sorella morte corporale… e poi passerà tutto, finalmente, alla prossima generazione… oppure magari arriva il colpo di culo sperato e la Cina ce la farà a reggere la parte che fu della Russia sino alla metà degli anni ’90… e via con un nuovo valzer di prostituzione internazionale a nazioni sempre più illiberali e dispotiche…
Mi dichiari questo e ci saremo almeno capiti.
E lascerò cadere la questione…
Oppure mi risponda nel merito.
Oppure faccia un salto da me e si ravveda…
Insomma, parli, agisca, o Porro…
della sua gaia scientia e saremo noi a convertirci, chissà…
veda lei, magari ci inzuppi
Ma vista dal vero la faccenda, mi perdoni la banalità, non mi pare proprio possa esser pensata come la vuol pensare lei.
Chiediamoci il perchè in germania producono acciaio senza inquinare e perchè in italia si muore di tumore nelle immediate vicinanze della produzione.
Se non analizziamo ciò,parliamo fino a domani,la c’è un problema di corruzione,falsificazione dei dati,dei rilevamenti,connivenza,omertà ecc.
La nostra costituzione dice che la repubblica tutela la salute,se c’è un problema di tumori,terreni inquinati,è giusto che lo stato intervenga.
Il problema è che oggi è tardi,siamo in mezzo ad una crisi economico/finanziaria,e interrompere l’ilva significa fermare gran parte di indotto,e di industrie di lavorazione,ma come ho detto è tardi,la ricetta non c’è,ma è vero anche che non si può morire di tumore così,quando poi ci battiamo per la vita,per il fine vita.
IL PUNTO IN PAROLE POVERE È:
-O si lavora per vivere o si lavore per morire,pensiamo anche alle prossime generazioni.
Grazie Porro per la splendida notizia! aver perso un quarto di produzione industriale è colpa di questa magistratura cieca! come abbiamo potuto non pensarci prima?! meno male che ci sono geni come lei…geni incompresi però. immagino che lei sia stato tentato più volte dall’andar via dall’Italia e iniziare a lavorare in contesti più importanti e meglio riconosciuti. fortunatamente lei però è rimasto e ci regala ogni giorno nuove fantastiche osservazioni come questa! immagino dunque che anche l’altissima mortalità di tumore a Taranto sia consequenzialmente colpa dei magistrati: commovente! credo sia il caso di organizzare una bella spedizione punitiva della cittadinanza verso gli abitanti del tribunale. stay tuned.
p.s.: grazie dio per averci dato porro!
ha ragione il giornalista, siete voi che non avete capito nulla, perchè se chiude l’Ilva non solo non la bonificherà nessuno e rimarrà dunque un sito inquinato e che inquina, ma avremo tantissimi disoccupati e con un aumento esponenziale di delinquenza.Voi che ora fate tanto gli ambientalisti, voglio sapere fate la raccolta differenziata che è importantissima oppure gettate la carta nel cestino quanto state in strada, raccogliete l’immondizia quando fate un picnic o andate a mare? Non penso proprio allora prima di criticare e fare gli eroi dell’ambiente guardatevi un pò il vostro comportamento.
Caro Porro, l’Italia è già chiusa. Non per lavori in corso (magari!) ma per fallimento. Un governo che si comporta come un curatore fallimentare, numeri e prospettive da portare i libri in tribunale, idee e progetti per resuscitare zero. E società civile in disfacimento. Uno di quei vecchi palazzi difficili da restaurare perchè se si tocca un solo mattone viene giù tutto. Insomma quell’Italia che conoscevamo fino a poco tempo fa e che ci faceva dire che in fondo, pur con tutti i problemi -dove si vive meglio di qui? si è dissolta come neve al sole. In cambio di che cosa ancora non l’ho capito, l’Europa? Mah, non sarà che l’Europa ha scambiato l’Italia per una quota latte?
“Ma non era il caso di rispettare le richieste del gip di Taranto? Di onorare il programma di ristrutturazione degli impianti? Visto che in gioco era ed è la vita di migliaia di cittadini? Dal disastro ambientale si deve difendere il gruppo dirigente dell’Ilva. E il governo e il Parlamento invece di assecondare i desiderata della famiglia Riva non avrebbero fatto meglio a commissariare l’azienda, trovando i capitali necessari a risanarla? (La Stampa, 17/01/2013)
Caro Porro rimetto la sua risposta perchè se è vera,e penso lo sia, è VERAMENTE esemplare.Poi chi vuol capire capisca, chi è in malafede, fa parte della masnada dei soliti farabutti demagoghi.
Grazie
——————————
@Ettore é così. Ma è incredibile che nessuno volgia dirlo.
A tal proposito copio e incollo:
Un’analisi statistica sui dati di mortalità ISTAT, quindi basata sui certificati di morte ufficiali, sulla mortalità per tumore nel sud Italia tra il 1999 e il 2003, condotta all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano insieme all’ISTAT di Roma e all’Istituto Tumori Pascale di Napoli, ha dimostrato che la mortalità per tumori (in particolare del polmone) negli uomini e nelle donne della provincia di Taranto è uguale alla media delle provincie del Sud Italia. “Questi dati pubblicati su Epidemiologia e Prevenzione del 2011 (Epidemiol Prev. 2011 May-Aug;35(3-4):200-206) – sottolineano Diego Serraino, Direttore Epidemiologia e Biostatistica e Umberto Tirelli, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano – hanno come punti di forza la copertura ditutto il Sud e la standardizzazione dei dati; lo svantaggio è che non si occupano dei singoli comuni, perchè è stata analizzata la provincia ma non il comune di Taranto”. “Va tenuto però presente che uno studio epidemiologico definitivo sul comune di Taranto non esiste ad oggi in quanto questo ipotetico studio dovrebbe avere almeno due caratteristiche: 1) essere “georeferenziato”,cioè tutti gli indirizzi andrebbero associati ai residenti in modo uninominale per mappare le residenze nel tempo (almeno 30 anni, dato il tempo che ci vuole per sviluppare il carcinoma del polmone) e di ogni residente bisogna conoscere data di nascita, sesso, e appunto tutte le residenze a Taranto o in altri comuni; 2) aggiustare per fumo: la residenza in zone disagiate, come vicino a impianti industriali, è associata allo stato socio economico basso, che a sua volta è associato all’aumento della frequenza del fumo che è la causa principale del carcinoma del polmone”. “Inoltre – sottolineano gli esperti dell’Istituto Tumori di Aviano – va detto che in Italia ci sono circa 1300-1500 nuovi casi di tumore all’anno in bambini da 0 a 14 anni e non risulta esserci un eccesso a Taranto rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria, la prima causa nota e accettata in tutti i Paesi industrializzati è il traffico veicolare: almeno il 5% dei carcinomi del polmone è oggi attribuibile ai fumi di scarico delle automobili e IARC ha classificato il diesel come carcinogeno di classe 1: perché non bloccare quindi la circolazione dei veicoli, almeno quelli a diesel? Perché non chiudere certe strade statali e certe autostrade, quelle più inquinate? Ovviamente non andrebbero costruiti condomini vicino alle acciaierie o alle autostrade, come purtroppo continua ad accadere in Italia. L’inquinamento dell’aria causa indubbiamente molte malattie acute respiratorie ma ad oggi il rischio attribuibile sui tumori dell’apparato respiratorio è basso (<3% tolto automobili) perché il fumo resta la causa principale (Fonte: American Association for Cancer Research). I dati epidemiologici condotti ad oggi – concludono Serraino e Tirelli – indicano quindi che non vi è un incremento dei tumori, in particolare del polmone, nella provincia di Taranto rispetto alle altre province del sud e non esistono evidenze epidemiologiche su un nesso di causalità certo tra inquinamento ambientale e tumori a Taranto”.
Come gia’ mostrato direttaemnte da Porro con una delle sue risposte, molta gente ringhia, ma qui se vogliamo dire che qualcosa fa male servono dati statisticamente attendibili: scienza, non fantascienza.
Si e’ parlato di un miliardo di studi su Taranto, ma nessuno nella stampa ha fornito riferimenti ai risultati, alle pubblicazioni ecc.
Per i digiuni ricordo che non e’ sufficiente identificare una “correlazione semplice” tra inquinamento e tumori, perche’ i dati vanno corretti per altre caratteristiche che possono viziare il dato (fattori confondenti), per esempio lo stile di vita, l’eta’, il sesso ecc. Senza dimenticare che la sensibilita’ dei test oggi e’ maggiore di quella di 10 anni fa, quindi l’incremento potrebbe essere reale ma per mera maggiore sensibilita’ di indagine.
@ Michele Teso: Lei a scrive a Porro: cito testualmente: Come si permette lei di dire che la magistratura causa la chiusura di un’ azienda se si limta a far applicare la legge? Di grazia, ci vorrebbe indicare quale legge sta applicando la magistratura? Ha letto il fascicolo d accusa? Non vi è l indicazione di una violazione alle normative sull’ inquinamento. L’accusa procede invece per reverse inquiry e leggendo in modo scorretto le perizie (che per altro indicano chiaramente che non vi sono sforamenti nelle emissioni) valuta che l’eccesso di mortalità (basato su calcoli errati) è ascrivibile ad Ilva: Senza dire a quale Ilva e senza indicare a auqli emissioni in senso temporale. Inoltre escludendo totalmente la possibilità che vi siano altri fattori inquinanti (Lecce docet). La procura vuole provare a dimostrare che in passato sono state violate delle norme e quindi ci è una responsabilità? faccia le indagini e istruisca il processo. Poichè al momento non esistonmo violazioni alle norme, il sequestro non sembrerebbe avere nulla a che fare con la salute e la legge. Ilva è autorizzate a produrre e vendere, quindi non è fuori legge. ma forse, dico forse la realtà è un altra e lo scopo non è quello che vi fanno credere. forse…
Roberto il 17 gennaio 2013 alle 12:59:
Mi tocca difendere bragadin che mi chiama topo di fogna, tutto il polverone che viene fatto a Taranto è appunto polverone, un pò vero e molto virtuale, nel mio paesello, la nostra area a caldo, molto ma molto più antica che a Taranto, ce la vorremmeo invece tenere ben stretta, perchè senza cè il deserto, e se qualcuno vuol venire a vedere che non è così tragico come dicono venga pure in maremma, nell’unico altro posto con altiforni rimasto in Italia, ricordo anche agli incompetenti che sparano minchiate, che per fare la ghisa dal minerale non servono a niente i forni elettrici, ci vuole per forza l’area a caldo con altoforno alimentato a coke, minerale e calcare, i forni elettrici o a gas servono solo per raffinazioni successive.
Qualcuno dice che in Germania hanno chiuso le acciaierie, ma quando se ne producono molto più di noi, credete che dalle loro ciminiere esca chanel n 5, poveri illusi.
Caro Porro, la domanda sorge spontanea: Lei ci è o ci fa? L’Ilva produce in barba alla legge; contro ogni regola, italiana ed europea, in barba ad ogni principio di tutela dei cittadini e dei lavoratori! Analoghe fabbriche in Corea sono tecnologicamente ed ecologicamente più avanzate. Se voglio vendere gioiello ho il diritto di rubarli ad altri secondo lei? La magistratura sta semplicemente DIFENDENDO IL LIBERO MERCATO perchè il mercato è libero quando le parti rispettano le regole e quando sono punite per non averle rispettate. Perchè Riva dovrebbe arricchirsi con la corruzione e non con la produzione? I Riva Family sono degli incapaci che sanno fare affari solo corrompendo gli amministratori (colpevoli di lasciarsi corrompere ben inteso), e facendo lavorare le persone in condizioni di non sicurezza. In Italia siamo abituati a questo genere di cialtroni, basta vedere quanti applaudono ad un tipo che ha trovato come soluzione per risanare i conti pubblici quella di alzare le tasse, tagliare i servizi agli italiani senza ridurre alcuno spreco. Non è di questo tipo di ammiragli che ha bisogno il Paese
@ giuseppe
Vedi forse scritto da qualche parte che il miliardo di euro di introiti sarebbero utilizzati nel risanamento dello stabilimento? O forse è più probabile che prenderebbero la strada del risanamento debiti in Lussemburgo?
Visto che vive a Taranto con la famiglia, non le sarà mancata quest’istantanea dal vivo:
ILVA 15-01-2013 (jpg)
Auguri a lei e famiglia.
@ ulisse
Nonostante l’ILVA, da Taranto si continua ad andare via, sia perchè non ci sono alternative, sia per non morire di tumore. La differenza è che, da ormai parecchi anni ormai, non ci si ferma più nel Settentrione, bensì si superano confini. Quindi, non ha di che preoccuparsi: sia io che lei, da bravi italiani, possiamo continuare a pagare per i rimborsi del ‘Trota’ ed per i salvataggi delle banche.
Caro signor Porro,
che il guaio dell-ILVA sia un grosso problema e’ piu’ che chiaro ma tutti i grandi criticoni di sinistra che l’attaccano dovrebbero in primo luogo suggerire dove trovare lavoro per chi lo ha perso gia’ o lo perdera’ presto. E se i magistrati fossero responsabili delle loro sentenze sbagliate e dovessero pagare in prima persona (e non farle pagare a chi paga le tasse come me)e rimanessero senza un misero euro allora ci penserebbero due volte prima di togliere il lavoro agli altri.
Per Bragadin. E’ proprio quello che volevo dire e che ho portato all’opinione pubblica da oltre sessant’anni: la buracrazia,cioè l’apparato pubblico statale e degli enti locali al servizio della politica.Non i dipendenti pubblici che lavorano,che fanno il loro dovere e che rischiano come le forze dell’ordina.Se, come affermi, sei stato nella pubblica amministrazione,sai anche bene che senza il posto fisso,cioè l’esperienza e la specializzazione,il numero dei dipendenti pubblici dovrebbe triplicare. Alla fine degli anni ’70 il partito socialdemocratico fece la proposta dell’alternanza nell’impiego pubblico:il ricambio ogni dieci anni.Ti rendi conto della ridicolaggine della proposta?. E chi ti assicura che i sostituti non sarebbero peggiori ?.E certamente saprai che la pubblica amministrazione è stata rovinata dai partiti ( ma anche dai sindacati per la loro parte),ma non vuoi ammettere che anche il tuo partito e il tuo sindacato hanno le loro colpe.Non mi riferisco a te personalmente,perchè ognuno difende il suo:che è la causa prima dei misfatti.
Vi auguro che il tetto della vostra casa non vi crolli sulla testa perché costruito da un imprenditore senza scrupoli: per coerenza, non potreste nemmeno rivolgervi alla magistratura ‘giustizialista’.
@elis in effetti
@Bragadin: suvvia Bragadin non te la prendere per quanto ho detto sulla preferenza di informazione dei lettori che hanno un pò di sale in zucca. E’ nell’ordine delle cose biologiche avere più o meno neuroni in testa e non è colpa di nessuno. E’ noto che molto spesso l’informazione dice ai lettori quello che vogliono sentirsi dire e non quello che è in realtà una certa questione. E’ la classica distinzione tra giornalista vero e giornalista che sta ancora imparando il suo mestiere e tra lettore con sale in zucca e lettore che legge il giornale solo mentre va in bagno la mattina. In ogni caso sono seriamente preoccupato per le sorti dei tuoi amati contribuenti del Nord che non dormono la notte per le beghe del Sud. Non posso assolutamente consentire che non dormano la notte, sono troppo umanitario. Siamo così gentili e disponibili e generosi nei tuoi confronti che siamo disposti a spostare integralmente pezzo dopo pezzo lo stabilimento ILVA di Taranto presso la tua città di residenza, due angoli dopo da dove abiti, e regalarvi integralmente tutti i posti di lavoro e uno splendido pezzo di arte industriale quale quello di Taranto con annessi splendidi e scenografici parchi minerari tanto profumati. Hai visto? Non hai motivo di arrabbiarti…saremo pure imbecilli e comunisti ma siamo tanto, tanto, tanto generosi. Per ringraziarci di questo favore mandaci un panettone o un uovo di pasqua a tua scelta
ULISSE..hai dimenticato di dire che se chiude l’ilva sarà colpa di un emigrante venuto dal nord…
Porro, vede come sono fatti i sostenitori della legge e dei giudici giustizialisti? tutta gente per bene, che sa discutere civilmente. Proprio come i giudici.
