La dittatura della Rete ha sostituito quella del proletariato

La sinistra è passata dalla dittatura del proletariato a quella dei follower. Dalla definizione di coloro che seguono un qualsiasi leader su Twitter, la nuova piazza urlante della politica italiana. E la novità non è affatto positiva. Abbiamo sostituito la «gente», il «popolo», le «piazze» con Twitter. La cosa, significativa dal punto di vista del costume, sarebbe comunque irrilevante se tutto filasse per il verso giusto. Il leader si apre un account (un profilo) sulla bacheca elettronica. Scrive le sue frasette da massimo 140 caratteri. E un gruppo di persone più o meno interessate lo segue, gli scrive, lo incalza. ...

Thatcher, è morta una grande

Quando nel 1979 gli inglesi sceglievano Margaret Thatcher l’Urss iniziava la sua occupazione dell’Afghanistan. La Fiat licenziava 61 operai per violenze in fabbrica e i sindacati confederali, cioè tutti, proclamarono uno sciopero di protesta. Khomeini cacciava, nel consenso generale, lo Scià di Persia. In Italia scoppiavano gli scandali dell’Eni Petromin e Mario Tanassi si faceva quattro mesi in gattabuia. La chimica privata dei Rovelli e dei Monti saltava e a Milano veniva ucciso Giorgio Ambrosoli. Sembra di parlare di un secolo fa. Pensate un po’, in quei mesi veniva inaugurata la sede del Giornale, dove è oggi e, al terzo ...

Gli stipendi dei manager e quelli dei calciatori

Chi se li è meritati di più? Lionel Messi o Andrea Orcel? David Beckham o Fulvio Conti? Parliamo ovviamente di stipendi. I tifosi del Barcellona cosa ne pensano dei 15 milioni di euro (senza bonus e sponsorizzazioni) che si becca il loro beniamino? E gli azionisti di Ubs come valutano i 20 milioni attribuiti al boss della loro banca d’affari? Fulvio Conti, il numero uno dell’Enel si è ridotto il suo stipendio da quattro a circa tre milioni. Peanuts se paragonati agli introiti di Beckham. Il sito goal.com ha recentemente stimato il patrimonio dell’inglese ingaggiato dal Paris Saint Germain in ...

Alitalia e la truffa delle Miglia

Come ormai i commensali di vecchia data sanno, nella zuppa ogni tanto mi cucino la mia odissea (si fa per dire ovviamente) di pendolare milano-roma (dai panini ai disservizi). Ogni fine settimana parto da Linate (ottimo aeroporto) e atterro a Fiumicino (un disastro) e il lunedì viceversa. Talvolta anche in mezzo alla settimana sono costretto al volo. Stop alle critiche sul fatto di non prendere il treno (ci arriviamo dopo). Come potete immaginare accumulo una quantità indecorosa di miglia premio. Alla fine dell’anno scorso il concorso scadeva e raramente ero riuscito ad usare le miglia accumulate (sfortuna?). Mi arriva una ...

Orsi, Tori e Magistrati.

E se avessero ragione le imprese? Per anni abbiamo subito una cultura anti industriale (leggetevi piuttosto la lirica di Angelo Mellone «Acciaio Mare» sull’Ilva) per la quale impresa e profitto erano due bestie da combattere. Oggi il pregiudizio si è fatto più sofisticato. C’è un generale compiacimento per le indagini giudiziarie che bloccano le nostre aziende. Una brutta eco risuona più o meno così: «Ben gli sta». Il presidente di Finmeccanica è stato arrestato per una tangente (tutta da dimostrare) su un appalto riguardante degli elicotteri. «Stecca» che, anche per l’accusa, non sarebbe però finita nelle tasche del boss di ...

La concorrenza del panino la perde Italo

Avvertiamo subito i commensali, che questa è una vera zuppa. Per una volta parliamo davvero di forchette e coltelli. Ci occupiamo dei pasti tra Roma e Milano o, a vostro comodo, viceversa. Il pendolare che ha qualche esigenza di velocità tra le due capitali italiane ha tre strade: il treno di Moretti, superboss delle Fs, quello di Montezemolo, che si chiama Italo, o il volo Alitalia. I tre vettori, come è normale, si danno botte da adolescenti per conquistare o mantenere quote di mercato. Ma, dicevamo, vogliamo parlare di cibo. Ebbene i nostri tre moschettieri hanno deciso di darci del ...

