D’ora in avanti Milwaukee, come si dice in questi casi ridente cittadina del Wisconsin affacciata sul lago Michigan 150 chilometri a Nord di Chicago, verrà ricordata anche per essere stata  una delle prime città  ad ospitare una maratona dove un’atleta è stata squalificata per essersi dopata con un  Ipod.  Non più solo <Happy days> quindi, non più Fonzie, Ricky Cunnigham e Ralph Malph che allietavano i pomeriggi di chi più o meno ha la mia età. Milwaukee diventerà l’esempio dell’intransigenza a stelle e strisce in tema di regole applicate alla corse. Il due righe il fatto. Jennifer Goebel, 27 anni, seconda classificata nella Lakefront Marathon, improvvisamente si ritrova vincitrice perchè Cassie Peller, che è arrivata davanti a lei , viene retrocessa per aver fatto un ristoro non ufficiale: la sua colpa è aver preso una bottiglietta d’acqua da un amico. Ma la gioia dura poco. Dopo qualche ora la giuria  fa <secca> anche la Goebel: <Da un filmato- motivano i giudici- abbiamo visto l’atleta che correva con le cuffiette dell’Ipod…>. E non si può. Così negli Usa stabilisce una regola dell’ U.S Track and Field e gli americani non fanno sconti almeno per gli atleti elite,  perchè per gli altri non ci sono sanzioni. Alla Goebel restano un paio di ore di gloria e forse un primato: è una delle prime atlete squalificate per doping elettronico. Ci fosse ancora Alberto Sordi direbbe: <Ammazza… so’ forti sti americani…>