Nel meridione si sono purtroppo abituati al fatto che i guasti delle loro nefandezze, vengono compensati con i soldi degli altri. Se l’Ilva chiude, oltre al costo di casse integrazioni e simili, avremo una nuova ondata di migranti che verranno al nord per cercare un lavoro che non c’è, ma tramite il parente Vigile, guardia privata o impiegato nelle pubblica amministrazione, tenteranno di imbucarsi un un posto stipendio sicuro. L’Italia è l’esempio di come una democrazia priva di regole “meno democratiche” è un pastrocchio disumano di furbi che manovrano ai costi altrui. Se un gruppo di magistrati si possono permettere di ignorare le indicazioni di un governo e produrre danni così gravi per l’intera nazione, significa che dal lato dei poteri pubblici siano nella condizione degli abusi dei signori locali del medioevo.
L Italia Socialista e al capolinea insieme a tutta la burocrazia.
Per una svolta liberale dipende da noi.
E urgente eliminare almeno 1.000.000 di politici
L Italia Socialista e al capolinea.
Ditelo a SILVIO, non e piu credibile come non lo e piu la politica.
BBG
Sondaggio sulle misure urgenti per le piccole e medie imprese
Senza le fondamenta non si può costruire nulla. Le fondamenta dell’economia dell’Italia sono le piccole e medie imprese che da noi hanno scarsa o nulla rappresentanza. Sono le mucche da mungere in un Paese sempre più burocratizzato dove i servizi (inefficienti) a chi intraprende esistono solo sulla carta e i costi necessari per competere, dai trasporti, alla connettività, alla distribuzione sono più alti della media degli altri Paesi della UE. Lo Stato applica la legge del taglione su chi produce senza accorgersi che sta segando il ramo su cui è appeso. La maxi tassazione sulle PMI è un incentivo all’esodo degli imprenditori, la burocrazia fine a sé stessa è un ostacolo ormai insuperabile per chi avvia un’attività. Qui si fa l’impresa o si muore con il disfacimento di quello che è rimasto dello Stato sociale.
Per uscire dal buio è necessario tagliare i rami secchi dello Stato, le sacche di privilegio, eliminare i processi burocratici da delirio, diminuire il carico fiscale sulle imprese.
@giuseppe da Taranto, Sentirà anche lei presto il mio avvocato
@andrea no caro andrea si può dissentire anche ferocemente da ciò che scrivo e tollero anche una certa dose di insulti. Ma le mimacce no. E poi caro andrea voi che siete così fiduciosi nella magistratura che problema vi fate. Se ho torto un giudice lo riconscerà.
misure urgenti per le piccole e medie imprese
Senza le fondamenta non si può costruire nulla. Le fondamenta dell’economia dell’Italia sono le piccole e medie imprese che da noi hanno scarsa o nulla rappresentanza. Sono le mucche da mungere in un Paese sempre più burocratizzato dove i servizi (inefficienti) a chi intraprende esistono solo sulla carta e i costi necessari per competere, dai trasporti, alla connettività, alla distribuzione sono più alti della media degli altri Paesi della UE. Lo Stato applica la legge del taglione su chi produce senza accorgersi che sta segando il ramo su cui è appeso. La maxi tassazione sulle PMI è un incentivo all’esodo degli imprenditori, la burocrazia fine a sé stessa è un ostacolo ormai insuperabile per chi avvia un’attività. Qui si fa l’impresa o si muore con il disfacimento di quello che è rimasto dello Stato sociale. Per uscire dal buio è necessario tagliare i rami secchi dello Stato, le sacche di privilegio, eliminare i processi burocratici da delirio, diminuire il carico fiscale sulle imprese. Va fermata al più presto la fuga all’estero delle nostre imprese e create le condizioni per essere noi ad attrarre investimenti e imprese straniere, non l’Austria, la Slovenia, la Carinzia. Di seguito elenco le misure che ritengo urgenti per le imprese, per evitare il naufragio definitivo del Paese.
@Merli paolo, Buona domanda
Sondaggio sulle misure urgenti per le piccole e medie imprese
Senza le fondamenta non si può costruire nulla. Le fondamenta dell’economia dell’Italia sono le piccole e medie imprese che da noi hanno scarsa o nulla rappresentanza. Sono le mucche da mungere in un Paese sempre più burocratizzato dove i servizi (inefficienti) a chi intraprende esistono solo sulla carta e i costi necessari per competere, dai trasporti, alla connettività, alla distribuzione sono più alti della media degli altri Paesi della UE. Lo Stato applica la legge del taglione su chi produce senza accorgersi che sta segando il ramo su cui è appeso. La maxi tassazione sulle PMI è un incentivo all’esodo degli imprenditori, la burocrazia fine a sé stessa è un ostacolo ormai insuperabile per chi avvia un’attività. Qui si fa l’impresa o si muore con il disfacimento di quello che è rimasto dello Stato sociale. Per uscire dal buio è necessario tagliare i rami secchi dello Stato, le sacche di privilegio, eliminare i processi burocratici da delirio, diminuire il carico fiscale sulle imprese. Va fermata al più presto la fuga all’estero delle nostre imprese e create le condizioni per essere noi ad attrarre investimenti e imprese straniere, non l’Austria, la Slovenia, la Carinzia. Di seguito elenco le misure che ritengo urgenti per le imprese, per evitare il naufragio definitivo del Paese.
@Vale brava ha fatto una bella battuta. Pensi ad educare bene suo figlio, invece di provare a far battute che non le riescono.
@Domencio, troppo ragionevole, il suo discorso, per essere capito da una banda di ultras. per di più spaventati
@mike, e giuseppe il tipico vigliacchetto che getta il sasso, ma nasconde la mano. Siamo alla ricerca dell’Ip
Parma pulita, Parma a 5 Stelle
“Arresti clamorosi a Parma da parte dalla Guardia di Finanza condotta per conto della Procura. Arrestati il consigliere regionale del Pdl Luigi Giuseppe Villani, l’ex sindaco di Parma Pietro Vignali, l’ex presidente della società partecipata comunale Stt Andrea Costa e l’editore del quotidiano Polis e presidente del cda di Iren Emilia Angelino Buzzi.
Parma pulita, Parma a Stelle
“Arresti clamorosi a Parma da parte dalla Guardia di Finanza condotta per conto della Procura. Arrestati il consigliere regionale del Pdl Luigi Giuseppe Villani, l’ex sindaco di Parma Pietro Vignali, l’ex presidente della società partecipata comunale Stt Andrea Costa e l’editore del quotidiano Polis e presidente del cda di Iren Emilia Angelino Buzzi. Mi raccomando, continuate a esaltare la Lega che si allea a questi delinquenti! Continuate a votare per B! E continuate ad attaccare il M5S, che ci fate proprio una bella figura! Dalle prime informazioni risulta che i 4 “hanno tenuto costantemente, nel corso di più anni, una condotta fraudolenta finalizzata ad accumulare ingenti ricchezze da destinare ad usi strettamente privati”, tra cui il “finanziamento della campagna elettorale per le elezioni amministrative di Parma del 2007″, il “controllo della stampa locale” e la “fidelizzazione della popolazione parmense e non ad un particolare ‘movimento’ politico anche al fine di una eventuale candidatura alle successive elezioni politiche nazionali”. 17 indagati. Sequestrati beni per circa 3,5 milioni di euro e disposto il sequestro di beni mobili ed immobili. A settembre era stata la volta dell’operazione Easy Money e in manette era finito l’assessore alla Scuola Giovanni Paolo Bernini, per tangenti legate alle mense scolastiche.
Nicola Porro il 16 gennaio 2013 alle 20:21:
@Giuseppe che fa mi minaccia? ne risponderà al mio avvocato.
Le tipiche risposte difensive berlusconiane. Lei solo per il Giornale può scrivere.
aristarco, tu parli a Porro ma scrivi qui: ovvio che devo dirti di non aver ben compreso il senso del tuo discorso.
Se non o capito male tu non condividi il pensiero secondo cui la P.A. deve subire una completa £revisione”: è così ? Da ex pubblico dipendente, dopo aver fatto il dipendente privato ora sono libero professionista. Ebbene amico mio … come si fa (per esempio) a non dire che dei 4 e oltre milioni di pubblici dipendenti, almeno un milione di essi E’ PERFETTAMENTE INUTILE ?!!!!
Come si fa a non dire che, con UN MINIMO DI RAZIONALIZZAZIONE “VERA” DEI SERVIZI E DI ELIMINAZIONE DI BUROCRAZIA DEMENZIALE, questo milione potrebbe agevolmente crescere di altre 500.000 unità ?
Chi si sogna di dire che si può fare a meno dello Stato, è un cretino ! Ma chi dice che SI DEVE fare a meno di QUESTO STATO … HA PERFETTAMENTE RAGIONE !!
Hai citato banche, artigiani, professionisti, ecc. ecc. : ma questa gente, pur commettendo errori, come li commettono tutti quelli che lavorano, si muovono secondo la logica del buon senso e della razionalità (sii pur finalizzata al profitto) : tu dici che questo nostro stato … opera con altrettanto raziocinio ?
SIg. Porro io penso che lei non sappia nemmeno cosa sia la legge e come debba essere applicata.. Questo almeno appare dal suo populistco propoagandistico articolo.. Come si permette lei di dire che la magistratura causa la chiusura di un’ azienda se si limta a far applicare la legge? Il buon senso che lei richiama a nome di non so quale giustizia sociale, non ha nulla a che fare con la salute di chi lavora in quell’azienda.. Lei attacca la magistratura e si arroga tale diritto a sproposito solo perche’ il suo padrone fa altrettanto. Altrimenti accetterebbe la suddivisione costituzionale dei ruoli.. Se la magistratura attaccasse a parole i suoi amici politici? a lei la risposta.. le risordo che i suoi amici politici han fatto le leggi…
caro Nicola .. questa volta il tuo articolo (il quale se non sbaglio, si rifà ad una logica che non fa una grinza dal punto di vista della conciliazione salute/economia disastrata del sud) ha scatenato la reazione di tutta quella masnada di professionisti della demagogia adepti alla ferocia politica che si rifà al loro credo e che, come vedi, si sono ritrovati qui chiamati a raccolta dal “tam tam” che spazia dalle sedi dei centri sociali, sa quelle della “fiom” a quelle della CGIL, sino alle comunità di pidini bolscevichi ancora numerosissime .
Hai visto quanto nomi nuovi nel blog ? No global, comunisti, giustizialisti, finti salutisti ..tutti rigorosamente pubblici dipendenti o (i più) parassiti più o meno di stato, tutti comunque, rigorosamente alimentati dalla comunità (in verità assai smilza al sud) che produce e lavora sul serio.
Ma il vero guaio, per come la vedo io, è che … come sempre, alla fine, chi pagherà per questo ennesimo disastro demagogo/salutista/giustizialista, saranno “i soliti” contribuendoti del nord !! La gente che produce sul serio !! Loro pagheranno le quintalate di euri necessari alla c.i.g. ed o alla disoccupazione, le quali come noto, avendo in italia durate pluriennali, alla fine si trasformano in una comoda fonte di reddito per molti lavoratori … i quali, anche arrangiandosi in mille modi … si vedono pagati …. PER NON FARE NULLA !!
Decine e decine di amici e conoscenti, hanno fatto di mestiere “i disoccupati” ed “i cassintegrati” per anni e anni, prima di andare finalmente in pensione (pensioni che, come tutti, nemmeno si erano pagati per intero) grazie al wellfare pazzoide che impera ancora qui da noi.
Tutto questo, caro Nicola, sta nella logica demagogica, parassita e comunista di coloro che ferocemente ti hanno attaccato !! Credimi, la salute NON C’ENTRA NIENTE !!!
Vedi, nel nome della ideologia rossa, la ricerca di una soluzione equilibrata che porta alla progressiva eliminazione delle emissioni inquinanti … è vista come una svendita “dei diritti del proletario” al padrone di turno: anche tu, come vedi, sei al soldo oltre che di Berlusconi, anche dei padroni dell’ILVA :…. ma quanto soldi avrai mai accattato Nicola ?!.
Magistratura irresponsabile, vergognatevi non è così che vengono risolti i problemi, ossia chiudendo l’Ilva anche perché non si risolverà nulla, anzi l’impianto non verrà bonificato e in + ci saranno tantissimi disoccupati e Taranto sprofonderà nella miseria.L’Iva ha deciso di applicare l’AIA già da ora, con tutte le prescrizione della Todisco ,mentre le altre aziende le applicheranno nel 2016 quindi che cosa volete +.? Almeno che non vi piaccia stare sulle prime copertine dei giornali mentre noi a morire di fame che schifo. Non vi preoccupate poi mi darete da mangiare a me a alla mia famiglia con i miei due bambini. VERGOGNATEVI.
Leggo con disgusto e incredulità i commenti con le infamanti accuse rivolte da certi personaggi alla magistratura tarantina. Gente a cui questi coraggiosi magistrati hanno rotto le uova nel paniere, terrorizzati al solo pensiero di perdere i loro privilegi all’interno della fabbrica, e il cui solo pensiero di andare a lavorare invece di starsene nei comodi uffici fa perdere il lume della ragione. se fossi raggiunto da un mandato di cattura da innocente, mi catapulterei dai magistrati per dimostrare la mia innocenza…invece di farmi rincorrere per tutto il mondo.Siete gente a cui piace l’agio,che adora ostentare,deboli perchè vi schierate sempre col più forte…e non importa quanta gente pagherà per i vostri comportamenti con la propria salute,ciò che conta è il premio…io mi auguro che riusciremo a liberare taranto non dall’ilva, ma da questa gentaglia. Perchè voi..siete il vero inquinamento. Siete stati voi che avete reso quella fabbrica invivibile sotto tutti i punti di vista. Non avete mai avuto rispetto per il posto di lavoro, ma solo servilismo…e ora avete paura.
Giovedì 17-01-2013 arriverà Clini a Taranto, ovviamente non vedrà nulla di tutto questo:
ILVA
15-01-2013 (jpg)
Cominciano le bonifiche? Soldi buttati!
Sig. Porro, credo che le spiegazioni nei vari commenti le abbiano già raccontato la nostra situazione ….. venga a Taranto ed invece di contare le tonnellate di acciaio ferme perchè frutto di reato, si faccia un giro negli ospedali, mi creda anche lei probabilmente rivedrà il suo pensiero!
roberto: imbecille ! Non posso sentirmi dire da un imbecille maleducato che “io non ho il sale nella zucca” … questo me lo può dure un topaccio di fogna come mariolino … ma tu non sei un topaccio di fogna , tu sei sei solo un imbecille !
Sig.Porro, per giocare immediatamente a carte scoperte, confesso di non essere un suo lettore, né tanto meno un estimatore del foglio su cui scrive. L’impostazione dell’articolo le è stata ampiamente criticata dai quanti mi hanno preceduto. La tentazione cui ha ceduto il sig. Giuseppe, di invitarla ad andare a vivere a Taranto, in un appartamentino vista ILVA in attesa che le si sviluppasse qualche “brutto male”, aveva sfiorato anche me. Poi, però, ritenendo che non sarebbe stato costruttivo (ma non una minaccia, solo “non costruttivo) come commento, ho pensato ad altro. Lei non ha mancato di sottolineare che i “poveri” sig.Riva hanno pochi milioni di spiccioli in cassa, ma tutti quelli che hanno guadagnato in questi anni, dove sono? Dove sono andati i profitti? perché non hanno con pensato di dover reinvestire parte di quei profitti in processi e tecnologie di bonifica del ciclo poduttivo?
I gloriosissimi miei conterranei (sono di Padova) che “emigrano” in Carinzia e in Slovenia per non pagare le tasse, sono gli stessi che negli ultimi anni hanno votato Lega e PdL e le loro leggi xenofobe e poi infarcivano le loro aziende e le imprese di lavoranti magrebini, ucraini, moldavi, albanesi assunti in nero. Nessun investimento sul sociale, sul miglioramento del territorio… ma una bella sfilza di Porsche e Rolex e mignotte d’alto bordo a riempire i locali del produttivo Nord-Est. Vi sono persone meravigliose che lavorano e cercano di far lavorare, ma quelli come i Riva e i loro poveri epigoni nordorientali, che hanno sempre sacrificato tutto al dio profitto non ci mancheranno.
Il fatto che Nuova Delhi sia più inquinata di Milano, fa si che i milanesi siano contenti del loro inquinamento e di morire più allegramente degli indiani?
I dati ISTAT sulla mortalità, se estrapolati dal contesto, non danno la reale dimensione del problema e soprattutto della malattia, che viene sopraggiunge molto tempo prima della morte.
