cattelanTutti ne parlavano, nessuno l’ha più vista. Che fine ha fatto la separazione bancaria? Inserita nel contratto di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle così come promessa, nel corso della campagna per le presidenziali americane, da Donald Trump, la proposta di dividere le banche commerciali, ossia quelle che forniscono credito a famiglie e imprese, dalle banche d’affari, cioè quelle che si occupano di speculazione finanziaria, è sparita dai radar del dibattito pubblico. Eppure la proposta è non di poco conto e ha una sua storia. Introdotta con il Glass Steagall Act negli Stati Uniti nel 1933, la legge aveva l’obiettivo di sanare una delle cause del collasso finanziario del 1929 a Wall Street, che generò quella “Grande depressione” che accompagnò il mondo al secondo conflitto mondiale. In base alla normativa, le due differenti attività, gestione del risparmio e speculazione, non poterono più essere esercitate dallo stesso istituto.

CON BILL CLINTON IL RITORNO DELLA SPECULAZIONE SELVAGGIA
 
Tale normativa è rimasta in vigore fino al 1999. Poi, complice la pressione delle lobbies speculative, sotto la presidenza di Bill Clinton è stata abrogata con il Gramm-Leach-Bliley Act, legge per la “modernizzazione” finanziaria. Secondo molti analisti è dovuta anche a questa scelta la bolla che, nel 2008 con un nuovo tonfo di Wall Street e il collasso di Lehman Brothers, diede l’avvio alla crisi economica globale ancora pienamente in corso. Anche in Italia, nel 1936, in pieno regime fascista, fu istituita una legge che sanciva con estrema chiarezza la funzione pubblica degli istituti bancari. Anch’essa, col tempo è stata smantellata. Eppure, nonostante l’incredibile silenzio, data la delicatezza e l’importanza del tema, ci sono attivisti che non si arrendono. Per esempio gli esponenti di Movisol, il Movimento Internazionale per i Diritti Civili e la Solidarietà, che, a dispetto del nome, non è un partito ma il ramo italiano dello Schiller Institute e di LaRouche PAC, istituti collegati all’economista e politico americano Lyndon Hermyle LaRouche Junior, personaggio estremamente controcorrente che da anni si interessa di queste problematiche.

La branca italiana, presieduta dalla dottoressa Liliana Gorini, è molto attiva su tutto il territorio nazionale e la sua mission è molto chiara. “La crisi strategica mondiale – spiega la dottoressa Gorini – richiede con urgenza la creazione di un movimento internazionale per i diritti civili, che difenda i diritti inalienabili di ciascun essere umano, diritti oggi calpestati come effetto della depressione economica, degli interessi geopolitici e delle guerre. Sta diventando sempre più chiaro a tutti che il mondo precipita in una crisi di dimensioni tali da offuscare tutte le catastrofi del ventesimo secolo. Il motore di questa crisi è la depressione economica prodotta dalle politiche monetariste e neomalthusiane. Essa sta spingendo l’Europa e il mondo intero in una nuova ‘guerra dei Trent’anni’ dove potrà accadere di tutto, da guerre civili a guerre regionali fino ad una vera e propria guerra mondiale nucleare. La storia insegna che rispondere alla depressione economica con drastiche politiche di austerità conduce inevitabilmente alla guerra ed a forme di totalitarismo. Per salvare le banche l’UE ha prospettato quella che ha definito una ‘sospensione della democrazia’, e tagli ai bilancio i cui effetti si sono visti in Grecia con gli incendi. Secondo costoro l’eutanasia sarebbe probabilmente l’unica soluzione ai costi eccessivi della sanità e delle pensioni, la giustizia sarebbe un lusso di chi può pagare, i poveri ed i disoccupati sarebbero colpevoli di essere tali“.

CINQUE REGIONI CHIEDONO LA LEGGE, MA IL GOVERNO TACE. E IN PIAZZA AFFARI RESTA QUEL SEGNO D'”AMORE”

L’attivismo, ad oggi, ha pagato. Tanto che Movisol è riuscito a far approvare, tra il 2013 e il 2015, da ben cinque consigli regionali una mozione per chiedere al Governo di avviare il procedimento per una legge sulla separazione bancaria. Un successo bipartisan, perchè a votarla sono stati ad oggi i consigli di Toscana (il primo, per interessamento del consigliere aretino Gabriele Chiurli), Lombardia, Veneto, Piemonte e Abruzzo.  Eppure da Palazzo Chigi al momento ancora tutto tace. Ma gli attivisti di Movisol non si sono arresi. Anzi, hanno avviato una raccolta firme che conta ad oggi oltre 200 tra politici e amministratori locali italiani di ogni appartenenza partitica e che intendono consegnare a mano, insieme ai colleghi americani di LaRouche PAC, che stanno organizzando un apposito incontro, al Congresso degli Stati Uniti affinché almeno Trump presti fede alla sua promessa. Negli Stati Uniti, spiega Massimo Richard Kolbe Massaron, l’attivista a capo di questa iniziativa, questa legge avrebbe ovviamente ancor più significato, “perchè sei delle sette più grandi banche del mondo sono statunitensi e sono loro ad avere le più grandi esposizioni in titoli tossici, che oggi ammontano a 25 volte il PIL mondiale. La crisi, quella vera, rischia quindi di essere 25 volte peggiore della crisi del 1929, e sta per scoppiare“.

A Piazza Affari, Milano, nel frattempo continua a stagliarsi la scultura prosaicamente intitolata “L.O.V.E.” (acronimo che starebbe per “libertà, odio, vendetta ed eternità”), il famoso e provocatorio dito medio di Cattelan. Un segno d’Amore, come lascia intendere il titolo dell’opera? Nessuno ne ha mai capito realmente il senso. Ma da “gente grossa”, da profani non iniziati agli occulti rituali dell’arte contemporanea, che sarebbe piacevole prima o poi comprendere, viene spontaneo notare come il misterioso ditone sia rivolto verso il popolo, non verso la Borsa. Chissà, forse un segno dei tempi.

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