L’economia senza cuore fa i conti col disastro

Siamo uomini liberi e complessi e anche se il Pil cresce, i disastri preferiamo combatterli. L’economia non ha sentimenti e non ha morale. È neutra. Il mercato ragiona in termini di incentivi e di prezzi. Cosa comporta, quindi, una tragedia, un terremoto o una guerra, alla ricchezza di un Paese? Dipende. Il terremoto del Cile del 2010 portò ad una crescita massiccia del Pil, della ricchezza nazionale. Al contrario, lo tsunami del 2011 in Giappone portò ad un immediato crollo di Borsa (un sesto dell’indice Nikkei volatilizzato in poche ore) e fabbriche, dalla Canon alla Nissan, paralizzate. E dunque al […]

  

Perché il Pil scende. Non solo numeri

Ieri l’istat ha certificato che l’italia é ritornata in recessione: la sua ricchezza diminuisce. Negli ultimi tre anni, non ci eravamo ancora accorti di esserne usciti. Oggi gli economisti ci spiegheranno il perché. Non ascoltateli. La gran parte sono diventati come i becchini, ci spiegano, semmai, perché il paziente é deceduto a tragedia avvenuta. Bella forza. Ci permettiamo di fare un elenco micro (economico) per far capire come mai le questioni macro (economiche) non girano per il verso giusto. Tutto si affannano a parlare di numeri (macro), ma il problema è di comportamenti. É del tutto evidente che il buon […]

  

Cosa c’è da festeggiare

Un Paese in crisi non può permettersi troppi brindisi. Più che euforico rischia di cadere a terra ubriaco. Nel mese di aprile abbiamo lavorato a scartamento ridotto. I giorni son trascorsi con quell’arietta sospesa di chi aspetta la festa. Due settimane fa, era Venerdì di Pasqua. Non propriamente un giorno di festa, ma insomma, tutti lì a prepararsi. Venerdì scorso abbiamo celebrato con la solita tonnellata di retorica il 25 Aprile. E va bene così: guai a toccare la Resistenza. Ieri la sacrosanta festa dei lavoratori con annesso patetico concertone E ci mancherebbe, viste le fatiche di aprile. Tre fine […]

  

Il def è una boiata pazzesca. Come sempre

Tutti i presidenti del Consiglio si presentano in conferenza stampa e con l’arietta compunta dicono: questo documento economico e finanziario è una cosa seria e rigorosa. Il Def in effetti si prende sul serio e gli euroburocrati lo prendono sul serio. E i giornali e i giornalisti economici lo prendono sul serio. E le tabelle sono cose serie. E gli economisti lo prendono sul serio. Nulla è più serio del Def o di come diavolo si chiamava prima, cioè Dpef o quello che preferite. È talmente serio che delle persone serie, che da domani guadagneranno non più del presidente della […]

  

Meglio un euro debole

C’è un numeretto molto sottovalutato, ma che determinerà il numero dei nostri occupati, la crescita della produzione e della ricchezza italiana. È il cambio tra dollaro ed euro. Nei primi sette mesi del 2011 era pari a 1,41 dollari per euro. Nel medesimo periodo del 2012 l’euro si è notevolmente deprezzato rispetto alla valuta americana: e per comprare un biglietto verde erano necessari 1,28 euro. Una moneta comune debole comporta una maggiore facilità per le nostre imprese di vendere bene i servizi all’estero, grazie al positivo effetto del cambio. Ovviamente per noi diventano più care le importazioni. Il meccanismo è […]

  

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