Taranto è una città che si svuota progressivemante di tarantini e si popola di forestieri. Questi tarantini moriranno in altri luoghi rispetto a quelli di nascita, e popoleranno i dati ISTAT relativi a quei luoghi. La maggior parte degli stessi lavoratori ILVA non risiede a Taranto, quindi morirà statisticamente in un’altra provincia se non regione.
Per questo si fanno degli studi specifici, come lo studio Sentieri del Ministero della Salute, circoscritti a quei luoghi ed a quelle parti di popolazione che dovrebbero costituire un campione osservabile.
Meditare.
Porro, a Taranto si muore di tumore per colpa dell’Ilva, e lo dicono le perizie epidemiologiche. Bisogna avere RISPETTO nei confronti della Magistratura Tarantina che sta sta compiendo in maniera egregia il proprio dovere, e sta cercando di tutelare il diritto alla salute dei Tarantini che, in nome del profitto, è stato calpestato completamente in questi ultimi 50 anni. Io le chiedo: se lei avesse un figlio, una madre, un padre a Taranto, parlerebbe così? Accetterebbe con rassegnazione il fatto che uno dei suoi cari si possa ammalare di cancro perchè l’industria del nostro Paese deve continuare a sopravvivere? Io credo proprio di no. E allora concludo:è facile parlare di economia, di lavoro, di persone, quando non viviamo sulla nostra pelle i drammi delle malattie e della morte. Forse sarebbe stato il caso di tacere, almeno per rispetto nei confronti dei tanti Tarantini morti per colpa di quella fabbrica assassina.
caro nicola condivido quasi sempre le tue riflessioni, ma il problema la situazione ilva va affrontanta nel modo seguente. l’ilva aveva le autorizzazioni ambientali in regola, rispettava il sistema di smaltimento dei gas e dei residui? rispettava le norme europee in materia del comparto siderurgico? se si, allora i giudici vanno perseguiti per danno economico, se invece no è giusto che chiuda e fallisca ed i proprietari restituiscano quanto illecitamente guadagnato e finiscano in galera, al suo posto verranno imprenditori seri. buona giornata.
Caro sig. Porro, ha fatto un’analisi lucida di quello che avviene a Taranto in questi mesi, anche se qua si sono pure inventati che chi non vive in città non puo’ nemmeno parlare.
La realtà, è che 50 anni di vuoto assoluto della classe dirigente(specchio della città) e gli ultimi studi “Sentieri”, hanno completamente fatto perdere la pazienza a migliaia di persone che non si rendono conto che una volta chiusa l’Ilva, sarà
il deserto piu’ assoluto, che trasformerà la città piu’ importante del meridione in un villaggio per anziani! Di fatto, la magistratura, che ha riempito un vuoto di classe dirigente in questi anni, sta decretando la chiusura dello stabilimento siderurgico. Già, perchè a mio avviso, non si puo’ chiedere ad un imprenditore( per l’amor del cielo deprecabile) di spendere 3,5 miliardi per risanare(come previsto dall’Aia e dagli studi Sentieri – ultima pagina) e poi sequestrargli un miliardo di euro di materiale prodotto come fosse droga o armi. Lei ha fatto un analisi lucida e puntuale come mi sembra che solo, e quasi tutti,i giornalisti di “fuori” riescono a fare della situazione. Pe questo la ringrazio. Chi le scrive, vive a Taranto, ha dei figli e non vorrebbe mai che si ammalassero, cosi’ come ama profondamente questa terra e non ne vorrebbe vedere mai il suo inesorabile declino.
Con stima e cordialità. Giuseppe
Per favore, ci sono imprenditori ed imprenditori.
Non chiamiamo imprenditori quelli che distruggono l’ambiente, avvelenano falde acquifere e compromettono la catena alimentare. Non per mancanza di tecnologia e di leggi, ma solo per profitto. Anche lei Porro respira, mangia e beve, forse sono cose così naturali che ancora non se ne rende conto.
Caro Porro,
hai perfettamente ragione.
E’ lapalissiano che l’obiettivo dei magistrati non è ottenere il risanamento ma solo e soltanto far chiudere l’azienda. Vanno avanti per conto loro, applicando una legge scritta da loro, tanto loro non pagano mai per i loro errori. Compresi quelli già fatti, come il video sulla mazzetta passata da Archinà che poi mazzetta non è come dimostrano le immagini! Ma se loro dicono che non è così, anche le immagini diventano false!
Che bisogno abbiamo di parlamento e governo? Ci sono i giudici, fanno tutto loro, leggi e giudizio. Ma loro, a giudizio, non ci vanno mai.
Ma dove sono le prove “certe” che l’Ilva abbia provocato i tumori ? Esistono dati certi che leghino i tumori con gli inquinanti che sarebbero prodotti dall’Ilva? Altra domanda : se un tumore ci mette trent’anni per manifestarsi, come mai quando l’ILVA era pubblica, nessuno se n’é accorto? Ricordo a tutti che, al momento, siamo sono nella fase di indagini. Dopo l’eventuale sentenza si possono avere delle certezze. Ammesso che, scientificamente parlando, possa essere una sentenza a stabilire certezze nel campo scientifico. Del resto fin dal processo a Galilei, la veritá giuridica si é scontrata con la veritá scientifica , imponendosi solo per la propria “forza” legale, anche a discapito delle evidenze. Allora il “faro” della giustizia era l’ortodossia religiosa. Chi non era credente non poteve essere nel giusto, anche se dimostrava scientificamente le proprie tesi. Parlava , peró, a persone cresciute nelle Fede e, quindi, non aveva possibilitá alcuna di poter uscire vincitore da un accusa, quella di eresia, e sappiamo come andó a finire. Con la famosa abiura.
Commentare è superfluo, è evidente che il giornalista Porro, sa come si fa per farsi un pò di notorietà, la mia esperienza mi suggerisce 2 risposte: 1^ o il giornalista Porro è impazzito, allora bisogna mandarlo alle Cayman a rigenerarsi, altrimenti rischia per la sua salute di finire in un manicomio per pazzi altamente pericolosi.2^Potrebbe anche essere che abbia capito come si guadagna oggi, scrivendo articoli di convenienza in favore di Kriminali, pronti a dargli un aiuto per la causa economica del giornale per il quale scrive. Per me si fa strada la 2^ ipotesi,quindi sig.Porro lei a Taranto sbatte fortemente contro un muro di KEVLAR piu’ respingente della gomma che lei conosce e si rimetta il cappello in testa che ha in mano perche’ fa freddo.
Porro ma quando diventerai un vero giornalista?
LA MIA OPINIONE DOTTOR PORRO, SE CHIUDIAMO LO STABILIMENTO, POSSIAMO VERAMENTE CHIUDERE L’ITALIA, MA BISOGNERA’ ANCHE CHIUDERE IN GALERA TUTTA LA CLASSE POLITICA ITALIANA, DAL PIU’ ALTO SCRANNO AL PORTINAIO ROMANO, E BUTTARE LA CHIAVE.
QUESTO E’ UNO DEI TANTI DISASTRI ITALIANI IMPUNITI, SINO AD OGGI.
SE VENDIAMO SOLO LE AZIENDE CHE GUADAGNANO ALLA FINANZA MONDIALE, SIAMO COMANDATI E DIRETTI DA TENUTARI, COME ERANO I VECCHI CASINI,E DEI CASINI NE ABBIAMO TANTI, O I TENUTARI ATTUALI DELLA PROSTITUZIONE NAZIONALE, CHE E’ INDISPENSABILE PER LORO, VIVENDO FUORI SEDE,E’ NECESSARIO AVERLE LE PROSTITURE LIBERE PROFESSIONISTE.GIUSTISSIMO.
TORNANDO AL PROBLEMA ILVA,I CITTADINI DI TARANTO AVREBBERO IL SACROSANTO DIRITTO, DI ESSERE I PROSSIMI PADRONI DI TUTTO LO STABILIMENTO PER I DANNI INCALCOLABILI,PER LA PROPRIA SALUTE, COME RISARCIMENTO DANNI A DIR POCO. MENTRE PER TUTTA LA CLASSE POLITICA, CON IL SOLO PRIMO GRADO DI GIUDIZIO, DOVREBBERO ESSERE PORTATI TUTTI INTERAMENTE SENZA DISTINZIONE DI COLORE, SENZA ATTENUANTI,E SUBITO, ANCHE PRIMA DI FARE QUESTE VOTAZIONI DI FEBBRAIO. TANTO PER CAPIRCI BENE. CERTO SE AVESSIMO UNA MAGISTRATURA, NON FATTA DA UOMINI DI COLORE, MA DA ANGELI DEL CIELO, NON SAREMMO IN QUESTA SITUAZIONE NAZIONALE, ANCHE LORO HANNO FORSE QUALCHE PECCATUCCIO IN ESSERE, O NO! IO CREDO DI SI, E MOLTI ITALIANI LO CREDONO, O INGROIA SARA’ IL SALVATORE. DI PIETRO HA SOLO BLATERATO, E FORSE SOLO GUADAGNATO DI PIU’ DI PRIMA.
MA PURTROPPO, CON IL NOSTRO ATTUALE SISTEMA, FINIREMO CHE VERRA’ VENDUTA ALLA CINA, CHE COSI’ FARA PRIMA A DIVENTARE PADRONE DEL MONDO.BASTA VEDERE COSA GLI PERMETTIAMO DI IMPORTARE NEL NOSTRO PAESE, PER CAPIRE GLI INTERESSI DEI POLITICI ANCHE IN QUESTO GIOCHINO SPORCO.
BASTA GUARDARE A COSA HANNO PERMESSO DI FARE I NOSTRI POLITICI NELLA REGIONE TOSCANA. SEMBRA GIA’ UNA REGIONE CINESE IN QUEL DI PRATO. GRAZIE BERSANI,GRAZIE SINDACO RENZI,GRAZIE AL PRESIDENTE REGIONALE, GRAZIE A TUTTI VOI,E GRAZIE ANCHE ALLA LEGA, PER IL SOLO PARLARE, E GIOCARE SOLO NEL VOSTRO CORTILE, E DAR LA COLPA SOLO AD ALTRI,E CANTARE IL SOLITO RITORNELLO MEMORIZZATO BENE DA SALVINI.
VERGOGNA ASSOLUTA.
NOI TRASFORMATORI, ABBIAMO PROPRIO BISOGNO ANCHE DI ANDARE AD ACQUISTARE ACCIAIO ALL’ESTERO, O MAGARI FARLO IN CASA NOSTRA IN MODO SCONSIDERATO, COME ORA PER LA NOSTRA SALUTE, E PAGARLO CON MONETA CINESE. BENISSIMO, CHIDIAMOLA PURE, MA SARA’ NECESSARIO CHIUDERE IN GALERA TUTTI I POLITICI ATTUALI,INIZIANDO DA MONTI, E ANDARE INDIETRO ALL’ULTIMO ANCORA IN VITA,DA OGGI STESSO 2013.
Gianni.bo.
non entro in merito alla questione inquinamento in quanto di fatto non en so nulla. ma vorrei spezzare una lancia a favore del dott Porro, in quanto il suo articolo non entra in merito se è giusto o meno che l’azienda sia obbligata a sistemare i problemi di inquinamento durante la produzione, ma si sofferma su una cosa ben precisa, 1 sesto del fatturato dell’azienda è fermo nei piazzali. 1 miliardo di euro di acciao gia prodotto, finito, venduto, e li fermo. cosa centra questo prodotto con l’inquinamento? se l’azienda non consegna la merce, perde le commissioni, (probabilmente avrà anche penali da pagare), soldi non ce ne sono, e quindi? tutti a casa? cioè spiegatemi sta cosa, meglio che l’azienda venda le sue merci e coi sodi investa per rendere l’ambiente piu salubre (nel momento che si certifica che non lo è), o meglio farla chiudere a prescindere e mandare a spasso un po di decine di migliaia di persone?
e come vivrà sta gente?
nessuno vuole difendere la ditta nel mometo che si certifica che essa inquina, è questo che ha scritto Porro, ma non si capisce perchè la si voglia far chiudere a prescindere.
saluti.
Lei, Porro… mi pare membro della commissione che giudicò Galilei … se sulla carta la Luna non ha crateri, è inutile mostrarglieli col cannocchiale… venga a Taranto, ne ho ospitati tanti quando son qui… ma suvvia, andiamo al punto.
Potrei scriverle ed argomentarle tante cose in drastica confutazione di quel che lei, con tanta leggerezza, sostiene…
Ma poichè a strigliar l’asino si perde spazzola e sapone, sia detto con simpatia (che qui lei non trova nè il solito ambientalista, nè il solito black block nè il solito fan delle procure, anzi…), se ci tiene faccia un salto da noi sul web… e troverà tanto, tanto materiale, cronachistico, scientifico, giuridico, industriale, sulla vicenda di cui borbotta, da non poterne più… e forse si farà un’opinione più fondata.
La lascio pertanto immantinente, in compagnia d’una sola osservazione:
Mi spieghi come mai Il senatore Vico agiva con furore, almeno verbale, nei confronti del Della Seta, reo di avanzare dubbi sulla salubrità dell’ILVA e ne dava conto appunto ad ILVA; perchè definivasi Gerolamo Archinà “maestro di insabbiamenti” e perchè lui stesso affermava di voler “pagare la stampa per tagliarle la lingua”; perchè egli bramava ed otteneva dalla Digos il sequestro degli stencil del centro sociale “Cloro Rosso”, con la dicitura “attenzione, città inquinata”, venendo informato direttamente dagli agenti degli accadimenti interni; come mai era così eccentrico dal consegnare buste nelle piazzole di sosta delle superstrade ai periti del tribunale, la notte, invece che farlo in ufficio di giorno, come mai Fabio Riva, già latitante, dice di essersi consegnato alla polizia britannica e non ne sappiamo nulla da un mese, perchè la commissione parlamentare di quel NO TAV di Pecorella scrive così:
“E’ come se si fosse fatto un salto indietro, all’incirca di più di cento anni quando, in corrispondenza dell’inizio dell’era industriale, non esistevano le norme a tutela dell’ambiente e dei lavoratori e la produzione era l’unico obiettivo da perseguire”, perchè persino Mantovano del PDL non ha cuore di votare a favore e si astiene, con tanto di dichiarazione
( http://www.youtube.com/watch?v=tDAfZhoQp_w )
Insomma, perchè tutto questo can can? Per nascondere quel che poteva mostrarsi senza problemi? Per complicarsi la vita? Per sport?
O non arriverà mica al punto da pensare che, poveri diavoli, lo facessero per sottrarsi al crudele accanimento di una magistratura, inerte per quasi 40 anni, che riempie di polveri ogni balcone dei Tamburi ogni giorno per dimostrare contro ogni evidenza la pericolosità di uno stabilimento quasi identico agli anni in cui fu costruito (affermazioni dell’ARPA puglia che troverà da me, con tanto di tabelle e imamgini)?
Suvvia, lo dica… meglio qualche centinaia di morti l’anno a Taranto ed un territorio, circoscritto e periferico, perduto per secoli, piuttosto che ridiscutere la produzione industriale nell’intera nazione, affrontando un crollo meritatissimo (anche per mera obsolescenza), che però potrebbe portarci ad un vero rinnovamento… per aspera ad astra, no?
O lei è un altro di quelli che “…riforme si!! Ma per favore non mi spettinate…” ??
Mi faccia sapere.
E’ stato uno spasso leggere il suo articolo…mi spiega il perchè i vertici dell’ ilva sono agli arresti o addirittura latitanti?
E mi spiega anche il perchè fa finta che non ci sia uno studio sentieri e che il ministero della sanità abbia presentato dati inconfutabilmente gravi? (non solo x tumori al polmone)
Insomma perchè non si erudisce meglio sul problema …e poi magari mi da una risposta seria, ma seria sul serio!!! Grazie
Chiamare imprenditori i Riva è come bestemmiare lo Spirito Santo. I Riva sapevano benissimo quante morti avrebbero causato, hanno pagato PD e PDL per tacere, hanno pagato chi era preposto al controllo per tacere, hanno pagato anche i giornalisti per tacere…una categoria al quale lei stesso appartiene. Perchè non tace? No i Riva non sono imprenditori sono dei figuri incommentabili. Chi
scrive è un imprenditore che non vuole mischiare un bicchiere d’acqua pulita con uno di acqua sporca.
