Il mercato batte tutti. Un bel libro di Mingardi
C’è una cosa che non va nel nuovo libro di Alberto Mingardi: il titolo. È il seguente: L’intelligenza del denaro (Marsilio, pagg. 334,euro 21). Un po’ conosciamo editori ed editor e forse hanno pensato che la parola «denaro» fosse più accattivante di altre. Ma il problema è che non dovevano chiosarlo. La Marsilio ha infatti deciso di sottotitolare le 334 pagine del giovane economista liberale così: «Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto». Ecco, questo è il senso vero del saggio di Mingardi. Rende appieno l’idea di quello che andremo a leggere. Il denaro, come ci spiegherà il testo, è più o meno una merce, e merita il posto che merita. È utile più di un sacchetto di patate o di una conchiglia per permettere agli uomini di scambiarsi reciproche utilità. Non più di questo. Il vero processo rivoluzionario è il mercato, e il suo funzionamento è quello che Mingardi guarda, legge e spiega in modo fresco e inusuale per l’Italia.
Fatta questa premessa, che nasce dalla semplice esigenza di trovare almeno un difetto a qualcosa che è piaciuto da impazzire, possiamo andare alla ciccia.
Il libro di Mingardi, abbiamo già detto, è un lungo viaggio nel racconto del mercato. Non è per addetti ai lavori, ma non è neanche semplicistico. Si presta, come tutti i buoni saggi, a diverse chiavi di lettura. Una più superficiale che offre un’infarinatura non scontata dei meccanismi che regolano il mercato. E una più sofisticata che legge tra le righe i maestri del pensiero liberale. Mingardi non ne risparmia uno. Almeno di quelli che contano. State certi che ogni autore citato è come un collegamento ipertestuale verso i nuovi e i vecchi mondi del liberalismo classico e dunque rivoluzionario. Gli austriaci ovviamente escono ad ogni nota, e poi Chicago, con Friedman, ma non solo. C’è spazio per Manzoni sulla formazione dei prezzi e ovviamente i grandi della politica liberista. Per Mingardi il liberale è il liberista. Ma il tema non è declinato alla Zingales, per intendersi: che pure ha recentemente pubblicato l’ottimo Manifesto capitalista (Rizzoli). Mingardi parte da prima, dalla base: dal mercato. Ci racconta attraverso la nascita dei primi e pesanti telefoni cellulari la metafora del mercato, il suo senso più profondo. Il mercato non è un progetto, è un processo che si nutre di due condizioni fondamentali dell’antropologia: l’ignoranza e l’incertezza. Il mercato non è un orologio ma un caleidoscopio. Non è un esercito, non è fisica, semmai è biologia. Il mercato non si definisce per differenza, ma per coloro che ne fanno parte: che sono e sempre resteranno singoli esseri umani, consumatori e produttori, portati alla cooperazione sempre in modo volontario, anche se talvolta in modo non consapevole.
Non c’è un’originalità scientifica in ciò che scrive Mingardi, c’è una originalità metodologica. Il giovane economista, tra i tanti nodi del pensiero liberale che avrebbe potuto sciogliere, parte a nostro avviso da quello più importante, dal principio. La scelta è sostanza. Il mercato ha una sua lingua che è quella dei prezzi. Viene prima il luogo e poi il modo di affrontarlo. Ad ogni passaggio logico Mingardi si fa aiutare da un grande del pensiero liberale: Carl Menger (1840-1921) per il significato della moneta, quel danaro presente nel titolo. La Thatcher sulla disputa degli universali: esiste forse una società? O si tratta di una somma di individui? Hayek e Mises sui prezzi e Friedman sui consumatori.
