La vigilia della Cortina-Dobbiaco non è una vigilia qualsiasi. Innazitutto perché con una giornata di sole come quella di oggi lo spettacolo che sta qui intorno diventa una meraviglia del mondo. E non è un caso che L’Unesco abbia fatto di queste Dolomiti un pezzo del suo patrimonio. Ma poi perché Dobbiaco, che è un paesino fatto in due dai binari delle Ferrovie altoatesine, intorno a questa gara diventa davvero un crocevia di gente indaffarata. C’è chi arriva, chi fa la coda per ritirare i pettorali nel parco del Grand Hotel, c’è chi corre, chi accompagna i bimbi a correre nello spettacolo delle Kid Run. Che sono le corse riservate ai più piccoli e che fanno brillare gli occhi a Gianni Poli che si emoziona come fosse nuovamente vittorioso sul traguardo di New York. E forse di più perché in un paese dove si vive a pane e calcio far correre i bambini è davvero una grande impresa. Ma la vigilia della Cortina Dobbiaco sono anche gli alberghi pieni, gli amici che arrivano alla spicciolata, le code in autostrada e la gente che si organizza le colazioni all’alba per non perdere i bus che domattina li porteranno alla partenza. Storie di campioni che corrono oper vincere, storie di amici che sono qui per passare insieme un bel week end di sport e storie di gente che viene da queste parti a festeggiare i cinquant’anni. La vigilia della Cortina Dobbiaco però può essere anche tante altre cose insieme. Un piatto di canederli, un tuffo con i tuoi figli nella bella piscina dell’Hotel Sonne, uno sguardo alle Tre cime di Lavaredo o 70 chilometri in montainbike su percorsi e paesaggi che ti lasciano senza fiato. Che alla vigilia della Cortina Dbbiaco non si dovrebbe fare…ma chissenefrega. Come diceva Rossella O’Hara in Via col vento? “Dopotutto domani è un altro giorno…”

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Cortina Dobbiaco, la vigilia non è una vigilia come le altre, 5.0 out of 5 based on 1 rating