Genova, crollo Ponte Morandi: Matteo Salvini sul luogo del disastroUn Governo di centrodestra o completamente di destra, con, in ipotesi, il leader della Lega Matteo Salvini che, dopo un risultato esplosivo alle elezioni europee, abbandona il Movimento Cinque Stelle per tornare con i suoi alleati storici non solo non è possibile, ma è addirittura fantascienza, almeno al momento. Affermare il contrario significa, purtroppo, illudersi di qualcosa che non si può realizzare, se non passando dalle urne.

L’Italia è infatti una repubblica parlamentare, dunque sovrano è il Parlamento. E questo, al momento, non garantisce i numeri per un esecutivo che contempli la sola alleanza tra la Lega e partiti di destra o centrodestra. Lo si è visto un anno fa, al tempo delle consultazioni che portarono all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. E la situazione, matematicamente parlando, non è purtroppo cambiata.

C’è, tuttavia, un’altra strada, rispetto al semplice proseguimento dell’innaturale alleanza tra grillini e leghisti. Una strada dissestata, irta di pericoli e di buche come non se ne vedono neppure per le strade di Roma. Ma che, alla fine, potrebbe promettere un premio importante. Si tratta della strada che, per Salvini e i suoi, porta all’opposizione, lasciando il Movimento Cinque Stelle nella scomoda posizione di doversi trovare un nuovo alleato di Governo. Cioè l’unico possibile: il Partito Democratico. Rivisto e corretto, rispetto all’era renziana, con la nuova ricetta del dottor Zingaretti.

Si tratterebbe, così, di un Governo fortemente caratterizzato da un’anima di sinistra liberal, un Governo apprezzato e approvato da tutta la “gente che piace”: da Bruxelles (il tecnocrate eurocratico per eccellenza, il senatore a vita Mario Monti, si è già affrettato a dire che “Di Maio è meglio di Salvini”), alle toghe di Magistratura Democratica passando per la galassia della cultura chic e gauchiste, pronta a quel punto a riaccogliere i pentastellati (che vedrebbero così riemergere prepotentemente i loro volti più sinistro-progressisti, Roberto Fico in primis) nel novero delle forze politiche ritenute affidabili. Un Governo benvoluto da tutti. Da tutti meno che dagli elettori ovviamente.

Un incubo per gli italiani ma, in ipotesi, non per Salvini che, a quel punto, potrebbe addossare ai grillini la colpa della fine prematura dell’esperienza governativa, in virtù dei numerosi problemi sorti recentemente. Di Maio e i suoi, in un tale scenario, si troverebbero nella scomoda posizione di dover scegliere tra le urne, con una sconfitta annunciata nei confronti della Lega, e l’alleanza con l’odiato (ma ideologicamente affine) PD, per un esecutivo benedetto dal Quirinale, con, in ipotesi, la poco lusingante prospettiva di dover varare con questo, in autunno, un aumento dell’IVA, prima di procedere, magari, anche a una riapertura dei porti…

Per la Lega, ma anche per Forza Italia e Fratelli d’Italia, si aprirebbe così la prospettiva di una nuova stagione di opposizione dura e pura, magari all’insegna del “prima gli italiani”, che porterebbe, alla prima occasione utile, a capitalizzare un consenso a quel punto quasi illimitato e a costituire o un nuovo esecutivo di centrodestra o, addirittura, il primo esecutivo integralmente sovranista in Europa. Solo fantapolitica? Chissà…

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