Caro Foa ora cambi l’Italia. Può riuscirci

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Egregio dottor Marcello Foa, avendo seguito con grande apprensione la sua vicenda negli ultimi due mesi e potendo finalmente complimentarmi con lei per l’ottenuto risultato, mi permetto oggi di scriverle dalle colonne di questo prestigioso organo di informazione, che immagino essere a lei molto caro. Vede caro Foa, il ruolo che andrà a ricoprire, quello di presidente della Rai, è forse il più importante all’interno di questo Governo. Il motivo non glielo devo certamente spiegare, avendo letto avidamente i suoi saggi e i suoi articoli, so che lei comprenderà la natura di questa che solo apparentemente può sembrare un’esagerazione. Se […]

  

Da Marlon Brando a Jimmy Bennett: l’apocalisse del maschio occidentale

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Per carità, nessuna empatia per Asia Argento, di cui è difficile condividere qualsiasi cosa, a partire dalle idee politiche. Tuttavia questa storia che ormai da un mese circola ovunque sul suo presunto stupro ai danni di un ragazzino di (all’epoca dei fatti) 17 anni, tal Jimmy Bennett, è un qualcosa di profondamente disturbante. Un tempo, quando la società era forse ancora sana, una vicenda di questo tipo avrebbe scatenato semplicemente battute sulla “nave scuola”, con un pizzico di invidia, da parte maschile, nei confronti del ragazzetto. Qualcuno avrebbe considerato riprovevole e scandaloso che una ex madre di famiglia potesse finire […]

  

Perchè su Bannon hanno ragione Tajani e Becchi

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“Sono un sovranista europeo. Quando arriva un signore come Steve Bannon a dirci cosa dobbiamo fare per distruggere l’Europa, allora dico: ‘Caro signor Bannon tornatene a casa, se vuoi fare il turista, fai il turista, oppure è meglio che stai zitto“. Così si è espresso il presidente del Parlamento europeo, nonché vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani a proposito della sempre più pressante presenza in Italia di Steve Bannon, l’ex chief strategist di Donald Trump che punta a costruire un grande movimento di partiti populisti di destra in vista delle elezioni europee di maggio 2019. Mentre da Fiuggi Tajani parlava […]

  

Pensionare gli anziani e far lavorare i giovani? Orrore! Anzi, ovvove!

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Dunque l’OCSE si è espressa: la riforma Fornero in Italia non si tocca. Lo ha sentenziato una certa Laurence Boone, che italiana (come al solito) non è, di professione economista. Sì, proprio come quegli economisti noblesse oblige che raccontavano che l’austerità avrebbe salvato il mondo. O la Grecia. “Se si tratta di ridurre l’età pensionabile sappiamo che questo non crea occupazione, non sono i giovani che rimpiazzano gli anziani”. Ovvio, che cosa banale e poco chic da pensare: gli anziani rimpiazzati dai giovani. Suvvia! Corbellerie! Forse li rimpiazzeranno cani e gatti. O i puffi. O gli Ewok, i teneri orsacchiotti di […]

  

Un italiano su due sarà africano (o asiatico) entro il 2080. Per la gioia dei tecnocrati

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Mentre tutti hanno ancora negli occhi l’acceso diverbio tra il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini e il suo quasi omologo (ha la delega agli Esteri) lussemburghese Jean Asselborn sui migranti, c’è chi stima che, stante l’attuale intensità dei flussi migratori, oltre il 50% della popolazione italiana potrebbe essere di origine africana e asiatica entro il 2080. La proiezione è stata realizzata dalla fondazione GEFIRA, che, attraverso un proprio programma, denominato Cerberus 2.0, ha tentato di calcolare, rispetto alle proiezioni demografiche dell’Eurostat e basandosi sul tasso di fertilità della popolazione italiana attuale, quanto potrà in futuro incidere la popolazione autoctona. LA PROIEZIONE […]

  

