Layout 1Beata l’ultima se chiude la maratona di Honolulu che, comunque vada, è sempre un bel correre. E l’ultima della Maxiclassifica, che ogni anno la redazione di Correre compila e allega al numero di febbraio in edicola da lunedì ,  è Simona Mirano. Signora milanese che ha tagliato il traguardo di Honolulu in 8 ore e 48 minuti scortata dal marito, Fabio Comba che chiude così la classifica maschile. Con la Maximaratona si rinnova anche quest’anno il rito della classifica che toglie ogni dubbio e ogni curiosità. Perchè i tempi sono nero su bianco e se lo scrive “Correre”, che sta al running come il Sole24re all’economia, non c’è possibilità di appello. Anche perchè, va detto,  i maratoneti sono un popolo strano, un po’ cacciatori e pescatori: corrono tutti raccontando ai quattro venti che di  tempi e personali poco gli importa assolutamente nulla poi però è la prima cosa che vanno a vedere. E da quando  il direttore Daniele Menarini e la sua squadra mettono a punto la maxiclassifica con certosina passione anche “barare” è diventato più complicato. Altro che trote da 6 chili o lepri da 15…Ma piccole rivincite personali a parte Maximaratona è anche un bilancio importante per misurare la pressione di un movimento che in questi utimi anni ha avuto alterne fortune. Però le notizie continuano ad essere buone. Sono stati infatti 38.676 gli italiani che nel corso del 2015 hanno portato a termine almeno una maratona (42,195 km). Un record, che aggiorna il dato del 2014, quando il totale degli appassionati della “distanza regina” aveva per la prima volta superato il tetto dei 38.000 (38.254). I maratoneti sono in aumento trainati dalle donne per cui sembra davvero essere sbocciato l’amore per la maratona.  Le signore che lo scorso anno hanno finito un 42 chilometri sono state 5.922, in crescita dell’ 8,2% rispetto al 2014, quando erano 5.474. La più veloce di tutte è stata neanche a dirlo Anna Incerti  che a Nagoya, Giappone, l’8 marzo è arrivata al traguardo in 2ore 29 minuti e 10 secondi e che ha preceduto Fatna Maraoui (2.30’50” a novembre a Valencia) e Deborah Toniolo (2.31’28” a settembre a Berlino). Tra gli uomini il più veloce di tutti è stato il campione europeo Daniele Meucci con 2:11’10” (Otsu, Giappone, 1 marzo) seguito da Stefano La Rosa (2.11’11” ad orrobre ad Amsterdam) e Jamel Chatbi (2.12’17” a maggio a Praga). Dove corrono gli italiani? Roma è la più frequentata tra le maratone italiane, nonostante un forte calo rispetto al 2014 (14.875). Sul traguardo davanti ai Fori imperiali si sono presentati 11.487 corridori, 6.593 dei quali sono nostri connazionali. Seguono Firenze (29 novembre) con 8.275 arrivati (italiani: 6.253) e Venezia (25 ottobre), con 6.645 (italiani: 5.384). Tra le grandi maratone del mondo, la più amata dagli italiani si conferma ancora una volta la New York City Marathon (1 novembre) con 2.209 nostri connazionali arrivati su un totale di 49.312 “finisher”. La sorpresa è costituita dalla maratona di Valencia (15 novembre): con 1.183 italiani, la prova spagnola balza al secondo posto tra le preferenze all’estero dei nostri connazionali, superando mete abituali come Parigi (12 aprile, terza con 1.105 italiani), Berlino (27 settembre, 1.077 italiani) e Barcellona (15 marzo, 570 italiani). Presenze di italiani sono state rintracciate in 136 delle oltre duemila maratone disputate nel 2015 al di fuori dei nostri confini. Infine una nota tecnica, che tra tante note positive, conferma che il movimento azzurro della maratona anche se cresce non è di livello eccellente: “Anche in questo 2015 come nel 2014 e nel 2013 il livello è piuttosto scadente- spiegano i tecnici di Correre- Ciò si capisce già dal decimo posto in giù. Il cinquentesimo posto, ad esempio, nel 2015 è oltre le 2ore e 32 minuti mentre nel 2014 era di 2.30’38” e nel 2013 di  2.30’33″…”. Non si può aver tutto nella vita.