Pronti via, due medaglie. Non è male. E se quella d’argento  di Alex Schwazer nella 20 chilometri di marcia  in un certo senso si poteva anche ipotizzare, <quella che non ti aspetti>, come direbbe nella sua inconfondibile  telecronaca Franco Bragagna, se la mette al collo Daniele Meucci. Che non è parente di quel Meucci che inventò il telefono ma un  quasi ingegnere, già laureato in informatica,  che si <colora> di bronzo nei diecimila, una distanza in cui tanti anni fa gli azzurri dominavano. E basta ricordare Alberto Cova, Salvatore Antibo o Stefano Mei per farsi venire la pelle d’oca. Ma torniamo al giovane pisano, 24 anni,  già medaglia di bronzo tre anni fa agli europei under 23, un passato da calciatore all’ala sinistra e un futuro che sembrava proiettato tutto sulla maratona dopo il tempo di 2 ore e 13 minuti fatto registrare nell’ultima 42 chilometri portata a termine.  E invece no,  perchè Meucci dicono sia tipo che ami molto far di testa sua. Così te lo ritrovi in una notte magica sulla pista di Barcellona  a giocarsi un diecimila che si decide al fotofinish. Con  l’inglese Mo Farah che se ne va a  vincere e  Meucci e  l’altro inglese Chris Thompson lì a giorcarsi l’argento spalla a spalla. Arrivano pari,  li dividono tre millesimi di secondo  e solo un  un fotogramma può autorizzare  la doppietta inglese. Ma per noi il bronzo  è come se fosse un oro, grasso che cola  visto che da decenni nel mezzofondo non portiamo più a casa nulla. Quindi una gradita sorpresa, che un po’ ha sopreso anche il nostro giovani ingegnere: <Sono contento perchè non me l’aspettavo- ha detto dopo la gara – pensavo di finire sesto o settimo, poi quando ho visto che le gambe giravano ho detto magari salto l’ultimo giro ma provo a stare con loro.  Ho provato fino in fondo e mi sono buttato. Ormai sono abituato a perdere le volate così, ma sono contento comunque…>.  Pronti via, due medaglie e domenica c’è la maratona. Chi ben comincia…