Il Veneto e la ribellione trasformata in farsa.

C’è solo una cosa peggiore dell’essere vittime di ingiustizia, ed e’ ritrovarsi di fronte a un pubblico che ride della tua disperazione. L’uomo, la fabbrica, il negozio si dibattono in un disperato tentativo di sopravvivenza e il comico o il giornalista trasformano lo sforzo in un ritratto umoristico della ribellione. Il gioco e’ facile perchè la disperazione trasforma le persone in maschere grottesche, la tragedia diventa farsa, il pianto suscita la risata. Quando e’ nata la satira era caratterizzata da un attenzione critica verso il potere, oggi si diletta a prendere per il culo le vittime. Forse fa ridere vedere […]

  

Rom, tra poesia e prosa.

Accanto a casa mia c’è spesso un accampamento di zingari. Vanno e vengono, come le nuvole. Vanno e vengono come cavalli selvaggi che nessun steccato può fermare. Questa è la poesia. Ora scriviamo in prosa. Accanto a casa mia c’è spesso un accampamento di zingari. E’ situato sotto il ponte della ferrovia a pochi metri dalla strada in uno dei punti piu’ inquinati della città e vicino a un grande supermercato. Vanno e vengono, e quando vanno lasciano montagne di spazzatura e ogni volta che ci passo vicino vedo topi che sguazzano nei loro rifiuti. L’altra mattina ho avuto anche […]

  

La testa del serpente

Una delle attese piu’ fastidiose e’ l’attesa di essere pagati. Un tempo le figure del creditore e del debitore erano ben distinte. Il creditore aveva tutti i diritti di chiedere che il conto venisse pagato e anche di insistere se era il caso. E il debitore si sentiva in colpa per non poter far fronte ai suoi impegni. Ora queste caratteristiche si sono magicamente invertite. Il creditore si sente in colpa se deve insistere per avere i suoi soldi e il debitore si sente in dovere di ritardare il piu’ possibile i suoi pagamenti. Una trasformazione antropologica che lo stato […]

  

Quanto e’ bello aspettare…

Letta l’ultima pagina di “Aspettando Godot”, la piu’ famosa opera teatrale di Samuel Beckett, fui preso da qualche minuto di depressione. Quello che avrei dovuto imparare da quell’opera e’ che la vita di un uomo e’ senza senso e senza scopo. Una continua attesa di un qualcosa che non accadrà mai. Ricordo perfettamente il giorno in cui questo avvenne. Era il 23 maggio 2010. Purtroppo per Beckett fu anche il giorno dopo in cui l’Inter visse, dopo circa quarant’anni, la coppa dei campioni. Quella mattina entrai nel mio solito bar, io sono milanista il barista era interista e mi aspettavo […]

  

Il blog di Guido Prussia © 2018