C’è solo una cosa peggiore dell’essere vittime di ingiustizia, ed e’ ritrovarsi di fronte a un pubblico che ride della tua disperazione.

L’uomo, la fabbrica, il negozio si dibattono in un disperato tentativo di sopravvivenza e il comico o il giornalista trasformano lo sforzo in un ritratto umoristico della ribellione.

Il gioco e’ facile perchè la disperazione trasforma le persone in maschere grottesche, la tragedia diventa farsa, il pianto suscita la risata.

Quando e’ nata la satira era caratterizzata da un attenzione critica verso il potere, oggi si diletta a prendere per il culo le vittime.
Forse fa ridere vedere un palco occupato da un gruppo di folli che urlano all’indipendenza, ma quella risata non nasce dal cuore ma dalla sapiente regia di un potere che per difendere se stesso non ha scrupoli nel seminare bucce di banana.
Un uomo che cade ha sempre fatto ridere, e la risata magicamente cancella il pensiero di quali conseguenze subirà il sedere del povero cristo finito a terra.