Mustier paga subito tutto il conto per ripulire Unicredit dal passato

Prima settimana di aumento di capitale di Unicredit. Si tratta di una iniezione di capitale, monstre: 13 miliardi. Con un forte effetto diluitivo per gli attuali azionisti e pari al 70 per cento di quanto detengono in portafoglio. Ció vuol dire che se le Fondazioni, fondi e investitori istituzionali non dovessero mettere mano ai quattrini, il loro peso nella banca scenderebbe di molto. Per la veritá anche oggi l’azionariato è piuttosto frazionato e la banca si puó ben definire una public company. Resta sempre centrale per il nostro salottino finanziario: l’istituto di credito che un tempo stava in piazza Cordusio […]

  

Corsa Unicredit: dieci pretendenti nessun favorito

Per sostituire l’ad Ghizzoni girano 10 nomi. Ma scegliere quello giusto è quasi impossibile. Tra i tanti candidati non sfonda nessuno. Prima di metà luglio sarà difficile, se non impossibile, trovare un manager che sostituisca Federico Ghizzoni alla guida di Unicredit. Vengono alla mente le lamentele che un paio di azionisti rivolsero alla «Zuppa» di inizio gennaio. Ci limitammo, unici, a riassumere un pezzo del Financial Times. La giornalista inglese diceva che se i conti di Unicredit non fossero migliorati decisamente, gli azionisti avrebbero preteso le dimissioni di Ghizzoni e lo avrebbero fatto diventare presidente. Noi traducemmo il pezzo, chiedendoci […]

  

Pronti al nuovo risiko bancario

Tra poco inizia, ma lá dove uno se lo aspetta meno. Stiamo parlando di un nuovo risiko bancario all’italiana. Per ora c’é una febbre da aumenti di capitale che sta investendo il sistema creditizio italiano. L’occasione é buona, il mercato oggi é favorevole. Mario Draghi si é messo a dare una mano. Ma la scusa é altrettanto buona: gli aumenti di capitale, si legge, sono da fare in relazione ai nuovi requisiti patrimoniali che sono imposti dalle autoritá di vigilanza europee. Persino la Deutsche Bank si é mossa per un aumento monstre. Che male c’é se a farlo sono anche […]

  

Se l’etica ce la insegnano Zalesky&co

Vi raccontiamo in questa zuppa estiva la storiaccia dei sepolcri imbiancati, o meglio sbiancati, del capitalismo italiano. Mentre tutti celebrano, il Financial Times buon ultimo, la cosiddetta fine dei salotti buoni della finanza milanese, grazie al Cielo è all’opera, dalle parti di Brescia, una nobile Fondazione Etica. La generosa istituzione, fondata nel 2008, si propone di promuovere «nuove idee, ma anche nuove persone». Tra poco, abbiate pazienza, capirete per quale dannato colpo di sole, c’è venuta voglia di parlarne oggi. Dovete sapere che l’etica congrega è guidata e fondata dal professor, avvocato e ora onorevole Gregorio Gitti. Professionista di chiarissima […]

  

Le vere malate d’Europa sono le banche tedesche

Se domani la sede legale di Unicredit o di Intesa-Sanpaolo o persino di Mps dovessero per magia essere spostate a Francoforte, il valore delle rispettive azioni salirebbe in un istante. Per il solo fatto di abbracciare i regolamenti creditizi della grande Germania. Se, al contrario, Deutsche Bank dovesse traslocare baracca e burattini a Milano, sarebbero guai seri, per la prima banca europea. In pochi oggi mettono in discussione la solidità del sistema creditizio tedesco. Eppure se c’è un rischio per l’Europa sono proprio le banche della Signora Merkel. Che godono di immeritata reputazione. Intanto qualche numero. Delle circa duemila banche […]

  

Spread e Grandi Imprese

Anche i grandi soffrono. Con lo spread stabile da mesi so­pra quota 400 anche le poche grandi imprese italiane soffrono. Il paradosso è che in questo caso a goderne maggiormente sono gli stranieri. Colpa nostra certo, ma come vedremo tra poco la fac­cenda è davvero intricata. E pericolosa. Co­me ha documentato bene Laura Serafini sulSole24ore le grandi e poche multina­zionali italiane che chiedono prestiti, debbono pagare un differenziale rispet­to ai loro competitor stranieri fino a due punti percentuali. Si tratta di un muc­chio di quattrini. Pensate all’Enel e ai suoi 43 miliardi di debito. Rispetto alle grandi multinazionali straniere del­l’energia […]

  

Goldman e le relazioni pericolose

Bisognerebbe obbligare ogni politico che si voglia affacciare alla ribalta delle nostre istituzioni a passare un mese nell’ufficio di Maria Cannata al Tesoro. E solo dopo ammetterlo nelle sacre stanze. La signora gestisce il nostro debito pubblico che, pur essendo grande, non sa badare da solo a se stesso. Insomma ogni mese cerca di piazzare al meglio i nostri titoli di Stato: un compito micidiale. Nel giro di sei anni (durata media del nostro debito) deve andare a chiedere al mercato la bellezza di 2mila miliardi di euro. Con qualsiasi tempo ci sia là fuori. Sarebbe un bel corso per […]

  

Le Banche non hanno capito nulla. Di sè.

I signori Federico Ghizzoni ed Enrico Cucchiani, i superboss di Unicredit e Intesa, hanno un bel problema. Anzi, ne hanno tanti. Fare i conti con la reputazione delle banche, di poco migliore solo a quella dei politici, innanzitutto. E poi le solite cose di cui parliamo da anni: il ruolo della finanza, lo scarso credito alle imprese, l’utilizzo dei fondi concessi da Mario Draghi e i miliardi in crediti incagliati di cui sono zeppi i loro bilanci. Ma c’è un aspetto centrale di cui non si parla mai e che, in fondo, è il più grave di tutti. Perché riguarda […]

  

Il rallyno dei mercati

Il ministro degli Esteri Franco Frattini si lamenta del rinnovato asse tra tedeschi e francesi. Ha ovviamente tutte le ragioni diplomatiche di questo mondo. Ma ai mercati interessa poco la preoccupazione italiana. Anzi. La percezione che francesi e tedeschi si stiano impegnando per salvare le banche è uno dei motivi principali del recente rally (salita) delle Borse europee. La crisi ovviamente è tutt’altro che finita. Così come l’accordo politico tra Merkel e Sarkozy è tutto da verificare: chi mette i quattrini, quanti ne mette e con quale proporzione. Attenzione dunque a pensare che la bufera sia finita. Ci sonoperò almeno […]

  

I Mercati impazziti

Mentre a Bruxelles i capoccioni si mettevano d’accordo, a piazza affari gli investitori hanno iniziato a comprare di tutto. Unicredit ha sfiorato un balzo dl 10 per cento, con volumi trattati di circa 1 miliardo di euro. Qualcuno oggi dovrebbe commentare: i mercati salgono grazie a Berlusconi. Posto che la settimana scorsa ci spiegava che gli stessi scendevano per colpa del medesimo berlusconi. Paradosso dei paradossi salgono nel momento in cui la turbolenza politica è maggiore, per l’arresto di Papa. In effetti ieri come oggi le disavventure del nostro governo e la pessima manovra, non c’entrano un fico secco con […]

  

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