I primi due capitoli del libro sciolgono nell’acido del buon senso le incrostazioni socialiste e fintamente liberali che sono state costruite intorno ai concetti di mercato, prezzi, regole, imprenditori e profitto. E anche qualche abusata copertina di Linus che noi liberali ci ostiniamo a mantenere: interessante la critica (simile a quella che farebbe un telecronista allo swing di Tiger Woods) all’arcinota definizione di mercato e mano invisibile. Mingardi ci vede un rischio di ambiguità: di attribuzione di un progetto, poco importa se positivo, a un processo che per definizione non ne può avere. Da approfondire, così come la teoria, ovviamente ben più matura, del fallimento come aspetto fondamentale di un mercato libero. Senza di esso che processo è? In questi primi capitoli anche l’abbozzo della tesi forse più attuale del saggio: regole e regolamenti sono oggi rischi largamente sottovalutati. Viene come immediata conseguenza dunque la sintesi fatta per l’ultimo capitolo, «dove si sconfessa il legame tra la crisi finanziaria (del 2007-2008) e un ipotetico fallimento del mercato: quella che abbiamo di fronte è una crisi di certezza, generata proprio dalla scelta di optare per la sospensione delle regole di mercato a favore di interventi discrezionali».
Quattro, cinque persone condividono questa tesi in Italia. Speriamo che la legga e se ne convinca qualcuna di più, grazie ad Alberto Mingardi.

@Spago per un liberale una dittatura, di qualsiasi colore essa sia, non è accettabile. C’è poco da aggiungere. Libertà economiche e libertà civile vanno a braccetto. Anche se il tema meriterebbe un approfondimento teorico, me ne rendo conto, meno semplicistico.
@porro grazie! Non si offenda troppo, io ho una stima sincera per lei. Ma in fondo ha raggiunto una certa notorietà, ha sicuramente un po’ di soldi da parte, può ormai trovare lavoro di qui e di là, tra giornali e tv.. insomma ha una posizione per cui è abbastanza libero di fare come le pare.. perciò mi dica, qui fra noi che non ci sente nessuno, cosa ne pensa davvero di Silvio Berlusconi.. ha visto le ultime idiozie su Mussolini? Ma le chiedo un liberale non dovrebbe essere antifascista oltre che anticomunista? non era lo stato fascista uno stato totalitario?
chiaro che Berlusconi non è un fascista e non è fascista il suo partito, ma che flirti con la destra estrema però è chiaro anche questo.. ci piace? va bene? ci aiuterà a fare la rivoluzione liberale? Porro ma da liberale come si fa a non dire una parola definitiva su queste cose!?
@spago per fortuna che ci sono ancora liberali come lei. Con la schiena drittta.
Ecco.. il mercato.. dovrebbe essere al centro di ogni pensiero liberale. Eppure liberali, come lei, hanno continuato a sostenere Silvio Berlusconi con i conflitti d’interesse suoi e di chi gli sta intorno, con le operazioni protezioniste stile Cai, con la scelta di Tremonti come ministro dell’economia, con la pressione fiscale in salita, l’aumento delle province, il federalismo fuffa che moltiplica la confusione e le spese, la protezione di ogni clientela possibile, le continue ferite alla legalità, il tradimento di ogni promessa liberale fatta, etc.. Se ci pensa praticamente l’intero Istituto Bruno Leoni si è schierato contro Belrusconi e ne dice peste e corna, giustamente.. invece gran parte dei restanti liberali si è lasciata semplicemente lasciata comprare (quando si dice il denaro) e si è felicemente arruolata, iscrivendosi al partito, diventando organica ai giornali d’area, amica personale di Berlusconi e die suoi, etc.. sono stati “catturati” (ma non direi controvoglia) e si son fatti volenterosi militanti di una fazione. Io son contrario a demonizzare una sola persona, Berlusconi, mi sembra che bisognerebbe piuttosto rendere le loro responsabibilità ai fasulli liberali italiani da salotto.. che nella loro autoreferenzialità hanno piegato il pensiero liberale tanto quanto bastava per coprire il centrodestra berlusconiano, e giustificarlo sempre (se non altro come male minore, ci mancherebbe, ohibò). Se i liberali fossero liberali riderebbero in faccia a un partito che di liberale ha solo la propaganda. Sarebbero loro i primi a protestare per l’usurpazione, l’umiliazione, il travisamento, la distorsione, la strumentalizzazione, del pensiero, delle idee, dei valori, delle perole liberali. Invece si sono fatti e si fanno strumento di tutto questo. Sono peggio, molto peggio, di chi si dichiara esplicitamente contro il liberalismo. Chi da sinistra l’ha sempre avversato apertamente ha fatto meno danno e merita molto più rispetto.
