Che la sinistra istituzionale detenga, nel nostro paese soprattutto, un sostanziale monopolio dell’industria culturale non significa che la cultura appartenga in via esclusiva alla sinistra. La cultura, quella viva, quella fatta di elaborazione di proposte e visioni innovative e critiche rispetto al vigente sistema sociale, politico ed economico è al contrario terreno di caccia della destra.
Quando si parla di destra, in tale specifico campo, il riferimento non è ai partiti politici che la identificano e rappresentano nel panorama elettorale. Questi, purtroppo, sono ormai e da tempo vincolati a un meccanismo di creazione del consenso-consumo che li porta più spesso a inseguire l’opinione della cosiddetta “pancia” della nazione più che a tentare di guidare e formare una massa critica consapevole.

Il riferimento è, piuttosto, a quella variegata valassia di movimenti, think tank e organizzazioni comunitarie che si danno quotidianamente da fare per immaginare una realtà diversa rispetto a quella vigente. Si tratta di realtà che pubblicano libri, che organizzano conferenze ed eventi, che formano i giovani.

Una tra queste manifestazioni è Castrum, di cui si era già avuto modo di parlare su questo blog lo scorso anno. Si tratta di un campo estivo, organizzato dalla sigla comunitaria Generazione Popolare e giunto ormai alla sedicesima edizione, che si propone di riunire annualmente una comunità che si riconosce in una visione sociale e identitaria della politica, coinvolgendo giovani provenienti da tutta Italia.

Neppure il Coronavirus ha fermato Castrum che, quest’anno, si terrà a Castellafiume, in provincia dell’Aquila, dal 10 al 13 settembre e presenta, soprattutto considerando la terra in cui si svolge, l’evocativo titolo: “Rinascimento – il riscatto di una generazione”. Si tratterà di una quattro giorni di incontri e dibattiti organizzati con la partecipazione, tra gli altri, di politici, professori e giornalisti. Castrum vuole chiaramente evidenziare, in questo 2020 segnato da eventi drammatici, la possibilità di ripartire analizzando e riflettendo sui problemi e sulle tematiche che ci si pongono davanti a tutti i livelli, da quello scolastico e universitario a quello ambientale, economico e geopolitico.

Svariati gli argomenti: si aprirà con l’antropologo Mario Polia e la sua conferenza “Il Rinascimento nella storia: le grandi crisi e rinascite nella storia d’Italia“, ma si parlerà anche di Libia, con il dibattito “Dalla crisi libica alla minaccia del Sultano: come far rinascere il ruolo dell’Europa nel mondo“, con la partecipazione del sociologo Fabrizio Fratus e del giornalista e saggista Salvatore Santangelo. Si parlerà anche, come è forse doveroso che sia, di Europa: intrigante il titolo della conferenza, “Rinascita o abbandono: un confronto fra la prospettiva ItalExit e la possibilità di costruire un’Europa diversa“. Nell’anno di Greta Thunberg non si poteva, inoltre, non parlare di ambiente. Ne tratterà il confronto “La Rinascita del pianeta: sostenibilità ambientale e politiche green dopo il lockdown”, con la partecipazione del giovane editore Francesco Giubilei.

La destra giovane, insomma, è una destra che studia e che ha voglia di reimmaginare il futuro. Ai partiti che nelle aule istituzionali hanno il dovere di rappresentare anche questo mondo spetta una responsabilità importante: quella di ascoltare.

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