Liberali? Solo a parole

C’è chi confonde l’idea liberale con un’ideologia: un set di regole precise e immutabili. Un dogma. Il fascino liberale è che esso, piuttosto, è un metodo. Prendiamo il caso delle sigarette e del maldestro tentativo governativo (poi annacquato) di vietarne l’uso in auto in presenza di minori. È l’apoteosi dello statalismo. Cioè l’esatto contrario del metodo liberale. La religione di Stato (in alcuni paesi basta togliere il predicato) decide cosa sia buono e giusto per il singolo, usurpando il libero arbitrio. La «violenza» dell’imposizione statuale detta un comportamento o uno stile di vita, che, se non rispettato, procura sanzioni. Molti […]

  

Ligresti e la borghesia milanese vigliacca

«Sono pronto a passare tutto il resto dei miei giorni dentro a Castel San Angelo a meditare. Santità avevo fatto un torto a un piccolo falegname giudio, ma sono riuscito corrompendo giudici, testimoni, uditori, avvocati, guardie, abati, funzionari, periti, amministratori a far condannare quel poveraccio solo perché lui è povero e giudio e io ricco e cristiano. Comunque io, Santità, mi inchino alla vostra volontà e sono disposto ad andare di buon grado in galera purché in compagnia dei monsignori Ralli, Fanta e Bellarmino, dei cardinali Fioravanti e Bucci, degli uditori di prima istanza, Ardenghi principe di Colleterzo, Soffici duca […]

  

Acerra e il mantra del No. A tutti i costi

Il vantaggio delle politiche demagogiche, soprattutto in materie economiche, è che la memoria è corta. Ci si dimentica. Il caso più tipico è quello dei vari comitati del No, che imperversano per l’Italia. È facile dire no, più difficile sopportarne i costi. Il problema è che i costi del non fare si pagano domani. È come un grande debito pubblico, che invece di essere alimentato dalla spesa corrente è generato dal non fare. Non vedevamo l’ora di raccontarvi il caso di Acerra e del suo termovalorizzatore: in effetti sono passati quasi dieci anni. Sì, non vedevamo l’ora, perché già a […]

  

Quanto brilla il Sole di Napoletano

Oggi scrivo per fatto personale e ritorno sul Sole24 ore. Come i commensali sanno ho una parttia aperta con il giornale di Confindustria almeno da un lustro. Mi chiedo e vi chiedo come possa il giornale delle imprese essere così banalmente omologato al pensiero comune. Resta il filone principale: io voglio un Sole, mi ostino ancora a compraro e leggerlo, che parli alle imprese, agli artigiani, ai commercianti, alle partita iva, ai professionisti e non ai burocrati e politici romani. Io non voglio Guido Rossi e Giuliano Amato che mi spiegano i fatti dello scorso secolo, ma più Zingales e […]

  

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