ferpe: … ma con chi credi di confrontarti qui compagno ? Tu credi che la gente perbene sia rincoglionita al punto da non sapere che nei pochi anni che il cavaliere è stato al governo, ha potuto TENTARE di riparare i danni omicidi fatti nel corso di mezzo secolo dalla gentaglia di sinistra (Vendola, Bersani, Camusso, Rosy Bindi, Landini nonchè soprattutto, i loro ben noti padri ispiratori & Co); se il cavaliere ha una grossa colpa (saputello dei miei stivali) è stata quella di non aver trovato i mezzi e le maniere per mantenere fede alla sua promessa di mandare all’inferno padri ispiratori e figli delle teorie socialcomuniste che imperavano ed ancora imperano qui da noi !
Dalle parti della gente perbene che afferma quanto da te infantilmente contestato, non esistono personaggi del tuo miserabile livello che nella testaccia hanno solo e soltanto la distruzione dell’avversario politico di turno … in perfetto stile bolscevico (quello dei citati personaggi comunisti sopra citati).
Hai capito compagno … o ti devo fare il disegnino ?!
PS tu con certezza sei uno di quei viscidi nonchè oranti autori dei rating negativi di cui ad un mio post sull’argomento: leggitelo con attenzione : quello lo capirai con certezza matematica.
Ferpe, e che ci dici del Monte Paschi. C’era Berlusconi anche lì?
Da Voci Dall’Estero.
VOTA PUD€
Da Silvia di Viareggio parte questa satirica proposta di partecipazione alla campagna elettorale, che in questo anno di crisi, austerità, lacrime e sangue, si terrà, ironia della sorte?…proprio durante il periodo di Carnevale! Questo volantino è a disposizione per chi lo ritenga utile e volesse distribuirlo, magari durante le sfilate in maschera…
Tanto va lo schiavo all’urne che si crede cittadino!
VOTA PUD€
Partito Unico Dell’€uro
Meno Lavoro – Meno Salario – Meno Pensioni
Meno Ospedali – Meno Scuole – Meno Stato Sociale
Meno Giustizia – Meno Uguaglianza – Meno Libertà
Meno Diritti – Meno Democrazia
Più tasse, Più soldi alle banche, Più privatizzazioni,
Più ricchezza ai più ricchi, Più €uropa per tutti…
IL PUD€ DICE LA VERITÀ! (in inglese, intervistato dal Financial Times)
Per mantenere l’€uro dobbiamo impoverirvi, come facciamo a trasferire la ricchezza dalle vostre alle nostre tasche? Non possiamo dirvi che il PROBLEMA non è il debito pubblico ma è il DEBITO PRIVATO ESTERO causato dall’€uro, che necessita della svalutazione del salario per sanare gli squilibri della bilancia dei pagamenti (importazioni/esportazioni) tra i paesi €uropei dato che non si possono svalutare/rivalutare le monete nazionali… secondo la legge della domanda e dell’offerta, legge che ci piace finché svalutiamo il vostro lavoro, non i nostri profitti.
Non possiamo dirvi che è e sarà necessaria una maggiore disoccupazione, altrimenti non diventerete come i tedeschi, che grazie alla riforma Hartz del lavoro (2001) e alla successiva disoccupazione accettano in 7,5 milioni salari di 400 €.
Non possiamo dirvelo ma noi lo sapevamo già da più di 50 anni, c’è chi ha preso il Nobel su questo…
Non possiamo dirvelo perché potreste “pensare” e informarvi e scoprire che abbiamo creato l’€uro apposta e che sul web, e negli altri paesi, ne parlano e dicono che l’Italia rinascerebbe senza €uro, perché è uno dei paesi più ricchi, più virtuosi nei conti pubblici, più ricchi nel tessuto produttivo, p. es. gran parte della meccanica di precisione viene fatta in Italia, ma noi vogliamo comprarci le vostre aziende ai saldi.
Non possiamo dirvi che il debito pubblico si è accumulato per pagare gli interessi alla finanza privata da cui da 30 anni prendete a prestito i soldi perché sono 30 anni che lo Stato (voi-il popolo) non ha la sovranità sulla moneta… Bravi, gridate corruzione, MENO STATO, che noi vi accontentiamo subito, lo privatizziamo e voi dovrete pagarvi scuola, sanità, pensioni, ricostruzione dopo disastri naturali, e tutto quello che vogliamo, tramite le nostre assicurazioni.
