nuclear_explosion1Mentre va in scena un G20 funestato dalle notizie dei recenti attacchi chimici da parte dei ribelli siriani (sapientemente ignorati dai media e dalle diplomazie occidentali…) e dalla recrudescenza delle tensioni in Ucraina, c’è chi pensa a dove trovare rifugio nel caso di uno scoppio della terza guerra mondiale. L’inquietante domanda se l’è posta il magazine britannico Daily Express, che da giorni pubblica articoli dal tono allarmante proprio relativamente alla situazione dell’Ucraina post “Euromaidan“, dove la tensione diplomatica si è riaccesa in seguito all’incidente occorso tra la marina di Kiev e quella russa nello stretto di Kerch e alla dichiarazione, da parte del presidente Poroshenko, della legge marziale su parte del territorio nazionale.

Per stilare la classifica dei posti più sicuri dove emigrare, l’Express si è affidato a una mappa redatta dall’International SOS and Control Risks, indicando quali sarebbero i Paesi dove potrebbe essere più facile nascondersi.In cima alla lista c’è il Liechtenstein, che essendo “situato tra Paesi tradizionalmente neutrali (Svizzera e Austria, nda)”, rappresenterebbe un luogo tranquillo dove fuggire. L’Express fornisce anche informazioni pratiche, spiegando che per raggiungere la piccola nazione germanofona, sprovvista di aeroporto, sarebbe necessario “atterrare a Zurigo” e poi raggiungere la destinazione via terra.

Al secondo posto c’è invece la Groenlandia, la patria degli Inuit. Anche qui, per raggiungere la destinazione, occorrerebbe fare uno scalo in Islanda. In questo caso sono l’isolamento e l’essere un Paese “non allineato politicamente, con buona parte delle decisioni governative mutuate dal Governo della Danimarca, un altro posto molto sicuro”, a costituire elemento di sicurezza.

Al terzo posto di questa strana classifica c’è il Lussemburgo di Jean Claude Juncker, terra d’elezione di banchieri e manager di multinazionali. Confinante con Belgio, Francia e Germania, in realtà il Lussemburgo ha comunque finito per essere attraversato dalle guerre durante entrambi i conflitti mondiali di inizio ‘900… Dulcis in fundo, in quarta posizione tra i “paradisi per rifugiati” si trova l’Islanda. Anche in questo caso gioca a favore il posizionamento geografico, ben distante da ipotetici e plausibili scenari di conflitto.

C’è da sperare, ovviamente, che tali “indicazioni” debbano restare nel cassetto. Piuttosto ad angosciare è la sempre più evidente tendenza dei media, per la verità non solo britannici, a instillare una psicosi da conflitto globale imminente…

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