americano-bendato-e1564344862207-768x470Neppure la tragedia di un uomo delle Forze dell’Ordine, di uno dei figli migliori d’Italia ucciso a coltellate, neppure il dramma di una moglie rimasta vedova a 40 giorni dalle nozze hanno potuto frenare l’idiota asservimento della società italiana al padrone. Laddove per padrone si intendono gli Stati Uniti d’America, ovviamente. Che pure, peraltro, a onor del vero, in questo caso non hanno chiesto nulla.

Eppure c’è da scommettere che nessuno sui giornali, in tv, nelle radio avrebbe proferito parola se, a essere bendato al momento del fermo, al posto del presunto (purtroppo le norme costringono a contemplare la presunzione d’innocenza…) assassino americano ci fosse stato un immigrato clandestino oppure un povero magrebino. Al massimo avrebbe protestato qualche politicante immigrazionista di sinistra.

E invece… Invece tocca assistere impotenti a un teatrino dell’assurdo, dove un pezzo di stoffa riesce a oscurare un morto ammazzato, attirando l’attenzione della stampa per giorni. E non importa se in America, nell’amata e agognata “democrazia più grande del mondo” esiste ancora la pena di morte. Incredibile. Così va nell’Italietta coloniale e soggiogata. Soggiogata dai film di Hollywood, dove gli yankee sono sempre i buoni e gli italiani sempre mafiosi o al massimo poliziotti mangia-ciambelle. Dalle magliette con la bandiera stars and stripes. Dai video musicali che diffondono l’odiosa (in)cultura statunitense del denaro, del possesso, dell’ostentazione. Una cultura che produce mostri, come quelli che pare abbiano ucciso il povero Mario Cerciello Rega.

Che schifo, che tristezza. Il Paese di Dante, di Leonardo, di Macchiavelli che lustra le scarpe agli eredi del Far West.

Un Paese così abituato a chinare il capo da farlo ormai in automatico. Anche quando nessuno glielo chiede.

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