Distinti Saluti
Maurizio D’Angelo
alcuni “giornalai” o “lettori” prima di parlare di questo problema e della città di Taranto ci dovrebbero vivere x capire. Taranto è martoriata dall’inquinamento l’ilva uccide e come se uccide. Uccide dentro la fabbrica e nella città! I bambini di Taranto nascono malati e x le strade non ci scambiamo i saluti Ma i nostri giovani morti. Avete finito di mangiare sulla nostra pelle. NON SI MUORE X IL LAVORO NON SI MUORE X L’INQUINAMENTO DI LOTTARE È IL MOMENTO! TARANTO LIBERA!
Ma come danno il permesso di scrivere a certa gente davvero non si capisce!!!
Sono stato a Taranto solo una volta, ma avevo un anno, e non ricordo niente. In compenso abito a Genova, e conosco la storia di Cornigliano. Oggi cockeria e altoforno non esistono più: c’è solo la lavorazione a freddo, e l’aria è respirabile, ma ricordo bene l’odore acre, la polvere rossiccia su tutto il quartiere (una volta fra i più belli di Genova), il cielo arrossato a tutte le ore del giorno, come in un tramonto perpetuo. E, ovviamente, ricordo quanto fosse fastidioso respirare quell’aria.
Però, nonostante le ragioni di tutti, cerchiamo di guardare ai fatti da tutti i punti di vista.
La storia di queste acciaierie, con tutte le loro nefandezze, nasce tanti anni fa con l’ITALSIDER. I Riva, che pure hanno i loro segreti e i loro magheggi, sono solo gli ultimi attori saliti sul palco. Per anni, in nome del lavoro e dell’occupazione, tutto è stato sopportato: sopportato e non nascosto, proprio perché, come detto in molti altri interventi, lo sporco, il rumore e il malessere erano e sono tuttora sotto gli occhi di tutti. E allora, tanto per cominciare, dove si erano cacciati i vari giornalisti indignati, i movimenti d’opinione “arrabbiati” (tipo l’attuale M5S, per capirci), gli stessi magistrati che soltanto oggi gridano “vergogna”?
Se si avevano le prove del dolo, perché non si è ingiunto di mettere gli impianti a norma PRIMA? Chi ha avuto questa responsabilità, nel corso di questi 50 anni? Chi è che è “caduto dal pero”? Quando accadono fatti come quello di Taranto questi punti non vengono mai approfonditi, “vince” chi grida più forte sull’onda delle emozioni del momento. Hanno ragione gli amici tarantini a chiedere una città più vivibile (tranne quando augurano il male degli altri…), ma io vedo una cosa che, forse, è ancora peggiore della disoccupazione e della malattia, e cioè lo scontro che si sta creando fra chi vuole mantenere il proprio posto di lavoro e chi vorrebbe la chiusura dell’ILVA: tarantini contro tarantini. E’ solo questo, al momento, l’unico (pessimo) risultato ad essere stato raggiunto. I forni sono accesi (in stand-by, perché non possono essere spenti e riaccesi come un mocroonde), i fumi ci sono, la produzione invece non c’è, gli stipendi chissà.
Bisogna rendersi conto che, se l’acciaieria chiude, forse Taranto non morirà di tumore, ma probabilmente morirà per disoccupazione. E i Riva (o chi per loro) chiuderanno bottega per riaprirla all’estero. E se l’acciaio che ci serve lo compriamo dalla Cina, o dalla Serbia, o da Paesi in cui le norme ambientali sono arretrate, siamo sicuri di avere vinto una battaglia? O non avremo fatto altro che spostare i tumori (dimostrati scientificamente o meno) sui figli di qualcun altro? Attenzione, perché le proteste sono giuste, ma non commettiamo l’errore di cadere nella trappola dell’ipocrisia.
Anche perché salvare capra e cavoli (cioè lavoro, città e salute) non è impossibile: oggi ci sono forni diversi (magari elettrici, ad arco), controlli della combustione avanzati, metodi di filtraggio più efficienti… la tecnologia cambia e migliora, servono investimenti di milioni di euro, che ILVA non avrà (o dirà di non avere…) se la vendita dei prodotti finiti non viene sbloccata. E allora torneremmo al discorso di prima, quello della produzione (e delle malattie) spostata all’estero.
Si possono fare interventi meno efficaci ma applicabili nel breve periodo; si possono fare aggiornamenti più importanti ed incisivi, nell’arco di qualche anno, un altoforno per volta… La magistratura può e deve controllare che tutti gli interventi siano fatti secondo le regole dell’arte (avvalendosi di personale tecnico competente e non corrotto) e nei tempi previsti… se così non accade può predisporre sanzioni, penali, o magari il commissariamento. Ma non la cessazione dell’attività. Quella, nonostante le apparenze temporanee, non giova a nessuno. Taranto potrebbe diventare un esempio di modernità, di convivenza fra industria e città, meglio di tante cretinate ecosostenibili che si sentono in giro.
Ma prima di tutto, ripeto, non facciamoci la guerra fra noi. L’economia e la ricchezza, quelle vere, sono fatte dalle persone attraverso il loro lavoro, non dagli indicatori finanziari taroccabili a piacere, o dalle decisioni che fanno scalpore ma non risolvono i problemi. Questo, secondo me, è anche il senso dell’articolo di Nicola Porro, che eventualmente mi smentirà.
Taranto libera dalle malattie e dall’ipocrisia, ma non dal lavoro.
Cordialmente.
data la sua ignoranza nella vicenda Taranto – ilva, le consiglio di cambiare lavoro.
La Todisco è l’unico esempio di legalità e giustizia in questo paese!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TARANTO LIBERA!
Buonasera Porro.
Ho letto con cura il suo articolo. a dire il vero l’ho letto e riletto più volte ma a dirle la verità non ne capisco il significato. noto solo un ossessivo e ripetitivo accanimento verso la magistratura tarantina che sta cercando semplicemente di fare il suo dovere. vorrei dare a lei e atutti i suoi lettori il mio parere a riguardo.
partiamo con la cosa che più mi rabbrividisce, quando lei dice che imprenditori seri vengono costretti a chiudere. Porro, Riva non è un imprenditore serio e le vorrei rammentare che stiamo parlando di un individuo pluripregiudicato (dal 2001) per disastro ambientale, condannato per tangenti con un dirigente deutschbank (valore circa 50 milioni di euro) e che attualmente è latitante col figlio. Un individuo per il quale due morti in più di tumore all’anno a Taranto sono “una minchiata”. Oltretutto, parliamone della sua azienda: una azienda che usa cockerie senza filtri, con impianti obsoleti e a fine vita (impianti del 1967, dell’era italsider), riversa in mare le acque di scarico dei suoi impianti, usa metodi mafiosi per accaparrarsi aiuti e “silenzi” pagando i sindacati, organizzando manifestazioni, un’azienda che usa mazzette di 10.000 euro per “camuffare” i dati sull’impatto ambientale, che finanzia i partiti con 98.000 al pd e 120 al pdl. Un’azienda che il sig. riva ha avuto a soli 800 mln di euro dallo stato, ottenendo in cambio ogni anno circa 4 mld di euro di profitti. Una azienda che si scrive un’aia fasulla ad hoc, in cui si parla di bonifica degli impianti ma dell’ambiente del mare e dell’aria circostante non se ne parla, un’azienda che ha 4 mld di euro di debiti costretta dalla fasulla aia ad investire 3.5 in bonifiche e che ancora ad oggi non ha presentato un piano industriale (atto formale che possa manifestare la buona volontà dell’azienda nell’investire, per far capire che cmq l’azienda c’è ed è viva), un’azienda che nonostante l’obbligo di non produrre produce e fa i record di produzione e reclama anche il prodotto ottenuto durante il blocco degli impianti. un’azienda così, aiutata da uno stato mafioso fatto di collusi che inventano leggi ad hoc ammazza taranto-salva ilva.
Un ministro dell’ambiente che ogni volta che viene a taranto o parla di taranto fa solo delle figuracce, voglio ricordarle le ultime uscite di clini riguardo alla situazione ambientale a taranto:
- ad agosto clini ci ha proposto come soluzione quella di produrre di meno nei giorni di maggiore ventosità
- a settembre, quando balduzzi lo ha sbugiardato pubblicamente, leggendo i dati del progetto sentieri, ha osato dire che il problema non è l’ilva ma la catena alimentare di taranto (rovinata da chi, questo non si sa…)
- a ottobre clini dice che la soluzione di spostare l’intero quartiere tamburi non è una delle papabili, se la cittadinanza vuole (i miei parenti, mia madre ci sono nati li, dove sta scritto che debbano essere loro ad adattarsi?)
- clini crede ancora che sia nata prima l’azienda e poi che il quartiere si sia sviluppato attorno ad essa: l’azienda nasce come italsider nel ’67, mia madre è nata ai tamburi nel ’49: faccia lei i conti, se è capace.
Porro ho due domande per lei, prima di salutarla:
- crede davvero che se una azienda fosse davvero efficiente, con un imprenditore serio al vertice, debba vedersi applicare i sigilli dalla procura perchè assolutamente criminosa e pericolosa per la salute dei cittadini?
- porro come mai si parla della retroattività del decreto salva ilva, cioè primo caso in italia di validità retroattiva della legge, ma non si applica mai la retroattività sui reati in prescrizione dei nostri politici? applichiamo allaora la retroattività anche ai nostri politici, a lei tanto cari..
- porro perchè a genova l’ilva nel ’98 è stata chiusa una volta acclamata la sua pericolosità e il grave impatto ambientale che aveva sulla popolazione, si è spostata tutta la produzione dei liguri a taranto e ora taranto, con gli stessi impianti non può essere chiusa? guarda caso chi avvallò il trasferimento a taranto era clini…
la verità, caro porro, è che l’azienda ha già deciso da tempo di abbandonare taranto, perchè in crisi e perchè produrre in italia costa troppo: allora perchè sprecare quattrini su un cavallo perdente?? si arriverà al 2014 senza che questi maiali avranno fatto nulla e alla fine ci faranno una pernacchia, spolpando fino a quanto possono un limone ormai già spremuto.
Allora noi, a tutto questo non ci stiamo più. lotteremo, come stiamo lottando più che mai. e se ciò vorrà dire far crollare l’economia di questo paese, la colpa non sarà dei magistrati che han fatto il loro lavoro, ma di personaggi come riva che non hanno mai fatto il loro. E sarà il fallimento della politica industriale italiana.
Per il suo articolo, si vergogni porro. Vada ai tamburi.
TARANTO LIBERA! VERGOGNATI, ITALIA
TARANTO LIBERA!!!!!!!! ANCHE DA GENTE COME LEI!!!
Egregio dottor Porro condivido le sue riflessioni sulla burocrazia statale che sta distruggendo la piccola e media impresa .Ritengo ,comunque, che il diritto alla salute sia imprescindibile e che tutti abbiano il diritto di lavorare in un luogo sano e sicuro e che pertanto l’ ILVA debba esser chiusa se non in grado di garantire le misure minime di sicurezza. Mi meraviglia solo il tempismo della magistratura che avrebbe dovuto provvedere già da tempo .La logica del profitto non deve avere la meglio sulla salute mai ! Mi spiace per tutte quelle persone che purtroppo perderanno il loro posto di lavoro in un momento di grave crisi economica ! La cosa triste che dopo aver chiusa l’ILVA nessuno si prenderà poi la briga di bonificare l’area !
è vero, vivo a Milano. Ho 38 anni e nell’ordine negli utlimi dieci anni ho perso a causa del cancro: un amico di 32 anni, tumore al cervello, un collega di 39 anni (cancro all intestino). Dei miei 5 milgiori amici, 4 sono orfani di un genitore morto di cancro prima del loro ventesimo compleanno. Non ho conosciuto una nonna, morta di leucemia quando non ero ancora nato, e ho perso il primo nonno a causa del cancro quando aveva 56 anni. La migliore amica di mia moglie ha appena finito la chemio per un cancro al seno, e ha 34 anni. Cari amici che vi riempite la bocca di esempi a voi vicini, con tutto il rispetto per le malattie e il dolore, benvenuti alla realtà odierna: il cancro è la pesta del secolo, seconda causa di morte al mondo solo agli incidenti stradali. Ma a Milano, è colpa dell’inquinamento? Forse sarebbe il caso che tutti studiassimo un pò di più la statistica come scienza di analisi, per capire quanto sia facile manipolarla. La letteratura scientifica mondiale riconosce una bassissima correlazione tra inquinamento industriale e cancro, e riferibile solo a tumori polmonari, e anche in questi casi, in una percentuale del 3% ca. Sapete qual’è la prima causa di cancro? le sigarette! Ma non se ne parla, perchè siamo tutti fumatori. A Taranto non esiste una violazione alle norme sull inquinamento. In passato si è inquinato troppo? In quale passato? le normative quali erano? Continuare a dire che a Taranto si muore di cancro, è ipocrita, fatevi un giro al Mario negri a milano o allo Ieo di Milano, ai reparti pediatrici. Ne uscirete scioccati. dare la colpa a qualcuno non serve, l ho imparato guardando morire quell amico 32enne con il suo dolore e il suo straordinario entusiasmo per la vita…
Caro dott Porro perchè non sceglie a caso un polo oncologico pediatrico vi entra e chiede se ci sono bambini di Taranto? Forse in questo modo si renderebbe conto delle proporzioni del caso taranto, ci sono centinaia di famiglie sparse per l’italia che hanno la loro vita sconvolta, e per essere venali il costo sanitario di questi decenni a causa dell’ilva è di svariate centinaia di milioni di euro l’anno. caro dott Porro, prima di parlare sulla pelle delle persone dovrebbe informarsi e se non lo fa dovrebbe tacere o non occuparsi di giornalismo. Lo sa che l’area a caldo di una acciaieria non sarà mai ecocompatibile e che bisogna accettare il fatto che ci siano (come disse riva un giorno) “effetti collaterali” (ammalati di tumore)? lo sa che nel quartiere di Cornigliano alle porte di Genova funzionava un impianto di produzione a caldo di acciaio fin dagli anni ’50 e che nel 1999, dopo una serie di studi epidemiologici, fu raggiunto un accordo per la chiusura della produzione a caldo. Troppi i morti nel quartiere limitrofo agli impianti Ilva, fu la conclusione delle analisi sull’elevata incidenza di tumori a Cornigliano. Lo sa che il ministro Clini nel 2000 dichiarò:“La chiusura dell’altoforno e della cokeria delle Acciaierie è una questione urgente. Sul piano dei danni ambientali, dell’inquinamento e della salute dei cittadini siamo già in ritardo”. lo sa che il 12 giugno del 2001. Il Gip di Genova Vincenzo Papillo firma il decreto di chiusura della cokeria di Cornigliano, dopo aver valutato uno studio approfondito firmato da un gruppo di epidemiologi. lo sa che A volere con decisione il fermo dell’altoforno c’era in prima linea l’allora ministro dell’ambiente Willer Bordon, sostenuto senza tentennamenti dal direttore generale Corrado Clini e che tutti, dal Comune, alla Provincia, alla Regione, fino al governo guidato all’epoca da Giuliano Amato, si trovarono d’accordo su un punto fermo: l’impianto va chiuso, troppi i morti dovuti all’inquinamento. Lo sa che Nel 2001 una sentenza del Tar blocca anche l’alternativa, proposta da Riva, di sostituire il vecchio impianto con un forno elettrico, perché non era possibile proseguire nessun tipo di attività inquinante su quel sito, ormai compromesso. lo sa che taranto è un impianto gemello a quello di cornigliano che il gip Todisco sta seguendo le orme di cornigliano solo che qui i morti sono migliaia? (si stima 11500) Ma i nostri morti e i nostri ammalati valgono di meno di quelli di cornigliano? Ora, visto che, a quanto dicharato al tg1 da Clini, gli impianti a caldo di Taranto non inquinano propongo una soluzione meno costosa cioè costruire una nuova area a caldo meno inquinante a Cornigliano.
Quante odi queste persone lavorano in ilva? Nnn avete capito nulla dii questo articolo. Stupide capre!!!
Non avete capito nulla di questo articolo.Cialtroni e
capre!!!
LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. Anche per chi è accusato di DISASTRO AMBIENTALE. Continuate ad attaccare la magistratura quando invece i colpevoli sono altri (Stato italiano, Riva, Sindacati, politicanti locali). Taranto finalmente si è svegliata e non accetta più soprusi.