Non dovete sapere che la vostra Costituzione grazie al fiscal compact, al MES, al pareggio di bilancio, è di fatto sospesa, …vi servirebbe…
Non possiamo dirvelo, dovete sentirvi in colpa, preferiamo parlare di Cina, di dollaro che ha paura (infatti noi ci teniamo i dollari e vi lasciamo l’€uro), di politici corrotti, come se ci fossero solo da voi ma noi lo chiamiamo lobbismo, mentre noi ci intaschiamo miliardi, ci compriamo gli stati interi e mettiamo i nostri dipendenti a governarvi. Bravi.
I (veri) FINANZIATORI DEL PUD€
VOTA PUDE E NON LEGGERE I SEGUENTI BLOG… (potresti informarti e pensare):
orizzonte48 – goofynomics – vocidallagermania
il-main-stream – vocidallestero – tempestaperfetta
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(Anche La Solitudine dei Numeri Reali sta producendo nuovi volantini su altri luoghi comuni da sfatare…non perderli!)
Pubblicato da Vocidallestero a 22:58
genesio … scusami compagno: dimenticavo: … forse volevi anche aggiungere che “… il mercato batte anche il marciapiede “
ORA VEDREMO COME REAGIRANNO I POLITICI ITALIANI CON LO SCANDALO BANCARIO IN ATTO, E CON I SOLDI AVUTI DAL MONTI, TANTO PER FAVORIRLI ,PURE LUI COME I SUOI PRECEDENTI,SE DA DECENNI SI CONSIDERANO LE BANCHE, UNO DEI TANTI CANCRI ITALIANI. ORA VEDREMO, SE POTRANNO CONTINUARE ANCORA, COME PRIMA.
CREDO CHE QUESTA SITUAZIONE METTA A FUOCO IL VERO VOLTO DELLE BANCHE, E DEI LORO DIRIGENTI,A PARTIRE DALL’ALTISSIMO, PER FINIRE QUASI DALL’USCIERE, DI CUI NATURALMENTE QUALCUNO PROVERA’ AD INCOLPARLO, TANTO PER ESSERE COERENTI COME DI SOLITO, SI USA PROCEDERE IN ITALIA. ANCHE IN QUESTO, SIAMO CAMPIONI, E MEDAGLIE D’ORO, BISOGNA PREPARARE PER TUTTI I POLITICI, NESSUNO ESCLUSO,ALTRO CHE LASCIARGLI SEMPRE AUMENTARE IL PROPRIO STIPENDIO. SPERIAMO CHE SIANO GLI ULTIMI MESI, DI QUESTO MARCIUME. A CASA TUTTI, QUESTO E’ PER FAR PULIZIA, IN QUEI VECCHI E SPORCHI PALAZZI. SONO TUTTI BELLI ED ELEGANTI DI FUORI, E SPORCHI DENTRO, SINO AL MIDOLLO.CHISSA’ SE NE ESISTE QUALCUNO, PULITO DENTRO.FORSE UNO SU MILLE C’E’.
Ginni Bo.
genesio: … e carlo marx dixit ! Ma come si fa ad essere così sciagurati ?! Possibile che nel terzo millennio, qui in Italia esistano dei figurini come te che hanno gli occhi oscurati dal rosso delle teorie marxiste le quali hanno bloccato per quasi un secolo lo sviluppo dell’economia (oltre che della libertà) planetaria ?
Possibile che sei cotto al punto da non accorgerti che persino uno degli ultimi paradisi comunisti del pianeta (la Cina) … segue spietatamente le regole più liberiste e per certi versi crudeli (quelle si) … PROPRIO DEL MERCATO !?
Egrgio Dott.Porro, ho letto su un altro quotidiano le dichiarazioni del Sig. Grilli, dice che i soldi dati alla MPS non sono soldi pubblici. Ma i Monti-Bond, sono loro personali, Grilli e Monti o ci prendono per imbecilli.
