Le toghe fanno saltare l’accordo perfetto sull’Ilva

Il pm patteggia con i Riva 5 anni e ottiene di investire nel gruppo 1,4 miliardi. Per il Gup è poco e salta tutto. Storia di una follia giudiziaria. Che pagheremo cara. Il procuratore di Milano, Francesco Greco, un signore piuttosto tosto, mette sotto indagine una parte della famiglia Riva: Adriano, il fratello del patron dell’Ilva Emilio, recentemente scomparso, e i due figli. Un’indagine che non riguarda le ipotesi di disastro ambientale relative agli impianti di Taranto. Su questo filone è iniziato il processo e vedremo nel futuro a cosa porterà. Francesco Greco si occupa di reati finanziari. Nelle sue […]

  

Scritto in Varie - Tag: ,
Commenti ( 37 ) »  

Quanto valgono gli operai Ilva

L’Italia è ancora il secondo produttore europeo di acciaio, dopo la Germania. Con il 15 per cento del totale, produciamo più billette e prodotti piani di francesi (che hanno il nucleare e un prezzo dell’energia ridicolo), spagnoli e inglesi. È un mestiere che prima i bresciani con i forni elettrici e poi i Riva con gli altiforni sanno fare. Il caso degli acciai speciali di Terni (due forni elettrici) che i tedeschi della Thyssen vogliono mollare, parte da lontano, ma riguarda, in sostanza, cinquecento operai (con tutto il rispetto per ognuno di loro). Pensate cosa avverrebbe se dovesse saltare l’Ilva […]

  

Questo non é un paese per imprese

Questo non è un Paese per imprese. Sì, certo, se la cavano tutti con il primo articolo della nostra Costituzione, che ci racconta della Repubblica fondata sul lavoro. E però il lavoro viene creato dagli imprenditori. Vi sembra banale? Andatelo a spiegare a quella parte di costituenti che ha pensato bene di trattare il lavoro come categoria assoluta, e cioè slegata da chi lo genera. Non vi preoccupate, la smettiamo subito con la filosofia e andiamo al sodo con l’Ilva di Taranto e le imprese della Val di Susa. La storia dell’Ilva è nota. Gli imprenditori Riva sono indagati per […]

  

Il garantismo non vale per l’Ilva

L’Ilva, la fabbrica che produce acciaio con base a Taranto, è un caso perfetto per raccontare l’atteggiamento schizofrenico che abbiamo nei confronti del garantismo. Lo invochiamo in ogni dove, ma pensiamo di applicarlo solo ai nostri amici. Fino a questo momento non c’è una, che sia una, sentenza che decreti gli effetti inquinanti del complesso industriale. Non c’è una sentenza che certifichi le colpe dei suoi proprietari e dei suoi manager. Non c’è una sentenza che dimostri la frode fiscale della famiglia Riva. Il solo porsi una domanda sulla correttezza delle tesi accusatorie sembra sacrilego. Eppure nell’immaginario collettivo Taranto è […]

  

Orsi, Tori e Magistrati.

E se avessero ragione le imprese? Per anni abbiamo subito una cultura anti industriale (leggetevi piuttosto la lirica di Angelo Mellone «Acciaio Mare» sull’Ilva) per la quale impresa e profitto erano due bestie da combattere. Oggi il pregiudizio si è fatto più sofisticato. C’è un generale compiacimento per le indagini giudiziarie che bloccano le nostre aziende. Una brutta eco risuona più o meno così: «Ben gli sta». Il presidente di Finmeccanica è stato arrestato per una tangente (tutta da dimostrare) su un appalto riguardante degli elicotteri. «Stecca» che, anche per l’accusa, non sarebbe però finita nelle tasche del boss di […]

  

Chiudono l’Ilva. Chiudiamo l’Italia

Tanto vale chiuderla, l’Italia. Stop. Fermiamo tutto. Blocchiamo, serriamo, sigilliamo. Ieri i giudici di Taranto a questo nobile intento si sono attenuti. La forma della legge sarà rispettata. Non lo mettiamo in dubbio. Ma già i romani insegnavano: Summum ius, summa iniuria. E cioè il massimo del diritto può rivelarsi il massimo dell’ingiustizia. Non ricapitoleremo tutta la vicenda dell’Ilva di Taranto. Ciò che ci interessa è che sul piazzale di quella ditta ci sono prodotti per circa un miliardo di euro. E che i magistrati, per la terza volta, si sono di fatto opposti alla loro vendita. Nonostante una leggina […]

  

Ilva, ha ragione Clini

Si parla spesso di politica industriale. Si sostiene che proprio la sua mancanza ci stia mettendo nei pasticci. Quando si va a vedere cosa contenga questa nobile etichetta scappano tutti. È diventato un argomento buono per i convegni, pessimo per i governi. L’esempio più clamoroso è l’energia. Anche un bambino capisce che la scelta di abbandonare il nucleare (voluta dagli italiani con un referendum) è uno dei maggiori pesi che gravano sulla nostra manifattura. L’Italia e la sua industria pesante sono energivori, ma continuiamo a sperare che ci arrivi dal cielo. Ci siamo abbandonati all’emotività. Al timore. Alle paure spesso […]

  

Gli esportatori illegali sono benefattori

Luigi Einaudi piace a quelli che piac­ciono a correnti alternate. Beccatevi que­sto pezzetto di predica inutile: «Gli espor­tatori illegali di capitale sono benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccio­ni li dilapidano, e allora portandoli altro­ve li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso». Ma non basta, il medesimo celebrato Einaudi riguardo l’evasione fiscale ammoniva di «non gio­care d’astuzia contro i contribuenti, non pigliarli di sorpresa, come troppo spesso si è fatto sin qui… Le leggi d’imposta deb­bono essere, sostanzialmente e non solo formalmente,diritte e oneste.Solo […]

  

il Blog di Nicola Porro © 2019