L’articolo 18? per i privilegiati

Vatti a fidare dell’articolo 18. Quell’articoletto dello Statuto dei lavoratori che obbliga le imprese a riprendersi in casa coloro che sono stati licenziati senza giusta causa. Un totem del nostro sistema produttivo. La bandiera che Berlusconi ha sbandierato in Europa e che dal 1994 è stato un suo pallino. Ma che non è mai riuscito a cancellare. E, per una volta, senza alcun dubbio, non certo per colpa sua. L’ultimo suo tentativo è franato grazie al presidente della Repubblica, lo stesso a cui oggi l’Europa si affida affinché il medesimo articolo sia modificato. E che di buon grado si fa ...

Chi paga le pensioni

Stefano Patriarca, responsabile del centro studi dell’Inps, ha fatto un po’ di calcoletti sulle pensioni. E sulla differenza di trattamento che avremo noi che andremo in pensione con il metodo contributivo (sulla base dei contributi versati) e gli altri che vedono il calcolo della propria pensione in qualche modo parametrato alle retribuziuoni. Un lavoratore che l’anno scorso è andato in pensione con 2031 euro al mese (media delle liquidazioni Inps per i trattamenti di anzianità) avrebbe dovuto prendere non più di 1050 euretti (calcolando i contributi versati e rivalutati al generoso tasso del 9,5 per cento l’anno). “La differenza -scrive ...

Gli artigiani sono meglio

Mi frulla in testa, anzi in cucina, da un po’ di tempo. E grazie ad un amico ai fornelli che mi ha raccontato di qualche malumore artigianale (dunque ben fatto), vi propongo questo piatto: ma cosa diavolo c’entrano gli artigiani con la Confindustria delle partecipazioni statali? Ma come ha fatto rete imprese italia a firmare con Abi e Confindusatria il cosidetto progetto delle imprese per l’Italia? I commensali sanno che il cuoco è piuttosto critico nei confronti della politica economica del Cav e peggio ancora con quella di Giulietto. Ma che si sono fumati i nostri amici artigiani per accodarsi ...

Il manifesto degli ipocriti

Ho letto con attenzione il manifesto delle imprese. Imbarazzante. Buona la richiesta di alzare l’età pensionabile e azzerare quelle di vecchiaia. Certo se gli industriali non avessero contribuito a cancellare lo scalone Maroni, oggi non potrebbero lamentarsi. Ma sono favolosi nella loro ipocrisia. Tre anni fa diedero ragione al governo Prodi-Damiano per abolirlo (costo 9 miliadri l’anno) e oggi chiedono al governo più o meno di reintrodurlo. Insomma esattamente come hanno fatto con l’articolo 18, che in un tavolo lo chiedono, e nell’altro lo affossano. L’impressione è che i nostri eroi siano come i politici: bravini nei programmi, ma ottusi ...

Passera e la Patrimoniale

Oggi il cuoco si è davvero gustato il magnifico pezzo di Alesina e Giavazzi sul Corsera: no alla patrimoniale, semplicemente perchè non serve o peggio fa male. Come nel caso Amato. Ma anche ieri sera, immodestamente a In Onda, Passera è stato molto lucido. NOn servono nuove botte fiscali, piuttosto si deve ridurre la spesa pubblica. Alesina ricorda come le famiglie italiane dopo le genialate di Amato ridussero i consumi del 3 per cento e “non si ripresero più”. Bene bene qualche ingrediente esterno che fa comodo alla nostra zuppa.

  

Un altro Lunedì e le solite pensioni

Come previsto, e facilmente prevedibile, un altro lunedì di passione. Solo un piao di articoli fa parlavo dei lunedì neri che si sarebbero ripetuti. Il cuoco è convinto da tempo che il pessimo andamento dei mercati abbia poco a che fare con la nostra pessima manovra. Entrambe le cose sono vere, ma la loro relazione non è così stretta. O meglio. Se l’Italia avesse adottato una manovra perfetta (e in questa cucina ognuno ha le sue ricette) comunque i mercati sarebbero saltati sul debito più alto dell’Europa. Il punto è che non abbiamo voluto toccare i nodi fondamentali della nostra ...