Caro Nicola,Modigliani andò via dall’Italia a 20 anni a causa delle persecuzioni razziali e si laureò presso la New School for Social Researche.Però anche tu confermi che gli italiani hanno l’intelligenza per raggiungere il premio Nobel e che è carente la scuola nella preparazione degli allievi.Ti volevo dire,però,di non insistere troppo sul liberismo nelle frequenti apparizioni nei talk show e ti consiglio di approfondire anche altre correnti di pensiero economico,affinchè possa essere utile come un futuro ministro dell’Economia sulle scia della politica economica di Einaudi,Malagodi.Te lo avevo consigliato anche in altro post non pubblicato. Il post è più augurale e lontanissimo dalla polemica.
inutile: su questo blog continuano ad imperversare imbecilli dediti al rating negativo senza avere il coraggio di cimentarsi nella formulazione di controdeduzioni credibili !
Per certi aspetti … forse forse questo blog rispecchia (nell’opera dei menzionati imbecilli) la situazione dell’Italia: tutti predicano bene …. e moltissimi (meglio se nell’ombra) razzolano male: qui ci sono imbecilli i quali contestano la mia affermazione circa il costo del lavoro italiano altissimo, la produttività italiana bassissima, e la burocrazia italiana criminaldemenziale !
Poi dice che uno si arrabbia e da dell’imbecille al prossimo suo !
Come si fa a contestare queste realtà che conoscono anche alll’asilo infantile delle figlie di Maria ?!
per rispondere a molti frequentatori del forum: ma se nell’ultimo ventennio (e 20 anni non sono pochi) ha governato quasi sempre, come dice ferrara, l’amore vostro perchè continuate a sostenere che il sistema stato “socialista” assitenzialista e burocraticizzato è stato creato dalla sinistra socialcomunista di vendola e bersani ?
mi piacerebbe essere smentito, magari anche dal cuoco, se dico che l’unica vera riforma contro la burocrazia è stata fatta da bassanini e le uniche vere liberalizzazioni, anche se piccole piccole, sono le lenzuolate di bersani. continuate a fossilizzarvi nel difendere gli inetressi di una sola persona (chissà chi ?) che, vi piaccia o no, ci ha portato allo sfacelo (d’altronde negli ultimi dieci anni chi NON ha saputo governare ?).
Piccolo appunto. Il denaro è una merce?
No, è un mezzo. Diventa merce quando il suo valore intrinseco, come mezzo che permette di scambiare, è trasformato come in quei casi in cui egli diventi produttore di se stesso.(derivati vari, opzioni, cds, swap ecc.ecc.)
Il mercato purtroppo (so che mi ripeterò) è si controllato ma dagli oligopoli bancari.
Faccio un esempio: io assicuro una casa contro furto ed incendio (logico direte voi) ebbene esiste chi ci guadagna scomettendo che la mia casa venga svaligiata e data all fiamme…(è un esempio).
Se rapportiamo il ragionamento sopraesposto ai debiti pubblici statali ecco che c’è chi scommette contro o a favore di uno Stato, con le conseguenze che tutti conosciamo….aumento di spread,(quindi interessi) e in seguito si possono rovesciare governi.
Lo spread non è un’imbroglio SOLO a PATTO che non venga usato per abbattere governi democraticamente eletti.
La crisi dello spread l’anno scorso fu dettatq dalle banche tedesche (tipo Deutche Bank) che vendettero sul mercato tanti titoli di stato italiani.
Per la serie, se un politico di un paese debole non piace, chi è forte (per mandare in cattiva luce con la propria gente il governate) può far vendere titoli di stato a più non posso….ecco che quindi si diffonde incertezza sui titoli e come abbiamo visto crolla, con conseguenze per il governo del paese colpito.
Monti che ha fatto per lo spread?? ditemi un po…(è vero che lo spread si è abbassato con lui, ma anche senza di lui continua ad andare giù) ciò mi porta a pensare che la nostra crisi fosse in qualche modo “programmata” per cambiare la politica.
Si diceva che Berlusconi avesse creato i priincipali problemi ma in realtà:
1) nel 2011 con gli interessi sul debito eravamo a 1900 miliardi di buco…ora con la cura dei professori siamo ad oltre 2.022 (anche con basso spread)
2)Il reddito medio procapite italiano è tornato ai livelli del 86…e ci parlano anche di miglioramento???
