Villacidro, il triatlhon sceglie la mountainbike
Eccolo il triathlon che non ti aspetti. Più duro e più affascinante di un triathlon olimpico, selvaggio come selvaggia è la la parte di Sardegna in cui si corre. Siamo a Villacidro, nel Medio Campidano, una cinquantina di chilometri da Cagliari. Terra cruda, come ricordano ancora le molte case costruite in mattoni impastati con fango e paglia tagliuzzata per renderle più resistenti. Terra di vallate dai nomi impronunciabili dove si incontrano cervi e mufloni, di chiese campestri, di siti minerari abbandonati e di cascate messe in versi anche da D’Annunzio. Terra dominata dal monte Linas e battuta dal maestrale che sulla costa ha disegnato la magia delle Dune di Piscinas. Insomma il posto ideale per chi non sopporta gli ombrelloni, i balli di gruppo e l’happy hour. Il posto ideale per un triathlon che alla bici da strada preferisce la mountainbike. Un chilometro e mezzo a nuoto, 30 pedalando e dieci di corsa. Tutto quasi come al solito. Ciò che cambia, che fa la differenza è quello che sta intorno. E basta dare un’occhiata al video di presentazione della gara per capire di cosa stiamo parlando. Sabato 28 agosto e domenica 29 si corre qui. Dopo le gare di Acquathlon , la corsa più attesa il Triathlon off-road in Mtb a cui si sono iscritti anche il francese Nicolas Lebrun e il Tedesco Felix Schumann che in questa specialità sono dei big. Tra i nostri spicca invece il pluricampione Italiano Giampietro Defaveri. Che qui ha già vinto e che qui ritorna. Perchè come ha spiegato in un’intervista che si trova sul sito: <Questa è una gara durissima e proprio per questo bellissima. Chi vuole viene e parte, altrimenti corre a Forte dei Marmi, dove è tutto piatto…>. (http://www.villacidrotriathlon.com)

video pazzesco, gara fenomenale! Da anni avevo sentito dire che in Sardegna ci sono delle gare bellissime, e magari anche io quest’anno a Villacidro… In bocca al lupo a tutti
emozionante l’articolo e anche il video. un pizzico di invidia per chi può correre li…
Complimenti un bellissimo articolo, condivido in pieno ciò che dice Giampietro Defaveri nella sua intervista.