Altro che gessetti colorati: da Palmira riparta il mito dei giovani europei

Nella storia dei moderni guerrieri, resiste la residua dignità di questi tempi. Esempi di coetanei ad altri coetanei, i figli fortunati del capitalismo e quelli coraggiosi dell’altra parte di mondo. Quella della flaccida eredità dell’Occidente delle due guerre mondiali che nel sostegno ai capricci di democrazia USA ed in ogni tuffo nel politicamente corretto ti accorgi di quanto sangue abbia indegnamente buttato, in un gettito di folle onanismo, e quella di chi ha deciso di non darla vinta all’impazzimento dei suoi simili. Quali esempi dovrebbero avere i giovani europei, quale marcia di battaglia, per cosa combattere, per dimenticare di essere […]

  

Il suicidio della sciocca Europa. Marciare per non marcire o crepare per rinascere

C’è chi, proprio ora, chiede di non farsi sopraffare dall’emozione, dietro ad uno schermo, afferma che i confini da chiudere non c’entrino nulla, che la tolleranza e l’apertura salveranno questo mondo matto. Non ci sarà mai nessuna lezione così dura  da cui imparare per costoro? Siete mica impazziti? Questa volta della dichiarazione, del tampone di turno e della geopolitica non deve interessare nulla. La lettura tecnica, la reazione oltre oceano, la citazione, l’eccitazione, servono davvero a poco. La triste storia del grande continente libero che spalanca le gambe, rinnega e si piega su stesso, ingobbito, genuflesso, sporco, traumatizzato. Libero e sotto attacco. […]

  

Il futuro della destra? Il feudalesimo e le guerre tra vassalli. Tristezza.

Si può uscire dal feudalesimo? Soprattutto, si vuole farlo? Agli occhi dell’elettore medio, povero portatore d’acqua con le orecchie, povero attaccatore di manifesti notturni, salvadanaio di insulti all’uscita del metrò nell’atto eroico, oggigiorno, della distribuzione del volantino elettorale, la bagarre incredibile che si sta generando tra i personaggi in cerca d’autore della destra italiana – di Pirandelliana memoria -, come appare? Di certo, non come uno sprint entusiasmante ed incoraggiante alla guerra – come quando Almirante riempiva piazza del Popolo a Roma, come quando ci fu Fiuggi nel ’95 o come quando Berlusconi scendeva in politica -, piuttosto come una […]

  

Dedichiamo l’8 marzo alle donne vittime delle violenze delle “marocchinate”

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Altro che Averna: il gusto pieno della democrazia, da queste parti, in questo benedetto Paese, è un sogno ad occhi aperti. Per questo saranno in parecchi ad aver letto il titolo del pezzo e ad aver cambiato strada ancor prima di addentrarsi tra le sue righe. Di certo non sarà una dedica alla retorica, bensì alla coerenza. La festa della donna, la sua giornata internazionale, l’8 marzo. Una festa, una danza per esorcizzare, per non dimenticare. Una giornata dalle mille declinazioni: storiche, culturali, sociali, semplicemente umane; e poi ancora un ricordo, una celebrazione, ed un chiaro prolungamento del carnevale perso […]

  

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