FiumeUna bandiera del Regno d’Italia a Fiume, nell’ex Palazzo del Governatorato,ora sede del Museo storico di Rijeka, il luogo in cui 100 anni fa Gabriele D’Annunzio spiegò quello intriso dal sangue del Maggiore Randaccio. È scattata all’alba di questa mattina l’operazione #restiamofiumani. A compierla il misterioso gruppo de “Gli Idraulici”, già protagonista di azioni goliardiche a Bibbiano e Lampedusa e vicino al gruppo identitario de Il Talebano, diretto dal sociologo Fabrizio Fratus.

“Oggi, nel centenario dell’impresa di Fiume – ha spiegato il gruppo in una nota – abbiamo voluto dimostrare che ora come allora alcuni Italiani non si arrendono. Abbiamo voluto dimostrare che esistono ancora italiani che non sono disposti ad accettare di essere rappresentati da un governo fantoccio che non difende gli interessi nazionali. Da un governo che anziché difendere i propri confini e i propri cittadini spalanca le porte agli invasori. Da un governo di uomini e donne che non conoscono bellezza, coraggio, audacia, dignità. Oggi un gruppo di Italiani ha issato il tricolore sulla facciata del Palazzo del Governatorato di Fiume”.

L’impresa della Banda degli Idraulici - spiegano ancora – la terza dopo quella di Lampedusa e quella di Bibbiano, non vuole rivendicare un nazionalismo ottuso, ignorante ma sopratutto inattuale ed ancor meno rappresentare alcun sentimento nostalgico tipico delle battaglie di retroguardia che tanto tornano utili al mainstream. L’impresa degli Idraulici vuole ricordare ai propri connazionali chi siamo, da dove veniamo e di cosa possiamo essere capaci. L’impresa degli Idraulici vuole risvegliare la coscienza degli Italiani che non si accontentano di continuare a sbattere dita sulla tastiera per pubblicare inutili post su Fakebook. Ieri il governo Nitti oggi il governo Conte, rappresentano gli interessi della elite finanziaria, antinazionale ed antipopolare. Mai come oggi è necessario riprendere la fiaccola che grandi uomini come D’Annunzio, Keller, Host-Venturi, Marinetti, Reina, De Ambris e tanti altri combattenti sconosciuti ma non meno coraggiosi hanno acceso il 12 Settembre 1919. Oggi come ieri ‘Ci siamo levati soli contro un mostro minaccioso e insaziabile. Ci siamo levati soli contro un mondo folle e vile. Ci siamo levati soli contro l’immenso potere costituito e munito dei ladri, degli usurai e dei falsarii. Respiriamo il nostro orgoglio’. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia”.

Una poesia che profuma di audacia. Di vita. E lo fa in un mondo che, invece, puzza di morte.

 

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