… Taranto ne ha piene le palle del vostro PIL, ora tocca a NOI, vogliamo VIVERE! e BASTA con la disinformazione l’ilva INQUINA, il quartiere dei TAMBURI era già lì quando cominciarono la costruzione del siderurgico, non ci siamo arricchiti ma stiamo morendo. Se l’Italia vuole l’ilva se la tenga ma lasci LIBERA TARANTO, LIBERA DI VIVERE e LIBERA di scegliere come e quando morire!!!
E’ chiaro che lei, come altri sprovveduti, teme la chiusura come la causa della futura disoccupazione di questi ‘numeri’ come voi li vedete da lontano, le fa immaginare lo scompiglio, furti, rapine, trasferimenti alla ricerca di nuove opportunità, crollo di alleanze economiche… ma non c’è solo questo. C’è molto di più e c’è già ora: c’è devastazione, c’è disoccupazione per chi non vuole e non può fare l’operaio, ci sono capi di bestiame abbattuti e aziende agricole fallite, cooperative in crisi per i fondali inquinati, … e molto di più, solo perchè un potere economico di poche industrie ha divorato e consumato un territorio senza più alcuna possibilità di sviluppo alternativo con la benedizione di una politica corrotta e poco attenta al futuro… tira, tira, tira… prima o poi la corda si spezza! Bene, a Taranto la corda si è spezzata e si ha paura di ammettere che va sostituita… Taranto nella crisi non è più schiava perchè è arrivata all’osso ed è sgusciata dalle manette dell’economia che l’ha sfruttata. Non serve più al sistema… ma rinascerà sulla nostra pelle, sui nostri sacrifici e i nostri progetti, e se un giorno chi come lei non ha compreso, verrà a cercar consensi, sarà ricordato per queste parole… la memoria sarà la nostra rivincita. Grazie della sua attenzione.
taranto ha un problema, indubbiamente è cosi e da italiano vedere dei concittadini vivere in uno stato di disagio simile è un colpo allo stomaco….cio non da meno pero taranto è in Italia e a questa è seriamente collegata sotto il profilo industriale….il diritto alla salute è connesso a quello del lavoro in egual misura….a taranto come in tutta italia…ma in un paese dove il conflitto istituzionale tra poteri dello stato è diventato quasi un onor al merito, questo principio va spesso dimenticato… l ilva non va chiusa va sanata perche meglio 50000 mila posti di lavoro con una granzia di miglior qualita della vita….che un prossimo magistrato che grazie alla pubblicita istituzionale a lui concessa si presentera sulla scena politica come
salvatore di etica e morale..
Taranto VUOLE VIVERE!!!! BASTA VELENI, BASTA MORTI… siamo stanchi!!! E si vede che chi ha scritto questo articolo NON HA LA MINIMA IDEA DI COSA SI STA PARLANDO………. SIAMO STUFI DI VEDERE I NOSTRI CARI MORIRE UNO AD UNO!!! PER COSA POI??? IN NOME DELL’INDUSTRIA??? No grazie….
E chiudiamola con questa Italia di merda. Apriamo un’altra pagina, una pagina dove anche a Taranto l’aria torni ad essere respirabile! Capito in che senso Porro?
egregi tutti, prima di esprimere commenti bisogna avere cognizione di cio’ di cui si sta parlando. Io invece condivido quanto dice il direttore e quanto dite voi tutti. ma faccio un passo indietro: a Taranto inquina solo l’ILVA.?????? Ma sapete cosa emette l’ENI in raffineria? da tecnico non lo dico nemmeno…. sarei un terrorista. E l’acqua che beviamo e che proviene da un bacino a 5 kM da altro sito ENI sapete che è ricco di …..
ma non facciamo per favore demagogia come i politici…. e se i serbatoi a pochi metri dal mare riversassero il gasolio nel mare … ma no !!! impossibile perchè ci dovrebbero essere i bacini di contenimento…. ci dovrebbero….. li avete visti Voi cittadini di Taranto? e li avete letti i rapporti ARPA…. ? signori qui inquina non solo il privato ma anche lo stato…. Il problema non è disinquinare taranto. Siamo 600.000 persone inquinate da metalli pesanti. ne siamo pieni ma non si puo’ dire. Se l’ILVA chiude, Taranto non risolve nulla e lo stato non è in grado di fare meglio. resteremo inquinati e senza soldi per disinquinarci. La realtà è che in Italia ci sono troppi commentatori che azionano il fiato solo per contrastare…. per favore proponete invece. Cosa dobbiamo fare adesso?
Ma cosa scrive sig.Foruncolo? Ah, no…mi scusi signor Verruca.. Continui a giocare a ruzzle che sicuramente le riesce meglio. Cordiali saluti da una mamma di Taranto.
Taranto e’ stat massacrata da 17 anni di illecita privatizzazione dell’acciaieria; crimini enormi sono stati compiuti ai danni di uno dei popoli piu’ antichi e ricchi di cultura dell’intera Italia; prima di parlare su Taranto esui tarantini venite a conoscci; venite a rendervi conto di quello che avete acconsentito avvenisse nonostante lenostre grida di dolore… ora che finalmente giustizia si sta facendo e che un sistama corrotto e colluso cerca di difendere l’indifendibile sono pugnalate tremende leggere commenti dei giornalisti che reputiamo la voce che deve raccontare la tragedia che abbiamo dovuto subire ….noi reclamiamo verita’…non rendetevi complici di chi ha compiuto un delitto orrendo; TARANTO LIBERA!!!!!!!!!!!
Apritela a casa vostra l’ilva. Dio non voglia mai che vediate i vostri figli ammalarsi, non lo auguro a nessuno. Io non sono di Taranto. Abito lontano da Taranto. Ma l’ilva le tasse NON LE PAGA IN PUGLIA quindi io non vedo tutta questa ricchezza. L’ilva le tasse le paga al nord. Ai pugliesi ( e non solo) arrivano solo i tumori.Gente che muore. la morte è una ricchezza? Vogliamo paragonare le morti con gli stipendi da operai? Le amministrazioni hanno le loro responsabilità per non aver agito. E dovranno pagare anche loro, nelle sedi più opportune. ma non insultate la nostra intelligenza dicendo che l’ilva ha arricchito la puglia. Chiudiamola l’italia porro. A cominciare dai giornalisti e dai politici.
Si si chiudete anche l’Italia..Magari!!!
Taranto rimarrà sempre aperta , viva e attiva.nessun pseudogiornalista o pseudopolitico potrà fare qualcosa contro questa città, una città che si ribella!!!TARANTO LIBERA!!!CHIUDETE QUESTO BLOG!!!
Apritela a casa vostra l’ilva. Dio non voglia mai che vediate i vostri figli ammalarsi. Io non sono di Taranto. Abito lontano da Taranto. Ma l’ilva le tasse NON LE PAGA IN PUGLIA
w il magistrato Todisco Taranto libera dai veleni e l’Italia libera dai venduti e dai politici corrotti, ed aggiungo io dai pennivendoli prezzolati (non vorrei offendere chi le penne le vende onestamente!!)
Porro chi? un anonimo insulso giornalista che pensa di conoscere la soluzione. Un groviglio di stupidaggini scritte perché dettate. Non sapresti neanche arrivare a Taranto e ti permetti di giudicare di sindacare. Parlare male dei giudici soltanto perché il suo padroncino gli ha detto che non gli piacciono. Ma non ti fai schifo?
Ho letto l’articolo, le precisazioni e quasi tutti i commenti, ho cercato su giornali, internet, ho seguito trasmissioni tv……
e ancora non è chiaro se la situazione sanitaria a Taranto è peggiore o uguale a quella di tutto il resto d’Italia. D’altronde, nella mia zona non ci sono acciaierie e si parla comunque di emergenza tumori.
Ma la cosa più assurda è quello che trapela da molti interventi, e cioè che si approva il metodo del giudice che pur di far osservare un ingiunzione è disposto a far chiudere un’azienda che dà lavoro a 50.000 persone, senza considerare l’indotto.
Forse non vi è chiaro che, mentre la famiglia Riva continuerà a vivere tanto ma tanto bene anche con l’Ilva chiusa, i 50.000 di cui sopra saranno a spasso (e spero che ce ne sia anche qualcuno di quelli che hanno commentato violentemente) senza neanche più la certezza del parafulmine statale, visti i tempi che corrono.
Se volete un anticipo, in piccolo, di quel che succederà basta documentarsi su quello che sta succedendo a Fabriano dopo che ha chiuso la galassia Merloni………
Porro una domanda: Quando l’ilva di cornigliano fu chiusa, per gli stessi motivi per i quali si sta cercando di chiudere quella di Taranto, lei quanti articoli di questo genere ha scritto?
Altra considerazione : lei parla di uno studio ISTAT che attesta come la frequenza di tumori nella provincia di TA sia in media con quella di tutto il sud italia. Bene, lei ha mai sentito parlare dello studio Sentieri ( http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_1833_allegato.pdf ) ? Io credo proprio di si visto che anche il quotidiano di cui lei è vicedirettore ne ha dedicato un articolo il 22/10/2012: http://www.ilgiornale.it/news/interni/ilva-tumori-donne-aumentati-24-100-849061.html
NEll’articolo del Giornale si può leggere che:”…emerge che peggiorano da +10% a più 11% i dati della mortalità a Taranto. Il dato del più 11% si riferisce all’eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia. Dai dati aggiornati al 2009, si evince inoltre per le donne un aumento di tumori dal 24% al 100%. In particolare, si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%).
A Ettore, che dice che ” ottimi imprenditori sono agli arresti”, vorrei chiedere: Visto che sono “ottimi imprenditori” e visto che l’ilva non inquina così come si dice, per quale assurdo motivo questi “ottimi imprenditori” hanno distribuito mazzette e corrotto a destra e manca politici, sindacalisti, giornalisti, uomini di chiesa, ispettori della digos, consulenti della procura incaricati di redigere relazioni sull’ilva e chi più ne ha più ne metta??? ( Spero mi risponda)
IN ultimo vorrei rivolgere un appello a chi ancora si ostina ad affermare, non so se per ignoranza o malafede, che il rione tamburi sia nato successivamente all’italsider. Per favore smettetela con questa favola! Il rione tamburi nasce nei primi anni del ’900 ed era una area caratterizzata da un’aria molto salubre immersa in distese chilometrice di uliveti tanto da essere meta di gite fuori porta per le famiglie dell’epoca. E proprio per la purezza dell’aria in quella zona fu costruito l’ospedale Testa. Inoltre ancora oggi in via Galeso è possibile vedere edifici e manufatti risalenti agli inizi del secolo scorso.
Saluti da Taranto.
I giudici non hanno nessuna responsabilità nella vicenda,loro amministrano giustizia e per questo lavoro vengono retribuiti.I cittadini sono i titolari delle leggi,non il governo,figuriamoci i giornalisti.La Costituzione diventa un’arma formidabile se finisce nelle mani di chi la rispetta e la invoca.
CHIUDE L’ILVA CHIUDE L’ITALIA………….
L’ITALIA NON E CHIUSA E MORTA DEL TUTTO CON TUTTI I POLITICI MAFIOSI LADRI SCIACALLI …..CERCA DI SCRIVERE COSE VERITIERE …LEI E VICE DIRETTORE DI UN GIORNALE CHE PRENDE SOLDI DALLO STATO…….SI FACCIA DA PARTE E SCRIVA TELENOVELA XCHE CREDO CHE LE COSE CHE SCRIVE NON SONO X IL SUO “PESO”
BERSANI CHE PRENDE SOLDI DAI RIVA
VENDOLA CHE LI COPRE
IL VESCOVO PREGA E INTASCA MAZZETTE
GIORNALI TARANTINI HANNO PRESO MAZZETTE SOTTO BANCO X COPRIRE I DISASTRI
E LA VECCHIA HAI IDEM……..TUTTO X I LORO INTERESSI ECONOMICI
SI DOCUMENTI BENE PRIMA DI FARE ARTICOLI
Egregio sig. Porro…
Capisco il suo articolo e le sue ragioni, certo in Italia le cose non vanno bene, ovviamente non scrivero’ le ragioni, i motivi di una crisi cosi profonda, causata da governi sbagliati, politici che hanno solo pensato ai vitalizi, all’immunità parlamentare, assenza di onestà in tutti i sensi, … un paese non degno di far parte della Comunità europea… ho viaggiato molto e ho amicizie all’estero, avendo termini di paragone, negli altri paesi europei, c’è molta piu onestà, la classe politica sicuramente non è paragonabile a quella nostra, c’è meno disoccupazione, i cittadini pagano le tasse, i servizi funzionano meglio, i giovani hanno molte piu opportunità, la legge viene rispettata da TUTTI, perchè probabilmente, se la legge in Italia non fosse cosi permissiva e le cose funzionassero come negli altri paesi parecchi politici che attualmente sono al governo o si candidano per la “poltrona” sarebbero felicemente in galera!!!
Sono nato a Napoli, figlio di un dipendente ILVA mio padre, nipote a sua volta dell’ex direttore dello stabilimento ormai dismesso di Bagnoli (Napoli); trasferitosi a Taranto per lavorare e fare “carriera” …. ah… mi scusi sig. Porro, dimenticavo il piccolo particolare che mio padre è stato operato 2 anni fa a causa di un carcinoma alla tiroide… adesso la tiroide non c’è piu, e piu volte l’anno torna a Pisa centro d’eccellenza per l’endocrinologia, per terapie e controlli… scusi la parentesi… era solo una “minchiata”… riferendomi ad una citazione del figlio di Emilio Riva in una delle intercettazioni telefonice… Tornando al suo articolo, le garantisco che lo stato non vuole assolutamente pensare ad una riconversione industriale visto che anche l’acciao è in crisi, perchè guadagno facile per dirigenti e politici, perchè il PIL ha bisogno dell’acciao, ma riferendomi sempre ai paesi civili, come la Spagna (Bilbao), la Germania, gli Stati uniti, che hanno investito in una riconversione industriale eco compatibile (Pittsburg è la sede della Google) Dortmund ha creato dei parchi al posto degli altoforni che attirano centinaia di migliaia di tursiti l’anno, idem Bilbao e tanti altri ex siti industriali sparsi in Europa… (penso che non ho bisogno di dire “si informi!!!”) lei sarà un giornalista colto e attento a queste tematiche! Vogliamo parlare di Bagnoli? Si… è in uno stato di abbandono totale, è un cimitero industriale… le amministrazioni non sono state in grado di bonificare come si dovrebbe, c’erano molti progetti per bagnoli (Bagnoli fututra) magari qualcosa è stata fatta, qualche evento si è organizzato (manifestazioni, concerti) ma non si è riusciti a raggiungere l’eccellenza degli altri paesi.. Forse perchè siamo in Italia? Si caro Dottor Porro, siamo in Italia, per cui non si meravilgli scrivendo articoli del genere, se si fugge via dall’Italia; si fugge da questo paese per ben altri motivi e non a causa dei magistrati (sia lodato il cielo se riescono nonostante le 1000 difficoltà a svolgere il loro lavoro, tentando di far rispettare la legge anche ai potenti appartenenti alle varie caste)!! Io sig. Porro per la gioia di mio padre ho detto no all’ILVA e ho trovato un occupazione piu SANA.. sono per la salute e per l’ambiente, perchè uno stipendio non basta per i morti, i bambini malati di leucemia, i pensionati che non possono godere della pensione (non piu), i vari disgraziati che sono sotto chemio, gli abitanti del rione Tamburi, di Taranto e Provincia!!!! Venga a Taranto Sig. Porro, parli con la gente, parli con gli agricoltori che hanno rinunciato a terre e bestiame a causa della diossina, parli con i miticoltori del mar Piccolo…!! Loro non sono lavoratori?
La invito a riflettere…
VERGOGNA!!!IMPARI AD INFORMARSI PRIMA DI SCRIVERE UN ARTICOLO!ESPRIMO TUTTA LA MIA SOLIDARIETA’ ALLA MAGISTRATURA TARANTINA!
Tarantini dal momento che come dite che l’Ilva fà ammalare di cancro, perchè avete aspettato che un giudice si muovesse per cominciare a protestare anche offendendo e, non vi siete dati una mossa già decenni fà quando apparvero i primi tumori.
Senza parole…. mettere a norma un industria non dovrebbe essere compito della magistratura ma della proprietà… se non lo fa cosa facciamo? chiudiamo la magistratura aprendo i cimiteri?