Putin ed Erdogan cercano l’accordo sulla Siria, l’Occidente la bombarda…

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Lo si affermava su questo blog qualche tempo fa: l’Occidente non vuole la pace in Siria. E comunque, ora che il conflitto sembra volgere al termine e il rovesciamento di Assad pare ormai irraggiungibile, non la vuole se non alle proprie condizioni. E così, nella giornata di ieri, dopo che i presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, avevano annunciato da Sochi il raggiungimento di un accordo per una zona de-militarizzata di circa 15 chilometri a Idlib che consentirà, sotto il controllo di truppe sia turche che russe, di separare dai governativi le truppe ribelli vicine ad Ankara, allontanando altresì le truppe […]

  

L’UE sfida apertamente il dollaro. Un passaggio potenzialmente epocale

Bruxelles, le conferenze stampa dei leader europei al meeting EU

Nella giornata di mercoledì, passata alle cronache per la votazione della risoluzione Sargentini contro l’Ungheria di Viktor Orban e per l’approvazione della nuova normativa sul copyright, al Parlamento europeo di Strasburgo è andato in scena anche un altro momento di importanza non irrilevante. Durante il rituale discorso sullo stato dell’Unione, il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker ha infatti dichiarato, senza troppi giri di parole, l’intenzione di sfidare con l’euro la supremazia monetaria del dollaro americano negli scambi internazionali. La moneta comune, per Juncker, dovrà divenire “uno strumento attivo di una nuova Europa sovrana” . Sovrana ovviamente nei confronti […]

  

Votando contro Orban l’Europa si condanna. Con le proprie mani

Hungarian Prime Minister Orban attends a foundation stone laying ceremony for a new division of the Knorr-Bremse factory in Kecskemet1511858661-lapresse-20171115143742-24991153

Dunque l’Europa ha scelto. Ha scelto, evidentemente, di privarsi dell’Ungheria di Viktor Orban. Un premier membro del Partito Popolare Europeo, fazione maggioritaria all’interno dell’emiciclo comunitario di Strasburgo, sanzionato da buona parte dei suoi stessi colleghi, oltre che, come prevedibile dalle sinistre europee. E’ stata infatti approvata oggi la risoluzione che, in base all’articolo 7 del Trattato dell’UE, chiedeva al Consiglio Europeo di “rilevare la presenza di un chiaro e grave rischio di violazione da parte dell’Ungheria dei valori fondanti l’Unione Europea“. Sono stati 448 i voti favorevoli,197 quelli contrari e 48 gli astenuti. Ora la questione passerà appunto al Consiglio, costituito da capi […]

  

No, in Svezia non è tutto come prima. E chi finge di ignorarlo sbaglia

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No, in Svezia, nonostante quanto affermato dal sistema mediatico mainstream, non hanno vinto i partiti tradizionali. È vero, le elezioni hanno visto ancora una volta al primo posto, con oltre il 28% delle preferenze, i socialdemocratici, come accade ininterrottamente dal 1917. Eppure questa volta sarà difficile per loro mettere insieme un Governo, dato che la coalizione di centrosinistra (che include anche la sinistra e i verdi) conta 144 seggi, contro i 143 della coalizione di centrodestra, costituita da moderati, liberali e cristiano-democratici. Insomma, nessuno ha una maggioranza. Forse determinanti saranno i seggi assegnati al partito nazionalista dei Democratici Svedesi, che con […]

  

Se un bimbo yemenita non vale un jihadista “moderato”: perché il mainstream si fa odiare

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Ci si è messo persino il Papa a preoccuparsi per la sorte dei jihadisti asserragliati a Idlib, pronti all’ultima battaglia con l’esercito regolare siriano e nel mirino dei cacciabombardieri russi. Già, persino lui si è unito all’insopportabile coro del “rischio di catastrofe umanitaria“, che da giorni propinano tutti quelli che in questi anni non hanno fatto altro che magnificare la lotta per la “democrazia” dei “ribelli moderati”, legati ad Al Qaeda: politici, giornalisti, intellettuali. Tutti ricordano le foto di molti personaggi come questi con la mano davanti alla bocca per il presunto attacco chimico delle truppe di Assad a Douma, […]

  

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