Inps, ma quanto mi costi

I commensali sanno, fino alla nausea, l’idea del cuoco sulle pensioni. Non riesco a capire per quale dannato motivo le nuove generazioni debbano avere pensioni meno generose (calcolate con il metodo contributivo, quanto verso ricevo) e con età più elevate; mentre le passate generazioni godono di pensioni più ricche (calcolate con il metodo retributivo, l’assegno in funzione dei miei ultimi stipendi) e con anzianità lavorative inferiori. Non riesco a capire per quale dannato motivo i diritti acquisiti delle passate generazioni, siano le fregatura delle nuove. Che qualcuno mi aiuti a capirlo. Non già dal punto di vista tecnico: la rapina ...

I mercati e i servi

È più servo chi lavora per un padrone o chi è costantemente vittima della propria ossessione, del proprio demone? Sentite cosa scriveva due giorni fa Federico Rampini sulla pirma pagina della Repubblica. “scatta il panico italiano e travolge i mercati globali. Ha origine in Italia, colpita da un’ondata di sfiducia che manda i tilt diverse borse, una giornata che contagia prima l’Europa e poi travolge l’America. Milano chiude con il tracollo più grave del mondo (-5,1 per cento), si trascina dietro le altre borse europee con cadute oltre il 3 per cento, fino al botto di wall street” Ma il ...

Che succede sui mercati

Una tempesta perfetta. Così un banchiere cinico ma realista ha definito la giornata di ieri sui mercati finanziari mondiali. Solo uno sprovveduto può legare la questione ai soli affari di casa nostra (non proprio ben condotti dal punto di vista economico). Anzi, converrebbe chie dere allo sprovveduto di sottoporsi alla prova del nove. Una controprova dei propri pregiudizi è a disposizione di chiunque la voglia saggiare. Chi crede che il virus sia italiano si metta a comprare sulle piazze finanziarie a sua scelta di tutto il mondo. E buona fortuna. Parliamo piuttosto di cose serie e cioè di cosa sta ...

Il Partito della Patrimoniale

Cosa lega Luigi Abete, presi­dente di Bnl ed Assonime, Giuliano Amato, il professor Pel­legrino Capaldo, il banchiere Pietro Modiano e Vito Gambera­le, il boss del fondo pubblico F2i? Essere dei ricchi signori, che rappresentano la classe diri­gente del Paese? No. Avere a che fare con la finanza che conta? No. Godere di pensioni d’oro? No, quelle valgono solo per Ama­to (31mila euro al mese) e Gam­berale (44mila al mese e non è un refuso). Quello che lega que­sti autorevoli, autorevolissimi si­gnori è pensare che per il bene di tutti (di quante buone intenzio­ni sia lastricata la porta dell’in­ferno è cosa ...

Ecco cosa dirà Vegas

Più mercato e meno sanzioni. Regole più sem­plici, ma anche più controlli sui prodotti sofisticati. E maggio­r­e libertà per le impre­se italiane, anche di difendersi dalle scala­te ostili. La prima rela­zione di Giuseppe Vegas, come presi­dente della Consob, rappresenterà una netta cesura con il passato. L’Authority dei mercati riunirà la finanza che conta a Palazzo Mezzanotte tra due giorni, e non a giugno come è avvenuto durante l’era Cardia, buona ultima tra le relazio­ni economiche di maggio che pesano o che mettono sonno a seconda dei gusti. E la relazione di Vegas si preannuncia interessante. Per quello che dirà, ma ...

Quella zitella di Parmalat

Se una bella zitella ha le forme di una trentenne e un conto in banca da un miliardo e mezzo è difficile che resti a lungo sola. Ed è così che la Parmalat con tutta probabilità finirà a una multinazionale francese, Lactalis, guidata dalla famiglia Besnier. Una prima reazione, di pancia è il caso di dire, associa il passaggio di mano a una sconfitta calcistica. Francia batte l’Italia 10 a zero. Perdiamo un pezzo di industria alimentare. Il governo sembra assecondare questa visione. Ha qualche ragione. I francesi hanno inventato lo sciovinismo. Quando Enel aveva provato a mettere il becco ...
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