Complimenti vivissimi…. vada a viverci vicino Lei e famiglia a questo punto Le crederò
Disgustato
gentile direttore,
lei è liberissimo di scrivere, noi di leggere e commentare le sue inesattezze. i toni caldi con i quali questi commenti possono essere sottoposti al suo blog sono l’indice del dolore e dell’abbandono che articoli come il suo suscitano nella nostra città.
se a questo nostro dolore lei risponde minacciando l’intervento del suo avvocato, dopo aver descritto in maniera quanto meno parziale la vicenda dell’ilva, lei si qualifica per la persona che è.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/01/16/Ilva-Asl-Taranto-contaminazione-alimenti_8086272.html
Porro, io cambierei il titolo dell’intervento, lo farei così: Muoiono a Taranto, moriamo in tutt’Italia. Per solidarietà,a difesa del PIL nazionale e per combattere la disoccupazione. Così più morti ci sono meno disoccupati ci sono. Mamma è morta di tumore al polmone senza aver mai fumato una sigaretta. Mia cugina,50 anni, tolto un rene per tumore. Il mio ufficio, composto da 58 persone, 8 defunte per tumore (età media 45 anni).
La mattina qui ci si alza consapevoli di avere a che fare con il gioco della roulette russa. OGGI A CHI TOCCA??!! L’analisi statistica sui dati di mortalità ISTAT riportata, Porro, lascia il tempo che trova. Bisogna vivere qui, Porro!! Bisogna mangiare qui, Porro!! Bisogna avvelenarsi tutti i giorni qui, Porro!! Un lager, Porro!! Tutti chiusi in una camera a gas, sacrificati in nome del profitto di pochi. Venga a vivere da noi, Porro!! Venga, venga. Scriva i suoi articoli da una scrivania piazzata su un appartamento vista ILVA. Scopra quanto sono romantiche le nostre notti e come saranno profumati i suoi fogli, sui quali scriverà i suoi articoli. Taranto Libera…..Porro!
PORRO fatti gli occhi e chiedi scusa a tutti i tarantini lavoratori e cittadini.INCOMPETENTE!!! In questa città vivono i miei figli non i tuoi. L’economia salvala tu. Informatevi prima di parlare.
RESPIRA PORRO!!!!
Carissimo ti sveglio dai tuoi sogni:
L’ITALIA HA CHIUSO DA UN PEZZO. . . Anzi L’ITALIA STA MORENDO, e non a causa della chiusura dell’Ilva ma a causa della corruzione e della corsa al potere di chi ci governa, a causa dell’egoismo di chi ci governa, a causa dell’indifferenza di chi ci governa. . .
La situazione Ilva è la ciliegina sulla torta, e la chiusura sarebbe almeno un piccolo spiraglio di luce. Ma tu di che ti preoccupi? Sei uno dei nostri operai? Che te ne frega se tante famiglie non potranno più mangiare? . . . Oggi ti interessi di ciò che respiriamo?
Non parlare se non sai e peggio ancora non scivere perché restano tracce di ciò che sei. . . Tu e tutti quelli che pensano come te. . .
P.S. : SCUSA SE MI PERMETTO DI DARTI DEL TU MA NON TI RISPETTO PROPRIO COME TU HAI FATTO CON TARANTO PUBBLICANDO QUESTO ARTICOLO!
Lo dice lei stesso sig. Porro. Leggina ad hoc. La cara Italia , che si trasferisce all’estero, è stata rovinata da tutti quelli che hanno scritto per decenni questo tipo di leggi. Dopo 50anni di avvelenamento industriale venire a scrivere che la colpa è dei magistrati è pura follia. Troppo qualunquismo nelle sue parole. Troppo.
Prima di parlare del problema Ilva dovrebbe informarsi. Peccato.
Caro Porro,
venga a VIVERE a Taranto.
Avremmo poi il desiderio di leggere un aggiornamento a tale articolo.
Saluti.
Ma chi è questo che ha scritto quest’articolo??? Ma l’italia se ne frega qualcosa quando qui la gente muore continuamente di cancro e malattie varie??? Perchè noi ce ne dovremmo fregare…xchè non va ad abiatre lei e isuoi figli vita natural durante sotto la ciminiera dell’altoforno n°2 presso i tamburi???
caro Porro…ti auguro un bel tumore ai coglioni…di quelli fulminanti che ti ammazzano in 3 mesi…così (forse) riuscirai a comprendere anche tu (e sulla tua pelle) se tieni più al tuo lavoro o alla tua vita.
Signor Porro MA ANCHE LEI è STATO COMPRATO DAI RIVA?CHE FENOMENO CHE è LEI BASTAVA PUBBLICARE QUELLA STATISTICA CHE LEI HA COPIATO E INCOLLATO E TUTTO ERA RISOLTO QUANTI STOLTI IN GIRO VERO SIGNOR PORRO
Signor Porro, lei pontifica dall’alto, ma i tarantini continuano a morire per poter continuare a lavorare. La prego, taccia e rifletta.
Caro Porro, vorrei proporle di lavorare all’ILVA per salvare l’economia del paese e magari di mettere un bel camino sputaveleni sotto la sua abitazione? E’ disposto a scaricifarsi? Prima di prendere la penna e scrivere idiozie, SI INFORMI, altrimenti passa per incompetente come il suo articolo. Mi risponderà?
I MORTI NON LAVORANO PORRO SEI IGNORANTE OPPURE IN MALAFEDE, VERGOGNATI
ATTENZIONE A SOTTRARRE I DIRITTI COSTITUZIONALI AL POPOLO PERCHE’ SE LI RIPRENDERA’ CON LA FORZA TARANTO HA DIRITTO A VIVERE
nessun commento per un cialtrone come lui!!! STRONZO.
Io non ho bisogno di statistiche x capire che qui a Ta non è assolutamente come in altre città inquinate, dite, allo stesso modo. Mi basta vedere famiglie decimate, parlare con persone rimaste sole, sopravvissute alla morte di tutti i congiunti, TUTTI. E tra i miei ex compagni di scuola, quasi nessuno ha ancora il proprio padre ex operaio Ilva. No, mi dispiace, ma qui non è affatto come altrove. E difendere imprenditori che hanno commesso nefandezze e insabbiato dati e situazioni disastrose è francamente avvilente x noi che viviamo in questa città violentata
TARANTO VUOLE GIUSTIZIA, TARANTO VUOLE VIVERE!
L’area a caldo riportatela a Genova visto che non era poi così inquinante.
Giampiero il 16 gennaio 2013 alle 20:25:
IO invece conosco molto bene la questione dell’acciaio, abito e sono nato molti anni fà a Piombino, dove l’acciaieria a ciclo integrale esiste da metà dell’ottocento, quando inquinava sicuramente di più, e molti da quà sono andati a Taranto ad insegnargli il mestiere, compreso mio cugino che ci ha preso anche moglie, e tutte codeste tragedie qui non le ho mai viste, è pieno di vecchi in piazza, lo stabilimento è anche molto più vicino al paese e di grandezza assai superiore allo stesso, ho abitato per anni anche davanti alla cokeria nel rione cotone più vicno del tamburi, con conseguenti polveroni dovuti allo spegnimento con acqua di mare, e la cosa più sana che ho sono i polmoni, qui tutti o hanno lavorato li dentro o hanno molti parenti, che non faccia bene è vero, come qualsiasi tipo di combustione, io lavoravo nel campo termoelettrico e queste cose erano il mio pane quotidiano, ma sfido chiunque a trovarmi stabilimenti del genere senza inquinamento, credo che a TAranto venga spinta molto la faccenda per altri interessi, magari a qualcuno fà gola l’area.
Poi avete anche una bella raffineria ed un cementificio, anche quelli producono aria delle dolomiti.
Anche qui l’acciaieria è a forte rischio, intanto i tedeschi aumentano la produzione alla faccia nostra, nelle acciaierie nere come le nostre, senza acciaio và a ramengo anche l’industria metalmeccanica italiana, o credete che gli altri ve lo regalino, ridono eccome ridono.
Il sig. Porro ha detto che nessuno paga per gli errori commessi. Su questo, ma solo su questo ha proprio ragione.
infatti nessuno di questo pseudo imprenditori d’assalto (Riva e compagni) pagherà per i danni e per le morti che hanno inflitto al territorio tarantino. certo i danni sono nati prima dell’arrivo dei Riva e sono stati generati dallo Stato (l’ilva prima si chiamava Italsider ed era del gruppo IRI, cioè dello stato). Neanche lo stato pagherà per gli errori commessi. E’ stato solo bravo a fare una legge che tutela solo gli interessi dei potenti e smentisce il lavoro della magistratura. BELLA DEMOCRAZIA.
w il magistrato Todisco Taranto libera dai veleni e l’Italia libera dai venduti e dai politici corrotti
Lei, Porro, ha un grande privilegio: quello di non conoscere minimamente la realtà di Taranto. Mi creda è un privilegio. Privilegio che le consente di dire sciocchezze alla mercè del lettore ignorante riuscendo comunque a dormire la notte con la coscienza tranquilla.I tarantini questo privilegio non lo hanno ed è per questo che considerano il suo articolo come una delle tante visioni distorte della vicenda Ilva che si leggono da qualche mese a questa parte. Niente di più, niente di meno; sempre il solito calderone. La invito ad una riflessione: sulla vicenda Ilva non c’è battaglia giustizialista o garantista che tenga. Anche ai suoi più accaniti lettori ammazza-toghe di fronte ad analisi del sangue che certificano la leucemia scende un brivido lungo la schiena e un pensierino nella testa. Ci pensi a quanto ho appena detto. Potrebbe perdere qualche lettore che un minimo di sale in zucca lo ha.
io credo che se non ci fosse la magistratura potrebbero passare altri 50 anni senza alcun rimedio,e credo che se l’ilva avrebbe mostrato un piano industriale ed avrebbe incominciato ad fare qualcosa quell’acciaio sarebbe già sulle navi….ma i riva se ne sbattono dei tarantini ….un morto in più un morto in meno cosa canbia ..vero fabio riva?!
Facile ergersi per il Sig. Porro a paladino dell’economia nazionale e del PIL quando lui vive a varie centinaia di km di distanza.. chissà perchè, ma magari sarà stata una semplice dimenticanza, non viene fatto alcun cenno sul fatto che quell’acciaio rimane giustamente sequestrato perchè prodotto in un momento in cui l’azienda non aveva facoltà d’uso e che come sempre non si è attenuta ad acuna regola.. scrivere che Taranto ha un inquinamento e delle patologie tumorali uguali a quelle delle altre città italiane è assurdo: lei e’ sicuramente poco informato e lo stesso ministro della salute Balduzzi non più tardi di tre mesi fa ha confermato quanto sto scrivendo.. Venga a farsi una bella settimana qui e poi dubito che avrà il coraggio di scrivere le stesse cose!!
[...] [...]
Ma perché invece di scrivere comodi nei vostri bei uffici a Roma o Milano, non venite a Taranto a rendervi conto di come si vive in questa città? Delle condizioni in cui vivono i lavoratori ed i cittadini? Qui a Taranto abbiamo subìto per anni il costante ed incessante inquinamento di un mostro che ha avvelenato aria, acqua, terra, tutto. E noi che ci viviamo, respirando quell’ aria e vivendo in un territorio velenoso. Allevatori costretti ad abbattere capi di bestiame, miticoltori costretti a distruggere intere produzioni di cozze, questa è la nostra triste realtà. Per non parlare dell’ emergenza sanitaria. Quando poi si scoprono storie di mazzette e di concussioni con politici locali e non, per mettere a tacere qualsiasi voce contraria alla legge dei Riva.
Venga a Taranto sig Porro e accetti l’invito di Giuseppe. Non faccia come il ministro Clini che ha detto che a Taranto non verrebbe mai a vivere.
Non si può parlare di qualcosa che non si conosce.
TARANTO LIBERA!
@Stefano grazie caro stefano per la sua garbata replica
@Giuseppe che fa mi minaccia? ne risponderà al mio avvocato.
Nicola Porro,
l’aspettiamo a Taranto. Si trasferisca qui, magari al rione tamburi, con la sua famiglia.
Poi magari ne riparliamo.
Nicola Porro, vieni a taranto, ti offriamo un ottimo latte, delle belle cozze, un aria sana! Offro IO, così magari ti viene un cancro in bocca e non spari più cazzate! O magari portaci i tuoi figli a vivere quì, per un annetto, ma dopo non ti chiedere come mai non crescano o buttino sangue ad ogni colpo di tose. VIENI A VIVERE A TARANTO, confrontati con NOI, se hai le palle, ma ci scommetto la vita, non ne hai. Una domanda, quanto hai preso dai RIVA per dire queste fesserie?
Una magistratura che finalmente, dopo anni di connivenze e collusioni della classe dirigente, ha scoperchiato il vaso della più grande vergogna d’Europa: uno stabilimento siderurgico costruito al contrario, ossia con l’area a caldo vicina alle abitazioni, con i parchi minerali aperti e a 200 mt da case e scuole, uno stabilimento che ha inquinato senza nessun tipo di limite o controllo per 50 anni, che ha trasformato il nostro Mar Grande in una discarica di fanghi tossici, che ha riempito di diossina il latte delle nostre donne, i nostri allevamenti, le nostre cozze, che ha modificato persino il nostro patrimonio genetico: qui i bambini nascono già malati, come a Chernobyl. Se il suo studio Istat dice che qui va tutto bene madama la marchesa, ce ne sono altri che affermano il contrario (si dia uno sguardo allo studio Sentieri, per esempio). Tra l’altro qui si pretende che la gente si fidi di ciò che racconta un organo come l’Istat, promanazione di quello stesso stato che dalla sera alla mattina decide, con un decreto, che l’Ilva non inquina e che può continuare a produrre, mettendosi casomai a norma con tutta la calma che vuole. C’è da fidarsi ciecamente, ha ragione.
salve…penso che tutti i benpensanti che scrivono articoli idioti cm questo, o che pensano ke addirittura i tarantini sn schizzinosi ri meritano una bella casa ai tamburi e ke gli nasca un figlio malato… Ah, vi informo ke i tamburi ci sn sempre stati e l@ilva e@ stata costruita dopo e ke le leggi ad aziendam sn anticosti uzionali…cediamo volentieri l1ilta al nord se la volete…idioti!
Caro signor Porro, le scrivo da tarantino che conosce e vive la situazione che lei ha cercato di descrivere nel suo articolo. Apprezzo le sue idee, il suo punto di vista e le sue opinioni, ma non le condivido e, com’è giusto che sia, le spiego il motivo.
Da una prospettiva economica, l’Ilva è fondamentale per l’Italia, una persona esterna a questo ‘mondo’ e lo definisco tale perchè qui siamo davvero in un altro mondo, quindi non fatica a denunciare in maniera negativa il lavoro di persone rispettabili quali il gip Patrizia Todisco. La invito però ad immedesimarsi in quei genitori che perdono i propri bambini nati da poco per un tumore, in quelle vittime innocenti uccise dal mostro industriale, in quei contadini che hanno perso raccolti e guadagni per l’inquinamento, in persone tarantine che hanno visto fiumi e paesaggi bellissimi distrutti dal fumo nero e dalle sue conseguenze. Venga qui e giudichi, in prima persona tutto si comprende meglio. La gente è costretta a scegliere tra lavoro e salute. E’ normale secondo lei? Se c’è gente favorevole a quest’industria che se la portasse via da qui, la regaliamo volentieri.
Sul provvedimento di requisire i beni prodotti è un’azione forte che è l’unica in grado di smuovere un po’ le acque e ci sta riuscendo.
In conclusione, noi vorremmo vivere signor Porro e credo che sia lecito lottare per riuscirci.
(ANSA) – TARANTO, 16 GEN – Un ‘biomonitoraggio’ su allevatori tarantini e su un campione di donne in eta’ riproduttiva conferma che “esiste a Taranto, e in particolare nelle aree a ridosso della zona industriale, un problema di contaminazione della catena alimentare”. Lo ha affermato il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, Michele Conversano in occasione della diffusione dei dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito del progetto ‘Life 08 womenbiop’.
(ANSA) – TARANTO, 16 GEN – Un ‘biomonitoraggio’ su allevatori tarantini e su un campione di donne in eta’ riproduttiva conferma che “esiste a Taranto, e in particolare nelle aree a ridosso della zona industriale, un problema di contaminazione della catena alimentare”. Lo ha affermato il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, Michele Conversano in occasione della diffusione dei dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito del progetto ‘Life 08 womenbiop’.
