I Benetton e i muri cinesi di JPMorgan

Leggete questa storia e ditemi se ci sentite puzza di bruciato. Riguarda Autogrill, la famiglia Benetton che ne detiene la maggioranza delle azioni e la grande e nobile casa di investimento americana JpMorgan. Autogrill, per farla breve, è uno dei nostri pochi successi mondiali. È guidata da un giovane amministratore a cui affidereste le chiavi della vostra casa, fuori dagli schemi dei «manager star», e sempre sul pezzo. Nonostante i luoghi comuni, l’azienda deve all’Italia solo un quinto dei suoi utili lordi, il resto arriva dal resto del mondo. I Benetton all’inizio di ottobre hanno staccato da Autogrill il ramo […]

  

Ecco come tassano i Bot

I sindacati hanno annunciato quattro ore di sciopero contro la legge di stabilità. A ben vedere, però, a scioperare dovrebbero essere i risparmiatori. Nelle pieghe del testo è spuntata infatti una tassa sui risparmi degli italiani che ieri sera il premier ha rivendicato da Lilli Gruber a la7. In una prima versione avrebbe dovuto portare nelle casse dello Stato 900 milioni di euro. Nelle ultime ore la previsione è scesa a 530. Vedremo quale sarà il risultato finale. Il meccanismo è micidiale e comporterà un inasprimento del bollo (questo l’escamotage tributario) anche sui titoli di Stato. Vediamo come. Bot, Btp […]

  

Scaglia, il carcere e la pubblicità Fastweb

Chi segue questa zuppa da alcuni anni sa che cosa abbiamo (in buona compagnia del solo Foglio di Giuliano Ferrara) scritto della presunta truffa Fastweb da due miliardi. Conosce i nomi di Silvio Scaglia, Mario Rossetti e Stefano Mazzitelli. Sa che sono stati arrestati nel cuore delle notte del febbraio di tre anni fa e sbattuti in carcere. Sa che Scaglia prese un aereo privato per tornare dalle sue vacanze e consegnarsi agli inquirenti per raccontare (inutilmente) le proprie ragioni. Chi ci segue sa come Fastweb (e in misura quantitativamente relativa Telecom) ha rischiato di essere commissariata, distrutta. La storia […]

  

Un 2014 pieno di tasse

Una delle sciocchezze che stanno circolando, complice la conferenza stampa di Letta&Alfano sulla Finanziaria, è che nel 2014 pagheremo meno tasse rispetto al 2013. Balle. Partiamo dalla prima clamorosa bugia. Letta ha detto che nell’arco del triennio la pressione fiscale calerà di un punto percentuale dal 44,3% al 43,3%. Falso. Semmai calerà di meno della metà. Il 20 settembre nel documento contabile per eccellenza, il Def, il governo aveva già previsto che con le attuali leggi e norme tributarie la pressione fiscale nel 2016 sarebbe stata del 43,7%. Se dunque, ed è tutto da vedere, con la finanziaria essa dovesse […]

  

Una finanziaria democristiana

A caldo la Finanziaria di Letta si può definire democristiana. Nel senso che non sarà truculenta nei tagli e nelle imposte, ma neanche rivoluzionaria. Non si può certo dire che le larghe intese abbiano partorito una manovra strutturale, quella di cui si riempiono la bocca tutti i benpensanti. Nelle prossime ore vedremo cosa c’è di buono e ciò che ci sarà di sconveniente. Per ora si può dire che nella sua dimensione e nella sua macrostruttura (11,5 miliardi per il 2014) è una finanziaria light. La riduzione del costo del lavoro (sommando i benefici per le imprese e quelli per […]

  

Tre curve di Laffer

Vabbè ormai vi siete annoiati a sentir parlare della Curva di Laffer. Si tratta in fondo di un semplice grafico in cui si mette in evidenza come all’aumentare delle aliquote (da un certo punto in poi) diminuisce il gettito. E’una regola di buon senso che i nostri politici e tecnici non vogliono sentire. Ci sono tre casi lampanti che riguardano l’Italia degli ultimi mesi. Li ho messi in fila. E converrà aggiornare. IVA. Nei primi otto mesi di quest’anno il gettito derivante dell’Iva, la nostra principale imposta indiretta, è crollato. Da un punto di vista percentuale di 5.2 punti. Dal […]

  

Confindustria a pezzi

Si tratta di sole poche settimane fa. Una riunione ristretta ad Arcore. Silvio Berlusconi nel pieno delle sue faccende politiche e giudiziarie si rivolge al nucleo stretto degli amici di sempre e dice: «Ma che ci stiamo a fare in Confindustria? Ci costa un sacco di soldi e non mi sembra rilevante. Sia per le nostre aziende sia per il suo atteggiamento complessivo». Silenzio tra i pochi presenti. Se non una voce, aziendale, che ribatte: «In effetti può essere come dici tu, ma ti sembra il caso di aprire un nuovo fronte?». La cosa finisce qua. E probabilmente è finita […]

  

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