3)Si diceva fosse un governo di tecnici in gamba ed uniti….peccato che di recente ci siano dei botta e risposta Fornero-Passera (si scaricano l’un sull’altro le responsabilità)
Ecco perchè credo esistano famiglie come MORGAN, ROtCHILD…eccc. che (essendo proprietari di banche) fanno un pò il buono e cattivo tempo nel mondo…non sono l’unico che la pensa così.
Egregio Dott.Porro,
Questa mia c’entra e non c’entra con il suo articolo.
La MPS ha giocato con i soldi di tutti, anche se il denaro è solo uno strumento, ma è molto efficace. Se non c’è l’hai non suoni da nessuna parte. Ora mi domando perché non fare come in Islanda, se non ricordo male, o anche da qualche altra Nazione, dove si è lasciato fallire la banca e messo in galera chi la dirigeva. Invece in questo paese si lasciano fallire le PMI, ma le banche NO! Oltretutto queste giocano con i soldi degli altri. Grazie
Aristarco, hai ragione. Bè, proprio volendo Modigliani era italiano, ma se ne è andato presto. Si era laureato a Roma e non mi sembra abbia frequentato granchè la Bocconi
Sinceramente non ho letto il libro. Se avrò un po’ di tempo lo farò volentieri.
Mi preme una considerazione su due distorsioni del mercato che oggi vanno di moda: gli oligopoli e i “too big to fail”.
Il mercato è un processo caotico in cui la concorrenza gioca un ruolo fondamentale per il progresso. La concorrenza significa tanto realizzare nuovi prodotti quanto ottimizzare i processi. I privati e le imprese comprano quello che non hanno e cercano il miglior fornitore sebbene con diversi intenti: nel caso dei privati l’interesse è personale mentre nel caso delle imprese lo stimolo è quello di acquistare mezzi di produzione che consentano di fornire un prodotto o dei servizi più interessanti per i propri clienti. Si tratta di un enorme stimolo positivo per creare nuovi prodotti e per rendere i prodotti esistenti meno cari e più appetibili.
Gli oligopoli, detenendo una fetta enorme del mercato ed essendo liberi da vincoli competitivi, non sono stimolati a migliorare i propri prodotti e/o servizi. Le imprese il cui fallimento ridurrebbe una nazione in miseria giocano sulla loro dimensione critica per ottenere vantaggi e per socializzare le perdite, ovvero i propri errori.
Il caso Monte Paschi è un classico: se si lasciasse fallire la banca i contraccolpi all’economia ed al sistema bancario italiano sarebbero terribili, mentre fornendo aiuti di stato si finisce per prelevare soldi dalle tasche dei cittadini per compensare errori da “dilettanti presuntuosi”. Al di la delle implicazioni politiche e dei problemi per le imprese, soprattutto quelle dell’Italia centrale, la vicenda è sconcertante ed al tempo stesso istruttiva:. i dati reali del “rischio” vengono nascosti dalle banche quando si tratta di operazioni finanziarie spregiudicate. Alla faccia di Basilea 2 e 3!
Il mercato batte proprio tutti. batte il buonsenso,batte la morale,batte l’uomo,batte l’umanità .Il mercato che si regola da solo,quello liberista è proprio quello che ci ha precipitato in questa crisi e l’abbandono di questa logica è l’unica cosa che ci potrà salvare .
Piccola correzione:
Il socialismo è come il leggero calcare che avvolge la resistenza della nostra lavatrice. Rallenta la trasformazione dell’energia da elettrica a termica verso l’acqua (il denaro). Il comunismo è quella situazione che si manifesta quando la resistenza elettrica è completamente incrostata al punto che non può più trasmettere energia (il denaro). Risultato? Grande consumo di energia (denaro inutile), resistenza bruciata, lavatrice rotta, moglie incazzata.
Il socialismo è come il leggero calcare che avvolge la resistenza della nostra lavatrice. Rallenta la trasformazione dell’energia da elettrica a termica verso l’acqua. Il comunismo è quella situazione che si manifesta quando la resitenza elettrica è completamente incrostata al punto che non può più trasmettere energia (il denaro). Risultato? Grande consumo di energia, resistenza bruciata, lavatrice rotta, moglie incazzata.
http://www.rothshild.com
Consiglio uno sguardo è impressionante.