Se la grande industria avrebbe prodotto l’acciaio a norma di legge non si sarebbe arrivati a queste condizioni,mai nessuno ha pensato alla nostra città ora Taranto è diventata città ad interesse nazionale,l’italia senza l’acciaio di Taranto non può stare.Ricordo a tutti questi ben pensati che la stessa ilva è stata chiusa a Cornigliano tempo a dietro perchè ammazzava la popolazione.A causa dell’ilva a Taranto sono state abbattute migliaia di capi di bestiame e tonnellate di cozze doc locali.Il quartiere tamburi dista a soli 50 metri dalla ciminiera più pericola e il quartiere stesso quando c’e’ forte vento è ricoperto da polveri rosse,a Taranto migliaia di bambini si ammalano ogni giorno per non parlare delle donne ammalate tutte di tiroide e malattie respiratorie,chi ha lavorato in ilva non è riuscito nemmeno a godersi la pensione tranne poca gente,Taranto è una delle città più belle delle sud e molta gente la conosce solamente per l’inquinamento,Taranto è più antica di Roma.Taranto ormai è stanca a non del pil nazionale non c’e ne frega un emerito ca…prima i bambini,prima la salute.Saluti
IL LAVORO E’ UN DIRITTO SALUTE E AMBIENTE UNA PRIORITA’!
“Non è possibile subordinare alla logica del profitto valori supremi come la vita umana”
«Chi gestiva e gestisce l’Ilva ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza».
TARANTO LIBERA!
Molti di voi nn sanno ciò che dicono…X Ettore: ottimi imprenditori agli arresti? I suoi ottimi imprenditori sono accusati di disastro ambientale e uno di loro è latitante! Si informi prima di scrivere…
In risposta al sig. Camillo da Torino ricordo che il quartiere Tamburi nasce, in un’area allora piena di verde e di salutari ulivi, agli inzi del secolo scorso. Basta con le falsità sul quartiere nato dopo l’ilva!!! TARANTO LIBERA
perche non venite a taranto a guardare la situazione?
è facile commentare dall esterno…
-mio cugino 5 anni retinoblastoma
-3o liceo alla mia prof hanno diagnosticato il tumore alla mammella,deceduta dopo 2 anni
-un mio amico ha perso 2 fratelli per tumore al pancreas e colon, rispettivamente a 28 e37 anni
-mia nonna a 50 ha fatto le lastre ed anno evidenziato AMIANTO nei polmoni… i medici hanno detto che era perche lavava a mano la tuta da lavoro di mio nonno
BASTARDI
Dal suo articolo deduco che Porro non è il suo cognome ma ciò che rappresenta per il giornalismo inteso nella sua più nobile definizione.
Lei non può scrivere riguardo l’ilva di taranto esattamente per lo stesso motivo per cui il trota non può essere un consigliere regionale. Purtroppo come ben sappiamo tutto ciò è realtà. E allora sà cosa le dico ha proprio ragione, l’Italia se n’è andata, è chiusa.
Mi permetto di rendere pubblica una educata lettera che l’azienda per la quale lavoro, ha cercato di far pubblicare sui giornali, senza successo.
Sono Titolare di una piccola azienda metalmeccanica di 26 persone.
Non sono un fornitore ILVA.
Mi meraviglio della scarsa volontà e iniziative convergenti di Taranto tutta, in ogni sua espressione sociale, politica, sindacale, lavorativa, affinchè si risolva e finalmente si attui un piano di “salvataggio”, definito e trasparente, dell’industria siderurgica italiana, ovvero l’ILVA di Taranto.
Finalmente, si stanno creando i presupposti e gli impegni sottoscritti per conciliare lavoro e salute.
L’Ilva è unica azienda in Europa ad accettare l’AIA, e quindi un investimento diretto
– al Sud, nel MEZZOGIORNO! – che non ha pari, al momento, per una cifra ipotizzata intorno ai 4 miliardi di euro, oltre Cementir, Eni, Porto, strettamente collegate.
Tuttavia, con il sequestro del materiale prodotto dall’impresa Ilva, a tutt’oggi, si è giunti alla “Sudditanza Economica”, dell’impresa stessa e, conseguentemente, delle aziende satelliti, e lavoratori Italiani nel settore, diretti e indiretti, fornitori e clienti, con sostanziale rischio degli stipendi del 10/01/2013.
In questo domino in caduta libera, non è coinvolta solo la città di Taranto, non solo la Regione e il Sud, ma l’Italia tutta, e per alcune categorie di cittadini, ancora inconsapevolmente.
Mi auguro, per Taranto, già alla storia economica come unica città in Italia ad aver subito il “dissesto finanziario”, che non debba ancora pagare a caro prezzo il proprio Diritto al Lavoro e alla Salute e subire, coinvolgendo nel suo crollo oltre 500.000 cittadini in ogni parte d’Italia.
Meditiamo “terroni”, meditiamo.
lei non sa di cosa sta parlando questo articolo è vergognoso e irrispettoso nei confronti di chi soffre x gli interessi altrui…che si fotta l’italia e chi deve lucrare sulla nostra salute..TARANTO LIBERA
con tutto il rispetto per coloro che possono aver subito danni di salute più o meno accertati attribuibili alla presenza dello stabilimento siderurgico, la situazione attuale era prevedibile sin dal primo insediamento quando ancora il rione Tamburi era praticamente inesistente ed al dilà dell’isola di Taranto vecchia esistevano infatti quattro capannoni endustriali,la stazione ferroviaria ,pochissime abitazioni ed il resto erano terreni coltivati ad uliveto. Era prevedibile il potenziale inquinamentoe pertanto le amministrazioni comunali succedutesi avrabbero dovuto vigilare ed impedire le installazioni residenziali che sono invece state realizzate nel tempo.
La magistratura e gli enti preposti alla salute pubblica dal lontano 1965 ad oggi cosa hanno fatto?Dove erano? Cosa hanno avuto di cosi impegnativo da fare da non accorgersi di come si stavano sviluppando le cose?
Si ha ora la sensazione che l’odore di risarcimenti, almomento dubbiamente giustificabiliti ,siano la molla che spinge una magistratura orientata benevolmente ad accogliere istanze contro chi ha assicurato la ricchezza e lo sviluppo della città negli ultimi cinquanta anni.
Solo che la cura tardiva e drastica rischia di far morire il paziente.
Perchè allora non proponiamo una cosa? spostiamo l’Ilva! La facciamo ricostruire a Torino! A Padova! A Bergamo!
L’incidenza dei tumori a Taranto è la stessa che nel resto del sud Italia? a settembre sono morte due amiche di mia madre, a ottobre è morto il papà di un mio amico, a novembre la zia di un altro mio amico, a dicembre è morta mia nonna. DITELO ANCORA CHE A TARANTO NON SI MUORE DI TUMORE.
ULTIMISSIMA ANSA: CONTAMINAZIONE ALIMENTI!
Ilva:Asl Taranto,contaminazione alimenti
Responsabile Prevenzione commenta ‘biomonitoraggio’ Iss
Un ‘biomonitoraggio’ su allevatori tarantini e su un campione di donne in eta’ riproduttiva conferma che “esiste a Taranto, e in particolare nelle aree a ridosso della zona industriale, un problema di contaminazione della catena alimentare”. Lo ha affermato il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, Michele Conversano in occasione della diffusione dei dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito del progetto ‘Life 08 womenbiop’.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/01/16/Ilva-Asl-Taranto-contaminazione-alimenti_8086272.html
L’Ilva DEVE CHIUDERE!
AVETE FINITO DI UCCIDERE!
TARANTO LIBERA E STRALIBERA!
Auguro a tutti coloro che mettono l’economia italiana davanti alla salute di noi tarantini di ammalarsi delle stesse malattie che ci stanno lentamente ammazzando tutti, e pregate di non perdere mai una persona a voi cara per un cancro che senza l’Ilva, probabilmente non ci sarebbe mai stato.
Come battuta mi verrebbe da dire che ha ragione Berlusconi quando afferma che il Governo non ha alcun potere in questo Paese.
Possibile non si possa fare un decreto d’urgenza!?
Tra l’altro non capisco cosa c’entri la vendita dei prodotti con l’inquinamento.
Semmai è il processo produttivo, il trattamento delle scorie, i macchinari, etc… a inquinare.
A meno che il prodotto finale sia radioattivo!
Ma se non lo è, a che serve tenerlo lì?
Boh…
Penso che questi piccoli personaggi siano totalmente privi di logica e di senso pratico.
Non dico altro perché temo di essere bannato, non tanto perché Porro non condivida il mio pensiero ma per evitare eventuali guai giudiziari.
Egregio Nicola Porro,
Questo tipo di industria va costruita lontanissimo da zone abitate. Fa credere di essere saggio, lei, bene, ora spieghi con altrettanta saggezza che un’industria siderurgica va costruita vicino al mare e a centinaia di chilometri di distanza dai centro abitati. Sicuramente lei, saggio come è o vuole far credere saprà senz’altro i motivi di queste due prerogative edilizie.
Se ha modo, inoltre, commenti mazzette, telefonate, giochi di potere ecc di tutte le persone che dovrebbero fare gli interessi della popolazione. Parli di tutto, non si schieri, non conviene mai.
VENITE A TARANTO POI NE RIPARLIAMO. IGNORANTI!
A TARANTO SI MUORE DI TUMORE E VOI VI PERMETTETE DI TRATTARE COSI’ SUPERFICIALMENTE UN DRAMMA SENZA PRECEDENTI IN ITALIA E NEL MONDO.
FORZA MAGISTRATURA! NOI TARANTINI VOGLIAMO UN ILVA A NORMA, CHE RISPETTI LA LEGGE E LA DIGNITA’ UMANA.
tra qualche giorno, piu’ di 20.000 famiglie non avranno piu’ niente da perdere….quindi….piu disoccupati…
piu suiciudi….piu rapine….in poche parole far west….
Caro Porro,non so cosa intendi per pubblica amministrazione.Lenin era feroce verso i burocrati.Aboliamo comuni e regioni e ministeri? Per il resto ci sono aziende pubbliche:le chiudiamo? E allora chiudiamo anche polizia,carabinieri,guardia di finanza,corpo forestale dello stato,agenti di custodia,esercito,tribunali.Non devo difendere nessuno. Ci sono disfunzioni anche nelle banche,assicurazioni,negli aeroporti.Non sono indenni commercianti,artigiani,imprenditori,giornalisti.Cosa facciamo? Chiudiamo tutto?Si possono migliorare i servizi? Si devono migliorare.E le professioni? Sono perfette? Ci sono disfunzioni (chiamiamole così e quando si fermano qui)in tutti i campi del pubblico e del privato. Ti voglio mettere una pulce nell’orecchio per farti intendere quello che precede. Potrebbe darsi che ci sia un certo numero di malati di malattia professionale riconosciuta ai fini pensionistici che sono come quei ciechi che talvolta fa vedere la tv che ci vedono benissimo e percepiscono pensione e accompagnamento.Tante pensioni di invalidità privilegiate può darsi che siano fasulle anche di categorie al di fuori di ogni sospetto.In questo esempio ci sono coinvolti tutti,non solo i politici,che pur hanno grosse responsabilità.Non posso esplicitarmi di più,ma te lo dirò su facebook.
Ma non vi vergognate ad esprimere certi pareri senza nemmeno conoscere la realtà della città di taranto…lo dico con certezza perchè lo deduce dalle cavolate che scrivete!!! Vi garantisco che a Taranto la situazione ambientale è molto più drammatica di quanto venga descritta…e poi Sig.Porra vorrei sottoporla ad alcune domande se mi permette.
E’ mai stato a Taranto,e nello specifico nei quartieri Tamburi,Paolo VI e Statte?? ha mai toccato con mano le polveri che si depositano sulla città ed in particolare nelle piazze dove dovrebbero giocare i nostri figli e sulle lapidi del cimitero?? Lei ci verrebbe a vivere con la sua famiglia in questi quartieri?? Come mai il Ministro Dell’ambiente Clini tanto impegnato alla salvaguardia dell’azienda Ilva ha avanzato l’ipotesi di sgomberare un intero quartiere (TAMBURI) che ospita 30-40 mila persone se non vi è pericolo per la salute della gente?? come mai migliaia di animali e di cozze vengono abbattuti e distrutte se non vi è una situazione drammatica?? come mai a Taranto non vi è un registro tumori nonostante fosse obbligatorio e nonostante i vari servizi di trasmissioni televisive come le “IENE” che ne denunciavano la mancanza e nonostante le continue richieste di noi tarantini??
Il punto è uno…Questa città si è da sempre sacrificata per l’economia nazionale a discapito della salute dei propri abitanti,ma ora basta!! E dobbiamo tutti sostenere il lavoro della Magistratura,che lavora nell’interesse e nella tutela della salute delle persone,a differenza di uno stato che agisce nel solo interesse del profitto!! Aspetto con ansia le sue risposte.
insomma Nicola ! … Ora non venirmi a fare anche tu “quello che non poteva non sapere” ! Come fa un siffatto articolo ad ignorare la solita immancabile tragica verità … che la chiusura dell’ILVA E’ ESCLUSIVAMENTE ED UNICAMENTE COLPA DI BERLUSCONI !!! Proprio vero che anche tu quoque fili mii … sei al soldo del padrone del Giornale !!!
Comunque una ricerchina su web merita, oltre quel link che hai postato, Nicola.
E anche rivedersi la puntatona su La7 di Servizio Pubblico sull’argomento.
Clamorosa.
Nicola e gli altri,
io sto con Giuseppe.
Si faccia, fatevi, un giretto a Taranto.
Poi se ne riparla.
Al sig. Camillo di Torino che come il ministro Clini diffonde ignoranza e disinformazione, chiariamolo una volte per tutte:
IL QUARTIERE TAMBURI E’ NATO MOLTO PRIMA DELLA NASCITA DELL’ILVA, ALMENO 10 ANNI PRIMA ED E’ POSSIBILE INFORMARSI A RIGUARDO ANCHE IN RETE. USATELA LA RETE PER INFORMARVI E PER EVOLVERVI ANZICHE’ PER DIFFONDERE COME PAPPAGALLI LE PAROLE DI UN MINISTRO DELL’AMBIENTE CHE IN REALTA’ E’ IL MINISTRO DELLE AZIENDE INQUINANTI DI QUESTO PAESE.
Perchè solo nel 2012? Le rispondo con un’altra domanda: E PERCHE’ NO? In più farebbe bene ad informarsi anche su questo: i dati sulle morti legate all’inquinamento stanno iniziando a diffondersi solo ORA. Qui la stampa, la chiesa e i politici locali sono stati COMPRATI dal sig. Girolamo Archinà. Sa chi è? Sa chè in carcere?
Per rispondere alla sua ultima domanda:
In quale paese civile può essere consentita la commercializzazione delle prove di un reato?
Concludo con: IO NON MUOIO PER L’ITALIA E PER VOI COSI’ COME NON LO FARESTE ANCHE VOI!
Come in tutti i grandi problemi legati all’inquinamento bisogna fare di più aziende pubbliche e private devono accontonare ogni anno una percentuale del fatturato per fare fronte a questi problemi.Nello specifico il Sig.Porro vuole evidenziare le carenze di questo paese per la completa assenza di un piano industriale e produttivo e credo voglia allertare qualche attento politico che siamo di fronte ad un disastro sociale di proporzioni bibliche.l’AIA rilasciata alla societa ILVA contiene tutto quello che serve per una siderurgia compatibile,bisogna evitare un cimitero industriale che recherebbe danni veramente certi alla popolazione.
Cordiali saluti
In fabbrica si sta facendo l’impossibile per rispettare i tempi dettati dalle prescrizioni AIA e la magistratura cosa fa ? continua imperterrita nel suo accanimento giudiziario volto a distruggere un’azienda sul cui operato ci sono ancora indagini in corso e nessuna sentenza di condanna e, soprattutto, in contraddittorio con i risultati delle perizie commissionate dalla procura stessa che indicano, chiaramente, l’insussistenza ed infondatezza della teoria di disastro ambientale. E allora di cosa stiamo parlando ? Forse delle manie di protagonismo di alcuni personaggi che, invece di applicare la legge, si ergono a paladini della difesa dei diritti costituzionali dell’uomo ma non si rendono conto che, quando sarà finalmente stabilita la verità, saranno ricordati per aver distrutto una città e l’economia locale, regionale e nazionale senza uno straccio di prova. Al concittadino Giuseppe abitante dei Tamburi sono comunque solidale perché paga le colpe di un’amministrazione comunale che ha permesso di costruire edifici residenziali a ridosso della fabbrica ma nessuno lo ha obbligato a vivere per decine di anni lì senza protestare e pretendere da quella stessa amministrazione una collocazione dignitosa; dissento dalle sue affermazioni inerenti la tragica situazione sanitaria a Taranto, dove ha preso i dati ? bisogna parlare quando si hanno dati certi e non sulle ali di un abile passaparola alimentato da persone, personaggi, gruppi organizzati e non, che hanno come unico obiettivo quello di vivere come parassiti alle spalle dello Stato senza pensare che grazie al loro bieco interesse negheranno alle future generazioni una possibilità di rimanere a Taranto sfruttando il volano economico di un’azienda ecocompatibile all’avanguardia tecnologica che assicurerebbe ancora per tanti anni decine di migliaia di posti di lavoro tra dipendenti diretti, indiretti, indotto, filiera dell’acciaio, trasporti e permetterebbe alle attività commerciali e di servizi della città di continuare a sopravvivere.
