C’è modo e modo per dimostrare la propria gratitudine. E a volte un grazie non basta. Così sei coraggiosi  giapponesi hanno nuotato per 150 chilometri raggiungendo le coste di Taiwan pewr ringraziare degli gli aiuti ricevuti dopo il terremoto e lo tsunami di marzo. I sei sono arrivati sulle spiagge di Suao dopo avere affrontato forti venti e mare grosso, portavano delle cuffie con sopra stampate le bandiere dei due Paesi e la scritta “Grazie Taiwan e viva il Giappone”. Per gli ultimi metri della loro lunga nuotata sono stati accompagnati da circa 150 residenti della zona e dai tamburi suonati dai bambini delle scuole elementari, vestiti da pescatori.Taiwan ha inviato soccorritori e donato oltre 20 miliardi di yen (circa 190 milioni di euro) a sostegno delle operazioni di recupero per il disastro dell’11 marzo in Giappone, che causò oltre 20mila morti e un incidente nucleare. La maratona di nuoto, organizzata come una staffetta a tappe, è durata due giorni ed è partita dall’isola giapponese di Yonaguni. E’ è stata solo una delle manifestazioni di gratitudine dei giapponesi verso Taiwan. I cittadini del Giappone hanno infatti acquistato diverse volte spazi pubblicitari nei quotidiani taiwanesi per mostrare quanto abbiano apprezzato l’aiuto ricevuto. E la scorsa scorsa settimana una riserva naturale giapponese aveva inviato a Taiwan una coppia di gru della Manciuria, specie a rischio estinzione, come gesto di amicizia.