Manette all’informazione

Da oggi Alessandro Sallusti non è più libero. Chi ha avuto voglia di leggere le cronache sul Giornale e sul nostro sito conosce alla perfezione la vicenda. E si sarà formato un giudizio. Noi abbiamo un solo obbligo ed è nei confronti dei nostri lettori. Il Giornale, il suo direttore responsabile, i suoi redattori sono rimasti feriti da questa vicenda, ma sono e continueranno a essere liberi nell’esercizio dell’unico patrimonio di cui dispongono: la testa e la penna. Non abbiamo intenzione di fare le vittime. Ogni giorno la giustizia, così si chiama, commette errori e talvolta violenze. Mentre noi scriviamo ...

Quel disastro di Apple

Apple vale oggi il doppio della Borsa italiana. Quando il cuoco iniziò a comprare i primi computer della mela, un secolo fa, il valore di Apple era al lumicino e la forza della sua memoria era 512k. Oggi vi dico perchè Apple è un disastro. E se non recupera in fretta i primi ad abbondanarla saremo noi suoi originali amanti. In fondo è la storia tipica di chi è cresciuto troppo e non ha saputo mantenere il suo spirito originario. Si tratta di una zuppa autobiografica e dunque spero che i commensali mi scuseranno. Ma credo che la materia possa ...

Il terremoto Emiliano e l’Europa che non c’è

Venerdì scorso si è combattuta una delicata batta­glia diplomatica sul bilancio europeo. Si tratta di circa 140 miliardi di euro l’an­no che vengono raccattati dai ventisette Paesi membri e resti­tuiti secondo complicate alchi­mie. All’interno della comples­sa trattativa, o se preferite du­rante il mercato delle vacche, è spuntata una proposta choc: bloccare gli aiuti a favore delle zone terremotate dell’Emilia Romagna. La mi­naccia sembra de­stinata a rientra­re. Ma la vicenda è significativa per vari aspetti. 1. Dal 2000 a og­gi l’Italia ha forni­to più risorse al­l’Europa di quan­te ne abbia ottenu­te. Secondo i dati della Commissione in dieci an­ni abbiamo registrato ...

Marchionne si faccia furbo, si faccia Agnelli

Sergio Marchionne ha sbagliato tutto. Ma proprio tutto. Avrebbe dovuto distillare un po’ della sana retorica dell’Avvocato. «Quando ho un problema penso sempre a cosa avrebbe fatto Cuccia», diceva Gianni Agnelli. Ecco, pensi come se la sarebbe cavata l’Avvocato e metta nel sacco tutti. Insomma avrebbe dovuto prendere per i fondelli gli italiani. Invece questo pazzo di Marchionne, si è messo a dire come stanno davvero le cose. Ha piazzato un maglioncino nero sul bell’abito del politicamente corretto italiano. Prendiamo il caso della Fiom e dei 19 operai reintegrati a Pomigliano per sentenza del giudice. Ma caro Marchionne, è questo ...

Quanto è duro Clint Rutelli

A febbraio su queste esatte colonne difendemmo Francesco Rutelli sul caso Lusi, reo confesso di essersi intascato 13 milioni della Margherita. Il giorno dopo chiamò per ringraziarci. Non c’era nulla da ringraziare. Non difendevamo Rutelli, ma un principio liberale, del tutto estraneo al politico. E cioè che sulla responsabilità oggettiva, sul «non poteva non sapere», non si costruiscono i reati. Cosa diversa è il giudizio politico che ognuno si forma liberamente. Principio che da queste parti si applica anche a Belzebù. Quando ieri ci siamo visti l’acrimonia con cui Rutelli ha trattato il caso Sallusti non ci siamo ricreduti. Le ...

Qurinale, Ingroia e dintorni

Qualche appunto sullo scontro Quirinale-Procura di Palermo e sulle contraddizioni dei protagonisti di questa vicenda. 1. Ieri intervistato dal Corrierone il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, al giornalista che gli chiede da dove sono uscite le indiscrezioni sui colloqui tra Napolitano e Mancino replica: «A questa domanda non saprei rispondere. Sicuramente non dalla procura di Palermo che difficilmente avrebbe usato un settimanale come Panorama, pur legittimamente, mai molto tenero con la stessa». Risposta sbagliata. E se Panorama (come ad esempio il <Fatto) fosse stato tenero con la Procura sarebbe stato possibile usarlo per fare uscire le indiscrezioni? Il verbo ...
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