A Giovanna e Giovanni dico che all’interno della fabbrica nessuno (tranne quelli appartenenti alle categorie menzionate prima) vuole essere salvato dalla magistratura perché le condizioni lavorative e di sicurezza sono assolutamente buone e oggetto di continuo miglioramento attraverso il supporto dei lavoratori stessi e l’attenzione dei vertici aziendali.
In conclusione abbiamo finalmente una legge che obbliga l’azienda ad adeguarsi entro limiti temporali certi alle prescrizioni in essa contenute (peraltro in netto anticipo rispetto alle altre realtà siderurgiche europee che hanno già chiesto di rinviare l’inizio dell’adeguamento dal 2016 al 2018/20), un’azienda che ha recepito tali normative e sta alacremente perseguendo l’obiettivo della loro attuazione nei tempi stabiliti, ma non ci va bene, vogliamo distruggere tutto a prescindere, vogliamo assaporare l’amaro del decadimento di una città intera, vogliamo che i nostri figli abbandonino la loro terra, vogliamo non poter più addebitare la morte di tumore di un parente, amico, conoscente al mostro d’acciaio pensando che, forse, di tumore si muore tanto anche in Trentino.
TARANTO LIBERA sì…….ma da chi vuole distruggere, da chi vuole vivere da parassita, da chi ha manie di protagonismo, da chi è chiamato a far applicare la legge e invece la rinnega.
Lavoro Salute Ambiente si può fare………..si sta facendo………non permettiamo che la nostra bella Taranto scompaia dalle rotte stradali/marine/commerciali/turistiche dell’Italia, dell’Europa, del mondo.
La colpa dell’inquinamento di Taranto non e’ dell’attuale fabbrica ma dei periodi precedenti
quindi arrestate lo stato e possibilemente anche i suoi giudici talebani che non sanno distinguere
perche’ fanatici esecutori di una ideologia di morte (per esempio vedere Ingroia)
A chi vuole l’industria senza alcun tipo di inquinamento (giusto minimizzarlo ma eliminarlo non e’ possibile) sia dato il luminoso mondo del medioevo (ove si moriva per influenza)
Ai produttori (onesti) quelli che non inquinano per risparmiare due soldi) sia concesso l’onere di
smettere di pagare il Leviatano ed anzi avvelenarlo per distruggere per poi ricostruire
con fondamenta putride non si costruisce nulla e
con uno stato come quello che ci riservano i funzionari (intendo anche i giudici xche’ quello sono non semidei) e i politici Bersanoidi non si
discute lo si demolisce fino all’ultimo mattoncino
Già… Intanto, ottimi imprenditori agli arresti, dipendenti in cassa integrazione, futuro del manifatturiero in nero. E chi pagherà per questi errori? tu ed io…
Chapeau.
Non dico altro. Ormai Nicola legge nella mia mente
Nulla di che meravigliarsi, egregio cuoco scrissi tempo orsono su queste pagine che a Varese vi è una parte importante di storia della provincia che piano piano sta sparendo per andare verso altri lidi ossia l’aeronautica. Dal momento in cui la politica-stato con la più grande industria italiana della meccanica che ha assorbito tutti i comparti dal cantieristico all’energetico la produzione in italia è divenuta secondaria. Non mi sorprende che Taranto sia l’ultimo dei colpi inflitti alle aziende produttive italiane. Da artigiano “metalmeccanico” vedo che stiamo gettando al vento anni di cultura ed eccellenza nel produrre a favore di mercati esteri e di nazioni estere. Oltre a esser oggetto di continue ingiustizie fiscali ci ritroviamo a vederci togliere tutto il ns patrimonio culturale-produttivo a favore di Germania in primis e il resto del mondo, Cina per finire……il processo è iniziato anni fà nei primi anni 90 ora è come il contadino che chiude il portone della stalla dopo che le “vacche” son scappate….manca poco al tracollo, le aziende devo poter operare in un mercato “libero” da vessazioni fiscali e da anomalie del pubblico che si può permettere di non pagare le aziende private che chiudono pur avendo crediti enormi……buona cena a tutti.
L’aspetto economico è gravissimo e le conseguenze non limitano all’impianto produttivo ed al suo indotto, ma si allargano a tutta l’industria metalmeccanica e delle costruzioni che ora dovrà rifornirsi in India o in Cina con prezzi maggiori e conseguenza anche sugli equilibri import-export.
Quello economico non è il principale vulnus che viene inflitto al Paese. La decisione di non applicare la Legge è un chiaro scavalcamento delle istituzioni. Quando la Corte Costituzionale avrà deliberato nel merito sarà comunque troppo tardi.
Chi investirà in Italia, un Paese dove la legge non esiste, ma viene inventata di volta in volta da giudici ed azzeccagarbugli? Può qualcuno, non importa se italiano o straniero, investire ancora in Italia, una nazione dove la Legge può essere ignorata bellamente proprio da coloro che la dovrebbero applicare?
La democrazia, per quanto male interpretata dalla classe politica, è un bene. La democrazia muore se un clero ha il potere di condizionare tutto. Non era più così dai tempi della controriforma!
Stimato signor Porro, questo é il primo segnale di pessimismo che trovo nel suo blog. Quando uno vede le follie dei governi, gli arbitri e le collusioni dei poteri forti, un sistema giudiziale che si perpetua per partenogenesi senza l’ombra di un avallo o una legittimizzazione ottenuta dai cittadini, e per finire vedere in ballo ancora quei vecchi volti anelando di aggrapparsi in qualsiasi maniera ai privilegi del potere, bisogna concludere che il suo pessimismo é giustificato.
Questo carnevale elettorale é come una fotografia di una carogna animale morta in cui si pasciano tutta una classe di animali predatori, di vermi, insetti vari ed avvoltoi. Che resta del povero animale? Solo lo scheletro.
Un Paese con: pochissime risorse energetiche, annientamento della produzione industriale, crisi economica, crisi politica, disoccupazione giovanile e non, assenza d’investimenti, accrescimento di odio e rabbia, incremento della povertà,
cosa fa?
La storia insegna: la guerra!
Proprio così.Chiuso per cessata attività.Per fortuna però abbiamo riacquistato credibilità internazionale.Non credo che servirà per cuocere i maccheroni.Qualcuno si è dimenticato che la nostra materia prima era il lavoro ed ora si fa di tutto per distruggerlo.Il principio di legalità non può prevaricare quello di sovranità.Quando un potere è senza controllo diventa fuori controllo.
cosa significa : IN ATTESA DI MODERAZIONE ? Non mi pare di essere stato nè offensivo nè di aver usato toni volgari.
A tutti quei signori (sic) che hanno risposto all’articolo di Porro con insulti e argomentazioni stpde e dannose alla loro stessa città vorrei chiedere alcune cose:
Come e quendo è nato il quartiere Tamburi?
Solo nel 2012 si è deciso di intervenire e perchè?
Invece di sequestrare merce già prodotta e venduta forse non era meglio sequestrare eventualmeno i soldi del pagamento e destinarli al risanamento?
@Ettore é così. Ma è incredibile che nessuno volgia dirlo.
A tal proposito copio e incollo:
Un’analisi statistica sui dati di mortalità ISTAT, quindi basata sui certificati di morte ufficiali, sulla mortalità per tumore nel sud Italia tra il 1999 e il 2003, condotta all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano insieme all’ISTAT di Roma e all’Istituto Tumori Pascale di Napoli, ha dimostrato che la mortalità per tumori (in particolare del polmone) negli uomini e nelle donne della provincia di Taranto è uguale alla media delle provincie del Sud Italia. “Questi dati pubblicati su Epidemiologia e Prevenzione del 2011 (Epidemiol Prev. 2011 May-Aug;35(3-4):200-206) – sottolineano Diego Serraino, Direttore Epidemiologia e Biostatistica e Umberto Tirelli, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano – hanno come punti di forza la copertura ditutto il Sud e la standardizzazione dei dati; lo svantaggio è che non si occupano dei singoli comuni, perchè è stata analizzata la provincia ma non il comune di Taranto”. “Va tenuto però presente che uno studio epidemiologico definitivo sul comune di Taranto non esiste ad oggi in quanto questo ipotetico studio dovrebbe avere almeno due caratteristiche: 1) essere “georeferenziato”,cioè tutti gli indirizzi andrebbero associati ai residenti in modo uninominale per mappare le residenze nel tempo (almeno 30 anni, dato il tempo che ci vuole per sviluppare il carcinoma del polmone) e di ogni residente bisogna conoscere data di nascita, sesso, e appunto tutte le residenze a Taranto o in altri comuni; 2) aggiustare per fumo: la residenza in zone disagiate, come vicino a impianti industriali, è associata allo stato socio economico basso, che a sua volta è associato all’aumento della frequenza del fumo che è la causa principale del carcinoma del polmone”. “Inoltre – sottolineano gli esperti dell’Istituto Tumori di Aviano – va detto che in Italia ci sono circa 1300-1500 nuovi casi di tumore all’anno in bambini da 0 a 14 anni e non risulta esserci un eccesso a Taranto rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria, la prima causa nota e accettata in tutti i Paesi industrializzati è il traffico veicolare: almeno il 5% dei carcinomi del polmone è oggi attribuibile ai fumi di scarico delle automobili e IARC ha classificato il diesel come carcinogeno di classe 1: perché non bloccare quindi la circolazione dei veicoli, almeno quelli a diesel? Perché non chiudere certe strade statali e certe autostrade, quelle più inquinate? Ovviamente non andrebbero costruiti condomini vicino alle acciaierie o alle autostrade, come purtroppo continua ad accadere in Italia. L’inquinamento dell’aria causa indubbiamente molte malattie acute respiratorie ma ad oggi il rischio attribuibile sui tumori dell’apparato respiratorio è basso (<3% tolto automobili) perché il fumo resta la causa principale (Fonte: American Association for Cancer Research). I dati epidemiologici condotti ad oggi – concludono Serraino e Tirelli – indicano quindi che non vi è un incremento dei tumori, in particolare del polmone, nella provincia di Taranto rispetto alle altre province del sud e non esistono evidenze epidemiologiche su un nesso di causalità certo tra inquinamento ambientale e tumori a Taranto”.
Cari lettori di questo articolo scritto dal sig porro, ascoltate le intercettazioni di riva, archina’ e compannia bella poi tutti insieme cerchiamo di giustificare tutti quei tentativi di corrompere politici, giornali e istituzioni. Mi riferisco alle intercettazioni che ho sentito al programma l’ indiano a l’ una e mezzo di notte quando tutti stanno dormendo, proprio come molti di noi
Solo a Taranto ci si ammala di tumore, solo a Taranto i bambini si ammalano di tumore. Nel restop d Italia, si vive meglio, la qualità dell aria è la stessa della Galapagos e i cattivi industriali del Nord speculano sulla pelle dei poveri tarantini. Anche fosse vero, e qualunque medico competente vi può spiegare che non lo è. Che l incidenza di malattie a taranto non è superiore alle aspettative, che la qualità dell aria è nella norma e che l’unico dato fuori statistica è quello delle malattie da asbesto, cioè da esposizione all amianto, che con Ilva non c’entra nulla. Cmq, anche fosse vero, in attesa che venga stabilito dai tribunali e non da una delle parti, che c’entra il sequestro dei beni prodotti? Se sono corpo del reato, si fanno le foto, si classficano e poi si lasciano vendere. cosi l azienda non fallisce e usa i soldi per applicare l aia. altrimenti fra qualche tempo quando la procura perderà nei processi, dovremo fare una manovra finanziaria per pagare i danni causati da indagini che non sembrano affondare le radici nella scienza, ma nell ideologia ambinetalista radicale e miope
caro Porro, finalmente un pezzo serio, che parla di Politica,Magistratura, Italia; lei parla degli ultimi cinque anni, ma sono molti molti di più quelli nei quali non è stato fatto nulla per migliorare l’Italia (tutta, nel suo complesso). ma gli italiani tutti dove erano? Negli ultimi vent’anni abbiamo votato 5/6 volte: per questa attualità? La saluto cordialmente.
Porro , credo purtroppo che lei abbia
ragione ..! ho l’impressione che non
molte persone leggano i suoi articoli,
perchè queste cose non le dice anche in tv ? grazie e non si stanchi mai di
denunciare le cose sbagliate !
Mi spiace Nicola ed Egregio Porro,
ma stavolta sto coi bambini ammalati che riempiono le corsie degli ospedali.
Coi loro genitori, con gli operai che dovrebbero essere messi nelle condizioni adeguate al lavoro che svolgono.
Nella legalità e nel rispetto dell’ambiente.
Chi ha scritto quest’articolo non conosce la tragica situazione sanitaria di Taranto.
Il gip Todisco vuole salvare la città e i lavoratori dell’Ilva obbligando la messa a norma degli impianti e tutelando così il diritto alla salute e al lavoro.
Magari tu che hai scritto non sei neanche di Taranto. VERGOGNATI
Chi ha scritto quest’articolo è un imbecille.
E soprattutto non conosce la tragica situazione sanitaria di Taranto.
Il gip Todisco vuole salvare la città e i lavoratori dell’Ilva obbligando la messa a norma degli impianti e tutelando così il diritto alla salute e al lavoro.
Magari tu che hai scritto non sei neanche di Taranto. VERGOGNATI
Lei è di Taranto, conosce la vera situazione in cui versa la città a causa dell’inquinamento? Quei prodotti sono stati fatti in modo illegale perchè l’azienda era sotto sequestro. Dopo c’è stato il decreto salva-Ilva…La Magistratura è l’unica che sta cercando di salvare una città condannata a morire di tumore grazie al governo italiano…
Gent.mo Sig. Porro,
è evidente che lei parli senza cognizione di causa alcuna.
Se qualcuno la paga per scrivere, ed io mi auguro vivamente di no, farebbe bene ad invitarla a scrivere un quaderno intero con la parola “SUPERFICIALE”.
Una paginetta al giorno, come si faceva un tempo alle scuole elementari. Vedrà che magari tra un anno, prima di scrivere simili insulti nei confronti di decine di miglia di “morti di salute”, ci penserà due volte, sempre ammesso che lei sia abilitato a pensare e a porsi delle domande prima di sputare simili verdetti inumani.
A fronte di ciò, è mia premura invitarla a vivere per almeno un anno a casa mia.
Abito al quartiere Tamburi da decine di anni e la mia casa ha una stanza in più che potrei riservarle gratuitamente.
Ha un bell’affaccio, ovviamente verso le ciminiere che sputano veleni giorno e notte.
Sa, non è una stanza silenziosa poichè giorno e notte si possono avvertire chiaramente molti rumori della fabbrica. Certo, l’aria non è proprio il massimo come finge di non sapere, ma certamente di questi tempi non ci si può lasciare sfuggire una simile occasione: vivere un anno in un posto GRATIS.
Un po’ come chiedere ad un operaio di fare un lavoro dannoso per la propria salute e per quella degli altri o non lavorare affatto.
Allettante vero? Seducente, irrinunciabile.
Confido pertanto che voglia rispondere positivamente alla mia richiesta così da capire la netta differenza che esiste tra “SCRIVERE della vita degli altri” e “VIVERE la vita degli altri”.
Detto questo, non la saluto, perchè sono indignato e mi aspetto le sue scuse.
Le aspetto per la mia persona, per altre decine di migliaia di miei concittadini, che siano essi operai, bimbi col tumore, mamme impossibilitate ad allattare, donne che mamme non potranno mai diventarlo e morti. Tanti, tantissimi morti.
TARANTO LIBERA!… ANCHE DA PERSONE COME LEI!
[...] http://blog.ilgiornale.it/porro/2013/01/16/chiudono-lilva-chiudiamo-litalia/ January 16, 2013 at [...]