Grazie per la segnalazione, signor cuoco!
http://youtu.be/zIVg32cfwIA
più che fallimento del mercato in sè si dovrebbe guardare sta cosa perchè ,spiega effetivamente cosa succede nella realtà,in barba ad ogni economista eo presunto tale.
http://youtu.be/AsoYXIDVQQw
Altro video altrettanto dettagliato, e purtropo visto la crisi e la difficoltà di ottenere prestiti 8sia per privati che per aziende) non stento a credere.
Alla fine solo le banche ci guadagnano.
Caro Porro,non so se Mingardi è uscito dalla Bocconi.Ho firmato per le candidature della lista di Giannino,per dirti che anche io sono liberale.Però toglimi una curiosità prima di leggere il libro di Mingardi.Dal 1968 data di istituzione del premio Nobel per l’Economia in 45 anni sono stati premiati 50 statunitensi,e qualche inglese,francese,russo…,ma nessun italiano.Eppure la Bocconi gode di prestigio,ma forse di fronte alle scuole americane è una specie di scuola serale.Visto i nostri “grandi economisti” che si vedono alla tv e sproloquiano e visto anche il responso degli studenti pubblicato dal Giornale,sembra che dalla Bocconi escano dei somaretti in economia.Ecco:vorrei sapere da te se la scuola fornisce solo nozioncine scolastiche,una specie di ripasso dei programmi degli istituti commerciali,senza far capire l’Economia,ma solo per svolgere una qualche professione redditizia,o addirittura preparare i giovani alla propaganda politica.
Io aggiungerei che di questi grami tempi, o si sceglie di stare di qua o di la: mi pare che la morale della favola (le morali delle favole mi piacciono da morire) è che sono fallimentari i tentativi delle sinistre poscomuniste o meno, di conciliare le regole liberiste del mercato con le reminescenze dello stato “socialista” assitenzialista e burocraticizzato (per l’appunto come è spudoratamente, il nostro).
Spostando il tiro sulla nostra tragicomica realtà si deve dire che qui da noi, il mercato e le sue regole … viene sistematicamente preso a calci in faccia … ogni secondo dall’esercito di mascalzoni demagoghi che ci governano da decenni !
Vagli a fare capire che – specie di questi tempi – o si sta di qua (dalla parte del mercato) … o si fallisce !! Esattamente questo dice il mercato !
Un esempio per tutti: come si incoraggiano gli investitori ad operare qui da noi se abbiamo il costo del lavoro più alto del mondo ?
Se abbiamo la produttività più bassa del mondo ? Se abbiamo la tassazione più alta del mondo ?
Se abbiamo la burocrazia più demenzialcriminale del mondo ? … e tutto rigorosamente partorito con l’azione a giuda socialcomunista che ha ispirato gli autori dei sopracitati misfatti ! Tutto a causa dell’ostinazione di politici delinquenti e somari nel perseverare a modificare arbitrariamente, le regole del mercato con sistematiche iniezioni di demagogia marxista !
Pare – ahimè – che qui ancora non si sia capita la lezione : qui ci si appresta a dare il potere ad un movimento di pensiero coautore alla grande della nostra rovina guidato da personaggi (Vendola e Bersani) cresciuti a pane e marx !
Come spiegare che in questo momento da noi, sarebbe indispensabile, esattamente il contrario !!
Beh, quatto o cinque magari no dai. Siamo un pò di più. Il brutto di questi libri è che sono fantastici, ma li leggiamo sempre noi che siamo già convinti al 100% delle loro tesi. Almeno, io ne ho comprati una infinità e sto pure cercando di scrivere qualcosa di mio. Ma poi i socialcattocomunisti favorevoli allo Stato continuano a comprarsi Marx Travaglio e qualche altro deficiente.
Stimato dr. Porro, il denaro è uno strumento, la moneta invece diventa pericolosissima quando è fiat.
Il mercato è tutto.
Io le chiedo solo due cose:
Come vogliamo il mercato, libero o controllato dallo stato?
Come vogliamo la moneta, libera o controllata dallo stato?
Attento a come risponderà dr. Porro… potrebbe andarne della stima che nutro in lei.
(Sto scherzando.. però vorrei sentirglielo dire).
Un saluto .
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